bordo_op.gif (351 byte)

Sogni

 

HATSHEPSUT

Mi svegliai nel cuore della notte con il cuore in tumulto, in un bagno di sudore.
Ancora una volta quel sogno mi aveva svegliato, era da mesi che si ripeteva e ogni volta mi ritrovavo con la medesima sensazione di paura.

C'era molto caldo, l'umidità si posava sulla pelle rendendola appiccicosa, il buio era schiarito dalla luce della luna piena che splendeva tra migliaia di stelle, cercai di riprendere sonno, ma come era accaduto le altre volte non ci riuscii.
I pensieri si rincorrevano rendendomi vigile e attenta ai rumori della notte, un lupo lanciava il suo saluto alla luna, il gracidio delle rane della palude arrivava fino alla mia capanna, un esercito di zanzare era alla caccia della vittima, il fiume Kruill scorreva placidamente.
Fu proprio il fiume che riuscì ad attirare la mia attenzione al punto che decisi di andare a fare una nuotata ristoratrice, il contatto con l'acqua fresca e limpida mi avrebbe rilassato e probabilmente dopo sarei riuscita a prendere sonno con più facilità.
Le strade della kioskas erano silenziose, tutti gli hammers dormivano di un sonno ristoratore, solo le torri di guardia mostravano segni di vita, le vedette erano sempre vigili, in fondo qualche darkayer ogni tanto tentava di entrare nei magazzini delle scorte per appropriarsene.
Già pregustando il piacere della nuotata notturna, mi diressi verso il laghetto che il fiume alimentava con una cascata, l'acqua sotto questa era un insieme di bollicine, una piattaforma di pietra sembrava esser stata posta proprio al di sotto dello scroscio per potersi sedere e avere la piacevole sensazione dell'acqua che scorreva sul corpo.
Dopo aver lasciato i miei abiti sul prato, mi tuffai sentendo istantaneamente una sensazione di piacevole refrigerio, dopo una lunga nuotata salii sulla piattaforma e sedetti sotto la cascata, in un primo momento i miei pensieri furono catturati alla bellezza del luogo, quel laghetto era circondato da un prato, dove grandi alberi avevano messo radici, la luna si rispecchiava nell'acqua calma creando dei giochi di luce ipnotizzanti, il profumo delle erbe si diffondeva inebriando i sensi.
Ripensai al sogno che da mesi tormentava i miei sogni.
...Tutto ha inizio al Tempio dei sogni, assisto ad una cerimonia nuziale, non riesco a vedere chi siano gli sposi, ma vedo chiaramente tutte le persone presenti, sembra che tutti gli hammers si siano dati appuntamento per quell'evento.
Posso percepire il profumo dell'incenso che viene bruciato sull'altare, le luci delle candele formano strani giochi di luce sul soffitto, una musica soave accompagna il rito.
Nel momento in cui gli sposi stanno per pronunciare le loro promesse il portone del tempio si spalanca con un boato che ci fa trasalire.
Nella forte luce proveniente dall'esterno si profila un'ombra che con molta lentezza inizia ad avanzare nella navata.
L'uomo misterioso è avvolto da un mantello blu notte, alcuni ricami formano quello che sembra il sole, delle rune contornano il bordo, il cappuccio è calato sulla testa quasi a voler nasconderne il volto, in mano ha un bastone.
Giunto in prossimità degli sposi, alzando le braccia verso l'alto, quasi volesse accogliere su di se tutta l'energia presente, con voce profonda e tranquillizzante gli dice:
<Nessuno dei presenti sarà felice finchè il sacro fuoco non sarà di nuovo acceso! Nessuno sarà al sicuro finchè nel sacro fuoco non sarà bruciata la medaglia di Alaya! Voi conoscevate le regole e le avete disprezzate, ora dovete trovare pagare il pegno richiesto!>, poi come per magia scompare lasciandoci spaventati per quella minaccia.
La scena successiva del sogno si sposta.
Questa volta sono rinchiusa in quella che sembra una grande caverna, le torce ardono illuminando le pareti completamente ricoperte di rune e strani disegni, c'è caldo e provo una sete tremenda, imploro aiuto, ma nessuno mi viene a salvare.
Proprio come nel tempio all'improvviso compare l'uomo, mi si avvicina, ma non riesco a vederlo in volto, sento solo le sue parole che dicono: <Il sacro fuoco è riacceso!>, poi la sua figura scompare e vengo avvolta dalle fiamme....
Erano le fiamme a farmi svegliare ogni volta, avvertivo il dolore acuto provocato da queste e la terribile sensazione di panico mi avvolgeva.
Non capivo il significato, non sapevo con chi parlarne, mi sentivo una sciocca a farmi spaventare per così poco, in fondo era solo un sogno, ma benché cercassi di convincermene mi resi conto che avevo paura, molta paura!


HASHEPSOWE

Sembrava una giornata come tante quella che era incominciata con le solite preghiere ed abluzioni nella Sacra Fonte della Dea ed era poi proseguita con i Riti del Saluto al Mattino presso l'Altare dell'Essenza Cosmica della Dea, posto al centro della Sacra Cintura.
Nessun Hammer era presente ed il suono della mia voce rimbombava nel silenzio sacrale del Tempio. Era una cosa normale da qualche tempo a questa parte: dopo l'ultimo terremoto, la fede degli Hammers si era ridotta alla semplice abitudinaria osservanza dei riti legati alle grandi festività ed era molto raro che qualche pellegrino si soffermasse in preghiera dietro alle austere colonne del peristilio.
Quando, al termine del rito, entrai nel Naos dell'Ascolto, convinta di trovarlo vuoto come ormai spesso accadeva, fui sorpresa di trovarvi invece l'ultima persona che mi sarei aspettata di vedere nel tempio: l'amazzone Hatshepsut!
La donna abitava a Klivia ed il Tempio dei Sogni era molto lontano da quella kioskas, che tra l'altro non aveva mai brillato per particolare fervore religioso, retta com'era dalla coriacea Myrt, che aveva più volte proclamato il suo agnosticismo.
Ma questo non era il solo motivo di stupore: Hatshepsut ed io avevamo infatti avuto parecchi motivi di scontro in passato, quando la donna mi aveva accusata di connivenze col nemico per averle impedito di uccidere una giovane ribelle che avevo poi accolto nel tempio come novizia.
Ricordavo che in quella circostanza, si era dovuto scomodare persino il custode per dirimere la questione e da allora io e l'amazzone non ci eravamo più rivolte parola, limitandoci ad ignorarci se per caso ci capitava di essere invitate alle medesime riunioni ufficiali.
Ma ora Hatshepsut era di fronte a me, con il suo profilo sensuale, ma senza quell'espressione di sfrontata sufficienza che le avevo sempre veduto stampata sul volto!
Anzi, osservandola meglio, notai che la donna era pallida ed i suoi occhi cerchiati rivelavano la stanchezza di notti insonni, forse dense di preoccupazioni.
"Quali funesti pensieri conducono Hatshepsut nel Naos dell'Ascolto?..." domandai, con voce vibrante di istintiva diffidenza nei confronti della donna che avevo di fronte.
"Pace Hashepsowe... pace... " mi rispose l'amazzone "So di non esserti simpatica e non ho mai fatto nulla per nascondere l'antipatia che anche io ho sempre provato per te... ma forse ora è giunto il momento di comporre i nostri dissidii e di provare a conoscerci meglio..."
"E perchè se di grazia mi chiedi questo?..."
"Perchè Arcano ha ora bisogno del sostegno di tutti i suoi figli... perchè per sopravvivere dobbiamo imparare a collaborare... e forse anche io ho sbagliato nei tuoi confronti... Vuoi concedermi una seconda possibilità, tu che di solito sei così pronta all'accoglienza ed al perdono?.."
Guardai l'amazzone dritta negli occhi e non percepii alcun inganno nel suo sguardo.
Un tenue sorriso increspò le mie labbra mentre mi protendevo verso di lei per il rituale abbraccio con cui la Somma Sacerdotessa è usa accogliere coloro che si presentano nel Naos dell'Ascolto.
"D'accordo Hatshepsut... dimentichiamo quanto fino ad oggi ci ha divise e fingiamo di esserci appena conosciute... Cosa ti ha condotta oggi, qui nel Naos dell'Ascolto?"
"Ho bisogno del tuo aiuto, sacerdotessa... " rispose la donna senza abbassare lo sguardo "si dice che tu sia esperta nell'interpretazione dei sogni... ed io ho un sogno ricorrente che da molte lune incendia le mie notti di oscuri presagi.... e tra l'altro questo sogno ha inizio proprio qui nel Tempio dei Sogni..."
Vidi la paura adduggiare lo sguardo di Hatshepsut man mano che la narrazione procedeva e quando tacque, compresi che la sua paura non era immotivata ed irrazionale, nonostante lei stessa cercasse di minimizzarla.
Quel sogno conteneva un messaggio importante ed anche io provavo un senso di indefinibile inquietudine, come se il suo racconto avesse risvegliato in me l'eco di una lontana memoria.
"Non ti posso rispondere subito... " le dissi dopo aver riflettuto per alcuni istanti in silenzio "L'unica cosa che ti posso dire adesso è che il tuo sogno contiene un messaggio importante... un messaggio che non può essere trascurato e che viene direttamente dagli dei! So che nella kioskas di Klivia non amate molto le cose mistiche e che molti di voi le considerano sciocche superstizioni... ma se sei venuta da me, evidentemente hai sentito il bisogno di confrontarti con gli aspetti Non Visibili del nostro mondo..."
"Ma perchè non mi puoi rispondere?... " domandò Hat con un accento di tormentosa premura "Io ho bisogno di sapere.... e di sapere al più presto: non ci resisto più in questa situazione di incertezza e di paura! Io sono un'amazzone e devo affrontare le cose con determinazione e con coraggio! Ma per fare questo, ho bisogno di sapere, lo capisci questo?..."
"Si... lo capisco... " risposi guardandola ora con dolcezza e con un rispetto tutto nuovo "ma io credo che ci sia voluto molto coraggio da parte tua per venire qui da me a domandarmi aiuto... e ti prometto che cercherò di accelerare al massimo i rituali che mi servono per rispondere alla tua richiesta... però... ho un'idea... forse dovremmo incominciare a cercare dall'ultima parte del tuo sogno, quella più traumatica: la caverna... Cerca di mettere a fuoco i particolari di quella caverna e dimmi se riconosci in essa un luogo che hai già visitato... perchè io credo che questa sia la prima cosa da fare: ritornare in quel luogo ed affrontare in esso i tuoi incubi e le tue paure... e... se mi vuoi... sono pronta ad accompagnarti in questo tuo Viaggio..."


HATSHEPSUT

Il freddo iniziò ad entrare nelle mie ossa, oramai erano due ore che stavo sotto quella cascata, avevo analizzato il sogno in tutti i dettagli, avrei potuto descrivere nei minimi dettagli ogni singolo fotogramma.
Conoscevo i segni, conoscevo in parte il significato delle mie inquietudini, ma volevo a tutti i costi cercare di non associarli al mio passato.
Sapevo che al tempio c’era Hashepsowe che interpretava i sogni, ma l’idea di andare a chiederle aiuto non mi piaceva, in fondo da che ero arrivata a Klivia non aveva fatto che fraintendere tutti i miei comportamenti, in più di una volta si era rivolta al Custode lamentandosi di me e non aveva gradito gli scherzetti che, in più di un’occasione, Ariadne e io le avevamo fatto.
Non la sopportavo proprio quando si copriva di santità, parlava dei suoi Dei e dispensava giudizi gratuiti anche quando non richiesti.
Non mi era mai importato nascondere questa antipatia, in fondo mi sono sempre divertita a sfidare gli altri perché scoprissero che le loro opinioni sul mio conto erano sbagliate, ma questa volta avrei dovuto mettere da parte questa mia sfida, sarei dovuta andare a chiederle aiuto.
Arcano era troppo importante per me, rappresentava la mia rinascita perché non combattessi per esso, in fondo avrei messo alla prova anche la sacerdotessa…
Qualsiasi interpretazione avesse dato ai sogni, sapevo che avrebbe dovuto dimostrare tutto l’amore che aveva per Arcano prima della fine di quella storia.
Avevo paura, sapevo che niente sarebbe stato facile, avrei dovuto nascondere qualche elemento, perché il passato non si sarebbe dovuto ripetere, ma sapevo che l’amore di molti hammers era tale che, questa volta, saremmo riusciti e io sarei rimasta nella casa che adoravo.
Lasciai che i pensieri fuggissero insieme alla luna che iniziava a sparire nella pallida luce del mattino, mi tuffai di nuovo in acqua e dopo una lunga nuotata decisi di andare direttamente il tempio, sapevo che la sacerdotessa compiva i suoi strani riti al mattino, quindi ero sicura di trovarla già sveglia.
Essendo il Tempio costruito con grandi pietre, l’interno era sempre più fresco, quel giorno non faceva eccezione, decisi di sedermi in una delle navate laterali, in quel modo se avessi cambiato idea sarei potuta scappare da tutta fretta senza essere vista.
Hashe non me ne diede l’occasione, infatti appena mi vide si avvicinò, si vedeva da lontano che la cosa la stupiva e la sua diffidenza era palpabile.
Sapevo di dover dire le cose giuste, sapevo che era troppo prevenuta e per questo avrei dovuto assumermi tutte le responsabilità dei nostri attriti, in fondo non mi importava, ciò che mi premeva in quel momento era trovare alleati per quella battaglia.
Le chiesi subito di lasciar stare il passato, le chiesi di unirsi a me nella battaglia che presto avrebbe colpito Arcano, poi iniziai a raccontarle del sogno con dovizia di particolari.
Man mano che procedevo nel mio narrare mi accorsi che lo sguardo della sacerdotessa si incupiva, conoscevo quei segni, li avevo visti un’altra volta nel viso della persona che amavo più di ogni altra cosa al mondo.
Hashe mi disse subito che avrebbe avuto bisogno dei suoi strani riti per darmi delle spiegazioni, naturalmente non era per sentirmi dire questo che ero venuta in cerca del suo aiuto, avevo bisogno di risposte concrete, per questo insistei parecchio cercando di farle capire l’urgenza della situazione.
L’unica cosa che mi consigliò fu quella di cercare di ricordare se in qualche modo conoscevo la caverna dove venivo bruciata e possibilmente intraprendere un viaggio per ritornare in quel luogo al fine di esorcizzare tutti i miei dubbi e le mie paure.
Vidi che il suo atteggiamento nei miei confronti, in qualche modo, era cambiato, una forma di rispetto traspariva nel suo sguardo, ebbi la conferma quando mi disse:
“Si... lo capisco.. credo che ci sia voluto molto coraggio da parte tua per venire qui da me a domandarmi aiuto... e ti prometto che cercherò di accelerare al massimo i rituali che mi servono per rispondere alla tua richiesta... però... ho un’idea... forse dovremmo incominciare a cercare dall’ultima parte del tuo sogno, quella più traumatica: la caverna... Cerca di mettere a fuoco i particolari di quella caverna e dimmi se riconosci in essa un luogo che hai già visitato... perché io credo che questa sia la prima cosa da fare: ritornare in quel luogo ed affrontare in esso i tuoi incubi e le tue paure... e... se mi vuoi... sono pronta ad accompagnarti in questo tuo Viaggio...”.
Non potevo dirle che in quella caverna io c’ero già stata, che non potevo ritornare, visto che era proprio a causa di essa che mi trovavo ad Arcano.
Lei non poteva sapere che proprio in quella caverna avevo visto la distruzione delle persone che adoravo.
Come non poteva sapere che l’uomo che avevo visto nel sogno era la persona più perfida che avessi mai conosciuto, ed ora stava cercando di insinuarsi all’interno di Arcano per poi poterne prelevare la linfa vitale.
Sapevo che nella biblioteca di Arcano avrei trovato qualche riferimento circa la medaglia di Alaya, speravo che la nostra Kristal mi avrebbe aiutato a capire cosa fosse e dove avrei potuta trovarla, per questo decisi di salutare Hashe.
“Hashe, intraprendere un viaggio senza sapere nulla credo non sia saggio, nella grande biblioteca spero di trovare qualche riferimento alla medaglia di Alaya, poi voglio cercare qualche testo che riporti le antiche rune, non sono sicura di trovare qualcosa, forse dovrei rivolgermi ad uno dei nostri maghi, ma tentar non nuoce! Sappi che tornerò presto per sapere quello che i tuoi strani riti ti hanno detto! Dopo credo che mi farò accompagnare nel lungo viaggio anche se, devo ammetterlo, non sono molto felice se lo dovrò fare!”.
Lo sguardo interrogativo della sacerdotessa mi fece capire che le mie enigmatiche parole non le erano chiare, ma era ancora troppo presto per raccontarle la mia storia.
Lasciai il fresco del tempio per immergermi di nuovo nella calura esterna che andava crescendo, vidi che la kioskas si svegliava, molti Hammers avevano iniziato a popolare le strade della kioskas.
La mia tappa successiva sarebbe stata la biblioteca, speravo che Kristal avesse deciso di iniziare a lavorare di buon mattino per sistemare le pergamene.
Anche la biblioteca come il Tempio era un edificio in pietra, ma contrariamente al Tempio che aveva ben poche finestre, questa costruzione sembrava volesse catturare la più piccola particella di luce, attraverso un gioco di vetri e di specchi, l’interno era molto luminoso.
Passavo ore intere tra quelle vecchie pergamene impolverate, mi piaceva leggere le storie di Arcano, in fondo era la mia casa e visto che non ci ero nata ero curiosa di conoscerne il passato.
Questa volta però mi diressi verso la stanza che Kristal usava per lavorare, vidi i segni della sua presenza e fui confortata, se esisteva qualcosa che facesse riferimento ad Alaya lei lo avrebbe saputo!
“Ciao Kristal” esclamai facendola sobbalzare “già al lavoro? Io sono stata a fare una nuotata al lago, ma ho bisogno del tuo aiuto!”.
“Ciao Hat” mi rispose dopo aver raccolto lo stilo che le era caduto “sono arrivata presto oggi, ho un sacco di pergamene nuove da mettere in ordine, ve ne sono alcune che devi assolutamente leggere! Ma dimmi di che hai bisogno?”.
“Esiste qualche riferimento nelle tue pergamene alla medaglia di Alaya?” le chiesi andando subito al dunque.
Non mi aspettavo una reazione di quel genere, la vidi sbiancare sgranando gli occhi non so se per la sorpresa o per la paura, dopo qualche secondo si riprese e la sentii sussurrare: “No, Alaya no! Alaya non può esser tornata!”.


KRISTAL

La "mia" biblioteca... il mio piccolo mondo...
Adoravo stare lì, immersa nelle pergamene che odoravano d'antico e di mistero.
Avevo riordinato tutto, dopo il terremoto che aveva scosso Arcano, e lavorando avevo scoperto molte pergamene... arcane, permeate di magia...
Sapevo che leggendole non avrei più avuto tranquillità, sapevo che il buio mi sarebbe stato nemico... sapevo che la mia mente, pur così razionale durante le ore illuminate dal sole, avrebbe percorso i sentieri dell'angoscia e della follia, quando fosse sopravvenuta la notte.
Eppure... non potei farne a meno...
E' per questo che il cuore mi sobbalzò in gola, quando udii quel nome... Alaya!
Non l'avrei mai potuto scordare, tanto era stato l'orrore suscitato in me leggendo le gesta legate a quelle poche sillabe...
Guardai Hatshepsut, giunta in biblioteca per cercare una risposta ai suoi incubi, cercando senza riuscirci di mantenere un atteggiamento quieto... e lei lesse nei miei occhi tutta la paura che provavo.
"Sei certa che vuoi... consultare quelle pergamene, Hat?"
"Certissima, Kri... Hashepsowe mi ha promesso il suo aiuto, ma io ho bisogno di sapere... prima. Devo sapere di più, tutto ciò che posso... Non so se ancora mi fido completamente di Hash..."
La capivo...
Anche per me il Tempio non era così accogliente e rassicurante come per i fedeli della Somma Sacerdotessa, non credevo nell'efficacia dei riti che compiva nè delle preghiere che recitava continuamente.
Tuttavia... a volte avrei voluto avere la sua fede, perché sicuramente avrebbe protetto la mia mente dalle oscure volute che la avvolgevano nelle ore più nere di Arcano...
"D'accordo, Hat" - le dissi dopo un lungo sospiro - "Ti aiuterò..."
"Nimira, veglia su di me..." - pensavo intanto, recandomi in fondo ad un lungo corridoio ove avevo confinato le pergamene che voleva Hat, seguita dall'amazzone che, pur impaurita, non cercava altro che uscire dai suoi terribili sogni... anche se la realtà sarebbe stata forse molto peggiore.


HATSHEPSUT

Come pronunciai quel nome Kristal cambiò espressione, divenne pallida e i suoi occhi tradirono la paura, qualcosa mi convinse che forse avevo trovato quel che cercavo!
Con voce incerta mi chiese se ero certa di voler consultare quelle pergamene e alla mia risposta affermativa, acconsentì a darmi il suo aiuto.
Mi fece cenno di seguirla lungo uno dei corridoi bui, dove solo gli scriba potevano accedere, spostò alcune pergamene polverose, prese tre rotoli che avevano l’aria di essere molto antichi e me li porse augurandomi buona fortuna.
Mi recai in uno dei tavoli vicino alle ampie finestre, senza perdere un solo attimo iniziai la lettura.
La pergamena era parte di un diario, non ero certo preparata a quello che c’era scritto.

<< Finalmente tutti hanno paura di Alaya, sono passati i tempi in cui tutti mi ridevano dietro, la mia magia ha raggiunto l’apice e tutti mi temono. Gli anni passati a studiare gli incantesimi, le ore trascorse nel mio laboratorio hanno fatto sì che la mia conoscenza sia totale.
Domani mi recherò dall’imperatrice… le farò sapere che le sparizioni avvenute in tutto questo tempo sono opera mia, sarà costretta a darmi ciò che voglio se vuole che tutto abbia fine. Rinchiudere le persone nella caverna inizia a stancarmi. >>.

Iniziai a collegare questi elementi con il mio sogno, un brivido mi attraversò la schiena, ma decisi di continuare la lettura, benché alcune parti della pergamena fossero illeggibili, l’insieme era comprensibile.

<< Sono stata dall’imperatrice, sa che se non mi manderanno le bambine volontariamente, le rapirò finchè troverò colei che porta il segno. Solo quando avrò trovato lei avrò la chiave per conquistare gli stati dell’unione. I suoi genitori pensavano di essere furbi, erano convinti che mandandola ad Arcano sarebbe stata al sicuro, non sapevano che la mia magia va ben oltre. Gli hammers dovranno decidere se sacrificare solo una bambina o perderle tutte, in un modo o in un altro non mi sarà difficile trovarla…….. Le bambine che ho rapito finora si sono rivelate delle seccature, nella caverna non fanno altro che piangere e gridare aiuto, sono costretta a chiamare di nuovo quel mercante di schiavi, in questo modo me le leverà di torno!… Ho fatto dei grossi progressi nello studio dell’incantesimo, le rune propiziatorie sono state dipinte nella caverna, il sacro braciere è pronto ad accogliere il fuoco che alcune gocce del sangue della bambina con la luna nella schiena accenderanno….. il fuoco mi darà il potere, mi darà il prestigio, mi renderà invincibile….. nessuno riuscirà a fermarmi…. >>.

Il resto della pergamena elencava degli elementi che servivano per l’incantesimo.
Mi resi conto che la mente di Alaya doveva essere molto malata, il suo voler conquistare il potere sembrava fosse l’unica ragione della sua vita, benché molti elementi fossero quelli del mio sogno, non riuscivo a capire che senso avesse tutto quello, nessuno minacciava Arcano, nessuna bambina era stata rapita, brancolavo nel buio.
Decisi di leggere la seconda pergamena, questa era la cronaca delle sparizioni avvenute per mano di Alaya, venni così a conoscenza che durante quel periodo aveva rapito ben 31 bambine prima di fare la richiesta all’imperatrice.
Lo scriba che aveva riportato quelle cronache, diceva che il metodo per fermare la maga era stato trovato, se ne sarebbe occupato il Custode.
La pergamena si concludeva con uno strappo, qualcuno aveva asportato una parte, forse la più importante!
Mi alzai, andai da Kristal e le dissi: “Ho bisogno di sapere come il Vecchio Custode avesse eliminato Alaya, pensi che in biblioteca esista il resto di questa pergamena?”.
La scribana mi guardò e rispose: “Non so dove sia quel pezzo di pergamena, forse è andato perduto con il passare delle lune, mi spiace!”.
“Credi che ci sia qualcuno nella kioskas in grado di aiutarci?” le dissi di rimando “Vorrei sapere come è stata annientata e che anello sono io in questa catena!”.
Ero disperata, volevo delle risposte, ma non avevo la pazienza per aspettare!


HASHEPSOWE

Hatshepsut se ne andò furente e sfiduciata. Appena l'amazzone ebbe varcato le porte del tempio, lasciai il Naos dell'Ascolto e con passo rapido raggiunsi nuovamente l'Altare Cosmico della Dea al centro della Cintura degli Dei.
Sapevo dove cercare ciò che Hatshepsut voleva sapere: l'Archivio Sotterraneo del Tempio dei Sogni ospitava infatti documenti antichissimi ed ero certa di avere già letto da qualche parte quel nome: Alaya!
Avrei voluto dirlo ad Hatshepsut, ma non me ne lasciò il tempo: delusa da quello che per lei era soltanto l'assurdo vaneggiare di una povera demente, si era precipitata fuori dal Tempio, a testa bassa, decisa a non prestarmi più ascolto.
Avevo percepito le vibrazioni di ogni suo singolo pensiero, durante quello strano colloquio: la palese antipatia che la paura l'aveva indotta a soffocare, la sua sfida repressa e celata sotto alle parole di pace che le sue labbra pronunciavano ma che il suo cuore non riusciva ancora ad assimilare, la speranza ed il coraggio di superare i suoi stessi sentimenti per cercare risposte agli angosciosi incubi che la tormentavano... ed infine la delusione, la premura di sapere, la rabbia e la rinnovata ostilità nei miei confronti.
Ma non volevo davvero ricominciare a polemizzare con lei.
Che cosa importava in fondo, in quel momento drammatico, se lei mi credeva meschina e pavida?
Non dovevo dimostrarle nulla in fondo e la mia consapevolezza di non avere mai compiuto nei suoi confronti le azioni di cui il suo cuore mi accusava mi bastava!
Quando le avevo aperto le braccia per accoglierla nell'abbraccio rituale, ero stata sincera ed avevo realmente cancellato il passato, pronta a dimenticare diffidenze e rancori ed a ricominciare daccapo con lei.
Mi dispiaceva di avere perso l'occasione per conquistare a mia volta la sua fiducia, ma non potevo essere diversa da come ero: per me il mondo degli spiriti era importante e non potevo tradire le cose in cui credevo.
Capivo che ai suoi occhi i miei rituali erano soltanto una inutile perdita di tempo, ma io sapevo che non era così e che la stessa medaglia di Alaya che tanto la spaventava era inestricabilmente legata al mondo mistico e tra poco ne avrei avuto la conferma.
Entrai nel vano segreto all'interno dell'Altare Cosmico e presi con me una torcia dalla cesta posta a fianco della lunga scala che si inoltrava nei sotterranei del tempio.; la accesi e scesi ad uno ad uno i gradini consumati dal tempo e dai passi di coloro che prima di me avevano percorso quelle oscure vie. In fondo alla scala, uno stretto cunicolo conduceva alla Cripta del Tempio dove riposavano le spoglie mortali delle sacerdotesse del passato, mentre nella parete destra si apriva una porticina apparentemente insignificante.
Infilai nella toppa il pesante chiavistello ed entrai nell'ampia sala.
Percorsi le lunghe file di scaffali polverosi illuminando con la torcia ad uno ad uno il dorso dei grandi volumi di pelle damascata che contenevano le pergamene ingiallite ricoperte dalla fitta ed elegante calligrafia delle sacerdotesse amanuensi che con pazienza avevano vergato le parole nel corso dei secoli per preservarle dall'Oblio e consegnare ai posteri la Memoria del Passato.
Passai veloce attraverso la prima fila di scaffali; non ero interessata ai documenti che sancivano i momenti della vita pubblica degli hammers: atti di nascita, giuramenti, matrimoni, alleanze, atti di morte sfilarono rapidamente davanti ai miei occhi senza attrarre la mia attenzione.
Attraversai poi la seconda serie di ripiani e mi soffermai qualche istante a contemplare i trattati di erboristeria e medicina.
Guardai con molta attenzione i volumi della terza fila, che contenevano opere teologiche, filosofiche ed esoteriche ed infine raggiunsi l'angolo più remoto dell'Archivio, ed aprii l'armadio di ebano nero che conteneva i libri "proibiti" del Tempio: quelli dedicati al culto degli dei oscuri ed alle pratiche di spiritismo, occultismo e negromanzia.
Nel ripiano più in basso, trovai ciò che cercavo: un grosso tomo rilegato in pelle di serpente nero con le lettere in oro che spiccavano sul frontespizio: ALAYA.
Presi il volume e mi spostai con esso sul tavolo posto al centro dell'Archivio.
Infilai la torcia in uno dei supporti a muro e, dopo aver acceso la lampada ad olio posta sul tavolo stesso, mi sistemai sullo scomodo sgabello e cominciai a leggere le antiche rune, sfogliando delicatamente le pagine per non farle sbriciolare sotto alle mie dita.
Non so quanto tempo trascorse prima che il significato di quei segni arcani mi fosse chiaro.
Piccole gocce di gelido sudore imperlavano la mia fronte, mentre un profondo brivido di orrore pervadeva la mia anima nel leggere quella storia di sangue, malvagità ed efferati delitti.
Il racconto era quello di una bambina che Alaya aveva corrotto ed allevato nel terrore, per farne la sua schiava ed erede demoniaca e si dipanava sotto ai miei occhi in un crescendo di crudeltà e profezie deliranti.
Provai un enorme sollievo quando infine richiusi quel libro maledetto.
Ora il sogno di Hatshepsut mi era chiaro ed ero anche certa di sapere dove era stata nascosta la famosa medaglia.
Mi occorreva ancora soltanto una prova e la Cripta del Tempio me l'avrebbe fornita!
Riposi il volume nell'armadio, ripresi la mia torcia ed uscii dall'Archivio, richiudendo la porticina con due mandate del pesante chiavistello che poi riposi nella tasca interna della mia veste.
Proseguii lungo l'angusto corridoio fino a che non raggiunsi la Cripta.
I miei passi rimbombavano nel silenzio spettrale del corridoio, mentre le ombre silenti delle mie antiche consorelle sussurravano nella mia mente parole di mistico timore.
Quando la mia torcia illuminò il volto marmoreo di Madras e la sua fronte cinta di gloria e di mirto, ebbi la conferma di ciò che sospettavo.
Ora non mi restava che risalire nel Tempio ed attendere il ritorno di Hatshepsut, che ero certa non avrebbe tardato a tornare a farmi visita!


BERSERK

Stavo rientrando alla Kioskas….. ero stato nel territorio delle Hybrians a caccia.. è un buon posto per la selvaggina.. e loro mi avevano dato il permesso di cacciarvi…. credo che mi abbiano preso in simpatia.. mha…
Comunque, mentre rientravo vidi Hat che si dirigeva con aria preoccupata da Kri, ed entrò nella sua biblioteca, un'aria che mi incuriosì.. di solito quel genere di espressione significa problemi.. hehe interessante.. molto.
Restai li ad aspettare…. mi chiusi nel mantello nero tirandomi su il cappuccio e confondendomi così con l’oscurità della tarda sera………
Finalmente uscì… di fretta…. non sapevo dove stesse andando ma decisi, nascosto nell’oscurità, di seguirla…..
Alzai un attimo il cappuccio per vedere meglio….. e nell’oscurità le mie pupille… fessure verticali di luce rossa come il magma brillarono nel buio….
Poi calai di nuovo il cappuccio e iniziai l’inseguimento


HATSHEPSUT

Quella ricerca tra le pergamene mi stava sfinendo, non riuscivo a venire a capo di quel misterioso evento.
Se era avvenuto in passato, come mai in nessun'altra pergamena vi era un riferimento a quei fatti?
Kristal davanti a me aveva un'espressione strana, non riuscivo a capire se mi stava nascondendo qualcosa o se, anche lei, era impotente davanti a tutto questo.
Forse aveva l'impressione che fossi matta, iniziavo a pensarlo pure io!
"Hat, forse c'è qualcuno che ci può aiutare, bisognerà chiedere a Xandor il mago, credo che abbia qualche pergamena che il Custode gli ha affidato tempo fa, credo servissero per studiare degli incantesimi segreti e complicati, ma non sono sicura che ci sia qualcosa che faccia riferimento ad
Alaya!" mi disse la scribana con un sorriso speranzoso.
"Hei Kri, non è che questa è una scusa per mettere in mezzo il tuo Xandorino? Guarda che questa è una cosa seria!" le risposi cercando di sorridere alla battuta stupida che avevo appena pronunciato.
"HAAATTT, piantala!!! Sai benissimo che Xandor è un ottimo mago, inoltre conosce bene gli stati dell'Unione visto che è tornato da poco ad Arcano dopo esser stato esiliato a causa delle calunnie dette dal suo capo!" disse Kri con aria piuttosto seria.
"Da quando fai coppia fissa con lui, non accetti che si possa scherzare sulla sua persona! Su dai, cercavo di allentare la tensione!!" sussurrai, strizzando l'occhio "Va bene, credo che ogni strada possa esser battuta, magari il magastro ci riserva delle sorprese! Gliene parli tu? Vista l'ora credo che sarebbe il caso di tornare a casa, inizio ad essere stanca e stanotte mi aspetta un turno di guardia!".
"Si gliene parlo io" mi disse la scribana "passiamo la serata insieme quindi non è un problema, ti faccio sapere qualcosa domani! Ciao Hat, buona serata!".
"Ciao Kri a domani, buona serata anche a te" le sorrisi.
Quanto tempo era passato dall'ultima volta che mi ero innamorata?
Tanto, tantissimo, Falcos aveva lasciato un vuoto nel mio cuore che ancora non era stato colmato. Rimisi al loro posto le pergamene che avevo consultato, raccolsi gli appunti che avevo preso e decisi che una bella nuotata nel lago avrebbe calmato i nervi di una giornata stressante.
Uscii dalla biblioteca con passo veloce, l'idea della nuotata mi allettava, ma non riusciva a nascondere tutti gli altri pensieri.
Tra me analizzavo il fatto che il mago potesse avere delle informazioni utili, non ne ero convinta, ma in quel momento non mi sentivo sicura di niente!
L'aria calda della sera, mi investì all'uscita della biblioteca, mentre ero dentro non mi ero resa conto che si fosse fatto buio.
Mi guardai attorno e percepii per un breve istante una strana sensazione, sembrava che qualcuno mi osservasse, non ci feci caso, presi la strada verso il lago ed affrettai il passo.
Mentre passavo per le vie della kioskas notai che molti hammers si preparavano per la cena, probabilmente dopo si sarebbero riuniti nella piazza di Kolise, ultimamente alla sera non era difficile trovare qualcuno che era finito involontariamente nella fontana.
Non era raro sentire gli "sdeng" delle padelle di Kassandra la mercante.
Ultimamente erano usate per "punire" Licht che da qualche tempo era stato prescelto come bersaglio!
L'idea del bagno si faceva sempre più chiara, ma ancora una volta il mio istinto fece scattare i segnali d'allarme, c'era qualcosa che non quadrava.
Mi voltai ma dietro di me vidi solo oscurità.
L'acqua del lago, come sempre, era invitante!
Il rumore della cascata nascondeva qualsiasi rumore.
Mi spogliai in fretta e mi tuffai. Un brivido mi attraversò la schiena, iniziai a nuotare dirigendomi verso la cascata, proprio come al mattino, avrei analizzato in dettaglio tutte le informazioni che avevo acquisito, poi avrei deciso il da farsi.
Nonostante avessi parlato con tante persone non ero giunta da nessuna parte, chissà se il mago avrebbe potuto aiutarmi.
Qualcosa sulla riva attirò la mia attenzione, cercai di capire che era, ma il buio era pressoché totale e la luna non era ancora abbastanza alta per illuminare tutto, forse ero scossa, di sicuro era qualche animale che era venuto a bere.


BERSERK

Stavo seguendo Hat, volevo saperne di più su questa storia.. su quello che stava succedendo…… forse potevo guadagnarci su.. Miara.. o qualche segreto da sfruttare… o magari qualche altro oscuro da abbattere ed assorbirne le conoscenze…. si.. dovevo sapere..
Continuai a seguirla….. fondendomi con l’oscurità per non essere visto….
Dove diavolo stava andando??….. fuori Kioskas… arrivò alla cascata… io mi fermai nel bosco….
”pork….. il bagno?.. l’ho seguita per niente”
Stavo per andarmene quando qualcosa attirò la mia attenzione…. sulla riva … una specie .. di grosso rettile scivolò in acqua ..verso Hat…..
“hehehe... chissà quanto tempo ci metterà a mangiarsela….”
Poi mi venne un dubbio “Aaho speta un atimo.. se la magna….. io non saprò cosa c’è dietro a tutta sta storia… ma pork.. giusto questo ci mancava”
Uscii dal bosco correndo, invisibile nell’oscurità della notte.. solo i miei occhi si vedevano… le pupille accese di fuoco brillavano nell’oscurità… dato che nella corsa il cappuccio era caduto…….
Entrai in acqua proprio mentre il grosso rettile stava aprendo le fauci………
Istintivamente infilai un braccio in bocca al rettile spingendolo in profondità…. gli afferrai le budella e gliele strappai fuori dalla bocca……
In un ultimo tentativo disperato il rettile serrò le mandibole tranciandomi di netto il braccio..
Urlai per il dolore….. era successo tutto in pochi secondi…
Mi portai la mano libera alla spalla dove prima c’era il braccio destro per tentare di fermare il sangue….. poi ..sempre di corsa (marò quanto correre…) uscii dall’acqua e tornai nel bosco……
Avevo perso il braccio.. rimasto nelle fauci del bestio morto…. tutto il braccio.
“Pork… mi ci vorrà almeno 2 o 3 ore perché si rigeneri completamente…. se solo non facesse sto male….. pork.. era meglio se me ne andavo a bere”
Mi fermai appoggiandomi ad un grosso masso.
“Non posso rientrare alla Kioskas e farmi vedere così.. dormirò qui finchè non sarà guarito”
Mi misi comodo.. impugnai con l’altra mano l’ascia.. e mi insokkai.


KRISTAL

Finalmente avrei passato una serata rilassante, ne avevo davvero bisogno.
Arcano era in fermento da qualche tempo, e non soltanto per il sogno inquietante di Hat.
Eravamo in periodo di pace, è vero... ma evidentemente l'uomo non è nato per stare quieto!
La parte di violenza insita nell'animo umano prima o poi ha bisogno d'essere esternata: ecco quindi le guerre, che hanno come scusa l'occupazione o la difesa... ma sarà davvero così?
Perchè allora in periodo di pace l'odio e la violenza non si placano, ma iniziano a serpeggiare fra il popolo stesso, fra amici, fra fratelli?
Non basta nemmeno la cruenza della caccia, no...
Sorrisi a Xandor che mi salutava da lontano, gli corsi incontro e lo abbracciai.
"Ti dispiace se passeggiamo un po', invece di entrare in taverna? Ceneremo più tardi, quando ci sarà meno folla" gli dissi.
Portai Barbaro in scuderia e mi avviai con Xan lungo il viottolo che portava al Kruill.
Era piacevole chiacchierare... ma dovevo dirgli quella cosa, l'avevo promesso ad Hat.
"Xan..." cominciai...
Lessi subito nei suoi occhi un leggero disappunto, aveva già capito che non avrei parlato d'amore.... almeno non subito :-)
"Hat è tormentata da un sogno terribile che ha fatto, e si sussurra in giro un nome che risveglia antichi orrori: Alaya... ma nessuno ancora è riuscito a scoprire le pergamene più importanti che parlano di lei e dei suoi misfatti...."
Xan aggrottò la fronte e volse lo sguardo verso il mormorio del fiume, che quella sera sembrava più cupo... quasi come un presagio di sventura.
Non avevo bisogno di aggiungere altro, il mago sapeva intuire ciò che provavo.
Mi circondò le spalle con un braccio e strinse, mentre la sua voce mi rassicurava.
"Avete trovato colui che vi tirerà fuori dai guai, fanciulle! Lasciate fare a me, il vostro compito è amare e divertirvi. Te lo dice un latin lover! Eh eh eh eh..."
"Ma non eri un "EX latin lover?" lo rimbeccai maliziosa, ridacchiando per quell'aria un po' sbruffoncella che amava ostentare.
Rise con me, l'armonia di prima era tornata fra di noi.
Sì... avrei passato una deliziosa serata.....


HATSHEPSUT

Il rumore dell'acqua smossa continuò ad attirare la mia attenzione, non capivo cosa fosse, ma non avevo neppure voglia di scoprirlo.
Neppure quello che mi sembrò un lamento risvegliò la mia curiosità, pensai che fosse un animale notturno che iniziava la sua serenata.
La luna piano piano si era innalzata e splendeva sullo sfondo scuro di un cielo ammantato di stelle.
Fu proprio la luce che mi permise di essere testimone della trasformazione del lago, infatti mi resi conto che l'acqua della pozza si stava colorando di rosso.
Mai avevo sentito parlare di quello strano evento!
Dovevo parlarne con qualcuno, dovevo far vedere quello strano mistero a qualcun altro, altrimenti sarei diventata pazza!
Mi tuffai e nuotando velocemente raggiunsi la riva, raccolsi i miei abiti, dopo averli infilati, con non poche difficoltà, sulla pelle ancora bagnata e iniziai a correre verso la kioskas, sperando di trovare qualcuno nella piazza, se così non fosse stato avrei bussato alle porte di ogni casa!!!
Nella piazza di Kolise trovai tutti riuniti, come al solito si stavano divertendo nella maniera più disparata. Il mio arrivo non passò inosservato visto che la mia espressione era stravolta, la paura segnava i lineamenti del viso, l'ansito del mio respiro tradiva la fretta che avevo.
"E' accaduto un fatto stranissimo al lago!!!" urlai ancor prima di arrivare.
Le espressioni dei presenti si fecero interrogative.
"Il lago è diventato rosso sangue!!!" continuai.
"Hattina che hai bevuto?" mi rispose Kristal "eppure fino a due minuti fa eri sobria!".
"Kri, Xan, Licht, venite a vedere, qualcosa di strano è capitato al lago!" insistetti.
"Va bene, andiamo a vedere che è successo, ma se ci hai giocato uno dei tuoi soliti scherzi stavolta la paghi!" mi disse il mago Xan con aria seria.
Tutti insieme ci recammo al lago, formavamo una strana combriccola, ma in fondo ognuno di noi sapeva che la faccenda era seria, nella kioskas si stavano verificando troppi eventi strani e nessuno di noi aveva trovato una soluzione.
Una volta giunti al lago, lo strano fenomeno si era intensificato, l'acqua ora era completamente rosso sangue.
Tutto il gruppo rimase senza parole, quello non era uno dei miei scherzi!


KRISTAL

La voce concitata di Hat cancellò subito i bei sogni che stavo facendo...
Sospirando mi accinsi ad ascoltarla, era davvero agitata.
Sopraggiunse anche Licht che, appena sentita la storia dell'acqua rosso sangue, ci esortò a non perdere altro tempo e ci trascinò al lago.
Oh Dea, era vero.... l'acqua era ROSSA!
Mi avvicinai senza il coraggio di accostare la mano a quel liquido inquietante, mentre gli altri si guardavano attorno senza sapere quale fosse la prima mossa da fare..
D'un tratto Licht urlò: "Ma che è????"
Guardammo tutti, inorriditi: fra l'erba della riva si era arenato... un braccio umano!
Era stato strappato appena sotto la spalla, il deltoide portava inequivocabili segni di denti che avevano frantumato anche l'osso.
E sanguinava ancora copiosamente, come se assurdamente producesse sangue da solo...
Quale animale aveva mai avuto la forza di fare ciò??? Non ricordavo che ci fossero coccodrilli nel lago...
Xandor ci chiamò da dietro un cespuglio (come al solito ci si intrufolava sempre), aveva trovato....
BERSERK!!!!!!
Ecco di chi era il braccio!
Sembrava svenuto, o forse dormiva così profondamente da non udire tutto il nostro trambusto.
"Bers, ma che è successo???" disse Licht.
Osservammo la ferita, era ancora aperta ma l'osso stava lentamente riformandosi.
Le vene ed i tendini crescevano piano piano attorno ad esso come intricate piccole liane attorno ad un tronco... e Bers continuava a dormire....


BERSERK

Stavo dormendo, il braccio che avevo perso si stava lentamente riformando, dormivo..per risparmiare energie e accelerare così la guarigione.
Era come se fossi quasi in coma, con la mano che mi restava stringevo l'ascia, poi un rumore, delle voci intorno a me...
Aprii gli occhi, anche se non ero cosciente, era solo l'istinto ad agire.. non io, c'era gente.. che non riconoscevo.
Mi alzai impugnando l'ascia fissandoli con lo sguardo vuoto, rimanendo immobile, se se ne fossero andati non avrei fatto un solo passo, ero mosso solo dall'istinto di preservazione, di difesa.
Sentivo il dolore al braccio, ma era come se non fosse il mio.. mentre si rigenerava, poi .. qualcuno si mosse verso di me, reagii, scattando in avanti e colpendo allo stomaco.
Non sapevo chi fosse, non riconoscevo nessuno.. poi l'afferrai... aprii la bocca mettendo in luce le mie zanne da Demone e le affondai nella carne... bevendone il sangue che usciva dalla ferita causata, utilizzandolo per recuperare le forze..
La rigenerazione del braccio accelerò visibilmente, poi lasciai la presa, e rimasi li immobile... il braccio terminò di riformarsi in poco tempo.


ARIA

Ero nei pressi dell'Altare, avevo finito con le preghiere e stavo sistemando i fiori nei vasi.
Il Tempio era bellissimo, pieno di colori e di profumi... ma cosa succede?
Cosa sono questi rumori?
Provengono dall'altare, dal suo interno!
La porta è aperta, entro, comincio a scendere le anguste scale, una flebile luce proveniente dal basso mi fa strada.......
Oddea.... Ma cosa sono questi strani suoni.... sembra la voce della Somma Hashepsowe, ma cosa è venuta a fare qua?
E' strano, di solito si scende qua sotto per ordinare i registri se è successo qualcosa di importante ad Arcano ma, ultimamente non è successo niente degno di nota.
Ma non capisco quello che dice.... continuo a scendere, l'aria è pesante, una brutta sensazione mi assale.
Sono quasi arrivata alla Cripta.
All'improvviso la vedo... E' sconvolta!
Il suo volto... non è più il suo volto... è completamente devastato, sembra che uno strano morbo si sia impossessato della sua carne.
Mormora, come in una strana filastrocca un nome, sempre quello, solo quello.
Mi tiro indietro inorridita da quello spettacolo, non so cosa fare, il mio cuore batte come impazzito.... calma, mi devo calmare.
O Dei aiutatemi voi, ho bisogno di aiuto e non posso andare a cercarlo, non posso lasciarla così.
Avanti Aria!
Piano piano scendo i due gradini che mi separano da lei.
"Alaya, Alaya...." è un ritornello continuo. Sembra la stia evocando, Alaya, ma perchè?
Brutta storia per Arcano, tutti vogliamo solo dimenticarla... ma perchè sta accadendo questo?
E' di fronte al volto della Madras, sembra in uno stato di trance, è completamente sfigurata, mi vede:
"Somma Hashepsowe, cosa succede, come posso aiutarti?"
Una fragorosa, demoniaca risata scaturisce da quel volto distorto....
"Vattene mezza Sacerdotessa dei miei stivali... Tu... tu... non puoi sapere, non puoi capire, sei troppo stupida! Stanotte Arcano vedrà il buio più profondo come neanche nella notte dei limone ha visto!"
All'improvviso tira fuori un'arma, me la punta addosso.
E' una balestra, è pronta, carica, me la punta addosso.... riesco solo a pensare che sia impazzita, la vita mi scorre addosso, sono solo attimi....
"Hashepsowe dove sei?"
Voci che la chiamano... mi rendo conto di avere ancora in mano il coltello che stavo usando per recidere i fiori per il Tempio.
E' solo questione di un attimo, Hashepsowe si volta verso le scale, si è distratta... invocando gli Dei... affondo il mio coltello..... ma.....


KRISTAL

"LIIIICHT!!! ATTENTOOOO!!!"
Urlai ma non servì, Berserk si era risvegliato di colpo ed aveva afferrato Licht che non si aspettava quello scatto improvviso, colpendolo allo stomaco.
Fu un attimo...
I denti del demone affondarono nel corpo di Licht lacerandogli una spalla, ed il sangue ne uscì copioso.
Con orrore vedemmo Berserk che lo beveva soddisfatto... mentre noi cercavamo di trascinarglielo via da sotto i denti.
Finalmente lo lasciò, e si ridistese sull'erba sazio, mentre il braccio era oramai tornato alle normali dimensioni.
Non c'era tempo di pensare a Berserk, di capire perchè aveva compiuto una mostruosità simile...
Xandor sollevò Licht svenuto, mentre Hat urlava "Al Tempio!!! Presto, dobbiamo portarlo là! Aria e le altre Sacerdotesse possiedono molti infusi, e poi ci sono le curatrici. Lo salveremo!"
"Sì, mi sembra saggio" annuì Xandor "potrò aiutarlo anch'io, forse, ma prima deve essere portato in un posto tranquillo".
Per fortuna il Tempio non era lontano.
"Hashepsowe, dove sei?" chiamai entrando, mentre tenevo aperto il portone per far entrare Xan con Licht sulle spalle.
Nessuno rispondeva, strano...
Mentre Xan adagiava Licht su un tappeto, Hat ed io andammo alla ricerca di qualcuno.
Si udivano rumori provenire da dietro l'altare, ne seguimmo i suoni e scendemmo sveltamente verso la Cripta sotterranea.
E vedemmo...
Hashepsowe, che stringeva una balestra puntata verso Aria!
Ed Aria con un coltello in mano, pronta a piantarlo nel petto della Somma Sacerdotessa!!!
"Oddea, ma che sta succedendo???" urlò Hatshepsut sconvolta.
Guardai Hash.... il suo volto era una maschera d'odio e malvagità, stentavo a riconoscerla...
Hat da brava amazzone fu la prima a reagire, si buttò sulla Somma e le strappò la balestra di mano scaraventandola a terra.
Aria abbassò il coltello, ancora incredula, mentre non riusciva a staccare gli occhi da quel viso che non apparteneva più ad una Sacerdotessa del Tempio ma unicamente alla Dea Moghul... o a chissà quale altro demone...
Non c'era tempo ora per le spiegazioni, dovevamo pensare a Licht!
Immobilizzammo la Somma con una robusta corda e corremmo di sopra, in cerca d'aiuto...
Licht giaceva in una pozza di sangue, la ferita era orribile.
Berserk gli aveva letteralmente strappato dei brandelli di carne, e sembrava che fosse già iniziata la putrefazione... ma respirava ancora, seppur debolmente...


ARIA

Ancora incredula ero nel Tempio, non sapevo neanche come ci ero arrivata.
Kristal, Hat e Xan erano accanto a me ma... il problema era Licht!
Poveraccio, era in brutte condizioni.
Dovevo scendere di nuovo nella Cripta, lì erano conservati i trattati di erboristeria e di medicina, sarebbero serviti ad aiutare Licht ma.......... il pensiero di passare accanto ad Hash in quelle condizioni mi immobilizzava.
Ma come avevo potuto alzare il coltello contro la mia Somma Sacerdotessa?
Come era potuto accadere tutto questo?
Ma non c'era tempo per pensare ora... dovevo andare...
"Hat... mi accompagni tu per favore? Giù c'è tutto ciò che serve per guarire Licht... non mandarmi sola, qui sono sufficienti Kristal e Xandor..."
"Aria" Una voce rimbombò nel Tempio.....
"Aria cosa sta succedendo?"
Cribbio........... il Custode!!! E cosa era venuto a fare fino al Tempio???
"Si Abel, sono qui.... Abel è successa una cosa mostruosa!"
In poche parole riesco a raccontare l'accaduto al Custode, il suo viso si trasforma ad ogni passaggio del mio racconto....
"Ecco, ti ho detto tutto Abel! E non so cosa fare"
La faccia di Abel è di pietra! Tutti lo guardiamo ma lui sembra non essere lì.
"Abel! Abelllll!!!! Sveglia"
"Si si ci sono... purtroppo! Non avrei mai creduto che succedesse di nuovo! Hash deve sparire!"
"Ma come sparire Custode?" Incredula lo ascoltavo e non riuscivo a capire.
"Si, deve sparire per sempre! Ha consultato uno dei libri che non avrebbe dovuto essere mai più aperto e per di più proprio una Sacerdotessa non doveva farlo... vorrei solo sapere il perchè!"
In quel momento Hat si avvicina e racconta al Custode la storia....
Kris a quel punto caccia un urlo: "Ma insomma, Licht sta morendo dissanguato, facciamo qualcosa per lui e poi pensiamo ad Hash!"
"Hai ragione Kris" dissi prendendo il coraggio a due mani "Scendo nella Cripta a prendere i trattati, se qualcuno mi accompagna bene, altrimenti vado da sola ma... porto il coltello con me!".......


HATSHEPSUT

Tutto si svolse troppo velocemente, senza sapere come mi ritrovai a correre verso il tempio seguita da Kristal e Xandor che, a sua volta, teneva un Licht inanimato tra le braccia.
Dovevamo trovare al più presto un medicamento per Licht, Bers nel suo attacco demoniaco aveva quasi strappato la spalla al comandante che ora sanguinava abbondantemente.
Portammo Licht al Tempio dei sogni, mentre Xandor lo adagiava su un morbido tappeto, io e Kristal andammo in cerca delle sacerdotesse, verso la cripta da dove provenivano degli strani rumori.
Lo stupore fu grande quando vedemmo che Aria minacciava la Somma sacerdotessa con un pugnale, mentre quest'ultima teneva puntata una balestra pronta ad essere usata.
Il nostro arrivo distrasse la Somma, per questo non persi tempo e mi buttai verso di lei disarmandola, ma Aria aveva già inferto una piccola ferita sul polso della Somma.
Il volto sfigurato della Somma ci fece capire che era sotto l'influsso negativo di uno dei suoi dei, aveva perso la ragione, niente l'avrebbe fatta rinsavire, dovevamo solo renderla innocua, per questo una robusta corda ci aiutò nell'intento di immobilizzarla.
L'urgenza di curare il comandante si faceva sempre più impellente, un forte odore di putrefazione iniziava a spandersi nell'aria, bisognava bloccare l'infezione, ma come fare?
La voce del custode irruppe nel tempio come un tuono, rimbombante e assordante.
"Aria, che sta succedendo?" chiese, ma dal viso si vedeva che sapeva già troppo.
Aria fece un resoconto veloce degli avvenimenti.
Anche io gli raccontai velocemente la storia del sogno e fu allora che il custode parlò di un libro che non doveva esser consultato, di un libro che non doveva più esser aperto.
"L'unico modo per salvare il comandante è quello di compiere un rito!" le parole del custode fermarono Aria che, con in mano il suo coltello, si stava avviando verso la cripta per prendere i libri che contenevano le ricette per le pozioni rigeneranti.
"Aria, Hat, voi due siete state prescelte, dovrete praticare 72 incisioni sul corpo della Somma dalla quale dovranno sgorgare le gocce di sangue necessarie affinché la necrosi che sta assalendo Licht venga fermata." Disse il custode con aria truce "solo il sangue di colei che ha letto lo può salvare. Su avanti muovetevi, dovete portare la somma sull'altare."
"Ma Custode!" esclamai piena di orrore "in questo modo la uccidiamo!"
"Hat, è esattamente quel che dovete fare! E lo dovete fare molto velocemente, Licht non ha molto tempo! Ecco cosa dovrete usare!" nella sua mano comparvero dei piccoli uncini piuttosto affilati alla quale erano collegate delle piccole ampolline che avrebbero contenuto poche gocce.
Quelli erano dei veri strumenti di tortura, ne avevo sentito parlare, mai mi sarei immaginata di doverli usare!
Leggevo nello sguardo di Aria la stessa disapprovazione, ma era in gioco la vita di Licht e a quanto pareva quella della somma era già andata persa!
Con Aria e Xandor andammo verso la Cripta, ciò che ci aspettava era un compito piuttosto arduo.
Non avevo mai praticato nessuna tortura, iniziare ora e per di più con la Somma era troppo.
La portammo sull'altare.
Non fu una cosa facile... continuava a scalciare a più non posso e ad urlare come un'ossessa.
Nel frattempo il custode e Kristal avevano portato Licht molto vicino all'altare.
Il puzzo si faceva sempre più forte.
Quando fummo tutti pronti, il custode si girò verso di me e disse "Hat inizia tu!"
"Ti prego, non a me!" gli risposi con occhi imploranti.
"Mi spiace, ma il sogno l'hai fatto tu!" fu la sua sentenza.
Con mano tremante presi il primo uncino e, ad occhi chiusi, gridando la infilzai nel braccio della Somma che era stata legata ancor più strettamente.
Le prime gocce iniziarono a calare nell'ampolla che presto fu piena, un secondo uncino fu infilzato.
Calde lacrime scendevano dai miei occhi... a malapena vedevo quel che stavo facendo... con mani tremanti, staccai le ampolline e goccia a goccia versai il sangue sulla ferita di Licht.
Fu una fortuna che il terzo uncino toccasse ad Aria.


ARIA

Io non ci potevo credere! Ero lì, con Hat che mi passava il terzo uncino e mi chiedeva con gli occhi pieni di lacrime di continuare!
La Somma Sacerdotessa urlava come un animale... non era più lei, era una strana forma vivente ma che non aveva più nessuna sembianza umana.
Io ero lì, imbambolata... ma era la mia Somma Sacerdotessa!
A lei avevo giurato obbedienza, avevo giurato fedeltà!
Ma il Custode alle mie spalle sbraitava come un pazzo che l'obbedienza assoluta la dovevo solo a Nimira....
Non sapevo cosa fare, tutti sembravano sull'orlo della follia... Hash che urlava e bestemmiava sdraiata in terra, Hat che lacrimava in preda alla sofferenza di essere stata la prima ad uncinare la Somma e Abel che mi guardava con gli occhi socchiusi come due fessure e aveva smesso di sbraitare ma mi sussurrava: "Vai Aria.... senza paura!"
La sua voce era diventata improvvisamente calma.... colma di toni oscuri.... piano piano cominciai a infilare gli uncini... uno alla volta.... e le ampolline... una dietro all'altra le versavo sulla ferita di Licht.... erano settanta uncini... tutti... li infilai tutti nella pelle di Hash.... erano settanta ampolline... tutte le versai tutte sulla ferita di Licht.
La Somma Sacerdotessa moriva....
Piano piano, via via che infilavo gli uncini e raccoglievo il suo sangue, la sua sofferenza sembrava diminuire di vigore.... all'ultimo uncino mi guardò... il suo volto non era più un volto ma una maschera grottesca ma nei suoi occhi non c'era più dolore.


BERSERK

Mi svegliai lentamente.. in bocca avevo il sapore del sangue ma non capivo il perché..
Il mio braccio si era rigenerato completamente.. poi.. sul terreno vidi delle tracce di sangue..
Iniziai a seguirle attraverso la foresta.. l'odore era forte.. il sangue era ancora fresco, arrivai infine di fronte al tempio.. le tracce portavano dentro..
Mi avviai non molto convinto, i luoghi sacri non sono molto salutari per quelli come me, entrai rendendomi conto che la sacralità del luogo non mi disturbava più di tanto.
Sulla soglia c'era un corvo.. gracchiò, lo fissai per qualche secondo.. poi annuii in silenzio ed entrai.
Il sangue portava nei sotterranei... scesi... e infine mi ritrovai con gli altri..
Vidi Licht privo di sensi.. e poi vidi Hash.. quasi morente.
Ormai tutti gli uncini erano stati messi.
Risi leggermente.
Gli altri si voltarono e mi videro..
"Mi fate ridere.. giudicate i Demoni esseri crudeli... in alcune circostanze mi avete dato del barbaro per il mio comportamento.. e poi vengo a scoprire che voi non siete da meno... torturando una persona addirittura in un luogo a voi sacro... ma fate come volete.. sinceramente .. non mi importa molto"..
Mi avvicinai ad Hash fissandola negli occhi: "Così hai letto il libro eh??"
Fissai il mio sguardo nel suo.. come se tentassi di estrarvi qualcosa.
Rimasi li qualche istante.. poi guardai le ferite degli uncini..
"Fa male vero??".
Hash annuì debolmente..
"Già.. ora ripagherò il mio debito verso di te, mantenendo la promessa.. non sentirai più niente"
Mi feci un piccolo taglio sulla mano: il mio sangue, mortale se ingerito, cadde sulla bocca di Hash.
"Ora dormi.. per sempre".
Sorrise lievemente e morì quasi subito... poi mi voltai.. guardai di nuovo Licht.
"Che gli è successo??.. ha per caso preso in giro qualche altra amazzone?? hehehehe"


KRISTAL

Hashepsowe, la Somma Sacerdotessa. era morta...
Morta prima di soffrire fino all'inverosimile, e proprio per mano di Berserk.
Berserk aveva dimostrato una pietà insospettabile, aiutando Hashe a fare l'estremo passo dolcemente.
Chissà che cosa l'aveva spinto a farlo... lui, che si era sempre dichiarato demone malvagio.
Lui che aveva poc'anzi aggredito Licht e pareva non ricordarsene nemmeno!
Ora aveva dimostrato di essere molto umano, invece... molto più umano di molti altri Hammers...
Licht si era quasi risvegliato completamente grazie al rito col sangue di Hashe, ed ora osservava Berserk che lo prendeva bonariamente in giro, senza sapere che cosa dire.
Non ne ebbe il tempo, perchè Abel all'improvviso tuonò: "Bene, che il rito si compia fino alla fine!"
Io non capii, ma Aria sembrava saper bene cosa fare... e così attesi, aiutando Xandor a sistemare Licht su una branda per riportarlo a Kolise.
Aria ed Hatshepsut si incamminarono verso l'altare maggiore, dove Abel le attendeva...


HATSHEPSUT

Tutto quel che stavamo facendo non mi era chiaro, tutto era iniziato con uno stupido sogno ed ora mi ritrovavo ad essere un'assassina!
Berserk in uno strano accesso di umanità aveva posto fine alle sofferenze della somma, le aveva tolto quel filo di vita che l'avrebbe fatta soffrire in modo atroce.
Nessuno di noi aveva il coraggio di guardare in faccia gli altri, tutti sapevamo che quel rito era il peggiore in assoluto e che ne saremmo stati perseguitati fino alla fine dei nostri giorni.
La voce di Abel ci ricordò che non era finita, il rito doveva esser compiuto fino in fondo.
Con Aria ci avviammo verso l'altare maggiore, uno strano libro che sembrava rilegato in pelle nera era posato sul marmo bianco creando un contrasto stridente.
Più guardavo quel libro e più mi rendevo conto che le mie paure si ingigantivano, c'era qualcosa di molto familiare disegnato nel frontespizio.
Fissai il simbolo perdendo la cognizione del tempo e dello spazio, poi tutto mi fu chiaro.
Mi avvicinai al libro, lo accarezzai molto lentamente e lo aprii di colpo.
Vicino a me percepii le urla di tutti i presenti, ma sapevo che non avrebbero potuto avvicinarsi e bloccarmi, l'unico che non si mosse fu il custode che sapeva.
Presi la copertina tra le mani e schiacciai in corrispondenza del simbolo, sentii che cedeva.
Quella che sembrava pelle si rivelò una tavola di legno rivestita, il simbolo che risaltava era scolpito in un medaglione che alla mia pressione si disincastrò, sapevo di avere in mano il simbolo di Ayala.
Tutta la malvagità che quel simbolo racchiudeva la percepivo come un pizzicore nelle mani che saliva lungo le braccia, fino ad arrivare alla spina dorsale, causandomi un dolore fisico.
L'unica protezione che avevo contro tutto quello, era la determinazione a far si che l'atroce morte della Somma non fosse stata vana, dovevo distruggere quel libro, ma soprattutto dovevo bruciare quel medaglione.
Chiesi ad Aria di attizzare il fuoco in uno dei bracieri che stavano ad un lato dell'altare.
Solo quando la fiamma era viva ci buttai dentro il libro che aveva provocato il cambiamento della Somma.
La fiamma divenne nera, ed uno strano odore si sparse per il tempio.
Il medaglione che tenevo in mano all'improvviso divenne caldo, quasi avesse un'anima e volesse sfuggire alla mia presa.
Non potevo bruciare il medaglione se prima il libro non era ridotto in cenere, ma non dovevo neppure lasciarlo cadere di mano.
Il libro era in fiamme, dovevo attendere poco prima di poter gettare la fonte di tutto quel dolore.
"Vai Hat ora è il momento!"
Quella voce... alzai gli occhi verso la porta del tempio e lo vidi... il vecchio con il mantello blu notte e il sole ricamato... mi invitava a chiudere il cerchio.
Buttai il medaglione nel fuoco. Le fiamme lo avvolsero subito.
Un'altra voce si unì nella mia mente, riconobbi quella della Somma che mi diceva "Il mio sacrificio non è avvenuto invano!"
Il fuoco piano piano si spense.
Ayala era stata definitivamente sconfitta!


BERSERK

Tutto era finito... il libro bruciato.. il medaglione anche... tutto quello che era scritto nel libro.. tutta quella conoscenza era andata in fumo... distrutto per sempre.....
Almeno così credevano....
Feci un leggero ghigno.. e poi...... si discusse la sepoltura di Hash....



 

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)