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Kanveska

 

KRISTAL

Me ne tornavo dalla Kioskas Imperiale a Kolise una mattina, tranquillamente assorta nei miei pensieri.
Barbaro trotterellava sul sentiero che costeggiava il fiume delle canoe ed ascoltavamo lo sciabordio delle barche e le grida gioiose dei naviganti.

La piccola Hirih stava crescendo molto bene, aveva le guance rosee e vellutate, occhi grandi e già ridenti e dita lunghissime... avrebbe avuto l'animo dolce e puro di un'artista ed allo stesso tempo il cuore coraggioso e battagliero di una grande Imperatrice.
Strani rumori cancellarono il ricordo dei teneri vagiti di Hirih... cos'era?
Barbaro ed io ci avvicinammo, erano alcuni guerrieri che stavano aprendo un portone... che celava le vie deserte di una Kioskas seminascosta nella fitta foresta fluviale.
"Che fate?" chiesi incuriosita.
"Stiamo sistemando questa Kioskas, scribana! Le squadre di operai lavorano già da un po'. Tanti viandanti stanno giungendo, Kolise è piena, e Nimira vuol essere certa che Arcano sarà in grado di offrire un asilo sicuro a tutti".
Che bella cittadina...
Chissà qual era il suo nome, e perchè era stata abbandonata tempo prima...
Giunsi a Kolise e trovai il Custode con uno strano sguardo negli occhi.
Misterioso, o divertito...
E poi vidi passare un carro con tutte le pergamene della biblioteca!!
"Fermi, ma dove andate???" gridai ai conducenti.
"Vanno... a Kanveska, MADRAS Kristal!"
"Oh Dea!!! Custode, ma che dici???"
Con gli occhi sbarrati lo guardai e mi resi conto che non stava scherzando... ma ancora mi ci volle un po' per ben comprendere il significato di tutto questo...
Balzai giù da cavallo e mi trovai di fronte Aria che mi abbracciava ridendo, ed Asiram che si felicitava con entrambe, e ci chiamava ..... "MADRAS".... e Hatshepsut che indossava la sua nuova uniforme di Vicecomandante delle Zaira e urlava di gioia pure lei.
Mentre balbettavo confusa, giunse Myrt e mi squadrò subito con aria riprovevole (e ti pareva... non la accontento mai!), esortandomi a comportarmi come il mio nuovo ruolo esigeva.
E finalmente compresi.
Era vero!
Aria era Madras di Nakir, ed anche io ero Madras, Madras Kristal di Kanveska!
Questo era dunque il nome della nuova e misteriosa Kioskas... e sarebbe stato il mio piccolo regno!
Ripensai ai momenti trascorsi con Nimira poco tempo prima, l'avevo trovata del tutto normale...
Aveva mantenuto il segreto anche lei, dunque.
Avrei voluto brontolare col Custode, ma sul mio volto era dipinto un sorriso così grande che tradiva la gioia che copriva ogni mio altro sentimento.
Mi avviai verso la mia casa di Kolise, con Barbaro alle redini: avrei avuto tanto da fare per un po'.
Alcuni servitori stavano già sistemando tutto su un carro, ed erano in attesa di ordini.
Ordini!!! Da me...
Oltre la strada, Xandor stava pure lui sistemando le sue cose dentro ai bauli per il trasporto.
Lo raggiunsi ridendo e lo abbracciai, e poi tornai ad abbracciare il Custode ringraziandolo, finalmente: non l'avevo ancora fatto!
I carri erano pronti per partire.
La strada per Kanveska era breve, ma c'era il palazzo da sistemare prima di sera, era meglio muoversi.
La Taverna!!!! Chi avrebbe badato alla Taverna?
Era l'ora delle colazioni, e poi c'era da preparare il pranzo, e poi... e poi...
E poi... mi resi conto che questo non avrebbe ormai fatto più parte della mia vita di tutti i giorni...
Una piccola lacrima malinconica scese lungo una guancia, mentre Barbaro mi portava fuori da Kolise, verso una nuova e stupenda avventura...
Mi girai verso la mia amata prima Kioskas e feci una promessa: "Non mi perderai, Kolise... Io verrò qui ogni volta che potrò, tornerò alla Taverna quando avrò bisogno di calore ed amicizia, e quando avrò voglia delle tue torte, mia cara amica, dolce Asiram..."
Eccomi a casa... casa?
Un palazzo, così bello e grande... mi sarei persa solo per trovare la camera da letto!
Poco distante c'era un edificio austero ed accogliente, la biblioteca. Gli operai stavano sistemando le pergamene sui nuovi scaffali.
Respirai soddisfatta l'odore di legno e papiro, ed inchiostro. Sì, ero a casa, ero a casa mia.
Sulla porta della biblioteca vidi inciso un nome: "Madras Kristal, Eccelsa Scribana".
Sorrisi di nuovo, e mi chiesi come avrei potuto ringraziare il Custode e Nimira per tutto questo, a parte il bene immenso che provavo per tutti e due.
Era giunta ormai la sera, questa giornata memorabile stava finendo.
Chiusi il portone dela biblioteca ed accompagnai Barbaro alle sue nuove scuderie ove, per non farlo sentire troppo solo in questa prima notte, Asiram aveva sistemato Faustino che tutto tranquillo stava ingurgitando manciate di avena fresca.
Xandor stava sistemando il suo laboratorio. Lo presi sottobraccio e finalmente mi rilassai, godendo per la prima volta la visione di Mystryl e delle stelle di Arcano da questa nuova porzione di cielo che copriva... Kanveska...


MYRT

Scesi da cavallo, una volta oltrepassate le porte di Kanveska, e mi avviai, nel silenzio del pomeriggio estivo, camminando in linea retta: entro poco incocciai la porta della biblioteca della Kioskas.
Spinsi il portone, infilai dentro il naso, diedi un'occhiata in giro e poi entrai, con Shina al fianco.
L'atrio era grande, ma il salone principale era davvero enorme, i pavimenti di marmo brillavano sfiorati dalla luce che filtrava dalle finestre, alte e colorate e gli scaffali sembravano non finire mai, alcuni si esibivano in prodigiosi giri su se stessi fino ad arrivare al soffitto.
Allibita feci un passo in avanti per ritirarmi velocemente saltando all'indietro: ai miei piedi atterrò un pesante volume: "Scusami Myrt!"
Alzai la testa ed incontrai gli occhi di Kristal che, arrampicata su una scala reggeva a fatica una gigantesca pila di libri: "Che cosa diavolo stai facendo, non dovresti essere tu a...."
Un altro libro atterrò ad un soffio dalla mia spalla destra: "Oh, kristal, stai cercando di ammazzarmi???"
Shina annusava perplessa lo strano oggetto piombato dall'alto quando un piccolo libretto le piombò in testa, tra le orecchie: la tigre scosse la testa sorpresa, poi guardò in alto, mentre Kristal, ed io con lei, scoppiava a ridere.
"Salgo a darti una mano!" Gridai e, presi i tre volumi caduti, mi arrampicai su per gli scaffali, facendo attenzione a non buttare giù altri libri: una volta raggiunta Kristal cominciai a passarle quelli che erano piombati in terra, quando mi ritrovai in mano l'ultimo: "Assedio".
Passai la mano sulla copertina, accarezzando un vecchio amico, poi lo diedi a Kristal, che mi guardava.
Facendo finta di non vedere il suo sguardo intenerito passai a scrutare i volumi: "Il Dragone e l'elfo", "Sic et simpliciter", "Il riscatto", "Frammenti 1", "Il destino"....
Alzai lo sguardo e sorrisi: "Certo che ne abbiamo combinate delle belle, mh?"
Kristal sorrise di rimando, poi fece una faccia strana.
"Che hai, scribana?" Chiesi, ridendo, sapendo già la risposta:
"C'è che sono Madras!"
Mi guardò perplessa, poi rise anche lei.
Mi lasciai andare sulla scala alla mia sinistra e con una spinta la feci scorrere fino alla fine dello scaffale, allontanandomi così da Kristal e declamando: "Sissignora! La Madras saggia! Onore e gloria, e soprattutto miara!!! Colei che ha avuto l'onore di sorbirsi per prima gli strilli da soprano della piccola Hirih, l'unica e sola che si fa circuire dai cespugli di passaggio, e una delle poche capace di scrivere diritto a cavallo durante le battaglie!!!"
Kristal ormai rideva tanto da doversi reggere spasmodicamente alla scala, Shina da sotto ci guardava preoccupata e io mi esibivo in un teatrino continuo facendo una smorfia dopo l'altra e mi rivolgevo ad un pubblico immaginario finchè Kristal a fatica riuscì a dire: "Myrt, siamo in una biblioteca!"
Credo che a quel punto tutta la Kioskas mi abbia sentito ridere.



KRISTAL

"Non c'è alcun dubbio, tu sei pazza... ed io più di te!"
Ero accecata dalle lacrime per il troppo ridere, ed a fatica spinsi giù quella piccola furia scatenata.
Sarei stata sicura solo con i piedi a terra, a questo punto!
La scala si imbarcava ad ogni movimento plateale di Myrt, e gli scaffali tremavano in modo alquanto preoccupante.
Finalmente al sicuro...
Continuando a ridere, osservavo Myrt, e pensavo...
Era una grande Amazzone, era una Madras... ma nel suo cuore forse ancora albergava quel sogno mai realizzato... il teatro...
Lo intuivo dall'ardore con cui pronunciava quelle parole, dando loro una cadenza tipica da palcoscenico.
Lo capivo dalle sue mani che disegnavano nell'aria, dal suo volto che sapeva esprimere ora rabbia, ora decisione, ora gioia, o divertimento puro come in questo momento.
La guardai, e lei capì.
Sorridemmo appena, ed io le chiesi sottovoce: "Ci pensi ancora ogni tanto, vero Myrt?"
"Dannazione, scribana... smettila di guardarmi a quel modo!"
"E va bene" soggiunse "Tu non sai... quante volte nella mia stanza mi accingo a dormire, e poi mi balza in mente un'idea... ed allora prendo carta e penna e scrivo, scrivo... Racconto ogni particolare di un'azione, di una scena, ed immagino d'esser lì a spiegarla a colui che dovrebbe interpretarla come deve muoversi e modulare il suono della voce..."
Tacque un poco, e poi continuò: "Se non fosse stato per questa legge, che permette solo agli uomini di recitare..."
"Myrt..." la rincuorai "Non mi dirai che rimpiangi davvero qualcosa! Sei una delle persone più importanti di Arcano!"
Cambiò espressione, come se fosse pentita d'essersi lasciata andare, e mi tirò una ciocca di capelli ridendo di nuovo: "Scribana, ma come ti viene in mente? I sogni sono belli perchè sono sogni, se li realizziamo non valgono più nulla..."
Già...
Aveva ragione lei, in fondo... ed io dovevo saperlo, io ero... la Madras dei sogni irrealizzabili!
"Adesso vattene, su, devo ancora sistemare i volumi delle poesie. O vuoi restare a cena?"
"No, no Kristal, devo andare. Sono stata anche troppo tempo lontana dalle mie amazzoni, hanno bisogno di essere rassicurate e galvanizzate per la guerra imminente"
Mi abbracciò e corse fuori, dove Apache la aspettava rassegnato a subire il contraccolpo del balzo che avrebbe compiuto per montarlo. Impetuosa anche a salirgli in groppa!
La salutai con la mano e ridendo dissi fra me e me: "Matta, più di una castagna...."

 

     
     

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