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Il diario
di Blackrose
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CAP 1: LA BIBLIOTECA
I raggi del sole mattutino entravano nelle grate della grande
camera.
Mi alzai dal letto: il mistero appena risolto, stranamente, non mi
aveva dato l'insonnia, ma un senso di pace nel cuore.
C'era però da tradurre ancora l'antico diario della Stirpe delle
Tenebre, elemento fondamentale dei piani oscuri della famiglia. |
Salii la scala ed entrai in biblioteca.
Cominciai a sfogliare le prime pagine del libro: la carta era fatta di
papiro, c'erano dei simboli neri incisi sopra le pagine.
Un linguaggio mai visto…..
Non stava in nessun libro di traduzioni arcane o sacre.
Frugai tra i libri della biblioteca: esoterismo, magia nera,
negromanzia, evocazione demoniaca, alchimia con ingredienti umani e
animali….
Niente: tutti libri che mi servivano solo per accendere il camino…
Chiusi il diario, arrabbiato per non aver ottenuto nulla…
Scorsi però, sul leggio, il simbolo di un triangolo capovolto verso il
basso…
Istintivamente, spinsi il triangolo e uno degli scaffali si spostò dal
muro, rivelando un passaggio…
La nuova stanza presentava una leva per richiudere il passaggio.
Tracciato sul pavimento, il disegno di un triangolo: su ogni punta, vi
era un pilastro con una pietra nera…
Ebbi un'illuminazione: questo è un teletrasporto, porterà da qualche
altra parte, anche ad un altro regno lontano.
Il problema è che Blackrose può usarlo a suo favore, e io no.
Così decisi di togliere una delle tre pietre…
Una delle linee del triangolo scomparve: il teletrasporto era
disattivato.
Così Blackrose non avrebbe potuto improvvisare un attacco alla
roccaforte.
Il posto emanava ancora tanta malvagità: nell'attesa che Kethry tornasse
con qualche amazzone, cominciai a pulire i posti che possedevano
un'essenza magica diabolica.
Aprii la finestra della biblioteca: volevo gettare quegli orribili
libri, poi pensai… a volte è meglio far diventare il male bene,
piuttosto che spazzare via il male.
Così, pronunciai una formula:
"Dall'oscurità della negromanzia che annebbia la conoscenza,
trasforma, o luce mistica, i libri in fonte di vera sapienza."
"Wow! Funziona!"- Esclamai soddisfatto.
Le copertine erano tutte bianche, celesti e con simboli che
assomigliavano a quelli del mio sentiero.
Vediamo: "Esorcismo, magia della luce, guarigioni, invocazioni
angeliche, alchimia naturale, diciamo che adesso va bene".
"La pulizia della biblioteca mi ha preso tutta la giornata"- pensai
dentro di me -"Domani pulirò il laboratorio e la stanza del rituale."
La nuova biblioteca mi faceva sentire a mio agio, anche se dovevo
ripetere la formula ogni giorno.
La Kioskas distava circa un giorno e mezzo da qui.
Speravo che qualcuno tornasse presto, mi sentivo così solo…
Prima di andare a dormire, ridiedi uno sguardo al diario…
" Se non riesco io a tradurre, chi mi potrà aiutare?"
CAP 2: PULIZIE MAGICHE
Un altro giorno da solo….
Ho dormito in una delle camerate: tutti quei letti vuoti mi davano un
senso di tristezza.
Per distogliere l'attenzione dalla solitudine, mi recai subito al
laboratorio della cantina.
Accesi un bel fuoco fuori la roccaforte e cominciai a bruciare molti
formulari e libricini di alchimia nera.
Non esitai a gettare anche i disgustosi ingredienti: carne e viscere
umane e animali, radici velenose ecc.
Mi misi a pulire tutti i calderoni, le ampolle e ogni strumento del
laboratorio.
Avevo buttato via tutto il liquido nero, lasciandone solo tre fiale: ne
tenni solo una con me, la misi in tasca, per esaminarla in futuro.
Finalmente anche il laboratorio era pulito e io ed Olimpya potevamo
usarlo in futuro per le nostre ricerche.
La clessidra magica segnava le 13:20: andai nelle cucine e trovai della
carne di manzo, così mi preparai una bella bistecca, e rimandai le
pulizie della stanza del rituale al pomeriggio…
(Intanto Olimpya e Kethry)…
"Finalmente siamo arrivate a Kolise"- disse Kethry."
"Chissà che avrà scoperto Sandor alla roccaforte."
"Non lo so e al momento mi interessa poco."
"Ma perché sei così dura, Kethry?"
"Sai qual è il fatto Olimpya: io ho ricevuto la mia ricompensa e, al
momento, penso che le mie sorelle amazzoni non siano in pericolo,
quindi..."
"Ma che dici, Sandor ci ha salvato la vita!!!"
"Forse vuoi dire: ha messo in pericolo le nostre vite per i suoi
problemi. Lui ha liberato prima te: evidentemente io ero pagata per
morire….
"Non posso credere che il comandante delle Mokada possa parlare cosi!"-
Disse Olimpya rattristata.
Kethry rispose: "Beh, allora credici, perché io ho cose migliori da fare
al momento, che tornare a quella inutile roccaforte!"
"Tu lo sai che non posso tornare Kethry! Lo lascerai solo?
"Vediamo…. se sarò magnanima, manderò una delle mie sorelle meno
esperte.
"E' un forse? Vuoi dire che c'è la probabilità che non mandi nessuno?"
"Si, Olimpya. Ora, se non ti dispiace, devo tornare dalle mie
sorelle…….. buona ricerca!"
Olimpya fu amareggiata dalle parole di Kethry e decise quindi di non
perdere tempo e tornare a casa sua.
( Intanto Sandor)
Dopo aver pulito la nicchia, entrai nella stanza del rituale.
Con un rito esorcistico, tolsi i simboli e le candele nere, lasciando la
stanza vuota.
Le uniche attrezzature rimaste erano l'altare sacrificale e la sedia con
l'uomo pietrificato.
Mi avvicinai alla statua: la sedia era molto resistente e reggeva il
peso della statua, le corde erano diventate di pietra.
L'uomo era irriconoscibile, poiché, prima della pietrificazione, era
avvolto da fasce nere su tutto il corpo.
Chi era quest'uomo? Cosa mi voleva dire?
Toccai la statua: volevo tornare al passato per ricordare meglio ciò che
era accaduto.
Recitai una formula:
"O luce, riportami nel passato,
nel momento in cui l'uomo è stato pietrificato!
Una luce sfolgorante….. poi… vidi la scena:
"Quest'uomo diverrà malvagio e mi aiuterà nel prossimo rituale, quello
che farà rivivere il mio sposo!"- Disse la strega.
Poi vidi me stesso riprendere l'anello e l'uomo disse: "Sandor, ti
prego, aiutami! Fallo per t.."
E fu pietrificato….
Accidenti! Ma chi è?
Chiunque fosse, non era malvagio, e mi conosceva…
Inoltre, era un elemento fondamentale per far rivivere il suo sposo, che
se non sbaglio si chiama Darkeath.
Spero che Olimpya trovi una soluzione e annulli questa pietrificazione…
Nel frattempo, io non mi devo arrendere!
"Devo riuscire a tradurre quel Diario a tutti i costi!!"
CAP 3: UN AMORE SPEZZATO
La notte si avvicinava inesorabile: ero molto stanco fisicamente, ma il
Diario non mi faceva dormire.
Andai su, in biblioteca: forse un colpo di stanchezza, inciampai e caddi
a terra.
Una caduta innocua, che fece rompere però la fiala dentro la mia tasca:
il liquido nero emanò un vapore disgustoso.
Diventai rabbioso: cominciai a prendere a calci gli scaffali della
biblioteca e a lanciare piccole sfere di fuoco sui muri, mentre l'anello
perdeva lo splendore…
Stavo strappando il Diario, quando….. mi accorsi che la scrittura era
leggibile.
"Ma che sto facendo! Voglio distruggere tutto? Questo liquido è fatto di
malvagità, ma mi permette di leggere il Diario, devo fare presto!"
(Intanto Olimpya……)
"Ma chi è che bussa alla porta a quest'ora?"
Olimpya aprì la porta e si trovò davanti Kethry.
"Kethry, dimmi."
"Volevo scusarmi per la durezza di oggi, ma ero un po' nervosa".
"Non preoccuparti, l'avevo capito"- rispose Olimpya.
"Il problema è che momentaneamente non mi posso allontanare da Kolise,
c'è una piccola discussione tra le mie sorelle e devo risolverla."
"Capisco, ma Sandor…"
"Ho trovato la soluzione: manderò Seya, è un'amazzone un po'
particolare."
"Davvero? Grazie Kethry."
"Così potrai dedicarti alla ricerca."
"No, Kethry. Io andrò con lei, mi porterò i libri; non riesco a fare
ricerche, sapendo che Sandor sta solo!"
"Come vuoi, strega. Domani allora, fatti trovare sotto la mia dimora
alle cinque del mattino".
"Contami, ci sarò!"
Le due si salutarono.
Olimpya fece velocemente le valigie, prese l'occorrente per il
laboratorio, qualche libro riguardante la natura e si addormentò sul
letto.
(Intanto Sandor……)
Cominciai a leggere le prime pagine:
< Un giorno Sandor, il figlio della luce…. > - Sandor? Il figlio della
luce????? Proseguii la lettura, molto meravigliato - < ... voleva
divenire il capo dei maghi delle virtù.
Era il migliore nel regno di Magic City, nessuno sapeva usare la magia
come lui e possedeva grandi carismi.
Arrivò il giorno in cui s'innamorò di Rose, una bellissima fanciulla.
I due si amarono da morire, erano fatti l'uno per l'altra, ma un
giorno….
Mentre Rose stava raccogliendo dei fiori nel campo, si trovò in una
guerra tra i maghi della luce e i paladini dell'ordine: Rose fu colpita
da un incantesimo e perse la vita.
Sandor entrò in crisi… non solo per la morte di Rose, ma perché vide due
forze della luce affrontarsi a vicenda…
Ecco qui i suoi pensieri:
"Non è possibile! I miei fratelli combattono con i miei amici, dov'è il
bene?! Dov'è la luce?!!"
Disperato, si recò dal sommo Sacerdote Dym, per chiedere la resurrezione
di Rose. Ma il Sommo di quell'epoca non era molto saggio e gli rispose:
"E' stata colpita da un fascio di luce, la sua anima è stata purificata,
ora sta nella beatitudine".
"Ma che razza di risposta è questa!!!! E' stata colpita da uno dei
nostri, e costui neanche l'ha soccorsa!"- Rispose Sandor.
"Vai figliolo, vedrai... quando morirai, la raggiungerai…"
A quelle parole Sandor perse la testa… prese la sua staffa magica e
uccise Il Sommo Dym…
Ormai era ricercato da tutto il regno, portò il corpo di Rose con sé e
si rifugiò in una casa abbandonata nel bosco.
Furono giorni duri per lui…. Il suo anello Specchio dell'anima era
diventato grigio di tristezza, si sentiva molto solo…
Un giorno, mentre cercava di cacciare un cervo nel bosco, apparve
qualcuno davanti a lui…… >
L'effetto della fiala stava terminando: le rune cominciarono a diventare
illeggibili ed io persi il filo del discorso….
"Accidenti! Proprio ora! E' tardi: tenterò domani mattina, ho solo due
fiale nere, però. Che stupido che sono stato a buttare tutto quel
liquido nero: ora, quelle fiale mi basteranno a tradurre solo poche
pagine…"
Mi misi a letto, stanco morto…
Prima che i miei occhi passassero al mondo dei sogni, mi venne in mente:
Sandor, si chiama come me….. sarà un nome particolare il mio?
CAP 4: LA PROPOSTA OSCURA
Olimpya uscì dalla sua abitazione molto presto: non perse tempo e si
recò subito al quartiere delle amazzoni di Mokada.
Fuori c'era la bellissima Kethry, accompagnata da un'amazzone
altrettanto affascinante.
"Ecco Olimpya, la mia gratitudine per Sandor: ti presento Seya, una
delle ultime arrivate."
"Piacere Seya, sono Olimpya, la strega".
"Piacere mio, io sono un'amazzone dotata di poteri magici, e questo è il
mio cane Littledeath"- rispose l'amazzone.
"Grazie Kethry"- disse la strega, risollevata.
Kethry aggiunse: "Un carretto, protetto da due miei amici guerrieri,
scorterà Kristal e Asiram nella vostra roccaforte e arriveranno domani
mattina. Più di questo, non posso".
"Hai fatto tanto Kethry, vedrai, Sandor te ne sarà riconoscente."
Olimpya e Seya uscirono da Kolise: a quel punto, il cane dell'amazzone
si trasformò in un grande drone.
"Che succede?"- esclamò Olimpya.
"Monta sopra, e metti in braccio il tuo gatto, arriveremo alla
roccaforte volando."
"Sembra pericoloso, ma divertente, Seya."
"Littledeath sopporta due pesi; questo però rallenterà la velocità,
quindi arriveremo stasera".
Olimpya rispose: "Meglio! A piedi, ci avremmo messo un giorno in più."
E le due spiccarono il volo….
(Intanto Sandor…)
Stavo guardando la clessidra magica e mi accorsi che era molto tardi:
erano le undici del mattino e io dovevo ancora alzarmi dal letto.
Dopo essermi lavato e vestito, andai nel laboratorio: presi le due fiale
nere e tornai sopra in biblioteca.
Non volevo però bere la fiala e commettere atti di follia come ieri.
Quindi feci un esperimento: aprii il Diario e versai una goccia della
pozione………………. funziona!
Ogni piccola quantità di liquido traduceva i simboli runici del Diario.
Cominciai a leggere. "Vediamo dove ero rimasto":
< Mentre Sandor cacciava un cervo, apparve qualcuno davanti a lui.
Un orribile demone, alto due metri e mezzo, si avvicinò a lui.
"Vattene Demone, ti scaccerò con i poteri della luce".
L'orribile entità rispose: "Sei sicuro di appartenere alla luce? Hai
ucciso il Sommo, e il tuo anello è spento."
Sandor si smarrì….
"Ho una proposta per te mago: consacra il tuo anello a me: potrai far
rivivere la tua amata Rose, in cambio però voglio qualcosa da tutti e
due."
" Che cosa?"- Rispose Sandor.
"Dovrete diventare i più forti seguaci delle tenebre, servendo il potere
dei morti e dei demoni e generare una stirpe di sette figli, per
conquistare ogni mondo…."
"Non lo farò mai! Io servo la luce".
"Andiamo, Sandor, chi vuoi prendere in giro? Anche i maghi delle virtù,
i paladini dell'ordine e il sommo Dym hanno seguito questo sentiero,
eppure hai visto che cosa hanno fatto alla tua amata".
Sandor divenne silenzioso, il demone aveva toccato il suo punto debole…
Il mago delle virtù rispose: "Torna stanotte….. o verrai spazzato via
dalla mia luce, o ti giurerò fedeltà, vedremo…." >
Accidenti! Queste fiale nere finiscono subito! Ne ho un'altra soltanto,
posso continuare a leggere un altro po'.
Improvvisamente, sentii un rumore provenire dalle cucine.
Già! Dimenticavo! Ho lasciato la pasta sul fuoco! Accidenti si scuocerà!
Rimanderò le traduzioni al pomeriggio….
CAP 5: IL PATTO COL DEMONE
Appena in tempo: avrei fatto scuocere una deliziosa pasta.
Notavo che nelle cucine le provviste iniziavano a scarseggiare…
La clessidra magica segnalava le due e mezzo del pomeriggio; tornai in
biblioteca e riaprii il Diario, versai con parsimonia l'ultima fiala di
liquido nero.
Ecco che la traduzione apparve:
< La notte, il demone tornò da Sandor e gli disse:
"Hai l'ultima possibilità, o mi servi, o mi combatti!"
Sandor rispose: "La vera luce sono le tenebre e la dannazione".
Il demone sorrise appagato, e disse:
"Via la falsità delle virtù e della luce,
scegli il sentiero che alla dannazione conduce,
in essa troverai grande soddisfazione,
Negromante supremo, sarai dopo la mia consacrazione!"
L'anello divenne di forma scheletrica: uno zircone nero con i riflessi
degli inferi aveva preso il posto del diamante cristallino….
Il demone disse: "Ottima scelta: ora, sacrifica tre vittime a me, e Rose
tornerà in vita."
Intanto, cinque paladini riuscirono a trovare il nascondiglio di Sandor.
L'ex mago delle virtù finse di consegnarsi a loro... quando pugnalò uno,
bruciò il secondo, e accecò il terzo.
Gli altri due paladini fuggirono in preda alla paura e all'incredulità….
Sandor sacrificò le tre vittime…
Il demone scomparve.
Rose si alzò meravigliata e disse:"Sandor, amore, che cosa è successo?"
"Io non sono più Sandor, il mio nome è morte oscura, Darkeath. Sono il
mago delle tenebre e tu sei la mia sposa."
"Ma…. Sandor! Tu lo sai che io ho il potere dei fiori, delle rose,
dell'amore che sboccia".
"Sciocca!!!! Ho rischiato la morte, per riportarti in vita, sei stata
uccisa dai tuoi amici!!!"
"Scusami amore, è che la mia spilla a forma di rosa è l'unico potere che
ho…."
"Rose, ascolta! I tuoi poteri saranno centuplicati, se verrai con me.
Che importa, se il nostro amore è unito dai cieli o dagli inferi….. sarà
comunque eterno….." >
"Ma queste fiale finiscono sempre al momento meno opportuno!!!!!
Benissimo…. Ora come traduco???? Questo liquido è completamente
sconosciuto a me".
Il resto del pomeriggio lo dedicai alla riflessione:
"Il nonno era innamorato della sua amata che aveva rischiato il tutto
per tutto.
A volte, il male non nasce dal male, ma dal fallimento del bene, dallo
scandalo che danno le persone che dovrebbero essere d'esempio.
I demoni approfittano di questi punti di debolezza per infiltrarsi nelle
vite umane e promettere le loro false felicità: ricchezze, poteri,
appagamenti vari….
Forse io, per la mia amata, non tradirei il mio sentiero.
Ma che dico, io non sono innamorato…. quel bacio era solo per far
risplendere l'anello Specchio dell'Anima."
Improvvisamente, sentii un rumore forte vicino ad una radura della
roccaforte…
Era notte, e la mia invisibilità funzionava solo di giorno…
Scesi al pianterreno, e pian piano uscii fuori: delle voci femminili
parlavano…
"Ma…… Seya, guarda che atterraggio brusco che hai fatto!"
"Olimpya, dillo a Littledeath".
Mi avvicinai e urlai vigorosamente:
"Ma siete pazze? Mi avete fatto prendere uno spavento!"
"Ehi, ma che razza di animale è quello? Dove è Kethry?"
Entrammo dentro: le due mi raccontarono ogni particolare su Kethry,
Littledeath, ecc.
Inoltre, Seya si presentò: "Sono un'amazzone, ma m'intendo anche di
magia dei negromanti, anche se questo lato fa parte del mio passato."
Risposi: "Seya, ho imparato recentemente che il passato non va rinnegato
o abbandonato".
Forse Kethry mi aveva indirizzato la persona giusta………
CAP 6: LA ROSA NERA
Le ragazze andarono a dormire in una delle camerate della roccaforte:
ora non mi sentivo più solo e decisi di andare a dormire nella camera da
letto di Blackrose.
La camera era adiacente alla biblioteca: il soffitto, fatto di travi, il
pavimento in cotto, un letto matrimoniale, due lampade, un comodino ed
un armadio.
Mi svegliai di buon mattino: dal portone principale qualcuno stava
bussando.
Scesi giù e aprii il portone: due guerrieri erano di fronte a me…
percepivo un'oscurità molto forte in loro.
"Ciao, ci siamo incontrati alla taverna: io sono Shadow e questo è
Berserk, un altro compagno."
"Chi c'è dentro al carretto?"- Risposi.
"C'è la mercante Asiram e la scribana Kristal."
Ci sedemmo tutti a tavola per fare colazione.
Poi, a quel punto, dissi: "Al lavoro ragazzi: i guerrieri faranno la
guarda al portone principale; Asiram scaricherà le merci alimentari e si
occuperà del pranzo, ovviamente verrà ricompensata bene.
Olimpya, tu vai al laboratorio e cerca di trovare una cura per questa
pietrificazione; Seya e Kristal, venite con me in biblioteca."
Ognuno andò alle proprie destinazioni.
Seya, Kristal ed io andammo in biblioteca: Kristal prese il suo taccuino
e cominciò a scrivere tutto ciò che le dicevo.
"Ecco, questo è quello che sono riuscito a tradurre fino ad oggi".
Intanto, Seya disse: "La traduzione sarebbe più facile, se ci fossero
dei libri di magia nera: qui ci sono solo libri di luce!"
Improvvisamente, i libri sacri tornarono libri oscuri….
Io dissi: "Che tempismo: ho dimenticato di rinnovare la formula, e ora
hai un vasto assortimento di magia nera."
Lasciai Seya a tradurre il diario, con Kristal che scriveva la
traduzione in lingua corrente sul taccuino.
Scesi al laboratorio e dissi ad Olimpya cosa aveva scoperto.
Lei rispose: "La pietrificazione è stata causato dall'elemento Terra e
quindi, mediante il medesimo elemento, può essere curata. Non posso
credere che, conoscendo la natura, non riesca a creare una pozione…"
"Olimpya, rimango io a sperimentare qualcosa: la sapienza divina diceva
di un'alchimista nel bosco che poteva aiutarci."
"Mi mandi da sola li??"
"No, strega, andrai con i due guerrieri Shad e Berserk."
I tre partirono, alla ricerca di questa alchimista….
Tornai in biblioteca e Kristal disse: "Seya ha tradotto con successo una
parte del diario, e io l'ho riportato sul taccuino. Ecco, leggi."
Ero molto contento di aver trovato la soluzione, decisi quindi di
leggere:
< Rose aveva una spilla con le ametiste rosa, che gli conferiva poteri
magici: era un dono dei druidi di Misticwoods.
"Darkeath"- disse -"Tu non mi ami più vero?"
"Come puoi pensarlo, Sandor, io starò sempre al tuo fianco, qualunque
siano le tue scelte…"
"Non chiamarmi mai più con quel nome e baciami".
I due si baciarono con passione.
La spilla di Rose emanò un bagliore nero: la spilla, tempestata di gemme
rose, divenne una rosa nera.
Il suo vestitino a fiori diventò un abito lungo, nero e castigato: nel
suo volto, un trucco nero e un rossetto rosso scuro, comparve; i capelli
divennero lunghi e corvini."
"Ora sei la più potente strega delle tenebre, non sei più un fiore, ma
una rosa nera."
La donna rispose: "Sono la tua Blackrose, il nostro amore insieme
conquisterà tutto!"
Il demone apparve e disse:
"Ora vi unirò in nozze".
Le nozze maledette furono celebrate: i due si ritirarono in un castello
abbandonato, cominciando a tramare la distruzione del santo regno del
Sole Splendente….. >
"Ma guarda che bravi i nonni, spero di non aver preso da loro. Kristal,
fammi un favore, conosci l'etimologia dei nomi di battesimo? Potresti
vedere il significato del mio?"
"In genere li so a memoria, ma il tuo non l'ho mai sentito, farò delle
ricerche… anche se i miei libri non lo riportano. Lo sai che qui vicino,
ad un'ora di cammino, c'è una vecchia libreria abbandonata? Conteneva
tanto sapere. Vai da Asiram: lei conosce la storia."
Andai nelle cucine: Asiram stava preparando una cena con i fiocchi,
quando si accorse della mia presenza.
"Ciao Sandor, hai già fame?"
"No, Asiram, sono venuto per dirti cosa sai della libreria abbandonata
nei dintorni…
Asiram prese due sedie e disse:
"Mettiti seduto, ora ti racconto………"
CAP 7: LA CONQUISTA DELLE TENEBRE
Ci mettemmo seduti davanti al camino della cucina, che ardeva legna
secca, creando una certa atmosfera.
Asiram cominciò a narrare:
"Anni fa, la libreria era usata da molti viandanti poveri, che non
avendo i soldi per studiare si recavano li e si erudivano gratuitamente.
Infatti, dei generosi scribani avevano creato questo posto per donare la
cultura alle genti.
Purtroppo però un crudele stregone, credendo che la libreria fosse
magica, se ne impossessò con la forza e uccise tutti.
Risiede ancora li, e ogni prode avventuriero che ha cercato di
addentrarsi in quel posto non ha mai fatto ritorno…"
"Capisco, ma la libreria non era magica? E possibile che nessuna
spedizione di Kolise sia mai entrata li?"
"A nessuno importava di quel posto, anzi: una situazione di comodo per
Kolise, perché la libreria faceva concorrenza, con gli studi a pagamento
della Kioskas.
La libreria non contiene niente di magico, ma possiede libri di grande
sapere, di tanti regni."
"Grazie Asiram, mi sei stata molto utile; ora, però devo andare a fare
quattro passi nel bosco."
"Sandor, non avrai mica intenzione di andare in quell'orribile posto? E'
pericoloso!"
"Ehm………. no, forse raccoglierò un po' di frutti….."
Era meglio non far preoccupare la vecchia Asiram: uscii dalla roccaforte
e mi misi in cammino verso la biblioteca…
(Intanto Olimpya, Shad e Berserk……)
"Eppure, dobbiamo essere vicini, deve essere qui la casa!"
"Berserk, lo dico sempre: non bisogna dare retta alle donne."
"Già, soprattutto se sono streghe, Shadow".
"Evitate i commenti, piuttosto! Forse, il mio gatto ha trovato qualcosa:
sta scavando…."
"Accidenti! Ma sono tracce di sangue quelle, seguiamole…"- disse Berserk,
mentre Shadow rispose: "E' sangue umano".
Dopo circa cento metri, le tracce portarono ad una piccola casetta con
la porta spalancata…
All'interno, una donna morta era distesa sul tavolo.
Improvvisamente, Shad parò con la sua spada una freccia: da fuori,
cinque uomini armati di spada si avventarono contro i tre.
La battaglia ebbe inizio nello squallido salone: un'amazzone dai capelli
biondi sparava frecce, cercando di colpire Shadow e Berserk.
Ad un certo punto, i due guerrieri emanarono una forza oscura: Shad, con
un colpo di spada, falciò due teste e Berserk troncò in due gli altri
tre guerrieri, con la sua temibile ascia.
I due però stavano ricevendo frecciate dall'amazzone che sparava
indisturbata.
Olimpya disse: "Ci penso io, finta bionda!"
Lanciò lo stordimento magico, corse subito da lei, e cominciò a
prenderla a calci e a scaraventarla a destra a sinistra.
Berserk e Shadow erano un po' feriti dalle frecce, ma non riuscirono a
trattenere le risate.
"Tu dovevi fare l'amazzone, non la strega"- disse Berserk.
"Beh, una strega non può contare solo sulle sue magie…"
(Intanto Seya e Kristal….)
"Kristal, ricontrolliamo un po' il diario: vediamo se ho tradotto bene".
"Ecco, ora te lo leggo":
< Con la morte di Dym, il regno del Sole splendente era nel caos: si
cercava una nuova guida spirituale, ma non si trovava.
Darkeath e Blackrose approfittarono di ciò per creare un esercito di
ribelli seguaci.
Cominciarono a liberare i carcerati, a infondere odio e seduzioni: ben
presto i loro seguaci divennero molti.
Oltre tutto, le battaglie lasciavano tanti cadaveri: molti non venivano
seppelliti.
Darkeath prese questi corpi per rianimarli in morti viventi, le ossa in
scheletri e le loro anime in spettri.
Nel corso degli anni molte terre, una volta meravigliose e divinamente
benedette, divennero desolate e abitate da non morti.
I due sposi delle tenebre generarono un figlio all'anno: tutti
consacrati ai demoni.
In trent'anni, il regno del Sole Splendente fu conquistato dalle
tenebre.
La capitale Shinesun non fu mai conquistata, però lo fu Magic city, la
città della magia della luce.
Diventò una città dove si praticavano le arti oscure.
Il successo degli sposi era la loro unione inseparabile, l'aiuto dei
demoni e della schiera di non morti, e il costante sostegno dei loro
figli tenebrosi.
Uno peggio dell'altro….. >
"Ecco, ho tradotto fino a qui….."- disse Seya.
"Si, riposiamoci, andiamo a far compagnia ad Asiram"
( Intanto Sandor……)
Dopo un'ora abbondante di cammino, finalmente intravidi la libreria…
Un tesoro di conoscenza, sepolto dalla prepotenza e dall'egoismo di uno
stregone…
Il mio intuito mi diceva che qualcosa lì avrei trovato….
La conoscenza o la morte?
Dipendeva da me….
CAP 8: IL TRIO MAGGIORE
Mi avvicinai alla costruzione: si estendeva tutta sul pianterreno, aveva
solo una cupoletta in alto.
La porta era scardinata al suolo: ai lati, il simbolo di un calamaio e
un pennello, coperti da folte ragnatele…
Prima di entrare, dissi:
"Benedizione divina, scendi in questo luogo e nel bosco intorno,
che io possa trovare ciò che cercò e far subito ritorno…"
Entrai con prudenza: una stanza quadrata, con al centro un leggio, e sui
muri delle scritte:
"La conoscenza è tesoro di tutti, non solo dei benestanti".
Superata la stanza, vi era un chiostro, con al centro un pozzo
profondissimo: solo a guardarlo, mi dava i brividi.
Nella porta a nord, un passaggio dava ad uno stretto corridoio, che
percorsi, battendo il mio bastone a terra…
A metà corridoio il pavimento crollò: io scivolai, ma misi il mio
bastone orizzontalmente, incastrandolo tra due mattonelle.
Guardavo giù, e lo sguardo si perdeva nell'oscurità: chissà quanto era
profondo…
Con un balzo riuscii a tirarmi su: pericolo scampato, ringraziai il mio
bastone e la mia agilità.
(Intanto, Kristal e Seya……)
"Ecco: siamo riusciti finalmente a tradurre la storia dei primi tre
figli".
"Si, l'ho riportato sul taccuino Seya, ora rileggo:"
< I figli di Darkeath e Rose diedero grandi contributi alla causa del
male.
* Il primogenito Bemthevain amò subito la negromanzia.
Si narra che, da bambino, non voleva rassegnarsi alla morte del suo
gattino e sacrificò il sangue di molti animali per ridargli la vita:
ripetè ciò molte volte.
Cattivo e potente, Bemthevain fu colui che diffuse la magia delle
tenebre e la negromanzia nel regno del Sole splendente.
Fedele al padre Darkeath, fu lui il principale creatore di non morti e
l'omicida di molti maghi delle virtù.
* Aleandra crebbe nel mistero e nella beltà: non amava tanto i non
morti, ma era molto devota ai demoni, a cui era consacrata.
Ben presto, divenne la sacerdotessa degli inferi oscuri: evocava i
demoni, per proteggere la sua famiglia e annientare le forze del bene.
La sua arma era corrompere i sacerdoti con il suo bel corpo, facendoli
diventare oscuri.
* Koldren, fin da bambino, amava uccidere gli animali e rubare oggetti
non suoi.
Da grande, saccheggiò molti villaggi, sterminando guardie, ladri, buoni
rivali e tutti coloro che ostacolavano il suo cammino.
I tre figli erano chiamati il trio maggiore, perché collaboravano sempre
insieme.
Koldren rubava ricchezze per finanziare la causa delle tenebre e le sue
vittime venivano divise tra i fratelli.
Con le vittime di Koldren, Aleandra convocava demoni che distruggevano
la santità e la bontà delle persone.
Questo generò molte guerre, le cui vittime venivano convertite in esseri
non morti da Bemthevain…. >
(Intanto Olimpya, Shadow e Berserk…….)
I tre rovistarono la casa: Olimpya trovò delle radici e dei reagenti
chimici molto rari, che mise in borsa.
Poi trovarono delle pergamene e un ricettario.
Olimpya disse: "Siamo stati fortunati: possiamo, sia creare una pozione
contro la pietrificazione, sia lanciare un incantesimo da questa
pergamena."
"Bene, allora torniamo a casa…"
Olimpya si fermò di colpo: "Sento che c'è qualcuno vicino a noi, lo
sento!"
Shad annuì con la testa.
Berserk disse: "Stiamo attenti e affrettiamoci a tornare…."
CAP 9: IL TRIO MINORE
Olimpya, Shadow e Berserk s'incamminarono verso la roccaforte.
Olimpya aveva tutte le istruzioni per creare una pozione
anti-pietrificazione; inoltre, aveva trovato tre pergamene magiche: una
aveva il potere di pietrificare, l'altra di lanciare saette e la terza
toglieva la pietrificazione.
Ad un certo punto, Cagliostro avvertì qualcosa….
Un flusso malefico invisibile colpì lo zaino di Olimpya.
Shadow disse: "Una forza tenebrosa è tra noi…."
Berserk rispose: "Si, ma si sta velocemente allontanando."
Olimpya controllò il suo zaino e disse: "Niente di rotto, niente
danneggiato: l'attacco di quella presenza oscura è andato a male; ora
però torniamo alla roccaforte."
(Intanto Sandor……)
Proseguii lungo il corridoio crepato: di fronte a me, una porta chiusa a
chiave.
Non si sfondava assolutamente: era dura e nessuna magia offensiva o arma
poteva abbatterla.
Pronunciai una delle mie magie utili:
"Come l'amore apre le porte del cuore,
così questa porta si apra al mio tocco, ancora una volta".
La porta si aprì magicamente, rivelando una biblioteca rettangolare.
Entrai: Il muro era costeggiato da scaffali enormi di libri e c'erano
altre tre porte: una ad est, una ad ovest, una a nord.
Notai che al centro c'erano tre tavoli, con degli uomini incappucciati.
Il loro viso non si vedeva: sembravano impegnati a leggere qualcosa.
Mi avvicinai per vederli da più vicino….. i tre si alzarono: si tolsero
il cappuccio marrone, rivelando una faccia a forma di teschio.
Non persi tempo e usai il potere dello spirito: le mie mani tese in
avanti emanavano una luce bianca, mentre un canto angelico suonava
misticamente.
I non morti non possono essere spaventati da incantesimi di paura
mentale, perché non hanno emozioni umane.
L'unica loro paura è lo spirito e la luce: poteri che li scacciano e li
distruggono.
I tre cercarono di fuggire: io avevo il vantaggio di affrontarli uno per
volta, con i dardi di luce.
La stanza era illuminata dai miei dardi, e la luce rifletteva le loro
ossa che saltavano in aria.
Dopo averli debellati, mi misi a rovistare i vari libri…
( Intanto Seya e Kristal……)
"Kristal, vado a fare un po' la guardia fuori".
"Vai cara, io devo controllare se ci sono errori sul taccuino"…
Eravamo rimasti al Trio maggiore:
< Gli altri tre figli non erano meno malvagi dei fratelli maggiori:
collaboravano sia con loro, sia con i genitori.
* Alexa ha sempre odiato studiare magia e alchimia: amava il sangue
procurato dalle armi e adorava la ricchezza e il potere.
Per tenere calme le amazzoni rivali, le sedusse con ricchezze e porzioni
di terre da spartirsi…
Ben presto, il suo esercito fu numeroso e fedele al denaro.
Il suo odio per le dame bianche era di una profondità unica, che ne fece
grandi stermini…
* Gorghian era molto legato a sua sorella, stessi interessi: nessuna
magia, padronanza delle armi e delle tecniche belliche.
Lui s'impegnò a corrompere i paladini dell'ordine e a... "violare" le
dame bianche.
Molte cittadine artistiche e bellezze naturali furono rese un cumulo di
rovine e cadaveri, al suo passaggio.
* Celine era la figlia prediletta della madre: apprese molto della sua
magia e salvò molte volte Alexa e Gorghian dalle mistiche dei boschi.
Traeva soddisfazione nell'illudere le persone e farle soffrire,
ottenendo grandi poteri.
I tre stavano sempre insieme: Alexa e Gorghian seminavano morte e
distruzione ed erano la parte guerriera dell'ordine del male.
I prigionieri, da loro catturati, venivano torturati da Celine, che era
abile ad ottenere informazioni, preziose per la conquista del regno.
La loro alleanza era chiamata: il Trio Minore. >
"Si, è tutto corretto! Non ci sono errori in questo capitolo."
Asiram entrò di corsa in biblioteca: "Oh, mio Dio! E' colpa mia!"
"Colpa di che cosa, Asiram! Cosa dici?"
CAP 10: INGANNI DELLA MAGIA
Asiram era sconvolta e disse: "Gli ho raccontato la storia della
libreria abbandonata: mi ha detto che andava a cogliere i frutti di
bosco….."
"Ho capito Asiram: pensi che sia entrato nella libreria?"
"Si, ma è colpa mia."
"No, Asiram, sono stata io a mandarlo da te: la colpa è solo mia."
A quel punto, Seya intervenne: "Smettetela di dire che è colpa vostra!
La colpa è dell'imprudenza di Sandor."
"Oh mio Dio, è quasi sera e ancora non è tornato…"
"Lo andrò a cercare io!"
"No, Seya! Ti ha già dato i tuoi compiti! Devi tradurre il Diario e fare
la guardia alla roccaforte."
Lui morirà, se non vado e le traduzioni, a quel punto, saranno inutili!
E poi, difendere la roccaforte da che cosa: non viene mai nessuno!"
Asiram e Kristal cercarono di bloccare Seya: "Ferma, ferma!"
(Intanto Olimpya, Shadow e Berserk……)
"Ecco, cari guerrieri, siamo arrivati, avete visto?" - Disse Olimpya.
Si avvicinò a loro di corsa Seya: "Presto, venite con me, Sandor è in
pericolo."
"Come?"
"Si è addentrato in un luogo pericoloso, per cercare qualcosa…"
"Aspetta, ti sembrerà strano ma prima mi devo sbarazzare di questa
roba"- Disse Olimpya.
"Ma non c'è tempo".
"Senti Seya, non ho speranza di farcela con questo carico di pozioni!"
"Bene, non ti preoccupare Olimpya, andremo senza di te."
"Vi raggiungerò domani, scusate se sembro insensibile, ma devo
progettare le magie"
Olimpya tornò dentro e andò a posare le pozioni nel laboratorio e in
quel momento vide Littledeath…
"Come mai tu qui? Non segui la tua padrona?"
Olimpya, si incuriosì e si recò in biblioteca e vide le tre donne
parlare: "Ti prego, non andare Seya! Rimani, non ci lasciare sole…" -
Disse Kristal.
"Seya?? Ma che ci fai qui? Non avevi detto che Sandor era in pericolo?"
"E' vero Olimpya, ma come fai a saperlo, se sei arrivata solo adesso?"
Seya, ma non avevi il rossetto fucsia, e l'ombretto viola prima?
"Ma che dici Olimpya, oggi non mi sono neanche truccata! E poi prima
quando? Non sono uscita da qui oggi!"
"Accidenti!!!! Presto, prendiamo Littledeath: Shadow e Berserk
potrebbero essere in pericolo!"
"Ma perché?"
"Perché c'è una donna con le tue sembianze!"
Le due cavalcarono il drone e presero quota.
"Accidenti Asiram, siamo rimaste sole… chiudiamo i portoni e le
finestre."- Disse Kristal.
(Intanto Sandor……)
No, nessun libro utile: mi diressi verso la porta ad ovest : era chiusa
e sigillata e usai il mio incantesimo per aprire le porte.
"Non funziona".
Decisi di aprire la porta ad est: una stanza piena di inchiostri e
calamai; in fondo un cofanetto con la scritta: "Le notizie sono più
letali delle frecce".
Al centro dell'oggetto, delle lettere d'oro: era una specie di
combinazione, ma io non sapevo la frase e non ne valeva la pena tentare
ora.
Misi il cofanetto nello zaino e lasciai la stanza, tornando nello
scrittoio e aprendo la porta a nord.
Di fronte a me, una scala: salii sopra… un uomo vestito di grigio mi
disse:
"Ti aspettavo: finalmente posso uscire di qui".
"Chi diavolo sei? Come fai a conoscermi?"
"Ho ucciso i maestri della cultura, perché pensavo che questa libreria
fosse magica, ma mi sbagliavo.
Per questo fallimento, sono stato condannato dal mio padrone a vivere
per sempre qui.
L'unico modo per spezzare questo vincolo è la morte di tre maghi: uno
vizioso e oscuro, uno neutrale ed equilibrato, l'altro virtuoso e
luminoso.
"Chi è il tuo padrone?"- Risposi leggermente irritato.
"Questo non è affar tuo! Ti basti sapere che un mago oscuro già è morto,
ora tocca ad un mago neutro e a Te!"
Con un gesto mi respinse verso la scala, che divenne una ripida discesa
verso una profonda botola.
Precipitai nel vuoto nero: mi sarei sicuramente schiantato.
Usai una magia dell'aria da principianti, ma estremamente utile: una
luce celestina mi avvolse di piume magiche e io lentamente scesi nel
baratro.
Atterrai dolcemente al suolo: davanti a me un corpo scheletrico, vestito
di nero, giaceva al suolo.
Vicino a lui, un sacco.
Decisi di rovistare: cento scaglie di miara, gioielli e una fiala nera.
Presi tutto.
Il passaggio era estremamente buio: per fare un po' di luce, invocai le
lucciole magiche.
Queste creature, mezze naturali e mezze luminose, dissipavano il buio e
guidavano nel giusto sentiero.
Davanti a me, un uomo sdraiato a terra disse:
"Sto per morire…. in condizioni normali, sarei immune ad uno stupido
veleno, ma qui dentro…"
"Veleno? Spero di aiutarti io…"
Lanciai una luce verde a forma di rombo, che andò sul corpo della
vittima e lo irradiò tutto.
"Grazie, mi hai salvato la vita! Sono stato avvelenato da un ragno, dopo
essere stato buttato qui da un uomo malvagio."
"Si lo so, già ha fatto fuori un mago oscuro e vuole fare fuori anche
me, che sono un mago della luce."
"Io, a quanto dice lui, sarei il mago neutrale che deve morire."
"Esatto, ma come mai sei ancora vivo? Come hai fatto a sopravvivere alla
caduta?"
"Quello stregone è un sadico… sa che nei sotterranei non ho poteri, e mi
ha fatto scendere con una liana."
"Capisco, scusa se non mi sono presentato: sono Sandor il mago della
luce e delle virtù."
"Piacere mio, io sono Beltanius, il mago dei boschi."
Bene, collaboriamo insieme: dobbiamo trovare un modo, per uscire da
qui…"
(Intanto Shadow e Berserk…..)
Cari guerrieri, ho preparato tre pozioni dell'invisibilità:
prendiamocele.
"Perché Seya, non ne vedo il bisogno"- disse Berserk.
"Credimi, siamo in pericolo, prendiamocele: tra noi possiamo vederci,
non vi preoccupate".
I tre presero le pozioni; poi Shadow disse: "Seya, che trucco accentuato
stasera, come mai?"
"Non ti piace?"
"Si, Seya, mi piace molto".
"Allora, vedi quella grotta laggiù? Vieni con me, non sarà l'unica cosa
che ti piacerà".
"Seya, ma scherzi?"
"Dai, devo parlarti di cose importanti e non solo di quelle"…
La donna fece un sorriso, alquanto malizioso….
CAP 11: La strega, lo stregone e gli scomparsi
Shadow disse: "D'accordo, andiamo dentro quella grotta."
L'amazzone si tolse il corpetto e si avvicinò al guerriero,
abbracciandolo.
"Seya, ma che cosa fai!?"- Disse il guerriero sorpreso.
"Non ti piaccio? Non vuoi baciarmi?".
"Beh, in effetti, sei molto carina ma rimettiti quel corpetto!"
"Va bene, ma prima baciami…".
I due si baciarono, la donna afferrò il guerriero, succhiandogli l'anima
e lasciandolo a terra senza vita.
"Berserk corri, Shadow non si sente molto bene."
Berserk controllò il corpo e disse: "Ma è morto?"
L'amazzone rispose: "Già, ed ora anche tu morirai!"
Berserk non fece in tempo a girarsi, che la donna lo baciò,
succhiandogli l'oscurità.
Bene, ora ho le vostre anime per richiamare mio padre: adesso devo solo
pensare a quelle stupide streghe.
(Intanto Olimpya e Seya…...)
"Nessuna traccia, non li trovo! Ascolta Olimpya: ora ti porto alla
libreria, vai a cercare Sandor. Io cercherò Shadow e Berserk."
"Stai attenta Seya, se necessario usa la magia…"
"Attenta tu: alla libreria, nessuno hai mai fatto ritorno…".
(Intanto alla Roccaforte: Kristal e Asiram……)
"Kristal, stanno bussando al portone principale".
"Guardo dalla finestra, Asiram…… sono Seya, Shadow e Berserk."
"Aspetta Kristal, come è truccata Seya?"
"Ha un trucco molto accentuato…. aspetta: è come diceva Olimpya, quella
donna non è lei."
Intanto, la donna da sotto disse: "Che fate, non mi aprite?"
"Asiram, facciamo finta che non sentiamo….."
(Intanto Sandor e Beltanius)
"Dimenticavo Sandor: prima di cadere qui sotto, ho trovato questa
chiave."
"Penso che adesso non ci sarà tanto utile."
Proseguimmo, guidati dalle lucciole magiche…. all'improvviso, dei versi
orribili e dei passi di zampe si udirono venire verso di noi.
Un ragno verde e giallo, dalle dimensioni di un grosso cane, si avvicinò
dalla nostra parte.
"Tieni, Beltanius: prendi la mia staffa; io userò la magia e il mio
pugnale."
Ricorsi al potere del fuoco:
"Potere dell'elemento della distruzione, irradia la mia mano col tuo
potere incandescente e rendi il nemico carbonizzato e rovente!"
Dalle mie mani uscirono delle sfere di fuoco incandescenti, grosse come
pesche, che si schiantarono sul ragno.
L'animale era troppo veloce: infatti, solo quattro sfere su dieci
avevano fatto centro.
Il ragno sputò una ragnatela e mi imprigionò le mani.
A quel punto intervenne Beltanius con il bastone: con forza e decisione,
sterminò quell'essere orribile, lasciandolo a terra morente, in una
pozza di sangue giallo.
"Grazie Beltanius."
Proseguimmo più avanti: sopra di noi c'era il pozzo del chiostro, mentre
di fronte a noi un portone era sigillato.
Provammo chiavi, magie e botte per sfondarlo, ma non c'era niente da
fare.
Poi dissi: "Beltanius, posso provare a trasformarmi, ma il compito è
arduo e poi non posso lasciarti qui solo."
"Se è l'unica possibilità, ricorri a quel potere."
"Volevo trasformarmi in un volatile, ma mi è difficile senza un oggetto
che sia collegato a quell'animale.
Beltanius disse: "Io, ho queste uova di piccione, nello zaino".
"Proviamo:
Aria, terra e luce, ricorro al vostro potere di trasformazione: che io
possa divenire, subito un piccione!"
Il mio equipaggiamento scomparve: mi riempii di piume, le mie dimensioni
si ridussero.
Spiccai il volo e salii dal pozzo, fino a raggiungere il chiostro.
Volai fino alla cupoletta dove risiedeva lo stregone vestito di grigio.
A quel punto, ripresi la mia forma originale…
"Buona sera, stregone!"
Il perfido stava lanciandomi un incantesimo, quando lo spazzai a dieci
metri di distanza con una folata di vento.
"Non ti conviene usare di nuovo i tuoi trucchetti con me!"
Lo stregone cominciò a lanciare dardi viola: io cercavo di scappare, ma
essi mi inseguivano.
I dardi mi scaraventarono a terra: lo stregone cercò di finirmi con il
fuoco: prontamente io, da terra, soffiai sulla mia mano: una magia
azzurrina lo avvolse e lo congelò.
Mi rialzai e con un calcio rovesciato la statua di ghiaccio si spezzò in
mille pezzi.
Nella stanza, una leva: la tirai e apparve un ascensore.
Scesi giù: l'ascensore sbucava nel sotterraneo, ove si aprì il portone e
vidi Beltanius.
"Presto, mago dei boschi, vieni su."
Tornammo sopra, allo scrittoio: usai la chiave di Beltanius e la porta
si aprì.
Davanti a me, una stanza con tanti libri: trovai a terra un foglietto
con scritto:
"onabircs"
Poi, rovistando tra i libri, trovai:
"L'etimologia dei nomi, del regno del sole Splendente."
Presi il tutto e uscimmo da quella maledetta libreria.
Appena fuori, vidi Olimpya che disse: "Sandor! Mascalzone!".
"Olimpya, che ci fai qui?"
"Ero venuta a cercarti! Sono successe orribili cose dopo la tua assenza:
è apparsa una finta Seya, e con la scusa di venirti a cercare si è
portata via Shadow e Berserk.
Inoltre, la vera Seya è alla ricerca dei guerrieri e Asiram e Kristal
sono rimaste sole."
"Presto! Andiamo, non c'è tempo da perdere!"
"Vengo con voi"- disse Beltanius.
(Intanto alla roccaforte)
"Bene! Col vostro silenzio, mi avete rivelato che là dentro c'è solo
quella scribana analfabeta e quella mercante che non vende niente!"
"Guerrieri! Sfondate i portoni, immediatamente!"
"Kristal, cosa facciamo?"
"Chiudiamoci qui dentro, presto!"
CAP 12: PASTICCI MAGICI
I guerrieri cominciarono a sfondare il portone principale: la strega,
invece, apparve magicamente nella biblioteca.
"Grazie alla presenza della magia nera, qui dentro posso facilmente
teletrasportarmi."
"Cosa vuoi, strega!"- Disse Kristal.
"Prenderò il Diario, la statua e vi ucciderò".
All'improvviso, una luce bianca avvolse Kristal, Asiram e il Diario di
Blackrose.
La strega cercò di rubare il Diario e uccidere le due donne, ma la luce
li proteggeva.
(Intanto Sandor, Olimpya e Beltanius)
"Sandor, ho preparato la pozione per curare la pietrificazione"- disse
Olimpya.
"Bene, corriamo subito alla roccaforte."
Arrivammo alla roccaforte e vidi Shadow e Berserk che stavano sfondando
il portone principale.
"Ma che fate! Siete impazziti?"
Appena dissi quella frase, i due si accanirono contro di me.
Beltanius fece una magia di protezione su di noi, poi Olimpya fece
spuntare dal terreno delle piante che intralciarono i guerrieri,
legandogli i piedi.
Io ricorsi alla virtù della Verità:
"Specchio della Verità, scaccia ogni sortilegio e illusione e mostrami
le vere identità!"
Le sembianze di Shadow e Berserk scomparvero, rivelando l'aspetto di
rozzi e tozzi guerrieri.
"Olimpya, ci penso io ai guerrieri! Entra nella roccaforte! Vai da
Asiram e Kristal."
I guerrieri cercarono di colpirmi; mi avevano circondato.
Io mi abbassai: con una spaccata e con i pugni laterali diedi due colpi
bassi.
Poi, presi per il braccio i guerrieri e li sbattei uno contro l'altro,
finendoli con una scarica al cuore.
Mentre Olimpya entrava nella roccaforte, la strega lanciò un dardo
oscuro, colpendo la pozione antipietrificazione.
Poi la strega, magicamente, scomparve.
Andai da Kristal e Asiram e mi dissero che una luce mistica le aveva
protette.
Come ricompensa, diedi cento scaglie di miara ad Asiram, e il cofanetto
d'oro a Kristal.
"Ecco, Kristal: devi premere queste lettere, per aprire lo scrigno: "onabircs".
Nello scrigno, un calamaio con inchiostro magico: lanciava piume d'oca
avvelenate, alla velocità di una freccia.
"Grazie Sandor, finalmente un'arma con cui posso scrivere e difendermi".
"I guerrieri che ho ucciso non erano Shadow e Berserk: ho dissolto le
loro sembianze con una magia."
Rimane un mistero chi fosse la colomba bianca: era la seconda volta che
appariva nella libreria, per salvare la vita a qualcuno.
Per quanto riguarda la strega, non era Blackrose: Kristal e Asiram
l'hanno descritta come una bella donna sui cinquant'anni.
Io e Olimpya andammo nella stanza del rituale.
"Sandor, la strega ha rotto la mia pozione Rimuovi-pietrificazione".
"Come facciamo, adesso?"
"Ho tre pergamene: una pietrifica, la seconda lancia saette, la terza
guarisce la pietrificazione."
Olimpya usò la pergamena anti pietrificazione: una magia marroncina
l'avvolse e la trasformò in una statua.
"Olimpya!!! Noooooo!"
Non mi persi d'animo e pensai: "Forse, la pergamena pietrificazione avrà
l'effetto contrario."
Usai la pergamena, ma invece di pietrificare, o curare, uscirono delle
saette che rimbalzarono per tutta la stanza.
"Accidenti! Ho l'ultima pergamena, quella delle saette: se sbaglio,
Olimpya verrà distrutta dalle saette."
Usai la pergamena, e Olimpya tornò normale.
"Cosa è successo, Sandor?"
"Niente, le pergamene avevano i poteri invertiti: quella che curava la
pietrificazione in realtà pietrificava.
Quella che pietrificava lanciava saette e quella che lanciava saette
guariva la pietrificazione."
Olimpya rispose: "Ora, capisco cos'era il flusso malefico che aveva
colpito il mio zaino: qualcuno non vuole che liberiamo questo uomo
pietrificato."
"Forse la strega ha invertito la magia delle pergamene per pietrificare
noi e agire indisturbata qui dentro."
"Sandor, vado a chiedere a Beltanius se lui conosce qualche altro metodo
per guarire una pietrificazione."
(Intanto, in un antro nascosto, la strega……)
"Padre, ti offro il potere oscuro di questi guerrieri, per evocare la
tua anima dannata!"
I vasi, dove erano contenute le anime di Shadow e Berserk, cominciarono
a brillare sinistramente…….
"Finalmente, patetica figlia! Devi rubare il Diario di Blackrose! E' la
chiave per adempire la profezia della mia resurrezione!
Porta via anche la statua dalla biblioteca! Non devono trovare il modo
di farla tornare uomo!!!"
"Ma padre, ho provato… c'ero quasi riuscita, ma una luce sfolgorante mi
ha cacciato via: era troppo potente."
"Allora, arriverai ad un compromesso con loro…"
CAP 13: IL GUERRIERO SOLITARIO E LA DAMA SPLENDENTE
Seguendo alcune tracce nel bosco, Seya trovò, all'entrata di una
caverna, i corpi di Shadow e Berserk.
"Cosa è successo, non danno segni di vita! Noooo!"
Improvvisamente, apparve la strega….
"Maledetta! Te la farò pagare!"- Esclamò Seya.
"Sono qui per contrattare con te, mia cara amazzone".
"Riportali in vita, o giuro che non vedrai l'alba di domani!"
"Calmati, io posso riportare la loro oscurità nel loro corpo, ma ad un
patto: finiscila di tradurre quel Diario, e portalo immediatamente da
me!"
"Cosa te lo fa pensare! Potrei ucciderti, e riprendermi le loro anime"
"Che succede, Seya? Hai già dimenticato il tuo passato, sei maga della
magia nera e servi un mago delle virtù? Che cosa vale un Diario, che non
riguarda la tua vita, per le preziose anime dei guerrieri?"
"Ascolta strega, riporterò i loro corpi alla roccaforte, e poi vedrò se
accettare la tua offerta."
"Fa presto però, dopo ventiquattr'ore i loro corpi finiranno l'oscurità
interiore, e ne sono passate già nove."
La strega scomparve e Seya caricò il corpo di Berserk su Littledeath,
mentre cercò di trasportare a piedi Shadow.
(Intanto alla roccaforte)
"Olimpya, aiutami a trasportare la statua fuori alla roccaforte".
"Io? Ma sono una donna?? Fatti aiutare da Sandor."
"Non può, sta con Kristal a tradurre il Diario."
Beltanius e Olimpya portarono la statua fuori……
Il mago iniziò a compiere un lungo rituale per cercare di rimuovere la
pietrificazione sull'uomo.
Intanto Sandor versava sul Diario il liquido che aveva trovato nella
libreria e Kristal cominciò a prendere nota sul taccuino…
< Il settimo figlio Erickon era un guerriero solitario che agiva senza
il consenso del Trio Maggiore e del Trio Minore.
Era sempre deriso dai fratelli, perché incapace di usare la magia, e in
combattimento non era bravo come Gorghian e Alexa.
Un giorno, durante uno sterminio di dame bianche, fu folgorato dalla
bellissima Celeste.
I suoi occhi sfavillavano dolcezza e amore, ciò che mancava a Erickon.
Lui la prese e la portò in un angolo nascosto nella foresta, anche lei
fu attratta dalla bellezza dell'uomo.
E dopo un bacio, Erickon dimenticò la sua famiglia.
Ormai mancava solo la capitale Shinesun; tutto il resto era del regno
delle tenebre.
Il fulcro del potere era Magic City, la città della magia nera e del
potere delle tenebre.
Erickon, con una schiera di fedeli, distrusse ogni forma di magia,
conquistando la città e diventando il comandante della città.
Ben presto, l'armata delle tenebre venne sconfitta ed ogni zona fu
ripristinata all'antico splendore.
Ma i due amanti soffrirono molto…
Intanto Darkeath voleva diventare una creatura non-morta immortale, un
Lich.
Ma per compiere il rituale, aveva bisogno di tutti i suoi figli: ora che
Erickon era stato rinnegato, non poteva completare il rituale.
Un giorno, Darkeath cercò di conquistare Magic City, per riportarla
all'oscurità..
Ma un prode sacerdote guerriero, Silvano il pio, lo uccise e pose fine
alla sua vita.
Ormai, la vedova Blackrose e i suoi figli se ne stavano nel loro rifugio
sotterraneo a tramare vendetta.
Purtroppo, anche se Erickon era passato dalla parte del bene, le
Amazzoni di Magic City non erano d'accordo sul matrimonio dei due.
Alcune voci dicono che hanno rapito la figlia dei due sposi e che
l'abbiano cresciuta come amazzone.
Da quel giorno, i guerrieri dichiararono guerra alle amazzoni e a Magic
City Erickon fece un decreto:
" Ogni sorta di magia è proibita, sia buona, sia cattiva, sia sacra, sia
demoniaca, pena la morte.
Inoltre, ogni amazzone verrà trucidata, ogni donna deve rinunciare alle
arti belliche e magiche e svolgere solo ruoli domestici". >
"Dannazione: è finita di nuovo la fiala nera! Stavolta, però, ho
scoperto molto: ho la conferma che sto combattendo contro la mia
famiglia e mio padre è il figlio rinnegato."
Kristal aggiunse: "Ho riportato tutto sul taccuino, dovresti però
consultare il libro dell'etimologia del tuo nome, hai rischiato la vita
per portarlo via dalla libreria."
Intanto, Littledeath tornò con il corpo di Berserk….
"Cosa è successo a Berserk! Oh, mio Dio!"
Aiutai Olimpya a portarlo dentro, perché Beltanius era impegnato con il
rituale.
Né gli infusi di Asiram, né i miei poteri curativi e quelli di Olimpya,
avevano successo sul suo corpo.
Dopo un po', Littledeath tornò con il corpo di Shadow, ridotto alle
stesse condizioni.
Io ero infuriato ed esclamai: "Dov'è Seya?"
Olimpya disse: "Deve essere stata la strega malefica: dobbiamo
sconfiggerla!"
Dopo una ventina di minuti, tornò Seya e disse: "Sandor, la strega ha
detto di portarle il Diario di Blackrose in cambio delle anime dei
guerrieri: hai solo poche ore per decidere."
In quell'attimo, una grande indecisione: rinunciare alla chiave per
sconfiggere la strega, per salvare l'anima di due guerrieri malvagi,
oscuri e poco conosciuti?
Sicuramente, li avrei fatti morire per la loro malvagità e mi sarei
tenuto il Diario, per distruggere l'altra malvagità, quella di Blackrose.
Eppure……..
CAP 14: LA CONSEGNA DEL DIARIO E LO SCAMBIO
Accettai la proposta e dissi: "Seya, accompagna a Kolise Asiram, Kristal,
e Beltanius quando avrà finito il rito. Olimpya ed io porteremo il
Diario alla strega, alla grotta da te menzionata."
"Ma lasceremo Shadow e Berserk da soli?"
"Seya ho un brutto presentimento, fate i bagagli velocemente e
andatevene da questa maledetta roccaforte."
Dopo quelle parole, io e Olimpya ci allontanammo dal bosco.
Intanto Beltanius riuscì a togliere la pietrificazione alla statua.
Poi Seya lo prese, gli tolse le fasce e vide l'aspetto di un uomo di
mezza età.
Beltanius, sfinito, senza energie e poteri, fu messo sul carretto
guidato da Faustino, e tutti si diressero verso la Kioskas di Kolise.
Intanto arrivammo alla grotta, e la strega apparve: con un gesto magico
ci fece riapparire fuori la roccaforte.
Poi disse: "Ora ti fiderai di me, controllerai tu stesso che i due
uomini riprendano la loro oscurità!"
Io dissi: "Va bene, questo è il Diario, ma a te cosa ti serve, tu non
sei Blackrose."
Facevo finta di non averlo letto, sapevo benissimo che quella strega era
mia zia Celine, la figlia prediletta di Blackrose.
Dopo aver preso il Diario, la strega ruppe due strani vasi, e Berserk e
Shadow si risvegliarono.
Quando la strega scomparve, cominciarono infuriati a distruggere la
roccaforte.
Ad un certo punto apparve uno spiritello che cantava, dicendo: "Ci penso
io."
Io le dissi: "Sei tu la creatura che ha salvato Kethry, e il Diario
nella biblioteca?"
Lei rispose: "No, io sono Ariel, un daimon; ora scappate, presto, prima
che distruggano anche voi."
Olimpya lanciò prima su me, poi su di lei, un incantesimo che potenziò
le nostre velocità.
Scappammo anche noi verso la Kioskas.
Intanto sentivo la roccaforte cadere a pezzi sotto le spade di quei
guerrieri: era come se cadesse un pezzo del mio passato.
Se Olimpya avesse rinnovato l'incantesimo, saremmo arrivati il giorno
dopo a Kolise.
Intanto Asiram era tornata alla sua bottega, Kristal al suo reparto
degli scribani e Seya portò Beltanius e il misterioso prigioniero da
Kethry, il comandante delle amazzoni di Mokada.
Ormai avevo letto molto del Diario, rimaneva solo da leggere il libro
dell'Etimologia dei nomi, del regno Splendente.
I misteri della mia famiglia erano stati dissipati dal diario: ma perché
la strega vuole il diario, e la statua?
Ora mi stavo recando ad interrogare l'uomo misterioso, che a quanto pare
cercava la statua…
Sicuramente lui sa chi sono, e cosa mi attende…….
Sandor
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