L'Arcano
(dal ViceRais)
Lento e schivo scivolava il Mercante nella fredda mattina yleana.
La brina ricopriva l'intera superficie della kioskas.
Timidi raggi di Amanuator iniziavano ad affacciarsi da dietro le catene montuose e già lambivano assonnati le più alte torri della dimora della Suprema.
Giunto nei pressi della fucina Etek marchiò con uno strano simbolo il tronco di un vecchio salice piangente. Poi si fermò a guardarlo: piano piano emergevano dalla corteccia davanti a sè, in rapida successione, tanti altri simboli uguali a quello appena scolpito, resi meno evidenti dal passare del tempo. L'espressione del vecchio per un attimo sembrò mutare.
Ogni anno passava di lì e faceva quel segno sul tronco.
Così facendo, il ricordo di ciò che aveva vissuto sarebbe rimasto perennemente incastonato nel suo cuore, pensava.
Ancora un attimo poi sparì dietro al mulino rasentando il muro, diretto verso la sua magione.
Vi entrò e sospirò.
Posò il suo sacco ormai vuoto ai margini del letto e vi si sedette.
Temperley si tolse il suo cappello rosso e lo strinse tra le mani, scrutandolo.
"Auguri a tutti.." pensò e sorrise compiaciuto.
Dopodichè si stese, dedicandosi ad uno dei pochi piaceri della vita, una sana dormita.
Temperley
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