Sogno... Realtà...
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Il mago si svegliò di
soprassalto.
"Dove sono???" Pensò guardandosi intorno smarrito. Il luogo dove si
trovava gli ricordava qualcosa, ma non riusciva a scandire a pieno i
suoi ricordi. Gli faceva male la testa, si sentiva confuso, perso in
pensieri che non lo portavano da nessuna parte, altro non facevano
che confonderlo ulteriormente. |
Iniziò a camminare per
il grande prato in cui si era ritrovato, puntando in una direzione ben
precisa, anche se incoscientemente. Non sapeva e non poteva immaginare a
cosa stava andando incontro...
Sogno? Realtà? E' così fragile il muro che divide questi due mondi che
spesso non si riesce a distinguere l'uno dall'altro.
La medesima cosa pensò Malekit quando, con immenso stupore, si ritrovò
di fronte a quella costruzione. Tutto della sua vita avrebbe potuto
dimenticare, ma la casa in cui era nato era una macchia indelebile nella
sua testa.
"Ma cosa ci faccio qui? Come ci sono arrivato? Mi ero giurato di non
tornarci mai e poi mai... come posso essere qui?"
Malekit si sedette vicino all'albero dove ricordava di aver inciso il
suo nome, in fianco a quello del padre e della madre, la prima volta che
gli consentirono di maneggiare un piccolo coltello. Un sorriso apparve
sul volto del mago, che lo portò quasi a rivivere quegli splendidi
momenti di gioia.
All'improvviso fu notte. Il mago non se ne rese nemmeno conto, non
riusciva a capire se il crepuscolo era passato o se il giorno fu
tagliato di netto dall'oscurità.
Vide del fumo uscire dal caminetto della sua vecchia casa e, senza
indugi, si avvicinò. Arrivò fin fuori dalla finestra del salone quando,
con immenso stupore, vide la figura della madre, che cuciva un paio di
pantaloni da bambino. Apparve anche la figura dell'adorato padre, Ozric,
che ridacchiava felice in fronte al camino.
- Deve finirla di arrampicarsi sulle piante. Quello non è un bambino, è
una scimmia!- Disse Shantal seria.
- Hai ragione, ho sempre sostenuto che non ha preso nulla dal suo
affascinante padre, bensì dalla sua adorata madre! ahahahahah!- Rispose
il padre divertito.
- Non fare lo spiritoso! Vorrei proprio vedere come riderai se un giorno
troverai Malekit a terra con la testa spaccata!-
All'udire di queste parole, Malekit si bloccò. Stavano parlando di
lui... come poteva essere possibile? Lui era lì, cresciuto, aveva visto
i suoi genitori morire, aveva iniziato e completato l'addestramento del
suo maestro Tensing, aveva visto molti posti e molta gente, aveva
iniziato una nuova vita nelle terre dell'Imperatrice Nimira, dove era
divenuto un grande mago e un Hammer rispettabile.
Invece ora si trovava in una situazione assurda, rivedeva i suoi
genitori che parlavano di lui bambino, mentre osservava stupefatto lo
svolgersi della discussione dopo anni e anni. Aveva quattro anni e poco
più quando furono uccisi, ora ne aveva venti... e loro erano li...
vivi...
Balenò un idea nella mente di Malekit. "Ma certo! Non sono ancora morti!
Quindi posso salvarli!".
Non fece in tempo a pensarlo che, con la coda dell'occhio, vide una
piccola figura allontanarsi velocemente verso il bosco.
Era lui! Piccolo e velocissimo, correva verso il bosco... pieno di
terrore e dell'angoscia trasmessa dagli occhi del padre...
Aveva bene in mente quel momento... lo ricordava alla perfezione. Erano
in arrivo gli assassini della sua famiglia. Gli occhi si fecero umidi,
poi ritornato lucido pensò ai suoi genitori. Se voleva salvarli era
quello il momento, non poteva indugiare.
Vide i guerrieri neri avvicinarsi al padre che disperatamente attendeva
i suoi giustizieri brandendo una grossa spada. In quel momento ebbe modo
dsi sentire su sè stesso le sensazioni del padre. Anche lui era un mago,
tale e quale al figlio.
Ormai i guerrieri e Ozric erano a distanza di pochi passi, Malekit si
era lanciato verso di loro in una corsa sfrenata contro il tempo.
Improvvisamente notò le figure dei guerrieri si immobilizzarsi, mentre
quella del padre e lui ancora si muovevano. Stupito si bloccò a pochi
passi dal padre e con le lacrime agli occhi cadde in ginocchio.
- Padre... tu... tu potevi salvarti!- Disse singhiozzando.
Un sorriso, nello stesso istante, apparve sul volto di Ozric, che
rispose: - Si, forse avrei potuto... ma non l'ho fatto... l'ho fatto
solo per te Malekit, per farti diventare quello che sei ora. Se non mi
fossi sacrificato Lamehk non avrebbe mai terminato di darmi la caccia, e
tu avresti rischiato troppo. Sono orgoglioso di te, figlio mio. Mi hai
vendicato uccidendo quel maledetto stregone, di meglio non potevi fare.
Ma ora non ti posso permettere di rovinare tutto... cosa credi? Mi ero
accorto subito della tua presenza... pensavo solo che ti avrebbe fatto
piacere rivivere uno stralcio del tuo passato. Ora però... è il momento
di svegliarsi!...-
Il mago si svegliò di soprassalto, con gli occhi umidi, il battito del
cuore frenetico, nel suo letto...
Malekit
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