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Tracce

 

Shina è un po' triste di recente. Vedete, i suoi cuccioli sono diventati indipendenti e sono stati affidati ad altri, lei non fa più la mamma e non sa bene cosa essere adesso. 

Ma quello che mi chiedo io è dove abbia trovato il maschio, visto che la fauna di Arcano non comprende tigri, almeno che io sappia, e che le uniche fiere in circolazione sono quelle esposte nei piccoli circhi itineranti che percorrono la superficie del pianeta, portando stupore e lasciandoselo allo spalle come fosse una scia di sassolini, utili per ritrovare la strada.
Ma non può essere stato uno di quei magri e storditi animali il padre dei 5 cuccioli allegri messi al mondo dalla mia tigre.
E allora?
La guardo e sappiamo entrambe che nessun'altra bestia è pari a lei, dove può aver trovato un compagno che fosse tanto superiore agli altri malaticci esseri della sua stessa specie da poter essere considerato da lei? Le tracce di lui sono evidenti, nel pelame rossastro dei cuccioli, nel coraggio del primo nato, la lucentezza del pelo di Harlan rivela origini alte, la pazzia di Tesla un animo indomabile.
E allora dove? Quando? E come ho potuto io non accorgermi dei ruggiti di quella che dev'essere una delle fiere più sonore ed eloquenti di questo verde e piccolo pianeta?
Guardo Shina, in attesa di risposte, lei si lecca il pelo, gli occhi socchiusi, sembra non curarsene, mi pare di sentirla dire: "Che ti importa? E' andato."
Di lui non sente la mancanza, eppure se lo vedessimo avanzare nel fogliame, arrogante come ogni principe, lei si alzerebbe, pronta a giostrare di nuovo una battaglia di finti affondi e schermaglie ringhiate, che certo non riserva a quei pallidi ricordi di libertà e fierezza che percorrono avanti e indietro un sole zebrato.
"Che cos'è Shina, un sogno? E' stato un sogno e tanto è bastato perché diventasse reale?" Le chiedo, mentre lei si sdraia pigra al sole, il ventre bianco rivolto verso di me, invitandomi al gioco.
Alzo la testa; lassù, da qualche parte, Galahad sorvola le nubi, segue le correnti, si fa trasportare senza fatica dal respiro del cielo e se sente i miei pensieri commenta con il leggero animo del falco: "Che ti importa? E' andato. Forse tornerà"


Myrt



 

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