Armamento
Parametri vitali
Valore
Energia
Coraggio
Forza
Abilità
Asjah Invia una Missiva a Asjah Kioskas Klivia
 
 

Asjah, Vicecomandante delle Amazzoni di Zaira. Il mio nome è Asjah. Nacqui in una giornata frizzante ed ebbra di rigogliosa purezza… fui cresciuta dalla buona Gheira nelle terre a nord delle montagne che delimitano l’orizzonte delle Kioskas. Fu lei all’età di quattordici anni a donarmi un ciondolo romboidale con all’interno una conchiglia con la forma di stella a quattro punte, affermando che erano stati i miei genitori a volere che solo raggiunta questa età dovessi riceverlo. Quella notte mi addormentai nel letto che da sempre mi aveva accolto… sognai una ragazza della mia età che sarebbe sembrata un’altra me se non avesse avuto differenze come il colore dei capelli… che aveva corvini… un'espressione più dura e abiti di pelle nera che fasciavano il suo corpo atletico e forte… l’impressione che si aveva nel vederla era di una persona determinata e segnata dalla vita. Al mattino mi sentivo turbata come se sentissi che questa ragazza che aveva riempito i miei sogni fosse in realtà qualcuno a me vicino… ma tacqui per rispettare la mia cara maestra di vita e non turbarla con delle sciocche supposizioni.
Fu sempre Gheira che mi insegnò l’arte della caccia e del combattimento. Abile con l’arco che fedele la accompagnava in ogni momento della sua esistenza, aveva anche una grandissima dimestichezza con la spada a due mani che i primi tempi invece non riuscivo a muovere in modo adeguato e che presto stancava le mie membra ancora deboli. Quando ritenne che fosse giunto il momento mi portò ad una battuta di caccia e non rimase sorpresa delle mie doti di amazzone fiera e coraggiosa… là… per la prima volta nella mia breve esistenza sentii in pieno la forza che la natura irradiava e da essa attinsi a piene mani il sapore dell’esaltazione data dalla battaglia… in seguito più volte mi addentrai nella foresta ed in una di queste occasioni, tanto ero presa dalla caccia da non rendermi conto dell’arrivo della notte che mi sorprese mentre ero appostata su di un ramo. Le tenebre erano rese ancora più oscure dalla folta vegetazione e l’unica indicazione di dove mi trovavo era segnalata dalla moltitudine di animali che rincorrevano i propri lugubri richiami… all’improvviso… quando ancora non avevo bene in mente del come uscire da questa situazione, fui distratta da un rumore di zoccoli. Il suono si faceva sempre più vicino e fu così che per la seconda volta la rividi… la ragazza che in sogno mi era apparsa, ora più matura di età ed in carne ed ossa, mi passava davanti… chi era quella donna a me così familiare??? Passai la notte lì nella foresta, presa da uno sgomento inesauribile che mai avevo provato… il vento potente scuoteva le chiome degli alberi con sibili sinistri e dentro di me una ridda di emozioni vibrava fin nel profondo… comprendevo che il suono che mi circondava altro non era che il grido disperato della mia anima confusa… mentre una nuova determinazione stava nascendo nel mio essere… dovevo sapere!!! Il giorno seguente andai direttamente sul tronco spezzato dove la mia cara maestra soleva passare i momenti di riposo, proprio sotto le grandi querce della saggezza, ed a lei chiesi: “Buona Gheira… cosa mi hai tenuto nascosto fino ad oggi? Ho visto una ragazza che credevo far parte dei sogni passare sotto i miei occhi… tu sai chi è vero?” “Piccola Asjah… temevo il giorno in cui avresti potuto pormi questa domanda… la ragazza che hai visto è tua sorella… le vostre vite sono state divise il giorno della vostra nascita… il medaglione che ti diedi è l’unico legame che ti resta con lei… ma credo tu abbia anche un fratello… anche se di lui poco posso dire…“. La guardai fissa negli occhi mentre prendevo coscienza di questa nuova verità… poi le risposi con dolcezza: ”Mi hai cresciuta con un amore degno di madre… i tuoi insegnamenti hanno fatto di me una combattente coraggiosa ed indomita… il cammino che devo seguire mi porta lontano dal tuo cuore ma non posso ora che so, far altro che iniziare a percorrere la strada che il fato ha segnato per me!“. L’amorevole Gheira alzandosi si asciugò una lacrima, mi consegnò l’arco che sempre aveva tenuto con se… e si diresse verso casa senza più voltarsi. Non facile cosa è stata raggiungere Klivia… varie e molteplici sono state le vicissitudini dove io ed il mio arco ci siamo dovuti misurare con le difficoltà poste sulla nostra strada e non direi il vero nell’asserire che è questo il luogo dove troverò ciò che cerco… ma chiedo di essere accettata tra di voi come Amazzone Zaira e fino a quando resterò giuro la mia totale fedeltà alla Madras e all’Imperatrice!