Una piccola storia, un minuscolo
pensiero
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La
notte era discesa sulla kioskas e come un manto ne avea ricoperto il
cielo. E il silenzio, profondo, giaceva in ogni via, angolo o
quartiere, rotto dal raro chiudersi di porte, e dai passi di
misteriose figure.. |
Tra di
esse, un ammantato essere, vestito di nero come le ombre in cui si
gettava, svoltando per ogni via, parea dirigersi senza meta, immerso
nelle acque dei suoi pensieri.
I suoi passi risuonavano di acciaio, i suoi sospiri erano lunghi e
profondi.
Avanzava lentamente, senza fretta alcuna. Ciò che avea da fare non
richiedeva urgenza, eppure un'antica sofferenza dimorava nel suo animo,
e senza volerlo, a volte levava il capo verso il cielo luminoso e
stellato e rivolgeva sussurri alla luna ed alle stelle.
Si fermò innanzi a una porta e, deciso, vi bussò tre colpi.
Un rumore giunse dall'interno, una debole voce, femminile.
Dopo pochi secondi la porta si aprì di scatto e gli apparve innanzi la
donna, vestita a guerra, completamente imbardata nella sua armatura, il
corpetto leggermente slacciato, la lama non era al suo fianco.
I capelli di lei erano neri, e rilucevano appena, alla fioca luce di
qualche candela che le giungeva dalle spalle, mettendo in ombra il suo
viso.
- Devo Parlarti, è urgente - la sua voce ruppe quel silenzio
imbarazzante, di sotto il cappuccio le giunse cupa e rimbombante.
- Non c'è nulla di cui voglia discutere con te e lo sai! - Ella ribattè,
fredda, come il vento che ne sfiorava le membra...
- Solo qualche minuto...-
- Va Via..- La porta si richiuse in un tonfo, ed alle sue orecchie
quell'animo gelido e quella durezza suonavano terribili... il suo cuore
fu come trafitto da una freccia....
- Così sia...-
Il mondo ed il tempo divennero superflui, ogni cosa innanzi al suo
sguardo divenne invisibile, e tutta la speranza si perdette, in quella
rara lacrima che gli scorrea sul volto...
Valakias
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