Asiram, Nurah e Haarthac
HAARTHAC
Or mi inchino innanzi a te
Che saluti pure a me;
Or ti abbraccio e mi confondo
nel profumo che tu hai;
non ricordo bene il nome
ma lo sento bene assai.
Son felice di vederti, di sentirti
e di abbracciarti
e se poi tu lo vorrai
qualche cosa mi dirai.
NURAH
Di parlare ho poca voglia
Osservo Arcano assai spoglia
Aspetto buona e paziente
Di veder tornare tanta gente
ASIRAM
Nel frattempo noi possiamo
tener viva la speranza
che a Arcano presto torni
l'allegria e la speranza
NURAH
La speranza mai è morta
Attendo Arcano risorta
La mia mano è sempre tesa
In questa lunga attesa
HAARTHAC
Lo sappiamo tutti quanti
che la vita è fatta a cicli
ed Arcano non si esenta
da 'sta pratica opulenta.
Non lasciamo che un evento
Possa prender sopravvento,
ci sconforti e ci atterrisca
e ci faccia dispiacere.
Ma facciamo che ogni giorno
ci si dica una parola,
corta, piccola o bislacca
ma che tenga sempre vivo
questo spirito divino.
Non lasciare che qualcosa
amareggi la tua vita
o che arrivi addirittura
a lasciarti dentro un "canto"
per pensare a qualcosa che
è andato del passato.
Di rimpianti e riflessioni
ce n'abbiam molti vagoni
ma il passato deve darci
l'esperienza per andare,
camminare e ricordare
e del buon fuori tirare.
Le parole sono tante,
le parole sono poche
ma non credo veramente
che non sian servite a niente.
Ascoltare è un'arte rara
e non tutti son capaci
l'importante è che si parli
con il cuore e con la mente,
e se c'è chi non capisce
non è certa colpa nostra.
Dai sorridi Madras mia
e dall'uscio vieni via
vatti a mettere il belletto...
questa sera sai si danza,
mangeremo, giocheremo,
qualche cosa ruberemo.
Porteremo molti maghi,
guerriglieri e esploratori;
ci saranno delle donne,
belle, fiere e sempre pronte
coi cavalli, coi corpetti
coi pugnali e gli stiletti.
Ci saranno molte streghe
apprendiste oppure no,
ma di certo, tu lo sai,
la Regin di loro sei.
Vieni dunque Madras Mia
vieni a farci compagnia
balla e ridi come sai
che strabella tu poi sei.
I sorrisi in compagnia
sanno tanto di Allegria.
ASIRAM
Questa notte ho sognato
un raduno universale
vecchi amici di ogni casta
arrivavano in sella
zitti alla chetichella
I volti sorridenti
quei visi tanto cari
ricordavan vecchi tempi
di battaglie e di bevute
di litigi e di dolore
Cari Hammers del passato
ancor tutti vi ho nel cuore
un ritorno insperato
lenirà il mio dolore
un rimpianto mai sedato.
Se qualcuno di voi legge
queste mie parole grevi
un saluto può lasciare
e magari ritornare
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