Armamento
Parametri vitali
Valore
Energia
Coraggio
Forza
Abilità
Eve Invia una Missiva a Eve Kioskas Klivia
 
 

Eve, Prima Amazzone Guida Froll. "Che strana la vita" mi sento dire a Myrt durante un giro di ricognizione attorno alla Kioskas, “Dopo anni passati a girovagare per Arcano eccoci ancora qui. Tu, una Madras rispettata ed amata, e io una delle tue fedeli Amazzoni.” Lei si ferma, si volta verso di me e mette una mano sulla mia spalla guardandomi con la solita intensità. Myrt non è mai stata dotata nel -dono- della chiacchiera ma ha sempre saputo guardare oltre… “Sei una delle mie più fedeli Amazzoni. Ti ricordo Sacerdotessa, ti ricordo Froll e ti ricordo madre. E ti ricordo al mio fianco.”
Sorrido.
Che strana vita. Mi ha portato ad affrontare continui ostacoli mettendomi alla prova e lasciandomi spesso con l’amaro in bocca, ma mi ha sempre concesso una casa in cui tornare.
Torno con il pensiero al mio sangue, tre figlie che vivono lontane per mia scelta. Dopo averle allevate e cresciute con l’amore di una madre devota ho ritenuto opportuno svezzarle mandandole nel mondo a sviluppare le loro capacità, ad affinare il loro intuito e a maturare per diventare donne.
Anni prima il Consiglio delle Madras, andando contro le vecchie usanze, mi permise di mantenere il mio ruolo di Prima Amazzone Guida e di Amazzone delle Froll concedendomi comunque di occuparmi del mio sangue. Sono grata a coloro che mi hanno accolta anni fa, nutrendomi da bambina e aiutandomi a maturare, dandomi la possibilità di continuare ad essere quello che sono, un’Amazzone, lasciandomi il tempo necessario per svolgere il mio ruolo di madre e di tornare poi, a servire Nimira con le armi, come ho fatto.
Continuo il giro di ricognizione al fianco del mio Comandante. Sento la voce di Arcano attorno a noi che ci sussurra e ci culla nelle sue braccia; una leggera brezza mi accarezza i capelli argentei raccolti in una lunga treccia, scherzo o dono della Madre che spesso, per passare inosservata, tingo di nero e sento un brivido lungo la schiena che mi percorre dal capo fino alla pianta dei piedi protetti da morbidi calzari. Sento la Terra sorridere sotto di noi mentre la percorriamo attorno all’alto muro della Kioskas di Klivia. Guardo in alto verso una torre dove un nuovo Dragone è di guardia; queste mura maestose mi hanno sempre fatto sentire più piccola di quanto già sia, e non sono mai stata una donna alta poiché sono nata prematura e sono rimasta piccola e longilinea. Lancio un’occhiata alla Madras al mio fianco che mi supera di tutta la testa e sorrido ricordando quando decisi di lasciare il Tempio per prendere le armi e dovetti mostrarle la mia abilità: non essendo stata dotata dalla Madre da forza o altre particolari doti di potenza ho sviluppato rapidità e scioltezza nei movimenti, agilità e fluidità imparando a maneggiare la spada ma soprattutto i pugnali e l’arco.
I ricordi mi riempiono la mente mentre, spalla a spalla con Myrt, rientriamo dal portone della Kioskas. Raramente il nostro Comandante ha tempo per svolgere queste mansioni da Amazzone semplice, ma quando può si unisce a noi. Sorrido mentre rientriamo al Quartier Generale; la saluto e mi avvio all’armeria lasciandovi la maggior parte delle armi che ho con me e tenendo solo un lungo pugnale seghettato. Mi spoglio delle vesti -da battaglia- per indossarne di più comode e il mio sguardo si poggia su alcuni dei miei tanti tatuaggi. Ne esco che è ormai sera e tutti gli Hammers si apprestano a rientrare nelle loro case. Sotto la luce che va affievolendosi anch’io, con calma, rientro nella mia.