Il sogno di Kauros ed Erystell
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PROLOGO
ASJAH
Un grido squarciò il silenzio della foresta… mi svegliai di
soprassalto… la mente imperlata di gocce di sudore freddo quanto il
suono che aveva colpito la mia anima!
Mi misi a sedere con l’orecchio teso… nulla… i dolci e tranquilli
suoni della natura mi rispondevano. |
Avevo dunque sognato? Mi alzai e presi a guardarmi intorno… la calma
della notte inondò i miei occhi… mi ero dunque sbagliata? Il fremito del
corpo restava unico testimone della causa del mio improvviso risveglio
quando… ancora un grido, questa volta disperato, mi fece comprendere che
non erravo.
Qualcosa a me non noto stava accadendo e con la mia solita
determinazione senza indugi lesta iniziai a raccogliere le mie cose.
Presi le armi e fermato saldamente il mantello mi diressi verso alle
scuderie di Nakir dove la mia cavalla si trovava.
Mi trovavo infatti vicino le mura della Kioskas… in quei giorni ero
distratta ed il mio animo sentiva la necessità di restare in solitudine
per mettere ordine nei pensieri che mi affollavano la mente. Qualche
giorno prima ero passata al comando… avevo trovato Morgana una delle
nuove sorelle che era di guardia e raggiunto l’ufficio del comandante
avevo lasciato sulla scrivania un messaggio dove la informavo della mia
assenza (ultimamente succedeva di sovente e Hat iniziava a mal
sopportare le mie continue defezioni dagli allenamenti) poi tornando sui
miei passi mi ero avviata lesta al di fuori della Kioskas.
Il freddo pungente della notte non era percettibile al mio io che era
preso solo dalla consapevolezza che qualcosa (o qualcuno) mi stava
chiamando ed a prima vista a parte me nessuno si rendeva conto di
questo!
Cancellai tutte le tracce del mio passaggio come ero solita fare e
raggiunsi le porte di Nakir… la via era tranquilla… non avevo incontrato
altri Hammers a parte dei dragoni di ronda e nemmeno loro mi avevano
dato impressione di aver udito i miei stessi lamenti…
Mi stavo avvicinando alla scuderia quando notai qualcuno che stranamente
sveglio si aggirava intorno ad essa come agitato da qualcosa.
Driz_do_Urden… comandante della legione Uait dell’esercito dei guerrieri
Betris… divenuto da tempo un amico per me, un valoroso combattente con
un animo troppo spesso preso da turbamenti, ma persona fidata e che
aveva la mia assoluta stima… - anche tu sveglio a questa ora tarda amico
mio?- dissi sorridendo appena.
DRIZ
La notte fredda e silenziosa della Kioskas di Nakir rispecchiava
fedelmente lo stato d'animo in cui si trovava Driz_do_Urden… nel suo
cuore, di colpo, era sceso il buio ed il freddo, proprio come la notte
stellata di quella sera aveva rivelato nel suo cuore qualcosa che
malgrado lui non avesse mai voluto che accadesse, invece era successo.
Una banale discussione con la sua amata, un semplice scontro con la
personalità travolgente dell'Amazzone, aveva fatto sì che un rapporto
sano e felice come il loro si incrinasse come una lastra sottile di
ghiaccio appena formata sul letto di un fiume che si spezza sottoposta
al debole peso di un camoscio di pochi mesi che si accinge a bere alla
fonte ristoratrice di quel corso d’acqua.
Driz era in piedi, davanti al portone della scuderia di Nakir, gestita
da Elenie e per un certo periodo della sua esistenza sua dimora insieme
all'Amazzone che tanto era stata in grado di donare al suo cuore e che
tanto era stata in grado di togliere... nel momento decisivo della loro
vita insieme. Aveva con sé la borsa contenente i suoi effetti personali
e rimaneva a guardare il portone... quel portone chiuso definitivamente.
Un rumore indistinto alle sue spalle lo fece voltare, notò giungere una
figura indistinta a passo sostenuto, l’andatura era decisa e forte,
ammantata nel suo mantello di ordinanza che la rivelava come una
amazzone di Zaira. La padronanza con cui si aggirava per la via della
Kioskas e la maestosità del suo atteggiamento la fecero subito apparire
agli occhi di lui come qualcuno di imponente e fermo nelle sue decisioni
quanto nei modi.
La figura si avvicinò al Betris e dopo aver salutato, aprì il suo
mantello rivelando così la sua identità, fiera e decisa ma allo stesso
momento dolce e sincera.....: - Driz..... - disse l'amazzone... - Cosa
fai fuori a quest'ora?.... Problemi di.... insonnia?-
Era Asjah amazzone di Zaira, amica fidata che tante volte lo aveva
aiutato nella sua ricerca interiore e tante volte aveva condiviso con
lui problemi e situazioni difficili da affrontare da solo.
Driz aveva riconosciuto in lei la persona fidata con cui poter dividere
i propri timori ed il suo bisogno di risposte alle problematiche della
vita quotidiana che ancora non riusciva a capire.
CAPITOLO PRIMO - Erystell e Kauros
- Aikydo Asjah... amica mia - rispose dopo aver finalmente riconosciuto
l'amazzone - Sono di partenza... qui... ormai a quanto pare la mia
persona non serve più solo che...-
- Che succede Driz? - chiese avvicinandosi di più all'amico e cercando
il suo sguardo...
- Asjah.... stavo per ritornare a casa.... quando ad un certo punto ho
sentito una specie di urlo.... qualcosa di simile ad un lamento più che
ad un urlo e mi stavo domandando chi potesse a quest’ora lamentarsi a
questo modo..-
L’amazzone sempre guardandolo negli occhi gli si avvicinò maggiormente,
pose una mano sulla sua spalla ed annuì con la testa... dichiarando così
di capire quanto fosse successo.
- Amico mio... sono venuta a prendere Bitmum perché anch'io ho sentito
un grido... qualcosa di continuo e prolungato, qualcosa che ti penetra
nell'animo svegliando sensazioni a fior di pelle tali da far
rabbrividire anche l'essere più fermo e deciso -
…- Ecco... senti??- rispose Driz guardandosi intorno per cercare di
localizzare la provenienza di quel lamento...
Asjah annuì con il capo... - E' la quarta volta che lo sento questa sera
- rispose …- ed ogni volta mi crea sempre la stessa reazione solo che le
prime due volte le ho udite a Klivia ed adesso... qui!-
Driz intanto continuava a guardarsi intorno dubbioso... - Asjah com'è
possibile che si possa sentire lo stesso lamento da due fonti diverse e
percepire da due persone diverse... in due luoghi diversi?-.
L’amazzone alzò le spalle cercando di minimizzare la cosa mentre il
guerriero abbozzava un semplice sorriso per farle capire che neanche lui
riusciva a darsi una risposta.
Il constatare che entrambi erano testimoni della stessa particolare
esperienza diede loro lo stimolo necessario per iniziare a perlustrare
la zona, visto che il guerriero affermava che le grida da lui sentite
erano vicine.
Si avviarono per le strade di Nakir, guardandosi bene intorno cercando
di localizzare la provenienza del lamento.... il fatto ancora più strano
era che nelle vie non si vedeva nessuno, tutto ero calmo e dimostrava
ancora una volta che non vi erano altri a parte loro in grado di
percepire quella che sembrava una richiesta di aiuto, pareva che quel
lamento (ora appariva come tale) insistente e disperato... non avesse
destato la curiosità di nessun altro abitante di Arcano!
- Driz....- disse Asjah parlando sottovoce, quasi a non voler turbare la
quiete della fredda notte - Sembra che il lamento provenga da quella
parte - dicendolo indicò la strada che terminava davanti a loro. Si
trovavano proprio al centro di Nakir, sulla parte terminale della via
che portava alla piazza principale dov’era il tempio presieduto dalla
Madras Sacerdotessa della Kioskas, Madras Aria.
Il guerriero si guardò intorno un po' stupito, lo sguardo passava da una
parte all'altra della piazza, ad Asjah ed al tempio, cercando di
localizzare ancora una volta quel lamento che alle loro orecchie pareva
quasi un gemito colmo di dolore e disperazione.
- Ecco amico mio… hai sentito adesso???- disse mentre un brivido freddo
ed intenso percorreva tutta la spina dorsale del guerriero arrivando
fino alla radice del collo facendogli così sollevare quella peluria che
si fonde ai capelli posti a livello della nuca...- Viene da quella
parte, dal tempio... forza muoviti, andiamo a vedere! - disse l’amazzone
prendendolo per un braccio e scotendolo energicamente... - Muoviti Driz,
forse la Madras ha bisogno di aiuto… andiamo a vedere!!!-
I due raggiunsero il tempio, controllarono che la situazione fosse
ancora tranquilla e che nessuno di sospetto si aggirasse nei paraggi,
poi Asjah prese il vecchio battente di bronzo robusto tra le dita della
mano destra ed energicamente cominciò a bussare al portone....
- Asj… se qualcuno è entrato ed ha assalito la Madras....forse non può
venire... potrebbe essere....-
Il portone iniziò ad aprirsi lentamente... i due estrassero dal fodero
le loro armi.
- BENE...- disse Madras Aria dopo aver aperto il vecchio portone di
quercia massiccio (aveva aperto direttamente lei!!!)- che capita
ancora?…- l’espressione della Madras era ferma e tranquilla.
Gli rivelarono lo strano episodio che aveva entrambi colpito senza che
la sua impassibilità mutasse in alcun modo… - quindi quando ci siamo
resi conto che queste grida provenivano da qui ci siamo permessi di
venire a vedere se c’era bisogno di aiuto!-… concluse Asjah abbassando
lo sguardo intimidita.
Il comportamento della Sacerdotessa lasciò entrambi meravigliati…
- Entrate! Quanto mi avete rivelato ha una spiegazione… venite dunque
affinché possa rendervene partecipi!-.
Dopo aver rinfoderato le armi la seguirono in silenzio… la Madras fece
loro strada fino ad una stanza meno fatiscente del magnifico e maestoso
tempio che aveva riempito di bellezza i loro occhi (una biblioteca visto
il numero di libri ivi presenti) e li fece accomodare.
- Non mi avete svegliata… questa notte c’è una particolare congiunzione
astrale e quindi la stavo esaminando… questa speciale posizione dei
pianeti cade ogni tre cicli e determina l’inizio di una nuova stagione…
le urla ed i lamenti che avete descritto sono quelli di una Hammers
vissuta ad Arcano le cui ossa riposano vicino le fondamenta del tempio.
Solo chi è destinato ad arrivare fino alla tomba sente le grida della
sua disperazione - …iniziò a camminare avanti ed indietro davanti ai
due, il suo sguardo era come lontano mentre rivelava la verità …
- Erystell… questo è il suo nome, morì di dolore a seguito della
sconfitta del suo amato Kauros, signore della notte, che perse la vita
in un combattimento contro un mago che alla lunga si rivelò più potente
di lui.-
Si fermò e prese a guardarli… prima l’uno e poi l’altro come ad
imprimere a lettere roventi quello che stava dicendo nelle loro menti… -
solo chi è destinato a raggiungerla e poi a trovare le indicazioni del
luogo dove il suo perduto amore ha avuto sepoltura sente le grida ed i
lamenti che hanno turbato il vostro sonno… fino ad oggi nessuno era
giunto fin qui a reclamare tale diritto, tanto che avevo quasi
dimenticato questa parte di conoscenza che viene tramandata da una somma
sacerdotessa a quella destinata a sostituirla -
I due seguivano il discorso facendosi talvolta sguardi quasi spauriti …
- crediamo che il luogo dove il suo amato è stato sepolto sia indicato
in una pergamena che ha tenuto stretta al suo cuore fino al momento del
trapasso… null’altro posso dire al riguardo se non che voi siete dunque
i prescelti per placare il suo tormento, ma come e cosa sia necessario
per ottenerlo mi è precluso! -… fece cenno di seguirla ed i due si
alzarono prontamente.
Li fece passare attraverso un passaggio nascosto dietro ad una parete
che portava in una caverna e poi riprese… - Questo è l’inizio del
cammino che dovete seguire… il resto è nelle mani vostre e di colei che
vi sta chiamando… non abbiate paura di quello che incontrerete..... del
resto a quanto pare siete i prescelti.... per cui.... se i prescelti
siete voi dovete possedere qualcosa di particolare che vi accomuni e che
vi renda... diversi dagli altri Hammers... forza, andate adesso - e dopo
aver detto queste parole e consegnate due torce nelle loro mani lesta si
voltò per tornare sui suoi passi.
Nell’ascoltarla i due non erano riusciti a porre neppure una domanda
alla Madras ed ora si ritrovavano in un luogo sconosciuto diretti verso
qualcosa che senza scegliere sembrava volerli prendere.
CAPITOLO SECONDO – La grotta dei sospiri
- Benissimo Driz... vogliamo andare??? - disse Asjah con la sua fiaccola
in mano ed un sorriso malizioso sul volto - avanti Betris, se vuoi ti
faccio strada io vedi??? è tutto tranquillo, basta solo mettere un piede
davanti all'altro... facile no?-…
- Asjah... per favore vediamo di procedere con calma - e riprese -
guarda che non tutte le grotte sono uguali sai? poi... questa qui...
vecchia e decrepita, per giunta sotto un tempio... chissà cosa può
nascondere -.
L’amazzone intanto con in mano la fiaccola e con l'altra mano appoggiata
sul fianco lo guardava con un'aria di sufficienza - SEEE... diamoci da
fare, c'è qualcuno che ha bisogno di aiuto ricordi?-
Driz annuì e disse di rimando: - però lascia che vada avanti io... se ci
fosse qualche... trabocchetto... è meglio se rimango davanti io... va
bene amica mia? - e senza aspettare la risposta il guerriero superò
Asjah ed iniziò ad inoltrarsi verso la galleria.
La grotta non era molto alta, raggiungeva circa i due metri di altezza,
anche se la sua larghezza era sufficiente per permettere il passaggio di
almeno tre persone (gomito a gomito), il terreno in pendenza era
composto per lo più di terra bruna e scura ad intervalli quasi nera come
la pece.
Il riverbero delle torce illuminava bene tutto intorno la galleria che
scendeva nelle viscere della terra, mentre un sottile rivolo di fumo
proveniente dalla pece di cui erano cosparse le torce sfilava davanti ai
loro occhi rivelando la direzione che i due avrebbero dovuto seguire.
- Guarda amica mia... vedi come il fumo delle torce e la loro fiamma
tende ad andare avanti... come se ci indicasse una strada? Questo vuol
dire che la caverna ha un'apertura all'estremità... c'è corrente di
aria... come se ci fosse un foro di ingresso ed uno di uscita... per
adesso va tutto bene... vieni -
L’amazzone si guardava intorno... la caverna la stava affascinando…
strane creature albine, come piccole lucertole e ramarri ogni tanto
tagliavano loro la strada, oppure fugaci apparizioni di particolari
ragni anch'essi albini e dotati di antenne telescopiche al posto degli
occhi rivelavano una loro vita perenne in ambienti privi di luce.
Ogni tanto qualche formazione di lichene appariva su qualche spuntone di
roccia, mentre il silenzio totale ingoiava avidamente i passi dei due
Hammers che si stavano avventurando nelle profondità del sottosuolo.
- Dimmi amica mia... come te la cavi... con l'equilibrio??? - Il Betris
si voltò indietro verso l’amazzone che stava sopraggiungendo…
- Scusa, non ti ho sentito, cosa stavi dicendo?- Driz aveva interrotto
il suo cammino e la guardava con un espressione interrogativa…- perché
ti sei fermato? Che succede?-
L'espressione sul volto di lei mutò all'improvviso.... davanti a loro la
grotta terminava in un'apertura più ampia di almeno otto metri.
Una profonda crepa di cui non si riusciva a vedere il fondo si apriva
davanti a loro mentre una sottile fune di corda (all'apparenza non molto
robusta), univa le due estremità da una parte all'altra.
Asjah avanzò lentamente fino a portarsi sul ciglio della fenditura,
raccolse un grosso sasso e lo lasciò cadere giù nel baratro... poi
iniziò a contare... - uno... due... tre... quattro....... dieci...
undici........ Driz qui possiamo continuare a contare quanto vogliamo ma
qualcosa mi dice che questa voragine non ha fondo!!!- disse rivolgendosi
all'amico proprio nel momento in cui si udì provenire dal fondo un tonfo
sordo cupo e lontano seguito subito dopo da un verso strano, molto acuto
e stridulo, che lacerò il silenzio assoluto della grotta.
- Si hai ragione... è profondo.... è scuro e non si vede niente.... ed
adesso sappiamo anche... che è abitato!-
I due stavano decidendo il da farsi quando ancora una volta il grido di
aiuto li raggiunse… quella richiesta doveva essere onorata e fu con
scarso entusiasmo che questi amici realizzarono che la via giusta era
esattamente oltre quel precipizio che tagliava loro la strada.
Asjah dopo aver sorriso incoraggiante e sempre con quel suo sguardo
malizioso e ricco di desiderio d’avventura esclamò: - Allora Driz...
andiamo avanti? -
Il Betris annuì ed avvicinandosi ancora un pochino alla fune sospesa
iniziò ad analizzare tutto meticolosamente... c’erano almeno quindici
piedi di distanza con l'altra parte del baratro, la corda era sottile ma
al tatto sembrava resistente, tuttavia c’era solo la speranza che
riuscisse a reggere il suo peso…… forse.... beh, vedremo si disse... per
l’amazzone la cosa sarebbe risultata più probabile (longilinea e dal
fisico scultoreo quale era).
Si volse allora verso l’amica che osservava ogni suo minimo
movimento...- Dai passa prima tu.... se vado io... e la fune si
rompe..... rimani tagliata fuori.... invece se vai avanti..... e
raggiungi la sporgenza.....-
- Bravo Betris!!!- rispose guardandolo seria negli occhi - e se la fune
non regge??? faccio la fine della frittata e magari anche da colazione
alla bestia che c'è laggiù… ricordi??? - continuò indicando il fondo.
Driz perplesso la guardava senza sapere cosa rispondere, quando accennò
a dire qualcosa Asjah lo zittì con un sorriso...- Scherzavo... certo che
vado per prima!- e senza aggiungere altro si avvicinò alla fune sospesa
ed appoggiando delicatamente il piede sulla corda iniziò a fare una
leggera pressione per saggiarne la resistenza.
Quando si fu assicurata della robustezza della corda passo dopo passo si
accinse a scivolare con i piedi su di essa... la padronanza del corpo le
permetteva di muoversi agilmente su di essa come se si fosse trattato di
una normalissima via ampia su cui camminare, non tradendo il minimo
segno di alterazione del suo perfetto bilanciamento… spalle ferme a
mantenere la posizione di equilibrio senza rivelare nessuna oscillazione
anomala che avrebbe potuto compromettere l’impervio cammino.
Un passo alla volta Asjah raggiunse l'altro versante finendo sul ciglio
del burrone con un piccolo ed elegante saltello aggraziato.
Con una buffa giravolta ed un ossequioso inchino disse: -
TAAADDDDAAAAHHH! Bene Driz, adesso tocca a te piccolo, vieni su!-
Il Betris si avvicinò alla fune come aveva fatto la Zaira e come lei ne
saggiò la resistenza… poi anche lui abilmente cominciò a camminare sulla
stessa, passo dopo passo, mentre il tempo scorreva lento ed inesorabile.
Era oramai giunto a metà del percorso, la sudorazione aumentata gli
imperlava la fronte per la tensione, quando la corda iniziò ad emettere
strani scricchiolii. Asjah osservava con attenzione la corda tesa fino
allo spasimo, quando con la coda dell'occhio scorse un'ombra che dal
fondo del baratro cominciava a muoversi sinistramente verso la
superficie.
- Amico mio scusami, non vorrei metterti fretta ma sai...-
…- Asjah per piacere... ti prego... è già tanto sentire la corda che
scricchiola sotto i miei piedi e dovermi preoccupare che regga...
cos’altro ci può essere di – …
- Driz accelera per favore... SBRIGATI A PASSARE HAMMERS!! - Asjah gridò
tanto forte che la sua voce riecheggiò nella gola naturale della caverna
per almeno un minuto... prese il suo arco posto a tracolla per la
traversata ed incoccò velocemente una freccia scagliandola verso i piedi
di lui.
Un ruggito assordante si levò dalla profondità, mentre Driz si sentiva
gelare le ossa ed accapponare la pelle, il suo sguardo fisso davanti
alla corda che cominciava a cedere e sfilacciarsi.
Il guerriero rimase per un attimo a guardare la corda che cominciava a
sfaldarsi sotto il suo peso, mentre Asjah accortasi del pericolo che
stava sopraggiungendo dalla voragine continuava a scagliare una freccia
dietro l’altra verso quella enorme massa bianca e verde chiaro che con
piccole zampe prensili si stava arrampicando lungo il bordo verticale
del dirupo.
Versi innaturali di dolore che sembravano ruggiti fuoriusciti dalla gola
di una belva che poco aveva a che fare con qualsiasi animale presente
nel mondo esterno continuavano a rimbombare nella grotta all’infinito.
- Cosa sta succedendo? non riesco a scorgere nulla…- disse Driz
rivolgendosi all’amazzone posta dall’altro lato del dirupo con una nota
mista di paura e stupore, che nel mentre continuava a scagliare una
freccia dietro l’altra verso quella innaturale bestia.
- Vedi di sbrigarti Betris, se non vuoi far parte della dieta alimentare
di quella cosa -…rispose Asjah senza scomporsi di un millimetro… -
Avanti… VEDI DI MUOVERTI!!!-
Mentre Driz riprendeva a camminare sopra quello che ormai era un
brandello di corda ridotta alla sottigliezza di un ciuffo di capelli,
una strana testa dalle sembianze scimmiesche, con occhi bianchi come il
latte e due lunghe antenne telescopiche, sopraggiungeva dal bordo del
dirupo alle spalle di lui.
Il Betris non si fece ripetere due volte l’ordine imperioso dell’amica e
piegandosi sulle gambe si tuffò in avanti proprio mentre la corda si
spezzava, riuscendo ad aggrapparsi all’estremità della corda che
penzolava dal lato di lei.
La torcia di Driz scomparve nel baratro, mentre le sue mani si serravano
decise e con forza all’ultimo brandello di salvezza che poteva salvargli
la vita da una caduta certamente mortale.
Intanto la bestia che era giunta sull’altro lato del dirupo iniziò ad
agitare le antenne e ad annusare l’aria intorno a se, dirigendo il suo
sguardo vacuo verso i due hammers, poi... mentre le frecce della Zaira
cominciavano a penetrare con più precisione nel grosso corpo scimmiesco
dell’animale, esso dopo aver individuato la presenza dei due raggruppò
le zampe posteriori contro il bordo del dirupo e si scagliò in avanti
verso il lato opposto in direzione di Asjah.
Driz, che in quel momento era impegnato nella risalita percepì lo
spostamento d’aria provocato dalla bestia e udì il grido di battaglia
lanciato dall’Amazzone che in quel momento, abbandonato l’arco, aveva
impugnato con fermezza la spada.
La strana scimmia dalla pelle bianco-verde chiaro ed il Betris
arrivarono contemporaneamente sul bordo del dirupo e mentre Driz
sfoderava le sue due katane la bestia si girò di scatto verso di lui
percependo la presenza di un intruso alle spalle..
- Asjah, temo che questa bestia… preferisca il sesso femminile sai?-
disse con una punta di sarcasmo avventandosi alle spalle della scimmia
con le sue due spade che penetrarono non con troppa facilità e solo per
metà nella schiena della bestia.
- Risparmia il fiato e vedi di darmi una mano piuttosto! -…rispose
l’amazzone mentre con la punta della sua spada raggiungeva il grosso
ventre di quella enorme scimmia.
La bestia percepito il dolore provocato dalle tre lame che avevano
passato il suo corpo si alzò in tutta la sua lunghezza ed iniziò a
battersi il petto con i pugni, poi oscillando il capo da entrambi i lati
chiuse una delle sue enormi mani a pugno e la fece roteare verso il lato
da cui proveniva Driz.
Il colpo lo raggiunse in pieno petto scaraventandolo di lato e
mandandolo a sbattere rovinosamente contro il bordo della grotta, mentre
Asjah dopo aver lanciato nuovamente il suo urlo felino di battaglia si
scagliava contro la grossa scimmia conficcandole la spada fino all’elsa
nella parte alta del torace (dove presumibilmente si doveva trovare il
cuore).
La bestia emise l’ennesimo grido di dolore e si alzo nuovamente di
fronte l’amazzone… la sua mole era tale che sovrastava l’amazzone di
almeno sei piedi e così facendo le strappò di mano la spada lasciandola
priva della sua arma.
Driz intanto accortosi del fatto gridò: ”Asjah…. prendi ombra…” e si
apprestò a lanciare la sua katana verso l’amica che fulmineamente riuscì
a recuperarla proprio mentre la bestia cercava di sferrarle un pugno
devastante.
La Zaira con la spada in pugno frenò quel colpo che cominciava a perdere
forza, mentre Driz si scagliava con un salto in avanti sulla possente
schiena della scimmia e mentre la bestia si dibatteva per cercare di
divellere quella estranea presenza dalla sua schiena, con un’azione
combinata in sincronismo perfetto i due hammers riuscirono ad avere la
meglio sulla bestia… il Betris raggiunse la parte posteriore del collo e
conficcò Caos alla base del collo stesso della creatura mentre Asjah
piantava Ombra anch’essa fino all’elsa nella stessa zona ove si trovava
la sua spada.
La scimmia restò per un attimo come pietrificata e poi cadde in avanti
non colpendo Asjah di qualche pollice.
I due hammers stanchi e provati da quel duello si lasciarono cadere
sulle ginocchia cercando di riprendere fiato e così rimasero per qualche
secondo guardando il corpo ormai senza vita dell’animale, poi i loro
sguardi si incrociarono per un attimo ed un sorriso complice comparve
sulle loro labbra.
- Tempismo perfetto - si dissero a vicenda e contemporaneamente, poi con
uno sguardo misto ad incredulità ed imbarazzo sempre sorridendo si
aiutarono a vicenda a rimettersi in piedi.
- Asjah…- disse Driz rivolgendosi all’amica….- Grazie…. grazie amica
mia… sei stata fantastica…-
- Grazie anche a te! - rispose lei guardandolo con benevolo affetto
porgendogli la spada ed andando a recuperare la propria che si trovava
ancora conficcata nel corpo di quella bestia…- Dai… fai un ultimo sforzo
Betris e dammi una mano a recuperare l’arma!- .
Ci volle qualche minuto prima che i due riuscissero ad estrarre la spada
di Asjah, poi recuperate dal corpo della bestia alcune frecce ancora
intatte, che erano soltanto riuscite a penetrare marginalmente la pelle
coriacea di quella bestia, Asjah le ripose nella sua faretra mentre Driz
rimasto senza torcia esaminava il cammino davanti a loro.
- Sembra che la strada termini là in fondo… poco più avanti …- disse
rivolgendosi all’amica…
- E tu come fai a vederci senza luce??? -
Driz si voltò lentamente verso l’amazzone e rispose: - Cara compagna di
ventura… per chi è vissuto gran parte della sua vita nelle caverne e
sottoterra la luce non serve… io… sono un figlio delle tenebre a cui
soltanto per poco è stata concessa la grazia di vedere il sole... ma
adesso che il mio sole mi ha lasciato, la mia vecchia compagna reclama
di nuovo il suo figlio prediletto! -
Asjah comprese l’allusione fatta… il suo sole era stata Elenie e quello
stesso sole sapeva non sarebbe più sorto nel cuore dell’amico… con
sguardo compassionevole e triste l’amazzone annuì verso di lui
facendogli cenno di proseguire…
CAPITOLO TERZO – L’essenza del cuore
Driz camminava verso la parte terminale del tunnel. Il buio, a tratti
rischiarato dalla torcia di Asjah che si trovava a pochi passi dietro di
lui, proiettava sulle pareti della grotta delle ombre delle forme
alterate e grottesche, figure spettrali e quasi irreali dalla vaga
sagoma umanoide ritte sulle gambe posteriori, quasi come due predatori
bipedi in cerca della loro meritata preda.
I pensieri di Driz, in quella calma irreale ed apparente, si perdevano
dietro ai ricordi passati in compagnia di Elenie... il suo sole come
l'aveva chiamata.... colei che portò l'alba nel cuore di un uomo nuovo e
che... con il suo allontanamento aveva fatto nuovamente piombare nel
caos e nell'oscurità il cuore di quel guerriero… ricordi... di momenti
meravigliosi condivisi con l'amazzone che gli aveva insegnato ad
amare... lui che nel suo cuore mai prima di allora aveva provato un
sentimento così forte come il desiderio di avere vicino a sé
qualcuno.... lui che mai fino ad allora aveva sentito la sensazione di
ritenere indispensabile per la sua vita qualcun altro... sempre lui...
che adesso si trovava nuovamente proiettato all'indietro nel tempo a
dover ritornare a vivere all'ombra dell'oscurità... cercando di non
sentire quelle ferite impossibili da rimarginarsi.... così profonde nel
cuore e così irrimediabilmente incurabili......
La polvere di secoli e secoli di solitudine si alzava a piccoli sbuffi
tra i passi dei due hammers che procedevano nella direzione a senso
unico del tunnel.... proprio come quella polvere che va a depositarsi
nel cuore spezzato di una persona innamorata... ma respinta dalla stessa
persona che ama… come a cercare di cicatrizzare quelle ferite indelebili
del cuore di Driz.
Asjah poco più indietro procedeva guardinga ed attenta e… quasi
percependo quel sentimento di estraneità momentanea dell'amico lo
sostituiva ponendo attenzione al luogo in cui si trovavano. Giunsero
alla fine di quel percorso ed incontrarono sul loro cammino una vecchia
porta di bronzo riccamente lavorata su cui erano riprodotte le figure di
due amanti nell'atto di prendersi per mano ed intraprendere un viaggio
verso chissà quale dimora nascosta.
Tutto intorno vi erano rune scritte nell'antica lingua di Arcano che
Driz però non conoscendo non riusciva ad interpretare.
La Zaira si fece avanti per illuminare meglio quella porta riccamente
ornata e cominciò come di istinto a seguire le rune per cercare di
interpretare quello che era inciso sulla porta....
Il bel viso di Asjah… seria e concentrata in quella delicata
interpretazione dei fregi… mutava man mano che procedeva nella lettura
dell’antica lingua.
Varie erano le emozioni che quel viso delicatamente armonico riusciva a
trasmettere... passione… dolore... amore... rabbia… tutte queste
sensazioni le venivano dal progredire della traduzione...
Driz, incapace di decifrare le scritture, seguiva con lo sguardo le
espressioni del viso di lei, modificando le sue in funzione di quello
che lei trasmetteva.
- Ma insomma….. cosa vuol dire??? Vuoi dirmi qualcosa amica mia??...
cosa vuol dire… quel…. disegno e cosa sono…. quelle rune….?-…
- Se mi fai finire... ECCO!!! Per tutti i maghi del passato, è una
storia terribile amico mio!!!-
Il Betris incrociò le braccia al petto e si mise a guardarla con uno
sguardo lievemente adirato... tutto intorno intanto l’ambiente andava a
riscaldarsi.
La temperatura all’interno della grotta sembrava quasi che stesse
aumentando… pensava Driz… probabilmente fuori era già sorto Amanuator,
ed i suoi caldi e confortanti raggi iniziavano generosamente a scaldare
la terra e di conseguenza il sottosuolo…
- Bene Hammers - disse la Zaira mentre si voltava lentamente a guardarlo
con una espressione calma e quasi commossa - queste rune narrano la
storia di questi due amanti…due figure molto tenere Driz, che si
conobbero e si innamorarono perdutamente l’una dell’altro. Erystell era
un’amazzone… una Froll vissuta al tempo dell’Imperatrice Roka, quando
ancora le leggi di Arcano erano molto categoriche e poco permissive. Sai
Driz… a quel tempo ad un’amazzone non era permesso amare qualcuno -
Incuriosito lui seguiva il discorso di Asjah senza proferire parola …
- Orbene Erystell si innamorò perdutamente di un mago molto potente
chiamato Kauros… quando i due si conobbero la passione li avvolse
completamente e per evitare possibili punizioni che la danneggiassero,
fecero in modo che la cosa non fosse risaputa. Erystell aveva solo due
scopi di vita a quel punto… il gruppo di amazzoni di cui faceva parte e
Kauros… signore del suo cuore.
Il mago dopo averla conosciuta e dopo aver sentito nascere in lui la
fiamma dell’amore si era trasformato, ogni sua azione ed ogni suo
pensiero difficilmente si divideva dalla suo amato bene -
Driz prese a deglutire a fatica, quello che Asjah stava dicendo pareva
agli occhi di lui di averlo in qualche modo già visto e forse vissuto…
Accorgendosi del disagio provocato dalla storia l’amazzone si avvicinò e
riprese poggiandogli una mano sulla spalla …- Amico mio… comprendo ciò
che provi per l’amore non più corrisposto di Elenie… ma la vita deve
continuare!!!-
Gli occhi del Betris iniziarono a velarsi di lacrime… troppo dure e
troppo amare per scivolare delicatamente lungo le guance e quindi
alleviare il dolore di un cuore sofferente…
- Qui c’è scritto - continuò Asjah voltandosi nuovamente verso la porta
ed illuminandola meglio con la torcia …- che un giorno, al culmine della
loro storia d’amore, proprio quando ormai entrambi avevano deciso di
affrontare il loro destino rivelando a tutta Arcano il loro amore,
Kauros venne affrontato da uno stregone ribelle di inaudita potenza che…
dopo un feroce combattimento di magia ebbe la meglio su di lui… prima
che la vita lo abbandonasse totalmente esso riuscì a compiere una magia
particolare… mai prodotta sulle nostre terre ...
Il suo corpo astrale abbandonò quello materiale che stava morendo e
raggiunse la sua amata avvisandola in questo modo che il momento del
distacco era giunto -
Mentre narrava la storia Asjah a volte si voltava per guardarlo negli
occhi… l’espressione di Driz non riusciva a celarle quello che stava
vivendo…
- La storia continua… Erystell una volta appresa l’orrenda notizia
raggiunse questa grotta ed iniziò a piangere sconvolta e disperata per
l’amore perduto per sempre, invocando la morte come ultima risorsa per
poter far cessare i suoi tormenti e tornare a riunirsi per sempre con il
padrone del suo cuore... il mago con cui aveva cominciato a vivere il
suo essere donna e con cui aveva sperato di poter continuare a
condividere l’esistenza. Le lacrime e la disperazione erano rimaste le
sole compagne per l’amazzone il cui cuore oramai non riusciva a
sopportare il dolore, mentre ignara di tutto non si accorgeva che vicino
a lei l’anima del suo amato si struggeva… infatti l’essenza di Kauros
era ancora al fianco della sua dolce Erystell poiché sapeva che il loro
amore aveva ancora una possibilità da poter sfruttare. Quando alla fine
l’amazzone morì in questa tomba di terra e roccia… il mago fu in grado
di compiere il prodigio… raccolse un po’ della terra umida delle lacrime
di lei e la ripose in una piccola ampolla lasciandola poi vicino al
corpo della sua amata. Questa terra, contenente il dolore della persona
che aveva rapito il suo cuore, se versata sopra le ossa di entrambi, in
qualsiasi momento di qualsiasi era, avrebbe permesso loro di riunirsi in
modo da poter continuare ancora una volta ad amarsi e questa volta per
sempre -
Driz ascoltava rapito la narrazione di Asjah con gli occhi velati e
senza proferire parola…- Quindi… dietro questa…. porta… c’è….. Erystell?
- …si decise alla fine a domandare…
- Si amico mio…vogliamo andare a rendere omaggio ad un amore tanto
grande quanto meraviglioso?- rispose Asjah voltandosi nuovamente verso
la porta - ma dove e come si può aprire???- mentre continuava a cercare
un piccolo indizio su come poter spalancare la tomba la sua mano
sfiorava lievemente le rune …
Tac! Un suono sordo seguito da una serie di rumori di ingranaggi iniziò
ad essere percepito dai due.
- Ecco lo sapevo…magari adesso ho fatto partire qualche trabocchetto!!!
possibile che debba sempre combinare dei disastri???- la Zaira fu invece
smentita quando lentamente il vecchio portone cominciò a muoversi… la
polvere del tempo, spessa coltre di tempi andati, si spostava seguendo
il procedere di esso… rivelando una ragnatela che animali oramai estinti
avevano edificato per coloro che ancora una volta avessero pestato quel
suolo abbandonato dalla vita…
Asjah si voltò in direzione dell’amico e fece cenno di seguirla… con la
torcia bruciò in un istante il laborioso lavoro compiuto da ragni che
sfortunatamente avevano scelto quello come il luogo della loro fine.
Le fiamme in un istante eliminarono i ricordi del passato, mentre i due
oramai giunti nel luogo dove erano stati chiamati… facevano i loro primi
passi in quel suolo pieno di dolore e desolazione.
La tomba era semplice, spoglia e quasi insignificante rispetto al suo
ingresso, non tanto grande (una decina di piedi di larghezza e circa una
ventina di lunghezza) al centro di questa una piccola lapide di forma
cubica con sopra una lastra di marmo completava l’insieme.
Driz prese a toccare con lo sguardo ogni cosa… fino a che la sua
attenzione non fu attirata da un piccolo cumulo di polvere… appena pochi
resti di ossa ed abiti che l’umidità aveva reso informi… Asjah
all’istante fu accanto a lui.
- Deve… essere lei… non credi….. amica… mia???- il Betris quasi aveva
sussurrato queste parole, commosso e rapito da tutto quello che fino a
quel momento aveva sentito.
- Lo credo anch’io! Ehi guarda nell’angolo lì a destra!!! l’ampolla che
ti dicevo!!! Che facciamo adesso??? - rispondendo si era diretta verso
di questa e mentre stava per toccarla qualcosa nella stanza mutò
improvvisamente bloccando la sua azione.
Un insieme di luci simili a lucciole di varia grandezza iniziarono ad
apparire nell’ambiente che li circondava… per poi iniziare una danza
festosa, avvicinandosi le une alle altre fino ad unirsi in un solo
fascio luminescente che pareva avere sembianze umane… Erystell!!!
Una voce lieve e lontana avvolgeva i due che sbalorditi attendevano di
comprendere meglio ciò che stava accadendo: - Grazie per aver avuto la
sensibilità di seguire il vostro istinto… la speranza che un giorno
questo potesse avvenire è stata la mia sola compagna in questo triste
luogo… avete un compito da svolgere che non vi nascondo sarà duro e
difficile… prima di accettarlo devo conoscere i vostri animi e devo
leggere nel profondo di essi se sarete in grado di sacrificare parte di
voi per qualcuno che non ha condiviso le vostre esistenze -
I due Hammers non comprendevano a cosa si potesse riferire ma l’uno
capiva che anche l’altro non si sarebbe tirato indietro e che insieme
avrebbero affrontato tutto quello che sarebbe stato necessario per
aiutarli… Driz poiché sentiva parte di se stesso riflesso nella loro
disperazione ed Asjah perché difficilmente si sottraeva a qualsiasi
evento il fato la conducesse.
- Il mio dolce Kauros mi dice che siete i prescelti… ascoltate con
attenzione quello che ho da dirvi! Il luogo dove dovrete portare le mie
spoglie è indicato in una pergamena che il mio amato ha disegnato nella
certezza che sarebbe stato utile a chi fosse giunto sino a qui… oltre a
questo dovete prendere l’ampolla che aveva attirato la vostra
attenzione… sotto questa lastra di marmo troverete uno scrigno dove
potrete poggiare il tutto… che gli dei possano permettervi di esaudire
questo nostro desiderio!-
Quasi nello stesso istante in cui Erystell aveva terminato di parlare le
luci iniziarono a separarsi di nuovo fino a svanire del tutto, facendo
tornare le tenebre in quel luogo rischiarato nuovamente solo dalla
torcia che Asjah aveva in mano.
I due si guardarono senza parole per un lungo momento, poi iniziarono a
spostare la lastra di marmo, che nonostante apparisse spessa era leggera
in modo sorprendente…
Driz che aveva messo tanta forza nel cercare di spostarla perse
l’equilibrio cadendo rovinosamente a sedere.
La risata di lei che nell’aiutarlo ad alzarsi a stento cercava di
trattenere sollevò leggermente i loro animi.
Preso tutto ciò che era stato loro indicato con un ultimo sguardo dentro
quella tomba desolatamente triste cercarono una via per tornare in
superficie… la trovarono subito… gli ingranaggi che avevano permesso
l’apertura del portone avevano anche provveduto a rivelare una galleria
che ora era visibile davanti ai loro occhi increduli.
Presto si ritrovarono nuovamente dietro l’ingresso dove Madras Aria li
aveva condotti… entrando la trovarono intenta su alcuni libri…
spiegarono in breve cosa fosse accaduto ed il perché avessero con loro
quello scrigno… ed accomiatati tornarono all’aria frizzante di Nakir!
CAPITOLO QUARTO – Addii al passato
DRIZ
- Bene Driz… la prima parte della nostra avventura è stata portata a
termine - disse l'amazzone al Betris che con viso inespressivo
controllava tutto intorno il tempio di Nakir, quasi fosse rimasto
ipnotizzato dalla vicenda che fino a pochi attimi prima avevano vissuto
insieme.
- Si... Asjah... adesso dobbiamo soltanto... procedere per la parte più
importante e cioè... il ritrovamento del luogo di sepoltura di Kauros...
per donare una nuova vita a queste due povere anime... momentaneamente
separate -
- Una separazione durata troppo a lungo - rispose l’amazzone guardandolo
con aria stanca e malinconica. Il guerriero, con lo sguardo sempre perso
nel vuoto annuì con la testa senza dire una parola, mentre i suoi
pensieri correvano dietro le sensazioni vissute e ricevute dall'incontro
con l'essenza di Erystell nella sua grotta.
Quanto amore e quanto sentimento trasparivano da quella storia e dal
volto della sfortunata giovane, morta di dolore per la perdita del suo
amato Kauros, quanta passione e dolore nella loro storia… sembrava quasi
poterla vivere e toccare direttamente con le mani pensava il
guerriero... mentre i suoi pensieri nostalgici e malinconici andavano a
colei che per lui era stata fonte di un amore profondo, vero e sincero…
terminato soltanto per gli errori da lui commessi, dal suo modo errato
di comportarsi con Elenie e dalla sua inesperienza nel capire il
delicato e fragile sentimento dell'amore che li aveva uniti fino a poco
tempo prima.
Asjah accorgendosi dello stato d’animo dell'amico gli si avvicinò: -
Driz - lo guardò in viso cercando di catturarne lo sguardo, mentre gli
occhi del guerriero sembravano tremolare alle deboli torce che
illuminavano la piazza spazzata dal vento serale di Nakir. Il cielo
ricoperto di stelle a volte oscurate da qualche nuvola era un incanto di
luci intermittenti che sembravano con i loro bagliori voler festeggiare
l'amore universale che legava Erystell al suo Kauros.
Asjah gli pose le mani sulle spalle dicendogli: - Amico mio, tu stai
pensando a…-
- Asj....- la interruppe il guerriero - io.... io l'ho perduta per...
sempre... Elenie..... io....- non riuscì a sostenere oltre lo sguardo
dell'amica, abbassò gli occhi verso il basso, mentre una piccola lacrima
di dolore correva lungo la sua guancia, lasciando un segno di malcelata
tristezza su quel viso tanto provato per la sofferenza della perdita
della sua amata.
Asjah socchiuse brevemente gli occhi in un gesto di comprensione per il
dolore del suo amico - Driz... vedrai che il tempo cancellerà ogni
dolore e le tracce che resteranno nel tuo cuore ti serviranno per
comprendere meglio il modo migliore per ascoltare più il tuo cuore che
il tuo orgoglio ferito !- disse l'amazzone cercando di confortarlo -
certe volte un dolore profondo e la perdita di qualcosa di veramente
importante servono per apprendere una giusta e grande lezione di vita! -
Il Betris annuì in silenzio mentre la sua mano guantata correva a
cancellare quella traccia di dolore espressa sotto forma di una piccola
goccia... che racchiudeva in sé il sale della vita.
- Porterò con me lo scrigno contenente l'ampolla delle lacrime di
Erystell e dei suoi resti mortali - disse Asjah continuando - tu
piuttosto prendi la pergamena e studia il percorso più idoneo per
raggiungere il luogo dove si trovano le spoglie di Kauros... ci vediamo
tra quattro giorni alle porte di Klivia, quando Amanuator si troverà al
suo zenit! Se per una qualche ragione troverai giusto cambiare programmi
inviami una missiva che mi informi per tempo! -
Driz giunse a casa dopo aver lasciato l’amazzone davanti alla scuderia
di Elenie... lui non era riuscito ad entrare insieme all’amica… ormai da
tempo non riusciva più a sostenere lo sguardo di lei, quel viso così
bello e dolce, il viso dell’amazzone che per tanto tempo era stata la
sua passione e la sua ragione di vita, che aveva ammirato in ogni
momento del tempo trascorso insieme e che non avrebbe mai finito di
guardare e contemplare... quello stesso viso che adesso gli era
impossibile continuare a ammirare senza provare un forte dolore al cuore
e tutto per colpe soltanto da imputare a lui ed alla sua stramaledetta
impulsività.
Rientrò in casa, sistemò le sue cose e decise subito dopo di dare
un’occhiata alla pergamena (vi era disegnato un percorso) per ritrovare
il luogo dove le spoglie di Kauros si trovavano.
La mappa ritraeva uno spaccato della foresta inesplorata, il luogo, un
piccolo sacrario che era stato costruito con pietre prelevate
direttamente dal letto del fiume Kruill si trovava in un punto
imprecisato tra le strade che congiungevano Aktual con Nistra ed Ylea...
- Non sarà facile trovarti...Kauros...- disse Driz ad alta voce - Ci
faremo... aiutare dal cuore... -
La sera era oramai giunta, il Betris perso nello studio della preziosa
pergamena quasi aveva perso la nozione del tempo, preparò dunque quanto
gli sarebbe servito per l'indomani e si sistemò a letto per poter
dormire un po' (pensieri permettendo).
L'indomani mattina, dopo aver trascorso una notte di sonno agitato a
causa del continuo pensare e sognare di Kauros, Erystell ed Elenie, in
un turbine di immagini confuse ed indecifrabili, Driz decise di alzarsi
per affrontare la spedizione.
Dopo aver caricato l’occorrente su Germanico (il suo nuovo cavallo) ed
essersi assicurato bene sul percorso che avrebbero dovuto affrontare, si
diresse in direzione di Klivia dove Asjah pronta per rimettersi in
viaggio lo attendeva.
Mentre si recava verso il luogo dell’appuntamento, ancora una volta i
suoi pensieri si rivolsero verso il suo unico sole… Driz ammirò
l’animale che lo accompagnava nel suo viaggio... uno splendido roano
biondo cenere che aveva trovato e recuperato nella pianura in prossimità
di Kolise qualche tempo prima e che teneva gelosamente nelle scuderie
del corpo di guardia dei guerrieri Betris.
Germanico (questo era il nome che per lui aveva scelto), apparteneva ad
un'antica razza di cavalli degli sdu denominata Akhal-teke', (razza
allevata nei paesi dell'est), era molto veloce, resistente e molto
adatto per le guerre, a causa del temperamento irascibile e quasi
indomito.... tra loro era subito nata una sottile linea di intesa...
pareva che ci fosse molto rispetto reciproco e molta affinità
caratteriale… del resto per il Betris non era insolito riuscire a
comunicare meglio con gli animali piuttosto che con gli umani... anche
con Argoth, il possente e fiero frisone che Elenie gli aveva donato, era
subito nata una naturale amicizia ed intesa... cosa che aveva
meravigliato a suo tempo persino la stessa amazzone ...- già - pensava
Driz - ricordi... quel momento....???- eccome se se lo ricordava... gli
diceva una voce proveniente dal profondo della sua coscienza… come
poteva dimenticare ogni singola bella emozione vissuta con la sua...
Elenie?
ASJAH
Mi accordai con Driz per rivederci qualche giorno dopo davanti le porte
di Klivia e preso lo scrigno mi diressi verso le stalle… ero triste per
il mio amico ma dovevo sistemare tutto prima di lasciare la mia Kioskas
verso quel destino incerto che Erystell ci aveva chiesto di seguire.
Avevamo deciso che fossi io a custodire i suoi resti e salendo sulla mia
cavalla tenevo quel tesoro inestimabile con attenzione quasi che da esso
dipendesse parte della mia vita… mi diressi verso casa senza esitazioni.
Il tempo a disposizione una volta raggiunta la mia dimora era davvero
poco, ma ero solita affrontare velocemente ogni cosa traendone il
massimo vantaggio e non avrei fatto diversamente in questo caso.
Trascorsi la prima notte continuando il viaggio di ritorno… volevo avere
modo di partire pronta ad ogni evenienza, ma il sonno al mattino
successivo era tanto e dovetti per forza di cose, visto che anche Bit
era affaticata, fermarmi per riposare qualche ora… mi svegliai che era
di nuovo notte fonda (non dormivo da troppo forse) e mi rimisi in
marcia… la sera dovevo essere nel mio comodo letto o non avrei retto in
modo adeguato all’avventura che mi apprestavo a compiere.
Feci una sosta nella foresta tra Klivia e Kanversa solo nel primo
pomeriggio, nutrendomi di quel poco che avevo con me ed osservando un
istante la mia dolce cavalla che beata mangiava erba che rigogliosa
cresceva in quei luoghi (magari riuscire a fare come lei!!!).
Arrivai davanti il giardino di casa non eccessivamente stanca, scesi e
lasciai Bitmum libera di distruggere ancora una volta i giovani germogli
che avevo piantato tempo prima e che solo adesso timidi iniziavano a far
capolino nell’esplosione che solo la natura in questo periodo offre
senza remore… (eravamo infatti oramai nel mese di Florule).
Entrata in casa mi diressi direttamente verso la libreria, misi lo
scrigno tra gli scaffali e mi accoccolai sul divano che solitamente
utilizzavo per la lettura.
Davanti ai miei occhi passavano gli avvenimenti di cui ero stata
testimone, mentre la stanchezza cominciava a far capolino… ma avevo
ancora alcune cose da fare prima di cedere al sonno del giusto… mi alzai
a malincuore, diedi un rapido colpo di spazzola ai capelli e mi diressi
dal mio comandante.
Klivia dolcemente mi accompagnava con i suoi suoni ovattati mentre
svoltato l’angolo arrivavo al portone principale del comando delle
Zaira.
Quella sera trovai ancora una volta Morgana di piantone… le sorrisi
gentilmente, sapevo cosa significasse passare le notti in quel modo ma
era giusto forgiare le nuove arrivate con compiti si importanti… ma
anche di una noia mortale come quelli!!!
- Anche stasera sei di turno sorella… Hat è in ufficio per caso???
Dovrei parlarle!- …
- No mi dispiace, ha lasciato da poco il comando e non so dove si sia
diretta! Non credo sia sua intenzione dormire qui! -
- Va bene, grazie lo stesso… vado allora a lasciarle un messaggio, buon
lavoro!!!- mi diressi verso l’ufficio e nuovamente la informai della mia
assenza, questa volta ritenevo che sarebbe stata lunga e per questo
raccontai brevemente gli avvenimenti capitati.
La notte frizzante mi accolse di nuovo… infilai quindi il cappuccio e
ripresi la via di casa camminando lentamente, poggiando avida il mio
sguardo su ogni cosa, quasi a voler imprimere nel mio cuore ogni singola
pietra che la Kioskas racchiudeva dentro di se… una strana vibrazione
pareva attraversarmi… quasi un timore immotivato… non facile sarebbe
stata l’avventura che mi apprestavo a proseguire ma niente mi avrebbe
fatto desistere!
Rientrando vidi Bitmum che come temevo aveva reso di nuovo inguardabile
il mio giardino e rassegnata dall’agire della mia dolce cavalla (non la
potevo eliminare visto che mi serviva!!!) chiusi la porta dietro di me
come per isolarmi dal resto di Arcano e mi avviai in camera… dove il
letto invitante mi chiamava mettendomi a riposare un'ultima volta nel
mio comodo lettone prima della partenza.
Mi svegliai che era l’alba… iniziai a preparare la sacca e tutto
l’occorrente per il viaggio che avrei dovuto affrontare, feci una
abbondante colazione ed ancora una volta tornai ad accomodarmi nella mia
poltrona preferita dove mi assopii nuovamente.
Mi svegliai che quasi il momento della partenza era giunto… ma non me ne
preoccupai… avevo già fatto tutto quello che dovevo… presi quindi le mie
cose ed insieme alla mia cavalla andai ad attendere Driz alle porte di
Klivia.
CAPITOLO QUINTO – La forza della natura
Asjah e Driz cavalcavano fianco a fianco, la bella giornata di sole
primaverile aveva cancellato momentaneamente dal cuore del Betris
l'angoscioso tormento del cuore che ormai regnava imperterrito e non
lasciava mai nemmeno per un attimo il suo animo... esso cominciava
oramai ad abituarsi all'idea di aver perso per sempre l'amore di Elenie,
perduto stupidamente come soltanto un avventato giocatore di azzardo può
fare… giocando le cose più care, i suoi tesori più preziosi, senza saper
gioire di quanto già possiede.
Il dolore che accompagnava costantemente il guerrier , localizzato
all'altezza del petto proprio in prossimità del cuore, era diventato un
compagno accettato con rassegnazione e con la speranza che fosse da
monito per le storie a venire.
- Dovremmo dirigerci verso Krymenia e superato il tempio dei sogni
prendere verso Aktual, all'interno della foresta inesplorata dovremmo
trovare il punto esatto in cui le strade divergono… portando da Aktual
verso Nistra ed Ylea... vedi la mappa che abbiamo trovato ieri nella
cripta di Erystell? - nel porre la domanda Driz si sporse dalla sua
cavalcatura ed indicò il percorso sulla mappa ad Asjah che dopo averle
dato una fuggevole occhiata si rivolse a lui con un sorriso sprezzante
dicendo: - Benissimo amico mio... allora diamoci da fare!!! Attento che
chi arriva per ultimo a Krymeria prepara la cena!!!- e dette queste
parole con un potente urlo che riecheggiò per qualche attimo nella piana
di Klivia spronò la sua Bitmum ad un galoppo sfrenato... lasciandolo per
un attimo incerto sul da farsi.
Il cavallo di lui scartò un momento a causa dello scatto in avanti
dell’amazzone… - Forza Germanico.... vediamo di non perdere la faccia -
e si buttò all'inseguimento della sua spericolata amica.
La cavalcata durò a lungo, alternata da un susseguirsi di inseguimenti
sorpassi e di piccolo trotto in cui il guerriero non riusciva a
distogliere lo sguardo dall'amica… il suo modo di cavalcare, insieme
selvatico ed irrefrenabile, lasciava il suo cuore colmo di meraviglia ed
ammirazione, mentre il paesaggio primaverile attorno a loro mutava,
passando da pianure e distese di verde appena sbocciato a radure di
alberi di quercia e carpini ingemmati dai preziosi frutti che
cominciavano a far capolino dai rami
frondosi degli alberi, ricchi di nuova vita e di crescente passione
della terra... che annunciava in questo modo al mondo intero l'avvento
della nuova stagione.
Lo stesso Kruill sembrava rispondere con le sue piene e con i suoi
tratti a volte ridotti in ruscello al carattere dolcemente tumultuoso
dell'amazzone, ricco di passione e di vita, così pronto a donare nuova
linfa e nuovo ardore al cuore della persona che le era vicina in quel
momento e proprio in questo insieme di passioni e di nuova vita a volte
Driz si trovava a percepire dentro di sé quelle emozioni così
contrastanti verso la sua compagna di avventura... difficili da
interpretare nel semplice gioco della vita di due amici.
Arrivati nei pressi della foresta facente parte di Krymenia Asjah
rallentò l’andatura… sapeva bene che non si poteva essere superficiali
negli atteggiamenti in zone come quelle, inoltre la sua cavalla dava
segni di stanchezza.
Si mise al passo a fianco del Betris che l’aveva raggiunta da parecchio
nonostante lei si fosse divertita nel non mostrare che si era resa conto
della sua presenza fino a quel momento: - Alla fine sei riuscito a
riprendermi vedo!- il sorriso che sgorgò spontaneo fece capire a Driz
che in realtà lei lo stava solo bonariamente prendendo in giro ed
interruppe sul nascere le polemiche ed il fiume di parole che
solitamente seguivano ogni momento di difficoltà di lui.
Continuarono a procedere al passo fino una zona di declino del canyon
del Kruill dove finalmente i cavalli potevano abbeverarsi e si decisero
finalmente a fermarsi per una sosta.
- Adesso Betris vedi di cacciare qualcosa di saporito! Io invece
cercherò di accendere un fuoco. Domani sera dovremmo raggiungere il
tempio dei Sogni e solo allora mangeremo di nuovo!-…
- Non temete mia… affamata amica, riuscirò a placare il vostro…
appetito! -
Driz lesto scese da cavallo e si mise alla ricerca di selvaggina, mentre
Asjah come concordato iniziò a cercare la legna per il fuoco.
I cavalli restarono a lungo sulla riva ad abbeverarsi, mostrando quanto
i due li avessero fiaccati con la loro corsa, l’amazzone allora decise
di strigliarli in modo da rendere la continuazione del viaggio meno
faticosa per le bestie che generosamente avevano messo tutte le loro
energie nel percorso.
Stava ancora completando di strigliare la sua Bitmun che Driz tornò
indietro con due fagiani maschi, con due code ricche di penne lunghe ed
ornamentali.
- Ehi, non ti sei impegnato tantissimo! Potevi cercare qualcosa di
meglio per la cena non credi? -…
- Cara amica, ma pensi solo al cibo ultimamente?- oramai l’atmosfera
giocosa era divenuta una costante e solo la totale stima nell’altro
impediva alterchi che anche battute come quelle potevano generare, uno
sguardo tra di loro ed una risata risuonò tutto intorno coprendo anche
il suono delle acque del Kruill.
Dopo aver mangiato tutto sempre con scambi di battute senza fine
decisero di riposare in quei luoghi per riprendere il cammino il mattino
successivo seguendo i margini del fiume.
Preparati i loro giacigli in modo da risultare non visibili se non dalla
parte opposta del fiume (avevano utilizzato dei rovi per coprire il
perimetro intorno a loro) si misero a riposare.
Il mattino seguente Asjah si destò per prima e approfittò
dell’inaspettata occasione per rinfrescarsi nel fiume, Driz aprendo gli
occhi ai primi raggi la vide mentre di spalle a lui senza corpetto si
tergeva il corpo.
Imbarazzato abbassò prontamente lo sguardo e fece un colpo di tosse per
avvisare in questo modo l’amica, che senza problemi gridò verso di lui:
- Non sai che ti perdi! E’ una delizia di primo mattino svegliarsi in
tal modo!- per poi subito dopo afferrare il mantello che aveva lasciato
su un costone per coprirsi.
La spontaneità con cui l’amazzone si era comportata fece scemare
l’imbarazzo del Betris che iniziò a prepararsi per la partenza.
La fortuna sembrava dalla loro parte, il tempo infatti era radioso e
solo qualche nube candida talvolta velava appena i caldi raggi che
generosi continuavano ad illuminare il loro cammino.
Fecero una breve sosta per far riposare i cavalli e senza altri indugi
continuarono la loro marcia raggiungendo il tempio dei Sogni
all’imbrunire.
Amanuator ormai era giunto alla fine del suo percorso, mentre con i suoi
ultimi bagliori di luce riempiva il cielo di un colore rosso vivo,
mostrando un tramonto spettacolare proprio alle spalle del meraviglioso
tempio dei sogni che con la sua maestosità infinita e la sua inquietante
bellezza, attirava a sé i viandanti ed i pellegrini alla ricerca della
voce potente e consolatrice delle Dee di Arcano.
Raggiunsero l'ingresso sulla sommità della collina e furono subito
avvicinati da una adepta novizia e dalla Sacerdotessa Biancalancia, che
li accolse benevolmente a braccia aperte e con un sorriso amichevole...
- Asjah...Driz... come sono felice di vedervi qui al tempio!- disse
aprendo loro le braccia quasi volendo donare un caldo abbraccio fraterno
e consolatore - Ditemi... cosa vi porta fino a qui? Ma venite dentro, la
cara Viviana è intenta con le altre novizie alle preghiere ed ai riti di
ringraziamento della dea Arawen... venite pure e lasciate che la sorella
qui presente si prenda cura delle vostre cavalcature -
I due lasciarono i loro cavalli alle esperte mani della novizia del
tempio che alle parole della sacerdotessa era apparsa alle loro spalle
ed entrarono insieme a Biancalancia all'interno dell'edificio.
Superarono un alto colonnato di marmo rosa, atto a sorreggere la volta
del tempio ed entrarono all'interno… proprio mentre la sacerdotessa era
giunta quasi alla fine del rito del ringraziamento.
Dopo aver atteso il termine della cerimonia si avvicinarono preceduti da
Biancalancia verso il centro della sala ove si trovava Viviana, vicino
l'altare maggiore (anch'esso di marmo bianco decorato di fregi ed
ornamenti dorati), che li accolse con un sorriso dolce ed amorevole e
che avvicinandosi disse: - Hammers è un piacere avervi qui... cosa vi
porta così lontani dalle vostre Kioskas? - poi continuò sempre con il
sorriso sulle labbra ed inarcando un sopracciglio - Ed… insieme??? Non
sarete mica venuti per il rito dell'unione??? -
I due si scambiarono una fugace occhiata e mentre Asjah a stento frenava
una risatina impertinente e divertita, Driz diventò al contrario rosso
in viso e con una malcelata ed imbarazzata risposta cercò di far capire
lo scopo della loro venuta in quei luoghi.
Quando il Betris era oramai vinto dall'evidente imbarazzo, tanto da
essere incapace di continuare a parlare, Asjah si fece avanti e continuò
la spiegazione iniziata con difficoltà dall’amico: - Carissime sorelle
sacerdotesse - cominciò Asjah con il sorriso ancora più accentuato sul
viso - siamo qui per cercare di portare a termine un compito assegnatoci
dal destino -...
- Ma venite con noi… una cena è quello che ci vuole… continuerete a
raccontare tutto con calma di fronte ad un buon piatto di zuppa!- la
interruppe Biancalancia facendo loro strada verso la mensa.
Molto affabilmente e per niente imbarazzata da quanto detto da Viviana
in precedenza l’amazzone mangiando iniziò a spiegare alle due lo scopo
della loro missione, raccontò della rivelazione della storia d'amore tra
Erystell e Kauros, dell'aiuto fornitogli da Madras Aria e del legame
sincero e particolare che legava se stessa ed il Betris come prescelti
per quella missione così importante... riunire le anime dei due amanti
separati dal tragico evento della morte.
Driz ascoltava ogni singola parola consumando il suo pasto in silenzio
insieme alle sacerdotesse che venivano così a conoscenza della storia
dei due perduti amanti e della loro struggente storia.
Asjah dopo aver terminato di raccontare quanto era capitato riprese: - E
quindi, al termine di questa estenuante giornata, vorremmo chiedervi il
permesso di passare la notte qui per poter riprendere il cammino domani
mattina all'alba -
Viviana e Biancalancia si guardarono, il loro sguardo si era fatto serio
e profondo - Sorella amazzone... per te non ci sono problemi - rispose
Viviana, con sorriso dolce e comprensivo - Ma Driz è un uomo...
insomma... lui non può accedere alle camere interne del tempio, è la
regola! -
Il Betris comprese subito quanto stava dicendo la dolce Viviana e dopo
essersi inchinato davanti a loro rispose: - Sorelle sacerdotesse… se è
possibile... io vorrei passare la notte qui nel tempio, al cospetto
delle Dee... per chiedere loro una grazia ed invocare il loro aiuto
benevolo e ristoratore! -
Asjah e le altre lo guardarono come in attesa del completamento della
sua richiesta.
- Ho bisogno di guardare dentro di me con occhio obiettivo e sincero...
per questo chiederò alle Dee l'aiuto per... arrivare a comprendere
veramente ciò che il mio cuore sente - dopo aver detto queste parole lo
sguardo di Driz fino ad allora rivolto verso il piatto si alzò timido ad
osservarle.
Le sacerdotesse si scambiarono un cenno di intesa ed annuirono verso di
lui: - Sta bene allora Guerriero… sei il benvenuto per la tua preghiera
- a parlare era stata stavolta Biancalancia che voltandosi verso
l’amazzone riprese - vieni Asjah, ti mostrerò la piccola stanza ove
potrai riposare, intanto Viviana accompagna nella sala il nostro amico -
e dette queste parole si incamminò verso una porticina laterale seguita
dalla Zaira, che prima di scomparire dietro di essa si voltò per
guardare l'amico quasi sussurrando: - Cerca in te le risposte mio caro
amico. Cerca nel cuore la verità e chiedi l'aiuto delle dee. Che possano
proteggerti ed aiutarti nella tua ricerca interiore! -
Ben presto Driz si trovò solo nella quiete della sala delle preghiere
del tempio… l'aria fresca della notte cominciava ad espandersi tutto
intorno, mentre le candele accese diffondevano quel tenue bagliore di
cui l'animo del Betris aveva bisogno per la sua ricerca interiore… in
modo da trovare quindi le giuste parole per chiedere alle Dee la grazia
che prepotente vibrava nel suo essere.
Poter vedere dentro di sé ciò che era stato del suo amore passato…
Elenie e la sua vita futura senza di lei.
Le emozioni di lui, poco alla volta, con il passare del tempo scandito
soltanto dal lento consumarsi delle candele, affioravano in superficie
dal profondo del suo cuore donandogli a volte emozioni ancora piene di
sentimento d’amore per l'amazzone Mokada ed a volte lasciandogli un
sapore amaro in bocca da non riuscire quasi nemmeno a deglutire… un
sapore amaro come le lacrime che formatesi in prossimità del suo cuore
cominciavano a risalire lungo i suoi condotti lacrimali per esternarsi
alfine al mondo intero... solcando il volto quasi inespressivo di lui.
Mentre il volto di lui era privo di espressione, eccezion fatta per le
lacrime che copiose oramai e senza ritegno fuggivano veloci dai suoi
occhi, il suo animo pieno di sentimenti contrastanti lo squassava fin
nel profondo.
In rispettoso silenzio il Betris analizzava il suo io interiore,
comprendendo ogni attimo del tempo passato, ogni errore che il suo
orgoglio aveva provocato e la grande presunzione che lo aveva mosso…
riconoscendo finalmente quelle colpe che avevano portato alla dolorosa
separazione con la sua amata.
- Arawen.... dolce madre di tutti noi... dolce e benevola regina dei
nostri cuori... aiutami a ritrovare la forza di riprendere a camminare
tra le schiere dei tuoi eletti... perdonando l'atroce delitto commesso
verso un cuore generoso e dolce come quello della mia cara Elenie...
usato, sfruttato e quasi calpestato dall'egoismo e dalla superbia
ingiusta di questo Guerriero, capace soltanto di vedere la distruzione e
l'annientamento di sé stesso e di ogni cosa buona che si para a lui
innanzi!-
Asjah aprì gli occhi… il suo sonno era stato interrotto… senza sapere
come sentiva che Driz in quel momento stava soffrendo e voleva dividere
almeno in parte il suo tormento. Si alzò e scalza si diresse verso
l’altare del tempio di Arawen dove sapeva di trovarlo.
Pregava ad alta voce il Betris, le sue parole erano cariche di dolore e
consapevolezza, ma c’era dell’altro, in esse si percepiva chiaramente
tanta determinazione. Cercava di chiudere un capitolo vitale della sua
esistenza… la sua supplica era commovente e carica di pathos.
Intanto Driz continuava la sua invocazione…- Perdona le colpe del mio
orgoglio e del mio senso di superiorità... donandomi quel senso di
misericordia di cui sono privo... perdona il dolore e le profonde ferite
che ho causato riversando nel mio cuore tutto il dolore che le ho potuto
causare... donami quindi la giusta punizione e lacerami con la
sofferenza che merito per quello che ho commesso -
Una lacrima silenziosa scese sulla guancia di Asjah… non permetteva
sovente a se stessa di esprimere la sofferenza in tal guisa ma questa
volta nemmeno il suo carattere aveva retto al dolore che tangibile
permeava tutto intorno… Driz stava oramai gridando disperatamente il suo
dolore, quasi a volerlo rendere in questo modo meno forte, forse per
questo l’amazzone non aveva rivelato la sua presenza… rispettava il suo
nobile animo e mai avrebbe voluto farlo sentire a disagio ancora di più.
Il Betris oramai era allo stremo delle forze… le invocazioni
riecheggiavano angosciose e tormentate: - Ora che comprendo il danno ed
il dolore che le ho recato... libera il suo animo dal dolore e
raccoglilo tutto dentro il mio, in modo che lei possa essere libera dal
peso delle mie ingiuste affermazioni ed io possa farmi carico
definitivamente delle mie responsabilità... qualsiasi sia il prezzo da
pagare in dolore e dannazione dell’anima mia - inginocchiato davanti
l'altare maggiore di marmo bianco, alzò lo sguardo verso il tetto del
tempio, come per cercare tra gli affreschi di poter vedere il volto
benevolo della dea Arawen - Ti prego... dona la capacità a questo tuo
umile ed ingiusto servo di vedere le sue colpe e di riconoscerle come
tali per poter alla fine espiarle attraverso il dolore... e che la
punizione che la vostra giusta mano ha in serbo per me sia pari al
tormento che ho provocato! -
Driz portò nuovamente lo sguardo verso il pavimento, mentre ormai la sua
preghiera giungeva al termine, solo allora Asjah si fece avanti… il suo
sguardo tradiva il turbamento condiviso, lui con vista offuscata dalle
lacrime cercò di sorridere ed il suo volto venne invece attraversato da
una smorfia forzata che intenerì ulteriormente la Zaira che gli si fece
vicino e lo abbracciò forte.
Rimasero così a lungo… la quiete del luogo pian piano insieme al
conforto di lei permisero alla fine che il Betris ritrovasse il suo
equilibrio.
Con questo umore non eccessivamente felice andarono verso i cavalli… le
prime luci dell'alba prendevano il sopravvento su quella notte di
passione e di redenzione che Mystril e la dea Arawen avevano donato al
guerriero.
Lunga sarebbe stata ancora la strada da percorrere… ma saldi del legame
sempre più forte che tra di loro si era instaurato nulla avrebbe potuto
distoglierli dal raggiungere la meta.
CAPITOLO SESTO – La foresta inesplorata
Si incamminarono fuori le porte del tempio in silenzio… il loro umore
rispecchiava il cielo plumbeo che con nuvole gonfie di pioggia riempiva
tutta la volta celeste fino all’orizzonte.
La strada li portava sempre più lontani dai loro amori… per far brillare
ancora una volta quello infelice di Erystell.
Driz aveva fatto uno sforzo enorme la sera prima, pregare le dee per far
uscire dal suo cuore Elenie e ritrovare se stesso, non avrebbe rivelato
all’amico di aver suo malgrado assistito a tutta la preghiera… Asjah
percepiva chiaramente il dolore che il Betris provava, tanto da poterlo
quasi vivere dentro di se, aveva cessato da tempo di analizzare le
numerose similitudini che li accomunavano, ma adesso… davanti questa
avventura particolare da condividere, il pensiero tornò nella sua mente
imperioso! Come mai erano quasi telepatici tra di loro? Cosa determinava
la loro somiglianza caratteriale? Cosa li accomunava?
I due continuavano ad inoltrarsi nel folto della foresta, mentre una
certezza iniziava a brillare nel cuore dell’amazzone… presto la risposta
a tali interrogativi sarebbe sgorgata come fresca acqua di sorgente ed i
dubbi dissipati dalla verità!
- Driz, presto la pioggia sarà nostra compagna di viaggio - disse Asjah
spezzando quel silenzio pieno di pensieri e continuò - forse dovremmo
cercare un posto dove fermarci!-…
- Amica mia…temo che al momento non si possa fare altro che continuare!
- rispose di rimando il guerriero guardandosi intorno.
Il cielo sembrava giungere alla sera tanto era oscuro… la foresta
solitamente era per l’amazzone il luogo dove traeva energia, ora le
appariva privo delle attrattive e della bellezza che solitamente la
rapiva.
Le gocce iniziarono a scendere dopo pochi istanti… prima timide per poi
via via diventare più grosse e numerose, tanto da bagnare in breve tempo
la terra rendendola così lievemente scivolosa.
Rallentarono l’andatura mentre il cielo iniziava ad illuminarsi in più
punti come in un lampo continuo e senza fine.
I due si ritrovarono presto bagnati totalmente ed Asjah rabbrividì sotto
il mantello oramai pesante. - Che succede… hai freddo?- chiese Driz
accorgendosi del movimento di lei.
Erano intanto giunti in una zona dove due querce secolari avevano
proteso i rami l’uno verso l’altro, quasi come due amanti che
affannosamente cercano di raggiungersi , creando un riparo parziale
all’infuriare della pioggia che pareva aver raccolto tutta l’acqua del
Kruill per gettarlo sui due malcapitati. - Sei… bagnata come un pulcino!
Resta qui tranquilla.. io vado in perlustrazione per trovare una grotta
naturale! - riprese il Betris sorridendo dolcemente.
Asjah non se lo fece ripetere due volte… scese da cavallo e cercò il
punto in cui i rami erano ancora più fortemente intrecciati tra di loro
per ripararsi un poco.
Driz spronò il cavallo ed adagio si mise alla ricerca del luogo adatto.
Dopo una ventina di minuti giunse fino al limitare del canyon… abituato
a situazioni di emergenza non gli risultò difficile trovare il luogo
adatto.
…un lampo cadde rombando furiosamente sul luogo dove l’amazzone si stava
riparando facendo cadere un ramo su di lei… cercando di spostarsi riuscì
ad evitare di essere colpita alla testa ma la sua spalla destra non
sfuggì invece alla rovinosa caduta ed il colpo le provocò un dolore
sordo che le fece perdere i sensi….
Quando il Betris tornò sui suoi passi la scena che si parò ai suoi occhi
gli fece per un momento temere il peggio.
La sua amica riversa con il viso nel fango era immobile ed il ramo
copriva parzialmente la sua figura. Scese da cavallo gettandosi
furiosamente sul corpo privo di sensi e solo dopo aver verificato le
condizioni di lei il respiro tornò alla normalità.
L’unico problema evidente era la spalla destra che pareva essere uscita
dalla sua abituale collocazione… Driz reagì automaticamente con una
tecnica che più volte aveva visto applicare in casi come questo, la mise
su di un fianco e facendo leva sulla spalla tirò con forza il braccio di
lei facendolo tornare a posto… un gemito uscì dalle labbra di Asjah che
fortunatamente poco aveva sentito essendo ancora priva di sensi.
La caricò allora sul suo cavallo e la condusse nella grotta che aveva
scoperto.
I lampi squarciavano il cielo scuro come lanterne che per un momento
irradiano di luce il tutto… i tuoni ora forti ora sommessi rombavano con
un ritmo solo ad essi noto… le gocce di pioggia aggiungevano un
crescendo di differenti note a secondo di dove decidevano di cadere…
questa melodia avvolgente che solo la natura è in grado di creare
cullava dolcemente i sogni di Asjah.
Driz al suo fianco controllava che la temperatura rimanesse bassa e non
permetteva al fuoco di estinguersi.
Durante la notte l’amazzone percepì le attenzioni che il suo amico le
rivolgeva, prendendole il polso o bagnando la spalla con intrugli
dall’odore dolciastro… ma lo stato in cui si trovava non le permise di
svegliarsi del tutto per ringraziarlo.
La mattina seguente il canto degli uccelli destò il sonno dell’amazzone.
Si alzò con calma da quel caldo giaciglio. La spalla le doleva ma si
sentiva bene… il suo amico dormiva poggiato con la schiena su di una
roccia, la testa appena di lato… Asjah sorrise lievemente ricordando a
sprazzi la notte appena trascorsa con una sola certezza… adesso aveva
appetito!
Mosse la spalla per verificare che tutto fosse a posto… alcuni movimenti
le risultavano dolorosi ma nel complesso sembrava essere stata
fortunata!
Prese il suo fedele arco e si allontanò da quella grotta per cercare
qualcosa di buono!
Le foglie bagnate brillavano quando i caldi raggi di Amanuator le
sfioravano, gli animali iniziavano a far capolino dalle loro tane, le
rocce bianche erano macchie di candido nel cupo verde della vegetazione…
la spalla le doleva, aveva appetito ma nemmeno questo bastava a
distoglierla dall’ammirare quello spettacolo.
Si era allontanata di una cinquantina di passi quando un movimento di
fronde attirò la sua attenzione… era un cinghiale ”non troppo grosso ma
per la colazione può bastare” pensò… si mosse lentamente prendendo una
freccia, la incoccò e trattenendo il respiro dopo aver preso la mira (ed
aver sentito una fitta al braccio) colpì l’animale tra il collo ed il
tronco (per raggiungerne il cuore) trapassandolo quasi completamente.
Di corsa si diresse verso il cinghiale con il pugnale per finirlo e
togliere subito le parti molli (era un cinghiale maschio e se non lo si
priva della vescica subito dopo la morte si rischia di non poterne
gustare le carni), se lo caricò sulla spalla sinistra e tornò verso la
grotta.
Il Betris ancora sonnecchiava quando Asjah dopo aver tagliato le carni
ed averle infilate a pezzi in rametti le mise sul fuoco… l’odore del
cibo che arrostiva fecero destare Driz.
- Buon giorno amico mio! tra poco si fa colazione! -
- Ehi…. come ti senti? Non male se… sei andata a caccia… ieri sera mi
sono preoccupato quando ti ho ritrovata priva di sensi -
- Ho la testa dura, non lo sapevi???- rispose l’amazzone facendo una
boccaccia e rilassando così i lineamenti preoccupati del viso di lui -
non ti ci abituare… per il prossimo spuntino devi provvedere tu!- disse
scherzando mentre passava il cibo all’amico.
- Sarà un piacere cacciare per voi!!!- rispose galante facendo un gesto
con la mano come a togliersi un cappello immaginario per poi portarselo
vicino al petto - anzi…. un piacere ed un grande onore! -
La risata argentina di Asjah risuonò forte fermando per un attimo i
rumori della foresta.
- Devi sentirti davvero meglio - riprese Driz addentando la carne - se
le risa sgorgano così potenti… interrompendo i tuoi pasti!!! -
- Ehiii!!!!!!!! Vuoi dire che sono una mangiona???- rispose lei
fingendosi offesa…- ma non vedi che linea invidiabile?- continuò
atteggiandosi a superba.
Il buonumore era la cura migliore per i due amici che erano solo giunti
alla metà di quella che sarebbe stata una avventura da raccontare alle
discendenze a venire.
Nonostante le insistenze del Betris Asjah non volle saperne di passare
una giornata in quel rifugio per riprendere le forze.
Caparbia e determinata com’era Driz fu costretto ad assecondarla ed
eliminate le tracce del loro passaggio si rimisero in marcia verso la
parte della foresta inesplorata dove Erystell aveva indicato fossero le
spoglie del suo amato.
I due chiacchieravano amabilmente ed a voce bassa camminando fianco a
fianco su di un sentiero appena accennato da erba a tratti rada, il
Kruill in lontananza emetteva i suoi borbottii e gli animali riempivano
di suoni gli angoli nascosti ai loro occhi.
Amanuator alto nel cielo illuminava il loro passo… uno strano brontolio
che proveniva dallo stomaco di lei li fece ridere di gusto - credo che
sia ora di fermarci per fare uno spuntino… il mio pancino sta chiedendo
cibo!!!- disse l’amazzone facendo poi una smorfia verso l’amico che ora
rideva ancora più fortemente.
Scelsero un punto non troppo in vista ma che desse loro la possibilità
di controllare comunque eventuali sorprese e scesi da cavallo iniziarono
a tirar fori le provviste dai loro zaini.
- Ehi Asjah, ti sei portata tutta casa?? E pretendevi che andassi a
caccia con tutte le cose buone che… avevi con te???-…
- Ehi guarda che questo non è nulla!!! prova a passare da casa mia
quando non ho gli allenamenti e vedrai!!! Ogni volta sembra che mi metta
ai fornelli per tutta la mensa delle Zaira! -
L’amazzone tirò fuori delle confetture di pesca e albicocca, pane,
formaggi ed un bel pezzo di carne affumicata - mangia quello che vuoi…
ma da stasera dovremo cacciare se non vogliamo perire di stenti!!!-
riprese lei sempre sorridendo.
Dopo aver mangiato stavano discutendo di un eventuale riposino quando un
rumore non bene identificato distolse Asjah che tendendo l’orecchio
cambiò subito espressione.
Il brusco interrompersi del discorso e l’atteggiamento di lei fecero di
rimando fare lo stesso a Driz.
I due si alzarono restando però con le gambe piegate pronti a percepire
il minimo spostamento.
- I nostri cavalli sono in vista!!! se non si tratta di animali saranno
loro che ci faranno individuare!!! -
Il guerriero annuì andando lesto verso le loro cavalcature e prese le
redini dei due destrieri, sempre camminando acquattato li portò dietro
delle siepi per poi raggiungere di nuovo la sua amica.
Asjah intanto aveva individuato una pattuglia di ribelli che
evidentemente stavano passando nella zona per qualcuno dei loro abituali
crimini.
Con un cenno indicò al Betris la direzione da cui essi provenivano…
erano cinque. Al momento sembravano non averli intercettati e
camminavano a piedi tenendo i cavalli in fila l’uno dietro l’altro.
I poveri animali erano stati caricati a dismisura e procedevano a
rilento per il peso e l’evidente lungo tragitto percorso.
- Li attacchiamo?-…
- Asjah, non credo sia il caso con la tua spalla in queste condizioni…
seguiamoli invece… potrebbe essere la soluzione migliore, che ne dici?-
Uno sguardo, un cenno e la decisone fu presa.
Dopo che i ribelli furono a debita distanza i due ripresero i cavalli
decisi a verificare dove fossero diretti e cosa fosse il carico che
portavano.
CAPITOLO SETTIMO – Il percorso svelato
I due Hammers seguivano i ribelli lungo gli impervi sentieri appena
accennati della foresta in silenzio assoluto e con i sensi tesi allo
spasimo.
Avevano coperto con parti del mantello di Asjah gli zoccoli dei cavalli
(nonostante i tentativi di Driz per impedire questa decisione), in modo
da attutirne i passi nelle zone dove la roccia prendeva il posto della
terra e della fitta vegetazione, evitando così l’inutile rischio di
farsi scoprire.
La forte pioggia del giorno precedente era solo un ricordo, la terra
oramai riscaldata era causa in alcune valli dove passavano di una nebbia
appena accennata che da terra si alzava di un palmo, rendendo il
paesaggio insieme all’aumentare della vegetazione sempre più particolare
e misterioso, quasi come un sogno dai contorni indistinti.
La marcia era continuata a lungo, Amanuator aveva iniziato il suo
declino e strani suoni iniziavano a riempire la foresta… il risveglio
della natura in quei luoghi doveva quindi essere conseguenza della
notte.
Il cammino dei ribelli cessò… essi organizzarono un accampamento
sommario utilizzando i cavalli messi in cerchio, il fuoco al centro per
riscaldare e rischiarare tutto intorno.
Driz sussurrando le parole si rivolse alla sua amica: - Dobbiamo fare lo
stesso ma… come?-…
- Porta i cavalli a settanta piedi da qui dietro quella piccola radura…
noi potremo riposare sopra quella pianta in modo da controllarne i
movimenti!-
Quando il Betris tornò indietro aiutò Asjah ad arrampicarsi, la spalla
dava ancora dei problemi e solo la sua caparbietà la aiutava, non un
gemito veniva fuori dalle labbra dell’amazzone che stoicamente non si
risparmiava.
Passarono la notte lì… il mantello di Driz per coprirli, turni alterni
di veglia per evitare che i ribelli riprendessero il cammino senza di
loro.
Era il turno di guardia del guerriero quando un rumore lieve, quasi un
fruscio che proveniva dalla radura dove i loro cavalli erano stati
lasciati attirò la sua attenzione. Cercando di non interrompere il sonno
dell’amica scese dal loro giaciglio e si diresse acquattato verso la
fonte del rumore e lì scorse una sagoma… Neil!
Driz fu sorpreso ma estremamente felice di poter riabbracciare il
fratello che più volte lo aveva sorretto ed aiutato in alcune missioni
che aveva compiuto.
Il ragazzo non aveva avuto il minimo sentore di chi potesse essere ad
avere quei cavalli (il Betris aveva portato Germanico per la prima volta
fuori dalle Kioskas), ma spinto dalla sua abituale curiosità e sempre
attento si era avvicinato per verificare la situazione.
Si abbracciarono forte… parlarono qualche minuto poi Driz portò il suo
amico fino sotto la pianta dove sapeva Asjah dormire… i due acquattati
si erano diretti fino a lì per impedire che fossero magari visti da
qualcuno dei ribelli che era di controllo.
L’amazzone invece era sveglia, dopo poco essere stata lasciata dal
Betris aveva percepito la sua assenza ed abituata com’era alle emergenze
i suoi sensi si erano riattivati svegliandola totalmente… aveva seguito
i movimenti di lui fino a dove i cavalli erano stati lasciati, scesa
dall’albero anche lei, aveva tirato fuori lo stiletto e mimetizzandosi
verso destra aveva raggiunto l’amico.
Chi era quel ragazzo insieme a Driz? Non sembrava che ci fossero
problemi ma la visibilità non era delle migliori e nel dubbio aveva
continuato a seguire le loro mosse.
Quando i due si diressero verso l’albero dove la Zaira era stata
lasciata, ci volle poco per comprendere che ella non si trovava più
sulla sommità. Il Betris mutò espressione e la cosa fu notata da Neil
che cominciò a guardarsi intorno alla ricerca dell'amazzone che ancora
non conosceva.
Asjah intanto era scivolata alle loro spalle (ora sapeva che era tutto a
posto) e si avvicinava verso i due con fare silenzioso.
- Cercavate qualcuno voi due???- disse alla domanda ipotetica che Driz
si stava rivolgendo mentalmente.
- Pensavi davvero che me ne sarei rimasta qui da sola ad oziare e
riposare senza rendermi conto della tua assenza? Dubito dunque tu mi
conosca abbastanza Hammers! -
Driz e Neil si scambiarono uno sguardo, poi all'unisono sollevarono le
spalle e scossero la testa in senso di diniego – Amazzoni ...- commentò
Neil con un filo di voce ed un piccolo sorriso sulle labbra che andava
formandosi su quel visino tanto giovane quanto impertinente.
Asjah dal canto suo si godeva quella scena aspettando che qualcuno dei
due le si avvicinasse, le mani ben salde ai fianchi, in quella postura
tanto affascinante quanto pericolosa poiché come Driz ben sapeva… essa
poteva nascondere una risata improvvisa quanto uno scatto di rabbia
accesa potente, come soltanto lei era capace di fare.
Fortunatamente arrivò una risata sbarazzina, che prontamente fu
soffocata dal gesto del Betris che le ricordava con un dito posto
perpendicolarmente alle labbra di abbassare il tono della voce.
- Che sentano… cosa credi che qualche ribelle possa darmi fastidio o
possa farmi paura? -
L'amazzone di Zaira, ancora ferma in quella sua posa statuaria e decisa
lo guardava, accennando ancora un sorriso portò istintivamente la mano
all'elsa della spada ma... appena raggiunse il fodero inarcò il
sopracciglio non trovando che la pelle ruvida e coriacea del suo fodero.
Si guardò in giro accorgendosi solo in quel momento dell’assenza del
piccolo Neil, che in silenzio sbucò alle sue spalle con una espressione
impertinente e birichina e con in mano la sua spada!
- Asj questo… è quel piccolo... demonietto di Neil..... volevi
conoscerlo vero?? - spiegò prontamente Driz ad una amazzone che furente
in volto, con il viso contratto pronto ad esplodere in una delle sue
azioni di rabbia osservava colui che aveva osato tanto!
Cercando di riprendere ciò che le apparteneva, la Zaira con un leggero
sorriso che tanto stonava con il suo sguardo furibondo e con i modi
gentili (lo voleva strozzare) si avvicinò tendendogli la mano destra,
facendogli così capire che era giunto il momento di riavere la sua
spada.
Il piccolo ladruncolo molto affabilmente gliela porse prodigandosi poi
in un inchino da perfetto cavaliere dicendo: - Servo vostro dolce
amazzone, al vostro servizio... milady -
Asjah tornata in possesso della sua arma non riuscì a non sorridere a
questo piccolo guerriero... riflettendo sulla vita che quel giovane
aveva vissuto ed a tutte le vicissitudini che lo avevano temprato.
- Aikydo Neil, Driz mi ha tanto parlato di te e della tua bravura -
disse a bassa voce constatando nel stringergli la mano di quanto questa
fosse forte e delicata nello stesso tempo.
Il viso di Neil si imporporò alle sue parole mostrando ancora di più la
sua delicata giovinezza.
- Bene... a quanto pare avete già fatto conoscenza.... forza.... in
marcia... i ribelli si stanno muovendo! - dicendo queste parole Driz
iniziò a recuperava le loro cose ed a provvedere a far sparire le tracce
da quella piccola radura usata come riparo.
Neil ed Asjah intanto parlottavano ridendo silenziosamente e
scambiandosi frasi ignote al Betris ma che evidentemente lo
riguardavano, visto che più di una volta si era accorto che lo puntavano
con il dito indice per poi sghignazzare.
Terminate le operazioni si incamminarono tutti e tre con le loro
cavalcature al seguito per raggiungere sempre rimanendo a distanza i
ribelli… mentre un sottile brivido percorreva la schiena di Driz,
accompagnato da un infausto presagio di sventura.
Seguirono il gruppo disorganizzato e svogliato dei ribelli cercando di
ripararsi il più possibile senza farsi notare.
Il sottobosco fitto e rigoglioso di felci e arbusti permetteva al trio
di mimetizzarsi dietro la fitta vegetazione.
La mattinata procedette lenta e senza imprevisti, sembrava quasi che la
calma apparente dell’inseguimento presagisse qualcosa di più cruento e
pericoloso per il trio di inseguitori.
Giunsero al termine della giornata in prossimità di quello che doveva
essere il loro accampamento… le brevi soste durante il tragitto
permisero di rifocillarsi con le scorte alimentari che Asjah aveva
portato con se (anche se poco era rimasto), provvedendo anche a
ristorare e rifocillare le loro cavalcature ancora fresche e per niente
esauste.
Quello che sembrava essere il covo dei ribelli era composto da una sorta
di piccolo tempietto su di una strada di ciottoli attorniata da tende e
ripari precari eretti alla meno peggio dai ribelli, intorno ad esso un
grande falò bruciava incessantemente e le vivande venivano cotte su
temporanei spiedi improvvisati.
C'era in tutto il campo un numero di circa venti ribelli compresi i
cinque che fecero ritorno… al loro arrivo gli altri li accolsero con
grida di giubilo e di entusiasmo, mentre quello che sembrava essere il
capo della spedizione, tirava fuori da un sacco appeso alla sua
cavalcatura come macabro trofeo, le teste di due poveri sventurati,
sicuramente due contadini di qualche misera capanna situata sul confine
della foresta inesplorata.
A quella vista, mentre le urla di quei selvaggi riecheggiava nella
vallata, i tre osservavano dall'alto di una collina poco distante
serrando le mani ed i denti per la crescente rabbia che stava montando
nei loro animi.
Due di loro stavano avendo volgari scambi di battute su una contadina
che li aveva sollazzati prima di essere uccisa.
- Attacchiamo subito e senza esitare quella feccia immonda. Non possono
cavarsela facilmente… dovranno pagare con il sangue tutto l'orrore ed il
dolore che hanno causato!!!- sibilò a denti stretti e con crudeltà
l'amazzone, mentre acquattati nell'erba continuavano ad osservarli per
organizzare un piano d'azione per sterminarli.
- Faremo così - rispose Driz ponderando bene il da farsi...- Tu Asjah,
con il tuo arco cerca di raggiungere quella sporgenza proprio... sopra
il loro accampamento e... comincia a bersagliare i ribelli... dall'alto
con le tue frecce, io e Neil provvederemo a seminare più scompiglio
possibile tra le file di quegli stolti -
- Ma Driz...- riprese l'amazzone accigliandosi incredula alle sue
parole.
- Senti dolce amica ...- la interruppe nuovamente comprendendo già
intenzioni di lei - la tua spalla non è ancora....-…
- La mia spalla sta benissimo Hammers!!! Sono forte e salda come sempre!
Io vengo con voi... desidero il piacere di togliere loro la vita con le
mie stesse mani!!!- rispose furente non accettando l'idea di essere
lasciata in disparte dalla lotta corpo a corpo contro quella feccia.
- Per favore ascolta il mio piano...- riprese ancora il Betris che prese
ad esporre e ragguagliare i due sul da farsi ...- Tu li colpirai
dall'alto al segnale convenuto... io e Neil procederemo appaiati in
linea circolare fino all'accampamento, cercando di eliminare in silenzio
le sentinelle poste ai lati del loro territorio -
L'accampamento dei ribelli era a forma rettangolare, non c'erano vere e
proprie barricate a cintare quel posto, ma soltanto sporadiche
formazioni rocciose e alberi che potevano costituire un valido riparo
alla loro avanzata e sul lato nord spiccava la costruzione... quella
sorta di tempietto votivo... che cominciava a suscitare in Asjah e Driz
un senso di protezione e di desiderio irrefrenabile di raggiungerlo.
- Neil, arrivati al tempio ci dividiamo, tu ti dedicherai alle tende…
preleverai un tizzone acceso dal fuoco e comincerai a bruciare le tre
tende grosse sui lati dell'accampamento, mentre tu Asj, con frecce
incendiarie ti occuperai di quelle specie di ripari fatti di sterpaglie
poste al centro dell'accampamento, io raggiungerò i cavalli e li farò
scappare, evitandogli così ogni possibile via di fuga veloce... il
tempismo deve essere... perfetto amici miei - continuò Driz quasi a
volersi sincerare che quanto aveva detto loro era stato recepito.
- Asjah... appena vedrai che la prima tenda comincia a bruciare...- nel
dire queste parole indicò con il dito la tenda più d'angolo nella zona
ovest dell'accampamento... - Comincia a tirare le tue frecce incendiarie
verso quelle specie di costruzioni-riparo, la sporgenza non è lontana
dall'accampamento, sono soltanto una trentina di passi... quindi con il
chiarore del fuoco dovresti centrare il tuo obiettivo... ci muoveremo a
notte fonda, rimangono almeno altre quattro ore… prima che la notte con
il suo manto di tenebre ci sia propizia -
Gli altri due non replicarono, anche se nello sguardo della Zaira si
leggeva il suo dissenso al fatto di non poter partecipare in maniera più
attiva alla battaglia.
Passarono il tempo rimanente prima dell’azione sempre tenendo d'occhio
l'accampamento dei nemici, mangiando della carne essiccata e del
formaggio (quel poco che era rimasto delle provviste portate dalla
diligente amazzone).
Neil ed Asjah conversavano allegramente ed a voce bassa mentre Driz in
disparte contemplava l'accampamento e cercava di scrutare ed analizzare
quella sorta di inquietudine che poco a poco durante lo svolgersi
dell'avventura aveva cominciato a formarsi nel suo animo.
Cosa c'era che non andava nel cuore di Driz? Nemmeno lui sapeva ben
riconoscere quello che stava succedendo dentro di se, un senso di
protezione e di affetto sempre più crescente verso la sua dolce e cara
amica gli stava pervadendo l'animo.
Sentiva per Asjah un affetto profondo di amicizia ed un legame quasi
indissolubile, un legame di amore fraterno verso una amazzone così bella
ed ostinatamente caparbia, in grado di donargli la serenità e la
felicità che stava rincorrendo dopo la separazione da Elenie... si
sentiva bene con Asj, come ormai affettuosamente la chiamava, si sentiva
a suo agio e le piaceva vederla ridere o sorridere alle sue battute
oppure alle sue sfuggenti occhiate.
I pensieri di lui presero anche altre direzioni... c'era quella storia
dei prescelti... perché quella strana missione era stata affidata
proprio a loro due??
Che legame c'era tra loro se non soltanto un sentimento di profonda
stima ed amicizia che li accomunava??
La sensazione di conoscersi bene e tanto in profondità da dividere
completamente i pensieri e le emozioni, senza che fossero rivelate
apertamente?? Come poteva sussistere un legame mentale così profondo tra
di loro??
Driz ripensò alla notte nel tempio, rivisse mentalmente le fasi quando
Asjah dopo averlo raggiunto nella navata principale, nel momento più
intenso del suo dolore, si era avvicinata per farsi carico anche lei
dell'amarezza provata, abbracciandolo e confortandolo affettuosamente e
dolcemente, offrendogli tutta se stessa come soltanto una persona amata
si dà al suo compagno nel momento del dolore.
Già... pensò il Betris accennando un debole sorriso… - come una persona
amata - si disse di nuovo mentre con lo sguardo cercava gli occhi dolci
e penetranti della sua compagna di avventura.
Sentendosi osservata (o percependo quel senso di agitazione che gli
pervadeva l'animo), Asjah si voltò e prese ad osservare il suo volto,
scorgendo così quel suo sguardo perso e sognante che tanto la
affascinava.
A passi lenti si diresse sorridendo verso di lui senza mai staccare gli
occhi dall’amico e gli si sedette vicino, prendendosi le ginocchia tra
le braccia e poggiandovi sopra il mento.
- Sei pensieroso e stranamente silenzioso… cosa ti succede???- accennò
amabilmente con quel suo tono di voce caldo e sensuale… poi come
destatasi da un sogno improvviso sollevò lo sguardo verso il tempietto e
dopo essersi diretta verso la sua Bitmum che pascolava tranquillamente
poco distante da loro con Germanico (sempre insieme quei due, chissà che
non stia nascendo qualcosa) frugò nello scrigno recuperando la pergamena
che avevano ritrovato nella tomba di Erystell, la guardò e tornò subito
dopo sui suoi passi stranamente allegra e felice .
- Driz… guarda amico mio!!! - raggiante in volto l'amazzone mostrava la
pergamena indicando con il dito il tempietto, che appariva del tutto
simile a quella costruzione che identificava la tomba di Kauros.
Il Betris si soffermò a scrutare bene il disegno della costruzione per
poi alzare lo sguardo per incontrare così lo sguardo felice e quasi
commosso di lei.
- Ci siamo.... quella è la tomba di Kauros..- rimase a guardare bene il
disegno sulla pergamena, controllando da lontano il piccolo tempio. Ogni
particolare con quello disegnato su quel lembo di pelle di animale
combaciava perfettamente con il tempietto che vedevano dall'altro di
quella piccola collina.
- Seguire i ribelli si è rivelata alla fine una ottima idea Hammers!!!-
disse la Zaira mentre il suo sorriso si faceva ancora più radioso ed
emozionato.
Una strana sensazione pervase l'animo di Driz che fu preso subito da un
irrefrenabile prurito al naso seguito da una strana sensazione di umido
che gli inondava gli occhi. Incontrando lo sguardo altrettanto commosso
di lei… senza dire nemmeno una parola ma come accomunati da un
irrefrenabile desiderio i due compagni di avventura si abbracciarono
tenendosi stretti come non volendosi separare per nessuna ragione al
mondo.
Il cuore del guerriero batteva forte, quasi volesse uscire dalla sua
sede originaria, mentre due lacrime sincere di commozione gli scendevano
lungo le guance rigandogli il volto e bagnando così la guancia destra di
Asjah, appoggiata sulla sua.
Dopo un breve ma intenso momento la Zaira si scostò ritrovando il suo
solito fare determinato e con un cenno fece avvicinare a loro Neil per
spiegare il loro particolare comportamento.
- Quindi senza volerlo abbiamo raggiunto alfine il luogo dove eravamo
diretti! A questo punto è ancora più vitale lo sterminare fino
all’ultimo di questi schifosi !!!- terminò l’amazzone guardando i due
con sguardo glaciale e portando subito dopo la sua attenzione verso i
ribelli che ancora ignoravano di essere alla fine.
CAPITOLO OTTAVO - Nel nome della morte e dell'amore
Tutto era pronto all'azione… la notte con il suo manto di oscurità
poteva favorire lo svolgere senza problemi della missione. Neil stava
accuratamente controllando le sue armi, aveva con sé ancora lo shuriken
che Driz gli aveva donato il giorno in cui si erano incontrati per la
prima volta e mentre affilava la sua spada, come una sorta di rituale di
preparazione alla battaglia imminente, aveva anche un pugnale dalla lama
lunga ben nascosto e posto al fianco destro, mentre il fodero della sua
spada era adeso alla schiena, pronto per accogliere la lama.
Asjah e Driz intanto stavano ancora discutendo sul piano... - ascoltami
bene Hammers! - l'amazzone aveva un tono determinato che dimostrava
quanto fremesse dal desiderio di partecipare all'azione - Io voglio
essere con voi, non puoi lasciarmi sulla cengia di quel costone che
sormonta il campo dei ribelli!- continuò assumendo quella posizione
fiera e battagliera tipica per lei, con le mani posate sui fianchi -
Sono un'amazzone... so quello che faccio, lo sai bene!!! -
Driz rimase a guardarla come rapito dall’atteggiamento caparbio della
sua cara amica, conosceva bene l'amazzone ed il suo valore, ma il senso
protettivo verso di lei gli faceva temere che qualcosa potesse non
andare per il verso giusto e non voleva che qualcosa succedesse alla sua
amica del cuore... già… amica del cuore si ripeteva Driz, mentre nel suo
animo travagliato per l'affetto che provava per lei si cominciava ad
intravedere qualcosa che andava oltre un legame di profonda amicizia,
qualcosa che rasentava quasi l'amore fraterno ed a volte anche più di
questo…
- Attieniti al piano.... così deve essere... - le rispose in maniera
ferma e decisa.
- Sta bene Driz_do_Urden !- replicò l'amazzone sempre più irritata e per
nulla convinta del piano che il Betris aveva preparato - Vedremo quando
sarà il momento amico mio!!!- terminò abbassandosi per raccogliere
l’arco e la faretra ponendo questa di traverso sulla schiena in modo che
colma di frecce arrivasse all'altezza del suo fianco destro, mentre la
sua spada era allacciata tenacemente al fianco sinistro.
- A dopo!!!- riprese con un tono di voce un po' meno dura - Quando tutto
sarà finito... se ci sarai ancora vedrò di spiegarti una volta per tutte
del valore che passa tra amazzoni e guerrieri!!!- scuotendo la testa si
avviò verso il dirupo che si trovava proprio perpendicolare
sull'accampamento dei ribelli, lo sguardo ancora leggermente indurito
dalla cocciutaggine che il Betris aveva dimostrato.
Driz restò ancora un momento a guardare la sua giovane amica e
sorella... non sapeva bene ancora cosa stesse succedendo nel suo cuore,
la sera nel tempio e tutto quello che era capitato dall'inizio di quella
strana avventura che li aveva portati così vicino uno all'altro, così
legati da quel qualcosa di sacro, quasi un legame divino che li
accomunava verso quel loro unico desiderio-obiettivo da raggiungere
insieme, quel legame profondo che li legava e che aveva reso così vera e
grande la storia della profezia su Erystell e Kauros.
Si riprese da quelle riflessioni e si diresse verso Neil che già lo
attendeva in prossimità del loro luogo di raccolta.
Procedettero insieme, nascosti sia dalla fitta vegetazione che
dall'oscurità che rendeva i loro movimenti talvolta incerti a causa
della scarsa visibilità notturna e della poca conoscenza del terreno.
Giunti nei pressi dell'accampamento, Driz fece cenno a Neil di spostarsi
verso la sua destra e gli fece cenno con le dita di pensare a sgomberare
la strada dalle due sentinelle che si trovavano sul lato opposto mentre
lui si dirigeva verso il lato sinistro del rifugio dei ribelli. Ognuno
di loro aveva il proprio compito da portare a termine e sicuramente
nessuno di loro avrebbe fallito.
Driz scivolò accovacciato quasi per terra avvolto dalle tenebre,
riuscendo ad aggirare la prima sentinella arrivandogli alle spalle senza
fare il minimo rumore e subito dopo la lama del suo lungo coltello da
lancio assaporò il sangue rosso ricco di vita del ribelle che sgorgava
dal profondo taglio inferto alla gola, mentre la mano sinistra gli
chiudeva la bocca per evitare che questi emettesse alcun suono,
svegliando così l'accampamento profondamente addormentato, poi, dopo
averlo adagiato per terra con la schiena appoggiata ad una delle pareti
del tempietto votivo di Kauros, si diresse verso l'altro lato del campo
per continuare il suo compito.
Neil intanto aveva eliminato le sentinelle poste dall'altro lato
dell'accampamento e si stava dirigendo velocemente verso il grosso fuoco
centrale che ormai cominciava a scemare.
Asjah, dopo aver affrontato una difficoltosa scalata del dirupo sul
versante meno esposto, aveva raggiunto la sommità ed era pronta con le
sue frecce incendiarie. Iniziò a preparare il piccolo focolare che
avrebbero reso le sue frecce dardi incandescenti ed ira funesta simile
alle folgori laceranti e portatrici di distruzione della stessa dea
Arawen.
…Caro Driz_do_Urden… - continuava a ripetersi sapendo bene quale linea
di condotta seguire… - Stai tranquillo che ti accorgerai di cosa è
capace di fare questa Zaira!!!…- un lieve sorriso si delineava sul suo
viso mentre incoccava la prima freccia pronta per essere accesa e
scagliata al segnale convenuto, contro i ripari di sterpi preparati dai
ribelli.
Driz superò il recinto dei cavalli tenendosi sotto vento ed evitando
così che percepissero il suo odore estraneo e si avvicinò sempre
silenziosamente verso l'altra sentinella (che sembrava essere ben
sveglia ed intenta a portare alla bocca qualcosa).
Realizzando subito che era una canna da fumo, il guerriero sorrise e si
avvicinò alle spalle di lui dicendo: - Che ne dici di lasciarmene un po'
amico? -
In parte preso dagli effetti di quella strana sostanza che stava fumando
il ribelle si voltò pigramente verso la sorgente della voce cercando di
identificare il nuovo arrivato che fulmineo si avventò con il suo
pugnale ancora sporco del sangue dell'altro contro il suo costato… fece
giusto in tempo a vedere un'ombra scura che si lanciava verso di lui con
la lama in parte resa luminosa dal riverbero fioco del fuoco e poi il
nulla… nessun dolore e nessuna luce per sempre.
Neil aveva raggiunto quello che restava del grosso fuoco centrale e dopo
aver prelevato un tizzone grosso ed ancora acceso si diresse lesto verso
la prima tenda.
Asjah dall'alto del dirupo identificando quella scia luminosa che si
avviava verso il punto convenuto, accese la sua prima freccia delle
dieci preparate con stracci imbevuti nell'olio e fissati sulla parte
legnosa che aveva conficcato lievemente nel terreno davanti a lei e poi
trattenendo il fiato, scoccò il primo dardo infuocato verso il suo
obiettivo.
La prima tenda ed il primo riparo cominciarono ad accendersi quasi
contemporaneamente, mentre Driz dopo aver aperto il recinto di legno dei
cavalli, agitava nervosamente le mani in aria per farli scappare via.
Gli animali colti alla sprovvista da quella inaspettata apparizione
iniziarono a nitrire, scalciare, correndo alfine verso la via di fuga.
Altre due tende intanto iniziavano a prendere fuoco, mentre le prime
grida di allarme echeggiavano nell'accampamento.
La pioggia di frecce incendiarie scagliate dal dirupo colpivano quei
ripari di sterpi ed i primi ribelli mezzi nudi si precipitavano fuori
alla ricerca di una salvezza dal rogo di quei loro giacigli che presto
sarebbero divenuti una sicura tomba in cui morire.
Si guardavano intorno, alcuni senza armi, altri cercando faticosamente
di tenere aperti gli occhi oppure di tenersi in vita i calzoni ancora
non bene affibbiati, mentre Driz e Neil dai due lati opposti
dell'accampamento mietevano le prime vittime con le loro spade.
Terminata la missione assegnatale Asjah prese a discendere velocemente
il dirupo cercando di raggiungere i due il più in fretta possibile.
Driz con entrambe le sue due katane gemelle seminava morte e desolazione
tra i ribelli mal equipaggiati, mentre lo scaltro ed agile Neil
cominciava la sua macabra danza di morte fatta di agili salti e fendenti
letali.
Il Betris si trovò presto attorniato da cinque ribelli che avanzavano
brandendo le loro spade in cerca di una vendetta cieca che ottenebrava
loro i riflessi e la mente… senza esitare appena giunsero a tiro si
avventò sui primi due malcapitati portando un fendente verso quello in
posizione centrale davanti a lui, provocandogli un profondo taglio che
percorreva tutto il viso, poi con Ombra (la katana sinistra) eseguì un
colpo semicircolare da sinistra verso destra che incrociò la spada del
secondo uccidendolo con un abile colpo di rovescio, dopo aver compiuto
una rotazione al suo polso destro e descrivendo in tal modo un colpo
semicircolare dal basso verso l'alto con Caos (la Katana destra) aprendo
quindi un profondo squarcio sul torace nudo del nemico.
Intercettando un fendente portato da un altro ribelle che si era portato
alle sue spalle eseguì subito dopo una giravolta su se stesso che lo
fece ruotare di 180° portando Ombra in alto sulla sua testa e spinse
Caos in un profondo affondo arrivando a conficcare la sua spada nel
ventre prominente di quel malcapitato e si girò nuovamente di 180°
arretrando di un passo per portarsi fuori misura da un colpo laterale di
taglio che era stato portato dall'ennesimo nemico che aveva notato in
lui un bersaglio facile, sollevò Caos che seguì la spada del ribelle in
quella sua corsa a semicerchio portatrice di morte e battendo la sua
lama di taglio su quella dell’altro mandandola fuori misura e facendo
spostare il ribelle lateralmente, fece una capriola in avanti (avendo
sentito dietro di lui l'arrivo di un altro), ritrovandosi leggermente
spostato lateralmente al primo che aveva assestato il colpo laterale e
mentre si rialzava dalla sua capriola, sferrò un forte calcio al
ginocchio del suo avversario che cedette subito all'impatto devastante
del colpo, mentre Ombra descriveva la sua traiettoria semicircolare
sempre da sinistra verso destra decapitandolo… poi, sempre senza
arrestarsi portò in alto verso la testa Caos in una parata dal basso
verso l'alto e da sinistra a destra terminando con la spada parallela
alla sua testa arrestando in tal modo il fendente che il secondo aveva
tirato.
Un ghigno quasi demoniaco si accese sul volto di Driz che cominciava a
leggere la paura negli occhi del malcapitato ed accennava a guardarsi
alle spalle cercando una possibile via di fuga.
Non dando invece tregua, il Betris prese a far vorticare le sue due
spade gemelle che producendo una serie di movimenti circolari intorno a
se a volte colpivano i disperati tentativi di affondo, mentre il viso
spietato del guerriero si dipingeva di quella maschera di orrore che
ormai pochi sopravvissuti potevano vantarsi di aver visto (poiché pochi
erano coloro che potevano essere rimasti in vita).
Il ribelle indietreggiava cercando di tenere a freno quel vortice di
lame che Driz aveva creato e quello che riusciva a vedere era solo
quella maschera di morte del suo avversario che sempre inesorabilmente
provocava ferite e tagli sul suo corpo e sulle sue braccia in maniera
costante, mentre a quel vortice di lame si sostituiva a volte una serie
di affondi diretti all’addome ed al volto.
La disperazione di questo ultimo nemico traspariva ormai in ogni suo
gesto, mentre l'incessante serie di colpi portati dal Betris non
lasciavano nessuna iniziativa se non soltanto il semplice e disperato
tentativo di arginare quella furia cieca e scatenata del suo
contendente.
Driz di colpo fermò l'impeto dei colpi delle sue lame portando Caos in
linea sopra la testa ed Ombra distesa in avanti verso il ventre del
ribelle che, notato l'arrestarsi della mortale corsa del guerriero
disperatamente si gettò in avanti brandendo la sua spada con entrambe le
mani e calando un fendente dal basso verso l'alto e da destra verso
sinistra (rovescio) .
Ombra protesa in avanti nella sua mano sinistra fece una semi rotazione
del polso che andò ad intercettare la lama del suo avversario
arrestandone la corsa, mentre Caos inesorabilmente calava dall'alto in
un fendente che aprì sul viso del ribelle un vistoso taglio, finendolo
una volta per tutte.
Asjah intanto cercava di raggiungere i suoi due amici dopo l'abile e
veloce discesa dal dirupo e subito dopo aver sguainato la spada iniziò a
dispensare morte verso quella feccia che aveva infestato fino al giorno
prima le colline e le fattorie dei poveri pastori delle vicinanze.
Il primo che le stava andando incontro era lanciato verso di lei in una
folle corsa, con la sua spada dritta e puntata verso il suo ventre.
La Zaira rimase ferma a guardare quello stolto che si offriva in tal
modo miseramente alla morte e con un colpo di montante (dal basso verso
l'alto) deviò la traiettoria della spada nemica e poi spostandosi
lateralmente sferrò un forte calcio in direzione del ginocchio destro
del suo avversario, fratturandogli l'articolazione. Il ribelle nel fare
il passo successivo con la gamba fuori uso, non riuscì quindi a
mantenere il peso del corpo sulla gamba malandata e cadde per terra per
trovarsi subito dopo trapassato dalla lama dell'amazzone che lo
inchiodava per terra.
Liberata la sua spada ruotò su se stessa cercando di localizzare Driz e
Neil tra i ribelli e mentre i suoi occhi cercavano le figure a lei
familiari, nel suo campo visivo giunse lateralmente la traiettoria di
una mano armata di un'ascia bipenne che calava verso il suo fianco
destro.
Prontamente portò in alto sulla testa la sua spada dopo essersi girata
leggermente verso destra intercettando così l’ennesimo colpo, spinse poi
con forza impugnando la sua spada con entrambe le mani il ribelle
indietro e mentre compieva questo movimento gli affibbiò un poderoso
calcio nei testicoli che gli fecero strabuzzare gli occhi quasi fuori
dalle orbite sostituendo così in smorfia di dolore quel ghigno stupido
che fino a pochi secondi prima era dipinto sul suo volto.
Indietreggiando e cercando di mascherare il dolore il ribelle così
facendo perse il vantaggio della corta distanza che la sua ascia bipenne
gli aveva procurato e trovandosi oramai fuori misura rispetto
all'amazzone, impugnò con decisione la sua ascia con entrambe le mani e
si avventò incerto verso di lei portando un colpo laterale da destra
verso sinistra all’altezza del fianco.
Asjah, spada in linea in avanti sulla traiettoria dell'ascia, fece finta
di attendere l'incrocio delle due armi ma pochi attimi prima che esse
venissero a contatto, fece compiere un piccolo movimento circolare alla
sua spada che descrisse un cerchio in aria e che passando sopra la lama
bipenne terminò in un affondo (dopo essersi spostata leggermente
lateralmente) dove conficcò la sua lama nel fianco destro del nemico che
si accasciò morente a terra.
Driz intanto aveva scorto l'arrivo di lei da lontano e cercò di
raggiungerla mentre con fendenti e parate si apriva la strada.
- Proprio non riuscivi a tenerti in disparte da tutto questo vero??! -
le chiese ghignando il Betris...
- E tu ? Credevi di tenere per te tutto il divertimento?- rispose di
rimando sorridendogli mentre la sua spada intercettava a mezz'aria un
fendente.
Asjah spingendo poi indietro la sua spada e facendole compiere un
semicerchio fece roteare la spada del suo avversario facendogliela
sfuggire di mano e terminando con un affondo preciso all'altezza del
polmone sinistro.
- Non male piccola, brava, complimenti… questo colpo non te l'ho certo
insegnato io!!!- disse Driz ridendo.
- Il giorno che tu semplice guerriero mi potrai insegnare qualcosa sarò
vecchia e decrepita!!!- rispose ridendo la giovane amazzone che si
divertiva a prenderlo in giro.
- Semplice guerriero?- continuò il Betris mentre arrestava l'ennesimo
montante dal basso verso l'alto e finendo con un affondo di Ombra
all'addome del malcapitato.
- Semplice guerriero amazzone??? - riprese ancora arrestando la sua
azione e portando le braccia in avanti per offrire il bersaglio al
ribelle che si apprestava ad arrivargli contro...
- Fino a prova contraria... mia dolce e meravigliosa amica... io sono un
comandante!- e dopo aver detto questa frase eseguì una rotazione con
Caos sempre nella mano destra facendole descrivere un semicerchio in
avanti da destra verso sinistra intercettando altro affondo mandando
così il colpo fuori misura, mentre con Ombra sempre nella mano destra
eseguiva a sua volta un affondo facendo indietreggiare il ribelle.
Asjah intanto cercava di difendersi per l'ennesima volta da un attacco
di un altro armato anch'esso con un'ascia bipenne... che riconobbe come
colui che poche ore prima si era vantato del piacere che aveva avuto nel
violentare la contadina di cui aveva portato la testa agli altri come
trofeo.
L’ira della Zaira montò nell’animo suo in modo esponenziale, doveva però
impedire che essa fosse cagione di disattenzione, presto la sua lama
avrebbe punito questo immondo essere privandolo della vita.
Il ribelle aveva attaccato la giovane portando un rovescio (colpo dal
basso verso l'alto e da destra verso sinistra). La Zaira spostando il
suo corpo leggermente verso la sua destra fece compiere alla sua spada
una parata verso il basso intercettando il collo di quell’animale, poi
eseguì un affondo verso il fianco che però fu deviato dall’ascia
dell’altro che prese a ridere apertamente e che dopo essersi girato
verso di lei portò un fendente dall'alto verso il basso.
Vista la corta distanza tra i due, Asjah non ci pensò troppo e fece
partire un forte pugno con la mano sinistra che gli frantumò il naso,
facendolo barcollare all'indietro.
Anziché portare la mano al viso, esso indietreggiò e postosi in
posizione di difesa dopo aver recuperato l'equilibrio, ben saldo di
nuovo sulle gambe, lanciò un urlo a squarciagola mentre si avventava con
rinnovata forza verso di lei portando prima un colpo laterale
all'addome, schivato con un abile salto all'indietro e poi un tremendo
fendente a due mani dall'alto verso il basso e dalla sua destra verso
sinistra (sgualebro).
La Zaira si portò fuori misura andando lateralmente alla sua destra ed
assestando un calcione al fondoschiena del ribelle, facendolo ruzzolare
nella polvere, poi raggiuntolo alla schiena lo finì.
L’espressione di piacere che le si leggeva sul volto fu notata dal
Betris che solo allora comprese il motivo per cui l’amazzone aveva
preferito combattere insieme a loro.
Aveva scelto di saldare il conto con chi aveva abusato di una Hammers
personalmente, non sarebbe stato lo stesso limitarsi come lui per
proteggerla aveva programmato… l’onta subita non poteva che essere
mondata che attraverso di lei!!!
Intanto la distanza tra Driz ed Asjah si era ridotta, i due erano ormai
a pochi passi di distanza, mentre Neil li stava raggiungendo ed un
piccolo e spaurito gruppo di quella feccia immonda stava cercando di
trovare scampo in una fuga disperata da quella rovinosa nottata.
L’amazzone stava adesso impegnandosi contro un ribelle armato di una
corta spada, la cui tecnica goffa e lenta non faceva altro che esaltare
ancora di più la maestria e l'abilità di lei, che dopo aver parato un
affondo aveva subito replicato con altro affondo non portato a
compimento e seguito invece da un roverso Sgualembrato (colpo portato
dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra), aprendo in tal
modo un vistoso squarcio sul petto del nemico.
Neil intanto mentre si dirigeva verso i due amici scagliò il suo pugnale
contro un altro che stava cercando inutilmente di assalire alle spalle
il Betris. Il pugnale finì la sua corsa direttamente tra le scapole del
ribelle facendolo cadere per terra.
- Allora... direi che ce la siamo cavata bene non è vero? - chiese Driz
rivolgendosi con una punta di sarcasmo verso la sua cara amica, mentre
con passo un po' stanco e con movimenti lenti della mano sinistra puliva
il filo di Caos nettandola dal sangue.
- Tutto sommato te la sei cavata benino direi!- replicò Asjah con la
spada rivolta con la punta verso terra ed appoggiata sul pomo della
stessa.
Neil era ormai giunto a pochi passi da loro, l'amazzone gli dava la
schiena ed osservava Driz intento a pulire le sue armi, quando
all'improvviso sgranò gli occhi e si mosse quasi per correre verso di
loro… il Betris notò subito l'espressione dell’amico e si voltò di
scatto, appena in tempo per vedere un ribelle alle sue spalle che ferito
impugnava una balestra puntandola verso la Zaira, che ignara del
pericolo aveva preso a detergersi il sudore con gli occhi socchiusi.
- Attenta Asjah!!!- urlando per avvertirla il guerriero con un salto
cercava di raggiungere il ribelle, il dardo fece in tempo a partire
colpendo di striscio il braccio sinistro di lui per ferire proseguendo
la sua corsa la spalla destra della Zaira… Driz fece giusto in tempo a
sollevare la sua katana che il ribelle si accasciò al suolo
definitivamente.
Neil raggiunse la giovane amazzone ed osservò la ferita, era
superficiale, il dardo non era penetrato in profondità, mentre Driz la
raggiungeva perdendo sangue anch'egli (oltre dai vari tagli riportati
durante lo scontro aveva anche questo graffio alla spalla), Asjah con
noncuranza stava estraendo quella fastidiosa freccia dal braccio seduta
per terra.
- Roba da poco amico mio!- disse guardandolo negli occhi, mentre un velo
di stanchezza cominciava a dipingersi sul suo volto e gli occhi parevano
più pesanti.
Driz cercò una volta raggiuntala di controllarle il braccio, mentre Neil
raccoglieva il dardo della balestra e lo avvicinava al naso sgranando
gli occhi dalla sorpresa… l’odore di morte che sentiva voleva solo dire…
veleno!!!
Il Betris fece appena in tempo a vedere Asjah che pian piano chiudeva
gli occhi che si chinò per cercare di sorreggerla, pronto anche se con i
riflessi leggermente rallentati dal torpore… la sua fu la risposta a
quella invocazione silenziosa di soccorso, la prese tra le braccia che
già aveva chiuso gli occhi ed appariva completamente inerme, con le
braccia abbandonate lungo i fianchi e la testa completamente riversa
all'indietro.
Fece giusto in tempo a prenderla e sorreggerla per qualche secondo,
quando anche i suoi occhi cominciavano inesorabilmente a non rispondere
più al richiamo della luce del mattino e le sue gambe cominciavano a
tremare e cedere.
Si sedette a terra sempre tenendola tra le braccia, mentre con gli
ultimi battiti di ciglia scorgeva Neil che preoccupato per loro si
avvicinava per aiutarlo.
- Driz... siete stati colpiti da un dardo avvelenato, se riesco a
trovare le erbe giuste sarete presto guariti! Dovrò allontanarmi da voi
per qualche minuto, giusto il tempo per preparare l'antidoto, ho tutto
nella borsa che si trova al nostro accampamento – disse il giovane ad un
Betris oramai allo stremo continuando come per rassicurarlo -Tornerò
presto fratello.... tieni duro!!!- mentre si rialzava per scomparire in
direzione del loro accampamento.
Intanto un velo di spossatezza faceva chiudere definitivamente gli occhi
del guerriero… anche i suoi…
CAPITOLO NONO - Tra sogni e realtà
Neil si trovava in una terribile situazione, aveva visto i suoi due
amici venire avvelenati in modo banale solo a causa della loro eccessiva
sicurezza, ma lontano dal sentirsi perduto sapeva bene cosa fare.
La vita lo aveva indurito e l’esperienza accumulata gli permetteva di
sapere come muoversi per riuscire a salvare loro la vita.
Aveva iniziato portando i due verso quello che era stato il grande falò
dei ribelli e con arbusti che erano scampati alla pioggia di dardi
operata da Asjah aveva reso di nuovo vivace la fiamma.
Subito dopo aveva cercato (e fortunatamente trovato) delle erbe che
spesso aveva utilizzato su se stesso quando da solo era incappato in
tristi eventi della sua pur breve esistenza.
In maniera metodica aveva preparato l’impasto adatto e ne aveva cosparso
la zona infetta, nello stesso tempo aveva provveduto a riscaldare un
infuso che forzava prima l’uno e poi l’altro ad ingurgitare.
I primi caldi raggi di Amanuator timidamente facevano il loro ingresso e
lui instancabile continuava nella sua opera atta a salvarli.
Asjah aveva iniziato ad avere una forte febbre, cosa non insolita se non
che la vedeva agitata e questo non gli piaceva… Driz pareva seguire un
iter più normale ma anche lui era in uno stato molto simile a quello di
lei, anche se più lieve.
ASJAH
I miei sogni confusamente si rincorrevano lasciandomi lo sgomento come
unica e sola sensazione tangibile.
Mi agitavo mentre il dolce Neil si prendeva cura di me… la scimmia
bianca che avevamo incontrato nelle sotterranee del Tempio di Madras
Aria tornava a combattere contro di noi, con un pugno colpiva in pieno
petto Driz che precipitava nel fondo del baratro ed io immobile non
riuscivo a far nulla per aiutarlo come bloccata da forze oscure… urlavo
disperata e alcun suono si udiva… il tempio dei Sogni crollava
frantumandosi come un cristallo che cadendo si scheggia per poi farsi
polvere mentre lui stava pregando trascinandolo con se… tutto girava
vorticosamente e le immagini sovrapponendosi mi mostravano una unica
direzione… la perdita del mio caro amico!
Correvo disperata verso ogni dove senza meta, la tempesta faceva
brillare un fulmine che lo colpiva bruciando tutto intorno a lui, la
foresta lo inghiottiva con liane che catturandolo lo soffocavano…
sentivo la disperazione di non poter agire, volevo aiutarlo ma sempre
qualcosa mi proiettava lontana bloccando i miei gesti…
Da quanto tempo ero in questo stato? Cercavo talvolta di uscire da
questo caos che la mente continuava imperterrita a formulare senza però
riuscire nell’intento!
Mi sentivo stanca, spossata… o forse anche questo non era che la
proiezione di un sogno?
Poi lo scenario che tanto mi aveva stravolto mutò… tutto era quiete e
silenzio ora… nulla si vedeva o sentiva, una luce bianca mi aveva
avvolto completamente e come morbida neve mi coccolava cercando di
donarmi una pace che non pareva volesse arrivare.
In questa calma assoluta vidi Driz davanti a me, sereno e sorridente
come sempre più spesso ero solita vederlo.
Non aveva ancora proferito parola ma il poterlo guardare negli occhi
ancora una volta mi rassicurava almeno in parte. Mi avvicinai e lo
abbracciai forte… il mio cuore vibrava di sensazioni che non capivo
pienamente ma sapevo che avrei potuto restare così fino alla notte dei
tempi!
In questo stato beato dove tutto era fermo e tranquillo una freccia
scoccata verso di me colpiva colui che da tanto consideravo più che
amico (un fratello forse) ed ecco che nuovamente il turbine
disordinatamente mi proiettava in avanti… sangue, questa volta mio oltre
che suo.
Un lago di sangue e disperazione che con un vortice ci risucchiava al
suo interno portando con se la consapevolezza che la vita lieve stava
sfuggendo tra le mani di questi due Hammers che forse avevano intrapreso
un viaggio troppo grande per loro!
Sabbia fine ed antica entrava dentro di noi rendendoci come clessidre
del tempo pietrificandoci… solo lo sguardo che dividevamo aveva in se
ancora un piccolo alito di vita…
Neil intanto combatteva strenuamente per impedire la fine della mia
giovane esistenza… ma questa era la realtà?
Lo scorrere del tempo non esisteva, nulla a parte una grande
consapevolezza che aveva alfine colpito la mia anima, che io… Asjah
amazzone Zaira forse non avevo mai provato a guardare bene nel mio
essere e mi ero preclusa una semplice verità… amavo Driz!
Non so dire se questa scoperta mi sorprese… ma di certo fece in modo di
darmi la determinazione di venire fuori da tutto questo!
Cercai di reagire ed andare contro quel torpore pieno di immagini
confuse… per ritrovare alfine in Neil… un volto amico.
DRIZ
Le mie palpebre cominciavano a farsi più pesanti, era come se
all'improvviso un manto di stanchezza spossante avesse voluto cedere e
fosse piombata sul corpo di questo Betris troppo abituato a sopportare
la fatica e la tensione di battaglie che negli anni aveva accumulato su
di sé, ed era bastato un unico giorno di combattimento e di appostamenti
con la tensione nervosa al massimo e
l'adrenalina che scorreva nelle vene, per arrivare alla fine a sentire
quel senso di debolezza che non lasciava scampo e che inesorabilmente
donava nel cuore il desiderio di chiudere gli occhi per riposare.
Non riuscendo a mantenere gli occhi aperti oltre, scivolavo
inesorabilmente in una sorta di tunnel nero nel buio più profondo… senza
un freno e verso un abisso imbutiforme, acquistando sempre maggior
velocità in quella discesa inesorabile mentre tutto intorno, immagini
sfocate ed evanescenti di nubi
vaporose scure cariche di pioggia turbinavano in un caleidoscopio di
colori e neri cupi.
Tutto era buio e lo sprofondare in quella eterna scivolata
nell'incoscienza mi creava un senso di vuoto totale di annullamento
della percezione corporea e della consapevolezza stessa.
Rivedevo indistintamente dei volti che cambiavano in continuazione
fondendosi uno con l'altro... Neil...
Asjah... Elenie... Spidersax il mio comandante che mi guardava duramente
e puntava un dito accusatore senza che riuscissi a capirne il perché...
sentivo il corpo risucchiato da ogni forma di energia fisica, mentre
ancora le immagini si riversavano fuori della memoria...
Elenie... i baci dolci ed appassionati con la mia dolce e bella
amazzone... semplice come una creatura di un altro mondo, troppo dolce
per essere un'amazzone ma altrettanto forte e decisa per essere una
comune donna.
Sentivo, percepivo le mie braccia intorno al suo docile e fragrante
corpo, il calore delle sue labbra e la mia mano che passava tra i suoi
folti capelli ricci biondi e lunghi fino alla vita... alzava lo sguardo
e mi perdevo in quei suoi splendidi e meravigliosi occhi marroni grandi
e sinceri….
MARRONI???? Elenie aveva gli occhi azzurri!!!…
Sempre baciandola vorticando in quella folle discesa senza limiti e fine
mi accorgevo di baciare Asjah, la mia migliore amica e compagna di
avventura... sentivo le sue labbra calde e sensuali sulle mie e vedevo
con la coda dell'occhio la sua testa bionda dai capelli corti che si
muoveva delicatamente in risposta al bacio.
Sentire i battiti del suo cuore mentre scostandoci ci guardavamo con
meraviglia, quei battiti accelerati... deboli all'inizio e sempre più
forti... che seguono la velocità di rotazione di noi che inesorabilmente
sprofondiamo sempre di più in quel vortice di oscurità e di stupore,
fatto di sensazioni remote vissute a fior di pelle e di sgomento... i
ritmatici battiti del cuore che ad ogni colpo diventa sempre più
squassante.
Immagini che si susseguono in maniera caotica confusa ed evanescente...
Asjah... Driz... Elenie... Driz... Neil... una confusione totale di
immagini in cui portai alla fine disperatamente le mani al volto come
per proteggermi da quel precipitare... sempre più profondamente al ritmo
demolente dei battiti del cuore che sembravano quasi voler far esplodere
il mio torace... fino all'annientamento totale...
BBBAAASSSSTAAAAAAAAA!!!!!! Il grido disperato proveniente dalla
coscienza per cercare di fermare il tutto… poi di colpo... tutto finito.
Nessun rumore o movimento... solo silenzio... silenzio totale in un
limbo di immobilità quasi fluttuante sempre avvolto da quel manto di
oscurità che cominciava pian piano a farsi grigio.
Mi vedevo disteso, non sopra una superficie particolare ma come sospeso
a mezz’aria... le braccia adese al corpo e le mani mollemente rovesciate
verso il basso... fluttuavo in uno stato di quasi beatitudine dopo il
vorticare inesorabile verso l'abisso della coscienza e dell’anima...
dell'anima che aveva mescolato dentro di se Elenie ed Asjah... quella
sorta di mazziere che distribuisce le carte sul tavolo da gioco della
vita, aveva provveduto a mischiare le carte del mio animo, in cui le due
amazzoni comparivano e formavano così un quadro particolare ove l'amore
per Elenie, passato e mai più ritornato in maniera inesplicabile si
sostituiva al bisogno di restare insieme ad Asjah… la mia amica, la mia
fidata compagna di avventura... sentivo in maniera molto forte un legame
particolare che ci aveva uniti, indipendentemente dall'avventura che
stavamo vivendo insieme a causa di Erystell e Kauros… un'avventura ed un
legame cominciato già nel passato... molto tempo fa quando ancora la
nostra amicizia era agli inizi, ma qualcosa di forte e radicato che
stava crescendo dentro di me... chiudevo gli occhi e vedevo Asjah, la
mia amica, la mia... sorella??? Non sapevo come definirla... sapevo di
non volerla definire sorella perché sentivo di provare per lei qualcosa
di più forte del legame che lega un fratello con una sorella... sentivo
il bisogno di averla vicina... di saperla al sicuro... di non vederla
esposta ai pericoli.
Era come se la volessi sempre parte di me e sentissi la sua presenza
dentro di me... Asjah... Asjah.....
- Driz, bevi! Forza Betris sforzati di bere! –
Aprii lentamente un occhio mentre confusamente sentivo la voce di Neil
provenire lontanissima ed in maniera all'inizio quasi gutturale ed
indistinta per poi centrarsi sulle giuste gamme di sonorità per
rivelarmi così il ritorno del mio fratellino.
Sentivo che mi reggeva la testa e mi faceva scivolare in gola un decotto
amarissimo e molto caldo che a fatica riuscii a deglutire.
- Adesso riposa fratello, riposa... io penserò ad Asjah... vedrai che
tutto andrà bene! -
CAPITOLO DECIMO – L’arcano mistero
Ritrovate le forze guardandosi negli occhi i tre compresero che l’ora
era giunta e Kauros attendendo trepidante desiderava alfine
ricongiungersi con la sua amata.
I loro passi parevano timidi mentre davanti quel tempietto votivo
cercavano il modo per raggiungere colui che vi abitava.
I ribelli avevano usato parte dell’ingresso e di alcune stanze come
magazzino distruggendo così una moltitudine di incisioni che il tempo e
le loro barbarie avevano reso alfine solo segni senza senso.
La costruzione era bassa e di semplice pietra sagomata, Driz si fece
avanti verso i tre gradini che portavano al suo interno per verificare
di non avere ulteriori sorprese, poi con un cenno chiamò gli altri due
compagni continuando a scrutare ogni cosa intorno, quasi dubbioso che
quello che restava del sacrario di Kauros, fosse veramente il tempio che
custodiva la possibilità di riunire le anime separate dei due amanti.
Asjah sentiva il suo animo in subbuglio, aver compreso i suoi reali
sentimenti non era cosa da poco visto che era suo punto d’onore servire
con le Zaira l’imperatrice Nimira senza avere in se altra passione,
inoltre questo loco anche se la rozzezza di coloro che fino a poco prima
lo calpestavano lo avevano in parte violato, racchiudeva ancora in se un
oceano di sentimenti percepibili.
Neil sembrava il solo di essi a non trovare nulla di particolarmente
forte o tangibile, forse a causa della dura legge della vita che da
subito lo aveva forgiato oppure forse ancora a causa del suo essere
acerbo ai sentimenti ed alle passioni dell'amore verso qualcuno, che
poteva andare dalla semplice amicizia o del legame fraterno che lo
legava a Driz e ora a quella giovane amazzone da poco conosciuta.
Si mossero al suo interno fino a giungere in una stanza dove una
moltitudine di casse erano state ammassate in modo disordinato…
l’amazzone osservava i movimenti di colui che ora sapeva di amare in
silenzio, mentre Driz dal canto suo, ancora leggermente scosso dagli
eventi della giornata e dalla visione rivelatrice dei suoi sentimenti
per l'amica, cercava di rendersi conto sia della situazione che stava
vivendo, sia di quello che avrebbero dovuto fare successivamente.
- Asjah… che facciamo ora?- il Betris pareva sperduto ed incapace di
sapere cosa era giusto per terminare la loro missione.
- Adesso cercheremo le spoglie di Kauros, anche se sembra difficile
trovare la via, vedrai che saremo aiutati da loro!- rispose la Zaira
mentre ancora una volta (così come nella tomba di Erystell era
accaduto), una miriade di luci provenute dal nulla iniziarono la loro
danza intrecciandosi per formare alfine un volto che prese a parlare
loro.
- Benvenuti a voi o prescelti del destino… sono Kauros il mago che la
sorte ha diviso da colei a cui avete risposto! - …
Neil intanto rimaneva a bocca aperta a differenza dei due che ormai non
si meravigliavano di nulla!
- Le mie spoglie sono racchiuse in una giara posta sotto la parete sud
che vedete davanti a voi… per raggiungerle dovete usare la chiave dello
scrigno che con voi portate… la sola che apra entrambe! –
Detto questo le luci ripresero la loro via e tutto fu nuovamente come
prima.
- Ma di quale chiave sta parlando? Io non ne ho vedute! E tu Driz? –
Il Betris rispose inarcando il sopracciglio avvicinandosi a lei che
teneva tra le mani lo scrigno – Non ne ho idea… diamo un’occhiata? – e
dicendo questo prese dalle mani di lei il tutto e lo pose su di una
cassa alla sua sinistra iniziando ad osservare con attenzione il
contenuto.
– Abbiamo tralasciato qualcosa cara Zaira!- disse il Betris guardando
dapprima ogni cosa contenuto nello scrigno e successivamente la sua
amica.
- Lo credo!- rispose Asjah - non abbiamo chiavi per aprire lo scrigno,
quindi è evidente che ci è sfuggito qualcosa! Magari non ho interpretato
bene quello che era scritto sulle rune sulla porta della tomba di
Erystell! Dopotutto non è una mia specialità, non sono una scrivana! –
Asjah si sentiva frustrata… tutto quel cammino, aver rischiato la vita…
e adesso???
Lo sguardo indagatore di Driz si spostò dapprima sul contenuto dello
scrigno e successivamente sulla pergamena ancora arrotolata, che aveva
indicato la via ai due compagni di avventura, mentre la sua
ostinata concentrazione non gli permetteva di raggiungere quel tassello
che mancava per la risoluzione del problema; inoltre, sentire quella
sensazione di angoscia nella voce della sua amica lo rendeva alquanto
nervoso e dispiaciuto per quanto avevano fatto fino ad ora e che alla
fine sembrava essersi rivelato inutile.
Driz aprì con delicatezza il cofanetto per osservare i resti della Roka
ma nulla di particolare attirò il suo sguardo, anzi, la cosa gli
sembrava alquanto strana poiché la visione di Kauros parlava di una
chiave particolare per aprire sia il cofanetto contenente le spoglie di
Erystel (e l'ampolla con il terriccio bagnato dalle lacrime
dell'amazzone), che il passaggio che avrebbe rivelato il posto in cui le
sue spoglie si trovavano.
- Deve esserci sfuggito un qualche particolare… vero… ma quale?-
scuotendo la testa il Betris rifletteva ancora su tutto quello che
avevano vissuto cercando uno spiraglio di luce in questo mistero.
- Riprendiamo tutto da capo allora, e riflettiamo su quello che potrebbe
esserci sfuggito Hammers!- la Zaira ripresa da una nuova determinazione
fece un gesto per far poggiare anche la pergamena sulla stessa cassa.
- Non abbiamo altro no? Solo lo scrigno con le spoglie – ed intanto
accarezzava le finiture di esso continuando – la pergamena con le
indicazioni – e prese a srotolarla – ed infine l’ampolla contenente le
lacrime!!! – estraendola dallo scrigno prese ad osservarla, ma nulla,
nessun segno particolare su di essa che potesse dare una piccola
indicazione ai tre.
Neil si avvicinò maggiormente per essere partecipe di tutto ed
osservando la pergamena la sua attenzione fu attirata da qualcosa …
- Amici miei, forse so io quale sia la chiave che vi serve!- disse con
un tono tutto pieno di orgoglio.
I due Hammers si volsero allora verso di lui con sguardo interrogativo
senza proferire parola e attesero che svelasse l’arcano.
- Driz perdonami, ma credo che tu abbia tralasciato questo segno che è
scritto qui a destra – ed indicò alfine una specie di runa ivi
disegnata, che forse nella fretta di esaminare il percorso il Betris non
aveva tenuto da conto.
- Non ho idea di cosa sia!- disse Asjah rispondendo ad una muta domanda
da parte di Driz che riprese – ed io… non avevo fatto… caso a questo…
ehmmm… particolare!- abbassando subito in basso lo sguardo come per
scusarsi.
- In questo posso aiutarvi io!- interruppe nuovamente Neil che oramai
quasi gongolava nel notare l’impossibilità degli altri due di fare
alcunché - è una parola… un codice che serve per qualcosa! In questo
caso suppongo serva per fare aprire qualcosa!!!! – sorrideva beandosi di
quel momento di superiorità nei loro confronti.
Lo sguardo fiero ed allo stesso tempo sveglio ed impertinente del
piccolo guerriero passava dal viso
di Driz a quello di Asjah, entrambi increduli di quanto il giovane
stesse dicendo.
- Molto bene… sei una sorpresa continua!- disse Asjah quasi con un
cipiglio che dimostrava una sorta di leggero fastidio per il piccolo
Neil - L’amico qui non mi aveva informato a sufficienza della tua
bravura!-.
- Ehi Zaira, adesso non esagerare - rispose Driz quasi per scusarsi -
non ti ho forse parlato… del suo valore?- guardando di nuovo verso il
ragazzo Asjah chiese – Allora vuoi dirci cosa significa, come si
legge… insomma vuoi illuminarci? - sorrideva ora verso Neil attendendo
trepidante.
- Non so se magari dirò qualcosa di sbagliato, ma ci proverò! – e poi
come preso da un qualcosa che nemmeno lui poteva dominare disse…- Lasto
beth lamen vinya… mel heriol… ata ammen ederhennin!-… rimanendo lui
stesso meravigliato da quanto aveva proferito.
- Ma che cosa hai detto? Ma che lingua è questa?- Asjah era stravolta,
il suo cuore sembrava riconoscere quanto era stato detto anche se non
sapeva come… troppe cose comunque che le erano ignote erano alfine
accadute e stringendosi nelle spalle continuò – va bene ed adesso?- .
NDR. trad. del testo:… ASCOLTA LE PAROLE NELLA MIA LINGUA… AMORE CHE
INIZIA IMPROVVISO E FORTE… ANCORA PER NOI RIUNITO!
Tutto era rimasto immobile, nulla era mutato, Driz provò a sollevare gli
animi da prima schiarendosi forte la voce e poi dicendo: – Forse non hai
detto le cose giuste amico mio… ma grazie per l’aiu…- si
interruppe voltandosi verso il suono alle sue spalle, mentre anche gli
altri due facevano lo stesso.
- Dai ci sei riuscito!!! Bravissimo Neil! Come avremmo fatto senza di
te? Proprio vero che a volte il destino scrive quello che dovrà essere!-
l’amazzone gioiosa applaudiva alla performance appena effettuata.
Si avvicinarono titubanti verso l’angusto antro che si era aperto – Come
facciamo? Questo pertugio non è adatto a noi …- poi voltandosi verso
Neil Asjah riprese – Ma tu forse potresti ! Sei piccolo di mole rispetto
a noi dovresti riuscire ad arrivare alla fine del percorso! Lo faresti ?
–
La domanda era superflua, anche la Zaira sapeva che nulla avrebbe
trattenuto od impedito al ragazzo di aiutarli.
Infatti prontamente facendosi avanti Neil iniziò a percorrere quel
tratto di strada che ora era a loro negata… verso Kauros e le sue
spoglie.
I due Hammers restarono ad attendere in silenzio l’amico persi dietro
l’oceano di pensieri ed emozioni che li avevano travolti. Nessuno dei
due sembrava prendere il necessario coraggio per guardare in faccia le
verità che celavano i loro cuori ed entrambi si sentivano quasi in
soggezione, troppa per potersi guardare in viso l'uno con l'altro come
avevano fatto fino a poco tempo prima senza rivelare quelle sensazioni
che sentivano nei loro rispettivi cuori.
Il tempo scorreva lento, entrambi tesi fino al massimo, osservavano
senza parlare l'apertura in cui Neil si era insinuato per raggiungere le
spoglie di Kauros, contenute nell'urna descritte da quella specie di
apparizione celeste.
I pensieri dei due fluttuavano per la stanza quasi reali e tangibili,
mentre i loro visi tesi per l'attesa erano fissi su quel buco nero che
celava la verità dei loro cuori e le spoglie dell'amato di Erystell.
Dopo un'interminabile attesa, scorsero la figura di Neil che riemergeva
dalla galleria con in mano la giara contenente le reliquie … - Ci siamo
Betris – sussurrò Asjah con un tono di voce basso e quasi rispettoso
verso quella tanto attesa venuta del loro amico.
Il giovane uscì da quella galleria sorridendo ai due, trattenendo a
stento una risata causata dall'aver visto i loro volti tesi, passando
alfine la giara che conteneva i resti di Kauros alla Zaira che
prontamente si era fatta avanti per ricevere la tanto attesa conferma
della riuscita della missione.
Driz intanto si era svegliato da quello stato di trance ipnotica
comandata dal suo cuore e dal suo animo ed osservava quasi con
venerazione la giara come in attesa di risposte a domande non poste.
I tre dopo aver preso tutto l’occorrente tornarono indietro verso
l’uscita in silenzio, quasi che una parola potesse cancellare la ridda
di sensazioni che tutto questo stava in loro facendo nascere.
Erano giunti alla fine della loro avventura senza sapere nemmeno come…
ora solo una ultima cosa prima del ritorno a casa… dove nulla sarebbe
stato più come prima!
Asjah sentiva che un nuovo corso era stato segnato, Driz smarrito si
domandava come poter risolvere alfine l’intricato filo dei suoi
sentimenti… solo Neil prendeva gli eventi così come si mostravano senza
porsi troppe domande!
Raggiunta l’uscita l’aria frizzante li avvolse placando gli animi e
donando loro la lucidità necessaria.
- Driz, adesso dobbiamo preparare tutto per il rito e prepararci per
eseguire le ultime volontà di Kauros ed Erystell!!!-
Il Betris e la Zaira raccolsero i resti mortali dei due innamorati,
disposero la giara contenente le ceneri di Kauros e la posero per terra
ai loro piedi, insieme all'ampolla contenente la terra bagnata dalle
lacrime di Erystell e lo scrigno con i suoi resti e si guardarono come
se in attesa di qualcosa in grado di far ritornare la vita o di un
evento qualsiasi che potesse in qualche modo far capire loro che il rito
dell'unione delle due travagliate anime si era compiuto e che i due
amanti erano di nuovo ritornati insieme, ma non accadde nulla.
L'angoscia ritornò nuovamente a far capolino nei loro animi…
- Ecco, di nuovo niente! Tutto da rifare! - esclamò Asjah con un tono di
voce che mal nascondeva il senso di frustrazione e quasi di disperazione
che l’aveva presa.
Driz intanto continuava a guardare i resti dei due innamorati così
vicini, di nuovo quasi riuniti, ma ancora incapaci di raggiungersi per
continuare la storia d'amore che avevano iniziato tanti anni prima… la
mente del Betris sembrava continuare a cercare di capire dove avessero
per l'ennesima volta commesso l'errore oppure cosa avessero tralasciato,
così avvicinandosi all'Amazzone che ancora teneva in mano la pergamena
le disse: – Asj... vuoi darmi ancora la pergamena??- la sua voce pareva
tranquilla ed i modi gentili, la guardava negli occhi in maniera serena
ed altresì cosciente di quello che il suo cuore stava provando per lei.
Asjah senza replicare diede a Driz la pergamena, mentre sul suo volto si
disegnava un'espressione di dubbio. Il Betris intanto per l'ennesima
volta cominciò a scrutare la mappa da cima a fondo, cercando piccoli
indizi o tracce che potessero rivelare loro l'ultimo indizio, l'ultimo
tassello che mancava per poter effettuare il rito.
Il tempo intanto era trascorso velocemente, Amanuator aveva già superato
lo zenit e cominciava ad allontanarsi all'orizzonte cominciando quella
parabola discendente che infine avrebbe portato alla venuta di Mystryl
ed ad un firmamento pieno di stelle.
La giornata stava trascorrendo con un tempo mite e gentile, il cielo era
libero e sgombro da nuvole e faceva sperare in una nottata limpida e
serena.
- Amici... sarà meglio approntare un piccolo campo e dei ripari per la
notte! - disse Neil cercando di catturare l'attenzione dei due per poi
continuare - Ho notato delle provviste di cibo nel tempio, potremmo
mangiare un po' di carne fresca e riposare! In fondo voi due siete
ancora reduci dal veleno che avevate in corpo e un'altra notte di riposo
sicuramente non potrà far altro che bene!-
I due Hammers si guardarono negli occhi silenziosi annuendo
contemporaneamente, mentre Neil in maniera solerte si avviava verso il
sacrario di Kauros per recuperare le vettovaglie.
Asjah iniziò stancamente a preparare la legna necessaria per poter
accendere un fuoco mentre Driz, ritornato verso il tempietto, cominciò a
sistemare il suo interno affinché potesse accoglierli per la notte.
CAPITOLO UNDICESIMO - Kauros ed Erystell
Giunse la sera, Amanuator aveva ceduto il campo ad una Mystryl luminosa
ed a metà del suo ciclo lunare, mentre le prime stelle cominciavano a
comparire in un cielo che stava cambiando colore passando dal rosso
forte e acceso del tramonto al tenue azzurro che si trasforma infine in
blu intenso dominando il manto notturno.
Il campo dei ribelli era silenzioso, soltanto il calmo frinire dei
grilli ed il gracidare delle rane, che si trovavano nei pressi del
Kruill che scorreva calmo e pacato a poca distanza dal sacrario di
Kauros, sembravano accogliere la notte piena di stelle e di luminosità
che si andava ad affacciare.
I tre amici avevano ultimato i loro compiti, mentre gli uccelli
crepuscolari cominciavano a far capolino dai loro nidi e si preparavano
per il loro consueto giro di perlustrazione e di dominio di quei
territori che, quando scendeva la notte, si trasformava nel loro
territorio di caccia.
Driz mentre preparava una parte del sacrario che li avrebbe accolti per
la notte continuava a riguardare mentalmente la mappa, la vedeva in ogni
suo minimo particolare… ogni segno, ogni linea ed ogni simbolo era ben
scolpito ormai nella sua memoria eppure... sapeva che c'era qualcosa che
non andava, che qualcos'altro gli era sfuggito.
Mangiarono intorno al fuoco parlando poco e cercando ognuno di trovare o
comprendere quale fosse quel tassello mancante per poter ultimare il
rito. Asjah e Neil riguardarono tante e tante volte la pergamena che
segnava il percorso di cui ormai anche loro avevano imparato a memoria
ogni traccia ed ogni simbolo...
- Eppure è tutto qui! - disse Asjah, ancora incapace di arrendersi al
fato che continuava a celare loro l'ultimo indizio che li avrebbe
sicuramente portati all'ultimazione della missione.
- Guarda Neil, c'è il percorso, c'è la descrizione disegnata del luogo e
del tempietto di Kauros, c'è disegnato il bosco, i monti, c'è persino la
cengia dalla quale ho colpito quella feccia immonda con le mie frecce e...c'è
la stella che indica il nord qui in alto! -
Driz rimaneva a pochi passi di distanza da loro seduto per terra ed
ascoltava tutto, mentre con la mano destra portava alla bocca
distrattamente un pezzo di selvaggina cotta recuperata dalle scorte
alimentari dei ribelli e sapientemente cucinata da Asjah... saporito e
aromatizzato al punto giusto... proprio ci sapeva fare in cucina la sua
cara amica pensava... mentre la sera cominciava ad infittirsi di
oscurità rischiarata soltanto dalla luna, visibile per metà e con le
stelle che illuminavano ogni piccolo anfratto del cielo.
Le parole di lei, dette così tranquillamente presero di colpo
l’attenzione del Betris… la stella che indica la direzione???... pensò
tra se ricordandosi della stella a sei punte disegnata sulla pergamena.
I pensieri di Driz si susseguirono velocemente ed arrivarono alla fine
rapidamente alla conclusione ricordandosi di un altro piccolo dettaglio.
- La stella… la stella!!!- prese a ripetere guardando Asjah felice e
radioso in volto, mentre alzandosi di scatto si apprestava a raggiungere
gli altri due.
- Ci siamo... CI... SIAMO!! - esclamò mentre si rimetteva accovacciato
sedendosi sui talloni vicino alla Zaira e sorridendole chiedeva di
mostrargli di nuovo la pergamena.
Asjah sollevò il sopracciglio destro e gliela porse aspettando la
risposta di Driz a quella domanda che ormai si stavano cominciando a
fare mentalmente sia lei che Neil.
- Guardate bene amici miei...- disse Driz tutto eccitato in volto....-
La stella... non è la stella che indica la direzione della mappa... ma…
è una stella e qui accanto... questo simbolo vicino alla stella e che si
mescola con le rune della frase di Kauros letta da Neil sembra... sembra
più un disegno, potrebbe essere il disegno di una luna a metà, una
perfetta metà di una delle lune di Arcano!!!-
L'eccitazione di Driz ormai aveva raggiunto il culmine, mentre gli altri
due guardavano con espressione sbigottita il volto del loro amico.
- Il rito... - disse Asjah di colpo raggiante, anche lei aveva capito
ciò che il Betris aveva scoperto.
Driz riprese - Il rito… dobbiamo compierlo di notte… quando la luna è
alla metà del suo ciclo… in una notte come questa!-
Erano alla fine giunti alla conclusione dell'enigma tanto sospirato, si
guardarono per un'ultima volta in viso tutti e tre e poi presi da
frenesia e da una grande felicità, recuperarono subito la giara che
conteneva le ceneri di Kauros, lo scrigno contenente ciò che rimaneva
delle vesti e delle ossa di Erystell e l’ampolla della terra bagnata
dalle lacrime di lei.
Disposero tutto vicino ai gradini che conducevano all'interno del
sacrario di Kauros ed attesero per qualche minuto... ma nulla, non
succedeva niente!
- Maledizione!!- esclamò Driz dando un calcio ad un ciottolo che si
trovava vicino al suo piede destro, mandandolo a rotolare - Che cosa
manca ancora??- la domanda lasciava trasparire frustrazione ed
indignazione.
- Mio caro amico...- rispose Asjah portandosi accanto a lui sorridendo -
Possibile che non capisci??? I due amanti da tanto separati e divisi
devono… di nuovo essere riuniti… così!!!- e detto questo l’amazzone si
avvicinò alle spoglie di Erystell e pose su quello che rimaneva delle
sue vesti le ossa poi… prese la giara che conteneva le ceneri di Kauros
e le rovesciò delicatamente e con molta attenzione sopra le vesti ed i
resti dell'amazzone.
Voltandosi verso gli altri due che rimanevano leggermente in disparte ed
in meticoloso e quasi riverente silenzio disse: – Ed ora l'ultimo
ingrediente… le lacrime del cuore!!! -
Asjah aprì l'ampolla contenente la terra bagnata dalle lacrime di
Erystell e ne versò il contenuto sulle reliquie che aveva appena messo
insieme… restando per qualche attimo in contemplazione a guardare
l'insieme dei resti e di passione che tanto avevano accomunato quei due
amanti e che tanto avevano dato al suo cuore ed a quello di Driz.
L’amazzone cominciava ad intuire che nello sguardo del suo segreto amore
si leggeva che qualcosa stava cambiando… in ogni gesto rivoltole
intravedeva qualcosa che le rivelava una maggiore attenzione ed un
interesse diverso verso di lei.
Dal piccolo mucchio di resti cominciò ad intravedersi un piccolo inizio
di luci che si formavano… piccole e quasi microscopiche, molto simili ai
lapilli di un ceppo che prende fuoco che mentre arde lascia andare verso
il cielo piccoli frammenti incandescenti dovuti al bruciare della sua
corteccia… le piccole luci cominciarono dapprima ad innalzarsi sopra i
resti dei due amanti per poi unirsi inesorabilmente e magicamente
prendendo consistenza e forma.
Quello che dapprima era solo un contorno indistinto arrivò fino alla
concretizzazione di due figure umane... due figure in piedi una di
fronte all'altra che si tenevano per mano.
I tre li osservavano senza dire nulla… presi da una emozione difficile
da contenere. Sorridevano i due amanti, i loro corpi eterei si
osservavano come volendosi saziare da subito l’uno della lontananza
dall’altro.
Asjah li contemplava come a voler memorizzare ogni singolo particolare,
la sua attenzione fu attirata da un disegno che spuntava sulla spalla di
Erystell… la stessa stella del nord che aveva creduto di vedere sulla
mappa poco prima.
I due amanti si volsero un momento e guardarono alfine sorridendo verso
di loro come per ringraziare in questo modo i fautori di questa unione
ritrovata e poi presero ad allontanarsi, sempre tenendosi per mano, fino
a sparire nel folto della foresta.
Ci volle qualche minuto per ritrovare il desiderio di spezzare con le
parole un momento così pregno di sensazioni e sentimenti forti.
La Zaira facendosi coraggio ruppe quel silenzio: – La nostra missione è
terminata amici miei! Lungo è il cammino fino a casa! Prendiamo le
vettovaglie necessarie e riprendiamo la via del ritorno… non credo che
potremmo comunque dormire a questo punto no?-
Discussero qualche minuto ma ciò che aveva detto Asjah era
indiscutibilmente vero, nessuno di loro avrebbe potuto riposare oramai!
Presero tutto l’occorrente cercando di non caricare troppo le loro
cavalcature… la luce del nuovo giorno li sorprese mentre ancora stavano
terminando di bruciare quello che era rimasto dell’accampamento, al fine
di far desistere altri a risiedere in quella parte di foresta.
- In questo modo difficilmente altri ribelli useranno una tomba come
rifugio!- disse Driz colpendo ripetutamente parte della volta che
costituiva l’ingresso del tempio con un’ascia creando una breccia che
ostruì alla fine il passaggio.
Quando ebbero terminato la stanchezza era tanta ma anche la
determinazione… salirono sui cavalli (Neil con Driz in groppa a
Germanico) ed iniziarono quindi lentamente il ritorno alle Kioskas.
Si erano da poco addentrati in una zona folta della foresta quando Asjah
con la coda dell’occhio vide un muoversi di rovi.
Lesta fermò Bitmum e preso l’arco incoccando una freccia e puntandola
verso quel punto… quando vide due cuccioli di lupo… stavano
coccolandosi, i musi che si sfioravano teneramente… la Zaira non sapeva
se scoccare, una strana sensazione di deja vù l’aveva avvinta ed un
dolore alla bocca dello stomaco la avvertiva che stava per commettere un
errore, anche se non sapeva quale.
Driz visto il movimento dell’amazzone era sceso da cavallo sguainando
Caos e Ombra per poi sorridere alla vista di quei cuccioli, Neil invece
aveva preferito restare a cavallo all’erta.
Nei pochi attimi che sembrarono ad Asjah interminabili (anche se non
avevano di certo un aspetto pericoloso), la sua attenzione fu catturata
da uno dei due lupetti… tutto bianco aveva una macchia nera che
sembrava…
- Sono Kauros ed Erystell!!! Queste sono le loro sembianze per una vita
materiale… ma sono loro vi dico! Osservate la macchia che uno dei due
ha… è lo stesso disegno che ho notato su Erystell prima, quando si sono
materializzati in maniera evanescente davanti a noi!-
Abbassò il suo arco e prese ad osservarli, poi riposta la freccia nella
faretra e riposizionato l’arco sulle spalle, scese da cavallo
avvicinandosi lentamente a loro.
L’emozione della Zaira era visibile e quasi palpabile… gli altri due
vedendola compiere tale gesto fecero altrettanto e tutti e tre alla fine
si ritrovarono ad osservare da vicino i due cuccioli che continuavano le
loro effusioni senza fine.
Asjah poggiando le ginocchia sulla nuda terra allungò una mano verso la
bianca Erystell passandola poi tra il folto e morbidissimo pelo di lei
dicendole dolcemente – Sono felice per voi! Vi auguro una vita diversa
da quella che il fato aveva previsto!-
La cucciola con la ruvida lingua leccò appena la mano che l’aveva poco
prima carezzata, mentre l’altro strofinava il muso ora sulla gamba del
Betris che pareva commosso.
Rimasero come per salutarsi in quel modo un momento… il tempo aveva
perso valore tanto grande e meraviglioso era quel prodigio a cui avevano
assistito… poi… dopo che i due cuccioli ebbero fatto un guaito verso di
loro… con uno scatto si allontanarono di nuovo e questa volta per sempre
alla loro vista!
EPILOGO
Con animo lieto tornavano verso casa i tre… questa avventura aveva
saputo donare loro un grande insegnamento… l’amore talvolta riesce a
superare le barriere del tempo e dello spazio e fin troppo grande è il
suo potere!
Coloro che sottovalutando questa regola credono di poter essere immuni
si ingannano e condannano il tal modo la loro vita a misera esistenza.
Dentro di loro una sola certezza si paventava… avrebbero avuto occasione
di incontrare ancora i due nuovi amici… il fato non a caso muove le fila
della vita di ognuno di noi ed inutile talvolta risulta opporsi ad esso!
Il cuore leggero li accompagnò pertanto insieme a tutte le emozioni che
come tesori avrebbero custodito nell’animo per il resto dei loro giorni.
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