Yù ZHù DIé (Lacrima di Giada)
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Era un giorno come tutti gli altri. O forse no! Stranamente quel
giorno la taverna pullulava di hammers che si erano riuniti per
stare in dolce compagnia di un bel boccale di birra e degli amici. |
Tutto era
tranquillo: Amanuator era nel punto più alto del suo cammino e dove si
poteva trovare ombra e amici se non in taverna?
Tra battute e risa il tempo passava, quando all'improvviso delle urla e
delle grida di quella che pareva una voce femminile ruppero le quiete
che si era instaurata.
Molti di loro si alzarono, alcuni si stavano già avviando verso la porta
per vedere cos'era successo. Grave errore, il loro. Sempre urlando e
correndo la strana creatura irruppe nella taverna travolgendo coloro che
si erano avvicinati alla porta d'ingresso. Non vi descrivo la meraviglia
e lo stupore dei presenti nel constatare che colei che gridava come una
pazza per le strade della kioskas era Ayla. L'amazzone teneva qualcosa
tra le mani, qualcosa di lungo che assomigliava ad una spada.
Corse verso il bancone, vi ci salì dopo aver preso del tè freddo e
averlo bevuto, nonostante gli ordini e le ammonizioni dell'infuriato
Temp.
Nella taverna, a questo punto,scoppiò il caos e una serie di voci
arrabbiate erano rivolte verso la Roka. Ma lei non sembrava dare troppo
peso ai loro rimproveri e dalla sua postazione gridò: "Silenzio! Cosa
sono queste grida? Non siamo mica al mercato, ma in una taverna!
Comportatevi come si deve!"
Il brusio si fece più forte: "Senti chi parla!" le risposero in molti
mentre una sola voce era a suo favore: "Aspetta sorellina! Che voglio
scatenare l'inferno anch'io!". Era Valakias, ma sbadato com'era,
inciampò più volte durante il tragitto e alla fine, quando pareva aver
raggiunto la sorella, venne trovato da Temp con la sua arma: "Un altro e
ti sbatto fuori! E tu scendi da lassù!"
"Vuoi combattere?" disse Val estraendo la sua Fortebraccio!
Ayla si girò verso i due e urlò: "Vergognatevi! Siamo in taverna!".
A questo punto a ristabilire l'ordine ci pensò Nurah, che molto
infuriata ordinò: "Ayla, credo che tu per prima ti devi dare una
regolata che questo comportamento non ti si addice! E per quanto
riguarda te Valakias, se vuoi la rissa cercala da un'altra parte!"
"Ha ragione Nurah" disse Ace "e poi cosa penseranno di me? Non voglio
che dicano che razza di vice mi sono scelto! Ascolta sempre la Madras se
non vuoi finire davvero nei guai."
A malincuore Val si ricompose e Ayla scese dal bancone scusandosi con
tutti.
"Cos'hai tra le mani?" le chiesero in molti. Ayla allungò la spada in
modo che la vedessero tutti mentre un cerchio si era formato attorno a
lei.
"L'ho trovata poco fa sulla soglia di casa mia. É di qualcuno? Qualcuno
l'ha persa? Guardate che se non è di nessuno me la tengo io! É da tempo
che sognavo di avere una spada come questa!" La spada passò di mano in
mano per essere ammirata e toccata da tutti.
"Tho! La poppante crede di prendere tutte le cose per se che trova per
strada!?" disse Berserk senza alzarsi dalla sua postazione sul pavimento
affiancato da una botte piena di birra "Scommetto che quell'aggeggio li
non resisterà alla mia ascia!" Ghignò.
"Cosa? Come puoi giudicare una spada senza prima averla provata?"
replicò Ayla.
"Lo so e basta" fu la risposta secca di Bers.
L'amazzone stava andando su tutte le furie e disse: "E' pur sempre una
bella spada!".
"Per tutte le dee! Ora sanno anche cos'è bello e cos'è brutto!". Un
altro ghigno.
La ragazza andò su tutte le furie, ma si trattenne per non provocare una
reazione malgradita da parte del Vicario.
Come succede sempre quando qualcosa è lo spunto di un argomento, tutti
quanti cominciarono a parlare delle loro armi, imprese e fatti strani
accaduti, dimenticandosi del dilemma di Ayla.
Il tempo passò e quasi tutti avevano lasciato la taverna in quanto l'ora
di riposo era finita.
"Hei! Aspettate! E cosa mi dite della spada! É di qualcuno?" Ma nessuna
risposta tornò indietro. Avvilita si sedette su una sedia guardando l'anthraxite.
Ormai la taverna era quasi vuota; solo Temp era ancora dentro a pulire
sbuffando con qualche hammers che stava finendo di bere la sua birra per
poi scappare al dovere.
Per tutto questo tempo una persona non si era mai scomposta, nemmeno un
secondo, continuando a guardare fuori dalla finestra. Era Ryo che
aspettando che la taverna fosse quasi vuota si avvicinò ad Ayla, le
prese la spada e disse: "Davvero niente male". Girò e rigirò la spada
per studiarla meglio.
L'amazzone lo fissava senza pronunciare parola.
"Perchè non la chiami YùZhùDié? Mi sembra appropriato come nome".
"Yu cosa? Ma se poi non è nemmeno mia!" replicò la rokkina tristemente.
Non badando al suo intervento Ryo continuò: "E' un nome di una lingua
lontana da qui. Significa Lacrima di Giada. Dà l'idea di chi la possiede
di essere un'anima triste e preziosa".
E detto questo si avvolse nel mantello e con un cenno della mano salutò
i presenti, lasciando alla ragazza il tempo di pensare. E infatti Ayla
stava ripensando alle sue parole 'anima triste e preziosa'. Prese la
spada e l'abbracciò: "Chiunque ti abbia lasciato da me non è stato per
caso, vero? Chissà: magari è un segno del destino, magari tu mi porterai
fortuna!?!" e ripensando al nome, Yùzhùdié sorrise.
Ayla
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