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La caccia

Immagine del racconto


 

Bern era un artigiano specializzato in statuette di legno. Egli viveva a qualche minuto di cavallo dalla kioskas di Launam, coltivando un piccolo orticello, tagliando alberi e intagliando statuette.

Una mattina, alzatosi, vide che alcune delle sue piante erano state mangiate da un grosso animale, poco più in là trovò le impronte di un cervo. Preso un lungo coltellaccio, il suo arco e la faretra con le frecce, si mise subito a caccia del cervo, sperando di poterne rivendere la pelle a qualche mercante e potersi cibare della sua ottima carne.
Dopo un lungo inseguimento ai margini della foresta, raggiunse il cervo quando Amanuator iniziava la sua discesa nel cielo. L'animale si stava abbeverando ad un ruscello, una ventina di antie più avanti.
Bern fece attenzione a rimanere controvento, posò nella custodia il coltellaccio con cui si era fin allora aperto la strada e prese l'arco, facendo più attenzione possibile a non fare rumore.
Afferrò l'arco nella mano sinistra, tenendolo lungo i fianchi. Col fianco sinistro rivolto all'animale, divaricò leggermente le gambe, tenendo i piedi paralleli. Prese la classica posizione "a croce" e con la mano destra prese una freccia dalla faretra che aveva sulla schiena, senza perdere di vista il cervo. Era un esemplare maschio, abbastanza vecchio; probabilmente aveva perso il branco. Tenendo la freccia con indice e pollice, la posò sulla corda e si preparò a tenderla. Indice sopra la cocca, anulare e medio sotto, la freccia guida rivolta all'esterno. Inspirando alzò il braccio sinistro e cominciò a tendere la corda, fino a portare la cocca all'angolo della bocca.
Raggiunta quella posizione, smise di tirare la corda, fece invece forza con il sinistro, come se volesse spostare l'arco in avanti. Raggiunta la massima tensione, stette in apnea e aprì la mano sinistra. Restò in apnea per qualche stilla, cercando il momento giusto per tirare. Mirò al costato, ma sapeva che il vento leggero avrebbe sicuramente spostato la sua freccia verso l'anca. Aprì dolcemente le tre dita della mano destra contemporaneamente e la freccia schizzò via. Il cervo si girò ad osservarlo mentre Bern, nuovamente nella posizione della croce, stava immobile a fissare il percorso della freccia. A metà del percorso, una improvvisa
folata di vento fece deviare la freccia, che mancò di molto il bersaglio.
Il cervo scappò subito via, inseguito per un breve tragitto dall'intagliatore. Ma nonostante l'età, il cervo era molto più veloce dell'uomo e riuscì a seminarlo in poco tempo. A quel punto Bern tornò indietro e cercò la propria freccia, un po' deluso per la giornata buttata al vento. Trovatala, pensò "Ma si, alla fine è servito per rompere un po' la monotonia. Era molto tempo che non andavo a caccia, dovrei farlo più spesso" e si diresse verso casa.



 

Elvelion



 

 

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