Una triste partenza
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Tutta Kanveska dormiva
tranquillamente cullata dalla magia dei suoi sogni. Mystryl
splendeva alta nella limpida notte estiva e la sua luce,
mescolandosi con le ombre della notte, creava un'incantevole
atmosfera ovunque nelle antiche terre di Arcano. |
Ma, nell'interno di una casa, il corpo celeste si rifletteva purtroppo
sul viso di una fanciulla che piangeva silenziosamente. La strega seduta
sul suo letto guardava la sacca preparata ormai da tempo: il giorno
della partenza era giunto, poichè una difficile missione l'attendeva.
Doveva trovare un'erba medicinale per curare una malattia che aveva
colpito alcuni hammers. Dopo molti studi su un tomo ormai consunto,
aveva trovato forse il rimedio: purtroppo c'era solo una immagine
sbiadita e l'unico indizio per trovare dove cresceva era racchiuso in
una specie di indovinello:
''Segui la via oltre i confini di queste terre, cerca dove Amanuator
muore tra le rocce e due occhi vivono e muoiono con lui''.
Sarebbe stato difficile, ma non temeva i pericoli che avrebbero potuto
presentarsi, il suo cuore temeva più la lontananza da ciò che le era più
caro.
Uscì dalla porta e si diresse verso il cavallo, lo accarezzò dolcemente
e lui intuendo la inquietudine che la turbava, asciugò con il suo muso
le lacrime ed un sorriso apparve su Kikka.
"Si piccolo, lo so.. ci sarai tu che mi terrai compagnia in questi
mesi".
Si avviò con il caro destriero verso la periferia della città, ma prima
affidò ai corrieri un grande cesto di rose. Su ognuna c'era scritto un
nome di un hammer a cui la strega voleva bene, oltre alla rosa c'era un
piccolo sacchettino e una pergamena con una dedica:
"Una rosa bianca e dei biscotti perchè tu non possa dimenticare la
candida e dolce amicizia che ci lega.
Ti voglio bene"
Ed ora un'ultima tappa prima di varcare i confini di Arcano.
Cavalcò a lungo e finalmente la ragazza scorse un albero ormai
famigliare, prese le briglie di Shaki e proseguì a piedi. Arrivata sotto
l'arbusto si arrampicò e si mise su un ramo, dove lì vicino dormiva
tranquillo Paido. Si sedette sotto le foglie pensierosa e la sua mente
vagava tra i momenti passati insieme.
Tra le mani guardava con emozione il primo regalo che aveva ricevuto da
lui in occasione di una delle tante cenette che organizzava: un ciondolo
d'argento raffigurante una spada con una rosa aggrovigliata sulla lama.
E poi come poteva dimenticare la serata del suo compleanno, quando una
volta finiti i festeggiamenti con la chitarra aveva suonato per lei in
taverna...
Rimase lì per un po' di tempo, gli accarezzò dolcemente il viso e per un
attimo fu tentata di svegliarlo, ma sapeva che non avrebbe avuto più la
forza di partire.
La strega appoggiò vicino a lui una rosa rossa, i biscotti e cominciò a
scrivere:
"durante questo viaggio..
i ricordi del nostro amore
saranno racchiusi nel firmamento
del mio cuore,
dove ogni stella è un sorriso
che mi hai donato.
Ora le nuvole intrise di pioggia
opprimono questo cielo
perchè tu mio sole sarai lontano...
annego e naufrago in questo dolore
ma tu sei la mia ancora
e il pensiero di te mi salverà.."
Le lacrime ricominciarono a scorrere mentre metteva la pergamena vicino
al fiore, lo guardò per un'ultima volta e scese dall'albero senza far
rumore.
Si allontanò con il cuore ormai a pezzi, ma pronta ad affrontare quanto
le era stato chiesto per il bene di Arcano.
Non si voltò neanche una volta, sarebbe stato troppo doloroso... ma
presto sarebbe ritornata.
Kikka
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