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La vita è una ruota

 

DIAMANTE

Quella mattina Aragon era appena uscito dalla nostra stanza di Aktual (peraltro sconvolto) per recarsi a Krymenia dove doveva sistemare alcune cose... Una delle amazzoni Roka appena arruolata tra le fila delle truppe imperiali, Luna, col compito di messaggera mi portò una missiva.

Pigramente la srotolai mentre mi apprestavo a terminare di allacciarmi il corpetto di cuoio che a breve sarebbero cominciati i quotidiani allenamenti con le mie amazzoni.
L'intestazione mi colpì subito e temetti per la salute di Bucefalo; infatti la missiva recava l'intestazione della scuderia di Nakir dove avevo lasciato Bucefalo per un controllo generale, in calce la firma dell'amazzone Elenie amazzone di Mokada.
Temendo il peggio iniziai a leggere la missiva:
"Madras Diamante ti informo che Bucefalo è in piena forma e puoi venirlo a riprendere quando ti aggrada. Elenie".
Sospirando di sollievo gettai la missiva nel camino e chiamai perentoriamente Luna incaricandola di provvedere ad avvisare Cascka, la vicecomandante delle Roka, affinché provvedesse da sola per oggi all'allenamento delle amazzoni; ancora Luna avrebbe dovuto prepararmi un destriero per arrivare a Nakir.
Quella bestiaccia di Bucefalo mi era lontano da troppo tempo e mi mancava; pertanto scesi e balzai in groppa al destriero pronto che mi avrebbe portata a Nakir; lo spronai e docilmente partì al galoppo. Nei momenti in cui ero sola potevo permettermi di esprimere sul volto le mie emozioni così sorrisi pensando a quanta differenza c'era tra Bucefalo e questo seppur buon cavallo che mi trasportava velocemente verso la scuderia.
Infine giunsi e già da lontano sentii scalpitare furente Bucefalo ed udii la voce di Elenie che tentava di blandirlo con i soliti zuccherini.
Saltai giù dal destriero e, raggiunta la zona dei box, mi appoggiai con la spalla contro un palo gustandomi la scena di Elenie e Bucefalo che non voleva saperne di zuccheri (strano) e che agitatissimo continuava a dare colpi di muso sulla povera Elenie.
Trattenendo una risata non intervenni ed Elenie, che mi dava le spalle, non mi aveva ancora visto, ma Bucefalo si, invece, e si agitò ancor più tanto da dare un ultimo colpo di muso ad Elenie scaraventandola a terra e riuscendo quindi a superarla arrivando ormai calmo davanti a me mettendomi il muso tra le mani.
A quel punto Elenie mi vide e io potei guardarla inequivocabilmente scuotendo la testa: "Amazzone!! neppure un cavallino riesci a tenere??" (dissi atona)
Elenie col viso infuriato si alzò e mi sembrò per un attimo che volesse sbranare me e Bucefalo assieme. Risi dentro di me ma mantenendo un'espressione vacua.
Subito dopo Elenie fece una faccia abbattuta e rispose: "Quello non è un cavallino! E' un diavolo travestito da cavallo..... non riesco più a tenerlo neppure con gli zuccherini... Per fargli il controllo mi son procurata tre lividi" (alzando la voce in un'impennata di orgoglio).
Io, mentre carezzavo il muso di un Bucefalo orami mansueto, guardai Elenie col sopracciglio alzato mentre cominciava a maturare in me un'idea... anzi una sfida.. o meglio.... un'induzione!! Ecco mentre guardo Elenie l'idea comincia a formarsi nella mia mente.......


ELENIE

*Mi devo calmare mi devo calmare che figura ci faccio?* sbuffavo dal naso per il nervoso.. e il rosso dal mio viso non se ne andava.. strinsi i pugni lungo i fianchi, respirando lentamente, cercando il più possibile di non far capire alla Comandante delle truppe imperiali Roka che tumulto interiore di vergogna e impotenza vorticava nel mio stomaco..!
In un attimo capii da sola che non avevo molto da dire, a volte mi sopravvaluto con certe bestie immonde come Bucefalo eheh..
va beh.. ehm.. mi sforzai di sorridere: “Va bene Madras, ..ma non alzare il sopracciglio che mi spaventi! Siete proprio un bel quadretto voi due.. sembra improvvisamente che quel casinista che poco fa ha distrutto il mio box nuovo, che avevo faticosamente aggiustato, sia un dolce puledro di tre mesi.. va bene va bene stavolta avete vinto! E sai quanto mi costa ammettere di farmi battere da un cavallo..”
Andai verso quel cavallo terribile che si faceva coccolare dalla amazzone, mentre un bel sole arrivò da sopra il tetto della scuderia, e lo accarezzai sulla testa: “Vieni a bere qualcosa dentro, Madras!”
Diamante annuì, sempre con il sopracciglio alzato, e disse qualcosa a Bucefalo, scuotendo la testa, poi mi seguì verso la porta scura della casa nel cortile.
“Non male qui, accogliente! peccato che appena apri la porta la puzza di cavallo prende dappertutto” disse la Comandante guardandosi in giro, “Cosa mi prepari?”.
Sorrisi, mentre aprivo lo sportello del forno, sapendo che in fondo i suoi modi non erano certo specchio del suo cuore.. “Biscotti Madras, li faccio io.. e the caldo! Se.. ehm.. se vuoi, se per te va bene, intendo..”
Sorrise, si tolse il mantello e lo gettò sul letto, che era in realtà un ammasso di coperte appallottolate da Driz. Mentre sfornavo i biscotti e mettevo sul fuoco l'acqua per il the, la guardai: “Il caro Bucefalo, a parte il carattere, è sanissimo, aveva un inizio di infezione allo zoccolo, ma ho pulito e disinfettato con un impasto di erbe.. l'ho lasciato tre giorni e stamattina ho pulito: la carne è rosa, e lo zoccolo perfetto.. certo che mentre lo curavo stava fermo! poi nel controllo di stamattina, quando ha capito di essere stato curato, mi si è rivoltato contro..”
Versai il the nelle tazze, e i biscotti nella scatola di legno, misi tutto sul tavolaccio davanti al camino. Diamante mi osservava con uno sguardo strano, un mezzo sorriso e una mano sulla tazza del the fumante. bah.


DIAMANTE

*Si, sorridevo stranamente mentre guardavo quel cataclisma di amazzone preparare the e biscottini, ero allibita... questa amazzone di Mokada era l'antitesi delle amazzoni. Eh certo forse non sarebbe mai diventata una guerriera inferocita ma sicuramente sarebbe diventata un'amazzone degna di questo nome!! come lo sapevo?.. ecco perché quella strana idea che mi aveva sfiorato nel guardarla "lottare" con Bucefalo stava prendendo forma ...*
“Elenie (esordii mentre facevo una scenica pausa portando la tazza alla bocca per bere).. Elenie mi risulta che hai due sorelle che Madras Nurah ha adottato..”
Lei mi guardò stupita dicendo: “Si Madras, sono Megane e Anuk, non credevo che lo sapessi..”
“Io so tante cose Elenie, anche se non sono una strega” (le labbra sembrano quasi sorridere mentre pronuncia quella parola ed appoggiando la tazza sul tavolaccio guardai negli occhi Elenie cercandovi dentro cosa?)...
...E di colpo, mentre la guardavo, di colpo mi resi conto che la ruota della mia vita stava per completare il suo giro inesorabile. Nonostante non sarei mai invecchiata a causa di un incantesimo di Aragon rividi l'umana immagine di mia madre che sgroppava una bambina che si sovrappose a quella di me madre - Elenie di adesso, come già la bambina di allora, reclamava con gli occhi la sua giovinezza: ma attraverso di lei diventata figlia, ebbi per un attimo la visione di mia figlia invecchiata con la voce arrochita dagli anni per dare gioia ad una vita non più sua, ma di un'altra donna che avrebbe aggiunto un nuovo anello all'ormai lunga catena delle generazioni.
Durò soltanto un attimo, quella visione: ma fu sufficiente per comprendere finalmente il sapore delle lacrime di mia madre: che non era affatto un sapore amaro - come allora, sgomenta, credevo di capire - ma piuttosto di consolazione: perché non tutto è perduto, quando le forze calano e il respiro si fa così leggero che basta un attimo perché segua le correnti del cielo disperdendosi nei rarefatti mondo ultraterreni.
Non tutto è perduto quando si è stretto una figlia tra le braccia, amandola di quell'amore grande e disinteressato e possente che solo le madri possiedono, quando infine han saputo riconoscere la corrente della vita - e loro ci sono dentro, hanno amato e partorito figli che a loro volta partoriranno - e le figlie di oggi sono le figlie di ieri e le figlie di domani, in un ciclo senza fine, la ruota della vita.....
“Elenie!!! (esclamai a un tratto staccando il mio sguardo dal suo) passa ad Aktual domani... i miei scrivani designeranno te quale mia figlia adottiva!” (il tono pareva non ammettere repliche ma per un attimo cercai la risposta sulle labbra di Elenie).
No! Non sarei stata li ad attendere le sue parole; mi alzai ed uscii salendo con un balzo su Bucefalo che partì come un razzo verso Aktual mentre la mia mente vagava alla ricerca delle immagini future.. Mentre addestravo Elenie, mentre Elenie faceva enormi progressi da guerriera, mentre Elenie..... Elenie che sarà la mia immortalità!


MEGANE

Oggi è una bellissima giornata, il sole è alto e l'aria è tiepida, decido così di fare una bella cavalcata e di recarmi alla scuderia di Nakir, per fare una visita a mia sorella Elenie.
Quando arrivo, stranamente non vedo Ele che come sempre addestra e cura i cavalli, di lei non c'è traccia nella scuderia. La cosa è molto strana ed inizio a preoccuparmi, decido così di correre a casa sua per accertarmi che non sia successo niente di grave.
Quando giungo nella sua dimora, vedo mia sorella seduta su una sedia in cucina, lo sguardo perso nel vuoto, non so nemmeno se si sia accorta della mia presenza.
“Hey Elenie, cos'è successo? Sembri molto scossa, qualcosa non va? Ti prego, parla subito, sono piuttosto preoccupata.”
“Meg, è successa una cosa stupenda quanto inaspettata, ancora non riesco a crederci.”
Fisso mia sorella negli occhi e li vedo brillare tanto sono lucidi.: “Dimmi Ele, non tenermi sulle spine. cos'è successo di tanto importante? Non ti ho mai vista in questo stato!"
“Oggi è venuta Diamante a prendere il suo Bucefalo e ci siamo intrattenute qui nella mia cucina per bere un the e per fare 2 chiacchiere. Ti rendi conto Meg. DIAMANTE è stata qui!!! Sì, la Madras di Aktual in persona, è stata qui ed ora mi aspetta nella sua kioskas!”
Ele si ferma di colpo, sembra bloccata a causa dell'agitazione.
“Beh Ele, che c'è di strano? Per quanto possa essere importante Diamante, si è sempre dimostrata ben disponibile verso le altre persone. Non credo sia tanto eccezionale il fatto che si sia intrattenuta qui con te e che ti abbia invitato nel suo palazzo!!”
“Meg, prima di congedarsi mi ha detto che i suoi scrivani, mi designeranno ufficialmente come la sua figlia adottiva!!! Proprio come Madras Nurah ha fatto con te ed Anuk! Non ci posso credere.”
Alle parole di Elenie, mi sforzo per trattenere le lacrime, ma riesco a nascondere almeno in parte la mia emozione - Ele, ma stai scherzando? E' una cosa stupenda, non ho parole per esprimere la mia felicità. Finalmente anche tu, dopo tanto tempo, potrai riassaporare la gioia che solo l'amore di una madre riesce a dare ai propri figli. Te lo meriti proprio e poi Diamante è una persona stupenda, non sarebbe potuta accadere una cosa più bella di questa. Avrà molta cura di te ed insieme farete grandi cose, non può essere altrimenti!”
Mi avvio verso mia sorella e la stringo in un forte abbraccio, a questo punto non riesco più a trattenere la mia emozione ed alcune lacrime di felicità solcano il mio viso.


ELENIE

Gola asciutta, occhi lucidi. Nessuna parola. Ho cercato di spiegare a Megane cosa era successo, ma credo di non essere riuscita a dirle tutto quello che ho sentito poco prima. Ho guardato Diamante uscire e sbattere la porta della mia casa, l'ho guardata come se fosse un ponte sul fiume, il ponte che avevo perduto anni prima e che non trovavo più. Avevo visto i suoi occhi di ghiaccio sciogliersi al fuoco, ho avuto per un attimo la percezione che fossimo molto vicine, visceralmente, parenteralmente vicine.
Fu un lampo: gli occhi di mia madre nei suoi. I loro occhi così uguali erano porte, porte per sentire un calore che da molti anni avevo perduto. Rimasi senza parole mentre le visioni di mia madre e di Diamante mi guizzavano per il cervello. Caldo, caldissimo nella mia testa.
Quando entrò Megane tornai sulla terra, per fortuna. Vedere mia sorella e le sue lacrime mi avevano fatto capire quale inaspettata felicità era arrivata nella mia vita arcanese, quanta gioia avrei provato dopo che quell'onda anomala aveva portato via il maltempo degli ultimi anni.
Stretta nell'abbraccio di Meg, sorrisi.. Di colpo mi venne in mente un cosa, un oggetto.
Mi sciolsi da Meg e corsi verso il letto. Spostai le coperte e tirai fuori da sotto una scatola molto vecchia e la aprii. Tra la stoffa logora la trovai: era la spilla d'argento di una testa di cavallo, me la regalò mia madre la notte in cui il villaggio bruciò e io scappai a sud, per arrivare qui.
Presi la spilla e la misi nella tasca interna del mantello. L'avrei data a Diamante, in segno della mia riconoscenza, non avevo nient'altro di mia madre, ed era giusto che l'avesse lei. Poi uscii con Meg a fare un po’ di giri tra le scuderie, non avevo fatto quasi nulla quel giorno... e c'era un sacco di fieni da girare..
La sera arrivò presto e io dopo il lavoro, tra le chiacchiere di Meg e Driz, mi trovavo a guardare fisso qualcosa, sognavo quanto sarebbe successo l'indomani... chissà come sarebbe andata.
Andai a dormire presto, con un gran sorriso fisso sulle labbra spaccate dal vento, e mi addormentai appallottolata fra le braccia di Driz.
La mattina Driz mi svegliò con una tazza di caffè fumante.. mi alzai velocemente, mi lavai molto bene e mi vestii con l'uniforme ufficiale della Mokada.. come ero bella con quel blu chiaro e la spada lucente al mio fianco! Poi uscii da casa e slegai Armor, che Driz mi aveva sellato con la sella migliore, con le rifiniture d'argento.
Lo guardai nel sole del mattino, eravamo due splendori eheh..
Salii su Armor e galoppai fino a Aktual.


DIAMANTE

Quella mattina mi svegliai con una strana sensazione addosso e mi vestii velocemente... Aragon era partito presto alla volta di Krymenia e io non gli avevo detto nulla delle mie intenzioni; sospirando chiamai Luna e le chiesi di radunare tutti gli scrivani di Aktual nella sala delle riunioni, poi mi misi a scrive una missiva tentando di spiegare ad Aragon (più a me stessa che a lui) ciò che era accaduto quando avevo guardato il giorno prima Elenie negli occhi:
"Aragon, mio bel mago, ti sarà impossibile credere a ciò che leggeranno i tuoi occhi quindi siediti e leggi attentamente.... Ieri quando sono andata a riprendermi dalla scuderia di Nakir Bucefalo ho avuto modo di guardare Elenie negli occhi... la giovane amazzone splendeva di una vitalità e di una forza inaudite (nonostante Bucefalo l'abbia messa a dura prova..) che neppure lei sa ancora di possedere. Ma io l'ho vista Aragon, l'ho vista quella potenza sprigionarsi dai suoi occhi.. era la mia stessa potenza.. la potenza della determinazione, la forza della guerriera. Certo Elenie neppure se ne rende conto e dovrà sudare parecchio per tirar fuori ciò che le cova dentro... ma, Aragon, in lei ho rivisto me quando ancora amazzone giunsi qui ad Arcano senza conoscere nessuno.... In Lei vivrò e lei sarà il mio proseguimento. F.to Diamante - anche oggi io ti scelgo."
Chiusi la missiva e la consegnai, per esser recapitata, a Luna che era tornata per informarmi che gli scrivani erano tutti nella sala riunioni.
Uscendo dalle stanze vidi Didone, sempre attenta alla mia persona, che mi seguì senza proferir parola.. Come sempre le mie amazzoni Roka non avevano bisogno che dicessi loro il da farsi. Quando giunsi alla sala delle riunioni gli scrivani mi guardarono attoniti: era la prima volta che li riunivo tutti insieme e cercavano di capire dal mio sguardo cosa fosse successo. Inutile dire che non ci riuscirono, i miei occhi, come sempre glaciali, impedivano loro di poter minimamente capire se fossero lì per una notizia buona o grave.
"Scrivani" esordii, "mettetevi subito all'opera per redigere un documento ufficiale che abbia effetto ad ogni norma di legge e che mai nessuno possa riuscire ad impugnare dopo la mia morte"
Mentre pronunciavo quelle parole osservavo le facce incredule degli scrivani che erano rimasti immobili attendendo il seguito: poi mi avvicinai a una delle grandi vetrate della sala e, guardando fuori sulla strada che portava al palazzo, vidi una nuvoletta di polvere avvicinarsi. Riconobbi Elenie a cavallo del suo Amor; piegai enigmaticamente le labbra in quello che doveva essere un sorriso, poi voltandomi ancora verso gli scrivani aggiunsi:
"Elenie diverrà da oggi la mia figlia adottiva!"
Detto questo uscii senza attendere eventuali commenti o proteste ed andai incontro a Elenie che incontrai nell'atrio del palazzo mentre tentava di spiegare alle Roka di guardia che era attesa da me. Con un gesto le Roka mi capirono e la fecero passare e lei arrivò sino ai piedi della scalinata che avevo appena sceso. "Sei arrivata dunque Elenie"
Anche se la mia voce non tradiva alcuna emozione gli occhi improvvisamente cedettero lievemente la loro glacialità e fu come se abbracciassero Elenie...


ELENIE

“Madras! meno male che sei arrivata!.. le tue guardie fanno un ottimo lavoro, nemmeno con l'uniforme ufficiale delle Mokada sono riuscita ad entrare nel Palazzo!”
Consegnai Armor ad una delle Roka, ed entrai con la Madras nell'atrio. Incredibile fu il momento in cui i suoi occhi mi abbracciarono.. perché proprio questo sentii.. un tenero abbraccio di madre che mi avvolgeva. Ero scossa, non potevo negarlo.
La Madras, eretta davanti a me in tutto il suo splendore, se ne accorse, mi fece un complimento per l'uniforme nuova e mi invitò ad entrare.
Camminando, mi gelò subito: “Ma è modo di montare quello?”
“Madras, io monto meglio di molti altri ad Arcano! Forse lo stile non è il più regale, ma resterei incollata a te e Bucefalo anche nella tormenta di neve senza perdere il tuo passo!!!”
Lei sorrise: “Bah, questo lo vedremo!” ..Camminavo molto tesa al suo fianco, stavamo per entrare nella sala delle riunioni, quasi non riuscivo a stare dietro al suo passo vigoroso, ma feci del mio meglio per presentarmi come una fiera amazzone agli scrivani e alle Roka che mi attendevano nella sala.
Un attimo prima di entrare sfilai dal mantello la spilla di mia madre, feci due passi più veloci della Madras e mi misi davanti a lei, come per sbarrarle la strada: presi la sua mano, le misi la spilla d'argento in mano e le dissi: “Madras, questo è tutto ciò che ho di mia madre, e voglio che la tenga tu”.
La prese e non disse nulla, entrammo nella sala: la amazzoni di Roka erano in piedi sul fondo, vicino alle finestre, alle spalle degli scrivani, seduti su alte poltrone di legno..
Luna e Didone mi sorrisero, e a dire il vero la cosa mi tranquillizzò parecchio, visi amici.. Didone passava alla scuderia ogni tanto e le avevo trovato un ottima cavalla appaloosa.
I visi scuri degli scrivani mi avevano un po’ indispettito: forse non si aspettavano un'adozione improvvisa di Diamante di una amazzone che non era di Aktual, giovane e con poca fama.
Ma Diamante non si doveva preoccupare delle critiche, non l'avrei delusa, mai, per niente al mondo. Attendevamo ora il silenzio degli scrivani, e il silenzio arrivò.


DIAMANTE

Ero li dinnanzi ai miei scrivani che esprimevano chiaramente, dalle loro espressioni, il disappunto per la mia decisione. Lanciai un'occhiataccia a Luna e Didone che avevano sorriso a Elenie..
Guardai Cascka la mia vice-comandante che capì subito e sospirò alzando gli occhi al cielo...
Ma da quando le Roka sorridono? Sono stata troppo lontana ultimamente.. appena apriremo l'accademia della amazzoni Cascka dovrà ricordare alle Roka quale sia la nostra principale caratteristica...
Ma ecco che posai lo sguardo su Elenie, sembrava intimorita, ma lessi distintamente nei suoi occhi la determinazione di non deludermi mai.
Gli scrivani poggiarono dinnanzi a noi l'atto ufficiale che avevano redatto; lo lessi velocemente e lo firmai quindi lo porsi a Elenie osservandola.. Come sempre pensavo che le parole fossero inutili ma tant'è Elenie ancora non poteva capirmi al volo come le mie Roka ne mi conosceva abbastanza per aver capito da dove fosse scaturita la mia decisione quindi, infine, parlai mentre un raggio di sole, che lentamente si stava innalzando in cielo, colpì il mio volto facendo brillare di un rosso, se possibile, ancor più acceso i miei capelli: "L'amore incondizionato Elenie. Tutti gli amori sono un do ut des, uno scambio di bisogni e soddisfazioni, un tacito contratto. Sempre negato, ma in realtà sempre a fondamento anche dei più appassionati e, all'apparenza, disinteressati rapporti. Questo scambio, questo tacito contratto con i figli non c'è. Qui la cascata d'amore conosce un suo pendio senza ritorno. L'amore per i figli, infatti, non conosce contropartite, precede tutti i nostri calcoli, e li fa tutti miseramente naufragare. Ho dei progetti per te Elenie.. progetti che forse tu non apprezzerai ne vorrai seguire... e lotterò affinché possano diventare i tuoi progetti... ma se ciò non sarà rimarrà l'amore...di una madre per sua figlia...."
Detto questo e vedendo tutte le Roka e gli scrivani con la mandibola che toccava terra dallo stupore all'udir le mie parole lasciai il documento tra le mani di Elenie...


ARAGON

Ero seduto nel mio studio intento a consultare scritti vecchi di molte ere quando percepii l'arrivo del messaggero proveniente da Aktual. Sistemai in un angolo dello scrittoio quelle vecchie carte, mi alzai e mi spostai verso il caminetto dove braci ormai spente avevano preso il posto alle avide fiamme che fino a pochi attimi prima riscaldavano la stanza.
Sentii risuonare i passi del messaggero e di uno dei miei servitori, nel corridoio che terminava proprio davanti al mio studio. Mi stavo versando una coppa di idromele, quando sentii bussare alla porta: "Scusate il disturbo, mio signore, ma c'è qui un messaggero mandato da Madras Diamante che deve consegnarvi una missiva riservata"
"Fallo entrare Mohr".
La porta si aprì e una giovane amazzone entrò accompagnata dalla nera figura che aveva il compito di scortare chiunque varcasse i cancelli di Krymenia.
"Vi porgo i miei saluti e quelli della mia Comandante Madras Diamante, signor Vicario" Disse la giovane amazzone abbozzando un leggero inchino, "Ho il compito di consegnare direttamente a voi questo messaggio." Così dicendo mi porse il rotolo recante il sigillo della Madras di Aktual.
La invitai ad accomodarsi su una delle sedie poste vicine alla mia scrivania e le offrii una coppa di idromele.
"Allora Dasha, vediamo un po' la missiva che vi ha indotto a percorrere così velocemente la lunga strada che divide Aktual da Krymenia."
"Ma come fate a sapere il mio nome Supremo Aragon, io..." Non terminò la frase, la domanda le morì in gola quando un leggero sorriso si delineò sulle mie labbra.
"Scusatemi, non volevo mancarvi di rispetto. Solo che la stanchezza del viaggio.."
"Non preoccupatevi, capisco benissimo.. Anzi darò disposizioni perché vi preparino un pasto caldo e una stanza dove vi possiate riposare un po' prima di intraprendere il viaggio di ritorno."
Mi ringraziò e dopo aver finito l'idromele si fece accompagnare da Mohr verso la stanza che le avevo fatto preparare.
Il dolce profumo della mia signora accompagnava il messaggio che tenevo tra le mani e la sua bellezza mi appariva davanti agli occhi leggendone le parole. Una bellezza che traspariva non solo dal suo corpo ma anche dall'animo. Quell'animo che aveva deciso di aprire solo al mio cuore.
Lessi con attenzione tutta la missiva poi, dopo aver bevuto l'ultimo goccio di idromele, presi un foglio di pergamena dal mio scrittoio e una nera piuma dal calamaio. La mia gioia per la decisione che intendeva prendere si fuse nei caratteri che il nero inchiostro stava disegnando e il mio amore per lei accompagnava le ultime righe di quel lungo messaggio.
La ceralacca col simbolo del Vicario di Krymenia sigillò quelle parole. Un sigillo come quello che una bellissima amazzone ruppe nel mio cuore ormai diverso tempo fa..
Chiamai Mohr e gli ordinai di consegnare il messaggio alla giovane Roka. Chiusi la porta e mi spostai verso il camino, lasciando che il calore della fiamma, nuovamente ravvivata, portasse il mio pensiero tra le mura di Aktual.
Là tra le ombre del lungo corridoio che attraversa il palazzo della Madras, una nera figura sembrò emergere dal nulla tra gli sguardi increduli delle Roka messe a guardia dell'ingresso.
Il portone della sala consigliare si aprì e tra il silenzio generale, lo sguardo del Vicario e della Madras si incrociarono...e furono i loro occhi a parlare...


MEGANE

Questa mattina fui svegliata da un messaggero che mi consegnò una missiva da parte di Elenie.
Lessi lentamente e con attenzione il messaggio, mia sorella mi avvertiva del suo incontro ad Aktual con Diamante.
Per un attimo pensai di tornare a dormire, ma la mia curiosità e l'affetto per Elenie presero il sopravvento e mi costrinsero a vestirmi e recarmi ad Aktual per assistere all'ufficializzazione della nomina di Elenie come figlia adottiva della Madras. Indossai l'alta uniforme di Vicecomandante delle Amazzoni di Mokada e salii in groppa a Shar, lanciandolo al galoppo, in direzione della Kioskas di Diamante.
Ero molto agitata e durante il tragitto, pensavo al modo in cui avrei dovuto comportarmi con le Amazzoni di guardia al palazzo. Sicuramente sarebbe stato molto difficile convincerle a farmi entrare, forse l'unica carta che mi potevo giocare era il fatto di essere la sorella di Elenie.
Mentalmente, pensavo al modo più convincente di presentarmi alle Amazzoni e continuavo a ripetere le frasi che avrei dovuto dire una volta giunta a destinazione.
Entrata nella Kioskas di Aktual, mi diressi velocemente al palazzo della Madras, scesi da cavallo e mi avvicinai al cancello.
Era giunto il momento più critico: passato l'ostacolo delle Amazzoni di guardia, mi sarebbe stato facile raggiungere la sala in cui era in corso l'incontro tra Elenie e Diamante.
Testa alta e sguardo fiero, mi rivolsi alle Amazzoni: “Aikydo, sono Megane Vicecomandante delle Amazzoni di Mokada e vorrei…”. Stranamente, venni interrotta subito da una delle Amazzoni Roka che diede ordine alle compagne di lasciarmi passare perché aveva ricevuto disposizione da Diamante di farmi entrare nel palazzo.
Non riuscivo a crederci, non poteva essere vero. Come aveva fatto Diamante a sapere che sarei giunta nel palazzo? Quella Madras aveva la dote naturale di saper leggere attraverso gli occhi delle persone. Le studiava e riusciva inspiegabilmente a capire il oro comportamento, riuscendo così a prevederne le mosse.
Ho incontrato la Comandante Roka diverse volte ed in queste occasioni ho avuto modo di parlare e di confrontarmi con lei su diversi argomenti.
Soprattutto grazie al lavoro nel Parco Botanico, Diamante ha avuto modo di conoscermi a fondo. Sapeva quanto io fossi legata a mia sorella e quindi sapeva che non sarei mai potuta mancare in quest'occasione, per questo aveva già dato disposizione alle sue guardie di farmi entrare senza opporre resistenza.
Un'Amazzone Roka mi condusse nel luogo in cui era in corso la cerimonia di ufficializzazione. Entrai silenziosamente senza farmi notare, vidi il volto imbrunito degli scrivani che sedevano attorno al tavolo, incontrai con lo sguardo il Vicario Aragon ed alcune Amazzoni Roka.
Elenie e Diamante si fissavano negli occhi. Mia sorella quasi faticava a sostenere lo sguardo della Madras, non si conoscevano ancora bene, ma si capiva che tra di loro c'era una forte intesa.
Diamante fece un breve discorso e consegnò ad Elenie il documento che la designava ufficialmente come sua figlia adottiva.
In quel momento la mia emozione era alle stelle e nello stupore generale di tutti i presenti, i miei occhi verde-azzurri brillarono di una luce innaturale. Una luce che solo la felicità può accendere nell'animo di una persona.


ELENIE

Non credevo di essere li davvero in quel momento... la luce rossa nella sala della Madras, le sue parole forti e tenere allo stesso tempo, la dichiarazione di amore materno che mi aveva fatto.. non potevo credere di essere io l'oggetto di quella dolcezza... lei aveva visto nei miei occhi qualcosa che io non ero nemmeno arrivata a pensare, una forza che forse non sapevo nemmeno di possedere.
Pensavo a quanto aveva proclamato, e pensavo alla mia vita in solitaria alla scuderia, mi vedevo come sempre a strigliare cavalli, pulire stalle, montare nella foresta insieme alle mie sorelle, far nascere puledrini.. io non ero la coraggiosa Diamante, io non sapevo usare la spada, io non sapevo combattere con la ferocia delle mie sorelle.. perché ha scelto proprio me? non potevo credere che quella donna di fuoco avesse visto male.. eppure era così difficile da credere...
Accolsi con uno sguardo sconvolto la presenza improvvisa del Vicario, con un lampo di gioia l'arrivo di Megane, sapevo che non mi avrebbe abbandonato in un momento così importante... ma continuavo a non spiegarmi perché io.
Chiusi gli occhi. Non feci parola del mio dubbio, ma qualcuno se ne accorse.
Il sole girò, il rosso raggio che si era posato poco prima sulla figura della Madras arrivò nei miei occhi, il Vicario si avvicinò a me lentamente, alzò una mano davanti al mio viso, accennando un mezzo sorriso.. fece quel movimento come per squarciare un velo nero che mi copriva la vista.. il raggio rosso arrivò più forte ai miei occhi e per un breve istante sentii qualcosa che mai prima aveva attraversato la mia mente: il fuoco di Madras Diamante correva tra le vene del mio esile corpo, sotto la pelle come un brivido lungo ed elettrico.. caldo, fuoco, passione.
Sudai. mi vidi per un attimo combattere. Mi vidi nella piana di Bakar con la spada sguainata e un ardore negli occhi che non avevo mai provato.
Aragon il Mago mi sussurrò all'orecchio: “Tu non vuoi vedere perché hai paura, ma se la mia Signora ha visto in te quello che dice di aver visto, non ci deluderai. Fidati di me.. e di lei”.
Deglutii. L'avevo sentito.. il Mago aveva per una attimo accorciato i tempi, mi aveva per un breve istante fatto percepire quello che sarei stata nel futuro, quello che avrei guadagnato sotto la guida di Diamante.. il fuoco della passione per la battaglia, l'energia che ti fa alzare la spada e affondarla nella carne nel nemico, la tensione nel sentire il vibrare del colpo nel vento..
Da quel momento i miei occhi cambiarono espressione, e la cambiarono per sempre.
Sapevo bene che solo con la fatica, il sudore, la sofferenza e la tenacia sarei diventata quella che dovevo essere, ma adesso sapevo che potevo farlo.
E lo avrei fatto a qualsiasi costo, per le Mokada, per Arcano e per Nimira, ma soprattutto per non deludere chi aveva messo il suo amore nella mia vita.


DIAMANTE

Lo sapevo che sarebbe arrivato.. Nel momento stesso in cui stavo passando il documento nelle mani di Elenie i miei occhi si posarono in quelli di Aragon.. si, nessuna parola era necessaria..
Aragon aveva capito che in quel momento l’importante per la mia vita lo desideravo accanto a me ed era arrivato. I miei occhi lo accarezzarono per un istante quando dietro di lui scorsi Megane... figuriamoci se quella pazz.. ehmm se la sorella di Elenie poteva mancare in quell'occasione.. mi stupii di non aver visto ancora Anuk l'altra sorella, forse, occupata nel parco botanico, non aveva ricevuto la notizia.
Mentre Elenie teneva in mano il documento quasi esitante feci cenno a Daenerys, una delle mie Roka, di avvicinarsi a me e le dissi piano di andare subito a prelevare Anuk. Poi tornai con lo sguardo su Elenie, Aragon le si era avvicinato e le aveva sussurrato qualcosa sfiorandole il capo...
Conoscevo quel gesto e l'aura che scatenò non mi colse alla sprovvista.
Lessi negli occhi di Eleine la presa della coscienza di se stessa.. sapevo che ci sarebbe arrivata da sola ma certo Aragon le aveva dato un bell'aiuto... Elenie aveva visto nel suo attuale stato emotivo la coscienza di se stessa, quello stato di consapevolezza sulle sue sensazioni psicologiche e fisiche proprie di un'amazzone e su tutto ciò che accadeva intorno a lei. L'amazzone che era in lei e che io avevo visto stava emergendo da Elenie stessa... stavo... "partorendo" mia figlia....
Ad un tratto misi la penna in mano ad Elenie che firmò il documento apparentemente senza batter ciglio... Il sole si levò ulteriormente e tolse alla sala quell'alone magico che sembrava averla permeata sino a quel momento.
Mi voltai verso Aragon.. per la prima, e certamente ultima, volta sorrisi dinnanzi agli scrivani ormai rassegnati e alle amazzoni Roka che non credevano a quanto vedevano.
Per tanto sorridendo dissi:
"Oggi è un giorno di festa per Aktual e per tutti noi!!" Quindi presi tra le mie le mani di Aragon.. la vita continuava...avevo tantissime cose da fare ma per oggi mi sarei dedicata solo alla mia gioia...........


ANUK

Ero come al solito imbrattata di terra dalla testa ai piedi, e stavo mettendo a dimora delle nuove piante nel parco quando sentii una voce lontana chiamare il mio nome.. Sollevai la testa, e con una mano mi asciugai il sudore dalla fronte; il sole caldo della mattinata mi trafiggeva gli occhi, così non vidi l'amazzone finché non fu a due passi da me.
Daenerys: "Anuk, sbrigati e vieni con me: Diamante ha richiesto urgentemente la tua presenza!"
Anuk: "Diamante? Per la Dea, non mi sarò mica dimenticata qualcosa per il parco? Mi dai un secondo per lavarmi e cambiarmi?"
Daenerys: "Anuk, non è un appuntamento galante. No che non te lo do un minuto!" e mi lanciò uno strofinaccio raccolto nella casetta degli attrezzi lì vicino "Datti solo una pulita al viso e andiamo!"
Già ringhiavo: se c'era una cosa che detestavo era fare le cose di corsa, e pure presentarmi non in ordine al cospetto di qualcuno, soprattutto se poi il qualcuno in questione era addirittura una Madras!
Ma non obiettai, doveva essere importante se non mi aveva mandato una missiva ma una Roka in persona! Mi ripulii velocemente dalla terra, saltai in groppa ad Aky e segui l'amazzone al galoppo.
Quando arrivai ad Aktual, saltai giù da cavallo e corsi dietro a Daenerys che aveva inforcato le scale più veloce del vento. Un lungo corridoio, una svolta a destra, un portone di legno massiccio si apre e..Ta Tan......un incontro ufficiale: scrivani, il Mago Aragon, Diamante e Meg in alta uniforme, Elenie anche lei in uniforme...
Era come se di colpo fossi catapultata su un selciato a forza, sbatacchiata dagli zoccoli di mille cavalli in corsa: ma cosa succedeva, e soprattutto PERCHE’ NESSUNO MI AVEVA AVVISATA!!!!
La furia mi stava scoppiando dentro: ero sudicia, sembravo una pezzente, sporca dalla testa ai piedi, al cospetto di non sapevo quale riunione importante!
"Ah, finalmente" mi disse senza scomporsi Diamante!
Forse furono i miei occhi infuriati, o forse il respiro affannato che mi stava facendo esplodere il corpetto, ma un angolo della bocca della Madras parve piegarsi in un sorrisetto di compiacimento: "Non ti preoccupare per come ti sei presentata qui, la cosa importante è che tu ci sia! Ho scelto e fatto redigere dagli scrivani che tua sorella Elenie da oggi diventi mia figlia adottiva! E non volevo che la tua mancanza potesse turbare il volto della mia giovane e nuova figlia.."
Quasi svenni.. forse una sberla in pieno viso mi avrebbe fatto lo stesso effetto.. non capivo, ero frastornata.
Cercai gli occhi di Elenie tra tutti, li vidi e mi persi nei suoi pensieri: un'esplosione di gioia, di orgoglio, di commozione... Al suo lato l'altra nostra sorella, Megane, impettita ma commossa nel profondo. Che vortice d'emozioni, l'aria era elettrica e io mi trovavo nel cuore dell'uragano, spaurita, confusa. Mi feci forza, entrai e mi avvicinai ad Elenie.
"Sono contenta ed orgogliosa per te, mia cara sorella" cercando di mantenere decoro e contegno nella voce anche se sentivo le lacrime quasi sovrastare l'argine mentale che avevo imposto e sentivo che per lei era lo stesso.
Mi sbrigai ad abbracciarla velocemente, poi mi voltai verso Diamante e le dissi: "Sono convinta che sarai orgogliosa di lei, noi lo siamo già tutte! E ti ringrazio Madras per non avermi permesso di mancare ad una così importante celebrazione!"
Non mi rispose, ma si spostò leggermente in avanti per dire: "Oggi è un giorno di festa per Aktual e per tutti noi!!"


DIAMANTE

Ecco, ora anche Anuk poteva stare vicina ad Elenie.. Avevo pensato che aver vicine le sue sorelle avrebbe reso l’amazzone più tranquilla.
Certo vedere Anuk in quello stato aveva messo a dura prova la mia glacialità.. Ahh come avrei voluto scoppiare a ridere nel vedere la sua faccia quando si era resa conto di dove era stata trascinata e di come era combinata lei.
Ora tutto ormai era stato detto. Tutto ormai era stato fatto. Pareri positivi o meno si propagavano tra le voci dei presenti.
Cercai Aragon con lo sguardo e solo allora mi resi conto di cosa stringevo ancora in una mano…. La spilla d'argento di una testa di cavallo datami da Elenie poco prima di entrare nella sala… L’unico oggetto che la legava ancora al ricordo della madre naturale e ora l’aveva donato a me.
Aragon si accorse di come fossi profondamente turbata stringendo in mano la spilla e, contrariamente a quanto era solito fare, oggi.. oggi che era un giorno diverso dagli altri, pur essendo in pubblico, appoggiò il suo braccio sulle mie spalle abbracciandomi teneramente….
Alzai gli occhi verso di lui e poi guardai Elenie e mentre mi appuntavo la spilla sul corpetto sentii le mie labbra mormorare: “Dovrai proteggerla come se fossi io….. non le dovrà mai accadere nulla Aragon, a parte le mie torture naturalmente.." (e una piccola scintilla ironica lampeggiò nei miei occhi).
 



 

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