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Sybylla

Immagine del racconto

 

< Una missiva per me? > allungai la mano oltre la mia scrivania per prendere la pergamena che il corriere imperiale mi aveva recapitato alla caserma degli Esploratori.
Riconobbi subito il sigillo di Madras Kristal, e la lessi rapidamente; il messo rimaneva in piedi davanti a me, irrigidito sugli attenti, e io lo notai appena lasciando che rimanesse immobile davanti a me.

Chi mi conosce sa quanto in realtà detesti le formalità, cercando di mettere ognuno a proprio agio, ma ero pur sempre un vicecomandante di un glorioso reparto al servizio della nostra imperatrice, e il mio grado esigeva che fossero mantenute certe formalità e rispettati i protocolli disposti a suo tempo da Otsuaf, primo comandante dei Lokot, per il volere di sua altezza la nostra imperatrice.
Vergai rapidamente una risposta, e la porsi al giovane messaggero.
Risposi al suo saluto militare facendolo attendere giusto un paio di secondi, e finalmente potè girarsi rapidamente e guadagnare l'uscita, sentendosi finalmente più sollevato.

Osservai nuovamente la missiva, vergata nei caratteri eleganti della Eccelsa, e la posai finalmente nel portacarte, insieme ad un'altra missiva, che mi era giunta poco prima, per uno strano caso del destino, vergata però con una grafia meno elegante, dai tratti molto marcati, quasi volesse graffiare la carta che lo recava.
La missiva era di una giovane Zaira, appena arruolata, che mi chiedeva di aiutarla ad ambientarsi nella sua nuova veste.
Chi scriveva in quella grafia poteva solo avere un carattere temprato come l'acciaio della mia Kanassa, ed altrettanto tagliente. Non mancava certo di spirito di iniziativa, pensai, ed ora non potevo stupirmi quando il giovane cadetto di turno come capoposto venne ad annunciarmi la visita di una giovane Zaira dai lunghi capelli biondi.

Era certo una ragazza molto forte; bionda, con due luminosi occhi verdi ed un fisico statuario che le avrebbe sicuramente permesso di eccellere in battaglia.
La sua missiva aveva persino preceduto quella di Kristal, ed ora mi stava davanti fronteggiandomi con espressione risoluta e fiera.

La invitai a sedersi, e mentre mi raccontava la sua storia, mi alzai per andare alla finestra per osservare il giorno lasciare il posto ad una nuova notte.
La sesta era ormai era alle porte, e tutti noi saremmo stati presto impegnati a difendere la nostra patria al prezzo della stessa vita; io osservavo la ragazza, il suo modo di muovere le mani affusolate per sottolineare i concetti, per dar forza ad una riflessione.. e ne fui affascinato. Avrebbe fatto molta strada, ed io ero pronto ad assecondarla e a guidarla per fare di lei una amazzone valorosa.

< Farò predisporre una stanza per te, qui al comando, che resterà a tua disposizione per tutte le volte che tornerai a farmi visita. Un Kopler ti accompagnerà appena uscirai di qui. Stasera potrai cenare al circolo ufficiali, e sarai mia ospite, domattina inizierai il tuo addestramento, e presto potrai uscire per conquistare il tuo primo fregio. Tutto chiaro? >

La guardai dritta negli occhi, alzando leggermente il sopracciglio per sottolineare la domanda, poi finalmente distesi le mie labbra in un sorriso che lei mi ricambiò illuminando di smeraldo i suoi occhi.
 

Galath

 

 

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