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Alla
ricerca della Strega ignota
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Cap 1: L'arrivo di
Sandor alla Kioskas di Kolise
Arrivai alla Kioskas di Kolise quando il sole tramontava
all'orizzonte e lasciava spazio alla sera stellata.
Nascosi il mio manto regale e potente, avvolto da un mantello grigio
scuro, stracciato e sporco di fango.
Lanciai un incantesimo sul mio bel viso per farlo apparire meno
giovane e magnanimo. |
Il custode e l'imperatrice erano stati generosi con me,
ma non conoscevo la gente di Kolise, e non mi fidavo di nessuno.
Il tempo di arrivare alla mia nuova casa, disfare le valigie, sistemare
libri, pozioni e abiti e, finalmente, un giro nella piazza principale.
Improvvisamente scorsi un guerriero dal manto rosso che si avvicinava
verso di me: inizialmente avevo un po' di timore, ma poi capii che
costui non aveva intenzioni ostili.
Era Licht, il comandante dei guerrieri di Betris, e mi dava il benvenuto
in questa città.
Quella sera è stata magnifica, ho incontrato la splendida sacerdotessa
Minerva, Kethry l'amazzone e un altro mio simile di cui ricordo
vagamente il nome…
Sentii nel profondo del mio cuore che uno spirito di fratellanza
aleggiava nell'aria, ma anche un senso di turbamento e desolazione.
Sentivo la presenza forte e riluttante di un mago malvagio, che mi
disgustava con i suoi riti oscuri, ma non era l'unica sensazione che
percepivo…
Quando tornai a casa verso mezzanotte, all'entrata del mio portone, si
avvicinò una figura dal volto mascherato e mi disse:
"E' inutile bel giovanotto, che ti nascondi dietro ai tuoi incantesimi
da quattro soldi, per nascondere la tua giovinezza e beltà! Io so chi
sei, vieni con me! Ti porterò a Krymenia. Rinuncia alle tue virtù,
lascia il sentiero celeste della luce! E vieni con me! Troverai la
felicità!!!!"
Inizialmente, fui attratto da quella voce seducente, lenta e sensuale,
ma nel profondo della mia anima sentii un senso di abominio e inganno.
Allora dissi:
"Vattene via, portatrice di tenebra e inganno, vai a cercare quelli come
te!"
Stavo per lanciare un incantesimo, quando mi disse:
"Non hai accettato la mia allettante proposta, quindi preparati a dolori
atroci!!"
E scomparve misteriosamente, lasciandomi intimorito e insonne per il
resto della notte.
Cap 2: Alla ricerca della strega o del coraggio?
L'alba avanzava dolcemente, la notte passata a rigirarmi continuamente
nel letto e a pensare chi mai poteva conoscere il mio nome e chi ero...
Dopo una sostanziosa colazione a base di latte e marmellata di frutti di
bosco, andai in piazza alla ricerca d'informazione.
Lì, scorsi una vecchia mercante dall'aspetto che mi rassicurava.
Non feci in tempo ad avvicinarmi e la donna mi disse:
"Salute avventuriero, siete di qui?"
"Sì gentile signora, sono un mago", risposi.
"Piacere, sono Asiram, una vecchia mercante, vendo elisir e pozioni che
possono far innamorare qualcuna di te, te ne serve uno?"
Io risposi: "Me ne servirebbe uno per allontanare le spasimanti
innamorate di me!"
Asiram rise vivamente e disse: "Te lo preparerò eh, eh, eh!".
Dopo una breve chiacchierata con lei, ero venuto a conoscenza che le
streghe qui avevano un loro quartiere e che non erano da meno dei maghi.
Arrivato a quel quartiere, ero impressionato da queste case con simboli
magici mai visti, lingue sconosciute e gingilli magici.
Usai le mie percezioni sensoriali per cercare di identificare l'entità
malefica che mi aveva turbato la notte scorsa.
Invece percepii solo piccole presenze di crudeltà intorno a me, ma roba
da apprendisti, non certo malvagità allo stato puro come quella di ieri
notte.
Anzi, la maggior parte delle mie percezioni erano positive, e questo
m'incoraggiò a bussare a qualche porta.
Ma poi un uomo, che aveva l'aspetto di un esploratore, mi disse:
"Non disturbare le streghe a quest'ora del mattino! Probabilmente,
stanotte avranno lavorato su qualche rito e saranno tornate all'alba!"
Gentilmente, ringraziai l'uomo dell'informazione e tornai nella mia
abitazione.
Sembrava di tornare a quando avevo quindici anni, quando i miei poteri
mi erano stati appena donati, dove temevo ogni male, dove i miei
incantesimi non spaventavano neanche un bambino.
Ebbi un attimo di sconforto: ero solo, in una città dove apparentemente
tutti si conoscevano, ma solo in superficialità, e inoltre una strega
malvagia che mi conosceva mi dava la caccia.
I miei poteri di metamorfosi erano vani, potevo assumere qualsiasi
aspetto: vecchio, animale, donna, angelo, che importava !
Lei aveva una vista superiore ai miei poteri illusori!
Lo smarrimento interiore era sempre più acuto, quando all'improvviso
sentii un profondo calore nel mio cuore e un senso di incoraggiamento:
"Sandor, non pensare troppo a ciò che dovrai fare, ma pensa a ciò che
hai fatto! Non sei caduto sotto le sue lusinghe, e hai confermato
nuovamente con le tue scelte i miei progetti di amore e giustizia,
continua sul sentiero della felicità:
Dove la notte è spazzata via dal mezzogiorno,
Dove la guerra e l'odio sono schiacciate dall'amore e dalla pace.
Dove la parola ingiustizia non esiste!
Dove l'unico sovrano è l'amore!"
Quando scomparve la voce, percepii la mia virtù del coraggio potenziata
al massimo, e ringraziai il mio Dio che mi aveva ancora una volta
rigenerato.
Cap 3: Il sogno pomeridiano
Il senso di pace ricevuto mi aveva ricolmato di speranza e di amore, e
la mia mente ora era chiara e libera.
Ricorsi alla virtù della saggezza e realizzai che non potevo starmene
con le mani in mano ad aspettare che la strega mi trovasse sprovveduto.
Per non sentirmi solo, invocai uno stormo di colombe, e decisi di
mettermi a fare qualche pozione nel laboratorio della mia abitazione.
Verso l'ora del sole (mezzogiorno), decisi di prepararmi una pasta fatta
in casa per saziare il mio grande appetito.
Mi coricai sul divanetto piccolo, ma tanto comodo, e la mia mente lasciò
per qualche oretta i pensieri di questo mondo.
Improvvisamente, mi ritrovai in un luogo a dir poco da sogno: una valle
colorata di fiori, e acqua che scorreva da tutte le parti.
Da lontano una figura femminile, avvolta da una luce sfolgorante che
accecava in un modo tale da dovermi parare gli occhi, mi disse:
"Ardito mago, coraggio! Combatti l'entità malefica che ti angoscia ma
non lo fare solo: ha incantato molti uomini, anche i più virtuosi e
saggi".
Risposi timidamente: "Qual è la soluzione allora?"
"La soluzione è la scelta di qualcuno che è immune al fascino
femminile……"
La luce scomparve, e sul pizzo di un colle apparve una bellissima
amazzone bionda, giovane, che con la spada colpiva il vento e si
destreggiava con una nobiltà senza eguali.
Poi, il mio sguardo fu catturato da una piccola cascata che scorreva
dolcemente…
Un'altra donna, anch'essa molto bella, bruna dagli occhi chiari, era
circondata da tantissimi animali, teneva un gatto in mano e sembrava che
la natura intorno comunicasse con lei…
Ero indeciso da chi andare, quando un burrascoso temporale solcò il
cielo improvvisamente, e le due donne scomparvero.
Di fronte a me una donna dal fascino irresistibile ma con qualcosa di
sinistro mi disse:
"Rinuncia al bene, seguimi: la mia strada rende immortali, e ti ricolma
di estremi piaceri!".
Quella voce affascinava, ma un senso di pericolo mi destò.
Mi svegliai turbato, guardai nella mia clessidra magica:
Erano già le 4:00 del pomeriggio.
Era ora di fare un giro alla kioskas….
Ma per cercare chi?…
Cap 4: L'incontro magico
Accidenti, un sonno del genere non lo ricordo dalla mia infanzia…
Uscii dalla mia dimora, la giornata si presentava fredda ma bella:
Nel cielo neanche una nube, era cristallino e di un celeste cosi intenso
che avrebbe meritato una meditazione e un ringraziamento al mio Dio.
Però dovevo muovermi in fretta… sentivo sul collo il fiato della strega
che si avvicinava inesorabilmente…
Andai al quartiere delle streghe per cercare informazioni, quando un
gatto molto grosso mi saltò addosso.
Lo accarezzai, poi lo misi a terra, quando fui distratto da una voce che
proveniva da dietro di me….
"E' il mio Cagliostro, gli sei simpatico e allora voleva un po' di
coccole…. non lo fa con tutti".
Di fronte a me, una giovane ragazza dai capelli color notte d'estate e
dagli occhi azzurri, mi sorrise.
Come mi sembrava di conoscerla………
Risposi: "Piacere, sono Sandor, sono nuovo di qui…"
"Benvenuto mago"
Pensai dentro di me: "Come fa a sapere dei miei poteri? O è una strega o
una sacerdotessa..."
"Sì, sono un mago", risposi.
"Piacere, sono Olimpya la strega, ti vedo un po' strano…. cosa è
successo? Perché non vieni a casa mia, ne discutiamo."
Prima di rispondere, ricorsi alla virtù del giudizio e riuscii a
discernere una grande nobiltà d'animo, apparentemente celata da una
coltre di ghiaccio e durezza.
"Accetto volentieri l'invito".
Dopo una lunga chiacchierata sul mio arrivo, tra una tazza di tè e dei
biscotti, io dissi:
"Seguo i progetti della luce, e questo mi fa essere me stesso. Purtroppo
però, nel mio cammino c'è chi non condivide questo e mi ostacola o vuole
cambiarmi…"
La ragazza era molto intelligente e mi disse :
"Non essere vago! Esponi ciò che ti turba…"
Raccontai tutta la vicenda nei particolari…
"Olimpya non volevo…."
"Non dire altro, ti aiuterò in nome delle streghe. Molte di noi hanno
grandi virtù e sono molto buone, e questa strega può essere una minaccia
per tutti!"
Improvvisamente, Olimpya barcollò….
"Cosa ti succede!" preoccupato la soccorsi.
"Sandor, ho avuto una visione! Ho visto un entità malefica! La strega di
cui parli non è sola ed è accompagnata da una schiera di guerrieri. Ma
non sono riuscita a capire che luogo fosse!!"
"Accidenti Olimpya, non possiamo affrontarli da soli! Io…. Io non
tornerò sulle orme di mio padre…… Mai!"
Stavo per lasciare la stanza quando Olimpya disse:
"Cos'è questa storia?!!!"
"Niente, forse un giorno te la spiegherò! Scusami, volevo solo dire,
abbiamo bisogno di qualcuno che se la cavi con le armi…".
"Sandor, forse conosco qualcuno o qualcuna…. Ma vorrà qualche
ricompensa: molti guerrieri non combattono per una giusta causa, ma sono
influenzati dalla ricchezza".
"Pagherò qualsiasi prezzo…"
"Bene, stasera andremo alla taverna della piazza: forse là troveremo
qualcuno… Ci vediamo in piazza alle 21:00, a più tardi Sandor".
Fui risollevato da quell'incontro, ma mettere a rischio anche la vita
della fanciulla, non mi andava proprio…
E poi, intelligentemente, realizzai che i nostri poteri insieme erano
forti, ma serviva qualcuno che ci sapeva fare con le armi, e quel
qualcuno non volevo essere io……..
Perché il passato spesso ritorna?
Cap 5: Alla ricerca di una spada alleata
Dopo aver consumato una gustosa cena, mi misi il mio abito da mago,
quello azzurro, e andai nella piazza della città.
Quando arrivai, Olimpya già era lì, e mi disse:
"Vediamo se in taverna c'è qualcuno…"
Appena entrati, dei guerrieri di Artes mi guardarono da capo a piedi:
avevo paura di aver messo l'abito troppo elegante e di essere facile
preda di qualche ladro.
Mi rivolsi verso uno di loro e gli dissi:
"Scusate, cerco uomini per combattere una minaccia che incombe su di me,
e forse anche su di voi"
Uno di loro mi rispose:
"Non scocciarci stupido mago, va' dai guerrieri di Betris."
Mi girai verso gli altri tavoli, e seduto c'era già un altro guerriero.
"Salve, sono Sandor…"
"Sì, sei qui da poco e già parlano tutti di te, desti molta attenzione"
Io sorrisi e risposi
"Spero che parlino di bene….."
Dopo aver raccontato le mie vicende, Shad mi disse:
"Io purtroppo ho deciso di non aiutare nessuno per ora, ma so chi ti può
aiutare, vai da quella donna laggiù…"
Io risposi:
"Una donna…….io ho bisogno di un guerriero, non di una CASALINGA!!!!!"
Lui rispose:
"Non farti sentire, è il capo delle amazzoni di Mokada!"
Olimpya allora intervenne:
"Ci parlo io Sandor, forse un'altra donna è vista di buon occhio.
Dopo mezz'ora di colloquio con la strega, l'amazzone si avvicinò e
disse: "Ti aiuterò mago, ho bisogno di riscaldare la mia spada, in
cambio voglio 35 scaglie di miara."
"Affare fatto, cambierò il mio oro con le scaglie da Asiram".
"Bene, io sono Kethry, capo delle amazzoni di Mokada. La tua avventura
non vale il rischio delle mie donne, quindi verrò solo io. Quando si
parte fammi sapere, intanto preparerò il mio equipaggiamento".
Olimpya disse:
"Hai visto, l'abbiamo trovata. Ora però devo tornare a casa, devo
preparare gli antidoti e le pozioni curative".
"Aspetta"… risposi.
"Vieni a casa mia verso mezzanotte, devo discutere su alcuni elisir con
te…."
Ella sorrise e disse:
"Forse verrò…" e se ne andò.
Arrivato a casa, stavo preparando delle pozioni, quando improvvisamente
ebbi un colpo di sonno e persi conoscenza.
Mi ritrovai sul mio letto, disteso, e ai piedi di esso c'era una donna
avvolta da un velo nero trasparente che mi disse :
"Tu sarai MIO!"
Stavo per alzarmi, quando essa col suo sguardo mi paralizzò e la mia
mente cominciò a prendere altre direzioni: sentivo un fascino
irresistibile verso di lei, dovevo seguirla.
Improvvisamente, lei disse:
"Accidenti, non adesso e non qui!!!!!"
E scomparve lasciandomi stordito sul letto.
"Sandor, stai bene, cosa è successo? La porta di casa tua era
spalancata!!" Disse Olimpya.
"La strega stava….. per……".
"Cagliostro! Va! Vai a chiamare Kethry, presto!"
Olimpya stava usando la sua percezione e disse:
"L'amica foresta è minacciata da una presenza diabolica, lo sento,
dobbiamo recarci alla foresta di Matek".
In quel momento arrivò Kethry: "Cosa è successo!"
"La strega era qui ed ha attaccato Sandor."
"Se se n'è andata, non penso tornerà presto! Olimpya, ora sa che ci
siamo noi".
Io risposi:
"Non preoccupatevi, andate a dormire nell'altra stanza, domani mattina
si parte".
Dentro di me, pensai… avevo chiuso la porta a chiave, perché era aperta?
La strega avrebbe chiuso tutte le porte e le finestre, non avrebbe
tralasciato un tale particolare.
E la porta non è stata forzata, chi potrebbe averla aperta per aiutarmi?
Cap 6: La partenza
Mi alzai dal letto ancora mezzo stordito, guardai la clessidra magica ed
erano quasi le cinque del mattino.
Un rumore attirò la mia attenzione vicino alla finestra: mi affacciai e
vidi Kethry che si stava allenando con spade e prendeva a calci gli
spaventapasseri del campo adiacente alla mansione .
Tornai dentro quasi sorridendo.
Entrai nel mio laboratorio e vidi Olimpya così impegnata nel mescolare
radici, e scaldare filtri, che dissi:
"Vedo che hai preso subito confidenza con il laboratorio….".
Lei, meravigliata, mi chiese subito come stavo…..e quasi lasciò cadere
le ampolle per terra.
Io fermai il suo entusiasmo dicendo:
"Sto bene, sto bene, ma dobbiamo affrettarci a preparare le nostre
pozioni, fare i bagagli e partire subito."
"Sandor, non preoccuparti, stanotte ho dormito poco e ho già preparato
molte pozioni di guarigione e alcuni antidoti."
"Bene! Allora, cara alchimista, prenderò queste già preparate".
Misi nel mio zaino degli oli per guerrieri, dei veleni per le armi, e
alcune pozioni dalle proprietà magiche protettive.
Lasciai il laboratorio, e portai dietro tre paia di abiti da mago,
gioielli, libri, pergamene, la mia bacchetta, il mio pugnale Esterkan.
Stavo per andarmene quando mi venne in mente la spada e dissi dentro di
me:
"No, ho già le mie armi ed il mio potenziale mistico, perché la spada?"
Poi un presentimento improvviso mi fece cambiare idea e la presi con me.
Uscimmo e guardai la mia bellissima e nuova abitazione dall'esterno,
come se non l'avessi rivista più.
Dopo essere usciti dalla kioskas, durante un sentiero di terra, pensai
ironicamente……..
"Sono l'unico uomo, in mezzo a due donne e un gatto…"
Proseguimmo verso un prato, dal terreno piuttosto irregolare:
sembrava scavato, o comunque manomesso dall'uomo.
Dopo cinque o sei metri, Cagliostro cominciò a soffiare
minacciosamente….
Ad un certo punto, dalle zolle di terra circostanti, uscirono fuori
sette uomini vestiti come viandanti e ci circondarono.
"Bene, ma che eleganza, signori….. scegliete: o i vostri zaini o la
vita!!!" disse ironicamente.
Stavo pensando come potevo comportarmi, quando Kethry rispose:
"La vitaaaaaaaaa, sciocchi! Venite a prenderla!!!!!!"
Sguainò la spada e, con una serie di fendenti, colpì i banditi vicino a
lei, stramazzandoli al suolo privi di vita.
Io realizzai che non era il momento della diplomazia e gettai una
vampata di fuoco sui due banditi vicino a me.
Un uomo si stava avvicinando ad Olimpya, quando dalle sue mani usci una
piccola luce marrone e verde, la puntò verso il bandito che rimase
stordito per terra.
Un uomo mi prese alle spalle e io cercai di non farmi infilzare dal suo
pugnale: con una leggera scossa elettrica gli feci lasciare la presa e
lo finii con la bacchetta di legno duro.
Il resto dei banditi fuggì, Kethry li stava inseguendo quando dissi:
"No, comandante, hanno imparato la lezione: non erano seguaci della
strega, non volevano noi, volevano i nostri possedimenti".
Infatti, nelle loro borse trovammo solo miara, equivalente ad un valore
di 10 scaglie.
Allora dissi:
"Ecco, Kethry, l'anticipo del tuo pagamento".
Olimpya scoppiò a ridere e disse:
"E' stato divertentissimo, un combattimento strepitoso".
Allora Kethry divenne seria e disse:
"Divertente, forse perché non ti hanno ferita quando io ho visto le mie
compagne trucidate dalla spada dei guerrieri e non era molto
divertente…"..
Olimpya divenne seria, quando io per spezzare queste mortificazioni
dissi:
"Forse, per noi maghi e streghe, il divertimento sta nel mettere in
pratica ciò che studiamo: credimi Kethry, passare le ore in biblioteca
senza sapere se ciò che studi ti servirà, è molto duro e deprimente".
Allora Kethry riprese a scherzare e disse:
"Beh, in effetti anche io voglio mettere in pratica ciò che ho imparato
con gli spaventapasseri…"..
L'armonia era tornata tra noi, era evidente che le doti delle due
ragazze erano diverse ma complementari.
Nel passeggiare, però, mi veniva in mente quella donna dagli occhi e
capelli color carbone che era la causa dei miei problemi.
Perché proprio io?
Perché il sogno?
Perché non mi ha preso subito?
Tutte domande che attendevano al più presto una risposta, al costo della
morte o del ritorno al mio triste passato ….
Cap 7: Storia dell'anello specchio dell'anima
Dopo l'attacco di quei banditi, il nostro viaggio proseguì con una calma
piatta e un silenzio interrotto solo dal canto dei passeri e dai fruscii
d'erba.
Il prato fiorito che percorrevamo si faceva sempre più scarso d'erba
verde, ma la flora nei dintorni aumentava col proseguire del tragitto.
La distesa verde cedeva il passo ad alberi verdi, cespugli, rocce:
questo era un segnale che il bosco non doveva essere tanto lontano.
Appena il sole tramontò, decidemmo di riposare: la notte prima era stata
passata insonne a causa della strega e quindi dovevamo recuperare il
sonno.
Olimpya usò la sua mistica percezione del naturale per stabilire se il
posto era adatto per dormire. Poi disse:
"Se accendiamo un fuoco, gli animali non si avvicineranno, non ci sono
pericoli nei dintorni".
Kethry tagliò con la spada dei tocchi di legno, e io feci scaturire
dalle mie mani delle scintille per accendere un fuoco.
Ci mettemmo a mangiare uno strano cibo preparato da Kethry, quando la
sua attenzione andò a finire sul mio anello.
"Sandor, che anelli strani che hai" mi disse "Ma quello che porti
all'anulare destro è il più bizzarro che abbia mai visto: brilla cosi
tanto, che fa più luce del fuoco".
Risposi: "Ottima osservazione Kethry, degli altri anelli ne posso fare a
meno, ma con questo ci vado anche a dormire".
Olimpya allora disse: "Sono curiosa, dimmi che ha di speciale"
Allora iniziai a raccontare la storia, mentre il fuoco bruciava…
"Questo è un anello raro e potentissimo, forse unico, solo chi ha grandi
poteri della luce, i maghi delle virtù, o chi ha i poteri più malvagi,
può possederlo.
L'oro è puro e forgiato dai migliori artisti, ma l'arte è stata persa da
secoli: sapete che l'oro deve avere una piccola lega, altrimenti sarebbe
troppo morbido e si scioglierebbe nelle mani.
Questi artisti del mio regno lontano, I Goldensmith credo si chiamino,
riuscivano a solidificarlo e renderlo indistruttibile".
"Interessante, e il diamante?" Disse Olimpya.
"Questo viene donato dal sentiero che hai scelto…. A me è stato donato
dal mio Dio, nel giorno in cui ho acquistato i poteri, ma so anche che a
chi segue il sentiero dell'oscurità viene donato dal diavolo stesso."
In quel momento, Kethry fece un'espressione di scetticismo.
"Vedete, come brilla di luce: ogni sfumatura rappresenta le virtù
dell'anima o i vizi: il rosso splendente è l'amore, ma un rosso di tinta
accesa e torbida rappresenta la lussuria, il bianco è il candore
dell'anima, ma un altro tipo di bianco può rappresentare l'indifferenza
e la freddezza".
Vidi le facce delle due ragazze meravigliate nel vedere l'anello
splendere di una luce azzurra e sfolgorante.
Olimpya disse:
"Allora, tu hai tutte le virtù a posto..." sorrise ironicamente.
Io specificai:
"Guarda che quando l'ho ricevuto, l'anello era spento e non dava segnali
di vita: si è riempito di colori bellissimi, in base alle azioni di vera
bontà. L'anello è collegato alla tua mente e al tuo cuore: se dietro la
tua bontà c'è un doppio scopo, o una voglia di essere elogiato, l'anello
non brillerà, anzi: diventerà più cupo……"
A quel punto, Kethry intervenne:
"Che cosa succederebbe adesso che hai raggiunto un alto grado di luce se
cominciassi a rubare, ad uccidere senza senso, ecc.?"
Risposi: "Ottima osservazione….. Succederebbe che l'anello perderebbe
sempre più splendore, perché l'animo si sta pervertendo.
Inizialmente, si cominciano a perdere i poteri della luce, poi quelli di
guarigione e protezione e poi….
L'anello assume un aspetto tetro: nero, grigio e rosso e porta buio
ovunque tu vai, e nel frattempo i tuoi poteri sono oscuri: possiedi la
negromanzia, l'arte di invocare esseri non-morti e demoni e sei un vero
maestro dell'oscurità".
"Accidenti Sandor, spero che non arriverai a questo punto".
"Non ti preoccupare, Olimpya: non permetto neanche poco di scurirsi".
Dopo la storia del mio anello, le ragazze si addormentarono serene e
soddisfatte.
Ma io piansi di nascosto per un particolare che non avevo rivelato….
Alcune entità malvagie rubano l'anello ai maghi della luce, e collegando
il loro cuore con il medesimo, riescono a creare dei veri maestri delle
arti oscure……………
Se mi succedesse un episodio del genere, e fossi ancora cosciente,
preferirei trafiggermi il cuore con Esterkan, piuttosto che servire
l'oscurità………
Cap 8: L'imboscata
Ci svegliammo verso la tarda mattinata, e ci incamminammo nella fitta
vegetazione del bosco….
Il freddo mattutino cedeva il passo ad una pioggia calda, che ci bagnava
tutti.
"Sandor, Olimpya, conoscete qualcosa per far smettere questa pioggia
così fastidiosa!!!" disse Kethry molto scocciata.
Io risposi: "Ma per chi ci hai preso, al massimo posso lanciare ventate,
gelo, e acqua, ma gli elementi della natura è meglio lasciarli stare."
Olimpya aggiunse: "Mai mettersi contro madre natura: se la rispetti ella
ti aiuta, se la violi essa ti sarà avversa".
"Ok, ok, come non detto."
All'improvviso, sentii un forte dolore dietro al collo e persi
conoscenza…..
"Olimpya, alle tue spalle! Stai attenta!!" disse Kethry.
Dietro, due uomini molto alti e robusti afferrarono la ragazza e
scapparono.
"Lasciatemi andare, Kethry!!!!! Sandor!!!!!" Furono le sue ultime
parole….
Io ero stordito per terra e in quel momento non potevo fare niente….
Kethry cercò di rincorrere gli uomini ma, ad un certo punto, altri bruti
presero anche lei, e con due pugni le fecero perdere conoscenza…
Una voce maligna allora, echeggiò nell'aria e disse:
"Tagliategli l'anulare destro!!!!"
Un guerriero si avvicinò e mi tagliò il dito di netto, che volò via con
tutto l'anello Specchio dell'Anima, lasciandomi agonizzante.
"Non ho bisogno più di lui, ho già quello che mi serve!!!!!
Uccidetelo, senza pietà, fatelo soffrire!!!!!"
Poi la voce non si udì più...
Avevo solo la forza di urlare e di vedere la morte in faccia….
L'uomo prese l'anello ormai spento (col mio dito mozzato) e con un
sorriso arcigno avanzò lentamente la spada verso il mio cuore…..
In quel momento, dopo aver provato a lanciare magie inutilmente, la mia
mente si riempì di ricordi…..
La vaga figura di mia madre, quella nitida di mio padre, il ricordo del
dono dei miei poteri, l'incontro con Olimpya e Kethry.
Nell'ultimo attimo di vita , mi vennero in mente tutte le persone che
avevo aiutato e che mi avevano aiutato… tutti i momenti più belli in
frazioni di secondo.
Poi…….. Il guerriero mi trafisse con la spada il cuore…
Un attimo…. un dolore atroce….. poi l'ultimo sguardo e vidi
una colomba bianca che volava libera, in alto nel cielo ed infine, il
buio della morte……
Cap 9: Il passato ritorna…
A terra, senza vita, il mio mantello turchese strappato, il mio abito
nobiliare dei colori del cielo, inzuppato di sangue….
Il buio scomparve dai miei occhi, e vedevo un paesaggio di colori
fosforescenti e che cambiavano; non potevo muovermi…….
Una voce soave e conosciuta mi disse:
"Amato, scegli il tuo destino
puoi approdare all'altro mondo o continuare il cammino:
la scelta è immediata , prendi una decisione,
ma non dimenticare di usare la riflessione
Se tu mago rimarrai,
questo mondo tu mai più vedrai
se prendi la strada del guerriero,
potrai salvare chi ami, orgoglioso e fiero".
Le parole erano molto misteriose, ma avevo realizzato che l'unica via
per non andare subito in Paradiso.. era scegliere la via del passato,
quella di guerriero, quella insegnata da mio padre…
Allora risposi:
"Questa strada l'ho sempre rinnegata, ma se è l'unico modo per poter
salvare due vite innocenti……
COSI SIA!!!!!!
La voce disse:
"Dimentica per un attimo il destino da mago
Ritorna alla forza del passato
I tuoi poteri magici saranno eterni
Solo se ritorni agli insegnamenti paterni.
Va, o giovane guerriero
Che la tua forza ti guidi lungo il sentiero….."
Aprii gli occhi, e realizzai che mi stavo alzando…..
Chi era quella voce? La terza donna del mio sogno?
Vicino a me apparve uno specchio che prima non c'era……
Mi guardai…..
Nessuna ferita, il mio anulare non era mozzato….
Non avevo più i miei abiti da mago….
Il mio corpo muscoloso era coperto solo da pantaloni cortissimi.
Ai piedi, stivali neri di ferro; alle braccia, dei bracciali di cuoio
scuro come la cinta, ricoperti di spuntoni d'argento.
Il mio zaino era sparito, con tutti i suoi oggetti.
Per terra trovai però due pozioni che avevo preparato: forse erano
cadute dagli zaini di Olimpya e Kethry.
Una era l'olio dei guerrieri che conferiva forza, agilità e resistenza
nei combattimenti; l'altra era un filtro dell'invisibilità temporaneo.
Dal miagolio, compresi che Cagliostro era qui…..
Il gatto cercava di farmi capire qualcosa…….
Scavava sotto le foglie.
Io tolsi quel grumo di vegetazione e sotto c'era la mia spada che avevo
portato per scaramanzia e intuito, guarda caso, adesso sarebbe stata
proprio utile.
Cercai altre cose in giro ma non trovai niente.
Ero solo con un gatto, ma ero vivo, forte e vigoroso, in cerca delle mie
compagne e dei miei averi.
Cagliostro mi fu utile perché riusciva ad identificare le tracce dei
rapitori.
Io procedevo a passo spedito e sicuro…… Il passo di un uomo privato dei
poteri sì, ma non delle virtù che erano rimaste nel suo cuore e che anzi
si erano rafforzate…
Ora, mi dirigevo verso l'ipotetico rifugio della strega, ed ero
veramente ARRABBIATO……
CAP 10: La roccaforte
Seguendo le tracce di Cagliostro, arrivai verso sera ad un posto nella
foresta veramente strano: una roccaforte, alta circa un piano.
Dall'odore del legno fresco, e dagli alberi adiacenti abbattuti, capii
che questa struttura era stata costruita da poco.
Fuori, quattro guerrieri….
Due facevano la guardia all'entrata del posto, altri due stavano
ispezionando la zona….
Feci il giro lungo della foresta, e vidi che dietro la roccaforte c'era
una piccola porta barrata di legno, e mi avvicinai.
A quel punto, i due guerrieri dell'ispezione si avvicinarono a me:
"Chi sei, guerriero di Betris? Di Ardes? Esploratore di Vulcar?"
Risposi: "Veramente sono qui per servire la strega."
"Davvero? Infatti, non porti il loro simbolo, però se sei un guerriero
reclutato dalla strega, dovrai conoscere sicuramente il suo nome…"
"Avanti diccelo!!!!" gridarono minacciosamente….
Compresi che non potevo entrare nella roccaforte fingendomi un guerriero
e decisi di usare la forza.
Feci finta di rispondere, e a quel punto balzai in aria e con un calcio
colpii in faccia il guerriero facendogli perdere conoscenza.
L'altro stava prendendo la spada, quando lo afferrai con tutto il corpo,
lo scaraventai al suolo e lo finii con qualche pugno.
Non c'era tempo per interrogarli….
Mi avvicinai alla porticina di legno e la sfondai con una spallata.
Davanti a me, una cantina lugubre…..
Il soffitto irregolare, il pavimento e le mura non erano piastrellate;
le torce al lato emanavano una luce sinistra.
Riuscivo a scorgere dei cestini pieni di radici, erbe, e pezzi di carne
putrefatta (speravo non fosse umana), bollitori e ampolle pieni di
liquidi e tanti ricettari con formule inquietanti….
Alla mia destra, una piccola stanza nascosta a forma di nicchia mi fece
venire il voltastomaco….
Uomini morti, simili a guerrieri stesi su dei tavoli, su ognuno dei
quali scendeva un liquido nero.
Dalla parte opposta, un'insenatura a forma di teschio era incisa nel
muro…
Vicino, un'insegna:
"A tutti i miei seguaci: la vostra suprema è impegnata in un rituale
importante: ho chiuso la stanza dei rituali col sigillo del teschio,
affidato al mio fedele seguace".
Compresi che la strega era lì, ma non potevo entrare, dovevo trovare il
modo….
Tornai indietro, e proseguii oltre la cantina….
Percorsi una scala: ai lati, delle fiaccole che illuminavano il muro.
Mentre salivo, sentivo dei sospiri sempre più vicini……
Dal riflesso della luce delle scale vedevo un'ombra avvicinarsi a me….
Non avrei avuto problemi ad affrontare un altro guerriero…
Ma la sagoma non sembrava umana: l'aspetto era scarnificato, e il
rumore, quando scendeva le scale, era simile ad un legno che batteva
contro il muro….
Più si avvicinava, più affrettava il suo passo e suoi versi sembravano
essere sempre più forti e veloci…
Diventai pallido, e cominciai a perdere l'esuberanza del guerriero……
Infine, me lo trovai davanti, armato di una spada…
CAP 11: Picchia e fuggi
Non era la prima volta che davanti a me c'era un essere non-morto……
Ma era il mio primo incontro senza poteri……..
Lo scheletro si avvicinò a me ed io schivai il colpo…
Gli diedi un forte colpo di spada, ma invano: sembrava quasi immune ai
miei colpi.
Cominciò a dare una serie di colpi, che dovetti schivare o parare con la
mia spada…
L'ultimo colpo frantumò la mia spada, come se fosse di cristallo…
A quel punto, feci una capriola in aria e sorpassai lo scheletro, poi
corsi sulle scale per cercare una via di fuga, ma….
Al termine della scala, un cancello di ferro sbarrato era davanti a me.
Tentai di sfondarlo, ma non si apriva….
Intanto il non-morto si avvicinava a me sadicamente, come se sapesse che
la mia fine era segnata.
Quando fu a pochi passi da me, ebbi un lampo di genio:
Presi una delle torce al lato e gliela scagliai contro, poi ne presi
un'altra e feci un bel falò…
Avevo studiato dai sacerdoti di Shinesun che i non-morti sono
vulnerabili al fuoco e al sacro.
Il non-morto urlò davanti al dolore del fuoco….
Sotto le sue ceneri, un sacchetto che conteneva due piccole chiavi …
Una di esse mi aprì il portone blindato e mi ritrovai dentro un salone
con quattro energumeni altissimi.
Non ero stato molto prudente.
I due guerrieri avevano intenzione di farmi a pezzi con le proprie mani.
Presi l'olio del guerriero, e velocemente me lo passai sul corpo;
intanto, scendevano dal primo piano altri due energumeni…
I primi due si avvicinarono a me: uno davanti, l'altro alle mie spalle:
facevano impressione... io ero robusto e alto appena un metro e
settanta, loro erano sui due metri e larghi come armadi.
Quando si furono avvicinati abbastanza, feci un salto di un metro e
mezzo e aprendo le gambe, diedi due calci, uno a destra, l'altra a
manca.
Quasi sbalorditi, i due caddero a terra stravolti, mentre quelli del
piano di sopra sguainarono le spade e uno di loro disse:
"Ti riconosco! Io ti ho già ucciso, lo farò una seconda volta, hai
capito!!!!! Soffrirai!"
Io risposi ironicamente: "Il proverbio è proprio giusto: grandi, grossi
e giuggioloni!! Venite a prendermi, ciccioni, sono qui!".
Li feci scendere dalla scala: con un grande balzo superai la ringhiera e
scappai via al primo piano, lasciando i guerrieri con lo sguardo
attonito e arrabbiato.
In fretta, vidi una porta alla cima delle scale, la raggiunsi
velocemente, e usai l'altra chiave piccola per aprire la porta.
Dopo essere entrato, mi chiusi a chiave e misi davanti alla porta uno
scaffale, per impedire ai due di sfondarla.
Quell'olio da guerriero era proprio formidabile: l'agilità, la
resistenza e la forza erano proprio incrementate.
Davanti a me, una piccola biblioteca: libri di magia nera, esoterismo e
occultismo, bleah!
Mi facevano veramente venire il voltastomaco.
Al centro c'era un leggio: sopra, un libro con un simbolo demoniaco e
una scritta arcana di facile traduzione:
DIARIO DELLA STIRPE DELLE TENEBRE.
Là vicino, una boccetta nera, con scritto:
Veleno Mortale…
Quel libro era importante, lo sentivo….
Ma dovevo prima salvare Olimpya e Kethry, e trovare il simbolo del
teschio per aprire la stanza del rituale.
Non volevo usare la pozione dell'invisibilità subito, altrimenti non
avrei saputo come soggiogare la strega.
Il sole che tramontava mi diceva che il rituale stava per iniziare,
dovevo sbrigarmi ma…
La mia attenzione fu catturata dalla porta della biblioteca, ormai
frantumata dai guerrieri, insieme allo scaffale.
L'effetto della pozione era finito, e affrontare due guerrieri armati
era alquanto difficile (erano anni che non usavo più la spada).
Uno di loro disse:
"I muri di questa biblioteca saranno dipinti col tuo sangue!!!".
CAP 12: Il rituale
Non mi persi d'animo e risposi ad uno dei due guerrieri:
"Inizio io a dipingere!"
Gli tirai addosso la boccetta del veleno: l'uomo urlò dal dolore, e poi
morì pochi istanti dopo.
L'altro vide la scena e poi disse:
"Non so come hai fatto a salvarti, ma ora ti taglierò la testa e la
userò come trofeo!!!".
In quel momento, dalla trave del soffitto scese un gatto e saltò sulla
testa del guerriero.
Approfittai di quell'attimo di distrazione, per estrarre la spada e
trafiggerlo al cuore.
A quel punto dissi: "Chi di spada ferisce, di spada perisce!".
L'uomo cadde a terra maledicendomi e poi morì...
"Grazie Cagliostro, sei arrivato al momento giusto…"
L'uomo che aveva cercato di uccidermi possedeva un teschio nero, con due
rubini incastonati nei cavi degli occhi.
Lasciai Cagliostro in biblioteca con il diario della Stirpe delle
Tenebre, e tornai nella cantina sotterranea.
Rientrai nella nicchia del teschio, dove c'erano i cadaveri dei
guerrieri, bagnati di un liquido nero…
La statua del teschio entrava perfettamente nel simbolo sul muro…
Gli occhi della statua illuminarono di una luce rossa la nicchia, e
l'entrata dietro a me si chiuse con delle sbarre metalliche.
Non potevo tornare indietro, ma di fronte a me si stava aprendo molto
lentamente un'apertura vicino al teschio.
Ad un certo punto, uno dei corpi cominciò ad emettere strani versi…
Poi anche gli altri….
Davanti a me, dei cadaveri con le vesti stracciate, lo sguardo
inespressivo, la pelle verdastra e le mani tese verso di me.
Zombie, morti viventi!
Stavo prendendo la spada… ma… erano almeno una decina, camminavano
lentamente…
Mi si stava gelando il sangue…
L'apertura era ancora troppo bassa per entrarci: se aspettavo ancora,
gli zombie mi avrebbero raggiunto.
Decisi allora di bere la pozione dell'invisibilità.
A quel punto, gli zombie si fermarono e vagarono nella stanza.
Finalmente, entrai dentro l'apertura, proseguii lungo un corridoio e poi
davanti a me una grande stanza…
"Che cosa vuoi da noi, strega! Non era Sandor che cercavi?" disse Kethry,
legata sopra un altare sacrificale.
Una donna vestita di nero, dall'aspetto di una centenne decrepita,
rispose:
"Patetica e debole amazzone! Il mio rituale scambierà le nostre
anime….Tu vivrai nel mio corpo decadente e morente, io vivrò nel tuo
corpo giovane, bello e capace di combattere."
Olimpya aggiunse impaurita: "E di me, che ne farai?"
La strega rispose: "Vedi quell'uomo legato sulla sedia, vestito tutto di
nero? Sacrificherò la tua vita, così io riceverò i tuoi poteri, lui
diventerà malvagio e mi aiuterà nel prossimo rituale, quello che
riporterà in vita il mio sposo.
Tutto questo è possibile, grazie all'anello del vostro defunto amico…."
Non so per quale motivo la strega, con i suoi grandi poteri, non era
riuscita a percepire che ero ancora vivo.
Avevo poco tempo per agire….
Alla mia destra Kethry legata in un altare, alla mia sinistra Olimpya
incatenata al muro; di fronte a me un uomo bendato come una mummia, con
il mio anello al dito.
Al centro, la perfida strega sconosciuta, che preparava un rituale a
forma di teschio, circondato da candele nere, pronunciò una formula
strana…
Un'energia colorata stava uscendo dalle tre persone sofferenti, e stava
indirizzandosi verso di lei che rideva appagata…
Tutta questa fatica, per vedere le mie compagne morire?
CAP 13: La liberazione
Olimpya, Kethry e l'uomo misterioso stavano soffrendo terribilmente…
A quel punto, percorsi il perimetro della stanza, evitando di passare
per il centro, e tolsi l'anello al dito dell'uomo.
L'energia vitale e magica ritornò ai loro padroni, e la loro sofferenza
cessò.
La strega incominciò a guardarsi intorno arrabbiata…
"Intrusi!!! Chi ha interrotto il rituale!!!"
Io mi avvicinai a Olimpya e con la spada spezzai le sue catene,
rivelando però la mia presenza alla strega.
La sua espressione era nera, e disse:
"Sandor…! Tu eri morto: lo potevo sentire, come hai …"
Improvvisamente, l'uomo gridò: "Sandor, aiutami ti prego, fallo per t.."
Non finì di parlare, che la strega lanciò una magia sull'uomo e divenne
una statua.
Intanto Olimpya aveva raggiunto l'altra parte della stanza, e aveva
liberato Kethry.
La strega lanciò un dardo di fuoco….
Parai il colpo con la spada, e quest'ultima si spezzò.
Ero disarmato, allora misi l'anello Specchio dell'Anima.
Quando la strega vide che stavo indossando l'anello, usò un'illusione
seduttiva….
Appariva giovane e bella e mi disse:
"Amore, vieni con me, dammi l'anello delle nostre nozze".
Kethry e Olimpya si avvicinarono a me e mi tennero per mano.
In quell'istante l'illusione scomparve, e vidi la realtà: una vecchia
orribile che mi stava ingannando…
La strega fuggì e disse:
"Non saprai mai chi sono io, Sandor!"
"Presto, vuole andare in biblioteca a prendere il libro, fermiamola."
Urlai arrabbiato e deciso.
Davanti a noi c'era però un impedimento…
L'esercito di zombie era entrato dentro la stanza del rituale.
Dalla mano di Olimpya, una luce arancione fosforescente partì e
raggiunse i piedi di Kethry, incrementando la sua velocità del doppio.
Poi, Olimpya disse: "Ora, Kethry sta raggiungendo la strega: cosa
facciamo noi, con questi esseri??…."
Risposi: "L'anello brilla pochissimo: i miei poteri non sono tornati, ha
bisogno di riscoprire l'amore, e non posso essere io a donarglielo".
La ragazza disse: "E ti pare una soluzione! Questi ci stanno per
divorare vivi, e tu fai il romantico!?"
Io risposi: "Romantico no, passionale sì ".
Presi Olimpya tra le braccia, il suo sguardo si perse nei miei occhi…….
e la baciai sulle sue labbra rosee.
L'anello emanò uno splendore mai visto, il mio corpo semi nudo fu
avvolto da una luce celeste, e mi ritrovai addosso il vestito da mago.
Non persi tempo: mi concentrai sul gruppo di morti viventi che avanzava
lentamente, e lanciai una sfera di fuoco.
La fiammata si espanse per un raggio di tre metri, carbonizzando gli
zombie.
Mi girai verso Olimpya e la vidi ancora con lo sguardo incantato; allora
dissi: "Ci sei rimasta? Potevi darmi una mano con questi esseri".
La risposta di Olimpya fu spezzata dall'arrivo di Kethry e Cagliostro….
"Ho preso il libro che dicevi, ma la strega è scappata…"
"Ma come, Kethry, ti ho anche aumentato la velocità!!"
L'amazzone rispose: "Ho avuto a che fare con due guerrieri che sono
entrati dalla porta principale. Però, potevo fermarla…"
"In che senso, Kethry?" Risposi meravigliato….
"Quando sono entrata in biblioteca, la strega aveva in mano il libro e
mi disse che ormai era troppo tardi…..
Improvvisamente, una luce sfolgorante, la scaraventò al suolo…
Una colomba bianca apparse e io non persi tempo: afferrai subito il
libro…
Poi, la strega si rialzò: aprì un passaggio dietro uno dei scaffali e si
chiuse dentro…
La colomba mi disse: E' scomparsa, non tornerà per ora, ma state
attenti…
Io non capivo chi ci fosse davanti a me…"
" Grazie Kethry, l'importante è che non sia riuscita a prendere il
libro… Qui c'è la risposta alla sua identità, ne sono certo".
Luci sfolgoranti e colombe bianche?
Chi è che mi aiuta nella mia missione?
CAP 14: Rivelazioni celesti e diaboliche
Olimpya mi disse: "Sono contenta che mi hai salvata: quando ho sentito
che eri morto, ho pensato che sarebbe stata la fine."
Raccontai alle ragazze la storia della luce che mi aveva fatto risorgere
come guerriero….
Kethry disse: "Deve essere stata dura senza i tuoi poteri, vero?"
"Sai, cara amazzone, ho imparato una lezione: quella di non rinnegare il
mio passato e di usare l'arte della guerra, a mio favore, come
complemento all'arte magica".
Olimpya aggiunse: "Penso che le due ricchezze insieme possano portarti
alla vittoria, Sandor".
Kethry, a quel punto, intervenne: "A proposito di ricchezze, Sandor: mi
hai dato solo 10 scaglie….. e il resto!!!"
"Pensavo che il tuo salvataggio fosse una ricompensa ma mi sbagliavo:
prima esploriamo, vediamo che c'è rimasto nella roccaforte…"
Esplorammo l'interno, e oltre ai posti già visitati trovammo bagni,
cucine, stanze buone per una cinquantina di persone….
Inoltre, in una specie di ripostiglio, trovammo 30 scaglie di miara.
"Ecco, Kethry, la ricompensa.."
"Grazie Sandor, è la prima volta che la ricompensa è superiore alle mie
aspettative…"
"Sì ragazze, ma io non ho finito: devo scoprire l'identità della strega,
capire chi è l'uomo pietrificato, e sapere il legame tra i guerrieri e
queste creature…."
"C'è un modo veloce per risalire a questo?" Disse Olimpya.
"Si, cara strega: posso ricorrere alla sapienza divina, ma non è niente
di sicuro…"
Pronunciai la sequenza:
"Illuminazione divina e sapiente!
Dei misteri della strega voglio essere conoscente!"
I miei occhi si illuminarono e cominciai a dire ciò che mi era stato
rivelato dal cielo:
La strega sta approfittando delle guerre tra amazzoni e guerrieri, per
convertirli in esseri non-morti, al servizio dei demoni.
Lei vuole creare una legione oscura che possa conquistare tutta la
terra.
La pietrificazione può essere annullata solo mediante poteri, o con una
pozione magica speciale: un'alchimista solitaria nel bosco, può esservi
d'aiuto…
L'identità della strega e i suoi progetti possono essere rivelate dal
diario della stirpe delle tenebre…
"Bene, grazie all'illuminazione sappiamo un po' di cose…"
"Kethry, ti affido la roccaforte: puliscila da questa sporcizia e
trasformala in un centro per le amazzoni di Mokada. Lascia, però, il
laboratorio e la biblioteca."
"Ho bisogno di tornare a Kolise: questo è un punto strategico, prenderò
due delle mie donne e tornerò."
"Olimpya, vai con lei: cerca una formula per togliere questa
pietrificazione," dissi io a quel punto.
"Ma Sandor, tu rimani qui?"
"Andate, devo studiare il diario! Non preoccupatevi, anche voi avrete
molto da fare. Olimpya, la formula contro la pietrificazione, non sarà
semplice, e Kethry, le tue amazzoni potrebbero imbattersi in un pericolo
sconosciuto…
Le ragazze mi salutarono, e s'incamminarono verso la Kioskas di Kolise…
Entrai in biblioteca, e aprii il diario…
Sentii un forte senso di male… poi dal diario cadde un foglio…
C'era una specie di albero genealogico con delle descrizioni…
Dall'unione maledetta di Darkeath, il negromante supremo e Blackrose, la
strega prescelta, nacquero:
1. Bemthevain, maestro mago della morte e della negromanzia
2. Aleandra, sacerdotessa degli inferi oscuri
3. Koldren, assassino e ladro di villaggi
4. Alexa, amazzone dell'avidità e corruzione
5. Gorghian, guerriero dello sterminio e distruzione
6. Celine, strega della sofferenza altrui
7. Erickon, guerriero rinnegato che osò tradire la stirpe delle tenebre,
sposando una dama bianca, e generando un figlio benedetto, Sandor .
* Prima di Sandor, c'era una misteriosa sorella mai identificata… ma non
si sa con certezza, la sua esistenza rimane ignota *
Non potevo crederci, non poteva essere, era una menzogna!
Ero menzionato nel libro, figlio di un uomo che voleva sfuggire ad un
destino malvagio…
La strega adesso, non aveva solo un nome (Blackrose), ma anche un grado
di parentela…
Sono nipote di due patriarchi oscuri…
E pensare che ho odiato mio padre, perché mi allontanava sempre dagli
zii e dai nonni…
Ora capisco il triste perchè...
Sandor
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