La Giostra di Moghul
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LA GIOSTRA
La competizione
più importante del torneo, la Grande Giostra di Moghul, attira ed
entusiasma ad ogni edizione cavalieri provenienti da ogni parte di
Arcano. |
I
contendenti si affronteranno a cavallo, correndo l'uno contro l'altro
lancia in resta con l'obiettivo di colpire l'avversario sul corpo o
sull'elmo: il vincitore di ogni scontro sarà il cavaliere che riuscirà a
rompere il maggior numero di volte la lancia sul corpo (o sull'elmo)
dell'avversario, o in alternativa a disarcionarlo, vincendo in questo
caso anche la sua cavalcatura. Gli scontri della Giostra, intensi ed
emozionanti, sono quelli che attirano il maggior numero di pubblico:
prima di ciascuno di essi, gli Araldi (Hammers scelti dal cavaliere) dei
contendenti provvederanno a cantare le lodi dei loro “Signori” agli
astanti.
REQUISITI, MODALITA' DI ISCRIZIONE, EQUIPAGGIAMENTO
Sono ammessi a partecipare soltanto Guerrieri, Dragoni, Esploratori e
Amazzoni, provenienti da qualsiasi Kioskas; verranno richieste le
generalità del partecipante: Nome, stemma di riconoscimento o della
casata di appartenenza, Gruppo di appartenenza, carica all’interno del
gruppo, titoli in Arcano, eventuale nome della dama a cui dedicare la
vittoria, nome del cavallo e nome dell’eventuale Araldo (possono essere
anche altri partecipanti al torneo o il partecipante stesso): vi è
inoltre l'obbligo di presentarsi ad ogni scontro con un cavallo sellato,
ferrato e bardato, un'armatura in metallo completa di elmo con visiera,
ed un numero di Lance da Torneo sufficienti (almeno 5); la Lancia da
Torneo è una riproduzione in legno di una Lancia da Cavaliere: la punta
è smussata e costruita in modo da rompersi in caso di impatto diretto
con un bersaglio solido. L'araldo avrà cura di annunciare il suo Signore
al pubblico prima di ciascuno scontro e assisterlo durante la
preparazione.
REGOLAMENTO
La Giostra è tradizionalmente suddivisa in due fasi principali: quella
degli scontri diretti e infine quella delle finali, che si concluderà
nell'arco di una giornata. Per tutte le fasi valgono le seguenti regole:
· I contendenti si sfideranno su di una pista lunga 150 metri suddivisa
in due corsie, delimitate da una barriera centrale in legno; ciascuno
dei due contendenti dovrà riuscire a rompere la lancia colpendo il corpo
dell'avversario.
· Per ogni lancia rotta sul corpo dell'avversario, con la sola eccezione
della testa e delle gambe, verrà totalizzato un punto (una lancia).
· Per ogni lancia rotta sull'elmo dell'avversario verranno totalizzati
due punti (due lance).
· Il contendente che totalizzerà per primo tre punti (tre lance) verrà
dichiarato vincitore dello scontro.
· Indipendentemente dalla parte del corpo colpita e dal punteggio sinora
raggiunto qualora l'avversario dovesse perdere l'equilibrio e cadere da
cavallo sarà da considerarsi disarcionato, perdendo definitivamente lo
scontro ed il cavallo (che diverrà di proprietà dell'avversario).
· Un colpo ad una gamba non sarà considerato valido ai fini del
punteggio: tuttavia si potrà vincere lo scontro se l'avversario verrà
disarcionato in conseguenza dell'impatto, conquistandone anche la
cavalcatura.
· Nel caso (piuttosto frequente) in cui entrambi i contendenti riescano
a colpire l'avversario, i punti relativi verranno assegnati regolarmente
a entrambi: nel caso in cui entrambi i contendenti raggiungano o
superino i 3 punti, vincerà lo scontro colui che avrà raggiunto il
punteggio più elevato: in caso di parità, il vincitore sarà chi dei due
riuscirà a prevalere sull'altro per primo.
· E' assolutamente proibito colpire il cavallo dell'avversario: qualora
ciò dovesse malauguratamente avvenire, lo sfortunato contendente perderà
automaticamente lo scontro.
· Il contendente che dovesse cadere da cavallo senza aver ricevuto un
colpo verrà considerato disarcionato, e dovrà cedere la vittoria e la
cavalcatura all'avversario: in caso di caduta del cavallo, il
contendente dovrà limitarsi ad accettare la sconfitta, senza però dover
cedere la cavalcatura.
· L'araldo potrà in qualsiasi momento ritirare il proprio “Signore”,
coprendo con un telo bianco lo stemma della sua casata (che verrà
affisso, all'inizio di ciascuno scontro, in uno spazio apposito e in
bella vista).
SCONTRI DIRETTI
La seconda fase vedrà quindi fronteggiarsi i contendenti, che si
affronteranno in una serie di scontri ad eliminazione diretta al termine
dei quali resteranno in gara soltanto quattro cavalieri. Saranno questi
quattro, gli Eroi del Palio, ad accedere all'ultima fase della Grande
Giostra (costituita dalle semifinali e le finali).
FINALI
I Quattro Eroi del Palio saranno chiamati ad affrontarsi negli scontri
diretti finali: l'unica differenza rispetto agli scontri precedenti è
costituita dal punteggio, saranno infatti necessari 5 punti (in luogo
dei consueti 3) per assicurarsi la vittoria di una semifinale, e 7 punti
per la gara finale. Anche qui, comunque, in caso di avversario
disarcionato vengono vinti a un tempo lo scontro e la cavalcatura.
PREMIAZIONE
Nimira in persona avrà cura di premiare i Quattro Eroi del Torneo: ai
due semifinalisti verrà assegnato 25 punti valore e 25 scaglie di Miara,
mentre il secondo classificato verrà premiato con 50 Punti Valore e 50
scaglie di Miara. Al primo classificato verrà assegnato la Spada del
Grande Drago, 100 Punti Valore e 100 scaglie di Miara. La spada sarà
consegnata al vincitore dall'Imperatrice Nimira in persona, che lo
nominerà anche Campione del Palio di Moghul.
SVOLGIMENTO
Il combattimento si svolgerà in mailing list (fantasy, arcano o una
creata appositamente).
Ogni Araldo(se presente) manderà una mail prima del combattimento tra
gli sfidanti.
Ogni Concorrente manderà un breve testo (MAX 20 righe) in cui descrive
lo stato d’animo, la preparazione, i colloqui con lo scudiero, ecc… ecc…
prima di ogni scontro. A tale testo verrà attribuito un punteggio (da 0
a 3) che sarà aggiunto al punteggio ottenuto dal tiro dei dadi.
Il Master guiderà lo scontro lanciando i dadi.
La Lancia da Cavalleria.
IL LUOGO DEPUTATO ALLA LEZIONE E' UN PICCOLO CORTILE, CIRCA 300 METRI
QUADRATI, INTERNO DEL QUARTIER GENERALE DEGLI ETEK, CHIUSO TRA QUATTRO
ALTE MURA.
NEL CENTRO DEL CORTILE E' STATA COLLOCATA UNA STACCIONATA CHE LO DIVIDE
IN DUE META' PER QUASI TUTTA LA SUA LUNGHEZZA. ACCANTO A UNA PARETE,
LEGATI A UN'ASSE CHE SPORGE DAL MURO, VI SONO DUE BEGLI ESEMPLARI DI
CAVALLO DA TROTTO, GIA' SELLATI E IMBRIGLIATI; POGGIATE ALLA PARETE
OPPOSTA VI SONO DUE LUNGHE LANCE DI LEGNO. NEL MEZZO DELLA LUNGA
STACCIONATA L'IMMANCABILE MANICHINO CORAZZATO E LE SUE LUNGHE BRACCIA DI
LEGNO, TERMINANTI OGNUNA IN UNO SCUDO.
Aegon: abbiamo già perso troppo tempo, è ora di iniziare. Per favore
amici, sedetevi tutti.
Oggi parleremo di un'arma il cui uso si fregia la cavalleria di,
praticamente, tutti gli eserciti del mondo, la lancia, la lunga lancia
da cavaliere, che, per ovvi motivi, d'ora in poi chiameremo soltanto
lancia di cavalleria.
*si muove verso la parete ove sono poggiate le lance*
La lancia di fanteria, o picca, è un'arma maneggevole e ben equilibrata,
le sue ridotte dimensioni la rendono facilmente trasportabile a piedi;
lo stesso non si può certo dire della lancia di cavalleria
*si ferma accanto a una delle lunghe aste e la tira verso di se con la
mano, a occhio è possibile stimare la sua lunghezza superiore ai due
metri e mezzo*
La lancia di cavalleria ha dimensioni variabili, diciamo che, nella
maggior parte degli esemplari, la sua lunghezza oscilla tra i 3 e i 4
metri e mezzo, comprendendo manico, asta e punta.
Esistono vari tipi di lancia di cavalleria, che variano a seconda dei
suoi utilizzi, se bellici, sportivi o semplicemente "da parata". Quella
che abbiamo qui stasera è il tipo di lancia "da giostra"
*indica la parte inferiore dell'asta, composta da un manico e da un
rinforzo conico che va assottigliandosi in direzione della punta*
* Shademar osserva la lancia*
Questo rinforzo, o guardamano, fa si che il cavaliere riesca a mantenere
la presa anche dopo aver inferto il colpo, essendo le giostre una
competizione "da botta e ripresa" è molto importante che un cavaliere
non percorra, assieme al suo cavallo, tutta la lunghezza dell'arma dopo
aver colpito
*sorride *; il resto dell'asta, nella lancia da giostra, è tutt'uno con
la punta, punta che è composta da semplice legno smussato, incapace di
penetrazione; infatti come certamente saprete, per averne viste o
semplicemente per sentito dire, nelle giostre il punteggio non viene
calcolato in base ai danni fisici inferti all'avversario, ma unicamente
in merito a quale punto del suo corpo è stato colpito; capite da voi che
ferire, o uccidere l'avversario è completamente inutile, e quindi
inutile sarebbe stato creare un'arma da giostra in grado di offendere.
Intendiamoci *solleva un sopracciglio* non è esattamente piacevole
prendersi una cosa del genere in pieno viso, elmo o non elmo, ma
sicuramente le possibilità di sopravvivenza aumentano.
Tutti i presenti nel cortile concordano con Aegon.
Altri tipi di lancia di cavalleria si trovano frequentemente in ambito
bellico, tra le lance militari troviamo spesso semplici lunghe aste
minute di punta metallica, affini alla picca, normalmente i semplici
soldati utilizzano questo tipo di lancia, laddove i cavalieri di
lignaggio più alto sono soliti munirsi di lance dotate dello stesso tipo
di rinforzo conico di quelle da giostra, rinforzo che in guerra diviene
spesso metallico.
Fondamentalmente, la lancia di cavalleria ha un solo utilizzo, laddove
la picca ne possedeva due (offesa e difesa), vale a dire: la carica.
Aldebaran ascolta attentamente il maestro d'armi....
Ho detto carica e non affondo, perchè?
*poggia di nuovo la lancia contro la parete*
un affondo presuppone una forza, generata dai muscoli del combattente,
che spinge l'arma in direzione del suo avversario
*mima un affondo a mani nude*
In realtà, nella lancia di cavalleria, l'unica forza richiesta al
cavaliere è di tenere alta la lancia mentre si avvicina rapidamente al
nemico, e saldamente puntarla dove vuole. Tutto il lavoro lo fa il
cavallo, il quale è strumento indispensabile ed imprescindibile di
questo tipo di attacco.
Dunque l'unica cosa che per ora vi è richiesto di apprendere, sarà come
tenere dritta la lancia durante una carica; può sembrare facile, ma non
lo è... uno degli errori più comuni dei cavalieri inesperti è proprio
quello di tentare di "colpire" con la lancia.
Si perde la testa, si sferra una specie di affondo, che con questo tipo
di arma e con una sola mano, è praticamente impossibile, la lancia si
punta verso il basso e vediamo il cavaliere rimanere sospeso attaccato
alla sua arma, mentre il cavallo se ne va da solo; con ovvia,
conseguente, caduta rovinosa.
Ace ride immaginando la scena.
*si porta l'indice all'altezza dell'occhio destro e lo punta verso i
presenti*
la sola cosa da fare è visualizzare il nemico, che non è fermo, ma
cavalca verso di noi, capire dove lo vogliamo colpire e far si che la
nostra punta sia nella posizione giusta per toccarlo proprio lì quando
ci sarà a tiro! Non c'è scienza, non c'è tecnica né virtuosismo,
giostrare con la lancia vuol dire semplicemente "io ti getterò a terra,
e lo farò perchè la mia presa è più salda della tua". Ci sono domande
finora?
Vendicatore: Comandante allora si gioca molto sulla forza usando la
lancia?
Aegon: Non è l'unica cosa importante Dragone, contano molto anche
l'equilibrio, sia nel tenere la lancia a cavallo senza sbilanciarsi, sia
nell'eventualità in cui si debba assorbire un colpo, ma in ogni caso si,
non è la sola cosa che conta, ma è la cosa più importante.
Vendicatore sorride alla risposta di Aegon: Grazie Comandante
Aegon: Beh? qualcuno che ha voglia di saltare in sella?
Aegon: si avvicina di nuovo alle lance e ne afferra una, tenendola per
il manico e mantenendo la punta verso il cielo.
Aegon: Il nostro Comandante Paido ad esempio? *sorride*
Paido: Ovvio Comandante Aegon
Aegon con la lancia in mano supera la staccionata e si avvicina ai due
cavalli
Aegon:[Paido] Slegate un cavallo e montate, dirigetevi ad una delle
estremità della staccionata.
Paido: bene *si avvicina al cavallo e prende le redini in mano, poggia
un piede sulla staffa e monta in sella, cerca di sistemare la
cavalcatura*
Paido si dirige ad un'estremità del cortile, vicino alla staccionata,
voltandosi poi verso il centro.
Aegon va incontro a Paido con la lancia tenuta ben alta.
Aegon: [Paido] dunque....*gira la lancia con la punta verso terra e
porge il manico a Paido* dovrete impugnare saldamente l'asta, e inserire
la mano nel rinforzo conico fino a che non sentite che non potete andare
oltre! Normalmente questa operazione si fa con il guanto metallico, ma
essendo il vostro avversario un palo di legno con uno scudo non dovrete
preoccuparvi di urti troppo violenti! Il resto del manico va tenuto
"saldamente" sotto il braccio, su, provate!
Paido afferra la lancia, cercando di avvicinare la mano il più possibile
verso l'interno della protezione conica, poi porta il resto del manico
sotto il braccio per imprimere stabilità all'arma.
Paido si sistema meglio sulla sella cercando di trovare un buon
equilibrio.
Aegon: dunque Paido, la giostra la conoscete *indica il pupazzo nel
mezzo della staccionata* quel che dovete fare è cavalcare verso l'altro
lato della staccionata e colpire lo scudo, non abbiate paura del colpo
di rimando dell'altro braccio, sono abbastanza lunghi da permettervi di
passare.
Paido: *sorride* credo d'aver capito, anche se reggere la lancia
richiede notevole forza *ancora non riesce a tenere la lancia dritta*
Aegon: mi raccomando, quando parti al galoppo, cercate di fendere l'aria
con la lancia o l'attrito vi impedirà di tenerla dritta.
Aegon si avvia verso l'altro lato della staccionata.
Aegon: lancia in resta e..... al... GALOPPO!
Paido riesce finalmente a posizionare la lancia, al grido di Aegon fa
partire il cavallo al galoppo piegando il busto leggermente in avanti
per assorbire il colpo.
NEL MOMENTO IN CUI PAIDO SI PIEGA IN AVANTI LA LANCIA, GIA' TENUTA
PRECARIAMENTE, SI PIEGA A DISEGNARE UN ANGOLO DI CIRCA 45 GRADI COL
SUOLO, L'ARMA SI PUNTA CONTRO IL TERRENO SBILANCIANDO IL CAVALIERE;
PAIDO RIESCE MIRACOLOSAMENTE A RESTARE IN SELLA MA LA LANCIA SI SPEZZA
CONTRO IL SELCIATO.
Aegon senza dire nulla si avvia verso la parete e prende la seconda
lancia.
Aegon: uno degli inconvenienti dell'avere una lancia di legno... pensate
che nelle giostre vere i cavalieri se le spezzano addosso *si avvicina a
Paido lancia alla mano*
Aegon: Il tuo errore, seppure inconsciamente, è stato proprio quello che
ho descritto prima.
Paido ferma il cavallo e getta la lancia, o quello che resta di essa, a
terra e si massaggia un pò la spalla
Aegon: Prima di colpire avete cercato di dare vigore al colpo, di
ammortizzarlo e assecondarlo spingendo in avanti il busto.
Paido: <Aegon> sembra che sia riuscito ad eseguire proprio quello che
non dovevo.
Aegon: voi dovete essere quello che sta dritto, è l'avversario che deve
cadere; non abbiate paura che la lancia vi faccia volare via dal
cavallo, al massimo si spezzerà, ma voi, dal rinforzo in giù, siete
protetto.
Aegon: Andiamo, riprovate e cercate di non rompermi anche questa o dovrò
fare un salto in armeria a prenderne altre.
Paido: Spero proprio di non commettere lo stesso errore due volte
*prende la lancia e si riporta in fondo al cortile*
Paido sorride mentre sistema la lancia impugnandola sulla protezione e
poi bloccandola sotto il braccio.
Aegon: andiamo Paido.... fatemi vedere una carica degna di tale nome
stavolta!
Aegon: Lancia in resta! Al GALOPPO!
Paido parte al galoppo verso il bersaglio, la lancia ben ferma sotto il
braccio tenuta salda dall'impugnatura, questa volta resta ben dritto
sulla sella senza accennare nessun movimento
IL PERFETTO EQUILIBRIO E LA POSTURA ASSUNTA DA PAIDO FANNO SI CHE EGLI
QUASI NON SI ACCORGA DI NULLA QUANDO LA LANCIA COLPISCE LO SCUDO,
SEPPURE NON IN MODO PRECISISSIMO, IL RINFORZO DI LEGNO FA IL SUO DOVERE
E IL "PESO" DELL'IMPATTO SI DISTRIBUISCE SULL'ARMA, FACENDO SOLO
SUSSULTARE PAIDO, IL BRACCIO DI LEGNO PRENDE A GIRARE LENTAMENTE.
Aegon: *batte tre volte le mani sonoramente* Ahh!!! QUESTA è una carica,
vedete che se vi ci mettete le sapete fare le cose?
Paido: ferma la corsa del cavallo e si volta verso il centro del cortile
*uhm molto meglio * pensa. Aegon: Signori… la lezione è finita. Ci
vediamo Arcader per la “Giostra di Moghul”.
Le Schede dei Partecipanti
Nome :Shademar
Kioskas :Launam
Gruppo di Appartenenza :Lokot
Carica all'interno del gruppo: Esploratore
Titoli in Arcano: Fidelis
Nome del cavallo: Madras Pazza splendida cavalla da sella e tiro
leggera. Sobria, forte, veloce e adatta ad ogni clima.
Di carattere coraggioso testarda e ribelle. Il suo mantello è dominato
da frequenti riflessi dorati.
Nome Araldo: Shademar
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Ombiasy e Asiram
Nome :Taal
Kioskas :Nakir
Gruppo di Appartenenza :Vulcar
Carica all'interno del gruppo: Esploratore
Titoli in Arcano: Fregio Semplice
Nome del cavallo: Elpidio.
Nome Araldo: Taal
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Kikka
Nome :Vendicatore
Kioskas :Klivia
Gruppo di Appartenenza :Dragoni di Dulkar
Carica all'interno del gruppo: Vice Comandante
Titoli in Arcano: Fregio d'Onore
Nome del cavallo: Sconosciuto.
Nome Araldo: Vendicatore
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Kethry
Nome :Ace
Kioskas :Kolise
Gruppo di Appartenenza :Dragoni di Dulkar
Carica all'interno del gruppo: Dragone
Titoli in Arcano: Avatar
Nome del cavallo: Chirone
Nome Araldo: Rigor M
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Elenie
Nome : Aldebaran Lunanera
Kioskas :Ylea
Gruppo di Appartenenza :Guerrieri Etek
Carica all'interno del gruppo: Guerriero
Titoli in Arcano: Kral
Nome del cavallo: Astil
Nome Araldo: Aegon del Drago
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Dolceluna
Nome : Prometeus
Kioskas :Ylea
Gruppo di Appartenenza :Guerrieri Ardes
Carica all'interno del gruppo: Guerriero
Titoli in Arcano: Kral
Nome del cavallo: Drako
Nome Araldo: Prometeus
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Nurah
Nome : Paido
Kioskas :Nakir
Gruppo di Appartenenza :Esploratori Lokot
Carica all'interno del gruppo: Comandante
Titoli in Arcano: Danger
Nome del cavallo: Wrathchild
Nome Araldo: Paido
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Kloda
Nome : Galdor Falassion
Kioskas :Klivia
Gruppo di Appartenenza :Dragoni di Dulkar
Carica all'interno del gruppo: Dragone
Titoli in Arcano: Kral
Nome del cavallo: Snowdance, stallone baio con piccole macchie bianche
sul mantello
Nome Araldo: Galdor Falassion
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Elix Tramot
La Giostra di Moghul - L'Arena e il Combattimento
AEGON
Un enorme spazio di circa 300 Antìe di lunghezza e 300 di larghezza,
situato alle porte della Kioskas di Kolise, venne adibito come Arena per
la prima edizione della “Giostra di Moghul”.
Le gradinate, disposte in dieci file, brulicanti di Hammers accorsi da
ogni angolo di Arcano, vennero allestite tutto intorno al rettangolo di
gara; dalle ultime file svettavano maestose aste scintillanti sulle
quali sventolavano imperiosi i vessilli degli otto Paladini: la Chimera
di Shademar, il Cavaliere e il Drago di Taal, il Lupo di Vendicatore, i
tre Draghi di Ace, il Grifone di Aldebaran Lunanera, la Spada luminosa
di Prometeus, i tre Pugnali di Paido e l'Orso di Galdor Falassion.
Nella gradinata Ovest venne allestita la Tribuna Imperiale nella quale
risiedevano tutte le più importanti cariche di Arcano: dal Custode ai
Comandanti, dall'Imperatrice alle Madras; di fronte ad essa c'erano gli
otto Cavalieri, radiosi nelle loro lucenti uniformi, che, con le lance
protese verso il cielo, aspettavano le parole dell'Imperatrice e
l'inizio dei Giochi.
Tutto ad un tratto i Trombettieri Imperiali diedero fiato ai loro
strumenti, segno che l'imperatrice stava per parlare:
- Miei cari Sudditi, miei cari Hammers, miei cari Figli, siamo oggi qui
riuniti per celebrare la festa della Fortuna dedicata alla Dea Moghul;
che l'Onore e lo Spirito di competizione alberghi nei vostri cuori
Cavalieri, e che le Dee tutte possano sempre indicarvi la via della
luce. Andate Cavalieri e che vinca il migliore.
Con queste parole l'Imperatrice si congedò e il gruppo di cavalieri si
sciolse per dirigersi ognuno verso il proprio angolo dove ad aspettarli
c'erano gli scudieri e i loro cavalli.
Aegon del Drago prese parola e con voce alta gridò:
- Cavalieri, Hammers tutti, per la nostra gioia oggi si sfideranno per
primi Aldebaran Lunanera Guerriero Etek e Ace Dragone Dulkar; prendete
posizione e che vinca il Migliore.
Eliminatorie
- Aldebaran Lunanera vs. Ace
ALDEBARAN_LUNANERA
La tensione era al massimo. Non mi ero mai trovato a competere in un
torneo e la novità mi causava sempre una morsa allo stomaco. Non
sopportavo questo lato del mio carattere che emergeva ogni qualvolta
affrontavo situazioni nuove e questa lo era in pieno.
Guardai il mio comandante e mio araldo per l'occasione, che predisponeva
con accuratezza il mio armamentario. Avevo letto nei suoi occhi piena
fiducia e cercavo di rincuorare me stesso con quei gesti fatti mille e
mille volte che mi aiutavano a concentrarmi... allacciare i gambali,
stingere le cinghie...
Potevo sembrare calmo all'apparenza, ma dentro di me vi era una marea di
sentimenti in continuo movimento come le onde grosse di un mare che
attende una tempesta... Avrei dato il meglio di me stesso, questo era
fuori di dubbio, ma sarebbe stato abbastanza??
"Sei pronto?" la voce di Aegon mi riscosse.. era quasi giunto il
momento.
"Si.. ".
Il comandante mi guardò brevemente "Cerca di trovare il tuo equilibrio..
non sbilanciarti con l'asta quando fai partire il cavallo e tieni bene a
mente di non chiudere gli occhi quando gli sarai vicino, è un errore
classico e perderesti di vista il tuo bersaglio..."
"Tenterò di non finire per terra al primo scontro..." e che le Dee mi
accompagnino, pensai.
Bardato come una testuggine mi posizionai sul mio fidato Astil, con la
segreta speranza che non infrangesse il mio orgoglio disarcionandomi lui
per primo e mi apprestai ad avanzare sul terreno della contesa lancia in
resta. Le parole di Aegon mi rimbombavano nella mente "....mantieni
l'equilibrio... tieni la lancia ban salda... stringi a te Astil e guarda
sempre il tuo avversario" ....nelle orecchie il frastuono degli hammers
in festa stava accogliendo il nostro ingresso.
ACE
*E' giunto il gran giorno, mio signore* disse Rigor, il mio araldo *Il
momento di dimostrare il vostro valore. Tenete a mente gli insegnamenti
di Mastro Driz, comandante Uait e null'altro. Liberatevi degli altri
pensieri e concentrate la vostra attenzione esclusivamente sul vostro
avversario*
*Sagge come sempre le tue parole, buon Rigor. E adesso aiutami con
l'armatura, assicurala stretta al punto giusto; mi deve consentire il
giusto movimento ma senza che mi porti a sbilanciarmi. Non aver paura di
stringere...*
< Ahh... che strana atmosfera... l'importanza di tutti questi gesti... >
--portando sotto la cotta di maglia il medaglione raffigurante la dea
Arawen-- > ..così piccoli, ma nell'insieme quasi più importanti dello
scontro stesso... Lasciare al caso questi preparativi... > -- penso
controllando la presa dei guanti -- < ...potrebbe essere fatale anche al
più pavido dei cavalieri >.
Un ultimo gesto dedicato a Finisterre, splendida nella sua imponenza. Il
suo sguardo infonde ulteriore tranquillità; Elenie di Nakir l'ha
preparata anche a questo...
*Signore... le tue insegne sono state esposte!... E' il momento!*
-- < Che lo sguardo benevolo della Dea possa guidare la mia lancia... >
è il mio ultimo pensiero indossando l'elmo, prima di fare il mio
ingresso nell'arena...
AEGON
Il suono delle trombe e quello dei tamburi ruppero l'aria come un
fulmine in una notte quieta; i due cavalieri si posizionarono l’uno di
fronte all’altro, Ace contro Aldebaran, Etek contro Dulkar, uomo contro
uomo; il ritmo dei tamburi era incessante, sempre più veloce, sempre più
rapido fino al momento del loro silenzio; il silenzio… Eccolo.
I duellanti si lanciarono l’uno contro l’altro in una corsa disperata,
lancia in resta aspettavano solo il momento in cui l’altro fosse a
portata: e il momento venne. Aldebaran fu il primo a inquadrare il
bersaglio, la sua lancia si frantumò in pieno petto provocando la caduta
da cavallo di Ace.
Aldebaran ha disarcionato l’avversario, Aldebaran Lunanera ha vinto e
passa alla fase successiva.
- Paido vs. Prometeus
PAIDO
“Così corazzato sono ridicolo”, dissi storcendo la bocca al Lokot che mi
stava aiutando ad indossare la corazza. Per fortuna non ricevetti
risposta….. non avevo molta voglia di parlare. Tutta la mia
concentrazione era puntata sullo scontro con Prometeus.
Mi sentivo le mani gelate, il cuore incalzava ritmi paragonabili ai
tamburi di battaglia, la testa mi sembrava pesare un quintale…. e non
era colpa dell’elmo.
Quando i preparativi furono terminati, chiesi cortesemente di essere
lasciato da solo per concentrarmi. Alzai il viso verso il cielo,
inspirando profondamente e chiudendo gli occhi, mentre le mie orecchie
mi annunciavano l’impazienza degli Hammers, che non vedevano l’ora di
assistere alla sfida.
Riesumai dalla mia memoria gli insegnamenti di Aegon sull’arte del
giostrare, e avendo assistito alla sfida precedente mi resi conto di
essere sicuro come non lo ero mai stato in vita mia. Questo era il mio
momento, tutto il resto non importava.
Mi voltai in direzione della lancia appoggiata al muro. Appoggiato sul
ginocchio sinistro, mi inchinai a lei quasi supplicandola di non
deludermi proprio ora.
“Stiamo per fonderci in un unico corpo, amica mia. Fidiamoci l’uno
dell’altra, solo così saremo in grado di vincere”. Detto ciò mi rialzai
e con calma mi avvicinai a Wrathchild che mi sembrava molto più
tranquillo di me. I suoi occhi lucidi mi fissavano e quasi mi sorrise
per farmi capire che era tutto a posto.
Una volta montato in sella e con la lancia in una mano, entrai
nell’arena e il fragore delle urla per poco non mi stordì. L’istinto mi
portò a cercare il volto della Strega Kikka. Mi sentivo il suo sguardo
addosso e sapevo che il suo tifo, come il suo cuore, era tutto per me.
“Il desiderio di combattere per qualcuno, rende il guerriero
invincibile”, pensai mentre mi avvicinavo verso la mia parte della
staccionata, in attesa che le trombe dessero il segnale di inizio….
PROMETEUS
Mi guardai intorno... tutti erano in attesa dello scontro. Ero
frastornato, mi lasciavo preparare cercando di non perdere la
concentrazione.
I legacci dell'armatura non mi avevano mai dato tanto fastidio.. Forse
ero io ad essere particolarmente teso ed irrequieto. Ero tale il mio
stato che nemmeno sentivo il peso di tutto quel metallo addosso a me.
Guardavo il paranco con il quale sarei stato issato sul mio fedele Drako.
"Beato lui!!!" Pensai, "E' talmente abituato alle battaglie che non da
segno di nervosismo!!"
Finii di sistemare l'armatura, guardai i guanti che calzavano alla
perfezione.
"Ottimo! Una buona presa della lancia sta alla base di un buon esito!!".
Guardai la folla che impaziente attendeva e mi accorsi di non sentire le
loro grida di incitamento tanto ero concentrato. Il cuore batteva
all'impazzata e come poteva essere altrimenti!!
Ecco!!! Era arrivato il momento!!! Ero pronto!!!
Nella mia mente non risuonavano altro che le parole "equilibrio,
bersaglio, impugnatura, e cavalcatura salda"
Invocai la protezione della dea e mi incamminai verso ciò che mi
attendeva.
AEGON
La folla sulle gradinate è in agitazione per il nuovo scontro; sia Paido
che Prometeus hanno posizionato già i loro cavalli, il Lokot con la sua
scura armatura e Prometeus con la sua armatura lucente, oscurità contro
luce. I due duellanti si lanciano al galoppo alla fine del rullare dei
tamburi: Paido riesce a tenere la lancia abbastanza alta rispetto al
suolo, Prometeus, invece, la mantiene parallela…10 antie, 5 antie, 2
antie: lo scontro.
Paido riesce a infrangere la sua lancia in pieno volto a Prometeus; l’Ardes,
dal canto suo, riesce a tenere la cavalcatura e affonda l’arma nel petto
del Comandante.
- Due punti a Paido e uno a Prometeus. Ritornate ai vostri posti
cavalieri. Vi ricordo che vince chi arriva prima a tre punti – disse
Aegon dall’alto della Tribuna Imperiale. – Perciò, lance in resta e
regalateci un altro scontro.
PAIDO
Il galoppante rumore degli zoccoli, il rumore metallico delle armature e
delle bardature erano le uniche cose che si sentivano nell'arena. Il
silenzio del pubblico era diventato schiacciante. Ma subito dopo
l'impatto, un boato di voci esultanti irruppe come un tuono che rimbomba
in un canyon.
Arrivato alla fine della staccionata, girai il mio cavallo per godermi
la vittoria ma con mio grande stupore vidi l'Ardes ancora in sella che
ripeteva in modo speculare il mio movimento. La folla era impazzita.
Istintivamente abbassai lo sguardo in direzione del punto in cui la
lancia mi aveva colpito. "Accidenti... se non fosse stata un'esibizione
ci saremmo freddati a vicenda", pensai tastandomi l'armatura.
"Quel guerriero è davvero in gamba", dissi tra me e me sollevando la
testa. "E' riuscito a rimanere in sella nonostante l'abbia colpito in
testa... se non sto attento, la prossima volta mi potrei ritrovare a
mangiare la polvere".
Allungai la mano destra e l'addetto alle armi del torneo mi porse
un'altra lancia. Ringraziai con un cenno della testa. Mi riposizionai in
sella nel miglior assetto possibile. Da sotto l'elmo, sorrisi divertito
per ciò che stava succedendo e per le grida di incitamento di tutti gli
Hammers presenti.
Con il cuore in gola e il fiatone, aspettavo solamente il momento in cui
lo scontro sarebbe ripreso.. e probabilmente finito. Il mio ultimo
pensiero era rivolto al mio cavallo, che sembrava reggere bene il peso
dell'armatura, a cui non era abituato.
"Coraggio vecchio mio, stai andando benissimo... Ora voglio che corri
più veloce del vento.. Questa volta Prometeus non deve neanche
accorgersi che stiamo arrivando".
Poi puntai gli occhi sulla punta della lancia. "E tu mi raccomando, fai
il tuo lavoro come lo ha fatto tua sorella.."
PROMETEUS
Cercai di mettere a fuoco il mio avversario... Mio malgrado vidi che
anche lui era ancora in sella! Là dove la mia lancia aveva colpito c'era
una evidente ammaccatura che testimoniava la violenza dello scontro.
Avevo di fronte un avversario davvero valoroso!!
Mi accorsi con stupore che la tensione che avevo fino ad un istante
prima era scomparsa, al suo posto era esplosa una grande eccitazione,
come sempre mi accadeva in momenti di battaglia. Il sangue mi ribolliva
dentro, la testa mi pulsava, ma ora non era il dolore, era la voglia di
continuare quanto prima lo scontro.
Lasciai cadere la lancia. Guardai il mio avversario, il suo cavallo
fremeva, i suoi zoccoli alzavano la polvere dell'arena.
Mi piegai in avanti e carezzai il collo del mio fido Drako "Fedele
compagno di mille battaglie, dai tutto te stesso!! E' arrivato il
momento della verità!!", gli sussurrai all'orecchio.
Mi venne data la nuova lancia, mi misi in posizione ed alzando lo
sguardo guardai le mie insegne che sventolavano fiere.
"Non posso deludere ciò che è rappresentato sul mio stendardo!! Amore,
patria e ardimento!!".
AEGON
Dopo il primo scontro tra Paido e Prometeus la folla è in fermento; un
grosso applauso è partito dagli spalti quando Prometeus decide di
continuare nonostante il duro colpo infertogli dal Lokot; l’unica a non
esultare per l’Ardes è Kikka, che, con le mani conserte, prega le sue
dee affinché il suo Paido esca indenne da quella lotta.
Nessuno dei due contendenti è riuscito a prevalere sull’altro per forza
fisica e destrezza; ma le regole della giostra vogliono Paido in
vantaggio di un punto sul suo rivale.
I due cavalieri, posizionati di nuovo l’uno di fronte all'altro, sono
tesi e pronti a scattare appena il momento l’avesse chiesto. Il silenzio
scese sull’Arena nel momento in cui i tamburi tacquero; solo il rumore
degli zoccoli dei cavalli e della ferraglia delle armature rompeva
l’aria… ma un rumore ancora più tetro si udì dopo: due lance infrante.
Entrambi i concorrenti sono riusciti a infrangere la propria arma sul
corpo dell’avversario.
- Hammers! – sono le parole di Aegon dalla Tribuna – Quest’oggi abbiamo
assistito allo scontro di due grandi combattenti; ma, purtroppo, solo
uno dei due passerà alla fase successiva: Paido, Comandante dei Lokot ha
vinto la sfida per tre punti a due!
NURAH
La folla mi impediva di attraversare quel tratto che mi avrebbe condotto
alla tenda di Prometeus.
L'ultimo scontro si era concluso e nelle orecchie ancora sentivo il
rimbombo dei cozzi delle armi.
Nonostante la violenza degli scontri, gli hammers erano allegri e
l'atmosfera riusciva a placare ogni ansia e delusione.
Raggiunsi finalmente la tenda dove Prometeus alloggiava; come entrai,
due scudieri si allontanarono arretrando inchinandosi e lasciandoci
soli.
Gli sorrisi, aveva l'espressione corrucciata e pensierosa, ma non mancò
di rispondere al mio saluto con il suo sorriso dolce e cordiale di
sempre.
Mi avvicinai in silenzio e lo osservai attentamente per capire se le
ferite che aveva riportato erano superficiali o meno; ero sicura che il
colpo al suo orgoglio era il più profondo e il più difficile da curare,
ma confidavo nel buon carattere dell'Ardes e soprattutto nella sua
intelligenza.
Lo accarezzai sul volto e gli sorrisi di nuovo.
Mi fece cenno di accomodarmi su una sedia e lui fece altrettanto, dopo
aver finito di slacciare l'ultima placca dell'armatura.
L'uno di fronte all'altra, iniziammo a parlare del più e del meno, già
dimentichi della sconfitta.
PAIDO
Quando un viandante, appena giunto in queste terre, mi chiederà: "Che
cos'è un Ardes?", io solleverò il mio braccio e indicherò una persona
tra la folla..... e dalle mie labbra uscirà un solo nome.... "Prometeus".
E' stato un grandissimo scontro.... che fino alla fine ha dimostrato
l'equivalenza dei nostri potenziali. Da questo scontro, deciso solo
dalla formalità dei punti, non escono vincitori o vinti.
E' stato un piacere scontrarmi con te Prometeus, e non vedo l'ora che si
ripresenti l'occasione per rifarlo.... ma fino ad allora, concedimi
l'onore di combattere al tuo fianco tutte le battaglie che ancora ci
attendono
PROMETEUS
Amico valoroso, non chiedo di meglio che combattere al tuo fianco!! Ma
non essere modesto. Hai ben meritato la vittoria che mi giunge lieta al
pari tuo, poichè, se era già scritta la mia sconfitta, sono lieto che a
sconfiggermi sia stato un avversario valoroso come te!!
E' stato davvero un grandissimo scontro e spero che ne rimarrà traccia
nella memoria degli hammers!! Ora non mi resta che farti gli auguri per
il prossimo scontro, sperando che tu riesca a vincere la giostra!!
ONORE E GLORIA AL VINCITORE!!!!
- Taal vs. Galdor Falassion
TAAL
Taal aveva finalmente finito i preparativi. Stava facendo tutto questo
solo per farsi notare da una donna... era la cosa più assurda che avesse
mai fatto ma era determinato ad andare fino in fondo.
Lo scudiero lo issò sul suo cavallo d'ordinanza.
"Elpidio... non sei veloce ma sei ubbidiente e robusto. Aiutami in
questa gara così come in passato mi aiutasti durante le mie missioni"
Sussurrò Taal all'animale.
Come un lampo, l'immagine di "quel" foglietto gli attraversò la mente: <
Desistete da questo caparbio capriccio, vi offro la mia amicizia ma il
mio cuore appartiene già ad un altro. Kikka >
Pochi minuti prima Taal aveva fatto recapitare la risposta, forse in
questo stesso istante la strega stava leggendo il suo messaggio: < Alla
dama mia musa e mia signora: Adorata strega Kikka, fonte cristallina a
cui abbeverare il mio cuore riarso. So che desiderare il vostro amore è
un gesto gravido di indicibile temerarietà. Ma voi, offrendomi amicizia
in cambio di amore, sminuite i miei sentimenti. Non sono nobile, ricco o
valoroso ma mi faccio forte del diritto che Farahir concesse ad ogni
Hammers innamorato: lottare per meritare la vostra benevolenza finchè
non giunga la vittoria, o perire umiliato e sconfitto in questo
tentativo.>
Rimase in attesa di essere chiamato sul campo. Sotto la corazza il
sudore freddo inzuppava la veste di cotone. Ripassò mentalmente gli
insegnamenti ricevuti: attenzione al bilanciamento, posizione eretta,
lancia ben salda nella mano e sotto l'ascella.
"Tenterò di colpirlo al torace, dà un punteggio minore ma è più
facile..."
L'agitazione si placò al suono di trombe che chiamava i contendenti. Il
cuore accelerò i battiti ed una piacevole sensazione di calore gli
pervase il corpo.
Uscendo dalla tenda vide Galdor che lo salutava cavallerescamente con un
cenno, "Buona strada e che vinca il migliore" rispose meccanicamente.
GALDOR_FALASSION
“Tocca a te Galdor!”.
Questa voce mi scuote dai miei pensieri e mi avverte che il momento è
giunto: è Aegon che mi chiama. In un solo istante ansia e tensione per
il desiderio di far bene al mio primo torneo, lasciano ogni singola
fibra del mio corpo.
Ora che l’attesa è finita sento il sangue scorrere con forza nelle vene,
quasi a farmi intendere che il cuore di Dulkar stia pompando insieme al
mio per darmi la forza. Farò di tutto per dimostrare chi sono i Dragoni.
Un brivido, una scossa attraversa le mie membra, come a verificare che
ogni singolo muscolo, ogni singolo nervo sia pronto a dare il massimo
nell’imminente scontro. Sono sensazioni che ho già provato, durante
l’attesa di un combattimento: la mente si libera dalle nebbie
dell’indecisione lasciando la limpida determinazione.
Mi sento pronto! Un’ultima stretta alle fibbie dell’armatura mentre
mentalmente ripasso quanto provato in allenamento: mano bene a fondo nel
rinforzo conico e manico della lancia saldamente serrato sotto l’ascella
destra, busto leggermente proteso in avanti per ridurre la superficie
esposta all’attacco e per mantenersi ben saldo alla sella.
Nessun movimento mi è richiesto. Devo solo puntare con precisione in
pieno torace il mio avversario. Mi avvicino al mio Snow che quasi non
riconosco sotto questa armatura e lui nitrisce in saluto.
- Stavolta sei tutta la mia forza amico mio. Confido in te per la
vittoria, so che ce la puoi fare! -
Chiedo al mio scudiero di darmi una mano a salire sul mio destriero e
una volta in sella mi faccio passare il pesante elmo del mio patrigno.
Mi pare quasi di sentire la sua voce che mi incoraggia e mi “ordina” di
dimostrare chi sono.
Faccio un respiro profondo ed esco dalla mia tenda. Incrocio lo sguardo
di Taal e gli faccio un cenno di saluto. Il rumore è assordante ma non
me ne curo, sono concentrato al massimo.
Mi chino e bisbiglio all’orecchio del mio fedele Apaloosa: - E’ giunto
il momento Snow: andiamo a vincere!
AEGON
La mattina del secondo giorno prevedeva lo scontro tra Taal, Esploratore
Vulcar, e Galdor Falassion, Dragone di Dulkar. L’emozionante scontro tra
Paido e Prometeus, vinto dal Lokot, aveva attirato molta più gente del
previsto, talmente tanta che gli organizzatori furono costretti ad
aprire i cancelli della Tribuna Imperiale.
L’uno di fronte a l’altro i due rivali si preparano per la battaglia, da
un lato Galdor dall’altro Taal, Vulcar contro Dulkar, uomo contro uomo.
I due cavalli balzarono in avanti appena i tamburi smisero di rullare…
passo dopo passo, i due contendenti si avvicinavano sempre di più al
momento della verità.
Un schianto, un tonfo e la folla in tripudio sulle gradinate: Taal, con
un colpo ben piazzato, ha colpito il busto dell’avversario che, per il
violento impatto, viene disarcionato.
- Taal, le dee oggi ti hanno guardato con occhio benevolo. – Sono le
parole di Aegon - Sei ammesso alla fase successiva del Torneo.
GALDOR-FALASSION
“Grazie mio scudiero! Ora che finalmente mi sono tolto l'armatura devo
dire che mi sento molto meglio. Non è poi male come pensavo dopotutto,
sono sopravvissuto a molto di peggio”.
Una volta rimessi i miei soliti abiti, mi dirigo alla tenda di Taal per
congratularmi, anche se sinceramente non ha certo l'aria del
vincitore...
“Ehi Esploratore, qua la mano! Non capita tutti i giorni di stringere la
mano ad un cavaliere della tua pasta! E su col morale! Vedrai che la tua
vittoria non passerà inosservata alla tua dama... non vorrei che mi
avessi sconfitto per niente!!!”
Faccio per allontanarmi quando ricordo una delle regole del torneo: se
un cavaliere viene disarcionato perde la propria cavalcatura!
“Già che sono qui.... ti devo chiedere un grosso favore: ...riscattami
il mio Snowdance!! Ne ho un gran bisogno e per me è unico!... Ti darò
tutta la miara che possiedo se vuoi!
- Shademar vs. Vendicatore
SHADEMAR
Lo stalliere fa voltare Madras pazza e riparte al galoppo sul terreno
erboso sollevando pesanti zolle di terra. Shademar è in piedi e assiste
al riscaldamento del suo destriero e ad ogni passaggio sente la terra
tremare sotto di se.
Si gira verso il campo di gara, ai suoi lati sulle tribune hanno preso
posto tutte le personalità delle Terre dell'Arcano, mentre i contadini,
gli hammers giunti dai piccoli borghi sono accalcati alle pesanti
balaustre di legno.
Dà un ultimo sguardo al suo cavallo poi si dirige al centro della pista
sotto le tribune.
Porta la mano al petto, sotto al rosso mantello che ricopre la sua
figura:
"TERRE DELL'ARCANO, IMPERATRICE NIMIRA, CUSTODE E VOI TUTTE MADRAS AL
CUI
COSPETTO GIUNGO A PRESENTARMI" il tono della voce è alto per coprire i
brusii e ottenere il silenzio e attenzione, gira su se stesso lentamente
poi quando torna a guardare le tribune:
"IO SONO L'EREDE DI UN AMORE MAI SVENDUTO, SIGILLO DI UNA FEDELTA' CHE
RISPLENDE E A CUI L'OSCURITA' NON PUO' IMPORRE CONFINI."
Con gli occhi scruta i volti seduti davanti a lui, la testa si gira
prima verso sinistra poi verso destra e lo sguardo si perde dietro lo
sventolio degli stendardi posti sopra le tende piantate ai margini del
campo:
"IL MIO NOME E' SHADEMAR... FIGLIO DI LICHT IL GUERRIERO E ARMORICA, NEI
LORO CUORI CONSERVO IN ETERNO LA FEDELTA' A NIMIRA E ALLA SUA DINASTIA E
IN QUESTO DUELLO COMBATTERO' SECONDO IL CODICE DI ONORE CHE MI HANNO
INSEGNATO."
ARALDO SHADEMAR
Shademar osserva l'armatura disposta a pezzi sopra un tessuto di velluto
blu e pensa che...
-A voi piacendo, mio cavaliere- il più autorevole dei paggi che chiede
il permesso d'iniziare a vestirlo. L'esploratore lo fissa per un attimo
prima di acconsentire con un gesto del capo.
Si sente percorrere da un numero imprecisato di mani che lo spogliano
lasciandolo con mutande e maglia di lana. La vestizione ha inizio nel
più assoluto silenzio, prima una calzamaglia di feltro, poi una casacca
imbottita e rigida che si abbottona davanti.
Quindi iniziano a rivestirlo con le protezioni metalliche inferiori
chiedendo ogni volta di provare a muoversi per verificare che i nodi non
siano troppo stretti. GLi fanno indossare una corazza a maglia che trova
pesantissima e sembra quasi impedirgli di respirare.
Mani abili e veloci la sistemano sul petto mentre altri iniziano ad
aggiungere nuove protezioni metalliche, alle spalle, alle articolazioni.
Ad ogni aggiunta si sente sempre più prigioniero, quasi soffocato da
tutto quel ferro.
I paggi arretrano di qualche metro quando un altro avanza con un elmo.
Esce dalla tenda, il cuore comincia a battere come il martello di un
fabbro, il suo destriero gli appare gigantesco, tutto bardato quanto e
più di lui. Una corazza decorata gli protegge il capo e altre sul
pettorale e i fianchi.
Allunga la mano e raggiunge il pomo. Serra le dita sull'appiglio,
solleva la gamba sinistra e infila il piede nella staffa. Si sente
spingere sotto e sale in groppa a Madras Pazza.
Risuonano lunghe note di tromba. Un paggio afferra le redini e si avvia
al campo.
Attraverso la sottile fessura aperta nella celata dell'elmo, osserva le
tribune gremite con tutti che invocano l'inizio della sfida. Un paggio
gli passa un'asta, poi lo sguardo va all'altro capo della pista dove
Vendicatore attende maestoso sopra il suo cavallo.
Il suono di un corno, il segnale, un ultimo pensiero: -Sono solo un
semplice esploratore, chi me l'ha fatto fare-.
VENDICATORE
Sono Leonard, aspirante Dragone di Dulkar. Sono araldo e scudiero di
Jonathan Lucas McRazian, il mio prossimo vice comandante.
Vendicatore è qui ad Arcano da tanto, ma in pochi lo conoscono veramente
bene. A volte per me è indecifrabile, è capace che sia avaro di parole
ma non di concetti, altre volte invece ha da dire qualcosa su tutto. A
volte si fa prendere dalle emozioni, e agisce male, spesso non si
accorge degli errori che commette ma il suo carattere timido e taciturno
ne è la semplice conseguenza.
Lui è molto insicuro, ed è per questo che non ha fiducia nel mondo. Mi
sorprende il grande rispetto che ha verso tutti, indipendentemente da
quello che sono e che rappresentano. Il suo fortissimo senso di
giustizia poi, l'ho capito anche dal suo soprannome.
Non l'ho mai visto all'opera con le armi, cioè, solo in allenamento,
questo mi fa trepidare d'attesa. Non so se vincerà o perderà, ma una
delle ultime cose che mi ha ribadito con decisione è che non esistono
invincibili quindi non bisogna mollare mai.
ARALDO VENDICATORE
Era l'ora, Vendicatore si diresse verso le stalle per andare a prendere
cavallo e armatura.
Valesuluk, sistemato sotto una tettoia lo guardava: "Che c'è? Di che hai
bisogno? Senti, lo so che non puoi parlare ma io non ho mai avuto un
cavallo e francamente non so..." controllò che avesse da mangiare e da
bere, tutto era a posto.
Valesuluk non gli staccava gli occhi di dosso. Vend prese a fissarlo,
poi, sbottò: "Allora chiariamoci: tu non piaci a me e io non piaccio a
te ma dobbiamo fare tutti e due il nostro dovere" ma l'animale non
faceva altro che guardarlo: "Ma che diavolo! Adesso mi metto pure a
parlare con gli animali!" quindi si sedette su una sbarra di legno: "E
va bene scusa... non è vero che non mi piaci... è solo che non sono
abituato ecco. Vedi, io vivevo sulle nevi e mi spostavo con i cani da
slitta, i cavalli da noi servivano soltanto per i viaggi lontano dal mio
paese".
Valesuluk non smise di fissarlo ma il Dragone notò una luce diversa nei
suoi occhioni. Sorrise: "Guarda che me ne sono accorto che le mie scuse
ti hanno fatto effetto" quindi cominciò a prepararsi.
Mentre indossava l'armatura, sentì un rumore. Valesuluk aveva rovesciato
l'elmo che ora giaceva sulla paglia.
"Ehi! L'elmo! Sei proprio sbadato" poi lo guardò: "Sei silenzioso, per
nulla appariscente, sbadato... sei la mia versione equina, che mi venga
un colpo!".
Improvvisamente Leonard entrò nella stalla: "Tutto bene Vend? Tra un po'
tocca a te! Con chi parlavi?"
"Col cavallo"
"Col cavallo!? Ma se non li sopporti, hai fatto perfino tutto il viaggio
a piedi con Valesuluk al laccio".
Vend smise di prepararsi e disse: "Hai ragione Leonard ma la sai una
cosa? Mi sento bene, questo cavallo mi ha messo il buon umore addosso! E
non sento la stanchezza, anzi. Mi attende un duro scontro ma sono
ottimista" quindi finì di indossare gli ultimi pezzi dell'armatura.
Leonard lo guardò: "Giuro, io non ti riconosco".
"Nemmeno io Leo".
"Ti ho portato una lancia, le altre quattro sono già pronte alla doppia
pista, manca qualcosa?".
"No, non credo, sto ripassando a mente tutti i consigli che ci ha dato
Aegon, da Valesuluk non mi aspetto problemi, saranno le braccia e il
busto a decidere l'incontro".
Leonard guardò il cavallo: "Dici? è molto giovane, non hai paura che
rallenti di colpo vedendosi arrivare addosso Shademar e Madras?".
"Io mi fido, lo so, a prima vista non è granchè, è piccolo e bruttino,
ma è proprio per questo che mi piace, e poi è veloce da far spavento".
"Non basterà, dovrà dimostrarsi indomito, se rallenterà non arriverai
col giusto bilanciamento e cadrai".
Vendicatore guardò negli occhi Valesuluk che distolse subito lo sguardo:
"Non mi abbandonerà... e se lo farà lo capirò in tempo e mi preparerò
alla sconfitta".
AEGON
Oggi si sarebbero affrontati due pilastri di Arcano: Shademar contro
Vendicatore, diversi nel comportamento, l’uno “troppo chiacchierone”
l’altro “troppo silenzioso”, ma accomunati da un destino comune: la
Giostra.
La folla, accorsa a vedere l’epico scontro, esplose in un urlo di gioia
quando i loro paladini presero posizione sull’Arena; tesi nelle loro
rispettive armature, i due cavalieri erano pronti per la battaglia,
pronti a partire appena i tamburi avessero smesso di emanare le
estenuanti urla.
Partiti! I due duellanti si lanciarono come fulmini l’uno verso l’altro
lancia in resta, dietro di loro solo polvere e il silenzio dei
trepidanti Hammers.
Urla si levarono dalle gradinate quando l’elmo del Dragone solcò i cieli
di Arcano, e molte di più ce ne furono quando il Lokot si trovò a terra
a mangiare la polvere.
Shadermar è stato disarcionato da Vendicatore, che si conquista posto
nei Quattro Campioni della Giostra.
Accedono alla Semifinale i seguenti Cavalieri: Aldebaran, Paido, Taal,
Vendicatore.
Questo il Programma:
Aldebaran vs. Paido
Taal vs. Vendicatore
Semi Finale
- Aldebaran Lunanera vs. Paido
ALDEBARAN-LUNANERA
Stavo ricomponendomi per affrontare il mio nuovo avversario ed ancora
non riuscivo a credere che potessi aver superato la prima prova con un
avversario come Ace. L'avevo notato in allenamento e sinceramente mi ero
dato poche possibilità di superare il primo turno.
Mi strofinai via di dosso il sudore del precedente scontro e mentre
immergevo un telo nella bacinella piena d'acqua sentii nitidamente che
qualcuno si era accostato a me. Il suo profumo mi dichiarò chi fosse
prim'ancora che la sua mano s'immergesse nell'acqua pulita, raggiungendo
la mia.
"Avevi detto che non saresti venuta..." le dissi sorridendo
automaticamente.
"Mi avevi detto che non saresti riuscito a superare Ace...." rispose
Dolceluna.
Mi tolse il telo continuando quello che avevo iniziato "...vedi di farti
male e ti assicuro che quando ti avrò fra le mani starai anche peggio...
comunque non vedrò neppure questo tuo scontro, non vorrei che mi dessi
la colpa!".
"Tranquilla.. sono certo di fare tutto da solo!!".
Ero rincuorato, la sua visita non me la sarei mai aspettata e questo mi
diede lo sprone a far meglio. Era comunque una giostra, ma finora era
andata meglio di quello che avrei pensato.
Finii di sistemarmi con il suo aiuto e quando fui sull'uscio pronto a
vincere o perdere... lei mi fermò sventolandomi una fascia davanti al
volto... era paonazza...
"Hemm.. lo sai che non cucio benissimo ma ti ho fatto questo..." disse
appunto dimenandomi la stoffa davanti agli occhi.
"Che fai, vuoi ipnotizzarmi ???" le chiesi.
"No.. ho letto un libro che mi ha dato Kristal sul quale si racconta che
le dame nei tornei donano un fazzoletto ai propri cavalieri.. ebbene,
fazzoletti enormi non ne avevo così ti ho cucito questo da indossare..."
mi guardò, ma io stavo per scoppiare a ridere "....bè insomma... facci
quello che vuoi, d'altro canto mi hai scelto tu come dama....." disse
lasciandomi a grandi passi.
Era proprio imbarazzata ed io non potei che sentirmi decisamente con il
cuore leggero da ogni paura... era un regalo inatteso... ed anche il
fazzoletto ovviamente.
Le trombe risuonarono richiamando a gran voce la presenza dei
contendenti... ed io ringraziai le Dee per avermi fatto ritrovare quella
creaturina a lungo assente nella mia vita.
PAIDO
La stima, la preoccupazione, e soprattutto l'abbraccio. Era proprio
questo di cui avevo bisogno.
Kikka, in quel momento, mi diede lo stimolo per risalire ancora una
volta in sella e affrontare il mio avversario.
Questa volta conoscevo bene il valore di quest'ultimo, avendolo già
visto in azione. Il mio sguardo era tutt'altro che sicuro, ma la mia
volontà di arrivare in finale era rimasta fortissima.
Dopo l'incontro con la strega, mi ritirai ancora una volta nella mia
tenda per ritrovare la concentrazione.. per ritrovare me stesso.
"Aldebaran..", pensai tra me e me. "E' riuscito a disarcionare Ace con
una tecnica perfetta. E come lui, anche tutti gli altri".
Nervosamente iniziai a camminare avanti e indietro, schematizzando
mentalmente i movimenti, i punti deboli e i punti di forza dell'Etek.
Questa volta sapevo benissimo che l'unica possibilità di vittoria stava
nel disarcionare il prima possibile il mio diretto sfidante. Le prove di
forza non erano mai state nel mio migliore repertorio, e l'avevo già
dimostrato prima.
Accarezzai la bianca criniera di Wrathchild mentre affondava il muso
nella paglia.
"Sai... sono in momenti come questi in cui vorrei che le nostre parti
fossero invertite", dissi ridendo.
Ma era una risata forzata. Non gli avrei mai affidato tanta
responsabilità, perché sono in questi momenti che si dimostra il proprio
valore, e non importa il risultato ottenuto. Alla fine, una medaglia, un
fregio, una onorificenza, non rendono valoroso un uomo.. è il morale
quello che conta.
Continuavo a ripetermi questa frase, perché sapevo che c'erano persone
per cui valeva la pena di lottare fino alla fine: Kloda, la mia
sorellina scomparsa da poco. Kikka, la donna che aveva rapito ogni mio
pensiero. Prometeus... sì, dovevo vincere anche per lui.
Indossai la stessa armatura di prima, fiero dell'ammaccatura provocata
dall'Ardes.
Questa volta eravamo in due a combattere dentro a questa armatura...
dentro a questo corpo... dentro a questo cuore. Lokot e Ardes insieme.
AEGON
Oggi si sarebbero affrontati i Quattro finalisti della Festa di Moghul;
il primo scontro sarebbe avvenuto tra Paido, Comandante dei Lokot, e
Aldebaran Lunanera, Maestro d’Arme dei Guerrieri Etek.
Nell'arena aleggiava un'atmosfera pesante, carica di tensione: la gente
accorsa a vedere lo spettacolo sapeva che questi due guerrieri avrebbero
regalato emozione e spettacolo.
I due guerrieri, posizionati l’uno di fronte all’altro, erano
concentrati e pronti a battersi; anche i loro cavalli, a giudicare dallo
scalpitio e dalla polvere che alzavano, erano impazienti.
Partiti! Entrambi i combattenti si scagliarono l’uno verso l’altro,
Lokot contro Etek, lancia contro lancia.
Un assordante rumore ruppe il silenzio dell’Arena: entrambe le lance si
sono infrante sul corpo dei rispettivi rivali.
- Sapevo che ci avreste regalato spettacolo: 1 a 1! – disse Aegon
applaudendo i due cavalieri – ora riarmatevi e dateci il nome del
Vincitore!.
ALDEBARAN_LUNANERA
Riuscire a descrivere la sensazione che si prova è decisamente arduo.
Forse sembrerebbe retorica dire che non la comprendi se non la provi, ma
l'urto di uno scontro del genere non è decisamente facile da
trasmettere. E forse ripensandoci dopo non riesci neppure a sentirlo
allo stesso modo.. nella stessa intensità di quando lo hai provato.
Inizialmente non vi è che l'ansare del tuo respiro, ritmato dal battito
del tuo cuore e dal pulsare del sangue nelle vene. Cerchi di mettere a
fuoco il bersaglio che man mano ti si avvicina, rendendoti conto con una
remota parte del tuo essere che anche lui imbraccia una lancia.
I momenti che ci separano dall'inevitabile urto sembrano essere sospesi
nel tempo, perchè sono lenti e istantanei allo stesso modo.
Non credo vi sia la lucidità di pensare ma credo più fermamente che sia
l'istinto a guidarti accompagnato da una buona dose di fortuna. Non
saprei dire se la fortuna sarebbe di nuovo stata dalla mia parte ne se
quello che stò ora dicendo rimarrà nella mia mente più a lungo del tempo
che ci ho messo a pensarlo... quello che ti circonda è come immobile, ma
per chi guarda avviene tutto in un momento in cui la forza e la
determinazione sorreggono i due contendenti.
Sento che con forza Astil mi conduce verso lo scontro, sento i suoi
muscoli tesi nell'impeto della corsa.. quella corsa di breve durata, ma
che impegna ogni fibra del tuo essere sia come cavallo che cavaliere.
Forse in realtà la mia mente divaga perchè libera...
Ho solo il tempo di stringere la lancia... un respiro... un pensiero...
e Paido...
PAIDO
"Maledizione", imprecai da sotto l'elmo mentre mi dirigevo verso la fine
della staccionata. Anche questa volta avevo di fronte un guerriero degno
di tale nome, e sapevo benissimo che al primo errore di valutazione il
mio torneo sarebbe finito qui.
Comunque un errore lo avevo già fatto, e per poco non ne pagavo le
conseguenze: al momento della carica, pensai di mirare alla testa di
Aldebaran.. ma all'ultimo momento, l'incertezza si fece sentire
facendomi spostare la mia mira dalla testa al corpo. Il colpo era andato
a segno certo, ma in quel movimento non riuscii a tenere il braccio
completamente rigido tanto da disarcionare l'Etek.
La folla era sempre calda e la soddisfazione di Aegon nel vedere un
altro grande scontro, mi ridiedero un po' di coraggio.
In quel momento capii che forse ero troppo concentrato, troppo impuntato
su calcoli di traiettoria, troppi schemi mi occupavano la mente. Feci
cadere a terra quel poco che restava della lancia e alzai la visiera
dell'elmo per prendere aria.
Inspirai tutta l'aria fresca che i miei polmoni potevano sopportare, e
chiudendo gli occhi espirai molto lentamente. Buttai fuori anche i
pensieri.
Ora la mia mente era lucida e in grado di valutare analiticamente la
situazione. Non disponevo di una grande forza, quindi abbandonai l'idea
del colpo decisivo... dovevo giocarmela ai punti.
Il mio sguardo si spostò sullo stendardo sventolante col mio stemma.
Quei movimenti provocati dall'aria, mi fecero capire che eseguivo le
operazioni in modo troppo meccanico.
Dovevo rendere i miei movimenti più fluidi, ostentando una sicurezza
tale da intimorire l'avversario. Ma sapevo che sarebbe stato difficile,
lui era addestrato per reggere questo tipo di situazioni.
Con un secco colpo della mano, riabbassai la visiera e mi armai
nuovamente.
Ritrovando l'assetto giusto, mi riposizionai all'inizio della
staccionata e puntai il mio sguardo verso la Tribuna Imperiale
aspettando che i tamburi smettessero di rullare..
AEGON
Dopo il duro scontro, i cavalieri si riposizionarono ai loro posti
pronti per un nuovo duello; entrambi avevano risentito del colpo ed
entrambi erano concentrati sul prossimo confronto. Gli Hammers,
divertiti sugli spalti, inneggiavano a gran voce i loro Campioni e
fremevano nell’attesa del futuro spettacolo.
Partiti: di nuovo Etek contro Lokot, di nuovo uomo contro uomo. I
cavalli, ormai avvezzi alla giostra, partirono appena i tamburi emisero
la loro ultima nota. Il rumore delle lance che si infrangevano ruppe
l’aria dell’Arena e un cavaliere si trovò a terra a mangiare la polvere.
- Signori, abbiamo il secondo finalista della Giostra: Aldebaran
Lunanera si è battuto abilmente; ma Paido, avendo disarcionato l’Etek,
ha vinto.
I miei complimenti Comandante.
- Taal vs. Vendicatore
TAAL
Taal avrebbe dovuto prepararsi per il nuovo scontro, invece stava seduto
nella tenda con la sola compagnia di uno stilo e una pergamena. Aveva
sperato fino all'ultimo in una visita della strega.
< Ti invio questa mia per risponderti ad una missiva che tu non hai mai
spedito. Mentre scrivo, un incomprensibile sorriso danza sul mio volto.
Ciò che ci accade non è dovuto alla mia caparbietà o al tuo ritegno ma
siamo noi due insieme, non so spiegarlo... è una grande magia, più
grande di quella che la tua arte può produrre. Questa piccola pergamena
è sfuggita al mio controllo... so che mi pentirò delle mie azioni, ma
immagina quanto sia difficile amare senza poter sperare in un futuro.
Nella mia breve vita ho provocato molto dolore ma questa volta sei tu
che mi hai colpito. Caparbiamente tuo, Taal >
Arrotolò il messaggio e chiamò il valletto.
- Consegna questa alla strega Kikka e torna qua di corsa per aiutarmi a
calzare l'armatura, ho già indugiato abbastanza...-
VENDICATORE
Vendicatore non aveva chiuso gli occhi al momento dell'impatto, Il
contraccolpo era stato forte e la lancia per poco non gli era scappata
di mano.
Arrivato al fondo della pista aveva voltato il cavallo e aveva visto
Shademar che si rialzava da terra. Avrebbe voluto buttarsi giù dal
cavallo e stendersi a terra per scaricare la tensione appena superata.
Ma rimase lì, e abbracciò il collo di Valesuluk per ringraziarlo.
Scese subito, meno stava in sella a qualcosa meglio era. Diede ancora
un'occhiata all'avversario, nel caso avesse avuto bisogno di qualcosa.
Accertatosi che tutto fosse a posto, il Dragone prese al laccio il
cavallo e si diresse verso le stalle. Leonard era già lì, pronto ad
aiutarlo a togliere l'armatura.
"Vendicatore, hai difeso l'onore dei dragoni".
"Sbagli Leonard, l'onore dei Dragoni sarebbe stato infangato soltanto se
uno di noi tre si fosse tirato indietro all'ultimo. L'onore è una cosa
delicata...".
"Non sembri contento... cosa c'è?".
"Non lo so, probabilmente è la tensione, mi sento più teso adesso che
prima della gara".
"Adesso riposati soltanto, a Valesuluk ci penso io".
"Va bene, hai ragione. Devo bere... ho sete"
"Vado a prenderti dell'acqua, o preferisci altro?"
"Leonard... non sei un oste, quello che trovi andrà benissimo, stai già
facendo tanto".
Il ragazzo partì di scatto, Vendicatore spostò gli occhi su Valesuluk
"Non mi hai abbandonato eh? Sei stato bravo ma il bello viene adesso..."
ma il cavallo già non lo guardava più.
"Ecco l'acqua" disse Leonard, tutto trafelato.
Vendicatore bevve con avidità e sorrise, adesso si sentiva davvero
meglio.
AEGON
Il secondo scontro della giornata avrebbe visto affrontarsi Taal,
Esploratore Lokot, e Vendicatore, Vice Comandante dei Dragoni di Dulkar.
La stanchezza sui volti dei due guerrieri era data soprattutto dalla
tensione dell'imminente scontro; Taal da un lato dell'arena e
Vendicatore dall'altro si studiavano in silenzio. Ogni muscolo teso e
pronto a scattare al momento giusto.
E' il momento. I cavalli partono con un guizzo nervoso, accorciano la
distanza che li divide. I due uomini tengono saldamente le lance, pronti
a ricevere e dare il colpo che decreterà il vincitore.
Il cavallo di Taal, come spaventato dal nemico, frena di colpo
costringendo il Lokot a colpire il cavallo dell’avversario; Vendicatore,
ormai esperto, capisce la paura dell’animale del rivale e infligge con
tutta la sua forza un colpo all’addome che disarciona Taal.
- Vendicatore è il Primo Finalista della Giostra di Moghul. Affronterà
il vincitore tra Aldebaran e Paido. Congratulazioni Dragone – Sono le
parole di Aegon dalla tribuna - Taal, oggi la fortuna ti ha girato le
spalle, ma, se tu vorrai, potrai lottare per il 3° posto.
Prossimi scontri:
Paido vs Vendicatore (per il 1° e 2° posto)
Aldebaran vs Taal (per il 3° e 4° posto)
Finale 3° e 4° Posto
- Taal vs. Aldebaran Lunanera
TAAL
Taal camminava verso Nakir quando il rumore di un cavallo al galoppo lo
fece voltare, era Ace che scese al volo e si parò davanti al Vulcar: -
Dove stai andando? Devi sostenere l'ultimo scontro per il terzo posto -
disse il Dulkar.
- Ho scritto al giudice di gara che mi ritiro e ho spiegato al mio
avversario che mi dispiace... ma non ho più interesse verso questa
giostra. Le motivazioni che mi spingevano a gareggiare sono venute meno
per cui scostati e lasciami il passo!-
- Che ragionamenti sono mai questi? Pensa ai cavalieri che sono stati
sconfitti da te: hai l'onere morale di batterti affinchè la loro
sconfitta sia resa più onorevole dal tuo comportamento.- rispose Ace
strabuzzando gli occhi. In passato questo sarebbe stato sufficiente per
scatenare una zuffa ma, da quando Taal era arrivato a Nakir, i suoi modi
erano diventati leggermente più civili.
- Non capisco di cosa tu stia parlando, quale obbligo può legarmi a chi
ho sconfitto? -
- Gli obblighi che legano tutti gli Hammers, le precise regole
dell'etichetta... Ma non desidero discutere le usanze dell'Impero, io
stesso sono qui da troppo poco tempo per conoscerne le sfumature. Ti ho
inseguito per comunicarti un'ambascia di Vendicatore. Mi ha incaricato
di offrirti la restituzione di Elpidio nel qual caso tu vincessi lo
scontro per il terzo posto.-
Una luce si accese nella mente di Taal: "Il mio cavallo d'ordinanza...
devo battermi per lui. Egli è di proprietà dei Vulcar"
- Ebbene, sia! Spero soltanto di essere ancora in tempo -
ALDEBARAN_LUNANERA
Mi tolsi con delicatezza l'ammasso di ferraglia che mi avvolgeva tipo
"cozza" e mi rilassai per quanto potei. Il prode Lokot mi aveva dato una
bella strapazzata, dovevo ammetterlo.
Sorrisi pensando che avrei avuto lo stesso problema di Ace... il mio
Astil apparteneva al giovane comandante ed avrei dovuto riscattarlo in
qualche modo! D'altro canto non l'avrei abbandonato anche se era nelle
attente mani di un comandante come Paido.
Buttai uno sguardo alla bacinella, ma decisi di lasciar perdere..
qualsiasi cosa più pesante di una piuma mi avrebbe dato fastidio e
pensare di immergere la testa in quel refrigerio mi faceva dubitare di
riuscire a rialzarla.
"Accidenti come picchia!" mormorai.
"Già non è stato niente male..." esordì Dolceluna entrando nella mia
tenda "...e pensa che non hai ancora finito con gli esploratori!!!"
sghignazzò in modo irritante.
"Ahh già ora mi bastonerà anche Taal... dì la verità, stai tifando per
lui..." la punzecchiai mettendomi uno straccio sul viso e lasciandomi
andare un momento su di una panca. Sembravo una salma.
"Mmmhh diciamo che sono combattuta, d'altro canto Taal è un amico nonchè
un Vulcar..." .
"Già... ma il sangue è sangue..." borbottai.
Dolceluna si sedette ed io le poggiai il capo in grembo "Perchè invece
di preoccuparti di Taal non fai più attenzione..." mi disse carezzandomi
i capelli come si fa con un bambino.
Mi tolsi lo straccio guardandola interrogativamente e lei continuò
"Quando ti lanci al galoppo riesci a mantenere la lancia dritta, ma poco
prima dell'urto sembra quasi che fai uno scarto e questo ti sbilancia
quel tanto che basta a farti perdere il punto giusto d'impatto.. hai
rischiato anche l'altra volta.. la prima con Paido prima che lui
ruotasse il torace facendo scivolar via la lancia....".
Mi alzai di scatto mettendomi a sedere "..ma come diamine... che sei
diventata un'esperta tutto d'un botto???".
Dolceluna sorrise alzandosi "No, diciamo che ho un buon insegnante....
comunque è ora che ti prepari.. non vorrai mica fare tardi .." il
fermento fuori annunciava l'inizio del nuovo scontro.
La guardai andare via salutandomi ironicamente con la manina, mentre
ammaccato più che mai mi ricomponevo. Avrei dato ascolto al
suggerimento.. di chiunque fosse ed avrei giostrato con Taal finalmente
sereno con la mente libera e sgombra da timori.
Le trombe risuonano richiamandomi nell'arena per l'ultima volta.
AEGON
Prima della gara finale si sarebbero affrontati Taal, Esploratore Vulcar,
e Aldebarn Lunanera, Guerriero di Etek, per il 3° e il 4° posto nella
competizione.
- Miei Guerrieri, ho due parole da dire prima che questo scontro abbia
inizio – disse Aegon alzandosi in piedi – Voi siete un esempio da
seguire per tutta questa gente che è venuta ad ammirarvi, perché è
facile combattere quando si hanno degli obiettivi, ma, quando questi
vengono a cadere, è difficile più farlo. Voi oggi siete qui, l’uno di
fronte all’altro per vincere? Non credo, voi siete qui oggi per una
promessa, una promessa fatta a voi stessi all’inizio di questa
competizione: Arrivare fino alla fine.
Ora andate e onorate la vostra promessa. -
I due cavalieri diressero i propri cavalli presso i posti di
combattimento. Entrambi avevano nel cuore le parole del Comandate Aegon:
onorare la promessa.
I tamburi partirono e dopo un interminabile minuto tacquero; i due
cavalli partirono all’ultima nota, scattanti come fulmini per dare
l’ultima gioia o l’ultimo dolore ai loro padroni.
Due lance si infransero e un solo sogno proseguì. Taal aveva distrutto
la lancia sull’elmo dell’Etek mentre quest’ultimo era riuscito con un
colpo di reni a disarcionare l’avversario.
- Sigori, Aldebaran ha conquistato il terzo posto della Giostra. Taal,
invece il quarto.
Questo scontro però ha un altro vincitore per me: Taal. Si era ritirato
perché aveva perso di vista gli obiettivi… poi i suoi amici e
Vendicatore l’hanno riportato sulla retta via.
Gloria a te Taal Esploratore di Vulcar e Gloria a te Aldebaran Lunanera,
Guerriero Etek!!!
LA GRANDE FINALE DELLA GIOSTRA DI MOGHUL
- Paido vs. Vendicatore
PAIDO
Dopo aver sistemato l'armatura in un angolo, immersi la testa nella
tinozza piena d'acqua. Per una decina di secondi rimasi immobile e senza
respirare. Tirai fuori il capo e lo asciugai con uno straccio che c'era
lì vicino, strizzandomi tra le mani i lunghi capelli.
Ora mi sentivo più rinfrescato ma il mio mal di testa imperversava
ancora. Fu in quel momento che dall'entrata della mia tenda arrivò un
voce: "Complimenti al finalista".
Stupito mi voltai e con piacere notai la figura di Kikka che mi
sorrideva.
"Cosa ci fai qui? Non dovresti essere sugli spalti?".
La strega abbassò lo sguardo un po' delusa: "Pensavo di farti un piacere
venendo qui.."
"Ed è così, infatti", risposi gettando per terra lo straccio inzuppato
d'acqua.
"Scusa, non volevo.. è che questo torneo mi ha stancato molto. Ho
consumato quasi tutte le mie energie e ora mi aspetta la sfida più
impegnativa. Vendicatore mi sembra molto in forma e sicuro di sé. Nel
primo passaggio della gara precedente, mi sono anche fatto un po' male
al braccio tenendolo troppo molle. L'aver disarcionato Aldebaran non è
stato un toccasana per il muscolo già indolenzito".
La strega mi si avvicinò e con delicatezza mi fece un leggero massaggio
sul muscolo. Dopo aver tastato con i polpastrelli i punti doloranti, mi
invitò ad immergere tutto il braccio nell'acqua gelata.
"Questo di sicuro non ti farà passare il dolore, ma ti darà un po' di
refrigerio", mi disse guardandomi dritto negli occhi. "Vinci per me, hai
capito?", aggiunse sorridendo e mi diede un tenero bacio sulla guancia.
Subito corse fuori dalla tenda per prendere posto sulle gradinate, e
mentre usciva intravidi che gli stemmi stavano già sventolando. Con
sguardo non molto convinto guardai il mio braccio. Sapevo che più di due
passaggi non avrebbe retto, ma piuttosto che arrendermi me lo sarei
anche rotto, se fosse stato necessario.
Prima di scendere nell'arena, alzai lo sguardo al cielo e sussurrai:
"Madre, veglia su di me"
VENDICATORE
Vendicatore sedeva solo, appoggiato ad un muretto, appena fuori
dall'arena. Sentiva gli spalti gremiti di gente che attendevano
impazienti la finale.
Mille pensieri gli turbinavano nella mente. Aveva preso in mano il suo
pugnale e ora se lo rigirava tra le dita ammirandolo in tutta la sua
lucentezza e perfezione metallica.
Una folata di vento lo scosse, finora erano state giornate poco ventose,
questa mattina invece si era svegliato e il vento lo aveva svegliato di
botto.
I suoi pensieri furono interrotti da una voce che sbucò alla sua
sinistra: "Aikydo... Dragone".
Vend si voltò, l'imponente figura era in controluce ma Vendicatore la
riconobbe subito.
"Aikydo guerriero, sei venuto a goderti lo scontro?"
"Non solo... sono venuto... a salutare un amico" rispose questi e si
appoggiò al muretto.
"Mi fa molto piacere, riesci sempre a mettermi serenità".
"Grazie... Vend, ma a quanto pare... sei già abbastanza tranquillo... di
tuo" rispose lui poi continuò: "Come ti senti? Ti aspettavi... di
arrivare fino a qui?".
"No, non me lo aspettavo, è un mio modo di vedere le cose, il destino
può riservarti sorprese in qualunque momento della tua vita, non faccio
programmi".
"Non hai nulla... da perdere quindi..."
"In realtà qualcosa sì, una scommessa con me stesso e con il fato".
"Ahi ahi! Mi dicesti che non avresti mai scommesso... hai cambiato idea
d'improvviso?"
"No, ma spesso scommetto con me stesso, per vedere chi vince, se il mio
spirito o la mia persona, e le scommesse con il destino sono le più
deliziose".
Il guerriero sorrise: "Eh eh hai ragione, e io... ne so qualcosa... ma
non mi inganni Vend, riesco a vedere un... barlume d'incertezza... nel
tuo parlare... cos'è che ti turba?"
"Il destino e la casualità. Finora mi hanno aiutato ma per quanto tempo
lo faranno ancora?"
"A questa domanda... non avrai mai... risposta... purtroppo".
"Già... ma va bene così".
"Quale avversario... avresti preferito?"
"Sarebbe stato più suggestivo Aldebaran, è un ex-Dragone, e sarei stato
curioso di vedere come si sarebbe potuto comportare. Ma in quanto a
pericolosità non vedo differenze con Paido, e il fatto che il Comandante
dei Lokot abbia avuto ragione del guerriero solo al secondo scontro dice
con chiarezza quali fossero i valori in campo"
"Entrambi... straordinari".
"Proprio così".
"Ehi... quel ragazzo che corre verso di noi... non è il tuo scudiero?"
"Sì, probabilmente è ora di andare" Vendicatore si alzò, rinfoderò il
coltello e battè una mano sulla spalla all'amico "Grazie della tua
visita... maestro" e il guerriero fece una smorfia "Sempre voglia di
scherzare eh? Vai Vend e in bocca al lupo".
"Il lupo è il mio simbolo... con molto piacere!" Quindi Vendicatore si
voltò verso Leonard ma solo dopo che Driz do Urden prese a camminare
verso le tribune.
AEGON
Gli Hammers erano giunti da ogni angolo della terra di Arcano per vedere
l’epico scontro tra Vendicatore, Vice Comandante dei Dragoni Dulkar, e
Paido, Comandante dei Guerrieri Lokot; entrambi avevano dimostrato di
meritare la finale ed erano giunti ad essa sconfiggendo valorosi
Guerrieri: Galdor Falassion e Taal l’uno, Prometeus e Aldebaran Lunanera
l’altro; entrambi combattevano per loro stessi, entrambi erano lì quella
mattina per sfidarsi.
La Fortuna o il Fato quel giorno avrebbero baciato uno dei due
contendenti, ma quale? Il Dragone, abituato a combattere prima di tutto
con se stesso, o il Lokot, abituato a sopportare il peso delle numerose
battaglie… uno dei due oggi sarà il Campione.
Dopo il primo giro della pista, per salutare le genti che erano accorse
ad inneggiare i Campioni, i Duellanti si posizionarono l’uno di fronte
all’altro; le trombe incominciarono a rompere l’aria con i loro ritmi
incessanti, il Lokot e il Dragone tesi ad aspettare l’ultima nota.
Il silenzio avvolse l’Arena: l’uno contro l’altro i cavalli scattarono
in una corsa forsennata; pochi metri separavano i due contendenti dal
verdetto, pochi metri ed uno dei due avrebbe visto infrangersi un sogno…
Ma a volte il destino si prende gioco di noi: una lancia si infranse e
un cavaliere fu a terra a mangiare la polvere, polvere che mai e poi mai
coprirà il nome del Vincitore: VENDICATORE.
- Mai più bello spettacolo hanno visto i miei occhi e – furono le parole
di Aegon dalla tribuna – mai tanto dolore ha provato il mio cuore nel
vedere un Grande uomo come Paido venire disarcionato.
- Giusto Comandate Aegon – furono le parole dell’Imperatrice – Questo
giorno rimarrà nella storia di questo popolo e verrà cantata negli anni
a venire; questa Giostra ha un vincitore, Vendicatore, ma mai e poi mai
in questo regno si dica questo nome senza aver pronunziato prima il nome
di un altro Eroe: Paido.-
Un lungo applauso pervase tra le fila degli hammers, poi l’Imperatrice
continuò – Io, Nimira, Imperatrice di Arcano, nomino: Taal, Aldebaran
Lunanera, Paido Eroi dei Torneo e nomino Vendicatore Campione della
Giostra di Moghul; avevo promesso una spada al vincitore, la Spada del
Grande Drago plasmata dalle mani abili di Aldebaran... miei Eroi, di
spade ne ho 4, una per ognuno di voi. Prendetele ed usatele sempre e
solo per proteggere me, la mia Dinastia e questo meraviglioso Popolo! -
NURAH
Dagli spalti Nurah ascoltava annuendo alle parole dell'Imperatrice e
guardava i quattro uomini.
Ognuno di loro aveva dimostrato il proprio valore e la Giostra, fin dal
primo giorno, era stata un avvenimento davvero entusiasmante che aveva
unito gli hammers del pubblico e i guerrieri nell'arena.
Chinò il capo in segno di saluto all'indirizzo dei quattro giostranti
finalisti e si unì nell'applauso che gli hammers tributarono loro.
VENDICATORE
Valorosi compagni della giostra di Moghul, intendo restituirvi i vostri
destrieri. Solo in occasione di questa manifestazione ho capito quale
legame possa instaurarsi tra un uomo e la sua cavalcatura.
Voi saprete valorizzare quegli animali; io infatti, non abbandonerò
Valesuluk ma continuerò a viaggiare a piedi come al mio solito...
Ringrazio tutti e... Forza Dragoni
TAAL
E' un atto molto generoso e, soprattutto, rispettoso verso l'animale.
Penso di interpretare il pensiero di tutti nell'esprimerti immensa
gratitudine.
PAIDO
Ben detto Dragone, anche io restituisco i destrieri sottratti ai miei
avversari. Volevo farti i complimenti Vendicatore.... mi hai proprio
stracciato, non avevo possibilità contro di te.
Porgo i miei saluti a tutti i concorrenti che hanno valorizzato con la
loro presenza, questo magnifico evento. L'applauso del pubblico è
veramente meritato.
RYO_GAEN
*Nella tribuna d'Occidente, avvolto nel mio mantello azzurro, osservo il
meraviglioso scontro finale fra due dei pilastri delle terre
dell'Imperatrice: Vendicatore, vecchio amico, e Paido il Lokot, compagno
di numerose avventure*
*Lo spettacolo della Finale della Giostra di Moghul è sublime. Da due
campioni come gli sfidanti in gioco non si può che aspettarsi una leale,
seppur accesa, competizione*
*Alla fine, il colpo deciso di Vendicatore il Dragone disarciona Paido.
Le Dee benevole hanno deciso: la vittoria è sua. Tutti gli Hammers
presenti sulla mia tribuna si alzano in piedi per applaudire il gesto
che decreta, senza ulteriori indugi, la vittoria del valoroso Vice
comandante.*
Complimenti sentiti, amico Dragone.
Ancora una volta hai avuto modo di mostrare il tuo immenso valore.
Che le Dee ti siano sempre accanto, mostrandoti di giorno in giorno il
tuo radioso cammino.
Complimenti anche a Paido, Aldebaran, Taal e agli altri partecipanti
alla Giostra.
E complimenti al mio amico e Comandante Aegon del Drago, che con suprema
maestria ha saputo dirigere questo imponente torneo.
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