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La Giostra di Moghul

Immagine del racconto  

LA GIOSTRA

La competizione più importante del torneo, la Grande Giostra di Moghul, attira ed entusiasma ad ogni edizione cavalieri provenienti da ogni parte di Arcano.

I contendenti si affronteranno a cavallo, correndo l'uno contro l'altro lancia in resta con l'obiettivo di colpire l'avversario sul corpo o sull'elmo: il vincitore di ogni scontro sarà il cavaliere che riuscirà a rompere il maggior numero di volte la lancia sul corpo (o sull'elmo) dell'avversario, o in alternativa a disarcionarlo, vincendo in questo caso anche la sua cavalcatura. Gli scontri della Giostra, intensi ed emozionanti, sono quelli che attirano il maggior numero di pubblico: prima di ciascuno di essi, gli Araldi (Hammers scelti dal cavaliere) dei contendenti provvederanno a cantare le lodi dei loro “Signori” agli astanti.


REQUISITI, MODALITA' DI ISCRIZIONE, EQUIPAGGIAMENTO

Sono ammessi a partecipare soltanto Guerrieri, Dragoni, Esploratori e Amazzoni, provenienti da qualsiasi Kioskas; verranno richieste le generalità del partecipante: Nome, stemma di riconoscimento o della casata di appartenenza, Gruppo di appartenenza, carica all’interno del gruppo, titoli in Arcano, eventuale nome della dama a cui dedicare la vittoria, nome del cavallo e nome dell’eventuale Araldo (possono essere anche altri partecipanti al torneo o il partecipante stesso): vi è inoltre l'obbligo di presentarsi ad ogni scontro con un cavallo sellato, ferrato e bardato, un'armatura in metallo completa di elmo con visiera, ed un numero di Lance da Torneo sufficienti (almeno 5); la Lancia da Torneo è una riproduzione in legno di una Lancia da Cavaliere: la punta è smussata e costruita in modo da rompersi in caso di impatto diretto con un bersaglio solido. L'araldo avrà cura di annunciare il suo Signore al pubblico prima di ciascuno scontro e assisterlo durante la preparazione.


REGOLAMENTO

La Giostra è tradizionalmente suddivisa in due fasi principali: quella degli scontri diretti e infine quella delle finali, che si concluderà nell'arco di una giornata. Per tutte le fasi valgono le seguenti regole:

· I contendenti si sfideranno su di una pista lunga 150 metri suddivisa in due corsie, delimitate da una barriera centrale in legno; ciascuno dei due contendenti dovrà riuscire a rompere la lancia colpendo il corpo dell'avversario.
· Per ogni lancia rotta sul corpo dell'avversario, con la sola eccezione della testa e delle gambe, verrà totalizzato un punto (una lancia).
· Per ogni lancia rotta sull'elmo dell'avversario verranno totalizzati due punti (due lance).
· Il contendente che totalizzerà per primo tre punti (tre lance) verrà dichiarato vincitore dello scontro.
· Indipendentemente dalla parte del corpo colpita e dal punteggio sinora raggiunto qualora l'avversario dovesse perdere l'equilibrio e cadere da cavallo sarà da considerarsi disarcionato, perdendo definitivamente lo scontro ed il cavallo (che diverrà di proprietà dell'avversario).
· Un colpo ad una gamba non sarà considerato valido ai fini del punteggio: tuttavia si potrà vincere lo scontro se l'avversario verrà disarcionato in conseguenza dell'impatto, conquistandone anche la cavalcatura.
· Nel caso (piuttosto frequente) in cui entrambi i contendenti riescano a colpire l'avversario, i punti relativi verranno assegnati regolarmente a entrambi: nel caso in cui entrambi i contendenti raggiungano o superino i 3 punti, vincerà lo scontro colui che avrà raggiunto il punteggio più elevato: in caso di parità, il vincitore sarà chi dei due riuscirà a prevalere sull'altro per primo.
· E' assolutamente proibito colpire il cavallo dell'avversario: qualora ciò dovesse malauguratamente avvenire, lo sfortunato contendente perderà automaticamente lo scontro.
· Il contendente che dovesse cadere da cavallo senza aver ricevuto un colpo verrà considerato disarcionato, e dovrà cedere la vittoria e la cavalcatura all'avversario: in caso di caduta del cavallo, il contendente dovrà limitarsi ad accettare la sconfitta, senza però dover cedere la cavalcatura.
· L'araldo potrà in qualsiasi momento ritirare il proprio “Signore”, coprendo con un telo bianco lo stemma della sua casata (che verrà affisso, all'inizio di ciascuno scontro, in uno spazio apposito e in bella vista).


SCONTRI DIRETTI

La seconda fase vedrà quindi fronteggiarsi i contendenti, che si affronteranno in una serie di scontri ad eliminazione diretta al termine dei quali resteranno in gara soltanto quattro cavalieri. Saranno questi quattro, gli Eroi del Palio, ad accedere all'ultima fase della Grande Giostra (costituita dalle semifinali e le finali).


FINALI

I Quattro Eroi del Palio saranno chiamati ad affrontarsi negli scontri diretti finali: l'unica differenza rispetto agli scontri precedenti è costituita dal punteggio, saranno infatti necessari 5 punti (in luogo dei consueti 3) per assicurarsi la vittoria di una semifinale, e 7 punti per la gara finale. Anche qui, comunque, in caso di avversario disarcionato vengono vinti a un tempo lo scontro e la cavalcatura.


PREMIAZIONE

Nimira in persona avrà cura di premiare i Quattro Eroi del Torneo: ai due semifinalisti verrà assegnato 25 punti valore e 25 scaglie di Miara, mentre il secondo classificato verrà premiato con 50 Punti Valore e 50 scaglie di Miara. Al primo classificato verrà assegnato la Spada del Grande Drago, 100 Punti Valore e 100 scaglie di Miara. La spada sarà consegnata al vincitore dall'Imperatrice Nimira in persona, che lo nominerà anche Campione del Palio di Moghul.


SVOLGIMENTO

Il combattimento si svolgerà in mailing list (fantasy, arcano o una creata appositamente).
Ogni Araldo(se presente) manderà una mail prima del combattimento tra gli sfidanti.
Ogni Concorrente manderà un breve testo (MAX 20 righe) in cui descrive lo stato d’animo, la preparazione, i colloqui con lo scudiero, ecc… ecc… prima di ogni scontro. A tale testo verrà attribuito un punteggio (da 0 a 3) che sarà aggiunto al punteggio ottenuto dal tiro dei dadi.
Il Master guiderà lo scontro lanciando i dadi.


La Lancia da Cavalleria.

IL LUOGO DEPUTATO ALLA LEZIONE E' UN PICCOLO CORTILE, CIRCA 300 METRI QUADRATI, INTERNO DEL QUARTIER GENERALE DEGLI ETEK, CHIUSO TRA QUATTRO ALTE MURA.
NEL CENTRO DEL CORTILE E' STATA COLLOCATA UNA STACCIONATA CHE LO DIVIDE IN DUE META' PER QUASI TUTTA LA SUA LUNGHEZZA. ACCANTO A UNA PARETE, LEGATI A UN'ASSE CHE SPORGE DAL MURO, VI SONO DUE BEGLI ESEMPLARI DI CAVALLO DA TROTTO, GIA' SELLATI E IMBRIGLIATI; POGGIATE ALLA PARETE OPPOSTA VI SONO DUE LUNGHE LANCE DI LEGNO. NEL MEZZO DELLA LUNGA STACCIONATA L'IMMANCABILE MANICHINO CORAZZATO E LE SUE LUNGHE BRACCIA DI LEGNO, TERMINANTI OGNUNA IN UNO SCUDO.

Aegon: abbiamo già perso troppo tempo, è ora di iniziare. Per favore amici, sedetevi tutti.
Oggi parleremo di un'arma il cui uso si fregia la cavalleria di, praticamente, tutti gli eserciti del mondo, la lancia, la lunga lancia da cavaliere, che, per ovvi motivi, d'ora in poi chiameremo soltanto lancia di cavalleria.
*si muove verso la parete ove sono poggiate le lance*
La lancia di fanteria, o picca, è un'arma maneggevole e ben equilibrata, le sue ridotte dimensioni la rendono facilmente trasportabile a piedi; lo stesso non si può certo dire della lancia di cavalleria
*si ferma accanto a una delle lunghe aste e la tira verso di se con la mano, a occhio è possibile stimare la sua lunghezza superiore ai due metri e mezzo*
La lancia di cavalleria ha dimensioni variabili, diciamo che, nella maggior parte degli esemplari, la sua lunghezza oscilla tra i 3 e i 4 metri e mezzo, comprendendo manico, asta e punta.
Esistono vari tipi di lancia di cavalleria, che variano a seconda dei suoi utilizzi, se bellici, sportivi o semplicemente "da parata". Quella che abbiamo qui stasera è il tipo di lancia "da giostra"
*indica la parte inferiore dell'asta, composta da un manico e da un rinforzo conico che va assottigliandosi in direzione della punta*
* Shademar osserva la lancia*
Questo rinforzo, o guardamano, fa si che il cavaliere riesca a mantenere la presa anche dopo aver inferto il colpo, essendo le giostre una competizione "da botta e ripresa" è molto importante che un cavaliere non percorra, assieme al suo cavallo, tutta la lunghezza dell'arma dopo aver colpito
*sorride *; il resto dell'asta, nella lancia da giostra, è tutt'uno con la punta, punta che è composta da semplice legno smussato, incapace di penetrazione; infatti come certamente saprete, per averne viste o semplicemente per sentito dire, nelle giostre il punteggio non viene calcolato in base ai danni fisici inferti all'avversario, ma unicamente in merito a quale punto del suo corpo è stato colpito; capite da voi che ferire, o uccidere l'avversario è completamente inutile, e quindi inutile sarebbe stato creare un'arma da giostra in grado di offendere.
Intendiamoci *solleva un sopracciglio* non è esattamente piacevole prendersi una cosa del genere in pieno viso, elmo o non elmo, ma sicuramente le possibilità di sopravvivenza aumentano.
Tutti i presenti nel cortile concordano con Aegon.
Altri tipi di lancia di cavalleria si trovano frequentemente in ambito bellico, tra le lance militari troviamo spesso semplici lunghe aste minute di punta metallica, affini alla picca, normalmente i semplici soldati utilizzano questo tipo di lancia, laddove i cavalieri di lignaggio più alto sono soliti munirsi di lance dotate dello stesso tipo di rinforzo conico di quelle da giostra, rinforzo che in guerra diviene spesso metallico.
Fondamentalmente, la lancia di cavalleria ha un solo utilizzo, laddove la picca ne possedeva due (offesa e difesa), vale a dire: la carica.
Aldebaran ascolta attentamente il maestro d'armi....
Ho detto carica e non affondo, perchè?
*poggia di nuovo la lancia contro la parete*
un affondo presuppone una forza, generata dai muscoli del combattente, che spinge l'arma in direzione del suo avversario
*mima un affondo a mani nude*
In realtà, nella lancia di cavalleria, l'unica forza richiesta al cavaliere è di tenere alta la lancia mentre si avvicina rapidamente al nemico, e saldamente puntarla dove vuole. Tutto il lavoro lo fa il cavallo, il quale è strumento indispensabile ed imprescindibile di questo tipo di attacco.
Dunque l'unica cosa che per ora vi è richiesto di apprendere, sarà come tenere dritta la lancia durante una carica; può sembrare facile, ma non lo è... uno degli errori più comuni dei cavalieri inesperti è proprio quello di tentare di "colpire" con la lancia.
Si perde la testa, si sferra una specie di affondo, che con questo tipo di arma e con una sola mano, è praticamente impossibile, la lancia si punta verso il basso e vediamo il cavaliere rimanere sospeso attaccato alla sua arma, mentre il cavallo se ne va da solo; con ovvia, conseguente, caduta rovinosa.
Ace ride immaginando la scena.
*si porta l'indice all'altezza dell'occhio destro e lo punta verso i presenti*
la sola cosa da fare è visualizzare il nemico, che non è fermo, ma cavalca verso di noi, capire dove lo vogliamo colpire e far si che la nostra punta sia nella posizione giusta per toccarlo proprio lì quando ci sarà a tiro! Non c'è scienza, non c'è tecnica né virtuosismo, giostrare con la lancia vuol dire semplicemente "io ti getterò a terra, e lo farò perchè la mia presa è più salda della tua". Ci sono domande finora?
Vendicatore: Comandante allora si gioca molto sulla forza usando la lancia?
Aegon: Non è l'unica cosa importante Dragone, contano molto anche l'equilibrio, sia nel tenere la lancia a cavallo senza sbilanciarsi, sia nell'eventualità in cui si debba assorbire un colpo, ma in ogni caso si, non è la sola cosa che conta, ma è la cosa più importante.
Vendicatore sorride alla risposta di Aegon: Grazie Comandante
Aegon: Beh? qualcuno che ha voglia di saltare in sella?
Aegon: si avvicina di nuovo alle lance e ne afferra una, tenendola per il manico e mantenendo la punta verso il cielo.
Aegon: Il nostro Comandante Paido ad esempio? *sorride*
Paido: Ovvio Comandante Aegon
Aegon con la lancia in mano supera la staccionata e si avvicina ai due cavalli
Aegon:[Paido] Slegate un cavallo e montate, dirigetevi ad una delle estremità della staccionata.
Paido: bene *si avvicina al cavallo e prende le redini in mano, poggia un piede sulla staffa e monta in sella, cerca di sistemare la cavalcatura*
Paido si dirige ad un'estremità del cortile, vicino alla staccionata, voltandosi poi verso il centro.
Aegon va incontro a Paido con la lancia tenuta ben alta.
Aegon: [Paido] dunque....*gira la lancia con la punta verso terra e porge il manico a Paido* dovrete impugnare saldamente l'asta, e inserire la mano nel rinforzo conico fino a che non sentite che non potete andare oltre! Normalmente questa operazione si fa con il guanto metallico, ma essendo il vostro avversario un palo di legno con uno scudo non dovrete preoccuparvi di urti troppo violenti! Il resto del manico va tenuto "saldamente" sotto il braccio, su, provate!
Paido afferra la lancia, cercando di avvicinare la mano il più possibile verso l'interno della protezione conica, poi porta il resto del manico sotto il braccio per imprimere stabilità all'arma.
Paido si sistema meglio sulla sella cercando di trovare un buon equilibrio.
Aegon: dunque Paido, la giostra la conoscete *indica il pupazzo nel mezzo della staccionata* quel che dovete fare è cavalcare verso l'altro lato della staccionata e colpire lo scudo, non abbiate paura del colpo di rimando dell'altro braccio, sono abbastanza lunghi da permettervi di passare.
Paido: *sorride* credo d'aver capito, anche se reggere la lancia richiede notevole forza *ancora non riesce a tenere la lancia dritta*
Aegon: mi raccomando, quando parti al galoppo, cercate di fendere l'aria con la lancia o l'attrito vi impedirà di tenerla dritta.
Aegon si avvia verso l'altro lato della staccionata.
Aegon: lancia in resta e..... al... GALOPPO!
Paido riesce finalmente a posizionare la lancia, al grido di Aegon fa partire il cavallo al galoppo piegando il busto leggermente in avanti per assorbire il colpo.
NEL MOMENTO IN CUI PAIDO SI PIEGA IN AVANTI LA LANCIA, GIA' TENUTA PRECARIAMENTE, SI PIEGA A DISEGNARE UN ANGOLO DI CIRCA 45 GRADI COL SUOLO, L'ARMA SI PUNTA CONTRO IL TERRENO SBILANCIANDO IL CAVALIERE; PAIDO RIESCE MIRACOLOSAMENTE A RESTARE IN SELLA MA LA LANCIA SI SPEZZA CONTRO IL SELCIATO.
Aegon senza dire nulla si avvia verso la parete e prende la seconda lancia.
Aegon: uno degli inconvenienti dell'avere una lancia di legno... pensate che nelle giostre vere i cavalieri se le spezzano addosso *si avvicina a Paido lancia alla mano*
Aegon: Il tuo errore, seppure inconsciamente, è stato proprio quello che ho descritto prima.
Paido ferma il cavallo e getta la lancia, o quello che resta di essa, a terra e si massaggia un pò la spalla
Aegon: Prima di colpire avete cercato di dare vigore al colpo, di ammortizzarlo e assecondarlo spingendo in avanti il busto.
Paido: <Aegon> sembra che sia riuscito ad eseguire proprio quello che non dovevo.
Aegon: voi dovete essere quello che sta dritto, è l'avversario che deve cadere; non abbiate paura che la lancia vi faccia volare via dal cavallo, al massimo si spezzerà, ma voi, dal rinforzo in giù, siete protetto.
Aegon: Andiamo, riprovate e cercate di non rompermi anche questa o dovrò fare un salto in armeria a prenderne altre.
Paido: Spero proprio di non commettere lo stesso errore due volte *prende la lancia e si riporta in fondo al cortile*
Paido sorride mentre sistema la lancia impugnandola sulla protezione e poi bloccandola sotto il braccio.
Aegon: andiamo Paido.... fatemi vedere una carica degna di tale nome stavolta!
Aegon: Lancia in resta! Al GALOPPO!
Paido parte al galoppo verso il bersaglio, la lancia ben ferma sotto il braccio tenuta salda dall'impugnatura, questa volta resta ben dritto sulla sella senza accennare nessun movimento

IL PERFETTO EQUILIBRIO E LA POSTURA ASSUNTA DA PAIDO FANNO SI CHE EGLI QUASI NON SI ACCORGA DI NULLA QUANDO LA LANCIA COLPISCE LO SCUDO, SEPPURE NON IN MODO PRECISISSIMO, IL RINFORZO DI LEGNO FA IL SUO DOVERE E IL "PESO" DELL'IMPATTO SI DISTRIBUISCE SULL'ARMA, FACENDO SOLO SUSSULTARE PAIDO, IL BRACCIO DI LEGNO PRENDE A GIRARE LENTAMENTE.
Aegon: *batte tre volte le mani sonoramente* Ahh!!! QUESTA è una carica, vedete che se vi ci mettete le sapete fare le cose?
Paido: ferma la corsa del cavallo e si volta verso il centro del cortile *uhm molto meglio * pensa. Aegon: Signori… la lezione è finita. Ci vediamo Arcader per la “Giostra di Moghul”.


Le Schede dei Partecipanti

Nome :Shademar
Kioskas :Launam
Gruppo di Appartenenza :Lokot
Carica all'interno del gruppo: Esploratore
Titoli in Arcano: Fidelis
Nome del cavallo: Madras Pazza splendida cavalla da sella e tiro leggera. Sobria, forte, veloce e adatta ad ogni clima.
Di carattere coraggioso testarda e ribelle. Il suo mantello è dominato da frequenti riflessi dorati.
Nome Araldo: Shademar
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Ombiasy e Asiram

Nome :Taal
Kioskas :Nakir
Gruppo di Appartenenza :Vulcar
Carica all'interno del gruppo: Esploratore
Titoli in Arcano: Fregio Semplice
Nome del cavallo: Elpidio.
Nome Araldo: Taal
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Kikka

Nome :Vendicatore
Kioskas :Klivia
Gruppo di Appartenenza :Dragoni di Dulkar
Carica all'interno del gruppo: Vice Comandante
Titoli in Arcano: Fregio d'Onore
Nome del cavallo: Sconosciuto.
Nome Araldo: Vendicatore
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Kethry

Nome :Ace
Kioskas :Kolise
Gruppo di Appartenenza :Dragoni di Dulkar
Carica all'interno del gruppo: Dragone
Titoli in Arcano: Avatar
Nome del cavallo: Chirone
Nome Araldo: Rigor M
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Elenie

Nome : Aldebaran Lunanera
Kioskas :Ylea
Gruppo di Appartenenza :Guerrieri Etek
Carica all'interno del gruppo: Guerriero
Titoli in Arcano: Kral
Nome del cavallo: Astil
Nome Araldo: Aegon del Drago
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Dolceluna

Nome : Prometeus
Kioskas :Ylea
Gruppo di Appartenenza :Guerrieri Ardes
Carica all'interno del gruppo: Guerriero
Titoli in Arcano: Kral
Nome del cavallo: Drako
Nome Araldo: Prometeus
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Nurah

Nome : Paido
Kioskas :Nakir
Gruppo di Appartenenza :Esploratori Lokot
Carica all'interno del gruppo: Comandante
Titoli in Arcano: Danger
Nome del cavallo: Wrathchild
Nome Araldo: Paido
Nome della dama a cui dedicare la vittoria:Kloda

Nome : Galdor Falassion
Kioskas :Klivia
Gruppo di Appartenenza :Dragoni di Dulkar
Carica all'interno del gruppo: Dragone
Titoli in Arcano: Kral
Nome del cavallo: Snowdance, stallone baio con piccole macchie bianche sul mantello
Nome Araldo: Galdor Falassion
Nome della dama a cui dedicare la vittoria: Elix Tramot



La Giostra di Moghul - L'Arena e il Combattimento

AEGON

Un enorme spazio di circa 300 Antìe di lunghezza e 300 di larghezza, situato alle porte della Kioskas di Kolise, venne adibito come Arena per la prima edizione della “Giostra di Moghul”.
Le gradinate, disposte in dieci file, brulicanti di Hammers accorsi da ogni angolo di Arcano, vennero allestite tutto intorno al rettangolo di gara; dalle ultime file svettavano maestose aste scintillanti sulle quali sventolavano imperiosi i vessilli degli otto Paladini: la Chimera di Shademar, il Cavaliere e il Drago di Taal, il Lupo di Vendicatore, i tre Draghi di Ace, il Grifone di Aldebaran Lunanera, la Spada luminosa di Prometeus, i tre Pugnali di Paido e l'Orso di Galdor Falassion.
Nella gradinata Ovest venne allestita la Tribuna Imperiale nella quale risiedevano tutte le più importanti cariche di Arcano: dal Custode ai Comandanti, dall'Imperatrice alle Madras; di fronte ad essa c'erano gli otto Cavalieri, radiosi nelle loro lucenti uniformi, che, con le lance protese verso il cielo, aspettavano le parole dell'Imperatrice e l'inizio dei Giochi.
Tutto ad un tratto i Trombettieri Imperiali diedero fiato ai loro strumenti, segno che l'imperatrice stava per parlare:
- Miei cari Sudditi, miei cari Hammers, miei cari Figli, siamo oggi qui riuniti per celebrare la festa della Fortuna dedicata alla Dea Moghul; che l'Onore e lo Spirito di competizione alberghi nei vostri cuori Cavalieri, e che le Dee tutte possano sempre indicarvi la via della luce. Andate Cavalieri e che vinca il migliore.
Con queste parole l'Imperatrice si congedò e il gruppo di cavalieri si sciolse per dirigersi ognuno verso il proprio angolo dove ad aspettarli c'erano gli scudieri e i loro cavalli.
Aegon del Drago prese parola e con voce alta gridò:
- Cavalieri, Hammers tutti, per la nostra gioia oggi si sfideranno per primi Aldebaran Lunanera Guerriero Etek e Ace Dragone Dulkar; prendete posizione e che vinca il Migliore.


Eliminatorie

- Aldebaran Lunanera vs. Ace

ALDEBARAN_LUNANERA
La tensione era al massimo. Non mi ero mai trovato a competere in un torneo e la novità mi causava sempre una morsa allo stomaco. Non sopportavo questo lato del mio carattere che emergeva ogni qualvolta affrontavo situazioni nuove e questa lo era in pieno.
Guardai il mio comandante e mio araldo per l'occasione, che predisponeva con accuratezza il mio armamentario. Avevo letto nei suoi occhi piena fiducia e cercavo di rincuorare me stesso con quei gesti fatti mille e mille volte che mi aiutavano a concentrarmi... allacciare i gambali, stingere le cinghie...
Potevo sembrare calmo all'apparenza, ma dentro di me vi era una marea di sentimenti in continuo movimento come le onde grosse di un mare che attende una tempesta... Avrei dato il meglio di me stesso, questo era fuori di dubbio, ma sarebbe stato abbastanza??
"Sei pronto?" la voce di Aegon mi riscosse.. era quasi giunto il momento.
"Si.. ".
Il comandante mi guardò brevemente "Cerca di trovare il tuo equilibrio.. non sbilanciarti con l'asta quando fai partire il cavallo e tieni bene a mente di non chiudere gli occhi quando gli sarai vicino, è un errore classico e perderesti di vista il tuo bersaglio..."
"Tenterò di non finire per terra al primo scontro..." e che le Dee mi accompagnino, pensai.
Bardato come una testuggine mi posizionai sul mio fidato Astil, con la segreta speranza che non infrangesse il mio orgoglio disarcionandomi lui per primo e mi apprestai ad avanzare sul terreno della contesa lancia in resta. Le parole di Aegon mi rimbombavano nella mente "....mantieni l'equilibrio... tieni la lancia ban salda... stringi a te Astil e guarda sempre il tuo avversario" ....nelle orecchie il frastuono degli hammers in festa stava accogliendo il nostro ingresso.


ACE
*E' giunto il gran giorno, mio signore* disse Rigor, il mio araldo *Il momento di dimostrare il vostro valore. Tenete a mente gli insegnamenti di Mastro Driz, comandante Uait e null'altro. Liberatevi degli altri pensieri e concentrate la vostra attenzione esclusivamente sul vostro avversario*
*Sagge come sempre le tue parole, buon Rigor. E adesso aiutami con l'armatura, assicurala stretta al punto giusto; mi deve consentire il giusto movimento ma senza che mi porti a sbilanciarmi. Non aver paura di stringere...*
< Ahh... che strana atmosfera... l'importanza di tutti questi gesti... > --portando sotto la cotta di maglia il medaglione raffigurante la dea Arawen-- > ..così piccoli, ma nell'insieme quasi più importanti dello scontro stesso... Lasciare al caso questi preparativi... > -- penso controllando la presa dei guanti -- < ...potrebbe essere fatale anche al più pavido dei cavalieri >.
Un ultimo gesto dedicato a Finisterre, splendida nella sua imponenza. Il suo sguardo infonde ulteriore tranquillità; Elenie di Nakir l'ha preparata anche a questo...
*Signore... le tue insegne sono state esposte!... E' il momento!*
-- < Che lo sguardo benevolo della Dea possa guidare la mia lancia... > è il mio ultimo pensiero indossando l'elmo, prima di fare il mio ingresso nell'arena...


AEGON
Il suono delle trombe e quello dei tamburi ruppero l'aria come un fulmine in una notte quieta; i due cavalieri si posizionarono l’uno di fronte all’altro, Ace contro Aldebaran, Etek contro Dulkar, uomo contro uomo; il ritmo dei tamburi era incessante, sempre più veloce, sempre più rapido fino al momento del loro silenzio; il silenzio… Eccolo.
I duellanti si lanciarono l’uno contro l’altro in una corsa disperata, lancia in resta aspettavano solo il momento in cui l’altro fosse a portata: e il momento venne. Aldebaran fu il primo a inquadrare il bersaglio, la sua lancia si frantumò in pieno petto provocando la caduta da cavallo di Ace.
Aldebaran ha disarcionato l’avversario, Aldebaran Lunanera ha vinto e passa alla fase successiva.


- Paido vs. Prometeus

PAIDO
“Così corazzato sono ridicolo”, dissi storcendo la bocca al Lokot che mi stava aiutando ad indossare la corazza. Per fortuna non ricevetti risposta….. non avevo molta voglia di parlare. Tutta la mia concentrazione era puntata sullo scontro con Prometeus.
Mi sentivo le mani gelate, il cuore incalzava ritmi paragonabili ai tamburi di battaglia, la testa mi sembrava pesare un quintale…. e non era colpa dell’elmo.
Quando i preparativi furono terminati, chiesi cortesemente di essere lasciato da solo per concentrarmi. Alzai il viso verso il cielo, inspirando profondamente e chiudendo gli occhi, mentre le mie orecchie mi annunciavano l’impazienza degli Hammers, che non vedevano l’ora di assistere alla sfida.
Riesumai dalla mia memoria gli insegnamenti di Aegon sull’arte del giostrare, e avendo assistito alla sfida precedente mi resi conto di essere sicuro come non lo ero mai stato in vita mia. Questo era il mio momento, tutto il resto non importava.
Mi voltai in direzione della lancia appoggiata al muro. Appoggiato sul ginocchio sinistro, mi inchinai a lei quasi supplicandola di non deludermi proprio ora.
“Stiamo per fonderci in un unico corpo, amica mia. Fidiamoci l’uno dell’altra, solo così saremo in grado di vincere”. Detto ciò mi rialzai e con calma mi avvicinai a Wrathchild che mi sembrava molto più tranquillo di me. I suoi occhi lucidi mi fissavano e quasi mi sorrise per farmi capire che era tutto a posto.
Una volta montato in sella e con la lancia in una mano, entrai nell’arena e il fragore delle urla per poco non mi stordì. L’istinto mi portò a cercare il volto della Strega Kikka. Mi sentivo il suo sguardo addosso e sapevo che il suo tifo, come il suo cuore, era tutto per me.
“Il desiderio di combattere per qualcuno, rende il guerriero invincibile”, pensai mentre mi avvicinavo verso la mia parte della staccionata, in attesa che le trombe dessero il segnale di inizio….


PROMETEUS
Mi guardai intorno... tutti erano in attesa dello scontro. Ero frastornato, mi lasciavo preparare cercando di non perdere la concentrazione.
I legacci dell'armatura non mi avevano mai dato tanto fastidio.. Forse ero io ad essere particolarmente teso ed irrequieto. Ero tale il mio stato che nemmeno sentivo il peso di tutto quel metallo addosso a me. Guardavo il paranco con il quale sarei stato issato sul mio fedele Drako.
"Beato lui!!!" Pensai, "E' talmente abituato alle battaglie che non da segno di nervosismo!!"
Finii di sistemare l'armatura, guardai i guanti che calzavano alla perfezione.
"Ottimo! Una buona presa della lancia sta alla base di un buon esito!!".
Guardai la folla che impaziente attendeva e mi accorsi di non sentire le loro grida di incitamento tanto ero concentrato. Il cuore batteva all'impazzata e come poteva essere altrimenti!!
Ecco!!! Era arrivato il momento!!! Ero pronto!!!
Nella mia mente non risuonavano altro che le parole "equilibrio, bersaglio, impugnatura, e cavalcatura salda"
Invocai la protezione della dea e mi incamminai verso ciò che mi attendeva.


AEGON
La folla sulle gradinate è in agitazione per il nuovo scontro; sia Paido che Prometeus hanno posizionato già i loro cavalli, il Lokot con la sua scura armatura e Prometeus con la sua armatura lucente, oscurità contro luce. I due duellanti si lanciano al galoppo alla fine del rullare dei tamburi: Paido riesce a tenere la lancia abbastanza alta rispetto al suolo, Prometeus, invece, la mantiene parallela…10 antie, 5 antie, 2 antie: lo scontro.
Paido riesce a infrangere la sua lancia in pieno volto a Prometeus; l’Ardes, dal canto suo, riesce a tenere la cavalcatura e affonda l’arma nel petto del Comandante.
- Due punti a Paido e uno a Prometeus. Ritornate ai vostri posti cavalieri. Vi ricordo che vince chi arriva prima a tre punti – disse Aegon dall’alto della Tribuna Imperiale. – Perciò, lance in resta e regalateci un altro scontro.


PAIDO
Il galoppante rumore degli zoccoli, il rumore metallico delle armature e delle bardature erano le uniche cose che si sentivano nell'arena. Il silenzio del pubblico era diventato schiacciante. Ma subito dopo l'impatto, un boato di voci esultanti irruppe come un tuono che rimbomba in un canyon.
Arrivato alla fine della staccionata, girai il mio cavallo per godermi la vittoria ma con mio grande stupore vidi l'Ardes ancora in sella che ripeteva in modo speculare il mio movimento. La folla era impazzita.
Istintivamente abbassai lo sguardo in direzione del punto in cui la lancia mi aveva colpito. "Accidenti... se non fosse stata un'esibizione ci saremmo freddati a vicenda", pensai tastandomi l'armatura.
"Quel guerriero è davvero in gamba", dissi tra me e me sollevando la testa. "E' riuscito a rimanere in sella nonostante l'abbia colpito in testa... se non sto attento, la prossima volta mi potrei ritrovare a mangiare la polvere".
Allungai la mano destra e l'addetto alle armi del torneo mi porse un'altra lancia. Ringraziai con un cenno della testa. Mi riposizionai in sella nel miglior assetto possibile. Da sotto l'elmo, sorrisi divertito per ciò che stava succedendo e per le grida di incitamento di tutti gli Hammers presenti.
Con il cuore in gola e il fiatone, aspettavo solamente il momento in cui lo scontro sarebbe ripreso.. e probabilmente finito. Il mio ultimo pensiero era rivolto al mio cavallo, che sembrava reggere bene il peso dell'armatura, a cui non era abituato.
"Coraggio vecchio mio, stai andando benissimo... Ora voglio che corri più veloce del vento.. Questa volta Prometeus non deve neanche accorgersi che stiamo arrivando".
Poi puntai gli occhi sulla punta della lancia. "E tu mi raccomando, fai il tuo lavoro come lo ha fatto tua sorella.."


PROMETEUS
Cercai di mettere a fuoco il mio avversario... Mio malgrado vidi che anche lui era ancora in sella! Là dove la mia lancia aveva colpito c'era una evidente ammaccatura che testimoniava la violenza dello scontro. Avevo di fronte un avversario davvero valoroso!!
Mi accorsi con stupore che la tensione che avevo fino ad un istante prima era scomparsa, al suo posto era esplosa una grande eccitazione, come sempre mi accadeva in momenti di battaglia. Il sangue mi ribolliva dentro, la testa mi pulsava, ma ora non era il dolore, era la voglia di continuare quanto prima lo scontro.
Lasciai cadere la lancia. Guardai il mio avversario, il suo cavallo fremeva, i suoi zoccoli alzavano la polvere dell'arena.
Mi piegai in avanti e carezzai il collo del mio fido Drako "Fedele compagno di mille battaglie, dai tutto te stesso!! E' arrivato il momento della verità!!", gli sussurrai all'orecchio.
Mi venne data la nuova lancia, mi misi in posizione ed alzando lo sguardo guardai le mie insegne che sventolavano fiere.
"Non posso deludere ciò che è rappresentato sul mio stendardo!! Amore, patria e ardimento!!".


AEGON
Dopo il primo scontro tra Paido e Prometeus la folla è in fermento; un grosso applauso è partito dagli spalti quando Prometeus decide di continuare nonostante il duro colpo infertogli dal Lokot; l’unica a non esultare per l’Ardes è Kikka, che, con le mani conserte, prega le sue dee affinché il suo Paido esca indenne da quella lotta.
Nessuno dei due contendenti è riuscito a prevalere sull’altro per forza fisica e destrezza; ma le regole della giostra vogliono Paido in vantaggio di un punto sul suo rivale.
I due cavalieri, posizionati di nuovo l’uno di fronte all'altro, sono tesi e pronti a scattare appena il momento l’avesse chiesto. Il silenzio scese sull’Arena nel momento in cui i tamburi tacquero; solo il rumore degli zoccoli dei cavalli e della ferraglia delle armature rompeva l’aria… ma un rumore ancora più tetro si udì dopo: due lance infrante.
Entrambi i concorrenti sono riusciti a infrangere la propria arma sul corpo dell’avversario.
- Hammers! – sono le parole di Aegon dalla Tribuna – Quest’oggi abbiamo assistito allo scontro di due grandi combattenti; ma, purtroppo, solo uno dei due passerà alla fase successiva: Paido, Comandante dei Lokot ha vinto la sfida per tre punti a due!


NURAH
La folla mi impediva di attraversare quel tratto che mi avrebbe condotto alla tenda di Prometeus.
L'ultimo scontro si era concluso e nelle orecchie ancora sentivo il rimbombo dei cozzi delle armi.
Nonostante la violenza degli scontri, gli hammers erano allegri e l'atmosfera riusciva a placare ogni ansia e delusione.
Raggiunsi finalmente la tenda dove Prometeus alloggiava; come entrai, due scudieri si allontanarono arretrando inchinandosi e lasciandoci soli.
Gli sorrisi, aveva l'espressione corrucciata e pensierosa, ma non mancò di rispondere al mio saluto con il suo sorriso dolce e cordiale di sempre.
Mi avvicinai in silenzio e lo osservai attentamente per capire se le ferite che aveva riportato erano superficiali o meno; ero sicura che il colpo al suo orgoglio era il più profondo e il più difficile da curare, ma confidavo nel buon carattere dell'Ardes e soprattutto nella sua intelligenza.
Lo accarezzai sul volto e gli sorrisi di nuovo.
Mi fece cenno di accomodarmi su una sedia e lui fece altrettanto, dopo aver finito di slacciare l'ultima placca dell'armatura.
L'uno di fronte all'altra, iniziammo a parlare del più e del meno, già dimentichi della sconfitta.


PAIDO
Quando un viandante, appena giunto in queste terre, mi chiederà: "Che cos'è un Ardes?", io solleverò il mio braccio e indicherò una persona tra la folla..... e dalle mie labbra uscirà un solo nome.... "Prometeus".
E' stato un grandissimo scontro.... che fino alla fine ha dimostrato l'equivalenza dei nostri potenziali. Da questo scontro, deciso solo dalla formalità dei punti, non escono vincitori o vinti.
E' stato un piacere scontrarmi con te Prometeus, e non vedo l'ora che si ripresenti l'occasione per rifarlo.... ma fino ad allora, concedimi l'onore di combattere al tuo fianco tutte le battaglie che ancora ci attendono


PROMETEUS
Amico valoroso, non chiedo di meglio che combattere al tuo fianco!! Ma non essere modesto. Hai ben meritato la vittoria che mi giunge lieta al pari tuo, poichè, se era già scritta la mia sconfitta, sono lieto che a sconfiggermi sia stato un avversario valoroso come te!!
E' stato davvero un grandissimo scontro e spero che ne rimarrà traccia nella memoria degli hammers!! Ora non mi resta che farti gli auguri per il prossimo scontro, sperando che tu riesca a vincere la giostra!!
ONORE E GLORIA AL VINCITORE!!!!


- Taal vs. Galdor Falassion

TAAL
Taal aveva finalmente finito i preparativi. Stava facendo tutto questo solo per farsi notare da una donna... era la cosa più assurda che avesse mai fatto ma era determinato ad andare fino in fondo.
Lo scudiero lo issò sul suo cavallo d'ordinanza.
"Elpidio... non sei veloce ma sei ubbidiente e robusto. Aiutami in questa gara così come in passato mi aiutasti durante le mie missioni" Sussurrò Taal all'animale.
Come un lampo, l'immagine di "quel" foglietto gli attraversò la mente: < Desistete da questo caparbio capriccio, vi offro la mia amicizia ma il mio cuore appartiene già ad un altro. Kikka >
Pochi minuti prima Taal aveva fatto recapitare la risposta, forse in questo stesso istante la strega stava leggendo il suo messaggio: < Alla dama mia musa e mia signora: Adorata strega Kikka, fonte cristallina a cui abbeverare il mio cuore riarso. So che desiderare il vostro amore è un gesto gravido di indicibile temerarietà. Ma voi, offrendomi amicizia in cambio di amore, sminuite i miei sentimenti. Non sono nobile, ricco o valoroso ma mi faccio forte del diritto che Farahir concesse ad ogni Hammers innamorato: lottare per meritare la vostra benevolenza finchè non giunga la vittoria, o perire umiliato e sconfitto in questo tentativo.>
Rimase in attesa di essere chiamato sul campo. Sotto la corazza il sudore freddo inzuppava la veste di cotone. Ripassò mentalmente gli insegnamenti ricevuti: attenzione al bilanciamento, posizione eretta, lancia ben salda nella mano e sotto l'ascella.
"Tenterò di colpirlo al torace, dà un punteggio minore ma è più facile..."
L'agitazione si placò al suono di trombe che chiamava i contendenti. Il cuore accelerò i battiti ed una piacevole sensazione di calore gli pervase il corpo.
Uscendo dalla tenda vide Galdor che lo salutava cavallerescamente con un cenno, "Buona strada e che vinca il migliore" rispose meccanicamente.


GALDOR_FALASSION
“Tocca a te Galdor!”.
Questa voce mi scuote dai miei pensieri e mi avverte che il momento è giunto: è Aegon che mi chiama. In un solo istante ansia e tensione per il desiderio di far bene al mio primo torneo, lasciano ogni singola fibra del mio corpo.
Ora che l’attesa è finita sento il sangue scorrere con forza nelle vene, quasi a farmi intendere che il cuore di Dulkar stia pompando insieme al mio per darmi la forza. Farò di tutto per dimostrare chi sono i Dragoni.
Un brivido, una scossa attraversa le mie membra, come a verificare che ogni singolo muscolo, ogni singolo nervo sia pronto a dare il massimo nell’imminente scontro. Sono sensazioni che ho già provato, durante l’attesa di un combattimento: la mente si libera dalle nebbie dell’indecisione lasciando la limpida determinazione.
Mi sento pronto! Un’ultima stretta alle fibbie dell’armatura mentre mentalmente ripasso quanto provato in allenamento: mano bene a fondo nel rinforzo conico e manico della lancia saldamente serrato sotto l’ascella destra, busto leggermente proteso in avanti per ridurre la superficie esposta all’attacco e per mantenersi ben saldo alla sella.
Nessun movimento mi è richiesto. Devo solo puntare con precisione in pieno torace il mio avversario. Mi avvicino al mio Snow che quasi non riconosco sotto questa armatura e lui nitrisce in saluto.
- Stavolta sei tutta la mia forza amico mio. Confido in te per la vittoria, so che ce la puoi fare! -
Chiedo al mio scudiero di darmi una mano a salire sul mio destriero e una volta in sella mi faccio passare il pesante elmo del mio patrigno. Mi pare quasi di sentire la sua voce che mi incoraggia e mi “ordina” di dimostrare chi sono.
Faccio un respiro profondo ed esco dalla mia tenda. Incrocio lo sguardo di Taal e gli faccio un cenno di saluto. Il rumore è assordante ma non me ne curo, sono concentrato al massimo.
Mi chino e bisbiglio all’orecchio del mio fedele Apaloosa: - E’ giunto il momento Snow: andiamo a vincere!


AEGON
La mattina del secondo giorno prevedeva lo scontro tra Taal, Esploratore Vulcar, e Galdor Falassion, Dragone di Dulkar. L’emozionante scontro tra Paido e Prometeus, vinto dal Lokot, aveva attirato molta più gente del previsto, talmente tanta che gli organizzatori furono costretti ad aprire i cancelli della Tribuna Imperiale.
L’uno di fronte a l’altro i due rivali si preparano per la battaglia, da un lato Galdor dall’altro Taal, Vulcar contro Dulkar, uomo contro uomo.
I due cavalli balzarono in avanti appena i tamburi smisero di rullare… passo dopo passo, i due contendenti si avvicinavano sempre di più al momento della verità.
Un schianto, un tonfo e la folla in tripudio sulle gradinate: Taal, con un colpo ben piazzato, ha colpito il busto dell’avversario che, per il violento impatto, viene disarcionato.
- Taal, le dee oggi ti hanno guardato con occhio benevolo. – Sono le parole di Aegon - Sei ammesso alla fase successiva del Torneo.


GALDOR-FALASSION
“Grazie mio scudiero! Ora che finalmente mi sono tolto l'armatura devo dire che mi sento molto meglio. Non è poi male come pensavo dopotutto, sono sopravvissuto a molto di peggio”.
Una volta rimessi i miei soliti abiti, mi dirigo alla tenda di Taal per congratularmi, anche se sinceramente non ha certo l'aria del vincitore...
“Ehi Esploratore, qua la mano! Non capita tutti i giorni di stringere la mano ad un cavaliere della tua pasta! E su col morale! Vedrai che la tua vittoria non passerà inosservata alla tua dama... non vorrei che mi avessi sconfitto per niente!!!”
Faccio per allontanarmi quando ricordo una delle regole del torneo: se un cavaliere viene disarcionato perde la propria cavalcatura!
“Già che sono qui.... ti devo chiedere un grosso favore: ...riscattami il mio Snowdance!! Ne ho un gran bisogno e per me è unico!... Ti darò tutta la miara che possiedo se vuoi!


- Shademar vs. Vendicatore

SHADEMAR
Lo stalliere fa voltare Madras pazza e riparte al galoppo sul terreno erboso sollevando pesanti zolle di terra. Shademar è in piedi e assiste al riscaldamento del suo destriero e ad ogni passaggio sente la terra tremare sotto di se.
Si gira verso il campo di gara, ai suoi lati sulle tribune hanno preso posto tutte le personalità delle Terre dell'Arcano, mentre i contadini, gli hammers giunti dai piccoli borghi sono accalcati alle pesanti balaustre di legno.
Dà un ultimo sguardo al suo cavallo poi si dirige al centro della pista sotto le tribune.
Porta la mano al petto, sotto al rosso mantello che ricopre la sua figura:
"TERRE DELL'ARCANO, IMPERATRICE NIMIRA, CUSTODE E VOI TUTTE MADRAS AL CUI
COSPETTO GIUNGO A PRESENTARMI" il tono della voce è alto per coprire i brusii e ottenere il silenzio e attenzione, gira su se stesso lentamente poi quando torna a guardare le tribune:
"IO SONO L'EREDE DI UN AMORE MAI SVENDUTO, SIGILLO DI UNA FEDELTA' CHE RISPLENDE E A CUI L'OSCURITA' NON PUO' IMPORRE CONFINI."
Con gli occhi scruta i volti seduti davanti a lui, la testa si gira prima verso sinistra poi verso destra e lo sguardo si perde dietro lo sventolio degli stendardi posti sopra le tende piantate ai margini del campo:
"IL MIO NOME E' SHADEMAR... FIGLIO DI LICHT IL GUERRIERO E ARMORICA, NEI LORO CUORI CONSERVO IN ETERNO LA FEDELTA' A NIMIRA E ALLA SUA DINASTIA E IN QUESTO DUELLO COMBATTERO' SECONDO IL CODICE DI ONORE CHE MI HANNO INSEGNATO."
ARALDO SHADEMAR

Shademar osserva l'armatura disposta a pezzi sopra un tessuto di velluto blu e pensa che...
-A voi piacendo, mio cavaliere- il più autorevole dei paggi che chiede il permesso d'iniziare a vestirlo. L'esploratore lo fissa per un attimo prima di acconsentire con un gesto del capo.
Si sente percorrere da un numero imprecisato di mani che lo spogliano lasciandolo con mutande e maglia di lana. La vestizione ha inizio nel più assoluto silenzio, prima una calzamaglia di feltro, poi una casacca imbottita e rigida che si abbottona davanti.
Quindi iniziano a rivestirlo con le protezioni metalliche inferiori chiedendo ogni volta di provare a muoversi per verificare che i nodi non siano troppo stretti. GLi fanno indossare una corazza a maglia che trova pesantissima e sembra quasi impedirgli di respirare.
Mani abili e veloci la sistemano sul petto mentre altri iniziano ad aggiungere nuove protezioni metalliche, alle spalle, alle articolazioni. Ad ogni aggiunta si sente sempre più prigioniero, quasi soffocato da tutto quel ferro.
I paggi arretrano di qualche metro quando un altro avanza con un elmo. Esce dalla tenda, il cuore comincia a battere come il martello di un fabbro, il suo destriero gli appare gigantesco, tutto bardato quanto e più di lui. Una corazza decorata gli protegge il capo e altre sul pettorale e i fianchi.
Allunga la mano e raggiunge il pomo. Serra le dita sull'appiglio, solleva la gamba sinistra e infila il piede nella staffa. Si sente spingere sotto e sale in groppa a Madras Pazza.
Risuonano lunghe note di tromba. Un paggio afferra le redini e si avvia al campo.
Attraverso la sottile fessura aperta nella celata dell'elmo, osserva le tribune gremite con tutti che invocano l'inizio della sfida. Un paggio gli passa un'asta, poi lo sguardo va all'altro capo della pista dove Vendicatore attende maestoso sopra il suo cavallo.
Il suono di un corno, il segnale, un ultimo pensiero: -Sono solo un semplice esploratore, chi me l'ha fatto fare-.


VENDICATORE
Sono Leonard, aspirante Dragone di Dulkar. Sono araldo e scudiero di Jonathan Lucas McRazian, il mio prossimo vice comandante.
Vendicatore è qui ad Arcano da tanto, ma in pochi lo conoscono veramente bene. A volte per me è indecifrabile, è capace che sia avaro di parole ma non di concetti, altre volte invece ha da dire qualcosa su tutto. A volte si fa prendere dalle emozioni, e agisce male, spesso non si accorge degli errori che commette ma il suo carattere timido e taciturno ne è la semplice conseguenza.
Lui è molto insicuro, ed è per questo che non ha fiducia nel mondo. Mi sorprende il grande rispetto che ha verso tutti, indipendentemente da quello che sono e che rappresentano. Il suo fortissimo senso di giustizia poi, l'ho capito anche dal suo soprannome.
Non l'ho mai visto all'opera con le armi, cioè, solo in allenamento, questo mi fa trepidare d'attesa. Non so se vincerà o perderà, ma una delle ultime cose che mi ha ribadito con decisione è che non esistono invincibili quindi non bisogna mollare mai.
ARALDO VENDICATORE

Era l'ora, Vendicatore si diresse verso le stalle per andare a prendere cavallo e armatura.
Valesuluk, sistemato sotto una tettoia lo guardava: "Che c'è? Di che hai bisogno? Senti, lo so che non puoi parlare ma io non ho mai avuto un cavallo e francamente non so..." controllò che avesse da mangiare e da bere, tutto era a posto.
Valesuluk non gli staccava gli occhi di dosso. Vend prese a fissarlo, poi, sbottò: "Allora chiariamoci: tu non piaci a me e io non piaccio a te ma dobbiamo fare tutti e due il nostro dovere" ma l'animale non faceva altro che guardarlo: "Ma che diavolo! Adesso mi metto pure a parlare con gli animali!" quindi si sedette su una sbarra di legno: "E va bene scusa... non è vero che non mi piaci... è solo che non sono abituato ecco. Vedi, io vivevo sulle nevi e mi spostavo con i cani da slitta, i cavalli da noi servivano soltanto per i viaggi lontano dal mio paese".
Valesuluk non smise di fissarlo ma il Dragone notò una luce diversa nei suoi occhioni. Sorrise: "Guarda che me ne sono accorto che le mie scuse ti hanno fatto effetto" quindi cominciò a prepararsi.
Mentre indossava l'armatura, sentì un rumore. Valesuluk aveva rovesciato l'elmo che ora giaceva sulla paglia.
"Ehi! L'elmo! Sei proprio sbadato" poi lo guardò: "Sei silenzioso, per nulla appariscente, sbadato... sei la mia versione equina, che mi venga un colpo!".
Improvvisamente Leonard entrò nella stalla: "Tutto bene Vend? Tra un po' tocca a te! Con chi parlavi?"
"Col cavallo"
"Col cavallo!? Ma se non li sopporti, hai fatto perfino tutto il viaggio a piedi con Valesuluk al laccio".
Vend smise di prepararsi e disse: "Hai ragione Leonard ma la sai una cosa? Mi sento bene, questo cavallo mi ha messo il buon umore addosso! E non sento la stanchezza, anzi. Mi attende un duro scontro ma sono ottimista" quindi finì di indossare gli ultimi pezzi dell'armatura.
Leonard lo guardò: "Giuro, io non ti riconosco".
"Nemmeno io Leo".
"Ti ho portato una lancia, le altre quattro sono già pronte alla doppia pista, manca qualcosa?".
"No, non credo, sto ripassando a mente tutti i consigli che ci ha dato Aegon, da Valesuluk non mi aspetto problemi, saranno le braccia e il busto a decidere l'incontro".
Leonard guardò il cavallo: "Dici? è molto giovane, non hai paura che rallenti di colpo vedendosi arrivare addosso Shademar e Madras?".
"Io mi fido, lo so, a prima vista non è granchè, è piccolo e bruttino, ma è proprio per questo che mi piace, e poi è veloce da far spavento".
"Non basterà, dovrà dimostrarsi indomito, se rallenterà non arriverai col giusto bilanciamento e cadrai".
Vendicatore guardò negli occhi Valesuluk che distolse subito lo sguardo: "Non mi abbandonerà... e se lo farà lo capirò in tempo e mi preparerò alla sconfitta".


AEGON
Oggi si sarebbero affrontati due pilastri di Arcano: Shademar contro Vendicatore, diversi nel comportamento, l’uno “troppo chiacchierone” l’altro “troppo silenzioso”, ma accomunati da un destino comune: la Giostra.
La folla, accorsa a vedere l’epico scontro, esplose in un urlo di gioia quando i loro paladini presero posizione sull’Arena; tesi nelle loro rispettive armature, i due cavalieri erano pronti per la battaglia, pronti a partire appena i tamburi avessero smesso di emanare le estenuanti urla.
Partiti! I due duellanti si lanciarono come fulmini l’uno verso l’altro lancia in resta, dietro di loro solo polvere e il silenzio dei trepidanti Hammers.
Urla si levarono dalle gradinate quando l’elmo del Dragone solcò i cieli di Arcano, e molte di più ce ne furono quando il Lokot si trovò a terra a mangiare la polvere.
Shadermar è stato disarcionato da Vendicatore, che si conquista posto nei Quattro Campioni della Giostra.
Accedono alla Semifinale i seguenti Cavalieri: Aldebaran, Paido, Taal, Vendicatore.
Questo il Programma:
Aldebaran vs. Paido
Taal vs. Vendicatore



Semi Finale


- Aldebaran Lunanera vs. Paido

ALDEBARAN-LUNANERA
Stavo ricomponendomi per affrontare il mio nuovo avversario ed ancora non riuscivo a credere che potessi aver superato la prima prova con un avversario come Ace. L'avevo notato in allenamento e sinceramente mi ero dato poche possibilità di superare il primo turno.
Mi strofinai via di dosso il sudore del precedente scontro e mentre immergevo un telo nella bacinella piena d'acqua sentii nitidamente che qualcuno si era accostato a me. Il suo profumo mi dichiarò chi fosse prim'ancora che la sua mano s'immergesse nell'acqua pulita, raggiungendo la mia.
"Avevi detto che non saresti venuta..." le dissi sorridendo automaticamente.
"Mi avevi detto che non saresti riuscito a superare Ace...." rispose Dolceluna.
Mi tolse il telo continuando quello che avevo iniziato "...vedi di farti male e ti assicuro che quando ti avrò fra le mani starai anche peggio... comunque non vedrò neppure questo tuo scontro, non vorrei che mi dessi la colpa!".
"Tranquilla.. sono certo di fare tutto da solo!!".
Ero rincuorato, la sua visita non me la sarei mai aspettata e questo mi diede lo sprone a far meglio. Era comunque una giostra, ma finora era andata meglio di quello che avrei pensato.
Finii di sistemarmi con il suo aiuto e quando fui sull'uscio pronto a vincere o perdere... lei mi fermò sventolandomi una fascia davanti al volto... era paonazza...
"Hemm.. lo sai che non cucio benissimo ma ti ho fatto questo..." disse appunto dimenandomi la stoffa davanti agli occhi.
"Che fai, vuoi ipnotizzarmi ???" le chiesi.
"No.. ho letto un libro che mi ha dato Kristal sul quale si racconta che le dame nei tornei donano un fazzoletto ai propri cavalieri.. ebbene, fazzoletti enormi non ne avevo così ti ho cucito questo da indossare..." mi guardò, ma io stavo per scoppiare a ridere "....bè insomma... facci quello che vuoi, d'altro canto mi hai scelto tu come dama....." disse lasciandomi a grandi passi.
Era proprio imbarazzata ed io non potei che sentirmi decisamente con il cuore leggero da ogni paura... era un regalo inatteso... ed anche il fazzoletto ovviamente.
Le trombe risuonarono richiamando a gran voce la presenza dei contendenti... ed io ringraziai le Dee per avermi fatto ritrovare quella creaturina a lungo assente nella mia vita.


PAIDO
La stima, la preoccupazione, e soprattutto l'abbraccio. Era proprio questo di cui avevo bisogno.
Kikka, in quel momento, mi diede lo stimolo per risalire ancora una volta in sella e affrontare il mio avversario.
Questa volta conoscevo bene il valore di quest'ultimo, avendolo già visto in azione. Il mio sguardo era tutt'altro che sicuro, ma la mia volontà di arrivare in finale era rimasta fortissima.
Dopo l'incontro con la strega, mi ritirai ancora una volta nella mia tenda per ritrovare la concentrazione.. per ritrovare me stesso.
"Aldebaran..", pensai tra me e me. "E' riuscito a disarcionare Ace con una tecnica perfetta. E come lui, anche tutti gli altri".
Nervosamente iniziai a camminare avanti e indietro, schematizzando mentalmente i movimenti, i punti deboli e i punti di forza dell'Etek. Questa volta sapevo benissimo che l'unica possibilità di vittoria stava nel disarcionare il prima possibile il mio diretto sfidante. Le prove di forza non erano mai state nel mio migliore repertorio, e l'avevo già dimostrato prima.
Accarezzai la bianca criniera di Wrathchild mentre affondava il muso nella paglia.
"Sai... sono in momenti come questi in cui vorrei che le nostre parti fossero invertite", dissi ridendo.
Ma era una risata forzata. Non gli avrei mai affidato tanta responsabilità, perché sono in questi momenti che si dimostra il proprio valore, e non importa il risultato ottenuto. Alla fine, una medaglia, un fregio, una onorificenza, non rendono valoroso un uomo.. è il morale quello che conta.
Continuavo a ripetermi questa frase, perché sapevo che c'erano persone per cui valeva la pena di lottare fino alla fine: Kloda, la mia sorellina scomparsa da poco. Kikka, la donna che aveva rapito ogni mio pensiero. Prometeus... sì, dovevo vincere anche per lui.
Indossai la stessa armatura di prima, fiero dell'ammaccatura provocata dall'Ardes.
Questa volta eravamo in due a combattere dentro a questa armatura... dentro a questo corpo... dentro a questo cuore. Lokot e Ardes insieme.


AEGON
Oggi si sarebbero affrontati i Quattro finalisti della Festa di Moghul; il primo scontro sarebbe avvenuto tra Paido, Comandante dei Lokot, e Aldebaran Lunanera, Maestro d’Arme dei Guerrieri Etek.
Nell'arena aleggiava un'atmosfera pesante, carica di tensione: la gente accorsa a vedere lo spettacolo sapeva che questi due guerrieri avrebbero regalato emozione e spettacolo.
I due guerrieri, posizionati l’uno di fronte all’altro, erano concentrati e pronti a battersi; anche i loro cavalli, a giudicare dallo scalpitio e dalla polvere che alzavano, erano impazienti.
Partiti! Entrambi i combattenti si scagliarono l’uno verso l’altro, Lokot contro Etek, lancia contro lancia.
Un assordante rumore ruppe il silenzio dell’Arena: entrambe le lance si sono infrante sul corpo dei rispettivi rivali.
- Sapevo che ci avreste regalato spettacolo: 1 a 1! – disse Aegon applaudendo i due cavalieri – ora riarmatevi e dateci il nome del Vincitore!.


ALDEBARAN_LUNANERA
Riuscire a descrivere la sensazione che si prova è decisamente arduo. Forse sembrerebbe retorica dire che non la comprendi se non la provi, ma l'urto di uno scontro del genere non è decisamente facile da trasmettere. E forse ripensandoci dopo non riesci neppure a sentirlo allo stesso modo.. nella stessa intensità di quando lo hai provato.
Inizialmente non vi è che l'ansare del tuo respiro, ritmato dal battito del tuo cuore e dal pulsare del sangue nelle vene. Cerchi di mettere a fuoco il bersaglio che man mano ti si avvicina, rendendoti conto con una remota parte del tuo essere che anche lui imbraccia una lancia.
I momenti che ci separano dall'inevitabile urto sembrano essere sospesi nel tempo, perchè sono lenti e istantanei allo stesso modo.
Non credo vi sia la lucidità di pensare ma credo più fermamente che sia l'istinto a guidarti accompagnato da una buona dose di fortuna. Non saprei dire se la fortuna sarebbe di nuovo stata dalla mia parte ne se quello che stò ora dicendo rimarrà nella mia mente più a lungo del tempo che ci ho messo a pensarlo... quello che ti circonda è come immobile, ma per chi guarda avviene tutto in un momento in cui la forza e la determinazione sorreggono i due contendenti.
Sento che con forza Astil mi conduce verso lo scontro, sento i suoi muscoli tesi nell'impeto della corsa.. quella corsa di breve durata, ma che impegna ogni fibra del tuo essere sia come cavallo che cavaliere. Forse in realtà la mia mente divaga perchè libera...
Ho solo il tempo di stringere la lancia... un respiro... un pensiero... e Paido...


PAIDO
"Maledizione", imprecai da sotto l'elmo mentre mi dirigevo verso la fine della staccionata. Anche questa volta avevo di fronte un guerriero degno di tale nome, e sapevo benissimo che al primo errore di valutazione il mio torneo sarebbe finito qui.
Comunque un errore lo avevo già fatto, e per poco non ne pagavo le conseguenze: al momento della carica, pensai di mirare alla testa di Aldebaran.. ma all'ultimo momento, l'incertezza si fece sentire facendomi spostare la mia mira dalla testa al corpo. Il colpo era andato a segno certo, ma in quel movimento non riuscii a tenere il braccio completamente rigido tanto da disarcionare l'Etek.
La folla era sempre calda e la soddisfazione di Aegon nel vedere un altro grande scontro, mi ridiedero un po' di coraggio.
In quel momento capii che forse ero troppo concentrato, troppo impuntato su calcoli di traiettoria, troppi schemi mi occupavano la mente. Feci cadere a terra quel poco che restava della lancia e alzai la visiera dell'elmo per prendere aria.
Inspirai tutta l'aria fresca che i miei polmoni potevano sopportare, e chiudendo gli occhi espirai molto lentamente. Buttai fuori anche i pensieri.
Ora la mia mente era lucida e in grado di valutare analiticamente la situazione. Non disponevo di una grande forza, quindi abbandonai l'idea del colpo decisivo... dovevo giocarmela ai punti.
Il mio sguardo si spostò sullo stendardo sventolante col mio stemma. Quei movimenti provocati dall'aria, mi fecero capire che eseguivo le operazioni in modo troppo meccanico.
Dovevo rendere i miei movimenti più fluidi, ostentando una sicurezza tale da intimorire l'avversario. Ma sapevo che sarebbe stato difficile, lui era addestrato per reggere questo tipo di situazioni.
Con un secco colpo della mano, riabbassai la visiera e mi armai nuovamente.
Ritrovando l'assetto giusto, mi riposizionai all'inizio della staccionata e puntai il mio sguardo verso la Tribuna Imperiale aspettando che i tamburi smettessero di rullare..


AEGON
Dopo il duro scontro, i cavalieri si riposizionarono ai loro posti pronti per un nuovo duello; entrambi avevano risentito del colpo ed entrambi erano concentrati sul prossimo confronto. Gli Hammers, divertiti sugli spalti, inneggiavano a gran voce i loro Campioni e fremevano nell’attesa del futuro spettacolo.
Partiti: di nuovo Etek contro Lokot, di nuovo uomo contro uomo. I cavalli, ormai avvezzi alla giostra, partirono appena i tamburi emisero la loro ultima nota. Il rumore delle lance che si infrangevano ruppe l’aria dell’Arena e un cavaliere si trovò a terra a mangiare la polvere.
- Signori, abbiamo il secondo finalista della Giostra: Aldebaran Lunanera si è battuto abilmente; ma Paido, avendo disarcionato l’Etek, ha vinto.
I miei complimenti Comandante.


- Taal vs. Vendicatore

TAAL
Taal avrebbe dovuto prepararsi per il nuovo scontro, invece stava seduto nella tenda con la sola compagnia di uno stilo e una pergamena. Aveva sperato fino all'ultimo in una visita della strega.
< Ti invio questa mia per risponderti ad una missiva che tu non hai mai spedito. Mentre scrivo, un incomprensibile sorriso danza sul mio volto. Ciò che ci accade non è dovuto alla mia caparbietà o al tuo ritegno ma siamo noi due insieme, non so spiegarlo... è una grande magia, più grande di quella che la tua arte può produrre. Questa piccola pergamena è sfuggita al mio controllo... so che mi pentirò delle mie azioni, ma immagina quanto sia difficile amare senza poter sperare in un futuro. Nella mia breve vita ho provocato molto dolore ma questa volta sei tu che mi hai colpito. Caparbiamente tuo, Taal >
Arrotolò il messaggio e chiamò il valletto.
- Consegna questa alla strega Kikka e torna qua di corsa per aiutarmi a calzare l'armatura, ho già indugiato abbastanza...-


VENDICATORE
Vendicatore non aveva chiuso gli occhi al momento dell'impatto, Il contraccolpo era stato forte e la lancia per poco non gli era scappata di mano.
Arrivato al fondo della pista aveva voltato il cavallo e aveva visto Shademar che si rialzava da terra. Avrebbe voluto buttarsi giù dal cavallo e stendersi a terra per scaricare la tensione appena superata. Ma rimase lì, e abbracciò il collo di Valesuluk per ringraziarlo.
Scese subito, meno stava in sella a qualcosa meglio era. Diede ancora un'occhiata all'avversario, nel caso avesse avuto bisogno di qualcosa. Accertatosi che tutto fosse a posto, il Dragone prese al laccio il cavallo e si diresse verso le stalle. Leonard era già lì, pronto ad aiutarlo a togliere l'armatura.
"Vendicatore, hai difeso l'onore dei dragoni".
"Sbagli Leonard, l'onore dei Dragoni sarebbe stato infangato soltanto se uno di noi tre si fosse tirato indietro all'ultimo. L'onore è una cosa delicata...".
"Non sembri contento... cosa c'è?".
"Non lo so, probabilmente è la tensione, mi sento più teso adesso che prima della gara".
"Adesso riposati soltanto, a Valesuluk ci penso io".
"Va bene, hai ragione. Devo bere... ho sete"
"Vado a prenderti dell'acqua, o preferisci altro?"
"Leonard... non sei un oste, quello che trovi andrà benissimo, stai già facendo tanto".
Il ragazzo partì di scatto, Vendicatore spostò gli occhi su Valesuluk "Non mi hai abbandonato eh? Sei stato bravo ma il bello viene adesso..." ma il cavallo già non lo guardava più.
"Ecco l'acqua" disse Leonard, tutto trafelato.
Vendicatore bevve con avidità e sorrise, adesso si sentiva davvero meglio.


AEGON
Il secondo scontro della giornata avrebbe visto affrontarsi Taal, Esploratore Lokot, e Vendicatore, Vice Comandante dei Dragoni di Dulkar.
La stanchezza sui volti dei due guerrieri era data soprattutto dalla tensione dell'imminente scontro; Taal da un lato dell'arena e Vendicatore dall'altro si studiavano in silenzio. Ogni muscolo teso e pronto a scattare al momento giusto.
E' il momento. I cavalli partono con un guizzo nervoso, accorciano la distanza che li divide. I due uomini tengono saldamente le lance, pronti a ricevere e dare il colpo che decreterà il vincitore.
Il cavallo di Taal, come spaventato dal nemico, frena di colpo costringendo il Lokot a colpire il cavallo dell’avversario; Vendicatore, ormai esperto, capisce la paura dell’animale del rivale e infligge con tutta la sua forza un colpo all’addome che disarciona Taal.
- Vendicatore è il Primo Finalista della Giostra di Moghul. Affronterà il vincitore tra Aldebaran e Paido. Congratulazioni Dragone – Sono le parole di Aegon dalla tribuna - Taal, oggi la fortuna ti ha girato le spalle, ma, se tu vorrai, potrai lottare per il 3° posto.



Prossimi scontri:

Paido vs Vendicatore (per il 1° e 2° posto)
Aldebaran vs Taal (per il 3° e 4° posto)



Finale 3° e 4° Posto

- Taal vs. Aldebaran Lunanera

TAAL
Taal camminava verso Nakir quando il rumore di un cavallo al galoppo lo fece voltare, era Ace che scese al volo e si parò davanti al Vulcar: - Dove stai andando? Devi sostenere l'ultimo scontro per il terzo posto - disse il Dulkar.
- Ho scritto al giudice di gara che mi ritiro e ho spiegato al mio avversario che mi dispiace... ma non ho più interesse verso questa giostra. Le motivazioni che mi spingevano a gareggiare sono venute meno per cui scostati e lasciami il passo!-
- Che ragionamenti sono mai questi? Pensa ai cavalieri che sono stati sconfitti da te: hai l'onere morale di batterti affinchè la loro sconfitta sia resa più onorevole dal tuo comportamento.- rispose Ace strabuzzando gli occhi. In passato questo sarebbe stato sufficiente per scatenare una zuffa ma, da quando Taal era arrivato a Nakir, i suoi modi erano diventati leggermente più civili.
- Non capisco di cosa tu stia parlando, quale obbligo può legarmi a chi ho sconfitto? -
- Gli obblighi che legano tutti gli Hammers, le precise regole dell'etichetta... Ma non desidero discutere le usanze dell'Impero, io stesso sono qui da troppo poco tempo per conoscerne le sfumature. Ti ho inseguito per comunicarti un'ambascia di Vendicatore. Mi ha incaricato di offrirti la restituzione di Elpidio nel qual caso tu vincessi lo scontro per il terzo posto.-
Una luce si accese nella mente di Taal: "Il mio cavallo d'ordinanza... devo battermi per lui. Egli è di proprietà dei Vulcar"
- Ebbene, sia! Spero soltanto di essere ancora in tempo -


ALDEBARAN_LUNANERA
Mi tolsi con delicatezza l'ammasso di ferraglia che mi avvolgeva tipo "cozza" e mi rilassai per quanto potei. Il prode Lokot mi aveva dato una bella strapazzata, dovevo ammetterlo.
Sorrisi pensando che avrei avuto lo stesso problema di Ace... il mio Astil apparteneva al giovane comandante ed avrei dovuto riscattarlo in qualche modo! D'altro canto non l'avrei abbandonato anche se era nelle attente mani di un comandante come Paido.
Buttai uno sguardo alla bacinella, ma decisi di lasciar perdere.. qualsiasi cosa più pesante di una piuma mi avrebbe dato fastidio e pensare di immergere la testa in quel refrigerio mi faceva dubitare di riuscire a rialzarla.
"Accidenti come picchia!" mormorai.
"Già non è stato niente male..." esordì Dolceluna entrando nella mia tenda "...e pensa che non hai ancora finito con gli esploratori!!!" sghignazzò in modo irritante.
"Ahh già ora mi bastonerà anche Taal... dì la verità, stai tifando per lui..." la punzecchiai mettendomi uno straccio sul viso e lasciandomi andare un momento su di una panca. Sembravo una salma.
"Mmmhh diciamo che sono combattuta, d'altro canto Taal è un amico nonchè un Vulcar..." .
"Già... ma il sangue è sangue..." borbottai.
Dolceluna si sedette ed io le poggiai il capo in grembo "Perchè invece di preoccuparti di Taal non fai più attenzione..." mi disse carezzandomi i capelli come si fa con un bambino.
Mi tolsi lo straccio guardandola interrogativamente e lei continuò "Quando ti lanci al galoppo riesci a mantenere la lancia dritta, ma poco prima dell'urto sembra quasi che fai uno scarto e questo ti sbilancia quel tanto che basta a farti perdere il punto giusto d'impatto.. hai rischiato anche l'altra volta.. la prima con Paido prima che lui ruotasse il torace facendo scivolar via la lancia....".
Mi alzai di scatto mettendomi a sedere "..ma come diamine... che sei diventata un'esperta tutto d'un botto???".
Dolceluna sorrise alzandosi "No, diciamo che ho un buon insegnante.... comunque è ora che ti prepari.. non vorrai mica fare tardi .." il fermento fuori annunciava l'inizio del nuovo scontro.
La guardai andare via salutandomi ironicamente con la manina, mentre ammaccato più che mai mi ricomponevo. Avrei dato ascolto al suggerimento.. di chiunque fosse ed avrei giostrato con Taal finalmente sereno con la mente libera e sgombra da timori.
Le trombe risuonano richiamandomi nell'arena per l'ultima volta.


AEGON
Prima della gara finale si sarebbero affrontati Taal, Esploratore Vulcar, e Aldebarn Lunanera, Guerriero di Etek, per il 3° e il 4° posto nella competizione.
- Miei Guerrieri, ho due parole da dire prima che questo scontro abbia inizio – disse Aegon alzandosi in piedi – Voi siete un esempio da seguire per tutta questa gente che è venuta ad ammirarvi, perché è facile combattere quando si hanno degli obiettivi, ma, quando questi vengono a cadere, è difficile più farlo. Voi oggi siete qui, l’uno di fronte all’altro per vincere? Non credo, voi siete qui oggi per una promessa, una promessa fatta a voi stessi all’inizio di questa competizione: Arrivare fino alla fine.
Ora andate e onorate la vostra promessa. -
I due cavalieri diressero i propri cavalli presso i posti di combattimento. Entrambi avevano nel cuore le parole del Comandate Aegon: onorare la promessa.
I tamburi partirono e dopo un interminabile minuto tacquero; i due cavalli partirono all’ultima nota, scattanti come fulmini per dare l’ultima gioia o l’ultimo dolore ai loro padroni.
Due lance si infransero e un solo sogno proseguì. Taal aveva distrutto la lancia sull’elmo dell’Etek mentre quest’ultimo era riuscito con un colpo di reni a disarcionare l’avversario.
- Sigori, Aldebaran ha conquistato il terzo posto della Giostra. Taal, invece il quarto.
Questo scontro però ha un altro vincitore per me: Taal. Si era ritirato perché aveva perso di vista gli obiettivi… poi i suoi amici e Vendicatore l’hanno riportato sulla retta via.
Gloria a te Taal Esploratore di Vulcar e Gloria a te Aldebaran Lunanera, Guerriero Etek!!!



LA GRANDE FINALE DELLA GIOSTRA DI MOGHUL

- Paido vs. Vendicatore

PAIDO
Dopo aver sistemato l'armatura in un angolo, immersi la testa nella tinozza piena d'acqua. Per una decina di secondi rimasi immobile e senza respirare. Tirai fuori il capo e lo asciugai con uno straccio che c'era lì vicino, strizzandomi tra le mani i lunghi capelli.
Ora mi sentivo più rinfrescato ma il mio mal di testa imperversava ancora. Fu in quel momento che dall'entrata della mia tenda arrivò un voce: "Complimenti al finalista".
Stupito mi voltai e con piacere notai la figura di Kikka che mi sorrideva.
"Cosa ci fai qui? Non dovresti essere sugli spalti?".
La strega abbassò lo sguardo un po' delusa: "Pensavo di farti un piacere venendo qui.."
"Ed è così, infatti", risposi gettando per terra lo straccio inzuppato d'acqua.
"Scusa, non volevo.. è che questo torneo mi ha stancato molto. Ho consumato quasi tutte le mie energie e ora mi aspetta la sfida più impegnativa. Vendicatore mi sembra molto in forma e sicuro di sé. Nel primo passaggio della gara precedente, mi sono anche fatto un po' male al braccio tenendolo troppo molle. L'aver disarcionato Aldebaran non è stato un toccasana per il muscolo già indolenzito".
La strega mi si avvicinò e con delicatezza mi fece un leggero massaggio sul muscolo. Dopo aver tastato con i polpastrelli i punti doloranti, mi invitò ad immergere tutto il braccio nell'acqua gelata.
"Questo di sicuro non ti farà passare il dolore, ma ti darà un po' di refrigerio", mi disse guardandomi dritto negli occhi. "Vinci per me, hai capito?", aggiunse sorridendo e mi diede un tenero bacio sulla guancia.
Subito corse fuori dalla tenda per prendere posto sulle gradinate, e mentre usciva intravidi che gli stemmi stavano già sventolando. Con sguardo non molto convinto guardai il mio braccio. Sapevo che più di due passaggi non avrebbe retto, ma piuttosto che arrendermi me lo sarei anche rotto, se fosse stato necessario.
Prima di scendere nell'arena, alzai lo sguardo al cielo e sussurrai: "Madre, veglia su di me"


VENDICATORE
Vendicatore sedeva solo, appoggiato ad un muretto, appena fuori dall'arena. Sentiva gli spalti gremiti di gente che attendevano impazienti la finale.
Mille pensieri gli turbinavano nella mente. Aveva preso in mano il suo pugnale e ora se lo rigirava tra le dita ammirandolo in tutta la sua lucentezza e perfezione metallica.
Una folata di vento lo scosse, finora erano state giornate poco ventose, questa mattina invece si era svegliato e il vento lo aveva svegliato di botto.
I suoi pensieri furono interrotti da una voce che sbucò alla sua sinistra: "Aikydo... Dragone".
Vend si voltò, l'imponente figura era in controluce ma Vendicatore la riconobbe subito.
"Aikydo guerriero, sei venuto a goderti lo scontro?"
"Non solo... sono venuto... a salutare un amico" rispose questi e si appoggiò al muretto.
"Mi fa molto piacere, riesci sempre a mettermi serenità".
"Grazie... Vend, ma a quanto pare... sei già abbastanza tranquillo... di tuo" rispose lui poi continuò: "Come ti senti? Ti aspettavi... di arrivare fino a qui?".
"No, non me lo aspettavo, è un mio modo di vedere le cose, il destino può riservarti sorprese in qualunque momento della tua vita, non faccio programmi".
"Non hai nulla... da perdere quindi..."
"In realtà qualcosa sì, una scommessa con me stesso e con il fato".
"Ahi ahi! Mi dicesti che non avresti mai scommesso... hai cambiato idea d'improvviso?"
"No, ma spesso scommetto con me stesso, per vedere chi vince, se il mio spirito o la mia persona, e le scommesse con il destino sono le più deliziose".
Il guerriero sorrise: "Eh eh hai ragione, e io... ne so qualcosa... ma non mi inganni Vend, riesco a vedere un... barlume d'incertezza... nel tuo parlare... cos'è che ti turba?"
"Il destino e la casualità. Finora mi hanno aiutato ma per quanto tempo lo faranno ancora?"
"A questa domanda... non avrai mai... risposta... purtroppo".
"Già... ma va bene così".
"Quale avversario... avresti preferito?"
"Sarebbe stato più suggestivo Aldebaran, è un ex-Dragone, e sarei stato curioso di vedere come si sarebbe potuto comportare. Ma in quanto a pericolosità non vedo differenze con Paido, e il fatto che il Comandante dei Lokot abbia avuto ragione del guerriero solo al secondo scontro dice con chiarezza quali fossero i valori in campo"
"Entrambi... straordinari".
"Proprio così".
"Ehi... quel ragazzo che corre verso di noi... non è il tuo scudiero?"
"Sì, probabilmente è ora di andare" Vendicatore si alzò, rinfoderò il coltello e battè una mano sulla spalla all'amico "Grazie della tua visita... maestro" e il guerriero fece una smorfia "Sempre voglia di scherzare eh? Vai Vend e in bocca al lupo".
"Il lupo è il mio simbolo... con molto piacere!" Quindi Vendicatore si voltò verso Leonard ma solo dopo che Driz do Urden prese a camminare verso le tribune.


AEGON
Gli Hammers erano giunti da ogni angolo della terra di Arcano per vedere l’epico scontro tra Vendicatore, Vice Comandante dei Dragoni Dulkar, e Paido, Comandante dei Guerrieri Lokot; entrambi avevano dimostrato di meritare la finale ed erano giunti ad essa sconfiggendo valorosi Guerrieri: Galdor Falassion e Taal l’uno, Prometeus e Aldebaran Lunanera l’altro; entrambi combattevano per loro stessi, entrambi erano lì quella mattina per sfidarsi.
La Fortuna o il Fato quel giorno avrebbero baciato uno dei due contendenti, ma quale? Il Dragone, abituato a combattere prima di tutto con se stesso, o il Lokot, abituato a sopportare il peso delle numerose battaglie… uno dei due oggi sarà il Campione.
Dopo il primo giro della pista, per salutare le genti che erano accorse ad inneggiare i Campioni, i Duellanti si posizionarono l’uno di fronte all’altro; le trombe incominciarono a rompere l’aria con i loro ritmi incessanti, il Lokot e il Dragone tesi ad aspettare l’ultima nota.
Il silenzio avvolse l’Arena: l’uno contro l’altro i cavalli scattarono in una corsa forsennata; pochi metri separavano i due contendenti dal verdetto, pochi metri ed uno dei due avrebbe visto infrangersi un sogno… Ma a volte il destino si prende gioco di noi: una lancia si infranse e un cavaliere fu a terra a mangiare la polvere, polvere che mai e poi mai coprirà il nome del Vincitore: VENDICATORE.
- Mai più bello spettacolo hanno visto i miei occhi e – furono le parole di Aegon dalla tribuna – mai tanto dolore ha provato il mio cuore nel vedere un Grande uomo come Paido venire disarcionato.
- Giusto Comandate Aegon – furono le parole dell’Imperatrice – Questo giorno rimarrà nella storia di questo popolo e verrà cantata negli anni a venire; questa Giostra ha un vincitore, Vendicatore, ma mai e poi mai in questo regno si dica questo nome senza aver pronunziato prima il nome di un altro Eroe: Paido.-
Un lungo applauso pervase tra le fila degli hammers, poi l’Imperatrice continuò – Io, Nimira, Imperatrice di Arcano, nomino: Taal, Aldebaran Lunanera, Paido Eroi dei Torneo e nomino Vendicatore Campione della Giostra di Moghul; avevo promesso una spada al vincitore, la Spada del Grande Drago plasmata dalle mani abili di Aldebaran... miei Eroi, di spade ne ho 4, una per ognuno di voi. Prendetele ed usatele sempre e solo per proteggere me, la mia Dinastia e questo meraviglioso Popolo! -


NURAH
Dagli spalti Nurah ascoltava annuendo alle parole dell'Imperatrice e guardava i quattro uomini.
Ognuno di loro aveva dimostrato il proprio valore e la Giostra, fin dal primo giorno, era stata un avvenimento davvero entusiasmante che aveva unito gli hammers del pubblico e i guerrieri nell'arena.
Chinò il capo in segno di saluto all'indirizzo dei quattro giostranti finalisti e si unì nell'applauso che gli hammers tributarono loro.


VENDICATORE
Valorosi compagni della giostra di Moghul, intendo restituirvi i vostri destrieri. Solo in occasione di questa manifestazione ho capito quale legame possa instaurarsi tra un uomo e la sua cavalcatura.
Voi saprete valorizzare quegli animali; io infatti, non abbandonerò Valesuluk ma continuerò a viaggiare a piedi come al mio solito...
Ringrazio tutti e... Forza Dragoni


TAAL
E' un atto molto generoso e, soprattutto, rispettoso verso l'animale.
Penso di interpretare il pensiero di tutti nell'esprimerti immensa gratitudine.


PAIDO
Ben detto Dragone, anche io restituisco i destrieri sottratti ai miei avversari. Volevo farti i complimenti Vendicatore.... mi hai proprio stracciato, non avevo possibilità contro di te.
Porgo i miei saluti a tutti i concorrenti che hanno valorizzato con la loro presenza, questo magnifico evento. L'applauso del pubblico è veramente meritato.


RYO_GAEN
*Nella tribuna d'Occidente, avvolto nel mio mantello azzurro, osservo il meraviglioso scontro finale fra due dei pilastri delle terre dell'Imperatrice: Vendicatore, vecchio amico, e Paido il Lokot, compagno di numerose avventure*
*Lo spettacolo della Finale della Giostra di Moghul è sublime. Da due campioni come gli sfidanti in gioco non si può che aspettarsi una leale, seppur accesa, competizione*
*Alla fine, il colpo deciso di Vendicatore il Dragone disarciona Paido. Le Dee benevole hanno deciso: la vittoria è sua. Tutti gli Hammers presenti sulla mia tribuna si alzano in piedi per applaudire il gesto che decreta, senza ulteriori indugi, la vittoria del valoroso Vice comandante.*
Complimenti sentiti, amico Dragone.
Ancora una volta hai avuto modo di mostrare il tuo immenso valore.
Che le Dee ti siano sempre accanto, mostrandoti di giorno in giorno il tuo radioso cammino.
Complimenti anche a Paido, Aldebaran, Taal e agli altri partecipanti alla Giostra.
E complimenti al mio amico e Comandante Aegon del Drago, che con suprema maestria ha saputo dirigere questo imponente torneo.
 

 

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