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Invocazione

Immagine del racconto

 

Nella notte scura della metà fredda dell'anno, nel giardino del Tempio dei Sogni, siede a terra, assorta, il viso rivolto verso il Nero delle Tenebre.

Stringe nella mano un piccolo amuleto di pietra intagliata, raffigurante la Dea Arawen. Un antico canto sospirato dalle labbra socchiuse.
Il Nero si fa più Grigio. Nebbia. Completamente lasciato il corpo, libera la mente a volare sopra le cime degli alberi, per richiamare a sè l'energia massima del vento e del bosco. Calore, percezione immensa e violenta, ad ogni respiro, mentre fra sè, in quel sussurro antico di rime dimenticate, pronuncia arcane parole, ad invocare la Dea Arawen.
La Madre la accoglie, sciogliendole ogni legame con le terre di Arcano. Non sente e non vede, in questo momento, ciò che accade. Così sente muoversi nel cuore l'Energia della Dea, alla quale senza muovere un muscolo, sorride. Gli occhi a fissare il cielo. La litania prosegue, quasi a terminare morendo sulle sua labbra, mentre fremono le mani. La voce si alza, si fa mezzo per lo scambio di Energia con il Divino, mentre nulla di lei appartiene a questo mondo.
In questo momento di concentrazione suprema, di avvicinamento degli elementi, converte in propria l'energia della Dea, ancorando se stessa alla Terra, sentendo il fluire del potere salire attraverso di sè e raggiungere la propria Anima, come fuoco. La mano destra brucia. L'amuleto risplende di luce bianca e soffusa. La Sacerdotessa ha incanalato nell'amuleto tutta la protezione delle Dee che dalla Terra è giunta a lei come un dono, durante l'incanto.
Riprende lentamente conoscenza, stringendo l'amuleto fra le mani, aiutata dal profumo delicato delle erbe secche che bruciano sul piccolo altare. Apre lentamente gli occhi, sorride. la Dea è passata nella sua anima..

 

Elenie

 

 

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