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Rito per la Festa della Rinascita

Immagine del racconto


 

I primi sussurri della primavera rappresentavano il ritorno della Dea Farahir, fertile e viva, che trionfava sulla Dea Moghul dopo la purificazione col gelo dell'inverno.
Arrivava puntuale insieme al germogliare dei primi semi, ed era un momento iniziatorio, si celebrava il risveglio della terra.
Le streghe di Arcano celebravano questa ricorrenza con grande gioia, per l'aria si potevano respirare sublimi profumi che elle stesse distillavano dai meravigliosi fiori che la natura offriva con tanta generosità.

Essenze afrodisiache e propiziatorie che venivano adoperate sapientemente per poter preparare candele magiche, filtri d'amore e ogni sorta di vezzo per allietare la vita degli hammers.
Nella prima notte della Festa della Rinascita si consacravano le candele che sarebbero servite per i rituali magici durante l'anno, ma era anche molto propizia per le benedizioni fatte con l'acqua. Era un'occasione di celebrazione, utile per tutti i rituali di natura costruttiva e volti ad aumentare la sensibilità e la veggenza.
La Dea Farahir compieva il risveglio della natura dalle ceneri del Dea distruttrice. Iniziava il ciclo femminile della fertilità e della produttività della vita e della luce. Era la morte dell'inverno. 
La preparazione per questo rito era stata seguita con molta attenzione dal vicecomandante delle streghe Dalianera, sapeva che la Suprema sarebbe tornata per officiare il cerimoniale e voleva che ogni cosa fosse perfetta.
Aveva progettato tutto facendo attenzione ad ogni dettaglio, un sontuoso abito di broccato verde intrecciato a fili color porpora che riportava decorazioni floreali in rilievo era stato deposto con molta cura sul grande letto dell'alloggio di Kikka in modo che, al suo arrivo, ella lo potesse trovare pronto per poterlo indossare.
Accanto all'abito aveva predisposto anche dei deliziosi orecchini pendenti a forma di tulipano con incastonati dei rubini rossi a formare delicatamente i petali.
Ogni strega aveva avuto disposizioni su cosa avrebbe dovuto indossare, le apprendiste avrebbero portato un lungo vestito di una tela finissima tessuta a mano di color blu intenso che ricordava quello dell'Hepatica Nobilis, lo splendido fiore che la prima notte della Festa della Rinascita avrebbe schiuso i suoi petali odorosi, lambito dal chiarore dei raggi di Diadolei.
Le streghe neofite, a loro volta, avrebbero cinto un lungo abito di seta giallo oro per ricordare i benefici raggi di Amanuator senza i quali nessuna pianta avrebbe la forza di far frutti e nessuna erba avrebbe la capacità crescere.
Le streghe semplici, infine, avrebbero vestito delle lunghe vesti turchine per simboleggiare le acque del fiume Kruill, prezioso per irrigare i campi e nutrire la terra con il suo fertile limo.
Davanti a loro avrebbero guidato il corteo come sempre Chiarwen, la Strega Saggia, in una splendida veste leggera e morbida, dal color avorio per ricordare il biancospino, fiore dalle virtù propiziatrici di fertilità e che veniva di fatti adoperato per adornare le culle dei neonati con i suoi piccoli rami fioriti; Dalianera, Vicecomandante delle streghe, a sua volta avrebbe indossato una veste color rosso intenso, il primo colore dell'arcobaleno che i neonati imparano a riconoscere, il primo a cui tutti i popoli hanno dato un nome, il colore che segna l'inizio e la nascita di ogni cosa.
Era giunto il tempo di adunarsi, come convenuto erano accorse tutte davanti l'ingresso di Mysticdoom e si erano disposte a fila secondo la gerarchia.
Kikka si era affacciata, stanca dopo il lungo viaggio di ritorno ma pronta per onorare questa ricorrenza.
Tante candele illuminavano la strada, creando il percorso che il corteo delle streghe avrebbe seguito e che le avrebbe condotte all'altare fiorito, posto vicino la riva del fiume, dove la Suprema avrebbe pronunciato le invocazioni alla dea e avrebbe svolto il rito magico di benedizione dell'acqua raccolta dal Kruill.
Kikka, indossava lo splendido abito verde, i suoi capelli erano guarniti con piccole primule, simbolo di gioventù, spensieratezza, primo amore.
Aveva appena fatto un cenno con la mano, un saluto muto e rispettoso dell'istante solenne e al suo seguito Dalianera, assorta e concentrata con l'intenzione che tutto andasse al meglio e Chiarwen che austeramente scrutava le giovani apprendiste affinché rispettassero il cerimoniale.
L'aria della sera era piacevolmente profumata dalle essenze delle streghe e dai primissimi fiori di dell'Hepatica Nobilis, il corteo aveva iniziato il suo cammino e muliebri canti erano intonati dalle giovinette che per la prima volta partecipavano al rito.
Il volto della Suprema era sereno ma solenne come si addice a chi raffigura la guida spirituale di un gruppo.
Mystryl e Diadolei sprigionavano bellezza, alte nel cielo sereno della notte regalavano note argentate al paesaggio.
Erano quasi giunte al luogo stabilito per il rito, già si scorgeva lo splendido altare ricoperto di fiori. Orditi di Agrifoglio e Biancospino, per la fortuna e la prosperità, giochi di colori e allegria con Ranuncolo e Primula.
Deposta sull'altare si stagliava maestosa un'elegante coppa di cristallo dai riflessi blu intensi e decori in oro, contenente dell'acqua del Kruill.
Appena giunte, le giovani streghe, le neofite e le apprendiste si erano disposte in cerchio adagiando per terra le candele profumate, creando un meraviglioso effetto di luce.
Dietro l'altare, pronta per compiere il rito, Kikka era affiancata da Dalianera e Chiarwen. Adesso regnava il silenzio assoluto rotto solo dal rumore dello scorrere delle acque del fiume, i canti di gioia erano cessati.
Issando la coppa al cielo la Suprema era pronta a annunciare l'inizio del cerimoniale, avrebbe richiesto la benedizione della dea Farahir sull'acqua del fiume contenuta nella coppa, con la quale sarebbero state propiziate le candele per i riti e che poi sarebbe stata raccolta in piccole boccettine e distribuite agli hammers come buona auspicio per abbondanti raccolti.
"Benedetta sia quest'acqua che scorre per volere delle Dee, benedette siano le terre che con essa sono irrigate, benedetti siano i nostri occhi che vedranno i suoi frutti, che l'amore di Farahir si espanda dentro e attorno a noi!
Attraverso il cielo Farahir diffonde la pace sul nostro splendido popolo, sulla terra, amando le creature su cui veglia. Vigila su ogni lupa ingravidata ed ogni vellutata volpe, sulla nidiata imberbe di ogni madre pennuta e su tutto ciò che amiamo come le verdi terre e la gioia dei raccolti". 
Era giunto il momento in cui la coppa dalle mani della Suprema passava a quelle del vicecomandante per continuare l'invocazione:
"Farahir tu sei la volontà, la Signora del plenilunio, colei che ritorna per risvegliare noi tutti dal gelo dell'inverno. Tu sei la Dea dell'amore che stende un mantello di stelle sopra la notte. Tu annunci l'alba e saluti il tramonto, possiedi il segreto di ogni incantesimo. Tu sei la rugiada che scende sui prati fioriti, la linfa che scorre nei boschi, che anima i venti e le acque, che sposa e feconda la terra, che nasce nel fuoco e alimenta la fiamma perenne. Tu sei colei che sconfigge la morte e spezza le catene della paura. Tu sei lo Spirito puro della Natura, lo Spirito libero dell'universo. Tu sei l'amore, la vita, la figlia della Luce infinita". 
Dalianera compiuta la sua parte del rito si apprestava a consegnare adesso la coppa nelle mani della strega saggia che era pronta per continuare l'invocazione:
"Dolce Farahir, concedici la tua benedizione e consacra questo suolo e quest'acqua che qui abbiamo raccolto, che contiene il tuo nome e i tuoi simboli piu' potenti e divini. 
O Terra, ti invochiamo per il sacro nome di Farahir.
Possa la dea benedire le nostre terre con tutte le virtù celesti e che nessuno spirito profanatore possa contaminare quest'acqua benedetta.
O Farahir, imploriamo te, potente e misericordiosa, di benedire quest'acqua, questo luogo e tutte noi che vi siamo giunte e ti imploriamo di concederci la tua presenza per protezione. Allontana tutte le potenze che ci sono ostili e accordaci la sicurezza per Te che sei l'eterna sovrana di tutte noi streghe."
Cosi dicendo Chiarwen si era avvicinata all'altare e aveva deposto la grande coppa colma d'acqua davanti la Suprema, che adesso avrebbe asperso le candele da consacrare.
Le giovani streghe si erano avviate per raggruppare tutte le candele ai piedi dell'altare e Kikka intingendo la propria mano, appena il giusto necessario per poterla ben bagnare, si apprestava a spruzzare l'acqua recitando la formula:
"Possa la Dea aiutare tre volte la nostra speranza, possa la Dea aiutare tre volte la nostra sollecitudine, possa la Dea aiutare tre volte il nostro operato per salvaguardare gli hammers da ogni sventura"
Il rito era concluso, adesso le streghe avrebbero sfilato ordinatamente per prendere le candele preparate e per avere le boccette di acqua sacra che avrebbero distribuito durante la notte lasciandole sull'uscio di ogni casa. Lentamente le graziose fanciulle avevano iniziato scorrere davanti l'altare riprendendo a intonare briosi canti in onore della Dea.
L'acqua sacra irrorata sul terreno da coltivare avrebbe garantito cospicui raccolti e frutti saporiti.





 

Dalianera 



 

 

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