Un giorno speciale
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ACE
Una giornata uggiosa, di quelle che aprono la stagione invernale,
non ancora così fredda, ma carica delle promesse dei grandi freddi
ormai sempre più alle porte. |
In quella
giornata in molti hanno potuto vedere un imponente frisone, nero come la
notte più scura, privata anche del pallido argenteo velo delle due lune,
percorrere solitario la via maestra tra Kolise fino al Tempio dei Sogni.
Giunto in vista delle porte del Tempio si ferma. I possenti muscoli
fremono appena, non tanto per il viaggio quanto per la brama di sentir
nuovamente il contatto con Elenie, e dalla sua groppa una leggera
condensa si leva in voluttuose volte rendendolo ancora più imponente.
Sollevandosi sulle possenti zampe posteriori, nitrisce con quanto fiato
può contenere nei polmoni, mentre le zampe posteriori carezzano l'aria
più che fenderla quasi a chiedere più che a reclamare.
Dal suo fianco pende una leggera bisaccia in fibra di juta intrecciata,
che un bocciolo di rosa rosso ne assicura la chiusura di una semplice
fibbia. Al suo interno, avvolta in una morbida stola di soffice seta,
una ghirlanda di fiori di campo intrecciati con campanule dai colori più
delicati che siano mai cresciute nelle terre di Arcano.
Una piccola pergamena fa capolino dal suo interno.
"Ogni regina ha una corona e un regno.
Una semplice corona per la regina del mio semplice regno: il mio cuore.
E' stato tuo fin dal primo momento in cui ti ho vista, e sempre lo
sarà."
ELENIE
La luce è dolce e soffusa all'interno del Tempio dei Sogni.
Il chiarore che filtra dalle aperture del Tempio che danno sul cielo si
mischia al fumo delle erbe bruciate sull'altare di Arawen.
La Sacerdotessa, in completo silenzio, ode scalpiccii di cavallo.. un
cavallo più che famigliare.. alza il viso, sorride.
In fretta si rialza dall'altare, uscendo di corsa dal tempio avvolta nel
candido mantello di lana.
Strizza un pochino gli occhi, abituandosi alla luce di Arcano.
Davanti a sè, come una visione, Ace in sella ad Armor, entrambi la
guardano.
Resta ferma, immobile.. la mente vola alle carezze del Caliur, ai suoi
occhi davanti al fuoco della taverna, ai tempi trascorsi insieme alla
scuderia..
Poi in silenzio, il sorriso fisso dipinto sul volto estatico, raggiunge
la coppia, accarezzando piano con la mano il collo del frisone..
< Benvenuto al tempio, Caliur.. sono felice di vederti! >
Senza volerlo, non regge l'emozione e ogni barriera casca.. prende la
mano del Caliur, mentre scende dal destriero.. si avvicina e lo bacia
teneramente..
< Questo è per te.. > la voce di Ace le dà i brividi. Prende dalle sue
mani la piccola borsa, legge attentamente la pergamena, poi esplode in
un sorriso di gioia e gratitudine.. si aggiusta la coroncina di fiori
sul viso, poi abbraccia forte il guerriero, serena e estasiata.
Con abile gesto afferra le redini del frisone e lo conduce dietro al
tempio, lasciandolo libero di pascolare nel boschetto.
< Vieni a bere qualcosa di caldo nella mia nuova casa, Caliur.. le Dee
ti proteggono, qui.. > un sorriso accompagna le sua parole, mentre lo
invita ad entrare.
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