Cercando Vir
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Capitolo 1 - Kioskas
Kolise, primo pomeriggio - TAAL
Il quartier generale degli esploratori Vulcar riposava avvolto nel
silenzio, solo un vociare confuso proveniva dalla stanza delle
riunioni.
Dardel in piedi al centro della stanza attendeva che i pochi
superstiti si accomodassero sulle panche disposte a semicerchio,
quando furono tutti seduti fece scorrere lo sguardo sullo sparuto
gruppo. |
- Ognuno di voi ha impegni precisi nel pattugliamento delle zone di
confine - esordì con voce tonante - Ciononostante sono qui per cercare
volontari per una presa di contatto con forze potenzialmente nemiche. I
ribelli stanno costruendo una fitta rete di controllo nei territori
oltre il Kruill. Le notevoli perdite che ogni giorno ci affliggono
richiedono un'energica reazione. Abbiamo ricevuto informazioni di vitale
importanza rispetto alle attività nella zona denominata "Villaggio
Bianco". -
Dardel espose rapidamente gli esiti della missione di Taal al Villaggio
Bianco, parlò del falso oracolo e delle informazioni raccolte durante
l'interrogatorio di Difer; quindi concluse:
- La Global Detector, dopo la sconfitta militare inflittagli dalle
truppe imperiali sta lavorando per destabilizzare l'organizzazione degli
Hammers. Il capo del Villaggio Bianco è stato portato al cospetto
dell'imperatrice per essere interrogato, inspiegabilmente nessuna delle
streghe è stata capace di sondare la sua mente. Siamo comunque riusciti
a farlo collaborare ed ora è qui, per esporre la sua versione dei fatti.
-
Da una porta laterale Gual e Taal scortarono un uomo dimesso e
zoppicante fino al centro dell'agorà.
- Il mio nome è Difer - esordì - non concordo con quanto è stato detto.
Ho deciso di collaborare quando ho capito che abbiamo un nemico comune:
la Global Detector. Questi affaristi senza scrupoli sono riusciti a
pervertire la mente di mia sorella Cleos. L'hanno convinta a diventare
la loro testa di ponte all'interno del Gineceo delle Custodi,
l'oligarchia che governa il Villaggio Bianco. Ovviamente abbiamo
reagito: siamo stati costretti ad uccidere lei e il nostro oracolo
perché erano diventati entrambi ricattabili ed inaffidabili. Quest'atto
è stato un'aperta sfida alla Global Detector che ha tentato di attirare
le ire dell'imperatrice sul mio indifeso villaggio. Non è un caso che un
sedicente druido di nome Vir abbia curato il vostro compagno Taal.
Durante la convalescenza, l'esploratore Taal è stato sottoposto ad
un'abile opera di convincimento. Non escluderei che Vir abbia usato
tecniche d'ipnosi per infondere in lui odio nei confronti miei e del
Villaggio Bianco. Fortunatamente la saggezza di Nimira ha avuto la
meglio sulle loro oscure trame, ed ora ho l'opportunità di denunciarlo
apertamente di fronte a voi, valorosi esploratori. Vir è un agente della
Global Detector, si è servito di noi per diffondere il falso credo di
Agevir. Sarebbe troppo complesso spiegare le motivazioni che ci hanno
indotto, inizialmente, a collaborare con loro. Sappiate solo che la
Global Detector intende usare questa nuova religione per scatenare una
guerra santa contro l'imperatrice. Dovete fermarlo prima che le sue
menzogne si radichino tra il popolo -
Dardel osservava con occhi sbarrati l'oratore.
"Difer sta tentando di imbrogliare le carte. Vir ha salvato Taal... e
questo è un fatto. L'idea che esistano secondi fini è sicuramente
opinabile!" pensò.
Dominando il disappunto, prese quindi la parola.
Capitolo 2 - AVALOR E TAAL
- Fedeli esploratori. L'individuo che avete di fronte è un abile
mistificatore, per questo vi consiglio di assumere queste informazioni
col beneficio del dubbio. In realtà la sua collaborazione non è stata
spontanea, abbiamo dovuto ammorbidirlo nelle nostre prigioni.-
Un mormorio si diffuse tra i presenti, finché uno di questi non si alzò
in piedi.
Era Avalor, uno degli ultimi arrivati nel gruppo, ma che era riuscito in
breve tempo ad accattivarsi la stima di molti esploratori, grazie alla
sua natura sincera e ai suoi saldi principi morali.
Nonostante la sua giovane età e sebbene fosse la prima volta che
prendeva la parola in un'assemblea dei Vulcar, il suo viso non tradiva
insicurezza.
Per un lungo attimo fissò la sua prima guida e poi finalmente parlò,
dando voce ai pensieri di molti tra i presenti nella sala.
- Non mi dirai che quest'uomo è stato torturato!- esclamò con un tono
sinceramente addolorato.
Dardel si affrettò a precisare:
- È stato tenuto forzatamente sveglio... per un po'. Non è stato
torturato! -
Seguì un vociare crescente, Avalor in piedi, puntando un dito
accusatore, urlò: - La violenza sui prigionieri, sia essa fisica o
psicologica, è un sistema non gradito all'etica degli esploratori! -
Avrebbe continuato il discorso a difesa dei diritti inviolabili
dell'individuo ma lo sguardo di Giada lo convinse a riprendere posto
sulla sedia, evitando ulteriori polemiche.
La discussione aveva però ormai preso una piega inaspettata.
Difer, presente in veste di complice pentito, appariva ad alcuni oratori
come vittima di un sistema repressivo.
L'attenzione dei presenti si stava spostando sui diritti civili dei
prigionieri tralasciando la questione della difesa dei confini...
Taal si avvicinò a Difer infuriato:
- Che cosa stai tentando di fare? Ti conosco abbastanza, il tuo fare
dimesso è solo una maschera. Di cosa vuoi convincerci? Hai intenzione di
creare disordini? Sappi che il mio pugnale ha ancora sete del tuo
sangue. - ringhiò senza farsi sentire dai compagni.
L'assemblea rumoreggiava.
Difer sorrise mestamente e rispose sottovoce a Taal:
- Fai troppa dietrologia, caro amico. Ho voluto scaldare un po' la
platea. Guarda come si sono accesi. Ora sono pronti ad impegnarsi
nell'analisi dei fatti e nell'azione conseguente. -
Con fatica Dardel era riuscito a riportare ordine. Mentre gli ultimi
borbottii andavano affievolendosi Difer s'intromise approfittando di
quel silenzio fragile.
- Mi avete frainteso. Chiedo scusa per la sfiducia dimostratavi. Dardel
ha fatto ciò che qualunque capo saggio avrebbe dovuto fare. Ora che vi
conosco meglio sono pronto a giurare fedeltà a voi e all'imperatrice.
Che la Dea mi sia testimone.-
- Dardel, Difer ti ha rubato nuovamente la scena!- sussurrò Gual con
tono tra lo scherzoso e l'indispettito.
Vaughan provava un'epidermica repulsione per Difer.
In cuor suo lo aveva già giudicato e condannato.
Deliberatamente soverchiò il brusio per lanciare le sue accuse:
- Secondo me, Difer ha voluto evitare un'ispezione al Villaggio Bianco.
Dovremmo verificare chi o cosa si nasconde tra le custodi del tempio.-
- Secondo me è una trappola! - esclamò un terzo esploratore - Troppi
particolari non concordano!
Perché Vir avrebbe dovuto impersonare un druido? Sarebbe stato più
semplice imitare un qualunque iniziato all'arte della medicina. Inoltre
Difer non ci ha detto dove stava andando quando è stato arrestato dalle
amazzoni. Che cosa nasconde ancora?-
Capitolo 3 - AVALOR E TAAL
- Non posso biasimarti se dubiti di me, - gli rispose Difer - ma ti
chiedo di poter avere un contraddittorio col sedicente druido. Se non
sarai soddisfatto rimetterò la mia vita nelle mani di Taal. – e volgendo
platealmente lo sguardo verso l’iroso pastore aggiunse – Ovvero, sarò
giustiziato all’istante. -
Sguardi attoniti percorsero la sala.
Alcuni avevano visto Taal fare scempio dei nemici caduti in battaglia.
Ulteriori chiacchiere sui fatti del Villaggio Bianco circolavano da
giorni tra gli Esploratori di Vulcar.
- Un processo sommario a Difer - Ringhiò Taal, confermando tutti i
pregiudizi - Non chiedo di meglio.-
Molti esploratori si dichiararono scandalizzati da una proposta così
radicale.
Avalor si alzò di nuovo in piedi urlando:
- Voglio essere presente per verificare che non sia versato sangue
innocente -.
- Bene - disse Dardel - Farai parte della spedizione - Quindi, rivolto a
Difer – Completa l’esposizione della tua tesi. -
- Prima di essere arrestato - continuò Difer impassibile - mi stavo
recando presso i territori del nord-ovest dove la Global Detector sta
diffondendo un nuovo credo. Vir si presenta come druido per avere
maggiore attendibilità. In realtà nessuno dei non iniziati conosce la
misteriosa religione Naturalistica dei druidi, non è difficile
spacciarsi per uno di loro. Vir ha creato un esercito d’invasati che
vogliono punire l’imperatrice rea, a detta loro, di essersi accoppiata
con un mostro primordiale. Sono stati i seguaci di Vir ad attentare
all’imperatrice ed io posso dimostrarlo. Seguitemi nei territori del
Nord-Ovest ed aiutatemi a catturare Vir.-
- È come dicevo - sbottò Vaughan - vuole tenerci lontani dal Villaggio
Bianco.
- Calma - intervenne Dardel - Per prima cosa Taal guiderà il gruppo alla
grotta di Vir nei dintorni del Villaggio Bianco. Difer dovrà ripetere le
sue accuse di fronte al druido che avrà modo di replicare. Il resto si
vedrà in seguito.-
- Ubi major minor cessat - mormorò Difer reclinando il capo.
Il mattino dopo Dardel convocò Avalor, Giada, Gualtierow, Vaughan e Taal.
- Oggi stesso partirete per la grotta di Vir; Taal conosce la zona e
sarà il vostro scout, capitanerà la spedizione la seconda guida
Gualtierow. Porterete con voi Difer per il contraddittorio di cui
abbiamo parlato ieri. Prima di prendere qualunque decisione dovrete
inviarmi un rapporto e - fissando severamente Taal negli occhi - NESSUNO
subirà un processo sommario. Due streghe d’alto rango vi accompagneranno
fino al bivio per il Villaggio Bianco. Non è necessario che voi
conosciate i particolari della loro missione. Per Giada si tratta della
prima missione come esploratore.- disse fissando teneramente la donna-
E’ passato poco tempo da quando lavoravi come tecnico della Global
Detector ma il tuo modo di pensare è cambiato radicalmente. Porta a
termine questa missione con onore e disciplina e diventerai un
esploratore a pieno titolo. Questo è tutto, avete domande?-
Capitolo 4 - AVALOR, DOLCELUNA E TAAL
All'interno dei sicuri confini di Krymenia, a Mysticdoom, la strega
Dolceluna percorreva lesta i misteriosi sentieri che l'avrebbero
condotta al cospetto della Strega Suprema.
Una strana inquietudine le attanagliava lo stomaco. Era rientrata da
pochi giorni dopo un'assenza prolungata oltre i confini d'Arcano e
sperava proprio di riuscire a riposarsi un pochino prima di essere
riassorbita da lavoro.
Raggiunse Nurah sotto il Grande Albero, il fulcro del "regno delle
streghe": uno dei punti cardinali magici su cui si reggeva tutto
Mysticdoom.
Il pentacolo di protezione delle streghe era delimitato da sei punti
focali, catalizzatori di magia.
L'albero ne era il cuore. La strega fece un lieve inchino col capo prima
di sedersi al fianco della grande strega.
"Ti sei rimessa in forze?" le chiese pacatamente lisciando le pieghe del
lungo abito.
"Diciamo di si... sinceramente non avrei pensato di rischiare tanto...
ho sottovalutato i tuoi consigli!" un lieve rossore le invase il volto
pallido.
Non era per la rabbia già dimenticata, ma per l'avventatezza con la
quale aveva affrontato quella missione.
Nurah sorrise stringendola in un abbraccio: "Non si impara che dagli
errori Lune... la prossima volta presterai la necessaria attenzione" il
volto divenne di nuovo serio "... e credo si presenti prima di quanto
immagini l'occasione di mettere a frutto questa lezione di vita!".
"Che intendi ...".
"Dobbiamo aggregarci ad una missione degli esploratori Vulcar ... "
Luna la interruppe corrucciata.
"... ma credi che ne sia all'altezza non vorrei metterti in
difficoltà..." iniziò a protestare.
".... Meno paranoie piccola mia ..." lo sguardo fermo e sereno della
Suprema rilassò la strega "sai perfettamente chi sei senza che te lo
dica io... ascolta quello che ci attende ....".
Fu dopo parecchio tempo che Dolceluna ritornò sui suoi passi con uno
strano sorriso sul volto.
L'amazzone di guardia ai cancelli di Krymenia intravide una nuvola di
polvere che avanzava verso il posto di guardia.
Portando agli occhi un rudimentale cannocchiale riconobbe Gualtierow
seguito da quattro sconosciuti. Ripassò mentalmente i loro nomi, Dardel
aveva fatto precedere la sua pattuglia da un piccione viaggiatore.
Il messaggio chiedeva un generico supporto logistico per un contingente
di cinque persone dirette oltre il Kruill. Il dispaccio non specificava
la natura della missione.
Arrivato al posto di guardia, il gruppo smontò da cavallo e salutò la
vigorosa amazzone.
- Aykido, sono la comandante del corpo di guardia. Per attraversare il
Kruill dovrete continuare a piedi. Noi ci prenderemo cura dei vostri
destrieri. Vi propongo di fermarvi a fare colazione, sarete miei
ospiti.-
Consegnati i cavalli alle guardie, il gruppo si accomodò sulle panche di
una mensa spartana.
Avalor prese posto distante dal gruppo, quasi isolato, per restare solo
con i suoi pensieri.
Da quando erano partiti lui e Taal non si erano rivolti la parola.
Probabilmente era stata la cosa più saggia da fare.
Con ogni probabilità un qualsiasi dialogo tra i due sarebbe sfociato in
un diverbio o qualcosa di peggio e il gruppo ne avrebbe potuto
risentire.
Avalor aveva l'impressione di essere l'unico a credere in una possibile
innocenza di Difer. Anche Giada, per la quale sentiva una certa
affinità, si rifiutava di esprimere un'opinione a riguardo.
Capitolo 5 - TAAL
Patate bollite e spezie troneggiavano al centro della tavolata.
Una mezzaluna di formaggio fondeva lentamente vicino al caminetto. Il
vino rosso, giovane e fruttato, "lubrificava" la conversazione.
Giada, filosoficamente alticcia, si rivolse verso Difer e Taal.
- Non capisco la questione dell'oracolo... so che siete entrambi devoti
alla dea oscura, non intendo denigrare il vostro credo ma... come si può
pensare che sia possibile conoscere il futuro se esso è frutto del
libero arbitrio?-
Difer inghiottì il boccone che stava masticando, si schiarì la voce e
spiegò:
- Solo gli dei possono conoscere il futuro. La mente umana non può
comprendere la complessità del non essere, l'infinitamente mutevole
futuro. L'oracolo è solo un uomo, anzi è solo un capro espiatorio delle
tensioni sociali. Su di lui gravano le aspettative dell'intero
villaggio. Per questo non è un uomo libero bensì uno schiavo. Egli
rischia costantemente di essere giustiziato, ucciso mediante tortura, se
non dimostra di possedere qualità soprannaturali. Per "vaticinare"
spesso utilizza trucchi da baraccone. Per esempio gli adolescenti
desiderano sempre le solite informazioni, sono sempre segretamente
innamorati di qualche irraggiungibile eroe e intrattengono relazioni
affettive con qualcun altro. Non è necessario essere dei maghi per
predire loro inevitabili ed effimere pene d'amore. Alcuni oracoli amano
prevedere sciagure che quando si avverano suscitano grande scalpore.
Quando la vita scorre tranquilla, invece, nessuno ricorda le profezie
passate. A volte le profezie si "auto-avverano". Immaginate che
l'oracolo, durante la stagione secca, preveda che un demone incendierà i
campi di X. Un nemico di X potrebbe appiccare il fuoco sicuro che la
colpa ricada sul demone. Purtroppo, la Global Detector ha capito che
l'oracolo è l'elemento debole della nostra società. È ricattabile e ha
estremo bisogno di suggerimenti qualificati. La tecnologia della ditta
multiplanetaria permette loro di prevedere eventi climatici e osservare
gli spostamenti di truppe tramite satelliti spia ad alta definizione.
Queste preziose informazioni erano trasmesse e comunicate ad agenti
operanti sul pianeta, con la complicità del nostro vecchio oracolo. Il
potere esecutivo del Villaggio Bianco era a conoscenza di tutto questo
ma, contemporaneamente, non riusciva a decidere il da farsi per via.
Veti incrociati, all'interno del Consiglio delle Custodi, bloccavano
qualunque risoluzione mentre la situazione diventava sempre più
pericolosa. Quando Taal è venuto ad ispezionare il villaggio ho capito
che la nostra sopravvivenza era in pericolo. È per questo motivo che ho
provocato la morte degli oracoli e di sorella... -
Difer sembrò perdere il filo del discorso ma prontamente si riebbe - mia
sorella Cleos, loro complice. Subito dopo abbiamo distrutto la radio
ricetrasmittente con la quale questi rinnegati comunicavano con la
Global Detector-.
La lezione di realpolitik stroncò l'appetito ai commensali che
imbarazzati e disgustati stavano per abbandonare il desco.
Capitolo 6 - GUALTIEROW
- Non così presto, amici miei! -
La voce chiara e volitiva proveniva dall'entrata della mensa. Era una
voce che Gualtierow conosceva bene.
- Mi stavo già chiedendo se saresti apparsa come per incanto, o se avrei
dovuto venirti a cercare nell'antro, Strega Suprema - disse la seconda
guida rivolgendosi a Nurah, mentre un gran sorriso gli illuminava il
volto.
- Davvero pensi di poterti addentrare liberamente nel cuore di Krymenia
senza correre i rischi mortali ai quali va incontro un non iniziato? -
replicò Nurah socchiudendo gli occhi indagatori.
- Viverti accanto per tanto tempo mi ha reso attento e scaltro, bella
Madras, e mi ha reso immune agli incantesimi più comuni - replicò Gual
abbracciando amichevolmente la strega.
- Le cose cambiano, caro Gual... Ora c'è ben altro che bolle in pentola.
Altro che incantesimi comuni! -
rispose la strega ricambiando l'abbraccio.
- Già, le cose cambiano...- mormorò la seconda guida, più a se stesso
che all'uditorio, e dopo aver aspirato ad occhi socchiusi il tenue
profumo emanato dai capelli della donna, ed essersi abbandonato per un
attimo a ricordi ormai lontani, si scosse ed esclamò:
- Lascia che ti presenti a quanti di noi non hanno ancora avuto il
piacere di fare la tua conoscenza. Amici, costei è Nurah, la Strega
Suprema che ha generosamente acconsentito ad unirsi a noi in questa
missione, e che ci sosterrà con il ricorso agli incantesimi più idonei
alle circostanze -.
Nurah salutò tutti i presenti con calore, e si sedette dopo aver offerto
un particolare infuso per festeggiare l'incontro.
Mentre bevevano, Gual chiese notizie di Dolceluna.
- Avrebbe dovuto essere già qui. Si sarà persa nei locali adibiti a
dispensa, alla ricerca di qualche dolciume.- ridacchiò Nurah.
- Vado a cercarla -, disse Gual, sorridendo al ricordo della Guardiana
del Libro degli Incanti.
La giovane strega era nota per la sua golosità, debolezza che destava
più ilarità che disappunto tra i suoi conoscenti.
In lei confliggevano paura del giudizio altrui e desiderio di esprimere
il proprio entusiasmo per la vita, ma quando un amico riusciva a
metterla a suo agio diventava un vulcano di allegria.
Gual non dovette cercare a lungo. Dolceluna era lì, in punta di piedi
davanti ad una credenza, concentrata e protesa nel tentativo di
raggiungere un vassoio di biscotti posto su uno dei ripiani alti.
- Aspetta! Ti aiuto io.- esclamò Gual.
La strega trasalì, come una fanciulla che viene sorpresa a rubare la
marmellata.
Poi, riconosciuto l'esploratore, corse a buttargli affettuosamente le
braccia al collo.
- Oh Gualtierow, è da un'eternità che non ti fai vivo... mi sei mancato
tantissimo, sai? -.
- Mai quanto tu sei mancata a me, piccola peste! - rispose l'esploratore
stringendo la strega tra le sue braccia con lo stesso slancio d'affetto
che lei mostrava nei suoi confronti.
Entrambe streghe eppure fondamentalmente diverse nel carattere...
Razionale, quasi altéra la suprema, elegante e sicura di se, dalla voce
profonda e sensuale, generosa nel porsi al servizio della comunità e dal
cipiglio fiero di chi è abituato al comando.
Per contro vivace ed entusiasta la guardiana, dal sorriso contagioso,
spontanea, quasi avventata, dalla voce cristallina, generosa nella sua
disponibilità per il singolo, sensibile e fidata...
Ma c'era qualcosa che le due streghe avevano in comune: un corpo
perfetto e una bellezza
straordinaria.
A causa delle riflessioni che turbinavano nella mente di Gual
l'abbraccio con Dolceluna durò più a lungo del previsto. Quando si
sciolsero all'esploratore non sfuggì l'attimo di turbamento che
Dolceluna nella sua inguaribile spontaneità non riuscì a nascondere.
Ma non durò a lungo: con la vitalità che da sempre la contraddistingueva
prese la mano dell'esploratore e lo tirò con forza verso l'uscita del
locale esclamando: - Dai, presentami agli altri, prima che si
preoccupino non vedendoti tornare! -.
Capitolo 7 - TAAL
Dopo pochi giorni di marcia nella foresta ritrovarono il tracciato noto
a Taal.
Il sentiero si snodava aggirando una bassa collina coperta da un fitto
bosco ceduo.
Arrivati ad un bivio Taal fermò la compagnia.
- Da questa parte, proseguendo in piano, si arriva al Villaggio Bianco -
disse rivolto a Nurah e Dolceluna - Non mi è permesso chiedervi i
particolari della vostra missione ma desidero darvi un avvertimento: le
custodi del Villaggio Bianco, quando sono nella boscaglia, sono
invisibili. Sarà impossibile che riusciate ad avvicinarvi senza essere
viste.-
- Non preoccuparti pastorello, - rispose Dolceluna con voce chioccia -
non cercheremo di nasconderci anzi, faremo in modo di essere
convenientemente annunciate - e rivolta al resto della compagnia - Così
le nostre strade si dividono... come dite voi esploratori: "Buona
strada". Ci rivedremo al posto di guardia di Krymenia.-
Le due streghe abbracciarono i compagni di viaggio e si avviarono verso
il Villaggio Bianco, un attimo prima di scomparire dietro la collina si
voltarono, e sventolarono le mani ridacchiando misteriosamente.
- La grotta di Vir invece è su questa collina situata circa a mezza
costa in corrispondenza di quelle rocce a strapiombo - disse Taal
indicando una muraglia naturale in mezzo al bosco.
- Ci distribuiremo su un fronte più largo possibile e rastrelleremo la
boscaglia in cerca di chiunque vi si nasconda. È inutile ricordarvi che
dovremo essere silenziosi come fantasmi - continuò Gualtierow - Tu,
Difer, camminerai al fianco di Taal. Se tenterai di fuggire non
arriverai vivo all'agognato confronto con Vir.-
- Il confronto con Vir non sarà né qui né ora, fedeli amici - disse
Difer con sguardo di sfida - Come ho tentato di dirvi giorni addietro,
Vir è andato nei territori del Nord-Ovest, sulle alture di Sahran, ad
organizzare la guerriglia.-
La pattuglia individuò subito la grotta dove Taal agonizzante aveva
trovato asilo.
L'interno appariva disabitato da parecchio tempo. Nulla rimaneva
dell'arredo di pelli di lupo.
I resti di un falò vicino all'imboccatura erano l'unico indizio che
quella grotta fosse stata abitata. Rovistando tra la cenere Gualtierow
estrasse una mappa semi-carbonizzata.
- Appartiene alle zone del nord-ovest - esclamò il Difer.
Taal la esaminò per alcuni secondi - Confermo - disse con voce priva
d'emozione.
- Spero che siate disposti ad ammettere che abbiamo perso troppo tempo
per colpa dei nostri reciproci sospetti - mormorò Difer implorante -
Dobbiamo andare nel Sahran.-
Non fu necessaria nessuna parola, gli esploratori si scambiarono uno
sguardo di consenso e, dopo pochi minuti, il gruppo marciava verso il
Kruill.
Gli esploratori viaggiarono giorno e notte ed arrivarono esausti al
posto di guardia dove avevano lasciato i cavalli.
Gualtierow partì la notte stessa per fare rapporto a Dardel mentre i
compagni rimasero a Krymenia per riposare, in attesa di nuovi ordini.
Capitolo 8 - AVALOR, DOLCELUNA, TAAL
Le due streghe erano ferme in una radura nei pressi del Villaggio
Bianco.
Dalle sacche estrassero due boccette nere e una cassetta di legno di
balsa dall'aspetto innocuo.
"Sei sicura che funzioni?" disse Dolceluna storcendo il naso "La pozione
ha un odore nauseante... ricordami, quando saremo ritornate a Krymenia,
di procurarti del dolcificante e qualche bacca aromatizzante per i
prossimi intrugli ...".
Nurah la fulminò con lo sguardo e tornò a fissare la sua ampollina: "...non
hai tutti i torti...".
Intonando una litania ingoiarono il filtro magico e, dopo pochi attimi,
scomparvero.
Dalle loro vesti afflosciate al suolo emersero due corvi dal becco
giallo che si librarono rapidi in aria.
Gli uccelli si erano appena alzati in volo quando la cassetta emise un
rumore simile all'urlo di un grifone.
Al verso del grifone si aggiunsero altri richiami di animali
terrificanti.
Il suono si fece gradualmente più forte finché la piccola cassa,
vibrando come se un demone fosse nascosto al suo interno, esplose.
Il suono rimbalzava magicamente tra gli alberi spaventando gli animali
della foresta che si riversarono in branco verso il villaggio.
I primi ad arrivare furono gli uccelli seguiti da agili cervi e robusti
cinghiali.
La carica puntava decisa verso il Villaggio Bianco quando dal sottobosco
emersero guerriere urlanti armate di arco.
Con dardi fulminei tentarono di contrastare l'esercito di animali che
stava per travolgerle. Cervi e cinghiali stramazzavano al suolo trafitti
da tiri di precisione.
In tutto il trambusto nessuno notò due corvi dal becco giallo planare
sulla balconata del tempio ed infilarsi tra le sbarre di un lucernaio.
Era da poco spuntata l'alba su Krymenia quando un piccione viaggiatore
recapitò un messaggio per Taal:
"Da comando Vulcar a Taal.
Assumere comando della pattuglia.
Continuare ricerca Vir in direzione Nord-Ovest.
Eseguire rifornimento presso Corpo di Guardia per vettovagliamento
viaggio".
Taal si attivò immediatamente.
Dopo aver svegliato tutta la sua squadra, si avviò verso le dispense.
Mostrando il messaggio al sottufficiale addetto si fece consegnare carne
secca e biscotti salati più alcune razioni di concentrato di latte e
miele.
Nel frattempo la pattuglia aveva sellato i cavalli. Avalor era più
inquieto del solito.
Finché Gualtierow aveva avuto il comando non aveva temuto per l'esito
della missione, certo che gli ordini di Dardel sarebbero stati
rispettati. Ora, però, aveva il timore che l'odio di Taal verso Difer
potesse accecare la ragione dell'esploratore, portandolo ad agire
sconsideratamente, perdendo di vista l'obiettivo della missione, che
come aveva detto a Giada non erano l'uccisione di Difer.
I quattro compagni si concessero un'ora per consumare l'ultimo pasto
caldo prima di partire; dopodiché si avviarono in direzione Nord-Ovest.
Dovettero percorrere i primi chilometri a piedi finché incrociarono la
pista che Difer conosceva bene.
- Entro domani saremo a Sahran; forzando la marcia raggiungeremo i
territori del nord-ovest prima di domani notte- disse Difer eccitato -
se riusciremo a prendere contatto con Savion potremo avere un luogo
sicuro dove passare la notte. Savion è il mio contatto nel nord-ovest. È
il tenutario della "Locanda della Mandragola" nei pressi del paese
Piedimonte.-
Taal non commentò le parole di Difer, salì a cavallo e si avviò al
trotto lungo la pista.
Al tramonto erano giunti al limitare della foresta. Si accamparono
vicino alla pista in un avvallamento dal quale potevano vedere le
colline coperte di pascoli tipiche del nord-ovest.
Consumato un pasto frugale, gli esploratori si disposero a semicerchio
avvolti nelle loro coperte. I cavalli erano legati nelle immediate
vicinanze.
Taal, senza proferire parola, si avvicinò a Difer e lo legò ad un
albero.
- Ancora non ti fidi di me amico?- disse Difer con tono neutro.
- Nessuna persona saggia si fiderebbe di un serpente - rispose Taal -
bada a come ti comporterai domani alla Locanda della Mandragola. Ho
sentito parlare del tuo amico Savion e non mi dispiacerebbe appendervi
per il collo con la stessa corda.-
Gli occhi di Avalor incontrarono quelli di Taal. A lungo i due si
fissarono senza proferire parola.
Vaughan si frappose tra i due, invitando Avalor a dirigersi verso il suo
giaciglio.
Fortunatamente l'esploratore seguì il consiglio del compagno più anziano
e s'incamminò in direzione opposta a Taal scuotendo la testa e sentendo
gli occhi di questo ancora puntati su di lui.
Capitolo 9 - AVALOR, DOLCELUNA, TAAL
Due corvi dal becco giallo, appollaiati sul cornicione, osservavano
l'interno della stanza.
Una vecchia inginocchiata e seduta sui talloni sussurrava parole appena
percettibile. Sopra di lei una struttura piramidale di cristallo
rifletteva bagliori iridescenti, un esagramma di candele occupava tutto
il pavimento attorno.
Tre ragazze si erano occupate di lavare e imboccare la donna immobile e
si accingevano a lasciare la stanza. Una quarta posò la propria fronte
su quella della vecchia rimanendo in quella posizione per alcuni
secondi, quindi uscì anche lei senza produrre il minimo rumore.
I due corvi planarono sul pavimento della Sancta Sanctorum del tempio.
Appena ebbero toccato terra riacquisirono sembianze umane.
- Siamo state fortunate - sussurrò Dolceluna sputacchiando le piume
nere.
- La fortuna sorride agli audaci - disse Nurah di rimando.
Tenendosi per mano, completamente nude, entrarono all'interno del
cerchio magico, inginocchiandosi di fronte alla sconosciuta in trance
posarono i palmi delle loro mani sui suoi.
Appena entrarono in contatto trasalirono, ondate di energia si
dipanavano dalla donna che avevano di fronte. La sua percezione del
mondo era sdoppiata.
Lentamente le tre menti entrarono in contatto telepatico e fu come lo
schiantarsi di un fulmine a terra. Tramite la vecchia fluirono in loro
le immagini di un tempio capovolto che lentamente ruotava su se stesso.
Il salmodiare dei fedeli proveniva da sopra la testa o... dal basso?
Nonostante la palpabile tensione che si era respirata durante tutta la
mattinata, la pattuglia degli esploratori arrivò alla taverna, Taal
lasciò Avalor e Giada di guardia ai cavalli ed entrò con Difer e Vaughan.
La sala era completamente vuota, l'odore di vino e cibo saturava l'aria
dell'angusto locale.
Vaughan rimase vicino all'ingresso mimetizzato dietro una colonna, Difer
si avviò deciso al bancone e bussò con forza sul tavolaccio.
Dalla cucina si sporse un ragazzino cencioso.
- Arrivo, messeri, solo un attimo di pazienza.-
Difer e Taal si sedettero, il ragazzino arrivò subito con due bicchieri.
- Cosa gradite, messeri? La cena non è ancora pronta ma posso portarvi
vino formaggi e salumi.-
- Voglio parlare con Savion - disse Taal seccamente.
- ...e gradiremmo vino e formaggio - aggiunse Difer con un sorriso.
- Come desidera, signore - rispose il ragazzino guardando Difer, e
scomparve in cucina.
Poco dopo fece il suo ingresso un uomo corpulento che reggeva un fiasco,
un cesto con due pagnotte e un pezzo di formaggio.
- Salute a te Savion - esclamò Difer.
- Salute a te e ai tuoi compagni, maestro Difer - rispose l'oste.
Savion era un uomo di circa trent'anni, una barba scura e riccioluta gli
incorniciava il viso.
Era vestito con una casacca verde e larghi pantaloni della stessa
stoffa, ai piedi portava sandali di cuoio finemente intarsiati. La
casacca impeccabile portava fregi dorati identici a quelli dei sandali.
- Mi sembri in ottima forma Savion, gli affari vanno bene?-
- Vanno benissimo, anche per merito del tuo confratello Vir, maestro.
Molti uomini vengono alla montagna sacra per incontrarlo.-
- Domattina voglio presentargli questi miei amici ma desidero che sia
una sorpresa. Puoi ospitarci per la notte? Siamo in cinque ma ci sarà
sufficiente una sola camera.-
- Posso darvi una stanza ciascuno - disse l'oste - per il maestro e i
suoi compagni...-
- Basterà una sola stanza, oste - interruppe Taal con voce autoritaria.
- Una stanza ciascuno è più confacente allo status di... - disse Savion
rivolto a Difer.
- Fa come dice il mio amico, fratello. Una stanza per cinque è tutto ciò
che ci serve - lo interruppe Difer - ma se vuoi essere utile manda a
chiamare i fratelli della vecchia loggia, ho bisogno di conferire con
loro.-
- Ogni tuo desiderio è un ordine maestro - rispose Savion ritornando in
cucina.
Capitolo 10 - TAAL
In tarda serata si presentarono alla locanda due individui.
Entrando nella sala si guardarono attorno e si diressero decisi verso
Difer.
Dopo essersi inchinati salutarono con deferenza la compagnia.
- Ave, Onorabili e salute a te maestro Difer.-
- Ave a voi fratelli - rispose - sedetevi al nostro tavolo e dividete
con noi la cena.-
- Ne saremmo ben lieti ma i nostri impegni ci chiamano altrove, Savion
ci ha detto che hai urgenza di conferire con la loggia ma al momento
sono tutti al tempio della montagna sacra, dove anche noi siamo attesi.
Se possiamo esserti utili saremmo ben lieti di offrirti i nostri
servigi.-
- Desidero conoscere gli ultimi avvenimenti - disse Difer con voce ferma
- sono qui per osservare l'opera vostra e del maestro Vir.-
I due si guardarono confusi dopodiché il più anziano rispose: - Tutto è
stato approntato secondo la volontà di Agevir, stiamo raccogliendo gli
uomini per sferrare il primo attacco contro le immonde amazzoni di
Nimira. Domani sera, durante il rito della luna nuova, riceveremo le
ultime istruzioni per iniziare la guerra santa. L'ordine naturale delle
cose sarà ristabilito.-
- Molto bene - disse Difer freddamente - io e questo mio compagno saremo
presenti ma, badate bene, in incognito. Siamo stati investiti della
responsabilità di verificare l'ortodossia del rito. Dovrete scortarci
fino al tempio mantenendo il più assoluto riserbo.-
- Come il maestro ordina - risposero all'unisono - domattina all'alba
c'incontreremo in taverna e vi accompagneremo al tempio - quindi, con un
inchino appena accennato, si congedarono.
Quando Taal diede l'ordine di ritirarsi in camera Giada si avvicinò al
pastore.
- Non mi piace come si mettono le cose, abbiamo sentito abbastanza, non
è necessario gettarci nella tana del lupo. Torniamo alle Kioskas e
riferiamo all'imperatrice. Come possiamo essere sicuri che Difer, appena
arrivato nel covo di Vir non ci denunci? Siamo solo quattro e non
potremo tener testa ad un esercito di ribelli. Senza contare che questi
non sono ribelli normali, sono una setta ben organizzata... a quanto
pare.-
- Anch'io sono preoccupato, - rispose Taal - infatti domattina tu e
Avalor non verrete alla montagna sacra. Avalor tornerà nottetempo alle
Kioskas per riferire quello che abbiamo scoperto, tu fingerai di venire
con noi ma tornerai alla taverna e spierai i movimenti di Savion, appena
ne avrai l'occasione lo giustizierai e nasconderai il cadavere.
Preoccupati di riferire ad Avalor i miei ordini, non intendo discutere
con quello sciocco idealista.-
- Perché dovrei uccidere a sangue freddo Savion? Non ti capisco...-
- Lo ucciderai perché non c'è motivo che quel ribelle rimanga in vita.
Sei libera di dissentire ma non di disobbedire, al nostro rientro potrai
denunciare il mio comportamento, per ora dovrai obbedirmi. Non posso
essere certo che Difer non gli abbia trasmesso, con qualche sistema in
codice, informazioni importanti.-
- Tu sei pazzo! - sbottò Giada - vuoi che uccida un uomo la cui unica
colpa è conoscere Difer ma ti lasci guidare da lui nel covo di nemici
dichiarati dell'imperatrice...-
- Difer e Vir non possono essere in combutta, dimentichi che il druido
ha smascherato il predicatore, appartengono a schieramenti diversi in
questa partita a scacchi.-
- Se Vir è il re nero e Difer il bianco, tu che "pezzo" saresti? -
chiese Giada con tono acido.
- Io non amo il gioco degli scacchi, preferisco il tiro a segno!-
Capitolo 11 - AVALOR, TAAL
La mattina seguente gli esploratori si misero in viaggio senza aver
consumato la colazione.
I ribelli "della loggia" si presentarono con notevole anticipo e
imposero che si partisse immediatamente. Avalor, al quale gli ordini
furono riferiti da Giada, sebbene evidentemente contrariato, era partito
nottetempo e nessuno ne notò l'assenza.
Arrivati in vetta al colle, che con eccessiva enfasi i ribelli
chiamavano "montagna sacra", si addentrarono in un bosco di querce da
sughero, dopo meno di mezz'ora arrivarono ad una costruzione squadrata
circondata da un colonnato coperto d'edera.
Il possente portone di ferro sull'entrata principale era socchiuso.
Entrando nell'androne, Taal e Vaughan stringevano nervosamente il
pugnale sotto la tunica, Difer invece sembrava oltremodo interessato.
Manteneva gli occhi sbarrati osservando ogni minimo particolare.
Giada approfittò del momento per defilarsi e tornare alla locanda.
Appena gli occhi degli esploratori si abituarono alla semioscurità
videro che i ribelli indicavano loro una porta laterale.
- Da qui potrete vedere la sala senza essere visti, noi andiamo ad
unirci agli altri fedeli per il rito della luna nuova - e senza
attendere risposta, scesero per uno scalone adiacente.
Taal fece un cenno a Vaughan e a Difer.
- Vediamo cosa c'è oltre quella porta -
Taal entrò con circospezione e osservò la stanza illuminata da fiaccole
appese alle pareti.
- Questo locale è privo di finestre, da qui non si vede nessuna sala -
sussurrò ai compagni ma non ebbe il tempo di sentire la risposta.
Un colpo alla nuca lo fece stramazzare al suolo.
Vaughan si risvegliò legato, la corda che gli immobilizzava i piedi
continuava fino ad una carrucola fissata al soffitto.
Non ricordava cosa fosse successo, erano appena entrati nel tempio,
stava sorvegliando Difer mentre Taal era scomparso in una stanza
adiacente.
Aveva avvertito una puntura alla base del collo... poi il buio.
Si guardò attorno, Taal era legato accanto ancora svenuto, aveva una
brutta ferita alla testa ma il movimento ritmico del suo torace indicava
che era ancora vivo.
- Maledetto Difer - pensò tra sé - ci ha ingannati. È riuscito ad
intrappolarci -
Aveva appena finito di formulare le sue ipotesi quando la sua attenzione
fu attratta da un pulpito sospeso su un'esile colonna al centro
dell'enorme sala.
Un vecchio con la barba bianca e occhi azzurri arringava i presenti.
Dalla cupola sovrastante stava calando un uomo appeso per i piedi.
Vaughan lo riconobbe subito, era Difer.
- Il sangue di questi infedeli, servi dell'immonda Imperatrice Nimira,
bagnerà i vostri corpi e vi rigenererà donandovi forza e coraggio. I
vostri nemici non potranno resistervi perché Agevir sarà con voi, se
avrete fede in lui. Domani penetrerete nel Pulp di Kanveska e ucciderete
la Madras suprema. Questa sarà la prima tra le gesta eroiche che vi
attendono. Mai più sarete schiavi di questi mostri lussuriosi -.
Finita la predica due chierici afferrarono il corpo di Difer e con un
gesto fulmineo Vir gli squartò la gola. Un urlo bestiale si alzò dalla
platea ma affievolì subito in un vociare confuso quando ognuno vide che
il sangue di Difer sgorgava a fiotti ma rimaneva sospeso in aria.
Dalla rossa macchia fluttuante emersero tre figure femminili armate
d'arco.
Una prima freccia si materializzò trafiggendo Vir seguita da altre due
che colpirono i chierici.
Lentamente le tre furie vendicatrici si posarono di fronte alla folla
con le frecce incoccate negli archi tesi.
Capitolo 12 - TAAL
La folla fu percorsa da un fremito e stava per fuggire ma una voce
tonante li pietrificò.
- Fermi empi omuncoli - era la voce di Nurah, la strega suprema, che
proveniva dalla cupola del tempio - se non volete che le custodi del
tempio trafiggano pure voi. Sappiamo tutto di voi e delle vostre trame,
gli occhi e le orecchie di Difer ci hanno avvertito. Voi siete complici
della distruzione del Gòlem del Villaggio Bianco. Chiunque si macchi di
questo delitto attira su sé la maledizione delle Custodi Immortali. -
I ribelli vociavano chiedendo perdono, chi rannicchiato e tremante, chi
inginocchiato.
- Silenzio serpi infide! Per ottenere il perdono dovrete dimostrare di
meritarlo. Distruggerete questo tempio e brucerete le pergamene di Vir
colme d'immonde nefandezze. Mai più pronuncerete il nome dell'idolo
Agevir. Ricordate che in qualunque momento le Custodi potrebbero tornare
per eseguire la sentenza che oggi è stata sospesa per volere della
magnanima imperatrice Nimira. Adesso libererete gli stranieri e
tributerete loro i massimi onori.-
Prontamente due uomini liberarono Vaughan che si fece portare acqua
fresca e bende per soccorrere Taal.
Appena il pastore rinvenne il compagno gli raccontò l'accaduto.
- Finalmente si spiega lo strano comportamento di Difer, si tratta di un
Gòlem, un essere magico senz'anima prodotto per spiare e uccidere a
comando. Nessuna strega avrebbe potuto sondare la sua mente ma colei che
lo ha costruito ha la possibilità di vedere attraverso i suoi occhi.
Siamo stati spiati durante tutta la permanenza di Difer presso le
Kioskas e non lo sapevamo - mormorò Taal.
- Quando è stato ucciso l'energia magica racchiusa nel suo sangue si è
liberata: ha attivato il Sortilegio che ci ha permesso di
materializzarci - sussurrò loro una delle custodi - Abbiamo avuto modo
di conoscere le vostre consorelle streghe che hanno garantito anche per
voi Hammers maschi. Da questo momento in poi i nostri popoli potranno
essere amici. Non dovete temere per quanto abbiamo appreso sul vostro
conto, apprezziamo e condividiamo la vostra organizzazione matriarcale.-
- Perché non avete offerto prima la vostra collaborazione? Abbiamo
rischiato per nulla! - chiese Taal confuso e risentito.
- Si stava preparando una guerra tra i territori del nord-ovest e
l'impero, non potevamo permetterci di essere avventate. Il rito
catartico del quale avete rischiato di essere il "piatto forte" ci ha
permesso di bloccare sul nascere i tumulti. Il Gineceo del Villaggio
Bianco è pienamente soddisfatto dei risultati e lo stesso immagino si
possa dire per le Madras. Tornate a casa e siate felici di aver avuto
salva la vita.-
Mentre la custode pronunciava le ultime frasi il suo corpo si dissolse
in una pozza di sangue rapidamente assorbito dal lastricato sul
pavimento.
Taal e Vaughan rimasero a Piedimonte altri due giorni.
A chi si mostrava troppo curioso davano ad intendere di voler
sorvegliare i lavori di smantellamento del tempio; in realtà cercavano
di reperire informazioni su Giada e Savion.
Entrambi sembravano spariti nel nulla.
All'alba del quarto giorno due esploratori in incognito comunicarono a
Taal l'ordine di ritornare alle Kioskas.
Durante il rientro Vaughan non gli rivolse mai la parola, tentava di
dissimulare il suo rancore ma era evidente che ritenesse Taal
responsabile della scomparsa di Giada.
Il pastore, dal canto suo, non desiderava discutere degli esiti
dell'avventura. Riteneva di aver pareggiato i conti con gli amici ed i
nemici ed ora altre urgenze avevano la priorità.
Un'inquietudine esistenziale tormentava la sua mente.
"Chi sono io? Chi erano realmente i miei genitori? Perché vent'anni fa
sono fuggiti dalla Kioskas di Ylea? Perché ho dato l'ordine di uccidere
Savion?"
Taal, Dolceluna, Gualtierow, Avalor
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