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Un nuovo incontro

Immagine del racconto


 

Quel giorno il Vicecomandante dei Dragoni decise di visitare il tempio delle dee, dato che si trovava sulla strada per la prossima Kioskas a cui far visita, oltre che da molto tempo non andava a trovare le sacerdotesse sue amiche. Giunto nei pressi del tempio si guardò intorno per vedere se c’erano sue conoscenze in vista, ma non trovandone nessuna, decise di entrare.

Una volta nel tempio notò una figura intenta a pregare; la sua invocazione si poteva udire nitidamente:

“Dee potenti, soffiate sugli occhi di chi non vede per diradare la nebbia dell'ignoranza.
Dee sapienti, ricucite con il filo della speranza l'anima strappata dai rovi del dolore.
Dee consolatrici, accogliete nel vostro grembo il cuore sanguinante di chi ha colpa.”

Mai preghiera sembrava così adatta all’animo del Dragone, e mai come in questo caso anche lui si sentiva partecipe al dolore altrui.
Appena finì di pronunciare la preghiera la figura si alzò e corse verso la porta: era una bella donna e stava piangendo! Il Dragone si scostò leggermente dalla porta e quando la donna le passò di fianco, lui frappose il braccio alla di lei marcia, con un fazzoletto bianco dicendole: “Se può esserti utile anch'io non sto passando un bel momento, però se vuoi sfogarti con qualcuno, io sono qua". A queste parole lei rialzò la testa e lo sguardo, una sensazione di sorpresa le si leggeva nello sguardo, come quello di chi sa di non essere sola. Inspirò profondamente, forse per smettere di piangere, e ci riuscì.
Cosa strana il pianto, è l’unica valvola di sfogo a tanta tristezza, ma non vogliamo che gli altri ci vedano deboli, sebbene lo siamo.
La donna fece un sorriso, molto tirato, ma era plausibile in un simile momento. Prese delicatamente il fazzoletto e si asciugò le lacrime che ancora rimanevo sui suoi occhi, e le lunghe strisce sulle guance, facendo un cenno di ringraziamento nel mentre.
Appena ebbe le forze per parlare disse: "Ti ringrazio, ma non é nulla.. forse solo un po' di malinconia. Ti va di farmi compagnia fino a Kanvenska?"
“Certo mia bella scribana” risposi sperando di non essermi sbagliato sulla sua natura “Malinconia? Quindi c'è qualcosa che ti rattrista... se vuoi puoi confidarti, ma non ti voglio forzare, vedi te se la cosa potrà farti sentire meglio” aggiunsi sorridendole porgendole il braccio per la camminata che ci aspettava, al quale lei prontamente si appoggiò.
“Quale è il tuo nome?” mi chiese la scribana.
“Silver_Wind, non so se hai mai sentito parlare di me, sono…”
”..il vicecomandante dei Dragoni” concluse lei interrompendomi. Io la guardai con gli occhi ridotti a due fessure sottili cercando di indagare “Come non detto, a quanto pare hai già sentito parlare di me”.
“In effetti, da quel che ho letto in biblioteca, appena ti vidi, e dai tuoi modi gentili, ho ipotizzato che fossi tu…”
“Eheh, come io ho ipotizzato che tu fossi una scribana di Kristal, e potrei sapere come ti chiami?”
“Silesia” aggiunse lei sorridendo.
Ora che la vedevo da vicino potevo apprezzarne maggiormente i lineamenti del viso, con due grandi occhi marroni, le labbra carnose e rosse, che creavano un’armonia d’opposti con gli zigomi molto fini e la pelle chiara. La fissai per un po’, forse per troppo dato che trovai presto il mio riflesso nei suoi occhi e subito distolsi lo sguardo imbarazzato mentre lei fece altrettanto.
“Forse dovresti sapere il motivo della mia malinconia…”
Ci fu un lungo momento di pausa.
“E’ a causa di un uomo, un uomo che ho amato, ma che non contraccambiò mai il mio sentimento…”
Altro momento di pausa.
“Capisco come ti senti, anch’io ho passato da poco un momento del genere, dopo il grande amore che ancora porto dentro per la prima donna che ricambiò i miei sentimenti…”
“Sembra che le dee ci abbiano fatto incontrare…”
“Può essere, le vie delle dee sono ignote e misteriose a noi.”
Camminammo a lungo e al crepuscolo arrivammo alla kioskas di Kavenska.
L’accompagnai fino all’interno della Kioskas e li ci salutammo con un timido bacio sulle guance e poi ci congedammo.
Sulla strada verso casa, il Vicecomandante era sicuro che le loro strade si sarebbero incrociate nuovamente, e in cuor suo, sperava che succedesse il prima possibile.




 

Silesia e Silver Wind



 

 

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