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Alla scoperta della Cordigliera

Immagine del racconto

TAAL - PROLOGO

Era l'alba e Mabel aveva finito il suo turno di ronda. Rientrò al posto di guardia per consumare la prima colazione. Si era appena seduta quando un messo le porse una missiva, portava il sigillo di Madras Asiram. Srotolò la pergamena e dentro un laconico messaggio.
- L'amazzone Mabel è attesa immediatamente al pulp di Kolise.

La guardia ordinò a Taal di attendere nella piccola sala d'aspetto. Solo, in attesa di essere ricevuto, tormentava la pergamena dove, con grafia minuta e regolare, stava scritto l'ordine di convocazione.
L'esploratore rilesse il messaggio, l'attesa lo stava consumando.
Era agitato per quest'improvvisa chiamata.
Poche parole. Fredde, formali, nulla che avesse a che vedere con la consueta cordialità di Asiram.
Taal sapeva di aver esagerato poche sere fa in taverna.
Aveva insultato Mabel di fronte a tutti... ma perchè una Madras avrebbe dovuto scomodarsi per un banale battibecco tra un'amazzone e un esploratore?
Continuava a ripetersi che il motivo della convocazione doveva essere un altro ma, quando vide entrare Mabel trafelata capì di essersi sbagliato.
Durante l'attesa, i due non scambiarono una parola. Imbarazzati come bambini che sapevano d'averla combinata grossa.
Finalmente la guardia fece segno di entrare.
Asiram attese che i due fossero al centro della stanza e fece loro segno di fermarsi.
Li squadrò con sguardo freddo, quindi voltandosi iniziò il suo discorso.
- Ho saputo che due sere fa avete dato spettacolo in taverna. Non m'interessa quali siano i motivi della vostra reciproca antipatia e non sono qui per ricordarvi che l'abuso di alcool danneggia i vostri corpi e la vostra mente. Cio' che non posso permettere e' che due nullità, quali voi siete, si permettano di gettare fango sul corpo delle amazzoni e degli esploratori. Mentre litigavate, Mabel, hai espresso pesanti dubbi sull'utilità degli esploratori e tu, Taal, hai denigrato le amazzoni Froll per ridicolizzare Mabel. Il tutto di fronte a delle reclute. Non posso tollerare oltre la vostra mancanza di spirito di servizio. Persone come voi minano lo spirito di collaborazione che fino ad oggi ha tenuto insieme l'impero. Sarebbe stato meglio che voi non foste mai stati accettati all'interno delle Kioskas. Per quanto mi riguarda avrei preferito esiliarvi per sei lune ma i vostri rispettivi comandanti hanno voluto intercedere a vostro favore. Anzichè punirvi vi darò la possibilità di capire quanto sia sbagliato sottovalutare le altrui capacità. Andrete al monte Mahel per mappare la zona.-
Taal avrebbe voluto replicare, spiegare che non era il momento opportuno. L'ultimo rapporto degli esploratori spiegava che i passi montani erano tutti sgombri dalla neve e si registravano, sulla cordigliera, intense attività dei ribelli.
Invece tacque, sapeva che non gli era permesso interrompere la Madras e questo non era certo il momento adatto per forzare le regole di Arcano.
Asiram si voltò come se avesse percepito il pensiero dell'esploratore.
- E' una missione pericolosa e avete poche probabilità di riuscire, a meno che non collaboriate. Mabel si preoccuperà della parte logistica mentre Taal della parte tecnica della missione. Il lavoro e' molto e avete solo sei giorni per portarlo a termine, se tarderete sarete "ospitati" nelle prigioni di Kolise per un tempo pari al vostro ritardo. Questo e' tutto. L'ordine ha decorrenza immediata.-
Kolise dista dalla cima del monte Mahel circa 40 millantie con un dislivello di circa 1000 antie. Un tragitto che può comodamente essere percorso a piedi in tre giorni.
Finalmente arrivarono alla sommità del monte Mahel e si concedettero un'ora di riposo.
L'asino Voltaire brucava placidamente poco lontano.
I due non si rivolsero la parola per tutto il tempo della sosta, rimasero seduti in silenzio a meditare sulla missione loro assegnata.

Taal: - Le rilevazioni per la mappatura della zona hanno rallentato notevolmente la marcia. Fortunatamente, all'inizio, Mabel non si e' lamentata, anzi si e' dimostrata interessata ad apprendere le tecniche di triangolazione per la misura delle distanze.
Certo che ci vuole pazienza con questa testona! Spiegare pazientemente all'amazzone i rudimenti dell'arte dell'esplorazione: come individuare le posizioni dei monti su una mappa e utilizzarli per definire la propria posizione sul territorio.
La cosa piu' difficile e' stata chiarirle la connessione tra quota, esposizione a sud e vegetazione di una montagna.
Non posso utilizzare termini tecnici altrimenti la "signora" si mette a sbuffare e se ne va!
Sono stato obbligato ad usare lunghe perifrasi per esprimere i concetti piu' elementari...
Poi, circa a meta' strada ha deciso che aveva imparato abbastanza. Ad ogni sosta, anziche' aiutarmi a scaricare gli strumenti da Voltaire se ne andava in giro...
Ieri, addirittura, mi ha lasciato solo per tutto il giorno e mi ha raggiunto solo quando si e' fatto buio... Senza sentirsi in dovere di spiegarmi cosa era successo...
Che brutto carattere che ha! Meno male che abbiamo finito il lavoro... tutto sommato e' stato piu' facile del previsto: non abbiamo incontrato neanche un ribelle!
Se seguiremo il profilo dei monti lungo la massima pendenza, la discesa sara' rapida, probabilmente arriveremo in anticipo rispetto al termine imposto da Asiram.

Mabel: - Siamo a meta'  del lavoro, ora dobbiamo tornare a Kolise.
E' stata una bella esperienza, educativa...
Taal si muove bene sulle montagne, e' silenzioso e attento a non farsi individuare. Con un po' d'addestramento sarebbe una discreta amazzone ma tant'e'... E' nato uomo, non puo' capire cosa sia un'azione di guerra. Era cosi' preso a spiegarmi le sue "triangolazioni" che non si e' accorto che abbiamo rischiato, per BEN tre volte, di scontrarci con dei ribelli.
Le prime due volte e' stato facile farli fuori ma ieri... me la sono vista brutta.
Cinque uomini, si muovevano tra le montagne come stambecchi. Non sembravano neanche ribelli, sembravano i mitologici Nomadi della Cordigliera. E' stata dura attirare la loro attenzione, farmi inseguire e seminarli lontano dal nostro tragitto.
Ora che la mappatura e' conclusa, pero', l'esploratore dovra' arrangiarsi. Non posso mica fargli da chioccia per sempre!

Finita la sosta caricarono gli strumenti sull'asino e iniziarono la discesa.
Taal faceva strada conducendo Voltaire mentre Mabel chiudeva la carovana guardandosi in giro con circospezione.
Il sentiero si snodava nel bosco d'abeti, le piogge della notte precedente avevano scavato ampi solchi nel terreno.
- Dovremo piegare piu' ad est, qui ci sono troppi crepacci, basterebbe una piccola frana per sbarrarci il passaggio. –
Le preoccupazioni di Taal si rivelarono fondate. Il bosco s'interrompeva con un taglio netto come se un enorme animale avesse morsicato la montagna.
- Maledizione! Dovremo seguire la valle che sta ad est, ci allunghera' il tragitto di un giorno intero. Mabel, ritorniamo indietro!
- Un giorno? Non ho nessuna intenzione di arrivare in ritardo a Kolise, aggireremo la frana da ovest e rientreremo sul sentiero principale piu' a valle.
- No, e' una via pericolosa e Voltaire e'  troppo carico per percorrerla. Faremo come dico io. Ho la responsabilita' degli strumenti e dell'asino.
- Passando ad est rischiamo di incontrare dei ribelli, e' una strada altrettanto pericolosa. Faremo come dico io, ho la responsabilita'  della sicurezza tua e del materiale!
- Hai gia' dimenticato cosa ti ha detto Asiram? Sei una nullita'  e, aggiungo io, ragioni come tale!
- Va bene Taal, sono stata paziente e collaborativa ma ora hai superato il segno, io vado ad ovest, se vuoi puoi seguirmi...
- Io vado ad est, ti consiglio di aspettarmi alle porte di Kolise. Ho con me tutti i dati rilevati, non vorrai presentarti ad Asiram a mani vuote...- Rispose Taal con un ghigno e si avvio' strattonando l'asino.


GALATH

Ormai la notizia si era diffusa in tutto l'impero. La punizione esemplare di Asiram aveva giustamente colpito i due responsabili. Anzi i due "irresponsabili", sarebbe stato il termine più appropriato.
Al comando dei Lokot erano in molti a sghignazzare, e ormai Launam, che ospitava anche il comando dei "cugini" Vulcar, era attraversata da un clima estremamente nervoso.
Gli sfottò fra esploratori di uno e dell'altro reparto erano all'ordine del giorno, e già in più di una occasione erano sfociati in rissa.
Il profumo del caffè scuro e forte non distrasse Galath dai suoi pensieri; la preoccupazione era evidente e si leggeva in modo inequivocabile sul suo volto maturo e solcato da profonde rughe bruciate dal sole. Conosceva la Cordigliera, per avervi combattuto, e soprattutto per avervi cacciato sciaves già quando era un giovane figlio di mercanti, e ancor prima di trasferirsi nei pressi di Kolise, in seguito alla terribile notte in cui la sua famiglia era stata distrutta dai ribelli.
Bevve un altro sorso di caffè, seduto sotto il porticato del refettorio degli Esploratori,ed assaporò la sua decisione. Tracannò il resto dalla tazza di metallo smaltato, mentre si avviava a passo deciso verso il suo ufficio, alla palazzina Comando. Ormai i due contendenti erano partiti da un giorno, e il sole stava per sorgere anche su Launam; Lasciò un biglietto sulla scrivania di Paido, avvisando di considerarlo in licenza; Visitò quindi il suo alloggiamento, dove prese una bisaccia da viaggio, l'armeria che era ancora chiusa, creando scompiglio tra i soldati di guardia.. e infine, le scuderie. Partì al piccolo trotto in direzione di Kolise, con i suoi veltri festanti, come se fosse una battuta di caccia. e in un certo senso lo era. Sorrise.


Cap. 1 (Taal)

Taal risali' lungo la pineta. Un tappeto di trifoglio attutiva il rumore dei suoi passi. La strada era scoscesa e Voltaire arrancava a fatica sotto il peso degli strumenti. La direzione da seguire era data dal letto del torrente Mahel che aveva la sua sorgente sul monte omonimo. Alla quota in cui si trovavano, il fiume non poteva essere attraversato ma, piu' in alto, lo stretto crepaccio in cui scorreva si sarebbe spianato e l'esploratore avrebbe potuto viaggiare sulla cresta montuosa che lo divideva dal torrente Odien la cui sorgente scaturiva dal covo ribelle di Odinuy. Viaggiando ai margini del bosco sarebbe stato sufficientemente nascosto dalla rigogliosa vegetazione e al tempo stesso la sua marcia non sarebbe stata rallentata dall'intricata foresta. Taal sperava di non incontrare ribelli, i sentieri che stava percorrendo lo avrebbero condotto ad una spianata sulla riva destra del Kruill, e quindi al ponte di Kolise. Era, quest'ultima, una piana alluvionale povera d’alberi. I ribelli la evitavano perche' sarebbero stati avvistati troppo facilmente dalle sentinelle delle Kioskas o dalle Hibryan di Nosambra. L'unico reale pericolo era costituito dalle sabbie mobili che avrebbe dovuto attraversare. Esisteva una via sicura attraverso le paludi che tutti gli esploratori conoscevano. Aveva stampato nella mente i riferimenti per ritrovarla. Le poche rocce affioranti erano state incise da Gualtierow in persona quando ancora era un semplice esploratore. Una serie di disegni geometrici che i Vulcar usavano come segnavia.
"Arrivero' prima di Mabel alle porte di Kolise, sara' per lei un bello smacco" pensava sogghignando l'esploratore.


Cap. 2 (Mabel)

Mabel si staccò il cinturone della spada e ne fece una tracolla. non voleva che la intralciasse nella discesa sulle rocce, tuttavia, avrebbe potuto estrarre facilmente la sua arma se ce ne fosse stato bisogno. Quello stupido esploratore avrebbe fatto una magra figura arrivando secondo. Tutti quegli arnesi per seguire un percorso nel bosco… Lei avrebbe seguito le tracce dei lupi con cui avrebbe potuto anche dividere qualche pasto durante il viaggio.
Lasciandosi la pineta alle spalle si calò nel primo crepaccio e scorse un viottolo appena visibile tra le rocce. Qua e là qualche campanula faceva capolino. Cercava di muoversi il più silenziosamente possibile. I ribelli frequentavano l’altro versante del bosco, ma a qualcuno di loro poteva venire in mente di fare ispezioni fuori dal solito territorio. L’aveva già scampata bella una volta e non aveva intenzione di rallentare ulteriormente la sua marcia.
Il sole brillava e nonostante l’altitudine, un velo di sudore le coprì la fronte. Superato l’ultimo spuntone di roccia il sentiero di fece più agevole. Slacciò il mantello e lo appoggiò su una sola spalla. I sensi restavano all’erta, ma come non godersi lo splendido paesaggio?
La nuda roccia aveva lasciato il posto ad un brecciaio tra cui spiccavano a tratti alcuni gigli rossi. Nel comprensorio delle Kioskas era davvero impossibile vederli. Come avrebbe voluto poterne portare qualcuno con se. Magari alla Madras Nurah sarebbero tornati utili. Si allontanò leggermente dalla strada e ne colse uno. Aprì la sacca e lo infilò tra le pagine del suo diario di viaggio.
Da quella posizione poteva vedere una macchia di faggi che si estendeva da est a ovest e arrivava fino ai margini della strada che portava a Kolise qualche millantia più in basso. Di certo il percorso che aveva scelto non era il più agevole, ma di sicuro il più breve. Facendo affidamento sulla sua preparazione atletica e sui ricordi d’infanzia avrebbe stracciato il suo concorrente.
“Adesso, però, muoviamoci amazzone!” – si disse – “abbiamo una sfida da vincere!”


Capitolo 3 (Taal)

Taal era di ottimo umore, aveva calcolato che gli rimanessero da percorrere circa 30 millantie per arrivare a Kolise. Aveva attraversato il torrente Mahel e scendeva rapidamente lungo il versante ovest dello spartiacque.
- Questa non e’ una missione, e’ una scampagnata tra i boschi. Sta andando tutto a meraviglia. Nessuna traccia di ribelli e clima ideale –
In lontananza intravide un ghiaione che portava a valle.
- Se non avessi con me tutta quest’attrezzatura, potrei correre lungo il ghiaione e arriverei in un attimo ma con Voltaire non posso: sarei troppo individuabile da eventuali ribelli e non si sa mai come reagirebbe l’animale, e’ meglio che continui a costeggiare il bosco. Chissa’ come se la sta cavando Mabel, speriamo non si perda tra le montagne… beh, se dovesse succedere non mi strapperei i capelli per la disperazione… -
Il crinale scendeva dolcemente e i faggi lasciavano il posto a roveri e piu’ in basso gia’ s’intravedevano macchie di castagni selvatici. Il sole stava tramontando ma Taal voleva percorrere ancora qualche millantia prima di accamparsi:
- Piu’ in basso riusciro’ ad arrivare piu’ saro’ al sicuro da eventuali ribelli e dai rigori del clima. In montagna il tempo e’ instabile, soprattutto in questa stagione. Non credo che ci siano grotte dove riparami da un eventuale acquazzone e non ho voglia di passare la notte “in ammollo”. Spero che i miei compagni esploratori abbiano organizzato qualcosa per il mio rientro. Questa forzata collaborazione con Mabel mi ha annoiato, ho bisogno di passare una serata con persone piu’ cordiali –


Cap. 4 (Blastula "in vece" di Mabel)

L'amazzone proseguì con passo deciso e sicuro.
Il pensiero era ormai proteso verso Kolise, l'obiettivo da raggiungere era chiaro alla sua mente, il cuore conosceva la via e l'istinto l'avrebbe condotta dritto alla meta. Lentamente, e ad ogni passo, lo scenario cominciò ad assumere un aspetto nuovo. I faggi si diramarono, e la luce del giorno volse presto all'imbrunire. Alla sua destra, un ripido costone scendeva a picco, giù, sino ai piedi della montagna, lì dove la vista sembrava perdersi nell'infinito. Nell'oscurità, solo una fitta nebbia saliva dal basso e forte fu la sensazione di impotenza che attraversò il cuore di Mabel a quella veduta, ma grande fu al contempo l'emozione della nuova sfida che si era ora materializzata ai suoi occhi. Avrebbe potuto sostare, in attesa che le prime luci dell'alba tornassero a farle strada, ma non lo fece.
Molte millantia la separavano ancora dalla piana che conduceva a Kolise, il passaggio era difficoltoso, ma tutto sommato accessibile per un'amazzone esperta. Quelli erano territori ostili e Mabel lo sapeva! Durante la notte la temperatura sarebbe scesa ed il suo corpo non avrebbe retto senza il calore del fuoco. Il suo passaggio in quelle terre doveva restare inosservato, ed il fuoco avrebbe attirato l'attenzione dei ribelli rendendola vulnerabile. L'unico modo per attraversare quei luoghi e sopravvivere era dunque proseguire, con il solo ausilio della luna, che, in quella notte, sembrava splendere di maggior luce, alimentando la fiducia nella decisione presa. Si mosse velocemente, con passo e respiro silenti, senza sosta, per ore, fino a quando il suo istinto trovò finalmente conferma. Il silenzio fu rotto. Un fruscio in lontananza si fece largo. Era il suono degli uccelli che spiccavano il volo del primo mattino, nell'irrequietudine della stagione degli amori. La vallata non era lontana dunque! Ella la sentiva, echeggiava e risaliva la montagna, su, sino ad invaderle i sensi. Ora, la stanchezza aveva abbandonato i suoi muscoli. Ora, la meta era vicina e la forza tornava a risanare la fatica. Ora, il pericolo di incontri indesiderati si faceva incalzante, ma ella avrebbe tirato fuori tutta la sua arte, pronta ad uccidere chiunque osasse sbarrarle la strada.. avrebbe raggiunto l'obiettivo, alla maniera Froll, con forza, astuzia, velocità e freddezza.


Mezzanotte - Imprevisto per Taal

A volte pero' la sfortuna ha un udito molto fine e la montagna spesso sembra risentirsi con chi si trova a pensare anche per un solo istante che percorrere i suoi sentieri sia facile. Il cielo che fino a poco prima era limpido e si arrossava al tramonto del sole, comincia rapidamente a scurirsi. Qualche nube proveniente da ovest, che poteva sembrare innocua all'esploratore, comincia ad addensarsi sulla cresta. Il tempo cambia repentinamente, come spesso accade in montagna, e i primi minacciosi brontolii si fanno sentire in lontananza. Fortunatamente Taal si trova a dover scendere e quindi ad allontanarsi dal centro del temporale, per il momento, ma non riesce ad evitare di essere investito da una forte pioggia mentre costeggia il bosco.. La pioggia si fa talmente fitta da rendere scarsa la visibilita', il cielo coperto priva l'esploratore di qualsiasi punto di riferimento avessero potuto dargli le stelle.


Cap 5 (Taal)

La pioggia lo colse all’improvviso. Ormai zuppo si allontano’ dal limitare del bosco, troppo pericoloso in caso di temporale, per accamparsi in una zona erbosa a ridosso di una sorta di montagnola. Estrasse dalle borse un enorme sacco di tela cerata dotato di una chiusura doppia. I paletti che usava per le sue misurazioni potevano essere incastrati per formare una sorta di “U” a sostegno della struttura di stoffa. Oriento’  la tenda con l’unica apertura verso valle in modo che l’acqua scorresse sotto al “catino”, una zona del sacco rinforzata che fungeva da pavimento. La posizione scelta non era ottimale dal punto di vista mimetico ma l’oscurita’, il colore della struttura, e la sagoma della montagnola sarebbero stati sufficienti a nascondere l’esploratore. Prima di ritirarsi nel rifugio lego’ Voltaire ad un cespuglio poco lontano e lo ricopri’ con una coperta di lana cotta color verde oliva.- Ho l’impressione che servira’ a poco, amico mio, ma non posso fare di meglio.–
Dopo essere entrato nella tenda si spoglio’ completamente e si avvolse in una coperta asciutta, era l’unico indumento che si era salvato dalla pioggia grazie al sacco impermeabile che stava usando come tenda.
“Sono proprio curioso di sapere come se la cavera’ Mabel, non ha con se’ l’equipaggiamento per il bivacco… a meno che non riesca a trovare una grotta dove rifugiarsi…”
Era la prima notte che passava da solo da quando erano partiti e il fatto di doversi fermare in una zona tatticamente poco sicura non gli fece quasi chiudere occhio.
“Odio questo genere di situazioni” pensava nel dormiveglia “un buon esploratore deve saper sempre prevedere qualunque imprevisto”.


Cap. 6 (Mabel)

Quel volo d’uccelli di primo mattino era un buon presagio. Le Dee erano dalla sua parte. Durante la notte, anche se attutiti dalla nebbia aveva sentito dei tuoni provenire da est. Taal doveva aver fatto una bella doccia imprevista appena era sceso il buio. Meglio così, magari gli si erano schiarite le idee. Il sole si stava alzando, ma per fortuna l’aria era fresca e il percorso si faceva sempre più agevole man mano che si avvicinava alla vallata. Sapeva però che questo significava anche che se avesse dovuto incontrare il nemico in campo aperto sarebbe stato più difficile sfuggirgli.
Con la nebbia della notte non aveva potuto orientarsi rispetto alla frana, ma calcolava di averla ormai superata di qualche millantia.
Alle sue spalle la foresta era impenetrabile. Tese i sensi fino allo spasimo cercando di individuare qualcosa che non andasse. L’istinto le diceva che quella calma era innaturale.
Rimise il cinturone alla vita e si apprestò ad entrare nella boscaglia che fiancheggiava la strada che portava a Kolise. Non riusciva ancora a vedere il ponte in lontananza, ma niente l’avrebbe convinta a fermarsi.
“Per la gloria di Arawen e di Nimira” – disse sommessamente, innalzando la spada al cielo – “se a qualcuno venisse in mente di fermarmi adesso non avrebbe scampo! Speriamo solo che quell’inetto esploratore non tardi troppo ad arrivare alle porte di Kolise o mi toccherà passare un’altra notte all’aperto.”
Rinfoderò la spada e prese la direzione della vallata. La notte insonne non sembrava pesare sulla sua forza fisica. Era troppo concentrata ad arrivare all’obiettivo incolume.


Cap. 7 (Taal)

SVEGLIA PIGRONE!
Taal si sveglio’  di soprassalto, aveva sognato Mabel che, nottetempo, si avvicinava al suo rifugio di soppiatto per urlagli nelle orecchie.
“Che incubo!” penso’  mentre indossava i vestiti fradici.
Il sole stava colorando l’orizzonte mentre Taal smontava la tenda.
Voltaire, poco lontano, lo guardava con un muto rimprovero. Si avvicino’  porgendo mezza mela all’asino e gli sussurro’  all’orecchio:
- Amico mio tu hai dormito all’aperto sotto l’acqua ma io non ero certo in una stanza imperiale, mangia qualcosa e facciamo pace –
Sgranocchiando un pezzo di croccante alle mandorle e miele, Taal si rimise in viaggio.
Il freddo pungente e i vestiti fradici spronavano l’esploratore a camminare molto rapidamente. Avrebbe dato meta’ della sua miara per una tisana calda ma non era opportuno indugiare oltre, Kolise lo attendeva e la zona non era un luogo adatto per fare un picnic.
Nonostante il freddo evito’ accuratamente di uscire dall’ombra della montagna.
“Non c’e nulla di piu’ facilmente riconoscibile di una sagoma umana sulla cresta di un monte in pieno sole” era la prima regola del mimetismo.
In lontananza, lungo il sentiero, intravide un bastione di roccia, un ottimo punto d’osservazione. Lego’ l’asino al riparo di un cespuglio e si avvicino’ con cautela percorrendo un ampio cerchio tutto attorno.
La pioggia della notte precedente aveva inzuppato il terreno. Taal osservava attentamente il fango per scoprire tracce di ribelli:
“Tutto tranquillo”
Sdraiato sulla cima poteva vedere le due vallate del Mahel e dell’Odien che confluivano nel Kruill. In basso, ai confini con Nosambra, una carovana risaliva la montagna.
“Ribelli o mercanti? Da questa distanza non posso distinguerli… a volte non si riesce a capire la differenza neanche se li hai a pochi metri… Comunque impiegheranno parecchi Dan prima di arrivare quassu’ e io saro’ ormai lontano”
Ridiscese silenziosamente dalla roccia e ritorno’ da Voltaire.


Ace - Imprevisto per Taal

“…un buon esploratore deve saper sempre prevedere qualunque imprevisto”…Farahir aveva seguito con estremo interesse la sfida tra l’amazzone e l’esploratore, trovando interessante anche se forse meno difficile per quest’ultimo.
Taal era nato e cresciuto imparando a cavarsela in ogni situazione e ambiente, non che Mabel fosse da meno, ma non ci sarebbero stati Vulkar e Lokot se si fossero dimostrati superflui.
Che lo ammettessero o meno, c’erano cose per cui una donna non prevaleva per forza su di un uomo: da sempre questi erano stati trattati alla stregua di schiavi, e si erano distinti in diversi campi cui nessuna Amazzone, Scrivana o Sacerdotessa… nessuna donna, in fondo si era cimentata.
In più, i pensieri di Taal le avevano stuzzicato la fantasia… Decise così che un piccolo intervento avrebbe reso più stimolante la competizione.
Non appena ebbe lasciato la cima dello spuntone roccioso da cui aveva controllato la situazione, da un denso banco di nebbia apparvero due ragazzine, poco più che bambine, una più bella dell’altra.
Con aria di sufficienza si scambiarono occhiate di curiosità trovandosi di fronte a Voltaire.
< Bello… è tuo? > chiese la prima, con delle lunghe trecce bionde… < …me lo regali? > avvicinandosi per carezzarne il muso. Taal, ancora troppo stupito si preoccupò per le bimbe e prima ancora di rispondere domandò a sua volta < E voi cosa ci fate qui? Non dovreste trovarvi tanto lontane da casa… Come ti chiami, piccola?… vi siete perse? > mentre si avvicinava alle bimbe.
La seconda, rimasta più in disparte, per nulla interessata a Voltaire, rispose secca all’esploratore < Che ne sai di dove viviamo! Hai più l’aria di esserti perso tu piuttosto… > poi rivolgendosi alla sorella le propose < Tricky, che ne dici se facessimo una buona azione come vuole la mamma? Indichiamo a questo vecchio la strada per casa? >
Taal sorrise divertito alle parole della bambina, ignaro di trovarsi di fronte ad un’incarnazione della dea. < Threaty… lo sai che sei una vera peste? > rimproverò la sorella ben sapendo che avesse in mente uno dei suoi soliti scherzetti < Signore… mia sorella dice solo e sempre bugie, mentre a me è impossibile mentire. Siamo sorelle… siamo gemelle… la mamma dice che siamo una l’opposto dell’altra, ma che non potremmo stare da sole. >
Dopo di chè presero a parlare contemporaneamente… un leggero brivido accapponava la pelle alla base di Taal… < La mamma dice che dobbiamo aiutare le persone che si perdono… ma solo se lo meritano. >
< Lo vedi il bivio laggiù? > indicò con la manina Threaty… mentre Tricky proseguì cantilenando le parole come fossero una filastrocca < Se la giusta scelta farai presto a casa tornerai… ma se quella sbagliata sarà… di nuovo ti perderai… >
< Una delle due vie porta alla via della verità, quella per casa mia, mentre l'altra alla via della menzogna, quella di mia sorella. Puoi farci una sola domanda, solo ad una di noi due. Siamo identiche per cui non puoi riconoscerci e capire chi di noi ti dica la verità. Pensa bene alla domanda che ci dovrai fare… altrimenti dormirai ancora un po’… >


Ace - Imprevisto per Mabel

Ma Farahir non era la sola a trovar quella competizione un diversivo interessante. Saputo dell’intervento delle “gemelline” anche Arawen decise che la parità dovesse essere ristabilita. Da tempo ormai seguiva con attenzione tanto l’amazzone quanto l’esploratore: sarebbero stati degli ottimi comandanti un giorno… forse! < Quindi perché non vedere come Mabel potesse cavarsela? “se a qualcuno venisse in mente di fermarmi adesso non avrebbe scampo” ha detto sprezzante proprio in nome della mia gloria… vediamo come se la cava con le “gemelline” > e mentre le parole della dea si perdevano nell’aria, anche di fronte all’amazzone da una leggera bruma apparvero come per incanto Tricky e Threaty, tra lo stupore di un’incredula Mabel.
< Aykiiiidoooo… ti va di giocare con noooii? > propose Tricky saltellando un primo passo verso l’amazzone. < Sei una femminuccia senza coraggio > canzonò Threaty, da smorfiosetta.
Mabel arrossì appena, trattenendo l’istintiva stizza che ad altri non avrebbe perdonato.
< Sono certa che ci penserà vostra madre a sculacciarvi a dovere. Non ho tempo di “giocare” con voi ora, e fareste bene a tornare di corsa a casa! > rispose cercando di ignorare le due bambine che invece le bloccarono il passo.
< Non ti arrabbiare! Mia sorella Threaty dice solo bugie! Io sono Tricky e di me ti puoi fidare! Dietro quella roccia ci sono due passaggi. > indicò con la manina la bambina mentre la sorella propose la sua filastrocca < Se la giusta scelta farai presto a casa tornerai… ma se quella sbagliata sarà… di nuovo ti perderai… >
< Cosa ti fa pensare che mi sia smarrita? Sono un’amazzone dell’Imperatrice io! > ribadì seria Mabel. Ignorandola Threaty proseguì < Una delle due vie porta alla via della verità, quella per casa mia, mentre l'altra alla via della menzogna, quella di mia sorella. Puoi farci una sola domanda, solo ad una di noi due. Siamo identiche percui non puoi riconoscerci e capire chi di noi ti dica la verità. Puoi farci una sola domanda, la stessa a tutt’e due… mia sorella è una sciocca e non sa divertirsi. Dice solo la verità… io nooo. Pensa bene alla domanda che ci dovrai fare… altrimenti dormirai un pochino… >

Off// questa è la soluzione dell’indovinello se mi fosse stato fatto in maniera corretta:
diciamo "V" la sorella che dice la verità e "F" quella che dice il falso.
Supponendo di fare la domanda a "V":
Cosa risponderebbe tua sorella se le chiedessi da che lato andare ?".
se "V" risponde "destra" allora vuol dire che effettivamente "F" risponderebbe "destra"; ma "F" mente sempre e dunque devo andare a sinistra.
se "V" risponde "sinistra" allora vuol dire che effettivamente "F" risponderebbe "sinistra"; ma "F" mente sempre e dunque devo andare a destra.
Supponiamo ora di fare la domanda "F":
se "F" risponde "destra" allora vuol dire che in realtà "V" risponderebbe "sinistra"; ma "V" dice sempre la verità e dunque devo andare a sinistra.
se "F" risponde "sinistra" allora vuol dire che in realtà "V" risponderebbe "destra"; ma "V" dice sempre la verità e dunque devo andare a destra.
qualsiasi sia la sorella a cui faccio la domanda, devo andare nella direzione opposta a quella della risposta.


Cap. 8 (Mabel)

Mabel guardò le due bambine e si impose di non farsi prendere dalla rabbia. - Vedo che vi divertite un mondo – disse sarcastica - solo che evidentemente vi siete dimenticate le parti da interpretare. Threaty dice solo bugie quindi la strada che dice non può portare alla verità. Comunque sia, se stamattina aveste fatto colazione con pane e miele anziché con il vino, la domanda da porre sarebbe stata: “Cosa risponderebbe tua sorella se le chiedessi da che parte andare?” E io sarei dovuta andare nella direzione opposta.-
Le due bambine guardarono l’amazzone rosse di rabbia. Mabel con fare serafico mise mano alla spada e si avvicinò ad un albero.
Le ragazzine stavano litigando tra loro per la magra figura e quando videro l’amazzone allontanarsi fecero per fermarla. Volevano una rivincita.
Mabel tranciò di netto un ramo dall’albero e sorrise pensando che se lo avesse fatto a Nakir probabilmente avrebbe visto cadere un comandante degli esploratori come una mela matura. Si girò verso le ragazzine ancora sorridente e disse loro – adesso ho io un indovinello per voi due piccole pesti. E se non saprete rispondere vi farà male il sederino per un pochino… -
Le bambine si guardarono stupite e impaurite. Questa donna era un mostro! Voleva bastonarle!
- Ditemi - aggiunse Mabel – che cos’è che vostra madre avrebbe dovuto fare invece di mandarvi in giro ad importunare ignari viaggiatori? -
Le bimbe che, seppur mandate da Arawen, sempre bimbe erano se la diedero a gambe verso est.
Mabel ridendo e battendo leggermente il bastone nel palmo della mano gli gridò dietro – Brave! Andate a giocare da un’altra parte! E se incontrate qualcuno con un mulo parlate con il mulo perché tanto l’uomo che è con lui ha meno cervello! –
Gettò il bastone lontano nella boscaglia e riprese il suo cammino verso Kolise.


Cap. 9 (Taal)

Taal guardo’ con sospetto le due sorelline, conosceva la soluzione.
Sarebbe stato sufficiente porre una domanda che tirasse in causa entrambe le bambine, una domanda del tipo: "Se io chiedessi a tua sorella quale e' la via giusta per casa sua, cosa mi risponderebbe?"
Le bambine indicarono la via che piegava verso ovest, Taal con sicurezza s’incammino’ dalla parte opposta.
“Ci vuol altro per confondere un esploratore, bambine. Pero’, se vi fa piacere, potete accompagnarmi per un pezzo e se rimarrete in silenzio vi permettero’ di cavalcare l’asino.”
Le bambine corsero verso l’animale litigando per chi dovesse cavalcarlo per primo.
- Ho detto “in silenzio”- ruggi’ Taal. Le bambine si zittirono arrossendo visibilmente.
Taal non aveva invitato le bambine per benevolenza, voleva poterle tenere sotto controllo. Camminarono per circa un’ora finche’ non arrivarono nei pressi di una minuscola cascina.
“Siamo a casa!” urlarono con voce argentina. Taal prontamente pose loro una domanda a bruciapelo:
“Adesso chi e’ che sta mentendo? Voi abitate assieme percio’ questa non puo’ essere casa vostra e contemporaneamente non esserla!”
Le due bambine si scambiarono uno sguardo d’intesa:
- Bravo esploratore! Hai scoperto il nostro gioco, ma esiste una terza soluzione possibile: noi e la casa non esistiamo. –
Taal non aveva ancora capito il senso della loro risposta che cascina e bambine scomparirono in una nuvola di vapore e Taal si ritrovo’ parecchie millantia piu’ a valle.
Confuso e un po’ spaventato Taal fece una promessa a se stesso:
“Sara’ bene che parli ad Aria di questa mia esperienza. Al mio ritorno dovro’ andare al tempio dei sogni. Sono stato testimone di un evento soprannaturale!”


GALATH

Galath era assorto su questa riflessione fin da quando aveva lasciato Launam: La mappatura dei territori montuosi della cordigliera. Asiram aveva visto giusto.
Del resto quelle rocce erano sempre state un luogo ostile agli hammers, che se ne stavano ben alla larga, e la ricchezza di corsi d'acqua o di falde sotterranee, aveva causato la formazione di acquitrini stagnanti, e siti paludosi ricchi di mangrovie e infestati da zanzare enormi. Proseguendo verso le montagne, salendo sempre a quote più alte, le nebbie delle paludi si diradavano lasciando il posto ad una fitta vegetazione in cui era facile mimetizzarsi e nascondersi, cacciare o essere cacciati. Perdere l'orientamento in un simile contesto sarebbe stato fatale per chiunque, e anche Galath, che pur conosceva benissimo le varie tecniche di orientamento, faceva una grande fatica a seguire una direzione di ricerca per i suoi amici. Inoltre ci si era messa anche la pioggia: aveva visto la cima della montagna avvolta in nuvole scure.
Durante la notte lampi e tuoni avevano scaricato la loro furia sul versante ovest della vallata. All'alba sellò il suo destriero e si rimise in viaggio verso la cordigliera. Poteva solo immaginare che i due contendenti avrebbero presto diviso le loro strade, ma ovviamente non poteva saper quale strada avrebbero seguito.
Quando fu sufficientemente vicino alla zona dove presumeva si dovessero trovare i suoi amici, scese da cavallo e chiamò i suoi due veltri; Poi da una tasca della sella tirò fuori un foulard che Mabel aveva dimenticato al comando dei Lokot, dopo la festa delle stelle cadenti. Non era molto e ormai da parecchi giorni non lo aveva indossato, ma era l'unica traccia che aveva da far fiutare ai suoi cani.
Lo prese e lo mise davanti al naso dei dogos, incitandoli con la voce: "Cerca!.. cerca Mabel !"
Il respiro caldo dei cani si impregno di quelle poche particelle olfattive, i recettori iniziarono ad analizzarle, e a memorizzarle, proprio come un esperto sommelier farebbe con un calice di vino pregiato. Purtroppo non aveva nessun indumento di Taal da far annusare ai cani e decise di affidarsi alla sorte; avrebbe trovato Mabel, "...del resto, " pensò "Taal è un esploratore come me e su questi terreni è sicuramente avvantaggiato." Osservando i cani che allargavano la ricerca, percorrendo alcuni tratti al piccolo trotto, ammirò l'esperienza e la sicurezza con cui lavoravano fermandosi frequentemente ad annusare l'aria per poi partire ancora avanti setacciando il terreno con metodo e rapidità. Dopo aver cercato per quasi un'ora fu Pampero a trovare la scia odorosa, e partì deciso al galoppo con un latrato di di gioia seguito dalla femmina a pochi metri di distanza. L'esploratore notò il cambio di registro nella ricerca. Ora i cani avevano una traccia e stavano andando sicuramente incontro all'amazzone, l'avrebbero presto raggiunta. Diede leggermente di sprone e si gettò alla seguita dei cani.


Cap. 10 (Mabel)

L’incontro con le bambine le aveva fatto perdere del tempo prezioso e soprattutto aveva abbassato il suo livello di concentrazione. – vergognati amazzone hai abbassato la guardia – si disse – speriamo solo che non vadano in giro a raccontare ad orecchie sbagliate di avermi incontrato. Potrei ritrovarmi assediata senza neanche accorgermene.
Tenendosi sempre ai margini della boscaglia continuava a seguire la strada che portava a Kolise. Sul folto tappeto di foglie cadute era difficile lasciare tracce, ma anche individuarne. Tese l’orecchio alle sue spalle per controllare che nessuno la seguisse. La sensazione che qualcosa stesse per accadere non l’aveva ancora abbandonata. Se la memoria non la ingannava doveva essere a circa 10 millantie dalla kioskas di Madras Asiram. Tra poco il bosco avrebbe lasciato posto alla pianura attraversata dal Kruill e avrebbe dovuto procedere allo scoperto stando attenta alle trappole delle paludi.
L’aria era tersa e gli uccelli si chiamavano tra gli alberi. Le parve di riconoscere il canto di un merlo in lontananza. Una folata di vento fresco le investì il viso impolverato. Quanto desiderava poter fare un bagno. Anzi avrebbe approfittato del ritardo dell’esploratore per rinfrescarsi nelle acque del Kruill. Rianimata da quel pensiero il suo passo si fece più veloce.
Ad un tratto un suono diverso da quelli che a cui aveva fatto l’abitudine le arrivò all’orecchio. Sembrava l’ululato di un cane. Era lontano, ma non aveva dubbi. Qualcuno si avvicinava dalla direzione delle kioskas. Riprese ad avanzare guardinga, la mano destra sul pomo della spada. Potevano essere innocui cacciatori, ma anche feroci bracconieri e di sicuro a questi ultimi i fregi delle truppe Froll non sarebbero piaciuti.


Cap. 11 (Taal)

Taal osservo' il terreno fangoso. "E' impossibile passare senza lasciare impronte. Un uomo solo con un asino e' una preda troppo invitante per i ribelli..."
L'esploratore, fino a quel punto aveva avuto l'accortezza di non lasciare tracce, aveva scelto sentieri asciutti e ben drenati ma ora non aveva alternative, su quel terreno avrebbe lasciato troppe impronte, qualunque squadra di ribelli lo avrebbe potuto raggiungere per derubarlo e, se si fossero accorti che avevano tra le mani un fedele di Nimira, non avrebbero esitato a torturarlo ed ucciderlo.
- Usero' la tecnica chiamata "La danza della lepre" - sussurro' tra se' - Troppe tracce equivalgono a nessuna traccia. Percorrero' la zona fangosa descrivendo cerchi eccentrici sempre piu' ampi, una volta arrivato alla palude saro' al sicuro, su quel terreno non temo rivali. Ai miei eventuali inseguitori sara' impossibile capire la direzione che sto seguendo.
Dopo aver incontrato le dee-bambine, Taal si era accorto che qualcuno lo stava inseguendo. La montagna ha molti occhi e un esploratore esperto sapeva leggere i segnali della natura, un volo anomalo di un uccello, l'urlo di una marmotta erano elementi sufficienti permettere Taal in allarme. Forse la carovana che aveva intravisto ad est aveva un'avanguardia.
Questo avrebbe significato che si trattava di una squadra militarmente organizzata e non di semplici mercanti.
"Sarei curioso di saperne qualcosa di piu' ma la missione affidatami da Asiram ha la precedenza. Devo percorrere ancora 7 millantia, arrivero’ alle porte di Kolise prima del tramonto. Spero proprio che Mabel si trovi in difficolta’ senza di me, questo le insegnera’ ad essere un po’ piu’ modesta!"
L’esploratore si vergogno’ immediatamente del pensiero che aveva avuto, in fondo in fondo Mabel gli mancava.


Mezzanotte - Imprevisto per Mabel

Il sentiero che Mabel stava seguendo si fece sempre piu' ripido e stretto, costellato di massi e coperto di ghiaia che tendeva a scivolare da sotto i piedi dell'amazzone ad ogni passo. Ben presto la ragazza si rese conto che il sentiero piegava ancora verso un tratto boscoso, ma il canalone era l'unica strada per scendere. Presto si ritrovo' ancora immersa in una fitta boscaglia, il ghiaino aveva lasciato il posto a terra scura, su cui era piu' semplice proseguire ma prima di arrivare alla piccola radura che vedeva in fondo, il sentierino divenne se possibile ancora piu' ripido costringendola a cercare appoggi con le mani per scendere. Finalmente riusci' a proseguire su un tratto piano, sembrava che il bosco si diradasse. Accelero' il passo sperando di uscire finalmente dal tratto boscoso, ma proprio al limitare della foresta si trovo' di fronte un ostacolo. Guardando davanti a se' si rese conto in quel momento perche' gli alberi finivano, una frana aveva portato via un'ampia striscia di bosco. Il sentiero si interrompeva bruscamente e precipitava in perpendicolare. Impossibile attraversare il largo canalone, almeno in quel tratto. Si guardo' intorno. Alla sua sinistra un leggero pendio seguiva il bordo scosceso della parte franata e si immergeva nella foresta, dall'altro si intravedeva lontano l'origine della frana, che era cominciata da un costone roccioso. Da dove si trovava pero' non riusciva a vedere se la parete di roccia permetteva il passaggio, di sicuro il canalone sembrava piu' stretto. Udiva ancora in lontananza quelli che sembravano ululati di un branco di cani, ma chiunque stesse procedendo nella sua direzione.. li separava un baratro, per cui l'eventuale incontro avrebbe dovuto attendere ancora qualche tempo...


Cap. 12 (Mabel)

- Per Arawen, questa proprio non ci voleva! Adesso Taal recupererà il vantaggio. Se scendo dalla parte del costone arrivo in un secondo, ma ruzzolando. Maledizione! È meglio che mi sbrighi ho un’altra foresta da attraversare. – si incamminò dalla parte del canalone e prese a scendere per cercare un punto in cui attraversare. Alzò lo sguardo sul bordo opposto del baratro per controllare che nessuno da lassù cercasse di colpirla con una freccia o magari solo con un sasso.
Facendo bene attenzione a dove metteva i piedi pensò a come se la stesse cavando Taal. Gli ululati che aveva sentito non le piacevano per niente. calcolò che se l’esploratore non aveva proprio poltrito più o meno sarebbe dovuto essere vicino alle paludi di Nosambra. Allo scoperto e con i ribelli alle spalle. Il mulo poteva creargli problemi se avesse dovuto fuggire alla svelta e quasi gli dispiaceva averlo lasciato solo, ma era sicura che in qualche modo se la sarebbe cavata.
Arrivata alla fine della frana si accorse che per risalire al livello della strada avrebbe dovuto arrampicarsi. Dal terreno spuntavano le radici ritorte degli alberi. Saggiò la tenuta del terreno e rimessasi la spada a tracolla cominciò ad arrampicarsi con il pugnale stretto tra i denti. Quasi sul ciglio una radice si spezzò e Mabel rimase appigliata ad uno spuntone di roccia con la sola mano sinistra. Prese il coltello con la destra e lo conficcò saldamente nel terreno all’altezza del ginocchio. Poi sollevò un piede e facendo leva sul coltello si issò sul ciglio. Ansante si guardò attorno e aspettò che il respiro si calmasse. In silenzio cercò di udire rumori sospetti. Dopo qualche minuto si chinò per recuperare il coltello e si rimise in marcia. – proseguirò per un tratto sulla strada – disse – devo recuperare il tempo perduto.


GALATH

Non c'erano dubbi, el Pampero aveva trovato quello che stava cercando; il suo abbaiare era festoso, ed anche la Gricelda, solitamente silenziosa stava abbaiando con brevi latrati festosi a qualcuno che ben conosceva. Se fossero stati in caccia la loro voce sarebbe stata molto diversa, e avrebbero abbaiato molto poco, soprattutto perchè avrebbero usato la bocca per mordere, ed a quel punto per la loro preda non ci sarebbe stato scampo. Le possenti muscolature guizzavano rapide sotto la pelle ricoperta dal lucente mantello bianco, le narici frementi, e gli occhi scintillanti nell'eccitazione della ricerca; le bocche che si schiudevano facendo intravedere due micidiali file di denti bianchissimi, dalle forti zanne leggermente ricurve atte a sbranare prede di grande taglia; cinghiali, sciaves, leoni di montagna.
Si erano lasciati la palude alle spalle, e il terreno asciutto era ricco di vegetazione e cespugli formava una serie pressochè infinita di nascondigli naturali per uomini e animali che potevano restare celati alla vista di un cacciatore a distanza di pochi passi.
Mabel era stata brava a mimetizzarsi sfruttando un leggero avvallamento del terreno, ed il tronco di un albero caduto; si era sdraiata ricoprendosi con un tappeto di frasche e foglie restando perfettamente immobile con i nervi tesi e i sensi all'erta pronta a captare ogni minimo segnale di pericolo. Stava quasi per complimentarsi con se stessa per la sua abilità mimetica, quando un respiro regolare dietro la sua testa la fece voltare... giusto in tempo per ricevere in pieno viso una festosa leccata di Pampero che per nulla intimorito dalle sue imprecazioni prese a saltellarle davanti presto raggiunto da un'altra furia bianca ugualmente festosa.
L'esploratore che li seguiva era rallentato di molto dato che il bosco non offriva sempre spazi a sufficienza per lasciar passare un uomo a cavallo, e quindi Galath era costretto spesso ad effettuare ampi giri per raggiungere i cani, lasciandosi guidare dall'udito nella fitta vegetazione. Avrebbe potuto scendere da cavallo e farsi largo col suo coltello da caccia, o ancor meglio con la Kanassa, tagliando arbusti, ramaglie e cespugli. Ma in definitiva non ce n'era la necessità, udì in lontananza le imprecazioni di Mabel che lo fecero involontariamente sorridere immaginando la scena che si stava svolgendo poche centinaia di metri più a monte.
Aveva assistito alla stessa scena moltissime altre volte, praticamente tutte le volte che Mabel varcava il cancello della caserma dei Lokot veniva accolta in modo rumoroso e festante dai due veltri di Galath. Solo che ora non erano nel piazzale del comando a Launam. Doveva raggiungere l'amazzone, sperando che fosse insieme a Taal, e accompagnarli per la via del ritorno verso Kolise. Da Madras Asiram.
La sua era solo una speranza, certo, anche se qualcosa gli diceva che quelle due teste calde avevano già scelto strade diverse. Oh ma gliene avrebbe dette quattro, eccome se lo avrebbe sentito. Tutti e due!


Cap. 12 (Mabel)

La strada era deserta e la fame cominciò a farsi sentire. Si imboscò nuovamente nella vegetazione e approfittando di un masso abbastanza alto si sedette sulle foglie cadute e trasse dalla sacca un po’ di pane secco. Aveva ancora voglia di un bel bagno ma in fondo qualche minuto in più non avrebbe fatto la differenza. Sul cammino non aveva scorto le tracce di Taal quindi doveva aver deciso di arrivare al ponte dalla Palude senza raggiungere la strada. All’improvviso un crepitio di foglie la allertò. Dovevano essere i cani che aveva sentito in lontananza. Si tuffò lesta in un avvallamento e dopo essersi ricoperta di foglie restò immobile con la spada già in pugno. Il crepitio divenne più forte e l’abbaiare dei cani si fece insopportabilmente vicino. Neanche il tempo di pensare che l’avevano scovata che non una, bensì due furie bianche festose ed affannate le furono addosso.
- Maledizione! Papero! Gricelda! Lasciatemi in pace! Anche io sono contenta di vedervi ma non mi sognerei mai di leccarvi la faccia! –
Quando i cani si calmarono Mabel trasse dalla tasca due pezzi di carne salata e glieli lanciò. Il vostro Galath non deve essere lontano. Portatemi da lui, abbiamo da recuperare un esploratore. –
I cani partirono in una allegra corsa fuori dalla radura. Mabel li seguì e vide arrivare con calma serafica Galath cavallo. Alle sue spalle il ponte sul Kruill su cui si stagliavano tre figure.
- Buongiorno esploratore. Abbiamo visite. –
Galath si girò e vide Blastula e Mezzanotte sul ponte.
- Anche loro erano preoccupate per voi. –
- Io non avevo dubbi sulla riuscita della mia missione. Ma Taal non è ancora arrivato e sono preoccupata. Nosambra non è proprio il paese dei balocchi. –
- Raggiungiamo gli altri e se non vedremo arrivare Taal lo andremo a cercare. Anche se non credo gli farà piacere quello che ho da dirgli. Siete stati due incoscienti a separarvi.-
- Per favore Galath! – disse Mabel insofferente. - Sono sporca e affamata e proprio non mi va di stare a sentire le tue paternali. –
Detto questo si avviò verso il ponte e raggiunse gli altri.


TAAL - EPILOGO

La palude era immersa in una foschia spettrale. Zanzare feroci come drakor pungevano l'esploratore. Taal avvolse attorno al capo un keffiah di lana per difendersi. L'ingresso della via era segnalato da un grosso masso coperto di muschio. A circa un metro dalla base, due losanghe incise segnavano la direzione. La via segnata e la nebbia davano a Taal un forte senso di sicurezza. "Sono quasi a Kolise. Devo forzare la marcia ed arrivare al ponte prima del tramonto, le paludi non sono un buon posto dove passare la notte" Aironi cinerini rovistavano col lungo becco nei bassi acquitrini costellati d'isolotti. "Siamo quasi in autunno, iniziano le migrazioni. Se avessi un po' di tempo potrei cacciare qualche beccaccia" pensava Taal accarezzando il suo arco. "Ho scoperto questi uccelli da poco tempo, sugli altopiani non ne avevo mai visto. Hanno una carne tenace ma con un'adeguata frollatura..."
Erano due giorni che non assaporava un pasto caldo e il solo pensiero di uno stufato gli stimolava la salivazione. Per calmare la fame prese dalle bisacce un pezzo di carne secca e la mastico' lentamente. Ogni 15 passi un masso affiorante portava incise le due losanghe affiancate."Gual ha fatto un bel lavoro, nonostante il muschio e le erbacce, i segni sono ben visibili" Finalmente vide la foschia diradarsi e apparire il ponte sul Kruill. Alcune persone attendevano all'imboccatura del sentiero. Maledizione, Mabel e' arrivata prima di me. Ma chi sono gli altri?" scommetto che qualche esploratore Lokot e' corso in suo aiuto. - Bofonchiò indispettito.
Un fruscio alla sua destra lo fece voltare di scatto, la freccia gia' incoccata nell'arco colpi' il cespuglio vicino. - Una beccaccia! Grazie Moghul perlomeno non mi presentero' a mani vuote -Taal si avvicino' al gruppetto raccolto attorno a Mabel, con un fischio attiro' la loro attenzione.
- Sei gia' arrivata? Non lo avrei mai immaginato... cosi' ho pensato di ingannare il tempo andando a caccia - disse Taal mostrando la preda. Tentava di mostrarsi indifferente ma aveva lo stomaco chiuso dalla rabbia cosi' non si accorse di un fosso davanti a lui. La caduta fu rovinosa, il dolore alla gamba destra era fortissimo. Galath, Blastula e Mezzanotte gli furono subito attorno, costruirono in fretta una slitta su cui caricarlo e gli steccarono la gamba.- Ora noi dobbiamo andare, -dissero i tre - non e' bene che Asiram sappia che vi siamo venuti incontro e neanche che vi eravate divisi. Arrivederci a Kolise.
Nurah e Ace cavalcavano affiancati. Scuri in viso e visibilmente preoccupati. Nei pressi del ponte sul Kruill Nurah ruppe il silenzio.
- Arriveremo fino alla piana, non possiamo andare oltre, ci sono troppi ribelli in questa regione.-
- Dobbiamo riuscire a trovarli, e' anche colpa nostra se si sono cacciati in questa situazione. Rispose Ace Si, effettivamente abbiamo esagerato in taverna la scorsa settimana, abbiamo stuzzicato Mabel e Taal per poi goderci la zuffa, chi poteva pensare che sarebbe andata a finire cosi?-
- Kristal e Haart copriranno la nostra assenza per un giorno, non possono essere lontani. Dobbiamo recuperarli e portarli a Kolise entro il termine fissato da Asiram.-
I due avevano appena finito il discorso quando videro in lontananza Voltaire e un Hammers che lo conduceva. Spronarono i cavalli per raggiungere la carovana. Mabel teneva la cavezza dell'asino che trascinava una slitta improvvisata. Sulla slitta, avvolto in una coperta Taal giaceva con una gamba fasciata. Nurah si chino' per prestare un primo soccorso.
- Non e' nulla di grave, entro due settimane sara' di nuovo in piedi, ma ora torniamo a Kolise, il sole sta tramontando e Asiram sara' felice di avere le mappe della cordigliera con un giorno di anticipo.


 

 

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