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Il Mistero della Città delle Stelle
 

Immagine del racconto

Aegon

CAPITOLO 1

Il Bella Vita!" un sorriso solcò il volto dell'oscuro Comandante "Molte lune sono passate da quando intrecciavo questo magnifico esemplare di Madre Natura nei capelli di una donna, molte cose sono però diverse ora".

Aegon guardò il cielo e sospirò "Mi spiace ma non posso accettarlo. Ora, gli unici fiori che porto sempre con me sono le mie Spade, fiori di vita e fiori di morte.
Conservalo e donalo alla prossima donna il cui viso sarà cupo e triste, vedrai che sarà ben lieta di riceverlo, e quando il sorriso comparirà di nuovo sul suo bel viso dille: "Da parte di Aegon del Drago, il quale desidera che la tua tristezza alberghi fuori le porte di questa ridente città". Ora riprendi la tua strada, e che le Dee siano sempre benevole con te."
Congedatosi dal giullare l'Etek incominciò a girare la città in cerca di qualche stalla dimenticata e lontana da occhi indiscreti dove togliersi di dosso il peso, ma soprattutto l'odore, del lungo viaggio e dove riposare fino alle prima ore della notte, ore nelle quali sarebbe andato in perlustrazione della nuova città.


CAPITOLO 2

"Eccola! La parata è cominciata!" Aegon pensò. In capo alla parata c'era un consistente gruppo di musici che, avvolti nei colori Imperiali, intonavano meravigliose melodie cariche di gioia e di speranza; al loro seguito gli sbandieratori si esibivano facendo danzare nell'azzurro cielo il lupo, il drago,la torre e tutti gli altri stemmi delle principali case nobiliari; a precedere la corte reale, piena zeppa di nobili che dispensavano saluti e baci a destra e a manca, c'era un gruppo di clown che, con piroette ed esilaranti scenette, catturava le risa dei più piccoli; ultimo nella fila il Re sulla sua mastodontica carrozza: un mostro gigantesco di ferro, legno e miara, che poggiava su quattro ruote e che veniva trainato da più di una dozzina di cavalli, e lì, sopra al suo trono, vi era il Re che elargiva saluti e benedizioni proprio come un padre fa con i suoi figli.
"Mai i miei occhi hanno visto un simile spettacolo, tutta la città sembra ansiosa di incominciare questa festa, tutti come se avessero la voglia di voltar pagina!".


CAPITOLO 3

"Cosa voleva quel vecchio? E perchè il mio corpo era quasi come paralizzato dal suo sguardo? Tutto ciò non mi convince, devo avvicinarmi di più alla carrozza del Re" Aegon cercò di farsi spazio tra le migliaia di persone che erano accorse alla parata per vedere Re Elderion e la sua corte, e, non senza pestare qualche piede, riuscì a posizionarsi di fianco alla carrozza in tempo per assistere all'orribile scena; per la seconda volta in quel giorno Aegon si sentiva impotente di fronte a quel vecchio, paralizzato come se 100 soldati attanagliassero le sue membra; Aegon cercò di liberarsi da quelle mani invisibili, ma più si sforzava nel divincolarsi e più si sentiva che le sue forze l'abbandonavano; ogni suo sforzo era vano ma quando se ne rese conto era già troppo tardi e nel giro di una manciata di dan si ritrovò per terra a mangiare la polvere.
Quando il Comandante Etek riprese i sensi era a pezzi: gli doleva la testa e più volte diede di stomaco, il suo magnifico mantello nero era fradicio di sudore e di ridotto ad uno straccio e il sangue gli sgorgava copioso dalla ferita sopra l'occhio che si era procurato cadendo; cercò in qualche modo di alzarsi facendosi forza sulla sua spada, più volte tornò a terra , ma alla fine riuscì ad alzarsi e a guardarsi intorno:
"Ma che diamine succede in questa città" pensò tamponandosi la ferita "un vecchio uccide quasi il loro Re, e questi pazzi non sanno far altro che cantare e ballare! Ma qui sono tutti matti! Devo saperne di più su quell'uomo della Torre Oscura e su quel dannato Fiore che ha dato al Re. Un momento! Un momento! Quel fiore sembra essere lo stesso fiore che quel pagliaccio rifilava ai nuovi giunti! Devo muovermi immediatamente, la città potrebbe essere in pericolo e altri Hammers potrebbero essere esposti a rischi! Al diavolo quello stupido spettacolo, stasera le uniche cose che vedrò ballare saranno le luci delle candele che si infrangono sulle mura della Biblioteca e sulle pagine della Torre Oscura!"


CAPITOLO 4

“Confermo le mie supposizioni!!!” pensò Aegon di ritorno dalla Arena della Stella Madre “Ho visto Re Elderion essere mangiato dai vermi, e questa gente gioca e si diverte come se nulla fosse successo. Le mie ricerche per fortuna sono andate a buon fine: quel vecchio ha nominato la Torre Oscura che, almeno secondo i libri della Biblioteca, non dovrebbe esistere più in quanto sterminata da Re Elderion in persona, certo potrebbe essere che qualche suddito o qualche esponente della corte reale sia scappato all’eccidio e ora stia cercando di vendicarsi, ma perché proprio durante la festa, perché farlo di fronte a migliaia di persone e soprattutto di fronte alla guardie? E poi il fior di BellaVita, una specie di conduttore magico, sperso che sia solo un caso i Fiori di BellaVita in mano a quel Giullare. Bah... forse mi sto solo impressionando, forse sono talmente abituato alle battaglie e alla morte che la vedo ovunque”. In quell’istante i pensieri di Aegon furono catturati dalle urla provenienti dal vicino vicolo, subito l’Etek corse dalla nella direzione da cui esse provenivano. E per la seconda volta fu di fronte alla morte:
“No mi sa che il pericolo c’è ed è pure grosso!” pensò Aegon vedendo il corpo scarnificato dai vermi “Scommetto che se lo perquisisco trovo un Fiore di Bella Vita!”. E così fu.
Dopo poco un gruppo di gendarmi portò via il corpo disperdendo i presenti.
 


 

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