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Una giornata a caccia di salamandre e raganelle

 

Pagine dal diario di Ryo del Mantombroso.
Diadoder 14 - Florule - Anno Quinto - Quinta Era

La fresca aria mattutina mi ha fatto visita oggi prima del solito, accarezzando la pelle nuda del mio viso appena sveglio.
Mi alzo, e corro in bagno a lavarmi. Una bella lavata con l'acqua fredda su tutto il corpo per detergere e tonificare.
Tornato in camera da letto, vedo riposta sulla sedia e ben piegata la mia uniforme da caccia, con i due pugnali nei loro foderi sul tavolo, la balestra e le freccette. Accanto ai pugnali, la sacchetta di quello che semplicemente ho imparato a chiamare "veleno", donatomi dalla mia amica Xina la strega.
In realtà di veleno vero e proprio non si tratta. E' un miscuglio fatto con estratti di varie piante (la ricetta Xina non me la ha mai rivelata) che, se iniettato nel corpo di un essere vivente, ne provoca momentaneo torpore e paralisi.
Per intorpidire un grosso cinghiale ce ne vorrebbero due sacchette piene, ma oggi non vado a caccia di cinghiali, quindi la sacchetta che ho preparato ieri sera dovrebbe essere più che sufficiente.
Oltre alle armi, ieri sera posi particolare attenzione nella scelta degli abiti da indossare per la caccia. Dovendo passare gran parte della giornata in luoghi paludosi o in riva al Kruill, ho optato per degli stivali anfibi con una suola particolare che assicura aderenza anche sui terreni più atipici come quelli in cui vivono le Hybrian.
Doppio pantalone, quello interno caldo e quello esterno impermeabile, color verde scuro. Maglia a collo alto color nocciola e giacca verde scura, in cui ho fatto cucire molte tasche sia interne che esterne. Sia il maglione che la giacca sono molto caldi ma allo stesso tempo non intralciano assolutamente i miei movimenti.
Finisco di vestirmi, colazione e via ! Sistemati i pugnali sulle mie cosce, la balestra e le freccette sul cavallo e la sacchetta di veleno in una tasca della giacca, cappello color nocciola in testa e sono già al galoppo alla volta della mia prima tappa, la riva del Kruill.
Galoppando, penso che sia stata una fortuna andare a dormire da Driz la sera prima. Nakir è in un'ottima posizione per chi vuol raggiungere la riva Sud del Kruill.
Raggiungo infatti il luogo in cui avevo programmato di cacciare in poco più di un'ora. Lasciato libero il cavallo, mi prendo un pò di tempo per specchiarmi nelle acque fredde del fiume, approfittando anche per dare un primo sguardo alle possibili prede da cacciare.
Come previsto, lì al fiume c'era poco o niente. Ma speravo di trovare almeno un esemplare di una raganella che sapevo vivere li; avrei volentieri sacrificato tutta la giornata pur di riuscire a portare al Parco Botanico un paio di quegli esemplari, un maschio ed una femmina.
Come usavo fare fin da quando ero piccolo, intuito il territorio in cui la raganella può trovarsi lo cospargo con delle sostanze dall'odore familiare per la preda, come possono essere ad esempio escrementi. Poi, non mi resta che attendere paziente.
Ma questa volta le Dee sono state generose con me in quanto non ho neanche il tempo di andarmi a nascondere che subito un gruppo di raganelle, una dopo l'altra, si avvicina al luogo da me segnato. Non posso avvicinarmi, rischio di farle scappare. Decido allora di provare l'impossibile.
Balestra alla mano, imbevo la prima freccetta nel veleno e punto al dorso di una raganella. Schiocco il colpo, La mia intenzione è quella di sfiorare leggermente a preda, in modo da non ucciderla e nello stesso tempo far si che il veleno le entri sotto pelle. So che se la dovessi colpire i pieno, oltre a rischiare di ucciderla rischio anche di far scappare tutte le altre.
Tutti questi pensieri rapidamente prendono forma nella mia testa mentre la freccetta avvelenata viaggia sibilando nell'aria.
Dolce ma dura attesa. Pochi attimi. E la freccia va a segno, come se magicamente guidata dalla mano di una Dea. Il primo esemplare femmina è mio. La freccetta va poi a morire nel fiume.
Mentre la raganella colpita si accascia dolcemente con la pancia a terra, avvolta dal morbido e momentaneo sonno, scorgo la freccia che scivola via a Sud trascinata dalla corrente del Kruill.
Seconda freccia. Punto un esemplare che credo essere un maschio.
Stessa freddezza, stessa tensione. Il sibilo del dardo che vola fendendo l'aria con eleganza termina laddove aveva terminato la sua magica corsa quello che lo aveva preceduto.
La corrente lo porta via, mentre la mia preda si accascia. Due centri con due colpi.
Mi avvicino e le altre raganelle scappano, ma non credo che sia un problema. Ho già quello che mi serve.
Pongo con cura le due prede nella gabbietta, ed assicuratala nella borsa larga che ho attaccato alla sella del cavallo decido di spostarmi più a Nord, per arrivare fino alle paludi per recuperare delle salamandre.
Galoppando, penso alla faccia che farà Anuk quando vedrà gli esemplari che sono riuscito a prendere.
I territori paludosi arrivano prima di quanto potessi immaginarmi. Mi fermo e decido di proseguire a piedi, per Orleans potrebbe essere difficoltoso addentrarsi nella palude insieme a me.
Faccio fatica ad avanzare, sono costretto a procedere a passo lento e diverse volte inciampo o scivolo, rischiando di finire faccia a terra. Ma anche queste fatiche non sono vane. Proprio di fronte a me vedo un paio di salamandre cicciottelle, bellissime.
Ho deciso: devono essere portate al parco, costi quel che costi.
Sono proprio di fronte a me, e appena mi vedono cominciano a scappare per rifugiarsi nell'acqua putrida della palude. Non c'è tempo per la balestra e nemmeno per pensare di tenere i vestiti il più puliti possibile: mi tuffo letteralmente in avanti, finendo pancia a terra e continuando a scivolare in avanti per via del terreno viscido sotto di me, e con la mano ed il braccio destri afferro pesantemente le due prede.
La mano sinistra è libera ma devo fare in fretta, le salamandre stanno per scappare. Estraggo allora il pugnale Fiamma Blu dal fodero e ne imbevo rapidamente la punta nel veleno.
Queste operazioni, anche se svolte rapidamente, rischiano di farmi perdere tempo prezioso. Riesco a malapena ad incidere un taglietto sulla coda di uno dei due anfibi mentre l'altro si libera e fa per scapparmi via.
Un'imprecazione mi esce dalla bocca mentre ancora per terra avanzo annaspando nel fango cercando di recuperare quella seconda preziosa preda.
Riesco ad afferrarla per la coda ma mi sfugge. Ancora, la prendo per il dorso ma mi sfugge. Un'altra imprecazione, ma le imprecazioni non servono a caccia. Infatti la salamandra sfugge definitivamente andando al sicuro in acqua.
Alzatomi, per la rabbia lancio il pugnale contro il tronco di un alberello e fatto un passo per andarlo a recuperare scivolo nuovamente. La giornata iniziata benissimo stava terminando in modo indecoroso.
Passa un'ora. La salamandra catturata si è già risvegliata e sembra trovarsi a suo agio con le due raganelle nella gabbietta. Catturo degli insetti e glieli dò da mangiare.
Rassegnato, decido di tornare indietro quando sento avvicinarsi qualcuno. Annuso l'aria, uno strano odore accompagna il rumore di strani passi. Si fanno vicini, ancora più vicini.
Mi giro di scatto e non vedo nessuno. Torno a guardare di fronte a me e, meravigliato e spaventato allo stesso tempo, vedo delle creature diverse da noi Hammers. Non faccio fatica a capire che si tratta di Hybrian. Non ne avevo mai vista una, e adesso addirittura quattro!
"Hammer", dice una di loro avvicinandosi mentre le altre tre si accovacciano per terra, "cosa ti spinge a venire nei nostri territori ?"
"Pace porto nel mio cuore, splendida creatura che abiti queste paludi", dico, "non ho intenzioni bellicose". Loro rimangono i silenzio.
"Non hai intenzioni bellicose ?", mi risponde lei. "E allora, cosa ci fai con quei coltelli, con quella balestra? Non sono forse oggetti utili per far guerra?"
Mi guarda con aria sospettosa, avvicinandosi sempre più a me.
Io slaccio i pugnali dalle cosce e li pongo per terra, e lo stesso faccio con la sacca delle frecce. "Guarda", le dico, "non voglio utilizzarle contro di voi. Non mi servono per muovere passi di guerra ma solo di caccia".
"Caccia?", esclama una delle Hybrian rimasta indietro alzandosi di scatto ed affiancando la prima. "Cosa vieni a cacciare qui?", prosegue.
"Sono a caccia di anfibi, amiche mie. Ma non per ucciderli, sia ben chiaro. Ho solo bisogno di alcuni esemplari, maschi e femmine, da portare nel Parco Botanico ad Aktual".
Le Hybrian si guardano e scoppiano in una fragorosa risata.
"E tu pensi di acchiappare le salamandre solo con l'aiuto del tuo coltellino?", dice la seconda, che poi continua a ridere. La prima lancia un cenno alle altre due, che subito si alzano e scattano in acqua scomparendo alla mia vista in pochi attimi.
Le due rimaste sollevano le mie armi da terra e me le porgono. "Rimetti pure e tue armi al loro posto, guerriero", mi dice la prima, "non ti serviranno più queste per il momento".
"Bei pugnali" mi fa disse la seconda. Sorridendo, comincio a narrarle la storia di quei due magnifici esemplari.
"Il primo pugnale, a lama dritta, si chiama At-net-takuna. Mi è stato donato da mio padre quando vivevo ancora con la mia famiglia, a Kolise. Lo utilizzavo quando andavo a caccia con lui ed altri suoi amici nella foresta, spesso in maniera molto rudimentale, lanciandolo direttamente contro le mie prede. Non ha mai avuto una lama particolarmente affilata, nè la sua impugnatura è forgiata con metalli e pietre preziose. Ma ha per me un grande valore affettivo sia in quanto dono di mio padre ed anche perchè in esso ho riposto gran parte dei miei ricordi di infanzia."
"Il secondo pugnale, a lama curva, si chiama Fiamma Blu. Come il primo pugnale, non ha un grande valore economico. La sua lama è di adamantio, sempre affilatissima e calda. Fiamma Blu è un pugnale che utilizzo per lo più durante le esplorazioni e le missioni, portandolo legato alla coscia sinistra in un
fodero di cuoio color marrone."
Le due Hybrian sembrano soddisfatte delle mie delucidazioni. Mi siedo a gambe incrociate di fronte a loro, che si accucciano, e dono loro un pò di sale che avevo portato con me nell'eventualità di incontrarle. Gradiscono il dono, lo gustano.
Dopo un'ora circa, passata a chiacchierare e a spettegolare, tornano le altre due Hybrian ognuna con una sacchetta verde.
"Qui troverai alcuni esemplari di salamandre e rane, maschi e femmine, come volevi".
Vado loro incontro facendo non poca fatica a muovermi sul terreno paludoso, e prese le sacche le indosso in spalla.
"Grazie di questo dono", dico loro.
"Di nulla guerriero", mi rispondono, "prendi questo dono come un segno dell'alleanza fra Hammers ed Hybrian".
Arrivato al cavallo, assicuro le sacche alla sella e mi volto per salutare le creature dalla palude. "Dimenticavo. Io sono Ryo del Mantombroso, vicecomandante dei Guerrieri di Gams".
Accenno un inchino e lo stesso fanno le Hybrian, che poi voltatesi tornano velocemente nella palude.
Al ritorno mi fermo a Kolise. Passo qui la notte, alla taverna.
Dopo una abbondante cena che mi sono fatto servire nella stanza, scrivo queste note sul mio diario per ricordare questa bellissima giornata di caccia, fruttuosa sia per il bottino di prede per il Parco Botanico che per il rapido ma altrettanto intenso ed emozionante incontro con le Hybrian, favolose creature della palude.


Ryo_Gaen



 

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