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Lo strano agguato

Immagine del racconto


 

Quando Mikasa venne a sapere che Molten l'avrebbe nuovamente cavalcata a fianco di Kikka e Shaki, nitrì sonoramente dalla gioia. Si lasciò sellare e preparare senza perdersi con lo sguardo il suo cavaliere, quasi timorosa che potesse cambiare idea.
Partirono finalmente per raggiungere le mura di Kanveska e tutto il tragitto fu un continuo tentativo di galoppare da parte di Mikasa ed un frenare da parte di Molten.

Arrivarono puntuali al luogo indicato da Kikka. Il guerriero stava per scendere da cavallo quando udì in lontananza un forte rumore di zoccoli. Non poteva essere la sua amata ed il suo udito non si sbagliò.
Da dietro un tratto di strada che correva nascosto da folti cespugli sbucarono due figure a cavallo; i loro animali galoppavano selvaggiamente e con il loro avvicinarsi Molten vide che avevano le spade sguainate pronte a colpire.
L'Etek non si fece sorprendere, sguainò a sua volta la spada e lanciò Mikasa contro i due cavalieri. Quando si incrociarono le lame delle spade iniziarono ad emettere suoni che per amazzoni e guerrieri sono melodie. I ferri che si scontravano provocavano scintille come se fossero battuti in fucina.
Molten, con qualche difficoltà, riuscì a tenere a bada le due persone che avevano incrociato le armi con lui fino a quando i due, improvvisamente, ripresero la folle cavalcata scomparendo nella foresta. Il Guerriero rimase stupito di questo strano comportamento: non aveva riconosciuto i suoi assalitori perché non avevano insegne né fregi; i loro cavalli erano privi di drappi o segni particolari sulle selle.
Tutto ciò non piacque a Molten; stava ancora riflettendo sull'accaduto, quando da Kanveska giunse Kikka. Al vederlo tutto scompigliato e con la spada in mano s'allarmò immediatamente.
"Cos'è successo, pensavo avessimo un appuntamento romantico, ma la tua spada sguainata mi fa pensare al peggio".
Molten le spiegò velocemente quanto accaduto, poi risoluto e deciso come si conviene ad un guerriero e soprattutto preoccupato per l'incolumità dell'adorata Strega, le disse: " Presto torniamo a Kanveska; lì tu avviserai Madras Kristal di quanto accadutomi e vi rimarrai fino a quando non farò ritorno da Ylea, dal Quartier Generale degli Etek dove avviserò il mio Comandante Galdor Falassion. Strane cose stanno accadendo ad Arcano: i Dragoni Dulkar sono in marcia da giorni e dovrebbero aver raggiunto ormai Aktual portando notizie poco confortanti. Ora questo strano agguato, è chiaro che qualcosa non funziona. So che vorresti essere al mio fianco, come io vorrei stare qui con te, ma in quest'occasione saremo più utili ad Arcano se faremo come ti ho detto".
Kikka ascoltò preoccupata le parole di Molten e poi partirono al galoppo verso le mura della Kioskas. Giunti al posto di controllo si fermarono e scesero da cavallo entrambi; lasciarono sciolti Shaki e Mikasa sicuri che non si sarebbero allontanati e si strinsero in un abbraccio forte.
"Strano è a volte il destino, ci siamo appena incontrati e già dobbiamo lasciarci. Non temere mia adorata strega, farò il più presto possibile; l'amore che provo per te sarà il mio faro guida in questi tempi bui."
Rimasero stretti ancora per un po', poi Molten si sciolse dall'abbraccio di Kikka e la baciò teneramente.
La Strega venne aiutata a salire a cavallo e prima di entrare nella Kioskas disse ancora al suo Guerriero: "Fai attenzione amore, e che le Dee siano con te. Torna presto".
Detto ciò si avviò per passare il controllo delle Amazzoni di guardia seguita con lo sguardo dall'Etek. Quando la sua figura venne inghiottita dalla Kioskas, Molten saltò in groppa alla sua cavalla, le diede due carezze al collo e le disse: "Corri amica mia, che le tue zampe siano come ali e ci portino fino ad Ylea senza intoppi".
Mikasa nitrì sonoramente, poi partì al galoppo verso la Kioskas degli Etek.



 

Molten



 

 

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