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Allenamento a Bakar

Immagine del racconto

 

Avevo trascorso tutto il giorno alla piana.
Dapprima seduto su un basso tronco di un vecchio albero sul limitare del bosco che sorveglia la piana a scrivere un po’ di memorie, la lista della spesa da fare ai grandi magazzini imperiali, un paio di filastrocche, un certo numero di nomi di briganti da tenere sotto controllo, i regali da fare a Stella..
Mannaggia, quant'è dura la vita del mercante..

Ogni tanto alzavo gli occhi a scrutare l'immensa pianura che mi si presentava davanti agli occhi: sempre uguale sempre diversa, i giochi di luce e ombra nella lotta tra Amanuator e nuvole viandanti mi avevano accompagnato per gran parte del tempo.
Il silenzio era sporadicamente spezzato dal galoppo di qualche carovana in lontananza, esploratori, famiglie intere di Hammer dei villaggi che passavano di lì chi per necessità chi per tramandare la storia di generazione in generazione.
Una Kopler delle Roka mi aveva persino lasciato le indicazioni per raggiungere la sua casa, nonostante le avessi dichiarato apertamente la mia indisponibilità, il mio cuore è già pregno di sentimento.. *sospiro* Stella, Stella, dove sei.. non mi rimane che il tuo bigliettino trovato l'altra mattina al mio risveglio con su scritto 'A presto, amore mio'
Dopo il leggero pranzo mi spinsi verso il centro della piana stessa. Qualche spada conficcata nel terreno qua e là, un paio d’elmi rovinati, le ossa..
Erano gli eterni testimoni di ciò che era stato.
Ogni tanto una folata di vento portava una nota d’oblio.
Stetti lì, a riempirmi l'animo del coraggio degli Hammers che lì avevano donato la vita al nostro mondo.
Finché non iniziò ad arrivare un po’ di gente, notai Silver_Wind e Omixia tra tutti.
Eppoi Galdor.

***

Eccomi finalmente pronto ad incrociare lama con l'amico Temp!
Sfida amichevole la nostra, nata senza rancori od offesa alcuna, forse per noia dopo tanta inattività.
Era molto che aspettavo la possibilità di confrontarmi con alcuno che non facesse parte del mio glorioso gruppo. Lo stesso desiderio che mi aveva portato a partecipare alla Giostra di Moghul.
Il mio avversario è un mercante... mercante arguto ed ambizioso, con un’astuzia tutta sua anche se scarso d’esperienze di lotta, con un’armatura degna di un comandante guerriero, ed un’arma convenzionale che ha pari in tutta Arcano….. si tratta senz’altro dell’opera d’Aegon…. Fino ad oggi n’avevo solo sentito parlare…
Dal suo aspetto dedussi che non devo sottovalutare questo scontro… non è uno sprovveduto come può far credere…
Il luogo dello scontro è nella piana di Bakar.... teatro di una delle più sanguinose battaglie mai combattute su Arcano... chissà perché ha scelto questo luogo il mio sfidante...
Giungo alla piana a cavallo del mio Snowdance e noto stupito che una piccola folla è già presente per assistere a questo scontro. Non mi soffermo sui volti dei presenti, ormai in una sorta di trance interiore. La concentrazione è la base di tutto. E' la prima cosa che mi è stata insegnata.
Smonto lentamente da cavallo. Mi sono preparato prima di partire con una lorica in cuoio scuro indossata sopra alla mia tunica nera e le protezioni di bronzo poste su gambe ed avambracci dalle cui giunture appaiono alcune cicatrici inflittimi in battaglia.
Per questo scontro ho deciso di utilizzare la vecchia spada del mio patrigno... una spada robusta ma bilanciata con rostri in bronzo, lunga oltre sei palmi con profili seghettati nella parte forte della lama. Solitamente la accompagno all'utilizzo di un gladio affilatissimo nella mano sinistra, ma questa volta preferisco affidarmi ad un piccolo scudo a mezzaluna vendutomi guarda caso proprio da Temp! Controllo che le fibbie della mia armatura siano ben strette dopodiché afferro lo scudo con la sinistra tenendo la presa ben salda.
Provo la spada con una serie di movimenti rotatori fino a sentirmi un tutt'uno con lei... è un prolungamento del mio braccio

****

Galdor é determinato tanto quanto io intimorito.
Mannaggia alla mia lingua fanfarona da mercante. Dulkar, guerrieri temibili e formidabili.
Tolgo il mio mantello, l'armatura leggera in cuoio borchiato pronta a salvaguardare maggiormente le mie parti vitali, usata ben poche volte prima, lascia intravedere la cotta di maglie che mi ricopre tutta la parte superiore del corpo, poi spallacci, cubitiere, danziera e schinieri.
L'espressione del Dragone muta in stupore ben dissimulato allorché estraggo da dietro la schiena la mia arma, il terribile falcetto da battaglia, forgiato dal comandante Etek Aegon del Drago in persona.
Arma da botta e da taglio insieme, con una non troppo pronunciata curvatura finale molto affilata, ricorda lontanamente una scimitarra, un metro di dolore.
Affilatura che va via via scemando man mano che la lama s’inspessisce avvicinandosi all'impugnatura ben protetta, che sfocia in un pomo appuntito, strumento d’offesa estrema e di bilanciamento perfetto dell'arma.
Il mio scudo è un coperchio di una pentola adattato alla pugna. Uno dei primi regali di Stella, portato dai suoi viaggi chissà dove, ottenuto da una lega di lava e miara da chissà che fabbro, molto duro e leggero, mezzo metro di diametro.
Attraversa il mio petto una cinghia con tre pugnali da lancio inguainati ma comodi da prendere con la destra.

***

Finalmente pronto, entro nel cerchio formato dai curiosi spettatori con la spada sguainata....mi sento un gladiatore nell'arena e ... Temp è lì davanti a me con la sua arma in mano.
Saluto e mi metto in posizione.
- A te la prima mossa!
Lo guardo, mi pongo in posizione di guardia destra a 4-5 metri da Galdor.
Lo sguardo è vigile.

***

Si pone in guardia di fronte a me ed ha inizio il combattimento.
Attende una mia mossa…. Non è uno stupido….
Inizio a girare lentamente in cerchio in senso orario porgendogli il mio lato sinistro riparato dallo scudo …. Voglio che gli rimangano ben impresse le fauci del drago che vi sono raffigurate in bassorilievo…. Brandisco invece con la destra la spada, tenendone l’elsa appena sopra la testa... la punta rivolta in avanti con un'angolazione di circa 30° verso il basso, in una posizione di guardia che ho avuto ben modo di sperimentare…
Cerco di valutare con estrema attenzione i suoi punti di forza ed i suoi punti deboli….
Lentamente si stringe il cerchio che sto disegnando intorno a lui…. Il busto rimane eretto ma le gambe si flettono leggermente pronte a caricare ma anche a reggere un attacco improvviso…. La distanza tra noi si riduce a poco meno di tre metri …
Provo a coglierlo di sorpresa scattando fulmineo avanti di un passo facendo perno sul piede sinistro, vibrando un fendente dall’alto verso il basso da destra verso sinistra proprio all’altezza del suo scudo per saggiarne le difese…

***

Vedendo che Galdor comincia a girarmi intorno e nel frattempo lentamente ad avvicinarsi, faccio in modo che il mio corpo stia sempre di fronte al suo fianco sinistro avanzato, indi dalla Guardia destra in cui inizialmente mi trovo inizio, ad eseguire vari passi d’intagliata, spostando il piede sinistro verso sinistra e richiamando il destro. I muscoli e i nervi sono tesi al punto giusto, pronti a reagire al minimo brusco movimento del mio temibile rivale.
'SDENG' il colpo infertomi sullo scudo riecheggia suoni familiari.
Me lo aspettavo. Dalla posizione di guardia in cui era Galdor, per caricare il fendente dall'alto verso il basso da sinistra verso destra con una certa potenza, ci ha rimesso in velocità.
Pongo l'avambraccio in modo che lo scudo sia perfettamente perpendicolare alla retta proposta dalla sua spada, flettendo e imprimendo più potenza nelle gambe per attutire il colpo.
Nello stesso tempo mi preparo con la destra un montante dal basso verso l'alto da destra verso sinistra indirizzato verso quel bel scudo che il mio amico Galdor si ritrova..

***

Il mio avversario ha retto egregiamente il primo attacco ed ovviamente ha risposto in contrattacco con un montante dal basso verso l'alto che si infrange con forza contro lo scudo nella mia sinistra ... piuttosto prevedibile...
Infatti forse per esperienza, forse per istinto o forse per sfrontatezza, rapido come un’Hybrian di Nosambra, facendo perno sul piede destro ruoto in senso orario, dando le spalle per un attimo a Temp, e vibro un dritto tondo protendendo il mio braccio destro all'infuori, parallelamente al terreno .... la mia lama è diretta pertanto a colpire la spalla destra teoricamente scoperta a seguito del montante appena eseguito....
Non mi fermo a controllare se il colpo è andato a segno.... faccio piuttosto un passo indietro con il piede destro ponendomi di fronte al mercante con lo scudo avanti e la spada in guardia nella destra...

***

Arguto come pochi il caro Dulkar fa subito sul serio, quasi mi coglie alla sprovvista, faccio appena in tempo a battere sul suo scudo il poderoso montante: lui è già lì che si gira su se stesso caricando un dritto tondo che fende l'aria ad una velocità impressionante.
Per non parlare della potenza che la forza centrifuga impone.
Fortunatamente la mia concentrazione non difetta in reattività e portando indietro il piede destro per non perdere equilibrio e flettendo il busto indietro, riesco a schivare quasi del tutto quel colpo formidabile che mi avrebbe sicuramente frantumato lo spallaccio destro.
Che spavento vedere quella lama che taglia di netto la cintura coi pugnali che avevo a tracolla e solca come un aratro la mia armatura di pelle borchiata, facendo intravedere gli strati di stoffa sottostanti.
Non posso perdere tempo, mentre si rimette in posizione, non posso provare un affondo data l'esile distanza che ci divide, punto i piedi e dirigo un'imbroccata a punta roversa che compie una retta che sale di 30° verso la sua spalla destra. Il mio scudo incontra la sua spada, destabilizzandola.

***

Poco c'è mancato che il mio colpo andasse a segno e che lo scontro fosse sospeso... il mio colpo era devastante.... fortuna che il buon mercante è agile e reattivo altrimenti la Rais avrebbe avuto un seguace in meno!
Fortuitamente il suo scudo colpisce la mia spada e mi fa perdere quei pochi attimi che in molti casi possono essere essenziali per una rapida vittoria. Dalla sua posizione, in un equilibrio instabile, Temp riesce ad allentare ulteriormente la pressione del mio attacco cercando di colpirmi con un'imbroccata non troppo convinta dall'alto verso il basso che punta dritta alla mia spalla destra. L'unica soluzione per evitare di essere colpito, avendo perso tempo prezioso a recuperare l'uso della mia spada è protendere lo scudo fino ad impattare con la lama del suo falcetto da combattimento.
L'impatto è forte ed il mio scudo rimane ammaccato. La parata mi dà però il tempo di preparare un nuovo attacco: piego lentamente la gamba sinistra e facendo un passo avanti con la destra carico un fendente roteando vorticosamente il mio braccio destro... una volta sopra la mia testa il braccio è completamente disteso è la lama prende velocità in direzione della sua arma ancora alzata....

***

Guardando attentamente lo scontro, che doveva essere amichevole e d'allenamento, valutando bene le mosse dei due contendenti, con particolare premura a non fare arrivare colpi troppo potenti al mercante e annotando i pregi e i difetti della tecnica di combattimento del mio "fratellino".
Un momento troppo tardi mi sono accorto del colpo caricato dal Dragone, ma fortunatamente il mercante riuscì ad evitarlo, mi sembrava che fossi invecchiato un po’...
Perplesso prendo in mano la mia fida ascia, amica in molte battaglie e allenamenti, sia come offesa sia come valida difesa, pronto per lanciarla tra i due al minimo seno di un altro colpo troppo potente da parte del Dragone o del mercante.
Proprio ora Galdor sta caricando un altro colpo, anche questo forte ma non come il precedente, l'armatura di Temperley dovrebbe reggere all'urto, nel caso non lo schivasse.

***

Accipicchia quanta foga il dragone!
La nostra imperatrice dovrebbe essere fiera, e lo è sicuramente, di avere a sua difesa dei combattenti eccezionali come Galdor.
Il suo colpo difensivo sta rapidamente raggiungendo il mio falcetto.
Provo a incanalare gran parte della forza che mi ritrovo in un mezzotempo a cozzare sulla sua spada:
Siamo faccia a faccia, entrambi col piede destro avanti.
<Galdor, ma da chi.. hai comprato.. quello scudo.. Materiale scadente..> gli rivolgo con un mezzo sogghigno provato dallo sforzo enorme.
Cerco così di distrarlo a parole, tentando di tenere fissi i suoi occhi sui miei, mentre lascio scorrere la pianta del mio piede sinistro quei pochi centimetri che bastano a renderlo parallelo all'asse dello scontro, per rendere più stabile la presa a terra, gli imprimo la massima potenza flettendolo leggermente..
<Sei un guerriero formidabile, mentre io posso al massimo fare.. l'addetto alle vettovaglie..>
Il trovar spada ormai non era più perpendicolare al terreno, ma stava prendendo un'angolazione sfavorevole nei miei confronti. Era quello che volevo.
Fulmineo lascio partire una ginocchiata col ginocchio destro al ravvicinato interno coscia del mio avversario.

***

La foga dello scontro accende dentro di me ricordi che molte volte vorrei cancellare…troppi combattimenti e troppi morti questi occhi hanno dovuto vedere nella pur giovane vita…
Mi rendo conto di essermi lasciato prendere troppo la mano proprio mentre la mia lama cala impietosa verso la spalla sinistra di Temp…. Un attimo di indecisione da parte mia facilita la difesa del mercante che intercetta il fendente incrociando la lama con il suo sorprendente falcetto….. il combattimento è serrato ed oramai siamo quasi a contatto, viso a viso…..
Non perde la voglia di scherzare il buon Temp o forse prende tempo per prepararmi una sorpresa…….
Niente di più esatto! La scaltrezza del mercante supplisce senz’altro alla sua inferiore forza fisica…..
Proprio mentre lo sto costringendo a piegarsi sotto la mia pressione supportata dalla gamba destra ormai piegata a novanta gradi nel massimo sforzo e con la sinistra che spinge quasi esclusivamente con la punta del piede a terra, una ginocchiata fulminea colpisce l’interno coscia della gamba che tengo avanti.
Mossa da manuale direi……
Il mio equilibrio si fa precario …. Faccio l’unica cosa che ritengo possibile per guadagnare tempo…. Spingo violentemente lontano il mio avversario con il braccio protetto dallo scudo prima che gli venga in mente di assalirmi di nuovo…

***

Ho battuto una schienata tremenda al suolo, continuando il mio moto per altre 3-4 metri strisciando per terra. Un polverone si alza dai lati del mio corpo al contatto col duro terreno.
Rimango lì, immobile, col respiro affannato a guardare il colore del cielo arcanese al crepuscolo.
Il sudore mi fa bruciare gli occhi e la polvere fa il resto. Le membra mi fanno male.
Inizio a ridere soddisfatto, dapprima piano poi di gusto, sempre più forte mentre tento di rialzarmi.

***

Lo sforzo per allontanare il mercante...... sommato al colpo alla gamba destra che mi ha rifilato mi fanno perdere l'equilibrio e sono costretto a poggiare a terra il ginocchio destro in una sorta di genuflessione.....
Gocce di sudore imperlano la mia fronte mentre riprendo fiato in quella posizione quasi di preghiera.....
Nel frattempo osservo il mio avversario che si trova a circa 3 metri di distanza da dove mi trovo, ancora disteso a terra in posizione supina......
Non pensavo di averlo colpito con tanta forza.....
Lentamente riprendo il controllo della situazione ed in quel mentre noto che il buon Temp si rialza ridendo..... Che sagoma il mercante..... Non posso fare a meno di cominciare a ridere di rimando mentre appoggiandomi alla gamba flessa mi rialzo in posizione eretta.....

***

Sporco e puzzolente,
Lancio via il falcetto male
Porgo la mano a Galdor sorridente
Facendo un passo avanti lentamente.

Guerriero dalla forza sorprendente,
Nobile nel cuore et arguto nella mente.
Abbi pietà del misero mercante,
Sai com'è, Dragone, di commesse ce n'è tante..

A te m'inchino buon mercante
Le tue virtù son proprio tante,
Non soltanto per l'impegno
Come avversario sei stato degno!

Non intendo rubarti altro tempo...
Comunque sappi che non avrà scampo
Colui che preso da arroganza
Di te e del tuo amor vorrà far mattanza...
Con il mio pugno e la mia spada
Con un sol fischio correrò per tenerlo a bada!

***

Siamo qua, l'uno di fronte all'altro a farci una sana risata. Le urla deliziate degli spettatori ci accompagnano.
Io aspetto col braccio teso che il mio avversario mi stringa la mano destra.
Lo fa.
Fulmineo con presa ben salda compio un movimento rotatorio in senso orario del polso, girandogli il braccio e costringendolo a girarsi di schiena. Non se lo aspettava.
Siamo attaccati, sto ben attento ai probabili calci che gli verrebbe da tirare all'indietro.
Gli passo il braccio sinistro attorno al collo: le parti inferiore e superiore del mio scudo attanagliano rispettivamente il suo petto ed il suo naso, estorcendogli delle simpatiche smorfie.
Gli parlo all'orecchio: <Vecchio mio, hai vinto, ma stai sempre attento..>

Mollo la presa e ci abbracciamo fraternamente.
L'applauso che si alza ce lo meritiamo proprio.
A presto, Dragone.

***

Gran figlio di ..... buona donna!
Io gli tendo la mano per aiutarlo a rialzarsi e lui con una mossa di lotta libera mi blocca completamente mani e braccia! Mi schernisce dicendomi di stare attento..... simpatico....>_<..!!!
Dopo essermi liberato dalla sua morsa lo abbraccio fraternamente e ridendo lo saluto:
- Senz'altro ci rivedremo presto..... anche perché mi devi rimediare uno scudo nuovo!!! ^__*
Salute a te Mercante!

***

Avvicinandomi a Galdor una volta conclusosi lo scontro e salutando Temperley sfidante degno di nota, sebbene sia un mercante e non un guerriero.
< Scommetto che non te la aspettavi la presa finale di quel simpaticone!!> Appoggiandogli la mano sulla spalla.
< Davvero! Non avrei mai pensato a una mossa così, dopo lo scontro>
< Eheheheh, comunque sei stato bravo, sebbene per un momento hai scordato che era un allenamento >
< Sé visto così tanto?> Cercando di dissimulare l’imbarazzo di non essere stato in grado di controllare il colpo.
< Eeeh già, per fortuna ha schivato, altrimenti…, ma non pensiamoci, ricordati che devi ancora migliorare e da domani t’aspetto agli allenamenti!!>
< Subito al lavoro eh, maestro d’arme?? >
< Certo, ma stasera t’aspetto in taverna che ti sei meritato un paio di birre> dissi sorridendo
< Aaah ecco!! Il vecchio Silver non si smentisce mai! > rispose contento
< Son fatto così… ah questo è per il “vecchio”> Assestandogli un pugno ad altezza stomaco <Senza rancore neh?>
< Cough, senza rancore>
E c’avviammo verso la taverna.


 
Temperley, Galdor_Falassion e Silver_Wind
 

 

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