Khan, il mio compagno d'avventure
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Passeggiando senza una meta precisa, qualcosa prese il sopravvento
nell'anima di Ayla.
Quel qualcosa la stava preoccupando da molti giorni in quanto non
era riuscita ancora a dargli un nome, un'identità con la quale
denominare il suo stato d'animo. |
La lotta
contro questo vuoto era sempre aperta e più ci pensava più il suo umore
peggiorava, cadendo in uno stato di trans dal quale difficilmente
usciva. Le serviva una cura o la sua situazione sarebbe peggiorata fino
a ferire involontariamente le persone a lei care.
Non ce la faceva più a camminare, le gambe le dolevano e le dita delle
mani le si stavano congelando nonostante sentisse dentro di se un grande
fuoco ardere.
Si era ripromessa molte volte di non camminare troppo lontano dalla sua
Kioskas, ma la voglia di partecipare alla vita quotidiana degli Hammers
era più forte, tanto da spingerla in kioskas molto lontane.
Ormai il cielo stava cambiando il suo abito celeste per indossarne uno
più caldo dai colori vivaci quali il giallo e le sue sfumature, il viola
e l'oro.
Davanti a se si ergeva la Kioskas di Nakir, vi entrò perplessa della sua
decisione.
Nonostante sapesse che non ce l'avrebbe fatta ad arrivare prima del
calar della notte a casa, cominciò a girovagare per le strade della
città.
Poi le sue gambe la condussero nell'unico posto che, quel giorno, non
aveva avuto voglia di visitare. Delle risa accompagnarono il suo
ingresso alla scuderia, poi, una volta dentro, vide Alexandria e
Valakias alle prese con i loro rispettivi cavalli.
Sorrise divertita. Che creature magnifiche che sono i cavalli!
Adesso che ci pensava, lei non possedeva un cavallo, ma le sarebbe
piaciuto moltissimo. Si avvicinò al recinto dei cavalli senza badare
troppo ai problemi di coppia dei due vice con i loro amici a quattro
zampe. Certo che erano davvero buffi!
Rigirandosi verso i cavalli, si ritrovò faccia a faccia con uno dal pelo
marrone con delle sfumature di nero sul muso e sulle zampe e con una
criniera ed una coda neri come la notte di Arcano senza luna e stelle.
Era davvero bellissimo. Aveva anche una piccola goccia bianca tra gli
occhi, ma era talmente piccola che da lontano non si scorgeva.
Lo stallone si era immediatamente avvicinato per esaminare la nuova
arrivata. Ma quando Ayla aveva allungato la mano per accarezzarlo non
glielo aveva permesso, limitandosi ad annusarle la mano, solleticandola
con le narici. Dopodichè aveva scrollato il capo come un principe
altezzoso per raggiungere gli altri cavalli.
"Che animale di classe! Spero solo che non abbia un carattere difficile
come quelli di Alexandria e di Valakias!" si girò per dare un'occhiata
ai due che ora erano in compagnia di Nara.
Si rigirò dalla parte del cavallo che le aveva letteralmente rapito il
cuore e pensò: "Se dovessi prendere mai un cavallo, sceglierei quello! "
All'improvviso una mano le si pose sulla spalla, ma Ayla indietreggiò
dalla paura.
"Tranquilla" le disse Elenie "vedo che è stato amore a prima vista con
quel cavallo laggiù!" e indicò lo stallone con il quale l'amazzone aveva
appena fatto conoscenza.
"Si" disse "è davvero meraviglioso! Peccato che non si sia fatto
accarezzare".
Elenie le rispose con un sorriso: "Se vuoi puoi anche provare a
montargli in sella!"
"Ah, no, non credo sia possibile; non so cavalcare" disse imbarazzata
Ayla "mi basterà accarezzarlo" . La sacerdotessa fece una risata di
gusto e disse: "Non ti preoccupare! Non sei l'unica che non sa ancora
cavalcare! Lo sai che ci sono dei corsi di equitazione?"
"Si si, lo so. Avevo intenzione di iscrivermi subito dopo aver scelto il
cavallo".
"Come lo vuoi chiamare?".
Ayla esitò un attimo poi rispose: "Khan, si chiamerà Khan. E' un nome
fiero che si addice molto ad un cavallo altezzoso come lui!".
Elenie entrò nel recinto e lo fece uscire dicendo all'amazzone: "Su,
vieni ad accarezzarlo!"
Non se lo fece ripetere due volte e non appena la sua mano si poggiò
delicatamente sul muso dello stallone, un'energia nuova la percorse, e i
suoi pensieri diventarono i loro pensieri, e la vita pulsante di Khan si
trasferì nell'anima di Ayla.
Era questo il vuoto che sentiva da tempo, il vuoto di un compagno a
quattro zampe, un compagno e basta.
Se lo sentiva, sarebbero diventati una squadra!
Ayla
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