Alla scoperta della Cordigliera
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TAAL - PROLOGO
Era l'alba e Mabel aveva finito il suo turno di ronda. Rientrò al
posto di guardia per consumare la prima colazione. Si era appena
seduta quando un messo le porse una missiva, portava il sigillo di
Madras Asiram. Srotolò la pergamena e dentro un laconico messaggio.
- L'amazzone Mabel è attesa immediatamente al pulp di Kolise. |
La guardia
ordinò a Taal di attendere nella piccola sala d'aspetto. Solo, in attesa
di essere ricevuto, tormentava la pergamena dove, con grafia minuta e
regolare, stava scritto l'ordine di convocazione.
L'esploratore rilesse il messaggio, l'attesa lo stava consumando.
Era agitato per quest'improvvisa chiamata.
Poche parole. Fredde, formali, nulla che avesse a che vedere con la
consueta cordialità di Asiram.
Taal sapeva di aver esagerato poche sere fa in taverna.
Aveva insultato Mabel di fronte a tutti... ma perchè una Madras avrebbe
dovuto scomodarsi per un banale battibecco tra un'amazzone e un
esploratore?
Continuava a ripetersi che il motivo della convocazione doveva essere un
altro ma, quando vide entrare Mabel trafelata capì di essersi sbagliato.
Durante l'attesa, i due non scambiarono una parola. Imbarazzati come
bambini che sapevano d'averla combinata grossa.
Finalmente la guardia fece segno di entrare.
Asiram attese che i due fossero al centro della stanza e fece loro segno
di fermarsi.
Li squadrò con sguardo freddo, quindi voltandosi iniziò il suo discorso.
- Ho saputo che due sere fa avete dato spettacolo in taverna. Non
m'interessa quali siano i motivi della vostra reciproca antipatia e non
sono qui per ricordarvi che l'abuso di alcool danneggia i vostri corpi e
la vostra mente. Cio' che non posso permettere e' che due nullità, quali
voi siete, si permettano di gettare fango sul corpo delle amazzoni e
degli esploratori. Mentre litigavate, Mabel, hai espresso pesanti dubbi
sull'utilità degli esploratori e tu, Taal, hai denigrato le amazzoni
Froll per ridicolizzare Mabel. Il tutto di fronte a delle reclute. Non
posso tollerare oltre la vostra mancanza di spirito di servizio. Persone
come voi minano lo spirito di collaborazione che fino ad oggi ha tenuto
insieme l'impero. Sarebbe stato meglio che voi non foste mai stati
accettati all'interno delle Kioskas. Per quanto mi riguarda avrei
preferito esiliarvi per sei lune ma i vostri rispettivi comandanti hanno
voluto intercedere a vostro favore. Anzichè punirvi vi darò la
possibilità di capire quanto sia sbagliato sottovalutare le altrui
capacità. Andrete al monte Mahel per mappare la zona.-
Taal avrebbe voluto replicare, spiegare che non era il momento
opportuno. L'ultimo rapporto degli esploratori spiegava che i passi
montani erano tutti sgombri dalla neve e si registravano, sulla
cordigliera, intense attività dei ribelli.
Invece tacque, sapeva che non gli era permesso interrompere la Madras e
questo non era certo il momento adatto per forzare le regole di Arcano.
Asiram si voltò come se avesse percepito il pensiero dell'esploratore.
- E' una missione pericolosa e avete poche probabilità di riuscire, a
meno che non collaboriate. Mabel si preoccuperà della parte logistica
mentre Taal della parte tecnica della missione. Il lavoro e' molto e
avete solo sei giorni per portarlo a termine, se tarderete sarete
"ospitati" nelle prigioni di Kolise per un tempo pari al vostro ritardo.
Questo e' tutto. L'ordine ha decorrenza immediata.-
Kolise dista dalla cima del monte Mahel circa 40 millantie con un
dislivello di circa 1000 antie. Un tragitto che può comodamente essere
percorso a piedi in tre giorni.
Finalmente arrivarono alla sommità del monte Mahel e si concedettero
un'ora di riposo.
L'asino Voltaire brucava placidamente poco lontano.
I due non si rivolsero la parola per tutto il tempo della sosta,
rimasero seduti in silenzio a meditare sulla missione loro assegnata.
Taal: - Le rilevazioni per la mappatura della zona hanno rallentato
notevolmente la marcia. Fortunatamente, all'inizio, Mabel non si e'
lamentata, anzi si e' dimostrata interessata ad apprendere le tecniche
di triangolazione per la misura delle distanze.
Certo che ci vuole pazienza con questa testona! Spiegare pazientemente
all'amazzone i rudimenti dell'arte dell'esplorazione: come individuare
le posizioni dei monti su una mappa e utilizzarli per definire la
propria posizione sul territorio.
La cosa piu' difficile e' stata chiarirle la connessione tra quota,
esposizione a sud e vegetazione di una montagna.
Non posso utilizzare termini tecnici altrimenti la "signora" si mette a
sbuffare e se ne va!
Sono stato obbligato ad usare lunghe perifrasi per esprimere i concetti
piu' elementari...
Poi, circa a meta' strada ha deciso che aveva imparato abbastanza. Ad
ogni sosta, anziche' aiutarmi a scaricare gli strumenti da Voltaire se
ne andava in giro...
Ieri, addirittura, mi ha lasciato solo per tutto il giorno e mi ha
raggiunto solo quando si e' fatto buio... Senza sentirsi in dovere di
spiegarmi cosa era successo...
Che brutto carattere che ha! Meno male che abbiamo finito il lavoro...
tutto sommato e' stato piu' facile del previsto: non abbiamo incontrato
neanche un ribelle!
Se seguiremo il profilo dei monti lungo la massima pendenza, la discesa
sara' rapida, probabilmente arriveremo in anticipo rispetto al termine
imposto da Asiram.
Mabel: - Siamo a meta' del lavoro, ora dobbiamo tornare a Kolise.
E' stata una bella esperienza, educativa...
Taal si muove bene sulle montagne, e' silenzioso e attento a non farsi
individuare. Con un po' d'addestramento sarebbe una discreta amazzone ma
tant'e'... E' nato uomo, non puo' capire cosa sia un'azione di guerra.
Era cosi' preso a spiegarmi le sue "triangolazioni" che non si e'
accorto che abbiamo rischiato, per BEN tre volte, di scontrarci con dei
ribelli.
Le prime due volte e' stato facile farli fuori ma ieri... me la sono
vista brutta.
Cinque uomini, si muovevano tra le montagne come stambecchi. Non
sembravano neanche ribelli, sembravano i mitologici Nomadi della
Cordigliera. E' stata dura attirare la loro attenzione, farmi inseguire
e seminarli lontano dal nostro tragitto.
Ora che la mappatura e' conclusa, pero', l'esploratore dovra'
arrangiarsi. Non posso mica fargli da chioccia per sempre!
Finita la sosta caricarono gli strumenti sull'asino e iniziarono la
discesa.
Taal faceva strada conducendo Voltaire mentre Mabel chiudeva la carovana
guardandosi in giro con circospezione.
Il sentiero si snodava nel bosco d'abeti, le piogge della notte
precedente avevano scavato ampi solchi nel terreno.
- Dovremo piegare piu' ad est, qui ci sono troppi crepacci, basterebbe
una piccola frana per sbarrarci il passaggio. –
Le preoccupazioni di Taal si rivelarono fondate. Il bosco s'interrompeva
con un taglio netto come se un enorme animale avesse morsicato la
montagna.
- Maledizione! Dovremo seguire la valle che sta ad est, ci allunghera'
il tragitto di un giorno intero. Mabel, ritorniamo indietro!
- Un giorno? Non ho nessuna intenzione di arrivare in ritardo a Kolise,
aggireremo la frana da ovest e rientreremo sul sentiero principale piu'
a valle.
- No, e' una via pericolosa e Voltaire e' troppo carico per
percorrerla. Faremo come dico io. Ho la responsabilita' degli strumenti
e dell'asino.
- Passando ad est rischiamo di incontrare dei ribelli, e' una strada
altrettanto pericolosa. Faremo come dico io, ho la responsabilita'
della sicurezza tua e del materiale!
- Hai gia' dimenticato cosa ti ha detto Asiram? Sei una nullita'
e, aggiungo io, ragioni come tale!
- Va bene Taal, sono stata paziente e collaborativa ma ora hai superato
il segno, io vado ad ovest, se vuoi puoi seguirmi...
- Io vado ad est, ti consiglio di aspettarmi alle porte di Kolise. Ho
con me tutti i dati rilevati, non vorrai presentarti ad Asiram a mani
vuote...- Rispose Taal con un ghigno e si avvio' strattonando l'asino.
GALATH
Ormai la notizia si era diffusa in tutto l'impero. La punizione
esemplare di Asiram aveva giustamente colpito i due responsabili. Anzi i
due "irresponsabili", sarebbe stato il termine più appropriato.
Al comando dei Lokot erano in molti a sghignazzare, e ormai Launam, che
ospitava anche il comando dei "cugini" Vulcar, era attraversata da un
clima estremamente nervoso.
Gli sfottò fra esploratori di uno e dell'altro reparto erano all'ordine
del giorno, e già in più di una occasione erano sfociati in rissa.
Il profumo del caffè scuro e forte non distrasse Galath dai suoi
pensieri; la preoccupazione era evidente e si leggeva in modo
inequivocabile sul suo volto maturo e solcato da profonde rughe bruciate
dal sole. Conosceva la Cordigliera, per avervi combattuto, e soprattutto
per avervi cacciato sciaves già quando era un giovane figlio di
mercanti, e ancor prima di trasferirsi nei pressi di Kolise, in seguito
alla terribile notte in cui la sua famiglia era stata distrutta dai
ribelli.
Bevve un altro sorso di caffè, seduto sotto il porticato del refettorio
degli Esploratori,ed assaporò la sua decisione. Tracannò il resto dalla
tazza di metallo smaltato, mentre si avviava a passo deciso verso il suo
ufficio, alla palazzina Comando. Ormai i due contendenti erano partiti
da un giorno, e il sole stava per sorgere anche su Launam; Lasciò un
biglietto sulla scrivania di Paido, avvisando di considerarlo in
licenza; Visitò quindi il suo alloggiamento, dove prese una bisaccia da
viaggio, l'armeria che era ancora chiusa, creando scompiglio tra i
soldati di guardia.. e infine, le scuderie. Partì al piccolo trotto in
direzione di Kolise, con i suoi veltri festanti, come se fosse una
battuta di caccia. e in un certo senso lo era. Sorrise.
Cap. 1 (Taal)
Taal risali' lungo la pineta. Un tappeto di trifoglio attutiva il rumore
dei suoi passi. La strada era scoscesa e Voltaire arrancava a fatica
sotto il peso degli strumenti. La direzione da seguire era data dal
letto del torrente Mahel che aveva la sua sorgente sul monte omonimo.
Alla quota in cui si trovavano, il fiume non poteva essere attraversato
ma, piu' in alto, lo stretto crepaccio in cui scorreva si sarebbe
spianato e l'esploratore avrebbe potuto viaggiare sulla cresta montuosa
che lo divideva dal torrente Odien la cui sorgente scaturiva dal covo
ribelle di Odinuy. Viaggiando ai margini del bosco sarebbe stato
sufficientemente nascosto dalla rigogliosa vegetazione e al tempo stesso
la sua marcia non sarebbe stata rallentata dall'intricata foresta. Taal
sperava di non incontrare ribelli, i sentieri che stava percorrendo lo
avrebbero condotto ad una spianata sulla riva destra del Kruill, e
quindi al ponte di Kolise. Era, quest'ultima, una piana alluvionale
povera d’alberi. I ribelli la evitavano perche' sarebbero stati
avvistati troppo facilmente dalle sentinelle delle Kioskas o dalle
Hibryan di Nosambra. L'unico reale pericolo era costituito dalle sabbie
mobili che avrebbe dovuto attraversare. Esisteva una via sicura
attraverso le paludi che tutti gli esploratori conoscevano. Aveva
stampato nella mente i riferimenti per ritrovarla. Le poche rocce
affioranti erano state incise da Gualtierow in persona quando ancora era
un semplice esploratore. Una serie di disegni geometrici che i Vulcar
usavano come segnavia.
"Arrivero' prima di Mabel alle porte di Kolise, sara' per lei un bello
smacco" pensava sogghignando l'esploratore.
Cap. 2 (Mabel)
Mabel si staccò il cinturone della spada e ne fece una tracolla. non
voleva che la intralciasse nella discesa sulle rocce, tuttavia, avrebbe
potuto estrarre facilmente la sua arma se ce ne fosse stato bisogno.
Quello stupido esploratore avrebbe fatto una magra figura arrivando
secondo. Tutti quegli arnesi per seguire un percorso nel bosco… Lei
avrebbe seguito le tracce dei lupi con cui avrebbe potuto anche dividere
qualche pasto durante il viaggio.
Lasciandosi la pineta alle spalle si calò nel primo crepaccio e scorse
un viottolo appena visibile tra le rocce. Qua e là qualche campanula
faceva capolino. Cercava di muoversi il più silenziosamente possibile. I
ribelli frequentavano l’altro versante del bosco, ma a qualcuno di loro
poteva venire in mente di fare ispezioni fuori dal solito territorio.
L’aveva già scampata bella una volta e non aveva intenzione di
rallentare ulteriormente la sua marcia.
Il sole brillava e nonostante l’altitudine, un velo di sudore le coprì
la fronte. Superato l’ultimo spuntone di roccia il sentiero di fece più
agevole. Slacciò il mantello e lo appoggiò su una sola spalla. I sensi
restavano all’erta, ma come non godersi lo splendido paesaggio?
La nuda roccia aveva lasciato il posto ad un brecciaio tra cui
spiccavano a tratti alcuni gigli rossi. Nel comprensorio delle Kioskas
era davvero impossibile vederli. Come avrebbe voluto poterne portare
qualcuno con se. Magari alla Madras Nurah sarebbero tornati utili. Si
allontanò leggermente dalla strada e ne colse uno. Aprì la sacca e lo
infilò tra le pagine del suo diario di viaggio.
Da quella posizione poteva vedere una macchia di faggi che si estendeva
da est a ovest e arrivava fino ai margini della strada che portava a
Kolise qualche millantia più in basso. Di certo il percorso che aveva
scelto non era il più agevole, ma di sicuro il più breve. Facendo
affidamento sulla sua preparazione atletica e sui ricordi d’infanzia
avrebbe stracciato il suo concorrente.
“Adesso, però, muoviamoci amazzone!” – si disse – “abbiamo una sfida da
vincere!”
Capitolo 3 (Taal)
Taal era di ottimo umore, aveva calcolato che gli rimanessero da
percorrere circa 30 millantie per arrivare a Kolise. Aveva attraversato
il torrente Mahel e scendeva rapidamente lungo il versante ovest dello
spartiacque.
- Questa non e’ una missione, e’ una scampagnata tra i boschi. Sta
andando tutto a meraviglia. Nessuna traccia di ribelli e clima ideale –
In lontananza intravide un ghiaione che portava a valle.
- Se non avessi con me tutta quest’attrezzatura, potrei correre lungo il
ghiaione e arriverei in un attimo ma con Voltaire non posso: sarei
troppo individuabile da eventuali ribelli e non si sa mai come
reagirebbe l’animale, e’ meglio che continui a costeggiare il bosco.
Chissa’ come se la sta cavando Mabel, speriamo non si perda tra le
montagne… beh, se dovesse succedere non mi strapperei i capelli per la
disperazione… -
Il crinale scendeva dolcemente e i faggi lasciavano il posto a roveri e
piu’ in basso gia’ s’intravedevano macchie di castagni selvatici. Il
sole stava tramontando ma Taal voleva percorrere ancora qualche
millantia prima di accamparsi:
- Piu’ in basso riusciro’ ad arrivare piu’ saro’ al sicuro da eventuali
ribelli e dai rigori del clima. In montagna il tempo e’ instabile,
soprattutto in questa stagione. Non credo che ci siano grotte dove
riparami da un eventuale acquazzone e non ho voglia di passare la notte
“in ammollo”. Spero che i miei compagni esploratori abbiano organizzato
qualcosa per il mio rientro. Questa forzata collaborazione con Mabel mi
ha annoiato, ho bisogno di passare una serata con persone piu’ cordiali
–
Cap. 4 (Blastula "in vece" di Mabel)
L'amazzone proseguì con passo deciso e sicuro.
Il pensiero era ormai proteso verso Kolise, l'obiettivo da raggiungere
era chiaro alla sua mente, il cuore conosceva la via e l'istinto
l'avrebbe condotta dritto alla meta. Lentamente, e ad ogni passo, lo
scenario cominciò ad assumere un aspetto nuovo. I faggi si diramarono, e
la luce del giorno volse presto all'imbrunire. Alla sua destra, un
ripido costone scendeva a picco, giù, sino ai piedi della montagna, lì
dove la vista sembrava perdersi nell'infinito. Nell'oscurità, solo una
fitta nebbia saliva dal basso e forte fu la sensazione di impotenza che
attraversò il cuore di Mabel a quella veduta, ma grande fu al contempo
l'emozione della nuova sfida che si era ora materializzata ai suoi
occhi. Avrebbe potuto sostare, in attesa che le prime luci dell'alba
tornassero a farle strada, ma non lo fece.
Molte millantia la separavano ancora dalla piana che conduceva a Kolise,
il passaggio era difficoltoso, ma tutto sommato accessibile per
un'amazzone esperta. Quelli erano territori ostili e Mabel lo sapeva!
Durante la notte la temperatura sarebbe scesa ed il suo corpo non
avrebbe retto senza il calore del fuoco. Il suo passaggio in quelle
terre doveva restare inosservato, ed il fuoco avrebbe attirato
l'attenzione dei ribelli rendendola vulnerabile. L'unico modo per
attraversare quei luoghi e sopravvivere era dunque proseguire, con il
solo ausilio della luna, che, in quella notte, sembrava splendere di
maggior luce, alimentando la fiducia nella decisione presa. Si mosse
velocemente, con passo e respiro silenti, senza sosta, per ore, fino a
quando il suo istinto trovò finalmente conferma. Il silenzio fu rotto.
Un fruscio in lontananza si fece largo. Era il suono degli uccelli che
spiccavano il volo del primo mattino, nell'irrequietudine della stagione
degli amori. La vallata non era lontana dunque! Ella la sentiva,
echeggiava e risaliva la montagna, su, sino ad invaderle i sensi. Ora,
la stanchezza aveva abbandonato i suoi muscoli. Ora, la meta era vicina
e la forza tornava a risanare la fatica. Ora, il pericolo di incontri
indesiderati si faceva incalzante, ma ella avrebbe tirato fuori tutta la
sua arte, pronta ad uccidere chiunque osasse sbarrarle la strada..
avrebbe raggiunto l'obiettivo, alla maniera Froll, con forza, astuzia,
velocità e freddezza.
Mezzanotte - Imprevisto per Taal
A volte pero' la sfortuna ha un udito molto fine e la montagna spesso
sembra risentirsi con chi si trova a pensare anche per un solo istante
che percorrere i suoi sentieri sia facile. Il cielo che fino a poco
prima era limpido e si arrossava al tramonto del sole, comincia
rapidamente a scurirsi. Qualche nube proveniente da ovest, che poteva
sembrare innocua all'esploratore, comincia ad addensarsi sulla cresta.
Il tempo cambia repentinamente, come spesso accade in montagna, e i
primi minacciosi brontolii si fanno sentire in lontananza.
Fortunatamente Taal si trova a dover scendere e quindi ad allontanarsi
dal centro del temporale, per il momento, ma non riesce ad evitare di
essere investito da una forte pioggia mentre costeggia il bosco.. La
pioggia si fa talmente fitta da rendere scarsa la visibilita', il cielo
coperto priva l'esploratore di qualsiasi punto di riferimento avessero
potuto dargli le stelle.
Cap 5 (Taal)
La pioggia lo colse all’improvviso. Ormai zuppo si allontano’ dal
limitare del bosco, troppo pericoloso in caso di temporale, per
accamparsi in una zona erbosa a ridosso di una sorta di montagnola.
Estrasse dalle borse un enorme sacco di tela cerata dotato di una
chiusura doppia. I paletti che usava per le sue misurazioni potevano
essere incastrati per formare una sorta di “U” a sostegno della
struttura di stoffa. Oriento’ la tenda con l’unica apertura verso
valle in modo che l’acqua scorresse sotto al “catino”, una zona del
sacco rinforzata che fungeva da pavimento. La posizione scelta non era
ottimale dal punto di vista mimetico ma l’oscurita’, il colore della
struttura, e la sagoma della montagnola sarebbero stati sufficienti a
nascondere l’esploratore. Prima di ritirarsi nel rifugio lego’ Voltaire
ad un cespuglio poco lontano e lo ricopri’ con una coperta di lana cotta
color verde oliva.- Ho l’impressione che servira’ a poco, amico mio, ma
non posso fare di meglio.–
Dopo essere entrato nella tenda si spoglio’ completamente e si avvolse
in una coperta asciutta, era l’unico indumento che si era salvato dalla
pioggia grazie al sacco impermeabile che stava usando come tenda.
“Sono proprio curioso di sapere come se la cavera’ Mabel, non ha con se’
l’equipaggiamento per il bivacco… a meno che non riesca a trovare una
grotta dove rifugiarsi…”
Era la prima notte che passava da solo da quando erano partiti e il
fatto di doversi fermare in una zona tatticamente poco sicura non gli
fece quasi chiudere occhio.
“Odio questo genere di situazioni” pensava nel dormiveglia “un buon
esploratore deve saper sempre prevedere qualunque imprevisto”.
Cap. 6 (Mabel)
Quel volo d’uccelli di primo mattino era un buon presagio. Le Dee erano
dalla sua parte. Durante la notte, anche se attutiti dalla nebbia aveva
sentito dei tuoni provenire da est. Taal doveva aver fatto una bella
doccia imprevista appena era sceso il buio. Meglio così, magari gli si
erano schiarite le idee. Il sole si stava alzando, ma per fortuna l’aria
era fresca e il percorso si faceva sempre più agevole man mano che si
avvicinava alla vallata. Sapeva però che questo significava anche che se
avesse dovuto incontrare il nemico in campo aperto sarebbe stato più
difficile sfuggirgli.
Con la nebbia della notte non aveva potuto orientarsi rispetto alla
frana, ma calcolava di averla ormai superata di qualche millantia.
Alle sue spalle la foresta era impenetrabile. Tese i sensi fino allo
spasimo cercando di individuare qualcosa che non andasse. L’istinto le
diceva che quella calma era innaturale.
Rimise il cinturone alla vita e si apprestò ad entrare nella boscaglia
che fiancheggiava la strada che portava a Kolise. Non riusciva ancora a
vedere il ponte in lontananza, ma niente l’avrebbe convinta a fermarsi.
“Per la gloria di Arawen e di Nimira” – disse sommessamente, innalzando
la spada al cielo – “se a qualcuno venisse in mente di fermarmi adesso
non avrebbe scampo! Speriamo solo che quell’inetto esploratore non tardi
troppo ad arrivare alle porte di Kolise o mi toccherà passare un’altra
notte all’aperto.”
Rinfoderò la spada e prese la direzione della vallata. La notte insonne
non sembrava pesare sulla sua forza fisica. Era troppo concentrata ad
arrivare all’obiettivo incolume.
Cap. 7 (Taal)
SVEGLIA PIGRONE!
Taal si sveglio’ di soprassalto, aveva sognato Mabel che,
nottetempo, si avvicinava al suo rifugio di soppiatto per urlagli nelle
orecchie.
“Che incubo!” penso’ mentre indossava i vestiti fradici.
Il sole stava colorando l’orizzonte mentre Taal smontava la tenda.
Voltaire, poco lontano, lo guardava con un muto rimprovero. Si avvicino’
porgendo mezza mela all’asino e gli sussurro’ all’orecchio:
- Amico mio tu hai dormito all’aperto sotto l’acqua ma io non ero certo
in una stanza imperiale, mangia qualcosa e facciamo pace –
Sgranocchiando un pezzo di croccante alle mandorle e miele, Taal si
rimise in viaggio.
Il freddo pungente e i vestiti fradici spronavano l’esploratore a
camminare molto rapidamente. Avrebbe dato meta’ della sua miara per una
tisana calda ma non era opportuno indugiare oltre, Kolise lo attendeva e
la zona non era un luogo adatto per fare un picnic.
Nonostante il freddo evito’ accuratamente di uscire dall’ombra della
montagna.
“Non c’e nulla di piu’ facilmente riconoscibile di una sagoma umana
sulla cresta di un monte in pieno sole” era la prima regola del
mimetismo.
In lontananza, lungo il sentiero, intravide un bastione di roccia, un
ottimo punto d’osservazione. Lego’ l’asino al riparo di un cespuglio e
si avvicino’ con cautela percorrendo un ampio cerchio tutto attorno.
La pioggia della notte precedente aveva inzuppato il terreno. Taal
osservava attentamente il fango per scoprire tracce di ribelli:
“Tutto tranquillo”
Sdraiato sulla cima poteva vedere le due vallate del Mahel e dell’Odien
che confluivano nel Kruill. In basso, ai confini con Nosambra, una
carovana risaliva la montagna.
“Ribelli o mercanti? Da questa distanza non posso distinguerli… a volte
non si riesce a capire la differenza neanche se li hai a pochi metri…
Comunque impiegheranno parecchi Dan prima di arrivare quassu’ e io saro’
ormai lontano”
Ridiscese silenziosamente dalla roccia e ritorno’ da Voltaire.
Ace - Imprevisto per Taal
“…un buon esploratore deve saper sempre prevedere qualunque imprevisto”…Farahir
aveva seguito con estremo interesse la sfida tra l’amazzone e
l’esploratore, trovando interessante anche se forse meno difficile per
quest’ultimo.
Taal era nato e cresciuto imparando a cavarsela in ogni situazione e
ambiente, non che Mabel fosse da meno, ma non ci sarebbero stati Vulkar
e Lokot se si fossero dimostrati superflui.
Che lo ammettessero o meno, c’erano cose per cui una donna non prevaleva
per forza su di un uomo: da sempre questi erano stati trattati alla
stregua di schiavi, e si erano distinti in diversi campi cui nessuna
Amazzone, Scrivana o Sacerdotessa… nessuna donna, in fondo si era
cimentata.
In più, i pensieri di Taal le avevano stuzzicato la fantasia… Decise
così che un piccolo intervento avrebbe reso più stimolante la
competizione.
Non appena ebbe lasciato la cima dello spuntone roccioso da cui aveva
controllato la situazione, da un denso banco di nebbia apparvero due
ragazzine, poco più che bambine, una più bella dell’altra.
Con aria di sufficienza si scambiarono occhiate di curiosità trovandosi
di fronte a Voltaire.
< Bello… è tuo? > chiese la prima, con delle lunghe trecce bionde… < …me
lo regali? > avvicinandosi per carezzarne il muso. Taal, ancora troppo
stupito si preoccupò per le bimbe e prima ancora di rispondere domandò a
sua volta < E voi cosa ci fate qui? Non dovreste trovarvi tanto lontane
da casa… Come ti chiami, piccola?… vi siete perse? > mentre si
avvicinava alle bimbe.
La seconda, rimasta più in disparte, per nulla interessata a Voltaire,
rispose secca all’esploratore < Che ne sai di dove viviamo! Hai più
l’aria di esserti perso tu piuttosto… > poi rivolgendosi alla sorella le
propose < Tricky, che ne dici se facessimo una buona azione come vuole
la mamma? Indichiamo a questo vecchio la strada per casa? >
Taal sorrise divertito alle parole della bambina, ignaro di trovarsi di
fronte ad un’incarnazione della dea. < Threaty… lo sai che sei una vera
peste? > rimproverò la sorella ben sapendo che avesse in mente uno dei
suoi soliti scherzetti < Signore… mia sorella dice solo e sempre bugie,
mentre a me è impossibile mentire. Siamo sorelle… siamo gemelle… la
mamma dice che siamo una l’opposto dell’altra, ma che non potremmo stare
da sole. >
Dopo di chè presero a parlare contemporaneamente… un leggero brivido
accapponava la pelle alla base di Taal… < La mamma dice che dobbiamo
aiutare le persone che si perdono… ma solo se lo meritano. >
< Lo vedi il bivio laggiù? > indicò con la manina Threaty… mentre Tricky
proseguì cantilenando le parole come fossero una filastrocca < Se la
giusta scelta farai presto a casa tornerai… ma se quella sbagliata sarà…
di nuovo ti perderai… >
< Una delle due vie porta alla via della verità, quella per casa mia,
mentre l'altra alla via della menzogna, quella di mia sorella. Puoi
farci una sola domanda, solo ad una di noi due. Siamo identiche per cui
non puoi riconoscerci e capire chi di noi ti dica la verità. Pensa bene
alla domanda che ci dovrai fare… altrimenti dormirai ancora un po’… >
Ace - Imprevisto per Mabel
Ma Farahir non era la sola a trovar quella competizione un diversivo
interessante. Saputo dell’intervento delle “gemelline” anche Arawen
decise che la parità dovesse essere ristabilita. Da tempo ormai seguiva
con attenzione tanto l’amazzone quanto l’esploratore: sarebbero stati
degli ottimi comandanti un giorno… forse! < Quindi perché non vedere
come Mabel potesse cavarsela? “se a qualcuno venisse in mente di
fermarmi adesso non avrebbe scampo” ha detto sprezzante proprio in nome
della mia gloria… vediamo come se la cava con le “gemelline” > e mentre
le parole della dea si perdevano nell’aria, anche di fronte all’amazzone
da una leggera bruma apparvero come per incanto Tricky e Threaty, tra lo
stupore di un’incredula Mabel.
< Aykiiiidoooo… ti va di giocare con noooii? > propose Tricky
saltellando un primo passo verso l’amazzone. < Sei una femminuccia senza
coraggio > canzonò Threaty, da smorfiosetta.
Mabel arrossì appena, trattenendo l’istintiva stizza che ad altri non
avrebbe perdonato.
< Sono certa che ci penserà vostra madre a sculacciarvi a dovere. Non ho
tempo di “giocare” con voi ora, e fareste bene a tornare di corsa a
casa! > rispose cercando di ignorare le due bambine che invece le
bloccarono il passo.
< Non ti arrabbiare! Mia sorella Threaty dice solo bugie! Io sono Tricky
e di me ti puoi fidare! Dietro quella roccia ci sono due passaggi. >
indicò con la manina la bambina mentre la sorella propose la sua
filastrocca < Se la giusta scelta farai presto a casa tornerai… ma se
quella sbagliata sarà… di nuovo ti perderai… >
< Cosa ti fa pensare che mi sia smarrita? Sono un’amazzone
dell’Imperatrice io! > ribadì seria Mabel. Ignorandola Threaty proseguì
< Una delle due vie porta alla via della verità, quella per casa mia,
mentre l'altra alla via della menzogna, quella di mia sorella. Puoi
farci una sola domanda, solo ad una di noi due. Siamo identiche percui
non puoi riconoscerci e capire chi di noi ti dica la verità. Puoi farci
una sola domanda, la stessa a tutt’e due… mia sorella è una sciocca e
non sa divertirsi. Dice solo la verità… io nooo. Pensa bene alla domanda
che ci dovrai fare… altrimenti dormirai un pochino… >
Off// questa è la soluzione dell’indovinello se mi fosse stato fatto in
maniera corretta:
diciamo "V" la sorella che dice la verità e "F" quella che dice il
falso.
Supponendo di fare la domanda a "V":
Cosa risponderebbe tua sorella se le chiedessi da che lato andare ?".
se "V" risponde "destra" allora vuol dire che effettivamente "F"
risponderebbe "destra"; ma "F" mente sempre e dunque devo andare a
sinistra.
se "V" risponde "sinistra" allora vuol dire che effettivamente "F"
risponderebbe "sinistra"; ma "F" mente sempre e dunque devo andare a
destra.
Supponiamo ora di fare la domanda "F":
se "F" risponde "destra" allora vuol dire che in realtà "V"
risponderebbe "sinistra"; ma "V" dice sempre la verità e dunque devo
andare a sinistra.
se "F" risponde "sinistra" allora vuol dire che in realtà "V"
risponderebbe "destra"; ma "V" dice sempre la verità e dunque devo
andare a destra.
qualsiasi sia la sorella a cui faccio la domanda, devo andare nella
direzione opposta a quella della risposta.
Cap. 8 (Mabel)
Mabel guardò le due bambine e si impose di non farsi prendere dalla
rabbia. - Vedo che vi divertite un mondo – disse sarcastica - solo che
evidentemente vi siete dimenticate le parti da interpretare. Threaty
dice solo bugie quindi la strada che dice non può portare alla verità.
Comunque sia, se stamattina aveste fatto colazione con pane e miele
anziché con il vino, la domanda da porre sarebbe stata: “Cosa
risponderebbe tua sorella se le chiedessi da che parte andare?” E io
sarei dovuta andare nella direzione opposta.-
Le due bambine guardarono l’amazzone rosse di rabbia. Mabel con fare
serafico mise mano alla spada e si avvicinò ad un albero.
Le ragazzine stavano litigando tra loro per la magra figura e quando
videro l’amazzone allontanarsi fecero per fermarla. Volevano una
rivincita.
Mabel tranciò di netto un ramo dall’albero e sorrise pensando che se lo
avesse fatto a Nakir probabilmente avrebbe visto cadere un comandante
degli esploratori come una mela matura. Si girò verso le ragazzine
ancora sorridente e disse loro – adesso ho io un indovinello per voi due
piccole pesti. E se non saprete rispondere vi farà male il sederino per
un pochino… -
Le bambine si guardarono stupite e impaurite. Questa donna era un
mostro! Voleva bastonarle!
- Ditemi - aggiunse Mabel – che cos’è che vostra madre avrebbe dovuto
fare invece di mandarvi in giro ad importunare ignari viaggiatori? -
Le bimbe che, seppur mandate da Arawen, sempre bimbe erano se la diedero
a gambe verso est.
Mabel ridendo e battendo leggermente il bastone nel palmo della mano gli
gridò dietro – Brave! Andate a giocare da un’altra parte! E se
incontrate qualcuno con un mulo parlate con il mulo perché tanto l’uomo
che è con lui ha meno cervello! –
Gettò il bastone lontano nella boscaglia e riprese il suo cammino verso
Kolise.
Cap. 9 (Taal)
Taal guardo’ con sospetto le due sorelline, conosceva la soluzione.
Sarebbe stato sufficiente porre una domanda che tirasse in causa
entrambe le bambine, una domanda del tipo: "Se io chiedessi a tua
sorella quale e' la via giusta per casa sua, cosa mi risponderebbe?"
Le bambine indicarono la via che piegava verso ovest, Taal con sicurezza
s’incammino’ dalla parte opposta.
“Ci vuol altro per confondere un esploratore, bambine. Pero’, se vi fa
piacere, potete accompagnarmi per un pezzo e se rimarrete in silenzio vi
permettero’ di cavalcare l’asino.”
Le bambine corsero verso l’animale litigando per chi dovesse cavalcarlo
per primo.
- Ho detto “in silenzio”- ruggi’ Taal. Le bambine si zittirono
arrossendo visibilmente.
Taal non aveva invitato le bambine per benevolenza, voleva poterle
tenere sotto controllo. Camminarono per circa un’ora finche’ non
arrivarono nei pressi di una minuscola cascina.
“Siamo a casa!” urlarono con voce argentina. Taal prontamente pose loro
una domanda a bruciapelo:
“Adesso chi e’ che sta mentendo? Voi abitate assieme percio’ questa non
puo’ essere casa vostra e contemporaneamente non esserla!”
Le due bambine si scambiarono uno sguardo d’intesa:
- Bravo esploratore! Hai scoperto il nostro gioco, ma esiste una terza
soluzione possibile: noi e la casa non esistiamo. –
Taal non aveva ancora capito il senso della loro risposta che cascina e
bambine scomparirono in una nuvola di vapore e Taal si ritrovo’
parecchie millantia piu’ a valle.
Confuso e un po’ spaventato Taal fece una promessa a se stesso:
“Sara’ bene che parli ad Aria di questa mia esperienza. Al mio ritorno
dovro’ andare al tempio dei sogni. Sono stato testimone di un evento
soprannaturale!”
GALATH
Galath era assorto su questa riflessione fin da quando aveva lasciato
Launam: La mappatura dei territori montuosi della cordigliera. Asiram
aveva visto giusto.
Del resto quelle rocce erano sempre state un luogo ostile agli hammers,
che se ne stavano ben alla larga, e la ricchezza di corsi d'acqua o di
falde sotterranee, aveva causato la formazione di acquitrini stagnanti,
e siti paludosi ricchi di mangrovie e infestati da zanzare enormi.
Proseguendo verso le montagne, salendo sempre a quote più alte, le
nebbie delle paludi si diradavano lasciando il posto ad una fitta
vegetazione in cui era facile mimetizzarsi e nascondersi, cacciare o
essere cacciati. Perdere l'orientamento in un simile contesto sarebbe
stato fatale per chiunque, e anche Galath, che pur conosceva benissimo
le varie tecniche di orientamento, faceva una grande fatica a seguire
una direzione di ricerca per i suoi amici. Inoltre ci si era messa anche
la pioggia: aveva visto la cima della montagna avvolta in nuvole scure.
Durante la notte lampi e tuoni avevano scaricato la loro furia sul
versante ovest della vallata. All'alba sellò il suo destriero e si
rimise in viaggio verso la cordigliera. Poteva solo immaginare che i due
contendenti avrebbero presto diviso le loro strade, ma ovviamente non
poteva saper quale strada avrebbero seguito.
Quando fu sufficientemente vicino alla zona dove presumeva si dovessero
trovare i suoi amici, scese da cavallo e chiamò i suoi due veltri; Poi
da una tasca della sella tirò fuori un foulard che Mabel aveva
dimenticato al comando dei Lokot, dopo la festa delle stelle cadenti.
Non era molto e ormai da parecchi giorni non lo aveva indossato, ma era
l'unica traccia che aveva da far fiutare ai suoi cani.
Lo prese e lo mise davanti al naso dei dogos, incitandoli con la voce:
"Cerca!.. cerca Mabel !"
Il respiro caldo dei cani si impregno di quelle poche particelle
olfattive, i recettori iniziarono ad analizzarle, e a memorizzarle,
proprio come un esperto sommelier farebbe con un calice di vino
pregiato. Purtroppo non aveva nessun indumento di Taal da far annusare
ai cani e decise di affidarsi alla sorte; avrebbe trovato Mabel, "...del
resto, " pensò "Taal è un esploratore come me e su questi terreni è
sicuramente avvantaggiato." Osservando i cani che allargavano la
ricerca, percorrendo alcuni tratti al piccolo trotto, ammirò
l'esperienza e la sicurezza con cui lavoravano fermandosi frequentemente
ad annusare l'aria per poi partire ancora avanti setacciando il terreno
con metodo e rapidità. Dopo aver cercato per quasi un'ora fu Pampero a
trovare la scia odorosa, e partì deciso al galoppo con un latrato di di
gioia seguito dalla femmina a pochi metri di distanza. L'esploratore
notò il cambio di registro nella ricerca. Ora i cani avevano una traccia
e stavano andando sicuramente incontro all'amazzone, l'avrebbero presto
raggiunta. Diede leggermente di sprone e si gettò alla seguita dei cani.
Cap. 10 (Mabel)
L’incontro con le bambine le aveva fatto perdere del tempo prezioso e
soprattutto aveva abbassato il suo livello di concentrazione. –
vergognati amazzone hai abbassato la guardia – si disse – speriamo solo
che non vadano in giro a raccontare ad orecchie sbagliate di avermi
incontrato. Potrei ritrovarmi assediata senza neanche accorgermene.
Tenendosi sempre ai margini della boscaglia continuava a seguire la
strada che portava a Kolise. Sul folto tappeto di foglie cadute era
difficile lasciare tracce, ma anche individuarne. Tese l’orecchio alle
sue spalle per controllare che nessuno la seguisse. La sensazione che
qualcosa stesse per accadere non l’aveva ancora abbandonata. Se la
memoria non la ingannava doveva essere a circa 10 millantie dalla
kioskas di Madras Asiram. Tra poco il bosco avrebbe lasciato posto alla
pianura attraversata dal Kruill e avrebbe dovuto procedere allo scoperto
stando attenta alle trappole delle paludi.
L’aria era tersa e gli uccelli si chiamavano tra gli alberi. Le parve di
riconoscere il canto di un merlo in lontananza. Una folata di vento
fresco le investì il viso impolverato. Quanto desiderava poter fare un
bagno. Anzi avrebbe approfittato del ritardo dell’esploratore per
rinfrescarsi nelle acque del Kruill. Rianimata da quel pensiero il suo
passo si fece più veloce.
Ad un tratto un suono diverso da quelli che a cui aveva fatto
l’abitudine le arrivò all’orecchio. Sembrava l’ululato di un cane. Era
lontano, ma non aveva dubbi. Qualcuno si avvicinava dalla direzione
delle kioskas. Riprese ad avanzare guardinga, la mano destra sul pomo
della spada. Potevano essere innocui cacciatori, ma anche feroci
bracconieri e di sicuro a questi ultimi i fregi delle truppe Froll non
sarebbero piaciuti.
Cap. 11 (Taal)
Taal osservo' il terreno fangoso. "E' impossibile passare senza lasciare
impronte. Un uomo solo con un asino e' una preda troppo invitante per i
ribelli..."
L'esploratore, fino a quel punto aveva avuto l'accortezza di non
lasciare tracce, aveva scelto sentieri asciutti e ben drenati ma ora non
aveva alternative, su quel terreno avrebbe lasciato troppe impronte,
qualunque squadra di ribelli lo avrebbe potuto raggiungere per derubarlo
e, se si fossero accorti che avevano tra le mani un fedele di Nimira,
non avrebbero esitato a torturarlo ed ucciderlo.
- Usero' la tecnica chiamata "La danza della lepre" - sussurro' tra se'
- Troppe tracce equivalgono a nessuna traccia. Percorrero' la zona
fangosa descrivendo cerchi eccentrici sempre piu' ampi, una volta
arrivato alla palude saro' al sicuro, su quel terreno non temo rivali.
Ai miei eventuali inseguitori sara' impossibile capire la direzione che
sto seguendo.
Dopo aver incontrato le dee-bambine, Taal si era accorto che qualcuno lo
stava inseguendo. La montagna ha molti occhi e un esploratore esperto
sapeva leggere i segnali della natura, un volo anomalo di un uccello,
l'urlo di una marmotta erano elementi sufficienti permettere Taal in
allarme. Forse la carovana che aveva intravisto ad est aveva
un'avanguardia.
Questo avrebbe significato che si trattava di una squadra militarmente
organizzata e non di semplici mercanti.
"Sarei curioso di saperne qualcosa di piu' ma la missione affidatami da
Asiram ha la precedenza. Devo percorrere ancora 7 millantia, arrivero’
alle porte di Kolise prima del tramonto. Spero proprio che Mabel si
trovi in difficolta’ senza di me, questo le insegnera’ ad essere un po’
piu’ modesta!"
L’esploratore si vergogno’ immediatamente del pensiero che aveva avuto,
in fondo in fondo Mabel gli mancava.
Mezzanotte - Imprevisto per Mabel
Il sentiero che Mabel stava seguendo si fece sempre piu' ripido e
stretto, costellato di massi e coperto di ghiaia che tendeva a scivolare
da sotto i piedi dell'amazzone ad ogni passo. Ben presto la ragazza si
rese conto che il sentiero piegava ancora verso un tratto boscoso, ma il
canalone era l'unica strada per scendere. Presto si ritrovo' ancora
immersa in una fitta boscaglia, il ghiaino aveva lasciato il posto a
terra scura, su cui era piu' semplice proseguire ma prima di arrivare
alla piccola radura che vedeva in fondo, il sentierino divenne se
possibile ancora piu' ripido costringendola a cercare appoggi con le
mani per scendere. Finalmente riusci' a proseguire su un tratto piano,
sembrava che il bosco si diradasse. Accelero' il passo sperando di
uscire finalmente dal tratto boscoso, ma proprio al limitare della
foresta si trovo' di fronte un ostacolo. Guardando davanti a se' si rese
conto in quel momento perche' gli alberi finivano, una frana aveva
portato via un'ampia striscia di bosco. Il sentiero si interrompeva
bruscamente e precipitava in perpendicolare. Impossibile attraversare il
largo canalone, almeno in quel tratto. Si guardo' intorno. Alla sua
sinistra un leggero pendio seguiva il bordo scosceso della parte franata
e si immergeva nella foresta, dall'altro si intravedeva lontano
l'origine della frana, che era cominciata da un costone roccioso. Da
dove si trovava pero' non riusciva a vedere se la parete di roccia
permetteva il passaggio, di sicuro il canalone sembrava piu' stretto.
Udiva ancora in lontananza quelli che sembravano ululati di un branco di
cani, ma chiunque stesse procedendo nella sua direzione.. li separava un
baratro, per cui l'eventuale incontro avrebbe dovuto attendere ancora
qualche tempo...
Cap. 12 (Mabel)
- Per Arawen, questa proprio non ci voleva! Adesso Taal recupererà il
vantaggio. Se scendo dalla parte del costone arrivo in un secondo, ma
ruzzolando. Maledizione! È meglio che mi sbrighi ho un’altra foresta da
attraversare. – si incamminò dalla parte del canalone e prese a scendere
per cercare un punto in cui attraversare. Alzò lo sguardo sul bordo
opposto del baratro per controllare che nessuno da lassù cercasse di
colpirla con una freccia o magari solo con un sasso.
Facendo bene attenzione a dove metteva i piedi pensò a come se la stesse
cavando Taal. Gli ululati che aveva sentito non le piacevano per niente.
calcolò che se l’esploratore non aveva proprio poltrito più o meno
sarebbe dovuto essere vicino alle paludi di Nosambra. Allo scoperto e
con i ribelli alle spalle. Il mulo poteva creargli problemi se avesse
dovuto fuggire alla svelta e quasi gli dispiaceva averlo lasciato solo,
ma era sicura che in qualche modo se la sarebbe cavata.
Arrivata alla fine della frana si accorse che per risalire al livello
della strada avrebbe dovuto arrampicarsi. Dal terreno spuntavano le
radici ritorte degli alberi. Saggiò la tenuta del terreno e rimessasi la
spada a tracolla cominciò ad arrampicarsi con il pugnale stretto tra i
denti. Quasi sul ciglio una radice si spezzò e Mabel rimase appigliata
ad uno spuntone di roccia con la sola mano sinistra. Prese il coltello
con la destra e lo conficcò saldamente nel terreno all’altezza del
ginocchio. Poi sollevò un piede e facendo leva sul coltello si issò sul
ciglio. Ansante si guardò attorno e aspettò che il respiro si calmasse.
In silenzio cercò di udire rumori sospetti. Dopo qualche minuto si chinò
per recuperare il coltello e si rimise in marcia. – proseguirò per un
tratto sulla strada – disse – devo recuperare il tempo perduto.
GALATH
Non c'erano dubbi, el Pampero aveva trovato quello che stava cercando;
il suo abbaiare era festoso, ed anche la Gricelda, solitamente
silenziosa stava abbaiando con brevi latrati festosi a qualcuno che ben
conosceva. Se fossero stati in caccia la loro voce sarebbe stata molto
diversa, e avrebbero abbaiato molto poco, soprattutto perchè avrebbero
usato la bocca per mordere, ed a quel punto per la loro preda non ci
sarebbe stato scampo. Le possenti muscolature guizzavano rapide sotto la
pelle ricoperta dal lucente mantello bianco, le narici frementi, e gli
occhi scintillanti nell'eccitazione della ricerca; le bocche che si
schiudevano facendo intravedere due micidiali file di denti
bianchissimi, dalle forti zanne leggermente ricurve atte a sbranare
prede di grande taglia; cinghiali, sciaves, leoni di montagna.
Si erano lasciati la palude alle spalle, e il terreno asciutto era ricco
di vegetazione e cespugli formava una serie pressochè infinita di
nascondigli naturali per uomini e animali che potevano restare celati
alla vista di un cacciatore a distanza di pochi passi.
Mabel era stata brava a mimetizzarsi sfruttando un leggero avvallamento
del terreno, ed il tronco di un albero caduto; si era sdraiata
ricoprendosi con un tappeto di frasche e foglie restando perfettamente
immobile con i nervi tesi e i sensi all'erta pronta a captare ogni
minimo segnale di pericolo. Stava quasi per complimentarsi con se stessa
per la sua abilità mimetica, quando un respiro regolare dietro la sua
testa la fece voltare... giusto in tempo per ricevere in pieno viso una
festosa leccata di Pampero che per nulla intimorito dalle sue
imprecazioni prese a saltellarle davanti presto raggiunto da un'altra
furia bianca ugualmente festosa.
L'esploratore che li seguiva era rallentato di molto dato che il bosco
non offriva sempre spazi a sufficienza per lasciar passare un uomo a
cavallo, e quindi Galath era costretto spesso ad effettuare ampi giri
per raggiungere i cani, lasciandosi guidare dall'udito nella fitta
vegetazione. Avrebbe potuto scendere da cavallo e farsi largo col suo
coltello da caccia, o ancor meglio con la Kanassa, tagliando arbusti,
ramaglie e cespugli. Ma in definitiva non ce n'era la necessità, udì in
lontananza le imprecazioni di Mabel che lo fecero involontariamente
sorridere immaginando la scena che si stava svolgendo poche centinaia di
metri più a monte.
Aveva assistito alla stessa scena moltissime altre volte, praticamente
tutte le volte che Mabel varcava il cancello della caserma dei Lokot
veniva accolta in modo rumoroso e festante dai due veltri di Galath.
Solo che ora non erano nel piazzale del comando a Launam. Doveva
raggiungere l'amazzone, sperando che fosse insieme a Taal, e
accompagnarli per la via del ritorno verso Kolise. Da Madras Asiram.
La sua era solo una speranza, certo, anche se qualcosa gli diceva che
quelle due teste calde avevano già scelto strade diverse. Oh ma gliene
avrebbe dette quattro, eccome se lo avrebbe sentito. Tutti e due!
Cap. 12 (Mabel)
La strada era deserta e la fame cominciò a farsi sentire. Si imboscò
nuovamente nella vegetazione e approfittando di un masso abbastanza alto
si sedette sulle foglie cadute e trasse dalla sacca un po’ di pane
secco. Aveva ancora voglia di un bel bagno ma in fondo qualche minuto in
più non avrebbe fatto la differenza. Sul cammino non aveva scorto le
tracce di Taal quindi doveva aver deciso di arrivare al ponte dalla
Palude senza raggiungere la strada. All’improvviso un crepitio di foglie
la allertò. Dovevano essere i cani che aveva sentito in lontananza. Si
tuffò lesta in un avvallamento e dopo essersi ricoperta di foglie restò
immobile con la spada già in pugno. Il crepitio divenne più forte e
l’abbaiare dei cani si fece insopportabilmente vicino. Neanche il tempo
di pensare che l’avevano scovata che non una, bensì due furie bianche
festose ed affannate le furono addosso.
- Maledizione! Papero! Gricelda! Lasciatemi in pace! Anche io sono
contenta di vedervi ma non mi sognerei mai di leccarvi la faccia! –
Quando i cani si calmarono Mabel trasse dalla tasca due pezzi di carne
salata e glieli lanciò. Il vostro Galath non deve essere lontano.
Portatemi da lui, abbiamo da recuperare un esploratore. –
I cani partirono in una allegra corsa fuori dalla radura. Mabel li seguì
e vide arrivare con calma serafica Galath cavallo. Alle sue spalle il
ponte sul Kruill su cui si stagliavano tre figure.
- Buongiorno esploratore. Abbiamo visite. –
Galath si girò e vide Blastula e Mezzanotte sul ponte.
- Anche loro erano preoccupate per voi. –
- Io non avevo dubbi sulla riuscita della mia missione. Ma Taal non è
ancora arrivato e sono preoccupata. Nosambra non è proprio il paese dei
balocchi. –
- Raggiungiamo gli altri e se non vedremo arrivare Taal lo andremo a
cercare. Anche se non credo gli farà piacere quello che ho da dirgli.
Siete stati due incoscienti a separarvi.-
- Per favore Galath! – disse Mabel insofferente. - Sono sporca e
affamata e proprio non mi va di stare a sentire le tue paternali. –
Detto questo si avviò verso il ponte e raggiunse gli altri.
TAAL - EPILOGO
La palude era immersa in una foschia spettrale. Zanzare feroci come
drakor pungevano l'esploratore. Taal avvolse attorno al capo un keffiah
di lana per difendersi. L'ingresso della via era segnalato da un grosso
masso coperto di muschio. A circa un metro dalla base, due losanghe
incise segnavano la direzione. La via segnata e la nebbia davano a Taal
un forte senso di sicurezza. "Sono quasi a Kolise. Devo forzare la
marcia ed arrivare al ponte prima del tramonto, le paludi non sono un
buon posto dove passare la notte" Aironi cinerini rovistavano col lungo
becco nei bassi acquitrini costellati d'isolotti. "Siamo quasi in
autunno, iniziano le migrazioni. Se avessi un po' di tempo potrei
cacciare qualche beccaccia" pensava Taal accarezzando il suo arco. "Ho
scoperto questi uccelli da poco tempo, sugli altopiani non ne avevo mai
visto. Hanno una carne tenace ma con un'adeguata frollatura..."
Erano due giorni che non assaporava un pasto caldo e il solo pensiero di
uno stufato gli stimolava la salivazione. Per calmare la fame prese
dalle bisacce un pezzo di carne secca e la mastico' lentamente. Ogni 15
passi un masso affiorante portava incise le due losanghe affiancate."Gual
ha fatto un bel lavoro, nonostante il muschio e le erbacce, i segni sono
ben visibili" Finalmente vide la foschia diradarsi e apparire il ponte
sul Kruill. Alcune persone attendevano all'imboccatura del sentiero.
Maledizione, Mabel e' arrivata prima di me. Ma chi sono gli altri?"
scommetto che qualche esploratore Lokot e' corso in suo aiuto. -
Bofonchiò indispettito.
Un fruscio alla sua destra lo fece voltare di scatto, la freccia gia'
incoccata nell'arco colpi' il cespuglio vicino. - Una beccaccia! Grazie
Moghul perlomeno non mi presentero' a mani vuote -Taal si avvicino' al
gruppetto raccolto attorno a Mabel, con un fischio attiro' la loro
attenzione.
- Sei gia' arrivata? Non lo avrei mai immaginato... cosi' ho pensato di
ingannare il tempo andando a caccia - disse Taal mostrando la preda.
Tentava di mostrarsi indifferente ma aveva lo stomaco chiuso dalla
rabbia cosi' non si accorse di un fosso davanti a lui. La caduta fu
rovinosa, il dolore alla gamba destra era fortissimo. Galath, Blastula e
Mezzanotte gli furono subito attorno, costruirono in fretta una slitta
su cui caricarlo e gli steccarono la gamba.- Ora noi dobbiamo andare,
-dissero i tre - non e' bene che Asiram sappia che vi siamo venuti
incontro e neanche che vi eravate divisi. Arrivederci a Kolise.
Nurah e Ace cavalcavano affiancati. Scuri in viso e visibilmente
preoccupati. Nei pressi del ponte sul Kruill Nurah ruppe il silenzio.
- Arriveremo fino alla piana, non possiamo andare oltre, ci sono troppi
ribelli in questa regione.-
- Dobbiamo riuscire a trovarli, e' anche colpa nostra se si sono
cacciati in questa situazione. Rispose Ace Si, effettivamente abbiamo
esagerato in taverna la scorsa settimana, abbiamo stuzzicato Mabel e
Taal per poi goderci la zuffa, chi poteva pensare che sarebbe andata a
finire cosi?-
- Kristal e Haart copriranno la nostra assenza per un giorno, non
possono essere lontani. Dobbiamo recuperarli e portarli a Kolise entro
il termine fissato da Asiram.-
I due avevano appena finito il discorso quando videro in lontananza
Voltaire e un Hammers che lo conduceva. Spronarono i cavalli per
raggiungere la carovana. Mabel teneva la cavezza dell'asino che
trascinava una slitta improvvisata. Sulla slitta, avvolto in una coperta
Taal giaceva con una gamba fasciata. Nurah si chino' per prestare un
primo soccorso.
- Non e' nulla di grave, entro due settimane sara' di nuovo in piedi, ma
ora torniamo a Kolise, il sole sta tramontando e Asiram sara' felice di
avere le mappe della cordigliera con un giorno di anticipo.
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