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Ascentia

 

SHADEMAR

Il sole è sorto da poco quando entro nella scuderia immersa in un silenzio totale. La luce filtra appena dalle ampie finestre, sufficiente però a distinguere le forme e i colori delle figure e degli oggetti avvolgendoli con un alone sfumato.

L'odore caldo dei cavalli, il profumo della paglia lasciata a fermentare per tutto l'inverno mi danno le stesse sensazioni che ritrovo nella solitudine delle esplorazioni lungo le terre dell'Arcano. Non è la prima volta che visito la scuderia, ma ora ho un motivo. Devo scegliere un cavallo.
Qualche isolato nitrito, un leggero scalpitio, i cavalli che consumano il fieno.
Muovendomi lentamente senza fare alcun rumore ammiro l'armoniosa eleganza della razza araba, sospiro davanti alla muscolatura dei frisoni, accarezzo il lucido manto di un andaluso, fisso lo sguardo di un Quarter e sento nel sangue scorrere brividi, gli stessi che provano le amazzoni quando con quell'animale si gettano senza paura giù dai declivi. Impossibile dire quale razza sia la migliore e quale cavallo il più bello.
Poi arriva il momento che precede la magia, in cui l'aria sembra carica di elettricità e tutto si ferma.
Un'atmosfera diversa, un cavallo che freme, sembra riconoscere i miei passi. La scuderia ora sembra vuota a parte me e quell'appaloosa che mi guarda come non farebbe mai con altri.
Docile ed equilibrata ma alla vista dotata di forza e resistenza eccezionale, il manto bianco con macchie scure e due occhi luminosi e misteriosi come una notte di luna piena. Resto senza parole, non avverto neanche la presenza di Elenie alle mie spalle.
- Ascentia... -
Mi volto sorpreso, la guardo.
- Aikydo Shad, il suo nome è Ascentia.-



ELENIE

A volte succede questo.. a volte succede che qualcuno capisca in un istante solo quale sarà il suo cavallo. Si dice che i destrieri siano valorosi guerrieri morti in battaglia, che rinascono come cavalli poderosi e combattivi.
Molte amazzoni hanno visto il loro cavallo al primo istante, capendo, forse più di chiunque altro, quale animale fosse giusto per loro.
Quella mattina il volto di Shade era illuminato dalle prime luci. La cavalla che stava guardando attraverso il recinto non era un cavalla da guerra, ma una bestia dolce, intelligente, e con un grande segreto tra in fondo ai suoi occhi scuri: la sua lunga cavalcata verso l'ignoto, che una mattina di primavera la portò, sola e disperata, ai confini del regno.
Non ho mai saputo perchè fosse andata via così quella mattina, senza fretta, lentamente, mentre la osservavo immobile, con la forca del fieno in mano, prendere qulla strana decisione.. senza muovere un muscolo, limitandomi a guardarla andarsene. Nemmeno ora so perchè non mi opposi.
La trovai molto tempo dopo, per puro caso, sola, vicino al fiume, nella parte più a nord di Arcano.
Quando la rividi non ci fu bisogno di chiamarla con il solito fischio, mi corse incontro, galoppando e nitrendo, si avvicinò e si fece accarezzare, la criniera brada, annodata, gli occhi coperti di pulci.
Voleva tornare a casa. Mi seguì galoppando al fianco di Armor.
Era bellissima, il suo corpo di puledrina era cresciuto e si era irrobustito, ed era veloce.
Annuii, sorridendo con il viso scosso dal vento, era veloce.
Mi ripresi dai pensieri, e porsi a Shade una sella nuova, senza aprire bocca. Gli sorrisi. La cavalla nitrì forte, un suono lungo, vibrante e felice.
- Sono orgogliosa di entrambi. A quanto vedo vi siete scelti - sussurrai, sorridendo, a Shade.

  





 

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