Pericolo ad Arcano
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Capitolo 1: Hanar
Aldebaran_Lunanera
Era una tranquilla giornata di Venerule ed il vento soffiava lieve
carezzando Arcano.
Nulla in quella giornata avrebbe fatto presagire l'imminente
pericolo che stava per sconvolgere le vite degli Hammers. |
Mi stavo
allenando lontano dalla torre dei dragoni, nella foresta, come accadeva
oramai ogni mattina. Ero novizio di Arcano, ma i metodi d'allenamento
che i miei confratelli adottavano erano simili a quelli usati nei duri
anni d'apprendistato nel monastero. Strinsi le labbra senza
accorgermene: quella ferita non si era ancora rimarginata.
Trovai Hanar ad aspettarmi al solito posto con il lungo spadone in mano.
Avevamo preso l'abitudine di confrontarci ogni giorno in allenamento e
proprio ieri mi aveva atterrato, ma oggi era un altro giorno! Partimmo
con una serie d'affondi e stoccate tanto per scaldarci i muscoli e
saggiare le difese. Hanar era un ragazzone gioviale e dall'animo aperto
con il quale avevo subito legato. Era nato e cresciuto a Klivia e
ridendo mi aveva confessato che ci sarebbe un giorno anche morto. Quella
Kioskas era tutta la sua vita nonostante avesse partecipato a molte
"campagne". A volte lo prendevo in giro sostenendo che si era arruolato
nei dragoni unicamente per non lasciarla, ne parlava come di una donna.
"Avanti non sai proprio fare di meglio oggi." mi punzecchiò partendo
all'attacco, ma la spada andò a vuoto e con uno scarto improvviso mi
ritrovai alle sue spalle. Stranamente finì a terra con un tonfo.
"Beh che c'è Hanar? Non hai ancora smaltito la birra di ieri sera?" gli
gridai avvicinandomi con circospezione. Era solito fare scherzetti che
si concludevano con una sbatacchiata per terra. Naturalmente la mia! Ma
stavolta c'era veramente qualcosa che non andava.
"Hanar! cos'hai, che ti succede?" lo girai notando che aveva perso
conoscenza. Il polso era debolissimo ed irregolare ed il suo insano
pallore mi stava preoccupando. Poco prima lo avevo attribuito alle
libagioni ed ai bagordi fatti in taverna la sera prima, ma ora... Me lo
caricai in spalla e imboccai il sentiero che mi avrebbe ricondotto
velocemente a Klivia. Imprecai più volte maledicendomi di non aver
ancora un cavallo... avrei impiegato pochissimo tempo. Ero così intento
a sbrigarmi che investii in pieno Dolceluna che finì letteralmente a
terra sbalordita.
"Ehi attento a dove vai energumeno..." Ma le parole le morirono in bocca
quando vide ciò che avevo in spalla: "Che succede... ma è Hanar! Che gli
è successo?" fu in piedi in un lampo "Non so, stavamo allenandoci e ad
un tratto si è accasciato" lo misi a terra, il volto era cianotico.
"Ma non respira, qualcosa ostruisce la trachea" cercò di praticargli una
respirazione e gli controllò la bocca.
"Aldebaran, corri a Klivia a prendere un carretto dove possiamo
appoggiarlo, deve essere abbastanza grande da farlo stare supino...
presto sbrigati, io cerco delle erbe nel frattempo e..." La strega mi
guardò preoccupata "Vai adesso!"
Non rammento quanto ci misi a giungere a Klivia né cosa dissi ai miei
confratelli quando li travolsi e praticamente rubai il carretto che
trasportava il fieno per le scuderie. Il tempo sembrava scorrere
velocissimo. Tornai nel punto in cui avevo lasciato la strega ed Hanar
con il cuore stretto in una morsa d'ansia.
"Carichiamolo e portiamolo a Krymenia dalle streghe. Ho avvisato la
Suprema di quanto accaduto e ci attende, svelto!" la strega mi travolse
al mio arrivo.
Raggiungere la voragine di Krymenia fu un viaggio altrettanto lungo. Di
tanto in tanto lanciavo occhiate al carretto che sobbalzava ad ogni
ciottolo per accertarmi che Hanar... beh non so di cosa dovevo
accertarmi, era come rincuorante controllarlo ogni volta. La strega era
china su di lui, ma non comprendevo cosa facesse o dicesse. Fu come
vivere in un sogno, tutto era ovattato. Arrivare lungo il costone...
vedere le streghe. Tre ore dopo Dolceluna uscì dalla stanza nella quale
avevano "ricoverato" il mio amico.
"Mi dispiace, Hanar..."
"È morto?" ribattei sbiancando.
"No... ma è gravissimo, ormai solo un filo lo tiene in vita e noi con le
nostre arti lo stiamo trattenendo, non so per quanto. Ma c'è
dell'altro." Mi guardò con occhi spenti:
"È un'altra vittima di un nuovo morbo, una cosa mai vista qui da noi,
una nuova epidemia. Devi avvisare Astor"
La guardai stupefatto: "Perché, ce ne sono state altre?"
"Sì altre due, tutte con gli stessi sintomi. Una strega ed un contadino.
Sono morti oggi. Per questo mi hai trovata nel bosco, cercavo delle erbe
su indicazione di Nurah, perché pensavamo ad una semplice epidemia, ma
ora con l'arrivo di Hanar..."
"A questo punto dobbiamo dare l'allarme." Le dissi ancora sconvolto
dalle sue rivelazioni. Me n'andai senza attendere la sua risposta.
Sapevo che Hanar era in buone mani... le uniche che potevano curarlo e
mi diressi verso la torre. Lasciato il cavallo nel cortile non dovetti
neanche salire nello studio privato di Astor, perché già mi attendeva
all'ingresso delle mura.
"Ho saputo di Hanar, come sta?".
"Hai un minuto? Credo ci siano dei problemi, e gravi." Aggiunsi
fissandolo negli occhi. Astor mi guardava pensieroso. "Vieni dentro"
Sembrava che la Vergine dei Venti avesse sparso con il suo sospiro
un'epidemia su tutti noi.
Capitolo 2: I Dragoni entrano in azione
Vendicatore
Stavo ormai terminando il mio turno di guardia sulla torre dei Dragoni.
La giornata era splendida, nessuno sarebbe potuto sfuggire al mio
sguardo: il portale di Klivia era spalancato davanti a me e la visuale
oltre il portale era splendida. L'aria era però molto secca, non c'era
un filo di vento e questa era l'unica cosa che non andava. Adoravo,
infatti, il vento e mi era anche molto utile, perché portava odori e
suoni amplificati e questo per chi doveva fare la guardia era
fondamentale.
Ad un certo punto vidi un uomo correre verso Klivia ed entrare,
travolgendo tutto e tutti, attraverso il portale. Stavo per preoccuparmi
quando lo riconobbi: era Aldebaran Lunanera, uno dei nuovi.
Probabilmente stava inseguendo qualcuno oppure aveva notizie importanti
per Astor... no, non si dirigeva verso casa di Astor ma vagava a
casaccio alla ricerca di chissà che cosa.
Mi sporsi dalla balaustra: vedevo Silver_Wind, Xalon, Heknaton, Ladius,
DragonFate, tutti riuniti in occasione del gradito ritorno di Agwulf,
che cercavano di capire, di calmarlo. Aldebaran non vedeva nessuno,
cercava, cercava e alla fine trovò un carretto. Ne rovesciò il fieno e,
quasi sollevandolo di peso, lo portò, veloce come la folgore, fuori
della kioskas. Scesi subito dalla torre per capire cosa stesse
succedendo: tutti i miei compagni erano sorpresi dal comportamento
strano di Aldebaran.
"Ma che gli prende?"
"Guarda Vend, non lo so, non guardava in faccia nessuno, ha travolto
persone e cose senza nemmeno accorgersene"
"Ho visto che ha preso un carretto, che se ne farà?"
"Non me lo chiedere"
Per parecchio tempo non lo vedemmo più, stavamo quasi per andare a
cercarlo quando lo vedemmo tornare, sempre di corsa. Questa volta andava
da Astor. "Eh no, questa volta non ci lasci all'oscuro" disse Silver e
si lanciò all'inseguimento, tutti noi lo imitammo. Aldebaran corse da
Astor, parlottarono per qualche istante e poi entrarono nello studio del
Comandante. Ci riunimmo tutti lì davanti:
"Che si fa? Credo che sia una cosa grave se Aldebaran fa le maratone
oggi, ruba carretti per il fieno e corre come un ossesso da Astor"
"Anch'io ho la stessa impressione" dissi, ma Agwulf sorprese tutti:
"In questo caso entriamo anche noi: è inutile restare qui a fantasticare
o a spettegolare come delle donnine" detto questo aprì la porta ed
entrò, lo seguimmo tutti. Astor non si arrabbiò per l'intrusione, ci
disse di venire tutti vicino a lui e ad Aldebaran che sembrava...
disperato.
"Dragoni, il nostro compagno Hanar è stato colpito da una strana
malattia ed ora sta molto male. La sua vita è sorretta faticosamente
dalle streghe, a Krymenia. Le streghe pensano ad un'epidemia, Hanar non
è il primo caso infatti. Ora dovrò informare gli altri comandanti e
l'imperatrice"
"E intanto che si fa? Non possiamo restarcene con le mani in mano mentre
i comandanti decidono"
"Silver! Stai forse insinuando che non abbiamo a cuore il bene di
Arcano?"
"Assolutamente no!"
"Ti assicuro che, una volta decise le contromisure, non esiteremo ad
agire, credimi"
"Astor, è probabile che ci mettano in quarantena per essere stati vicini
a Hanar per chissà quanto tempo, volevo chiederti..." Astor non mi fece
finire:
"Di mandarvi in missione ad indagare? E' chiaro Vend, non lascerò che
siano altri ad occuparsi di questo fatto che a questo punto è diventato
personale per i Dragoni di Dulkar".
Capitolo 3: Vendicatore, Silver Wind e Aldebaran Lunanera vanno in
missione
Silver_Wind
Dopo l'ufficiale inizio della missione i vari Dragoni uscirono dalla
stanza, io e Vendicatore stavamo uscendo per ultimi quando Astor ci
fermò:
"Voi due rimanete ancora un attimo qua con me e Aldebaran, che devo
assegnarvi un compito importante ad ognuno di voi". Io e Vendicatore ci
guardammo un attimo, ma subito Astor riprese:
"Silver, so che normalmente passi le tue giornate allenandoti nel cuore
della foresta con i tuoi fidi compagni animali, quindi dovresti
conoscere i vari tipi di piante e le loro peculiarità"
"Non di tutte, ci sono delle piante che non ho ancora capito che utilità
potrebbero avere, o che veleno potrebbero secernere"
"Spero che conoscerai le proprietà della Rosa Canina e di questa" disse
tirando fuori una foglia secca.
"Sì la Rosa Canina, so che è un potente tranquillante se somministrata
come tisana ed è un prelibatissimo dolce se si mettono i boccioli sotto
zucchero e poi si affogano nel miele"
"Questa invece è una pianta dalle cui protuberanze sul tronco si ricava
una resina, resina capace di diminuire la febbre e di rilassare le vie
respiratorie, dovrai procurartene una buona quantità dato che serviranno
per alleviare i dolori di altri futuri ammalati. Perché sì, dobbiamo
pensare a capire cosa c'è dietro, ma, dato che ci potrebbe volere tanto
tempo, dobbiamo preoccuparci nel caso ci siano altri malati"
"Mi potresti dare la foglia Astor? Mi serve per aiutare la mia ricerca"
"Ovviamente Silver, prendi" e mi porse la foglia che presi e iniziai ad
analizzare.
"Vendicatore, veniamo a te, anzi" guardando Aldebaran "A voi, uno di voi
dovrà andare a Kolise da Madras Asiram e riferirle i sintomi del povero
Hanar, magari nella sua lunga vita ha già visto una cosa simile...
mentre l'altro dovrà andare da Kassandra a Launam per lo stesso motivo,
magari in uno dei suoi viaggi ha sentito delle storie che potrebbero
fornirci un qualche aiuto"
"Perché l'hai chiesto a noi?" esplose Vend.
"Perché tu e Silver siete i Dragoni che conosco meglio e so quali sono
le vostre abilità, mentre Aldebaran ha bisogno di non pensare
continuamente a Hanar, così sarà lucido per indagare dopo che io avrò
incontrato i comandanti degli altri gruppi, tutto chiaro?"
"Sì, tutto cristallino" risposero i tre dragoni all'unisono. Detto
questo anche gli ultimi tre uscirono dallo studio di Astor. Dopo aver
salutato i miei compagni mi avviai a casa dove trovai pronti ad
aspettarmi SilverBigWolf, il mio fedele lupo, e Followind, la mia amata
cavalla, mentre il falco mi si era appollaiato sulla spalla appena
uscito dalla Torre. Entrai e preparai lo zaino, presi il falcetto per
raccogliere le erbe, e le mie fide armi e mi diressi in groppa a
Followind nella foresta
Capitolo 4: Da Kassandra
Vendicatore
Uscii dallo studio di Astor e mi diressi al mio alloggio dove preparai
il tutto. Partii per Launam, con Ladius, appena finito il turno di
guardia. Conscio di aver perso anche troppo tempo affrettammo il passo e
giungemmo a Launam verso il pomeriggio. Di guardia al portale c'era
Vaughan:
"Aykido Ladius. Oh Vendicatore! Cosa ti porta a Launam?"
"Devo vedere Kassandra, è importante"
"Capisco, la troverai nel Pulp sicuramente. Se non la trovi, prova da
Petros"
"Ok Vaugh, grazie tante, ci vediamo"
"Ehi Vend, io vado a casa a prendere tutto l'occorrente e comincio ad
indagare da subito"
"Parla piano Ladius!"
"Scusa, hai ragione! Ci vediamo dopo, ciao" quindi Ladius corse verso
casa. Vendicatore si diresse verso il Pulp ma Kassandra non c'era.
Chiese in giro e gli dissero che si trovava alla bottega dell'incanto.
Vendicatore entrò nella bottega. Kass non c'era, ma se la bottega era
aperta... chiamò ad alta voce la madras:
"Kassandra! Ci sei? Se ci sei batti un colpo!" e il colpo arrivò, solo
che giunse sottoforma di padella e fu particolarmente doloroso:
"Ma che diavolo ti urli così Vendicatore! C'è un campanello fatto
apposta per essere suonato!"
"Me lo ricorderò" disse il dragone massaggiandosi la testa "Kass ho una
domanda da farti"
"Ti ascolto dragone" disse la Rais che intanto si era accostata ad uno
scaffale.
"Volevo sapere se avevi già avuto a che fare con malattie recanti questi
sintomi: pallore, polso debole e irregolare e difficoltà respiratorie"
"Sintomi che possono condurre a malori, malattie, anche influenze a
volte... ma io non sono una guaritrice, come mai vieni a chiederlo a me?
E soprattutto perché?"
"Tu hai viaggiato molto, avrai avuto a che fare con qualcosa del genere"
"Per fortuna no! Certo a volte sono capitata in mezzo a delle epidemie e
qualche volta ci sono pure rimasta invischiata ma... una cosa del genere
no! E poi, ripeto, questi sintomi sono in un certo senso normalissimi.
Non hai altro da dirmi riguardo a questo malore?"
"Non mi viene in mente niente, mi dispiace" intanto dalla porta della
bottega sbucò Petros:
"Ciao Kass, sono di fretta, mangio un boccone e scappo!" quindi diede un
bacio alla madras, mi salutò e scomparve nel retrobottega.
"Non ti ho chiesto perché vuoi sapere a cosa corrispondano questi
sintomi"
"E invece me lo hai chiesto..."
"Eh eh, e bravo il mio Vend, peccato che io voglia la risposta a questa
domanda..."
"Niente è solo che... ecco... il mio amico Cicos sta male e i suoi
sintomi sono questi"
"Certo come no... e gli asini volano, ne ho visto uno prima... non mi
freghi dragone!"
"Chi ti dice che io stia mentendo?"
"Il mio sesto senso, e stai sicuro che il sesto senso di una mercante è
il più sviluppato di tutta Arcano"
"Non so cosa dirti Kass, vuoi aiutarmi o continuare a fare domande?"
"Mah, digli di restare coperto o di andare dalle streghe... PETROS!
Mangia più piano accidenti, vuoi strozzarti? Non hai la trachea di un
coccodrillo! Ecco di andare dalle streghe..."
"Cosa hai detto?"
"Cosa?"
"Tu! Hai detto... tra... quella del coccodrillo"
"La trachea?"
"Sì! Accidenti ora ricordo! Tra i sintomi c'è anche l'ostruzione della
trachea"
"Trachea ostruita? Forse è... gonfia oppure c'è un rilassamento della
faringe"
"Qualunque cosa sia! Adesso ti viene in mente niente?"
"Un attimo eh? Sì... forse sì, mi ricordo un malore del genere, ma non
ero ancora ad Arcano. Ed ora che ci penso, non è nemmeno un malore, ma è
una vera e propria malattia che colpisce le vie respiratorie"
"Bene, cioè, male. Sai dirmi di più? Non so, cure, altre cose..."
"So soltanto che si manifesta nell'organismo solo dopo qualche giorno,
ma quando la malattia si manifesta impedisce al malato di respirare
quasi completamente e lo lascia agonizzante fin quando non provoca la
chiusura della trachea e a quel punto lo uccide per soffocamento. Non si
trasmette per contatto, ma con uno starnuto o un colpo di tosse si può
trasmettere la malattia agli altri"
"Capisco" Vendicatore tirò un sospiro di sollievo, per quanto si
sforzasse di ricordare, aveva visto e parlato con Hanar l'ultima volta
quasi una settimana fa e stava benissimo, quindi lui era al sicuro ma...
"ALDEBARAN!"
"Cosa? Aldebaran? Ma allora avevo ragione io... non è un semplice
problemino di un tuo amico... cosa centra Aldebaran?"
"Lui si allenava ogni mattina con Hanar..."
"Potrebbe essere in pericolo Vendicatore, devi avvisarlo in modo che lui
possa prendere tutti i provvedimenti necessari e naturalmente devi dirlo
anche ad Astor"
"Va bene... lo farò" ma la mente di Vendicatore era rivolta ad altro,
tanto Astor lo sapeva già.
"Vendicatore, il tuo compagno rischia grosso se la mia memoria non si
sbaglia, io non conosco i rimedi ma forse c'è qualcuno che può darti una
mano"
"Chi?"
"Un eremita, si chiama Gallius e vive dalle parti di Nakir ed è un
guaritore che non esercita più la professione. Vive a contatto con la
natura e non ha bisogno d'altro. Vallo a cercare, lui saprà dirti
qualcosa, sempre se riuscirai a convincerlo ad aiutarti"
"Sarò convincente credi a me! Grazie tante Kass, vado! Saluta Petros e i
piccoli"
"Va bene, va bene, corri ora che a Nakir non ci arrivi più" Vendicatore
si fiondò fuori dalla bottega e andò a cercare Ladius. Trovò il compagno
intento ad uscire dal suo alloggio:
"Ladius! Vai da Astor e portagli questo biglietto" Vendicatore scrisse
tutto quello d'importante che aveva saputo da Kassandra su un biglietto
e lo diede al compagno.
"E poi che faccio?"
"Astor saprà dirti cosa devi fare, tu sei stato vicino a Hanar in questi
giorni?"
"No. E come avrei potuto? Io abito a Launam ed ero a Klivia solo per il
ritorno di Agwulf"
"Bene, perché da questo momento chiunque sia stato vicino a Hanar negli
ultimi giorni è un potenziale malato e deve essere messo in quarantena"
"Allora corro ad avvisare tutti"
"Ladius mi raccomando, solo i dragoni devono sapere di questa epidemia,
non farne parola con nessuno. Kassandra sa che c'è un malato, ma per
fortuna non sa che è l'ultimo di una corta serie che è destinata ad
allungarsi se non facciamo qualcosa. Dì ad Astor che vado dalle parti di
Nakir a cercare un guaritore"
"Va bene Vend, a presto!"
Capitolo 5: Da Asiram
Aldebaran Lunanera
La tensione non accennava a lasciarmi libero. La mente costantemente
rivolta a Hanar ed alle sue condizioni non mi permettevano di ragionare
lucidamente.
Basta, dovevo smetterla, ma era difficile. Il pericolo di perdere un
amico come Hanar riapriva vecchie ferite mai curate.
Era per questo che avevo chiesto a Ryo di accompagnarmi nella mia visita
a Kolise da Madras Asiram. Forse la sua razionalità mi avrebbe permesso
di analizzare ogni singola parte del colloquio con la saggia Madras.
Il mio giovane compagno di missione mi cavalcava a fianco silenzioso e
sicuro, come ogni buon dragone.
Sorrisi. Strano il destino che continuamente unisce e divide persone che
magari non hanno nulla in comune se non condividere lo stesso tempo e
luogo.
Questo pensiero mi ballonzolò nella mente per un po'... era riferito al
mio compagno dragone, ma forse a qualcuno il cui pensiero iniziava con
troppa frequenza ad affacciarsi nella mia mente e nei ricordi.
Silenziosi come predatori giungemmo alle porte di Kolise e fummo subito
scortati dalla Kopler alla presenza di Madras Asiram. Ci attendeva nel
Pulp graziosamente seduta fra tendaggi dai pallidi colori autunnali.
Dispensò la Kopler con un gesto della mano e fissò il suo sguardo su di
noi:
"Allora dragoni, a cosa devo la vostra visita... dalle vostre
espressioni non siete di certo in cerca di una delle mie torte..."
Mi schiarii la voce, ero tremendamente emozionato e non volevo darlo
troppo a vedere:
"Somma Madras, siamo giunti al tuo cospetto perché un problema ci
affligge..." il suo sguardo si fece attento "Perdona la nostra
intemperanza nel non poterti rivelare i dettagli della situazione che ci
coinvolge, ma ti prego di voler riflettere su alcuni sintomi descritti
su questa pergamena..." scambiai uno sguardo fugace con Ryo, prima di
porgerle il documento.
Quando avevo lasciato Mysticdoom, mi ero premunito di far scrivere a
Dolceluna ogni sintomo e manifestazione visibile del male su una
pergamena. Questo perché neanche il più piccolo dettaglio potesse
uscirmi di mente.
La Madras di Kolise lesse in silenzio ed attentamente ogni riga vergata
dalla strega, finché in un tempo che parve interminabile tornò a
fissarci "Spero sappiate quello che state facendo!" lo sguardo tradiva
preoccupazione "...Noto che anche le streghe sono coinvolte e la cosa,
non nascondo, mi preoccupa perciò gradirei che il vostro comandante mi
ricevesse affinché mi possa dare alcune spiegazioni su questa
situazione... comunque per ritornare alla domanda... sì, conosco alcuni
di questi sintomi, ma non avrei mai creduto arrivassero in Arcano! Il
nostro popolo sembrava immune di questo morbo... ho usato il passato
perché temo questo non sia più così"
Ci fissò un momento forse in cerca di risposte, ma poi distolse lo
sguardo alzandosi "Ebbene sono venuta in contatto con questa malattia in
uno dei miei viaggi fuori i domini di Nimira, ormai talmente tanti anni
fa che quasi sembra avvenuto in un'altra vita! Ricordo che trovarono un
rimedio ma troppo tardi per salvare la popolazione al limite della
sopravvivenza... ho bisogno di tempo per cercare tra i miei documenti
qualche traccia dell'antidoto... ma temo non sarà sufficiente se
dovessimo prepararlo per molta gente... ricordo che gli ingredienti
fondamentali erano due: una pianta o fiore ed un minerale molto raro..."
"Attenderemo qui, con il tuo permesso Madras" disse Ryo con un breve
inchino "fin quando non avrai trovato questo documento..."
"Voi confermate senza volere i miei timori" sospirò "Bene, attendete il
mio ritorno, farò prima possibile..." Quando la Madras se ne fu andata
Ryo si avvicinò:
"...E meno male che doveva restare un segreto!"
"Pensavi che facendo tutte queste domande, per quanto tempo potevamo
nascondere questa situazione..." sbuffai "...Maledizione! Dobbiamo
avvisare Astor dell'evolversi di questa situazione... senti, sei
d'accordo se aspetti tu Asiram con il verdetto, mentre io rientro alla
torre?" Così prima passo a vedere Hanar come sta... pensai.
"Va bene, ti raggiungo più tardi alla torre... speriamo con buone
notizie..."
Lasciai Kolise senza voltarmi indietro diretto in tutta fretta a Klivia
ed alla torre dei dragoni.
Capitolo 6: Asiram va da Astor
Ryo_Gaen
L'attesa di Madras Asiram mi stava rendendo nervoso. Il pensiero di
Hanar che rischiava di morire, insieme a quello di Aldebaran in pensiero
per l'amico, mi tormentavano. Non riuscivo a capacitarmi del perché una
tal epidemia doveva abbattersi proprio su noi Dragoni. Il peso del
fardello che ci era chiesto di portare era grande, ed appesantiva
maggiormente le difficoltà che ultimamente mi avevano travolto ad Aktual.
Ero appena tornato dai boschi vicino il Kruill, dopo un periodo di
esilio in cui avevo avuto modo di riflettere sull'amicizia e
sull'affetto che molti dei miei compagni Dragoni mi avevano dimostrato.
"Sono tornato soprattutto per voi" dissi loro quando mi presentai alla
Torre a Klivia. Ricordo che Astor fu contento di vedermi. "Bene Dragone"
mi disse "avrai subito modo di ricambiare la nostra amicizia. Va con
Aldebaran a Kolise. Lui ti spiegherà strada facendo" Mi inchinai e
partii al fianco del valoroso amico. Attendevo. Attendevo che Asiram
tornasse con quell'informazione. Informazione che forse avrebbe potuto
dare una svolta decisiva alla lotta all'epidemia. Mi avvicinai
all'uscita del Pulp, e rimanendo sulla soglia del portone aperto
osservavo alcune scene di vita quotidiana degli Hammers di Kolise.
Rimasi estasiato quando vidi, a pochi metri da me, Elanor la strega. Era
di una bellezza sublime. Il suo sguardo, leggermente nascosto dal suo
cappuccio color zaffiro, attrasse il mio come per magia. Dentro di me
sorridevo, pensando a quanto fosse strana la natura, a far diventare una
tal bellezza una strega, una ragazza che già col suo sguardo strega ogni
essere vivente. Da lontano riconobbi un volto familiare. Era Zephir,
maestro Armiere. Gli feci segno con la mano, e lui riconosciutomi venne
verso di me. Ci abbracciammo, non ci vedevamo da tempo.
"Vi trovo bene, ser Ryo" mi disse.
"Anche voi state magnificamente" gli risposi.
"Ho bisogno della vostra esperienza armiera" gli dissi subito. Lui si
fece serio, denotando professionalità ed estraendo dalla sacca che
portava a tracolla un blocchetto ed una matita per scrivere.
"Mi servono quattro falci speciali" gli dissi "quelle da esplorazione,
di cui vi ha già parlato Eve. Ma, amico mio, mi servono subito. Non sono
qui per una visita di cortesia. Sono in missione, e non posso
trattenermi a lungo".
Vidi Madras Asiram rientrare con alcune pergamene in mano. Così mi
congedai da Zephir:
"Ora devo andare. Fatele pervenire al più presto alla Torre, a Klivia.
Recapitateli a nome di Vendicatore. Mi raccomando però, devono arrivare
al più presto".
Zephir annotò tutto. "Due le ho già pronte. Entro domani manderò il mio
aiutante a Klivia con le quattro falci che mi avete chiesto". Un sorriso
reciproco e ci congedammo.
"Vieni avanti, Dragone" mi disse Asiram, con la sua solita eleganza che
però non nascondeva preoccupazione. Avanzai, ed arrivato di fronte al
suo trono mi inchinai.
"Non inchinarti, Ryo" mi disse. "Come fate a sapere il mio nome?"
chiesi, ma lei non rispose limitandosi a sorridere.
"Ho trovato questi documenti" mi disse mostrandomi le pergamene "e forse
qualcosa possiamo fare. Ma adesso andiamo, voglio arrivare alla Torre
prima di sera".
"Andiamo?............". Non ebbi neanche il tempo di finire di dirlo che
Asiram era già avviata verso il portone. "Passiamo un attimo dalla
stalla" mi disse mentre io la seguivo ancora spaesato da quell'improvviso
cambio di programma "prendo il mio fido Faustino e via verso Klivia".
Non lo avrei mai giurato. Ma Asiram in groppa a Faustino erano davvero
una bella accoppiata. Quel mulo, nonostante la sua età, galoppava a
passo abbastanza sostenuto, e mostrava una grinta...
Giungemmo così al portone di Klivia. Insieme a noi, da Nord, giungeva un
gruppo di Amazzoni Imperiali Froll. I loro mantelli azzurri davano
sembianze al gruppo di un corso d'acqua che avanzava lento ma
inarrestabile. Un saluto veloce col capo a Kloda, e mi feci da parte
quando il portone si aprì, per far passare prima lei e le sue splendide
guerriere.
"Tornano da un duro addestramento", mi disse Asiram affiancatasi a me
con Faustino. Io le sorrisi, guardando una ad una quelle fantastiche
creature dai visi stanchi ma dolci. Non potevo che ammirare in silenzio
il passaggio delle amazzoni. Un qualunque rumore più forte del mio
respiro avrebbe rovinato la sacralità di quel momento.
Il mio pensiero per un attimo andò a Megane. Il mio cuore batteva ancora
forte per lei, ma sapevo che ora che ero tornato, forse, non sarebbe
stato più come prima. Me ne rammaricai, ma ora non potevo pensarci.
Hanar era in pericolo di vita. L'epidemia poteva colpire altri miei
carissimi amici. E non solo Dragoni. Tutti gli Hammers erano
potenzialmente in pericolo. Non c'era tempo di pensare a me, ora.
Questi pensieri mi trascinarono dentro Klivia. Così, per inerzia, giunsi
alla Torre. Astor e Ladius erano al portone. Entrambi videro che Asiram
mi aveva accompagnato. Astor corse verso di lei, mentre Ladius mi
raggiunse e mi aiutò a scendere da cavallo.
"Ben tornato, fratello" mi disse "entrambi portiamo notizie. Speriamo
che siano buone". Mi sorrise; io gli detti una pacca sul braccio, ed
insieme andammo verso il portone. Il sole stava oramai tramontando.
Astor ci seguiva, portando a braccetto Asiram.
Capitolo 7: Il guaritore
Squalo
Al mio arrivo a Nistra il paesaggio era cupo, l'aria era molto secca.
Ero un Dragone ancora inesperto, troppi pochi giorni erano passati dal
mio arrivo e forse troppi sbagli avevo commesso, ma volevo rimediare.
All'entrata della Kioskas si poteva ben notare una figura femminile che
faceva da guardia; ero distante, ma questo non fu un problema: la
riconobbi, era Athena, un'amazzone di Gana che faceva da guardiana in
quel momento.
La gente era molto solidale con me nonostante gli sbagli, persino il
Vicario Berserk mi riempì di attenzioni, si avvicinò e mi sussurrò:
"Benvenuto a Nistra Dragone di Dulkar, avremo bisogno anche del tuo
aiuto"
Io con voce tremolante e con il viso pallido dall'emozione risposi:
"Sono pronto a servirla".
Nonostante ciò sapevo che il mio aiuto a Nistra non avrebbe cancellato
dal mio cuore i tanti sbagli commessi nella mia giovane vita e avevo il
desiderio di riscattarmi.
Come un fulmine a ciel sereno arrivò a Nistra la notizia della morte
misteriosa di due Hammers e dell'avvelenamento di un mio compagno
Dragone.
Senza esitare corsi subito a Klivia, dove si ergeva maestosa la torre
dei Dragoni. Con voce altisonante ma allo stesso tempo timorosa chiesi
di poter interagire con Draven, ma un Dragone, il suo nome era Ryo Gaen,
mi disse che Draven era in viaggio e potevo benissimo parlare con Astor.
Senza esitare nemmeno un secondo mi diressi nella sala dove si stava
discutendo circa l'avvelenamento di Hanar. Si poteva denotare la figura
maestosa del Dragone Anthraxite e di Ryo Gaen avvolto da un maestoso
mantello rosso; in disparte vidi Aldebaran_lunanera, il suo viso era
cupo e il suo animo turbato, per rispetto non osai avvicinarmi ma nel
mio cuore desideravo aiutarlo.
Astor si trovava ancora a dialogare con Asiram in un'altra sala della
torre, ma i due scesero poco dopo. Asiram sfoggiava una veste maestosa
che accentuava la sua autorità e Astor teneva in mano delle pergamene
dategli da Kassandra. La riunione cominciò. Rimasi alla porta, come in
forma di rispetto nei confronti di chi ha fatto la storia e l'onore dei
Dragoni e ha servito l'imperatrice e il custode per molti anni, io ero
in queste terre da troppo poco per poter dare la mia opinione...
I Dragoni parlavano e Ryo Gaen disse che forse non c'era soluzione, che
solo un miracolo avrebbe potuto salvare il nostro amico. Astor illustrò
il contenuto delle pergamene, là era contenuta la causa della malattia.
Si trattava di un fiore, che aveva avvelenato Hanar e avrebbe potuto far
nascere un'epidemia in Arcano.
Astor disse che poteva esserci una soluzione: "Un guaritore... sì, un
mago guaritore potrebbe curare la malattia di Hanar, ci serve il suo
aiuto per creare l'antidoto. Ma non conosciamo maghi guaritori, dovremmo
recarci in Krymenia, ma potrebbe essere un viaggio senza speranze visto
che non abbiamo la certezza che ci siano maghi guaritori in Krymenia"
La leggenda narrava che l'ultimo guaritore in Krymenia risalisse a 200
anni fa, ma d'improvviso mi venne un lampo di genio: io conoscevo un
mago, il suo nome era Husk. Eravamo cresciuti insieme, sin da piccolo
aveva grandi doti guaritive ed era un grande conoscitore della natura;
il padre gli aveva insegnato molte cose sulla magia e dal padre prese la
capacità di guarire e creare antidoti. Il suo sogno era quello di aprire
una bottega in tarda età, prima voleva conoscere il mondo.
Prima che io partissi dalla nostra terra natale con la mia famiglia lui
mi disse che avrebbe portato onore al nome di suo padre e che sarebbe
diventato oltre che un abile mago un gran guaritore, ma dopo quella
frase non ebbi più sue notizie, finché quando arrivai a Nistra udii il
suo nome dalla voce del vicario Berserk, che parlava in modo
sensazionale dei suoi poteri.
Husk abitava a Nistra da qualche mese, conosceva bene la gente del
luogo, anche se in questi giorni non si trovava nella Kioskas perchè era
partito per un lungo viaggio.
Dopo aver navigato nel mio passato intervenni senza esitare, tutti i
timori che avevo nel cuore erano passati, le cariche d'onore non mi
interessavano... sapevo che forse la mia opinione non sarebbe stata
ascoltata, ma io dovevo parlare! C'era di mezzo la vita di un mio
compagno e senza esitare esclamai:
"Io conosco un guaritore, il suo nome è Husk, alloggia ad Arcano ma non
so dove si trovi adesso".
Spiegai la situazione ai miei compagni, il momento era cruciale.
Capitolo 8: Si parte per Aktual
Astor
La Torre dei Dragoni era in fermento. Amanuator aveva passato da qualche
ora il punto più alto e dei compagni partiti all'alba ancora alcuna
notizia. Silver nella foresta alla ricerca d'erbe curative, Vendicatore
e Ladius a Launam al cospetto di Madras Kassandra, Aldebaran e Ryo a
Kolise al cospetto di madras Asiram. Durante la loro assenza avevo
ordinato al resto dei Dragoni di portarmi la mappature del regno...
Il primo a far ritorno a Klivia fu Ladius. Quando sentii bussare alla
porta del mio studio stavo ancora studiando le mappe che mi avevano
portato:
"Avanti" dissi senza guardare l'uscio.
"Astor, porto notizie da Launam" quando alzai lo sguardo il Dragone era
già davanti alla mia scrivania con una pergamena in mano.
"Ladius... siete tornati... ci sono novità?" pensando che anche
Vendicatore fosse con lui.
"Questo è quanto abbiamo appreso da Madras Kassandra" disse porgendomi
la pergamena. Lessi con attenzione tutto ciò che vi era scritto,
compresa la partenza di Vendicatore per Nakir:
"Non è molto, ma è già un buon inizio. Puoi andare Ladius, ti ringrazio.
Mantieniti reperibile... al ritorno dei tuoi compagni ci riuniremo nel
salone di sotto" a queste parole congedai il Dragone e tornai ad
osservare le mappe, pensando a quello che avevo appreso.
Dopo qualche ora dall'incontro con Ladius, i Dragoni annunciarono
l'arrivo di Madras Asiram. Scesi velocemente le scale, pensando cosa
potesse aver spinto la mercante a giungere fino a Klivia. All'ingresso
della Torre un'alta figura dalle robuste fattezze si stagliava accanto a
quella minuta della Madras... era Ryo:
"Madras... benvenuta nella nostra dimora" accennando un inchino
riverenziale "a cosa devo l'onore della vostra visita?" posando in
alternanza lo sguardo su di lei e sul Dragone.
"Niente di buono... possiamo parlare in un posto meno affollato?" chiese
con il suo solito garbo la Madras alla vista della calca che si era
creata attorno ai tre.
"Certo... seguitemi prego" porgendo il braccio alla donna ci appartammo
nel mio studio. Quando scesi le scale per la seconda volta in compagnia
della Madras il mio volto non lasciava intendere niente di buono.
Raggiunto l'atrio d'entrata fummo raggiunti e fermati da un Dragone: "Aldebaran...
che notizie mi porti da Krymenia?" avendo saputo che si sarebbe fermato
a controllare la situazione dei malati.
"Hanar è stabile per ora, ma la situazione non è migliorata affatto. Il
suo polso è debole e respira con difficoltà... non gli danno più di due
giorni" riferì sconsolato il giovane.
"Capisco... seguici... e chiama a raccolta tutti i Dragoni disponibili"
dissi dirigendomi verso la sala riunioni.
"La situazione è questa" iniziai al cospetto dei compagni presenti e
della Madras "Sembra che il morbo in questione provenga dai territori al
di là del Kruill. Non sappiamo niente di preciso, se non che della gente
che ne fu colpita pochi possono raccontarne la storia. Si parla di un
antidoto... di una pianta e di un minerale molto raro..."
I Dragoni ascoltavano con attenzione le mie parole, osservando di tanto
in tanto le espressioni dei loro compagni. Nel silenzio generale una
voce timida, ma altrettanto decisa, interruppe il discorso:
"Comandante... il mio nome è Squalo e mi sono unito al vostro gruppo da
poco tempo. Vorrei rendermi utile... conosco un guaritore... il suo nome
è Husk. Alloggia ad Arcano ma non so dove si trovi adesso, se mi date il
permesso potrei andare a cercarlo..." disse il Dragone chinando
lievemente il capo.
"Apprezzo il tuo ardore Dragone, ma da quanto mi è stato riferito da Ryo"
posando lo sguardo su di questo come ad aver conferma della sue parole
"Vendicatore si trova sulla strada per Nakir alla ricerca di un eremita
guaritore... lasciamo a lui questo compito, abbiamo altro a cui pensare
adesso". Rivolgendosi quindi a tutto il gruppo:
"Preparate l'equipaggiamento da esplorazione... domani all'alba
partiremo per Aktual". Il dì aveva lasciato posto alla notte da qualche
minuto quando diedi l'ordine ad alcuni Dragoni di accompagnare la Madras
a Kolise:
"Grazie di tutto Madras" chinando il capo verso la donna.
"Mi raccomando Astor... conto sulla tua esperienza" a queste parole la
mercante uscì dalla torre per far ritorno alla kioskas. Non feci a tempo
a richiudere il portone d'ingresso della torre, quando un'altra figura
mi si parò davanti agli occhi.
"Cosa c'è adesso..." pensai fra me e me temendo qualche altra brutta
notizia:
"Astor, sono io" la voce del Dragone era inconfondibile "Ecco quello che
mi hai chiesto... ne ho raccolte il più possibile"
"Ben fatto Silver, domani mattina manderò qualcuno a portarne una scorta
a Krymenia... i rimanenti verranno con noi" il Dragone mi guardò
perplesso.
"Vai a riposare adesso, domani all'alba partiremo per Aktual" dissi
salendo le scale della torre e congedandolo così. La nottata passò
velocemente. Mi svegliai presto, qualche ora prima dell'appuntamento con
il resto del gruppo. Srotolai la pergamena dove era riportata la
mappatura della foresta... Aktual si trovava esattamente al di là di
questa... secondo i miei calcoli avremmo dovuto impiegarci almeno mezza
giornata di marcia per raggiungerla. Le mie intenzioni erano quelle di
interpellare Diamante. Sapevo che la Madras aveva una vasta conoscenza
su tutto ciò che riguardava la botanica e forse avrei potuto sapere
qualcosa di più sulle caratteristiche di questo fiore... e magari
identificarlo definitivamente. Quando partimmo il mio pensiero andò a
Vendicatore...
Capitolo 9: Silver trova la pianta
Silver_Wind
Sulla groppa di Followind raggiunsi velocemente il cuore della foresta,
esattamente dove un ruscello scorreva placidamente tra le pietre del suo
letto, luogo ideale per trovare la Rosa Canina. Il mio arrivo spaventò
molti animali tra cui un paio di lepri, qualche Drakor, un pitone e fece
incavolare una coppia di cinghiali insieme con i loro piccoli. Il
maschio provò a caricarmi mentre la femmina si mise in modo da poter
difendere i piccoli. Però bastò un mio gesto della mano per
tranquillizzare i cinghiali, che subito se n'andarono per la loro
strada.
Dopo questo piccolo incidente, proseguii per la mia ricerca. Trovai
quasi subito una bella siepe naturale delle Rose Canine e subito iniziai
a staccare i fiori, facendo la massima cura possibile a non danneggiare
le piante. L'operazione fu molto lunga e mi occupò una buona mezza
giornata, ma alla fine avevo preso quasi due chilogrammi di quei fiori e
pensai che sarebbero bastati.
Ora dovevo solo trovare l'altra pianta. Prima feci annusare a
SilverBigWolf la foglia che Astor mi aveva dato sperando di metterci
molto meno tempo nel cercarla dato l'olfatto fine del lupo, e poi
c'inoltrammo nella foresta inesplorata.
Praticamente sempre mi allenavo ai suoi limiti ma era la prima volta che
m'inoltravo così tanto. Ovunque vi erano alberi antichi, avranno dovuto
avere almeno un centinaio d'anni o giù di lì, i loro rami s'incrociavano
in modo da fare un verde tetto sopra la testa e oscurando quasi
completamente il cielo e la luce... infatti non vi era un sottobosco
molto fitto, solo qualche stelo d'erba, muschio e funghi. Era
impossibile però procedere a passo sostenuto per via del complicato
intrico di radici che a volte nascondeva il terreno e in altre lo
rendevano totalmente accidentato, se non impraticabile.
Percorrendo una buona mezz'oretta, o almeno a me pareva tale, trovammo
un fiumiciattolo, probabilmente un affluente del Kruill, con una
moltitudine d'animali che si abbeveravano i quali, sentendomi arrivare,
iniziarono a scappare. Vidi una coppia di pantere che subito scomparvero
alla mia vista, vidi una specie di scimmia antropomorfa che non fui in
grado di riconoscere, qualche alligatore, un rettile strano che si
ergeva su due zampe e che mangiava le foglie degli alberi allungando il
suo lungo collo; tra tutte le creature era la più sconosciutami e mi
riproposi di investigare successivamente sul suo comportamento, ora
avevo qualcosa di più importante da fare.
Spronai il lupo a proseguire dopo una breve pausa al fiume e a trovare
al più presto una pista. Purtroppo venne buio molto presto sotto la
volta verde e dovetti accendere la torcia per poterci vedere meglio;
subito SilverBigWolf ululò e mi spinse vicino ad un albero ad alto
fusto. Posai allora la mia mano sulla testa del lupo e, attraverso il
nostro legame empatico, gli chiesi "È questa?"
"Sì" rispose lui, allora gli feci un paio di coccole e cercai le
protuberanze da cui poter estrarre la resina. Le trovai quasi subito, e
iniziai a darmi da fare tagliando la corteccia dell'albero per ricavarne
la resina facendo un unico piccolo canale dal quale la resina cadeva poi
nel recipiente che avevo messo sotto. L'operazione richiese molto tempo,
o almeno a me pareva tanto, e appena il recipiente fu pieno di resina
ringraziai l'albero e gli chiesi scusa per il dolore che li avevo
procurato.
Quindi ritornai indietro e appena uscii dalla foresta vidi che era
ancora giorno e che Amanuator si levava alto e fiero nel cielo. Con
immensa gioia per aver ritrovato la luce ed essermi accorto di averci
messo meno tempo del previsto, montai in groppa a Followind, issando
anche il lupo e tenendo fermo il falco sotto il mantello, e partimmo al
galoppo verso la torre.
Capitolo10: Astor deve fare presto
Silver_Wind
Dunque appena arrivai alla torre Astor si prese cura del carico e mi
disse che l'indomani mattina all'alba dovevamo partire. Subito non mi
venne in mente di chiedere per dove, ero certo che il viaggio era solo
l'inizio e dal suo esito avremmo saputo sul da farsi. Quindi lasciai la
torre in groppa a Followind e, al trotto, raggiungemmo la mia casetta.
Era non molto grande però aveva un piano rialzato, il primo piano, e la
soffitta in cui ci sarebbe stata tranquillamente un'altra persona...
Già, un'altra persona...
La mia mente subito andò col pensiero a Solitaria, la mia amata
Solitaria, chissà dov'era adesso la gioia e la pena del mio cuore,
spesso lontana da Klivia e quelle rare volte che riusciamo ad
incontrarci era per poco tempo. Purtroppo è così la vita di un'amazzone
e di un Dragone...
Dopo un pensiero a Solitaria, iniziai a prepararmi per l'indomani. Andai
nell'armadio che tenevo in soffitta ed estrassi la mia fida spada e la
mia pesante quanto delicata e utile ascia, non si sa mai, la prudenza
non è mai troppa. L'armatura leggera l'avevo già preparata, appesa
vicina al letto, e quindi non mi rimaneva che iniziare i preparativi
delle vettovaglie.
Scesi al pian terreno e iniziai a cucinare alcuni cibi a lunga
conservazione, così per averne almeno per tre giorni. Finito di cucinare
mangiai cena con HawkWind, SilverBigWolf e Followind in modo che anche
loro fossero in piene forze. Finito di mangiare mi versai un paio di
boccali del liquore di mia invenzione che grazie ai rifornimenti
d'alcuni ingredienti da parte di Kassandra riuscivo sempre a produrre, e
riempii anche il barilotto da viaggio; dopodiché andai a dormire
tranquillo lasciando l'ordine a HawkWind di svegliarmi un'ora prima
dell'alba.
La notte passò in un lampo, forse effetto del liquore, e mi svegliai al
primo stridio del falco. Mi vestii subito e allacciai le mie armi,
compagne di tante avventure, e feci una leggera colazione a base di
cinghiale e frittata di broccoli e spinaci per tenermi leggero.
Dopodiché lasciai la mia dimora, seguito al passo dai miei animali,
passai fin dal comando delle amazzoni Froll sperando di vedere la mia
cara, ma ad una tale ora non vi era nessuno... allora proseguii per la
torre.
Arrivai per primo, primo a parte Astor che oramai alloggiava stabilmente
alla torre. Nel giro di poco arrivarono anche gli altri compagni pronti
per viaggiare. A quel punto Astor srotolò una mappa e ci fece vedere la
destinazione: Aktual, kioskas dell'altra Madras guerriera, Diamante. E
pensai proprio che saremmo andati a parlare da lei per via del progetto
del parco botanico... pensai, ma il pensiero lo tenni per me. Non feci
domande prima di partire ma fuori dalla kioskas di Klivia mi avvicinai
ad Astor e gli chiesi perché volesse parlare con Diamante.
"Caspita! mi leggi nel pensiero ora?" rispose Astor.
"No, semplice deduzione. In ogni caso mi dovresti ancora rispondere"
"Andiamo da lei perché so che per preparare il rimedio per la malattia
di Hanar ci vuole un fiore e un minerale, al momento spero di
identificare questo fiore"
"Un fiore e un minerale? Normalmente un fiore può controbattere
l'effetto di un altro fiore..."
"Aspetta, che hai detto?"
"Che normalmente un fiore elimina l'effetto di un altro fiore"
"Quindi pensi che la causa innescante la malattia sia un fiore"
"Potrebbe, è un'ipotesi da non scartare"
"Dannazione, quindi tutti coloro che hanno lavorato al parco botanico
potrebbero contrarre la malattia"
"Vero!" esplosi subito "Quindi anch'io potrei essere un soggetto a
rischio"
Astor a quel punto mi fissò come per valutare se potessi essere sano o
no, dal mio punto di vista pensai che se in quel momento avessero per
caso pugnalato Astor, non ne sarebbe uscita nemmeno una goccia di
sangue.
"Allora" Con voce tremante "Bisognerebbe avvertire i vari custodi
arborei di non lavorare più momentaneamente al parco, ma senza far
spargere la voce della malattia..."
"Astor, tu con le parole sei più bravo di me, se vuoi ti lascio
Followind che è più veloce dei vostri cavalli così che entro metà
mattinata riusciresti ad essere ad Aktual"
"Si lascerà cavalcare da me?"
"Sì, basta che la cavalchi a pelo"
"Sta bene"
Ci fermammo un attimo solo per fare il cambio di cavalcatura, e per far
scendere il mio lupetto dalla groppa di Followind.
"Silver hai il comando qui, conducili tutti ad Aktual mi raccomando"
"Contaci, finché avrò energie eseguirò il compito, come ho sempre fatto"
"Onore ai Dulkar"
"Onore ai Dulkar, Astor"
Followind e Astor partirono al galoppo e in men che non si dica erano
spariti dalla nostra visuale. Noi viaggiammo a passo spedito verso
Aktual, ma l'avremmo raggiunta solo nel pomeriggio.
Capitolo11: I Dragoni si riuniscono
Arthur
La mattinata stava volgendo al termine e stavo discorrendo con Viviana,
nella piazza centrale di Aktual, di alcune modifiche da apportare al suo
giardino quando vidi arrivare Astor, al galoppo della cavalcatura di
Silver Wind. Il passo veloce di Followind indicava una certa fretta e
inoltre mi chiedevo come mai Astor non cavalcasse il suo solito
destriero.
Ero giunto ad Aktual da pochi mesi e, per la prima volta dopo anni,
incominciavo a sentire questo luogo come casa mia. Ma quante cose erano
successe in questi pochi mesi. Mi ero stabilito ad Aktual su consiglio
del mio vecchio amico Steve, mi ero arruolato nei Dragoni di Dulkar ed
avevo iniziato la lenta scalata che porta al pieno addestramento di
queste truppe scelte. Avevo inoltre provato, per un breve periodo, un
effimero amore per un'artista, che però dopo poche settimane d'intensa
passione decise di lasciare le sicure terre dell'Imperatrice per andare
in cerca di fortuna al di fuori dei confini d'Arcano; Madras Diamante,
in più, aveva deciso di accordarmi la sua fiducia e di affiancarmi ad
Avalor, come secondo Architetto della Kioskas. Questi pensieri passarono
veloci come un fulmine nella mia mente mentre Astor percorreva il poco
spazio che ci divideva. Non appena mi fu accanto, lo salutai come si
conviene al comandante dei Dragoni di Dulkar. Poi dissi: "Aykido Astor,
cosa ti porta fin qui ad Aktual?"
"Reco da Klivia delle nefaste notizie e proprio per questo necessito di
parlare immediatamente con Madras Diamante". Lo accompagnai al palazzo
della Madras e, durante il tragitto, ebbe modo di spiegarmi velocemente
i fatti degli ultimi giorni; prima di presentarsi all'amazzone di
guardia alla porta, m'informò che era in arrivo un plotone di Dragoni e
che era mio compito organizzare la loro permanenza ad Aktual per la
notte. "Non appena sarà tutto in ordine, affardella il tuo zaino e
preparati perché domani mattina probabilmente lasceremo Aktual".
I Dragoni erano seri e risoluti mentre percorrevano la strada di terra
battuta che li avrebbe, di lì a poco, condotti ad Aktual. Non un sospiro
usciva dalle loro bocche e gli unici rumori che si sentivano provenivano
dal bosco e dalle ferree bardature dei loro cavalli.
Una miriade di pensieri attraversavano la mente d'Aldebaran mentre
cavalcava, ma tutti lo portavano sempre a preoccuparsi per Hanar;
"Chissà come sta, ora" si chiese, "Dolceluna e le altre streghe stanno
cercando di curarlo, mah... Speriamo non sia troppo tardi, speriamo
possa guarire...".
Silver Wind intanto si preoccupava di far arrivare il più presto
possibile il plotone ad Aktual. Sapeva che ogni attimo era prezioso e
che la vita di molti Hammers dipendeva anche dalla loro rapidità di
movimento.
"Spero che le foglie che ho portato ad Astor servano a qualcosa.
Brancoliamo ancora nel buio, questa storia ha troppi punti ancora oscuri
ed il tempo è tiranno". Così pensando spronò il suo cavallo ed incitò
gli altri Dragoni all'ultimo sforzo. Il sentiero voltava a destra,
nascondendosi dietro ad un boschetto di sempreverdi. Oltrepassata la
curva, i nove videro in lontananza le possenti mura della Kioskas della
Madras guerriera Diamante.
Dopo due ore gli alloggi erano pronti, le stalle erano in attesa di
ospitare i cavalli in arrivo, un pasto caldo e della buona birra
attendevano i Dragoni ad Aktual. Mentre aspettavo che arrivassero, mi
recai sulle mura per riflettere sulle poche parole che Astor aveva avuto
modo di dirmi. Una lenta e strisciante epidemia stava prendendo piede ad
Arcano ed eravamo ancora lontani dallo scoprirne con certezza la causa.
Hanar in fin di vita. Altri Hammers malati. E chissà quanti altri
stavano covando la malattia.
Amanuator stava oramai calando sull'orizzonte quando le lunghe ombre di
nove cavalieri si stagliarono sul terreno. Il plotone di Dragoni era
arrivato. Silver Wind li guidava e potevo riconoscere i volti di Ryo,
Aldebaran e Squalo, che avevo avuto modo di conoscere soggiornando alla
Torre. Altri cinque cavalieri chiudevano il gruppo. Scesi le scale di
gran lena e feci cenno alle amazzoni di guardia di aprire il cancello
senza timori. Il plotone entrò al galoppo e si fermò al centro del
cortile, sotto le mura. Mi avviai incontro a Silver Wind, per condurli
prima alle stalle e poi a rifocillarsi.
"Silver, Ryo, Aldebaran, Squalo! Benvenuti ad Aktual! Astor vi ha
preceduti, è a colloquio con Madras Diamante da quasi quattro ore
ormai".
"Aykido Arthur" rispose Silver "Hai quindi saputo il motivo della nostra
visita?"
"Poche notizie, ricevute da Astor mentre lo accompagnavo al palazzo di
Diamante"
"La situazione è grave, rischiamo un'epidemia su larga scala, una
situazione che non saremmo in grado di gestire" aggiunse Ryo "Ma ora la
stanchezza sta prendendo il sopravvento su di noi, abbiamo cavalcato
tutto il giorno a marce forzate, per arrivare fin qui ad Aktual"
"Ho già pensato a tutto, portiamo prima i vostri cavalli alle stalle,
poi vi condurrò davanti ad un piatto di cinghiale fumante ed ad un
boccale d'ottima birra. Lì potrete raccontarmi tutto e presentarmi agli
altri Dragoni che ancora non conosco".
I cavalli ora riposavano nella stalla ed Arthur, dopo aver fatto la
conoscenza dei componenti del plotone che vedeva per la prima volta,
fece sedere i nove cavalieri, come promesso, davanti ad una tavola
imbandita. Silver, tra un boccone ed un bicchiere di birra, gli spiegò
la situazione per filo e per segno.
"E' un grosso pericolo quello che stiamo correndo" Ebbe il tempo di
aggiungere Arthur, prima che Astor si presentasse al desco dei Dragoni.
"E' avanzato qualcosa per me?" chiese con un mezzo sorriso "Il mio
colloquio con Diamante è finito poco fa e non mangio nulla da ore"
"Ora vedo di procurarti qualcosa" disse Arthur prima di alzarsi da
tavola, per tornarvi con una porzione di cinghiale ed un boccale di
birra anche per Astor.
A cena finita tutti attendevano con ansia di sapere l'esito del
colloquio pomeridiano, ma Astor frenò la loro curiosità. "Riposatevi,
Dragoni. Una lunga settimana ci attende e voglio che all'alba di domani
siate in perfette condizioni; prima di partire vi spiegherò tutto. Ora
andate".
Si alzarono tutti, la smania di sapere non ancora sopita, ma Astor
trattenne Arthur ancora qualche minuto. "Ho avvisato Diamante della tua
partenza; Ora prepara la tua attrezzatura, domani cavalcherai con noi".
"E' già tutto pronto, volendo potrei partire pure ora" Rispose Arthur.
Astor congedò il giovane Dragone con un sorriso di soddisfazione, che
però nascondeva a malapena l'ansia e la preoccupazione che in cuor suo
provava.
Capitolo 12: Ace e Galdor "disertano"
Galdor_Falassion
Ero decisamente deluso dalla missione affidatami. Astor aveva deciso che
io ed altri cinque dragoni dovevamo riaccompagnare Madras Asiram a
Kolise mentre lui ed il resto dei nostri compagni attualmente presenti
in Klivia partivano alla volta di Aktual per trovare una soluzione
all'epidemia misteriosa che colpiva indifferentemente tutti gli Hammers
con cui veniva a contatto.
Mentre stavamo attraversando una radura a mezza giornata di viaggio da
Klivia, stavo sfogando la mia frustrazione parlando con Ace. Anche lui
come me era una recluta, un po' anomale considerando la nostra età non
più giovanissima, e forse per affinità o per cameratismo subito
c'eravamo trovati in sintonia, tanto che eravamo stati battezzati da
tutti come i dragoni gemelli ed erano innumerevoli le bravate che ci
vedevano protagonisti, singolarmente quanto in coppia.
Cercando di non alzare troppo il tono della mia voce in rispetto alla
Madras che ci seguiva trotterellando su Faustino, mi rivolsi nuovamente
ad Ace: "È quantomeno umiliante, converrai con me spero! Far da balia ad
una Madras mentre tutto il nostri Gruppo è in subbuglio per portare a
termine la ricerca dell'antidoto che potrebbe salvare Hanar e tutti gli
Hammers in pericolo! Vabbè che siamo reclute, però..." STONK! Una grossa
noce mi colpì in testa e girandomi di scatto un altro di quei proiettili
impropri mi colpì in pieno viso.
"Ma pork!..."
Vedendo poi che il tiratore scelto altri non era che la stessa Madras
Asiram mi zittii immediatamente e fu lei a prendere parola: "Sarò pure
anziana caro il mio dragoncino Galdor, ma ci sento ancora benissimo! Non
ho assolutamente bisogno di una balia ma è il tuo comandante che ha
insistito per questa... scorta se così la vogliamo chiamare..."
Un lieve sorriso ironico si dipinse sul volto divertito della Madras
mentre il mio arrossì violentemente. Ace se la rideva di gusto nel
frattempo, notando il mio stato di empasse.
"Non volevo certo mancare di rispetto Madras Asiram..." fui lesto a
rispondere "ma purtroppo mi sento messo da parte in una situazione come
questa, non so se mi può comprendere..."
"E come no, Dragone, sono stata giovane e avventata anch'io sai? Non
sono sempre stata una Madras come ben saprai... Eh... bei tempi
quelli... conoscevo anche il tuo patrigno allora.... parlava spesso di
te in Taverna... era orgoglioso del suo piccolo scapestrato... già da
piccolo davi segni di sfrontatezza e ambizione... ma ti voleva un gran
bene..."
Quelle parole mi sorpresero e mi riempirono di orgoglio.
"Mi ricordi la mia gioventù... anch'io non amavo starmene da parte e
cercavo sempre il modo di aggirare gli ostacoli delle leggi e dei doveri
impostimi... provare il gusto del proibito... avrai sentito parlare
della mia amicizia con i briganti di Boh... bei tempi davvero... Ma non
divaghiamo troppo..."
Ci fu un attimo di silenzio prima che la Madras riprendesse a parlare:
"Ma... adesso che ci penso... ora ricordo che proprio Boh molto tempo fa
mi aveva menzionato qualcosa relativamente ad un minerale raro che
trafficava con degli sciamani che vivono oltre la Cordigliera...
potrebbe essere che..."
Un'idea subito mi attraversò come un fulmine la testa. Feci un cenno
all'intero gruppo di fermarsi e mi rivolsi in un sol fiato ad Asiram:
"Ti chiedo un favore enorme, Madras, autorizzami ad andare da Boh con
Ace! Gli altri miei compagni ti scorteranno e poi andranno a riferire ad
Astor della nostra deviazione! Te ne prego..." avevo il cuore in gola
durante la mia richiesta.
Il volto di Asiram s'illuminò in un sorriso e annuendo mi disse: "Te lo
concedo anche solo per la gioia che vedo riflessa nei tuoi occhi,
giovane Galdor! Ti autorizzo e mi prendo io la responsabilità di questa
variazione agli ordini dei tuoi superiori".
Abbassando poi il tono della voce mi sussurrò ammiccando: "Non dovrei
saperlo ma... Boh lo puoi trovare oltre le paludi di Nosambra, in un
territorio di nessuno... ma solo per pochi giorni, ti devi affrettare!
Poi rialzando il tono per farsi sentire da tutta la sua scorta: "Su, su
muoviamoci! Ho molte cose da fare a Kolise, e voi dovete dare una mano
in questa ricerca!".
Mi voltai verso Ace mentre Asiram a cavallo del suo Faustino guidava
lungo il sentiero quell'insolito gruppetto.
"È una donna davvero fantastica... Pronto per la nuova avventura?"
"E me lo chiedi?! Non diciamo forse sempre che siamo nati pronti?".
Voltammo i cavalli e ci dirigemmo al galoppo verso nord...
Capitolo 13: L'Hibryan
Ace
Ancora non avevo capito il motivo per cui Astor aveva affidato Madras
Asiram ad una scorta di ben cinque Dragoni, ma la presenza di Galdor mi
aveva fatto accettare di buon grado quello che mi sembrava un incarico
al di sotto delle nostre capacità. Accettai quindi senza batter
ciglio... non volevo di certo contestare il mio comandante al primo
incarico ufficiale!
Ben presto però il viaggio mi parve noioso quanto solo una scorta può
rivelarsi e non mi feci troppi scrupoli nell'estraniarmi dalla
conversazione preferendo la compagnia dei miei pensieri a quello che mi
sembrava un parlottare di cortesia. Fu quindi con sorpresa, ma
soprattutto con sollievo, che accolsi l'invito di Galdor, che fino a
quel momento si era dedicato a conversare con la Madras, e quando mi
chiese di seguirlo, salutata col dovuto rispetto la cara Madras e i
compagni di scorta, senza chiedere altro diressi Finisterre al galoppo
verso nord.
Solo dopo diverso tempo, attendendo di passare per uno stretto ponte
occupato da un carro, chiesi a Galdor quale fosse il nostro obiettivo,
chi stessimo cercando, sempre che il nostro scopo fosse cercare
qualcuno...
"Boh"... fu per tutta riposta quanto ebbe da dire l'amico al mio fianco.
"A te va sempre si scherzare... dai! Seriamente... avremo bisogno
dell'aiuto di qualcuno, immagino. Chi cerchiamo?"
"Boh... ti dico..." sembrava che Galdor non conoscesse che questa
riposta.
Perplesso lo guardai fisso: "Che accidenti di risposta ti sembra questa?
Riprovo. Questa volta guarda bene le mie labbra... forse non mi sono
spiegato: Asiram ti avrà pur detto di andare da qualche parte... da
qualcuno... chi è costui?" con una sottile ironia che ormai stava
lasciando il posto alla mia agitazione.
"Boh!" rispose sempre più divertito guardandomi fisso negli occhi mentre
io diventavo sempre più paonazzo.
"Hey! Ti sembra così divertente? Capisco che tenere il morale alto in
ogni situazione aiuti! Posso persino capire che da novellino non mi sia
concesso conoscere i più piccoli particolari della nostra missione, ma
non credi che sia arrivato il momento di darmi qualche informazione un
pochino più precisa?" scocciato dall'idea che potessero non avere
fiducia in me. "Prima facciamo da balia ad Asiram... ora nemmeno mi dici
dove stiamo andando! Per la Dea! Di questo passo non avrò mai modo di
guadagnarmi la tua fiducia!"
"Testa di legno che non sei altro!" mi rimproverò Galdor trattenendosi
dal ridere "Ti dico che stiamo andando da BOH! BORIS di HAMS, il
mercante che Asiram e quanti possono dirsi suo amico chiamano Boh! Ci
stiamo dirigendo a nord, oltre le paludi di Nosambra che troveremo poco
dopo aver attraversato questo ponte. Ne hai mai sentito parlare?"
"Di Boh? Mah..."sorrisi imbarazzato dalla magra figuraccia appena
collezionata.
"C'è ben poco da scherzare, credimi!" disse serio mentre tra me stesso
mi chiedevo con quale faccia tosta dicesse a me di scherzare meno... "È
un territorio veramente ostile, pieno di insidie e potrebbero volerci
giorni per attraversarlo: giorni che noi non possiamo concederci di
impiegare! Una volta trovato Boh ci resta solo da sperare che sia in
grado di fornirci le informazioni che ci servono per recuperare quel
maledetto minerale dal quale pare dipenda il destino di noi tutti! Pensi
di farcela, campione?!" Il suo tono non era più di rimprovero: era ora
seriamente preoccupato... anche il suo volto trasmetteva la stessa
emozione.
"Senza altri indugi, allora, Galdor! Andiamo, il ponte è ora libero...
vediamo di lasciarci questa palude di Nasombra alle spalle..."
"NOSAMBRA... Ah Ace! Sei proprio incorreggibile!" mi disse Galdor
scotendo la testa mentre un primo velo di foschia ci dava il suo lugubre
benvenuto in quella tetra quanto inospitale terra che solo chi vi ha
fatto ritorno desidera dimenticare se non vi è nato o non si chiama
Asiram.
Non c'eravamo inoltrati più di tanto che dal nulla balzò una delle
creature più strane che avessi avuto occasione di vedere in vita mia.
L'agilità del balzo e delle movenze ricordava qualcosa di felino. Il
colore ambrato di quella che non riuscivo a capire se fosse pelle...o
squame... beh... qualsiasi cosa ne ricoprisse il corpo sembrava essere
in perfetta armonia con l'ambiente circostante. Annusando l'aria nella
nostra direzione rivelò la presenza di una coda alle sue spalle... il
suo respiro era l'unico suono che si potesse udire nei paraggi.
Prima che potessi metter mano alla mia spada, Galdor m'intimò con un
cenno di lasciare a lui ogni iniziativa e alzando la mando intrecciando
le dita sembrò che quello strano essere potesse comprenderne il
significato.
"Chiediamo di poter attraversare queste terre in pace, in nome
dell'imperatrice Nimira e portandovi gli omaggi di Asiram". All'udire
questi nomi ebbi come la sensazione che la strana creatura potesse non
solo aver capito, ma che in qualche modo ci assicurasse un rapido
viaggio indicandoci un sentiero che non avremmo mai potuto vedere, tanto
era mimetizzato dai grandi e strani fiori della palude.
Solo diversi giorni dopo, ricordando quest'incontro in taverna, Galdor
mi spiegò che si trattava di un saluto insegnatogli da Asiram e che
quanto avevo creduto fosse uno strano animale in realtà si trattasse di
un'Hibryan... ma questa è un'altra storia...
Sebbene la visibilità fosse ridotta e il terreno sotto gli zoccoli dei
nostri cavalli si presentasse pieno di irregolarità e pericoli che
minacciavano di continuo tanto le loro robuste zampe quanto la nostra
stessa incolumità, procedemmo così spediti che se qualcuno ci avesse
incontrato avrebbe di sicuro pensato di vedere due spettri più che due
dragoni in carne ed ossa. Il gelo che s'insinuava fin dentro il più
recondito angolo delle nostre anime per qualche istante mi fece pensare
di essere morto e di non essermene nemmeno reso conto. Non potevo sapere
quanto la nostra determinazione ci stesse salvando la vita: non mi
accorsi dei branchi di sciaves che avevano osservato intimoriti il
nostro incedere così risoluto, né di quante altre volte siamo stati
vicini a scontrarci con le pericolose creature di quella zona. Solo più
tardi realizzai che non era possibile non aver incontrato nessun
pericolo: l'ostentata decisione del nostro passo, la determinazione nel
raggiungere al più presto il nostro scopo aveva allontanato le fiere il
cui istinto venne dissuaso dal nostro atteggiamento.
Al resto ci pensarono sicuramente le dee che in quell'occasione non
mancarono di assisterci nella nostra corsa contro il tempo.
Capitolo 14: L'incontro con Boh
Galdor_Falassion
Una volta attraversate le paludi di Nosambra alla massima velocità a cui
potevano condurci le nostre cavalcature, io ed Ace cercammo di seguire
il corso del Kruill per trovare la strada più agevole. Inoltre Asiram mi
aveva fatto capire che dovevo trovare una gola scavata da un affluente
minore dal fiume principale di Arcano: lì avrei trovato Boh.
Non tardammo a individuare il luogo indicatomi dalla Madras, ma
dell'accampamento nemmeno l'ombra.
"Ecco, lo sapevo... e ora come lo troviamo Boh? Mica possiamo tornare da
Astor a mani vuote!" Dovevamo preparare meglio questo piano... Non ero
ancora abituato ai brontolii e alle lamentele continue di Ace, anche
perché spesso mi sembravano un po' fuori luogo ed esagerate ma in quel
momento non erano quelle ad attirare la mia attenzione.
"Ma mi stai ascoltando?? Lo sapevo che a seguirti anche questa volta
sarei finito nei guai..."
Il mio istinto mi diceva che c'era qualcosa che non andava... sono
vissuto per tutta la mia infanzia in una foresta e so riconoscere quando
c'è qualcosa che turba la natura... e solo una cosa riesce a turbarla
tanto da zittirla completamente... la presenza di diversi uomini!
Iniziai a guardarmi attorno con attenzione cercando segni e tracce del
passaggio del gruppo dei briganti quando Ace, sceso dalla sua Finisterre
per poter meglio sbraitare inciampò in una serie di grossi sassi
presenti lungo la riva del fiumiciattolo.
"Ma pork!..."
La sbadataggine del mio compagno fu però premiata poiché quelle rocce
rivelarono che pur se ben nascosto lì sotto era stato spento di fretta e
furia un fuoco da accampamento ed esaminandolo sembrava nemmeno da
troppo tempo.
Forse ci avevano visto e si erano dati alla macchia o forse...
"Vuoi vedere che..."
Mi voltai immediatamente a guardare in cima alla gola dove sembrava non
ci fosse nessuno. Il mio istinto mi diceva giusto il contrario.
Dato che non mi aveva mai tradito lo ascoltai: mi arrampicai il più
veloce possibile lungo le rocce che portavano in cima a quella parete
scavata nei millenni dall'acqua dimenticando per un attimo il mio
compagno che nel frattempo si era messo a curare il proprio piede
contuso.
Una volta arrivato in cima alla parete vidi un braccio teso rivolto
verso di me che mi aiutava a salire su quella sorta di altopiano e pur
se il viso dello sconosciuto era in ombra essendo abbagliato dal sole
alle sue spalle capii di aver trovato finalmente l'oggetto della mia
ricerca. Stavo stringendo la mano di Boris di Hams! Re dei briganti di
Arcano, una delle leggende viventi di cui tanto avevo sentito parlare
nelle taverne.
"Piacere di conoscerti Dragone! Tu devi essere Galdor... e..." guardando
ironico il mio compagno sempre alle prese con la propria contusione "...quello
è Ace. Sbaglio?"
"Non sbagli e scommetto che queste informazioni te le ha mandate Asiram:
ci stavi aspettando, no?"
Un sorriso divertito si dipinse su quel viso abbronzato.
"Hai ragione, acuto Dragone! Non sembri sprovveduto come il tuo
compagno... saresti un buon brigante... ti interessa la cosa?"
"Sono lusingato Boh, ma se Asiram ti ha avvisato del mio arrivo ti avrà
anche spiegato il motivo della mia presenza qui. Non sono qui per motivi
personali ma per aiutare i maghi di Krymenia a trovare un antidoto ad
una pericolosa epidemia".
Il sorriso di Boh non si spense come invece avrei immaginato e questo
non so perché ma mi infondeva sicurezza. Se lui non era preoccupato
significava che aveva già avuto un'idea a proposito.
"Sono al corrente, e come credo tu abbia capito, mi sono già
interessato..."
Si voltò e dirigendosi verso il resto della sua compagnia, almeno una
decina di briganti indaffarati nei loro affari, mi portò al suo cavallo
e tolse dalla sella un sacchetto che mi fece vedere conteneva diverse
piccole rocce friabili di colore biancastro.
"Questi sono frammenti di quel minerale raro di cui avevo parlato ad Asi.
Ne porto sempre con me un po' perché sono un toccasana nel calmare i
dolori di ogni genere! Me ne ha insegnato l'utilizzo un vecchio sciamano
che conobbi anni fa e tutt'oggi continuo a farmene portare dalle terre
alte della Cordigliera. Ora ti lascio queste da portare ai maghi che
stanno preparando l'antidoto, io posso farne a meno, almeno per un po'!"
Mi sentii molto sollevato alle parole del brigante e stavo per
ringraziarlo proprio quando Ace ci raggiunse stremato dalla stessa
strada che poco prima avevo percorso.
"Ma lui è..."
"Sì, sì, lui è Boris di Hams, ma ora dobbiamo andare, non abbiamo tempo
da perdere in chiacchiere, su, su, muoviti che dobbiamo partire!"
Spinsi praticamente Ace a scendere dalla parete che aveva appena scalato
e mi voltai a salutare Boh con una vigorosa stretta di mano.
"A presto Dragone! E ricorda la mia proposta... ho sempre bisogno di
gente in gamba!"
"Lo terrò presente! Ora devo proprio andare, abbiamo le ore contate.
E... a proposito, pensi di riuscire a far giungere dell'altro minerale a
Krymenia appena possibile?"
Sorrise di nuovo "Tranquillo: ho già mandato un piccione ad alcuni amici
per far partire un carico completo qualche ora fa! Massimo tre giorni e
ci sarà abbastanza minerale a Krymenia per curare tutti gli Hammers!!!"
Non mi stupì l'affermazione di Boh. Era un uomo arguto e lo si capiva
subito: non per niente era una leggenda anche per i briganti!
Lo salutai calorosamente dopodiché raggiunsi Ace che mi aspettava ai
cavalli.
"Adesso mi spieghi tutto!!! Mi hai lasciato qui da solo e non mi hai
nemmeno chiamato quando hai trovato..."
E ricominciò con la solita tiritera! Mi aspettava un lungo viaggio verso
Aktual... soprattutto perché in compagnia di Ace e delle sue
lamentele...
Capitolo 15 - Da Madras Diamante
Vendicatore
Raggiunsi finalmente Aktual, l'incontro con il guaritore mi aveva
fornito informazioni utili.
Quando arrivai impiegai poco a capire dove trovare i miei compagni
perché vidi il falco di Silver Wind volteggiare nei pressi del Pulp. Mi
diressi quindi verso il centro della Kioskas. Quando giunsi da Diamante
scoprii che a colloquio dalla Madras c'era solo Astor.
"Tutti gli altri tuoi compagni sono all'orto botanico" mi disse
l'amazzone di guardia.
Mi avviai verso l'orto, il primo dragone che mi vide fu Aldebaran
Lunanera, mi raggiunse e mi salutò. "Bene Vend! Sei arrivato anche tu,
Ace e Galdor sono appena tornati dal loro viaggio, hanno portato novità,
un minerale che potrebbe fungere da antidoto. A breve dovrebbe tornare
Astor dal colloquio con Diamante".
"Anche io porto delle notizie interessanti, ma a quanto pare le mie
novità coincidono con quelle di Ace e Galdor".
"Il viaggio è stato lungo?"
"Lungo e soprattutto noioso, viaggiare da solo è davvero devastante".
Intanto raggiungemmo gli altri. Il gruppo mi salutò con calore, ma era
chiaro che tutto il brio era dovuto alla scoperta di questo minerale
portato dai due giovani dragoni. Confrontai le mie scoperte con quelle
di Ace e Galdor. Sul minerale eravamo tutti e tre d'accordo, ma c'erano
due discordanze. Loro mi stavano parlando di un fiore come possibile
incubatrice della malattia mentre io credevo di sapere come far assumere
il minerale ai malati.
"Bisogna triturarlo finemente, aggiungere un composto acido, sminuzzarlo
nuovamente e poi bisogna farlo ingerire".
Due streghe provenienti da Krymenia annotavano le mie istruzioni, quindi
chiesero del fiore. Stavo per rivolgere la stessa domanda a Silver Wind
quando mi accorsi che non c'era.
"Ha accompagnato Astor al colloquio da Diamante".
I tre però arrivarono quasi subito. I due furono messi subito al
corrente delle ultime novità.
"Mi sembra di capire che la malattia sarà presto debellata non è vero?"
una delle due streghe rispose: "Portiamo subito il minerale a Krymenia,
abbiamo già contattato Boh perché ci indichi come averne delle quantità
maggiori, partiamo subito" detto questo se ne andarono.
"Adesso dobbiamo risolvere la questione del fiore" dissi.
"Questione già risolta Vend, Silver Wind e Diamante hanno individuato il
fiore che a quanto pare ha portato il male oscuro fin nelle viscere di
Arcano. Il bello è che si tratta di un fiorellino insignificante, che
era ancora in fase di classificazione".
"In fase di classificazione?" chiese Ace.
"L'orto botanico sta accogliendo tutte le specie vegetali presenti nel
territorio di Arcano e poco oltre. Ogni giorno giungono esploratori e
mercanti che portano dai loro viaggi qualche specie nuova. Questo
fiorellino, che non posso mostrarti perché è stato subito isolato, è
stato portato qui da un mercante di Nistra" continuò Diamante "Quel
mercante aveva deciso di fermarsi una notte qui ad Aktual e poi di
ripartire la mattina dopo. Peccato che il giorno dopo non fosse più in
grado di riprendere il viaggio perché affetto da una strana febbre. Ora
abbiamo capito che cosa l'ha provocata, e abbiamo identificato altri
casi simili ai custodi dell'orto botanico".
Riprese a parlare Astor: "Ti sarai chiesto cosa c'entrava Hanar... Beh,
il tuo compagno aveva accompagnato il mercante nel tragitto da Klivia a
qui".
La mia sorpresa fu uguale a quella di Ace e Galdor, gli altri sapevano
già questa parte della storia.
"Adesso dobbiamo capire da dove arriva questo fiore".
"Il mercante solo può dircelo, Hanar si trova a Krymenia, impossibile
raggiungerlo e poi non potrebbe saperlo, ce lo avrebbe già detto" dissi,
Diamante però rispose subito: "Vend, il mercante non ce l'ha fatta, è
morto ieri"
"Questa non ci voleva, è riuscito a dire qualcosa prima di spirare?"
"Poche parole, quando gli abbiamo chiesto da dove veniva ha detto
qualcosa come... Abete rosso".
Un sorriso si dipinse sul mio volto: "Splendido, sappiamo adesso da dove
veniva e da dove aveva raccolto il fiore".
"Cioè?" risposero tutti all'unisono.
"Il passo dell'abete rosso, si tratta della Cordigliera, quando l'ho
esplorata ci sono passato, è una zona di poca altitudine, quindi c'è
molto verde e tanti prati, fioriti".
Astor prese la parola subito: "Dragoni, sento puzza di Global Detector,
sulla Cordigliera deve essere successo qualcosa. Non è detto che Hanar
guarirà, e anche solo per questo voglio sfogare tutta l'apprensione che
ho avuto per lui. Se qualcuno ha cercato di avvelenare Arcano la pagherà
cara".
Parole dure, tutti quanti eravamo pronti a partire.
Capitolo 16: Il passo dell'abete rosso
Arthur
Nel giro di un'ora e mezza tutto era pronto per la partenza. Diamante
aveva già fatto predisporre razioni di cibo per tre settimane, in
maniera tale da poter essere in marcia nel minor tempo possibile, i
cavalli erano già pronti per affrontare il cammino e noi non aspettavamo
altro che l'occasione giusta per vendicarci.
La Cordigliera distava parecchio da Aktual, ma una volta giunti alla
base di questa catena montuosa stabilimmo un campo per la notte, in
maniera tale da poterci muovere all'alba, nel pieno delle forze. La
notte passò rapida ed arrivammo al passo a metà giornata, quando l'aria
frizzante della mattina cominciava a riscaldarsi. Il passo era
costituito da una stretta e bassa gola, oltre alla quale, a detta di
Vendicatore, l'unico di noi avventuratosi fin quassù prima d'ora, si
estendeva un altipiano di medie dimensioni. Capimmo subito il perché di
quel nome altisonante. Un grosso, vecchio e imponente abete troneggiava
all'imbocco del sentiero che dovevamo attraversare.
Ci avventurammo per la gola facendo attenzione ad evitare i rumori
inutili ed alla fine giungemmo al termine del passo; Astor e Vendicatore
scesero da cavallo per esplorare la zona prospiciente all'altipiano. Si
ricongiunsero al gruppo poco dopo, con notizie alquanto interessanti.
L'altipiano era stato coltivato, per la sua interezza, a fiori dai
colori più svariati. Al centro di questa coltivazione c'era un edificio
prefabbricato di dimensioni medio grandi che doveva fungere da fattoria
o qualcosa di simile.
"Sento sempre più forte l'olezzo della Global Detector" sussurrò Astor
"Signori, è ora di trovarci un punto d'osservazione migliore... Dobbiamo
capire qualcosa di più di quella specie di fattoria... Se quella non è
la ragione dell'epidemia io non sono un Dragone ma un passerotto..."
Facemmo dietrofront e ci avviammo, dopo aver riattraversato la gola e
sotto le direttive di Vendicatore, su per un sentiero che s'inerpicava
sul fianco destro della gola e finiva in un balcone naturale di pietra
calcarea con, poco distante, una grotta dove rifugiarsi. Eravamo
guardinghi perché non sapevamo se c'erano guardie, sentinelle o turni di
ronda che potessero scorgerci o scoprirci, per cui ci rifugiammo nella
grotta e lì ci organizzammo.
Vennero organizzati i turni di guardia all'entrata della balconata
calcarea, da cui si riusciva a scorgere tutto il sentiero che portava al
passo e da cui potevano giungere eventuali minacce per la nostra piccola
guarnigione; Astor, Vendicatore ed altri due esplorarono la caverna,
riaffiorando alla luce di Amanuator dopo una breve perlustrazione; la
grotta infatti era composta di un'unica sala, relativamente grande da
accoglierci tutti con comodità. Altri turni di guardia, infine, vennero
organizzati per tenere sott'occhio l'altopiano e la fattoria.
Dopo un giorno d'osservazione avemmo la conferma che lì c'era lo zampino
della Global Detector... Uomini con il suo logo stampato sulle divise,
infatti, arrivarono con una serie di carri e caricarono grossi carichi
prelevati dal magazzino della fattoria, ripartendo poi verso i passi
montani in quota.
Astor decise che era giunto il momento di andare a dare un'occhiata più
da vicino alla fantomatica fattoria e per questo formò un gruppo di sei
Dragoni che avrebbero tentato una sortita. L'intenzione del Comandante
era quella di dare solo un'occhiata, per poter poi organizzare poi un
attacco in piena regola. Se però fosse stato sparso sangue nemico,
l'idea era di fare tabula rasa, distruggendo anche le coltivazioni di
fiori, in maniera tale da estirpare il problema alla radice ed evitare
che chi viveva alla fattoria riuscisse ad avvisare la Global Detector.
Mentre il Sole lasciava posto alla Luna e la Cordigliera veniva pian
piano avvolta dalle tenebre, Astor, Vendicatore, Galdor, Ace, Silver
Wind ed Arthur si calarono giù per il sentiero, verso la fattoria ed i
suoi misteri, mentre gli altri Dragoni rimasero ai loro posti, pronti ad
intervenire in aiuto od in copertura ai sei, nel caso ce ne fosse stato
bisogno.
Capitolo 17: Perlustrazione
Silver_Wind
Astor conosceva i suoi Dragoni, e fu per questo che scelse le tre
reclute più promettenti e tre vecchie rocce per il gruppo di
perlustrazione. Scendemmo tutti veloci e silenziosi il sentiero dalla
balconata naturale verso la fattoria. Arrivati in zona il gruppo si
divise ulteriormente; Silver_Wind e Vendicatore vennero mandati in
avanscoperta, se così si poteva chiamare, dato che avanzavano come ombre
per controllare la presenza di guardie. Dopo minuti che sembravano ore e
due suoni sordi appena percettibili i due tornarono.
"Tutto a posto" dissi, bisbigliando "i due rumori sordi che forse avete
sentito, erano le due guardie della Global Detector che non ci daranno
più fastidio" concluse Vendicatore con un sorriso beffardo.
"Procediamo allora" disse Astor facendo cenno di muoverci verso la
"fattoria".
Ci avvicinammo con circospezione per far sì che i rumori provocati dalla
nostra presenza non venissero percepiti dall'interno. Però strano,
pensai, solo due finestre al pian terreno e nessuna in quelle superiori,
forse che avessero bisogno di buio??
Una volta raggiunta la porta e aver provato ad aprirla senza successo,
decidemmo di adottare la tattica Berserk, la sfondammo e entrammo
all'interno. Stranamente nessuno era presente, tranne vari alambicchi e
un aroma forte, quanto melenso e potenzialmente pericoloso.
Io, seguito a ruota dagli altri, mi misi un fazzoletto con alcune gocce
della bevanda del barilotto davanti al naso per evitare di respirare
quella sostanza che avrebbe potuto farci ammalare tutti. Subito iniziai
ad analizzare le complicate serie di alambicchi, tubi, matracci...
Arrivai quasi subito alla conclusione, stavano distillando qualcosa da
quei fiori.
Notai poco dopo Astor e Ace che facevano gesto di seguirli di sopra, e
giunti qui prendemmo un colpo. Tanti, tantissimi barili accatastati con
un'etichetta triangolare dai bordi neri e fondo giallo con un teschio e
una croce fatta d'ossa.
"Stanno distillando veleno vegetale, ecco che fanno questi porci!"
esclamai.
Fu proprio allora che udimmo dei rumori da sotto. Ben presto due uomini
arrivarono sopra, ma non ebbero tempo di reagire alla carica dei dragoni
gemelli che li abbatterono sul colpo. Constatato che non ci fossero
altre persone Astor prese la parola: "Vuol dire che non possiamo fare
terra bruciata, perché altrimenti potremmo rischiare l'epidemia
completa..."
"Potremmo buttarli nelle acque del Kruill che li porti lontano da qui"
disse Vendicatore.
"Già, ma le povere creature che per sfortuna loro, ne vengono in
contatto?" risposi.
"Ci vorrebbe un esperto per dire quale soluzione sia la migliore"
concluse Astor.
"E mandare un messaggio e un campioncino a Aragon a Krymenia?" dissi.
"Ci vorrebbe troppo, Silver" rispose Vendicatore.
"Anche per un falco?" rimbeccai io.
"Ottima idea. È la nostra unica possibilità" rispose Astor.
"Ora nascondiamo quei corpi e i segni di lotta, inviamo il messaggio e
rimaniamo in attesa di risposta sulla balconata"
Il piano d'azione era deciso e venne eseguito, sperando che nessun nuovo
arrivo potesse scuotere i nervi già provati dei Dragoni.
Capitolo 18: La battaglia finale
Vendicatore
Astor rifletteva su come organizzare un'efficace difesa. Era chiaro che
il grosso degli uomini della Global Detector sarebbe arrivato da lì a
momenti. Una scatoletta nera attaccata al vestito di una delle guardie
aveva iniziato a produrre suoni simili a voci umane. Astor sapeva
cos'era ma non era riuscito a spegnerla in tempo: una radio e gli uomini
che c'erano dall'altra parte ("Ma dove?" continuava a chiedersi) si
sarebbero insospettiti subito della mancata risposta. Il comandante andò
da Vendicatore:
"Sette dragoni sono un buon numero, ma non sappiamo se è abbastanza. Il
falco di Silver tornerà con la soluzione, ma non certamente con un
esercito"
"L'unica è recuperare gli altri Dragoni"
"Prima di partire ho lasciato Legione ad Aktual con un nutrito gruppo di
dragoni, manda una delle sei reclute ad avvertirli della situazione. Io
vado a richiamare Arthur dalla postazione di guardia, ci serve più come
stratega che come sentinella".
Vendicatore corse subito all'esterno della fattoria e abbrancò la prima
recluta che gli capitò a tiro, il giovane Aslan. Gli spiegò tutto e lo
incitò subito a partire. Astor intanto raggiunse il cortile con Arthur e
chiamò a gran voce Ace: "Postazioni di guardia?"
"Silver Wind, Galdor, Heknaton e Ahkan Rahl"
"Allora, sono in arrivo altri dragoni e la soluzione di Aragon, intanto
prepariamo un bel comitato d'accoglienza?"
"Prepariamolo!". Una sola strada portava alla fattoria. La presidiavano
Silver e Ahkan, che si unirono ai lavori. Astor non sapeva quanto tempo
avessero lui e i suoi dragoni, per questo si mise con gli altri a
preparare trappole piuttosto elementari ma veloci come tempo di
realizzazione. Gli uomini della Global avevano un vantaggio mica da
poco: gli spow, e bisognava aumentare il più possibile la distanza di
scontro.
"Se mettono un uomo in avanscoperta, farà saltare lui le trappole e gli
altri non solo non verranno rallentati, ma verranno anche messi in
guardia" osservò Ace.
"Molto probabile, proprio per questo che dobbiamo metterne due o tre di
blocchi" rispose Arthur.
"Speriamo che Aslan si dia una mossa...". Finiti i preparativi, i
Dragoni tornarono alla fattoria. Rimase Heknaton lì nei paraggi, con
arco e frecce, con il compito di colpire un eventuale uomo mandato in
avanscoperta.
Intanto alla fattoria Silver Wind discuteva con Astor: "Continuo a non
spiegarmi questa strana costruzione, solo due finestre..."
"Potrebbe essere un caso, probabilmente è per evitare che dei curiosi
guardino dentro con troppa facilità".
Il tempo passava ma non arrivava nessuno. Arrivò invece HawkWind che
portava il messaggio di risposta di Aragon. Silver lo consegnò ad Astor:
"Dragoni... ci sono due buone notizie: la prima è che ora è chiaro il
perché delle poche finestre. Quei fiori da cui si estrae il veleno sono
piuttosto normali, che però producono il veleno se muoiono per mancanza
di luce. Ed è quello che sta succedendo, la progressiva morte del fiore
lo porta a produrre il veleno".
"Quindi la soluzione è portare fuori i fiori e fargli assaporare un po'
di luce in più" concluse Galdor.
"Esatto, se quei fiori si riprendono, nessuno potrà più utilizzarli". I
dragoni cominciarono, con le dovute precauzioni, a portare fuori tutte
le piantine, alla luce del sole. Intanto Arthur chiese ad Astor:
"E la seconda buona notizia?"
"Che Aragon sta venendo qui con una buona scorta per vedere da vicino le
piante. Involontariamente ci darà anche una mano militare..." il
comandante s'interruppe quando vide arrivare di corsa Heknaton che
lanciava l'allarme.
"Dopo due buone notizie, mi chiedevo se sarebbe arrivata quella
cattiva... speriamo che Aragon si sbrighi..." disse Ace.
"Forza Dragoni, tutti dentro la fattoria, gli arcieri intingano le loro
frecce nel veleno delle piante"
"Dannazione, mi scoccia lanciare i miei shuriken verso certa gente..."
brontolò Vendicatore.
"Heknaton, com'è la situazione?"
"Sono incappati nella prima trappola, non c'era nessun uomo avanzato"
"Bene, le trappole ne diminuiranno il numero". I dragoni si
asserragliarono nella fattoria. Non dovettero aspettare molto. Poco
tempo dopo infatti i primi uomini fecero capolino dalla strada. Ma non
avanzavano caricando, bensì rimasero nascosti dietro una curva del
sentiero.
"Allora, loro sanno che siamo qui, e noi sappiamo che quelli sono lì"
disse Astor voltandosi verso Arthur.
"Quindi?"
"Aspettiamo, è ovvio, da qui non usciamo... queste piantine devono
essere protette"
"Astor, c'è un sotterraneo sotto la fattoria, indovina cosa contiene?"
li interruppe Vendicatore.
"Piantine già morte?"
"Non solo quello, anche svariate ampolle con del liquido verde" disse
Vendicatore.
"Allegria... non dobbiamo lasciare questa fattoria nelle mani di quei
signorotti"
"E se ci circondano?" chiese Silver Wind.
"Lo stanno già facendo credimi, dai ordine a tutti di colpire appena ne
hanno la possibilità" consigliò Arthur.
La fattoria aveva quattro lati, i sette si distribuirono il più
uniformemente possibile. In effetti l'accerchiamento c'era stato, il
primo attacco arrivò dalla parte di Silver Wind e Vendicatore e fu
respinto. Erano male organizzati gli assalitori, i dragoni non andarono
in affanno nemmeno per un momento. Anche i giovani si comportarono bene.
L'assalto durò poco complessivamente, i Dulkar ebbero il tempo di
prendere fiato.
"Problema munizioni Astor! Siamo a corto..." dissero Heknaton e Legione.
"Appena finiscono li aspettiamo qui dentro e li prendiamo a mazzate"
rispose il Comandante.
"Ma non hanno ancora usato gli spow..." disse Ahkan Rahl.
"Aspetta a dirlo, probabilmente credevano di affrontare quattro mezze
calzette... scommetto dieci birre che li hanno" rispose Arthur. Lo
stratega non aveva torto, questa volta i dragoni dovettero semplicemente
stare attenti a non farsi colpire perché i colpi arrivavano da lontano e
miravano alle finestre.
"Non ci colpiranno mai così... che senso ha rompere le finestre?" sbottò
Silver Wind.
"Almeno adesso c'è un po' di ricambio d'aria... odio l'odore di queste
piante" ribatté Legione. Astor stava per chiedere qualcosa quando dalle
finestre entrarono dei barattoli che emanavano un fumo bianco.
"Che diavolo è sta roba? Ci vogliono affumicare?" urlò Heknaton.
"Bravo, bella scoperta! Gettatele nel sotterraneo presto!" urlò Astor. I
barattoli erano roventi ma i dragoni riuscirono a rinchiuderli nel
sotterraneo. Ma dalle vecchie assi della fattoria il fumo trovò comunque
sfiato. Vendicatore partì come un fulmine e tentò di arrampicarsi sul
tetto per aprire un buco e far uscire il fumo. Con l'aiuto di Silver
Wind riuscì ad aprire un varco, ma questo era troppo piccolo.
"Dobbiamo uscire, non c'è altra soluzione!" urlò Legione.
"Se usciamo siamo fregati"
"Non dal tetto! Salite tutti, certo saremo facili bersagli ma comunque
non se lo aspettano, anzi se non ci facciamo vedere quegli idioti
penseranno che siamo ancora dentro e non proveranno ad attaccare con
tutto quel fumo" disse Vendicatore.
Tutti quanti lasciarono le loro postazioni alle finestre per correre
verso il tetto. Astor prese una pala e allargò il buco con colpi
energici. Uscì per primo e, assicuratosi che non ci fosse nessun altro,
aiutò gli altri ad uscire. Uno ad uno si appiattirono sul tetto. Lo
stratagemma funzionò perché per un bel po' non si sentirono né spari né
urla dal basso. Silver Wind sbirciò dal tetto...
"Sono tanti, e ci aspettano..."
"Aspettiamo l'arrivo di Aslan o di Aragon... poi entriamo in azione"
decretò Astor. Non molto tempo dopo, arrivò Aragon con una decina di
uomini al seguito. I dragoni se ne accorsero perché improvvisamente gli
spow iniziarono a tuonare.
"Dragoni! Andiamo!" urlò Astor e i suoi dragoni lo seguirono
prontamente.
"E vai... adesso assaggiate le mie falci, maledetti!" urlò Vendicatore.
Coperti parzialmente dal fumo, i sette scesero dal tetto e si gettarono
nella mischia. Lo scontro era confusissimo, la boscaglia e gli alberi
impedivano una visuale perfetta dell'ambiente circostante. Una
situazione favorevole ai Dulkar. Intanto era arrivato anche Aslan con
un'altra decina di dragoni. Gli spow che sparavano erano sempre di meno.
Ad un certo punto smisero di sparare. La battaglia era vinta. Astor fu
raggiunto da Aragon: "Non sapevo che i fiori... fumassero anche..."
"No, macché, hanno cercato di prenderci come dei topi"
"Quando potrò... ehm... entrare lì dentro? Quel fumo sembra uscire dalle
viscere della terra"
"No, è solo un sotterraneo, non so quando ma appena quel fumo se ne sarà
andato, troverai un sacco di piantine là sotto. Noi abbiamo impedito che
venissero toccate"
"Sì, bravi, ma le hanno affumicate! Vabbè, andate pure se volete, qui ci
penso io... a proteggere la zona c'è un bel manipolo di guerrieri"
quindi si allontanò dal comandante.
Si avvicinò Vendicatore: "Si torna alla Torre?"
"Chiaro... ma prima andiamo a trovare Hanar... mi sembra dovuto".
Il finale
Arthur
Raccolti attorno al fuoco, le nuove reclute dei Dragoni di Dulkar
stavano ascoltando rapite le ultime parole del loro Comandante, che nel
corso di una settimana di marce ed esercitazioni sulla Cordigliera li
raccoglieva ogni sera attorno al fuoco per ritemprare corpo e spirito in
quella lunga campagna addestrativa, raccontando la storia dell'ultima
grande battaglia della Vecchia Guardia dei Dragoni di Dulkar.
"Sono passati quasi due anni ormai e molte cose sono cambiate. Come il
volgere delle stagioni modifica l'aspetto della natura, anche noi siamo
stati mutati dalle intemperie e dagli eventi. Dalle file del nostro
Gruppo sono stati sfornati fior di Comandanti: Ryo_Gaen, Aegon,
Galdor_Falassion, Ace... Tutti nati Dragoni e diventati Comandanti di
Gruppo. Alcuni altri sono partiti per missioni difficili e non sono più
ritornati, altri ancora si sono allontanati da Arcano, ma tutti noi
speriamo che prima o poi facciano ritorno. Alcuni tra coloro che
attaccarono la fattoria sono però rimasti tra noi e potete sovente
vederli alla Torre. È da loro che dovete prendere esempio, da loro che
dovete farvi guidare, da loro che dovete imparare. Questi di cui ora vi
ho narrato le gesta sono stati i Dragoni di Dulkar che hanno continuato
la leggenda, voi siete il futuro dei Dragoni di Dulkar ed a voi spetterà
il compito di mantenerne alto l'onore, di ricordarne le imprese e di
incrementarne la fama".
Così dicendo, diede un calcio agli ultimi tizzoni che ancora ardevano
nel falò, spegnendolo definitivamente.
I giovani Dragoni si sistemarono nelle coperte da notte, imitando il
loro Comandante ed addormentandosi sotto le stelle. L'indomani avrebbero
fatto ritorno a Klivia, ma sarebbero stati degli Hammers diversi.
Diversi non di sicuro nel fisico, quanto piuttosto nel loro cuore.
Avevano capito perché un drago sventolava sul loro stendardo ed erano
consci di come ora tutti si aspettavano che essi agissero in futuro.
Come un drago, perché era sangue di drago quello che ora ribolliva nelle
loro arterie.
I DRAGONI DI DULKAR
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