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Cercando Vir

Capitolo 1 - Kioskas Kolise, primo pomeriggio - TAAL

Il quartier generale degli esploratori Vulcar riposava avvolto nel silenzio, solo un vociare confuso proveniva dalla stanza delle riunioni.
Dardel in piedi al centro della stanza attendeva che i pochi superstiti si accomodassero sulle panche disposte a semicerchio, quando furono tutti seduti fece scorrere lo sguardo sullo sparuto gruppo.

- Ognuno di voi ha impegni precisi nel pattugliamento delle zone di confine - esordì con voce tonante - Ciononostante sono qui per cercare volontari per una presa di contatto con forze potenzialmente nemiche. I ribelli stanno costruendo una fitta rete di controllo nei territori oltre il Kruill. Le notevoli perdite che ogni giorno ci affliggono richiedono un'energica reazione. Abbiamo ricevuto informazioni di vitale importanza rispetto alle attività nella zona denominata "Villaggio Bianco". -
Dardel espose rapidamente gli esiti della missione di Taal al Villaggio Bianco, parlò del falso oracolo e delle informazioni raccolte durante l'interrogatorio di Difer; quindi concluse:
- La Global Detector, dopo la sconfitta militare inflittagli dalle truppe imperiali sta lavorando per destabilizzare l'organizzazione degli Hammers. Il capo del Villaggio Bianco è stato portato al cospetto dell'imperatrice per essere interrogato, inspiegabilmente nessuna delle streghe è stata capace di sondare la sua mente. Siamo comunque riusciti a farlo collaborare ed ora è qui, per esporre la sua versione dei fatti. -
Da una porta laterale Gual e Taal scortarono un uomo dimesso e zoppicante fino al centro dell'agorà.
- Il mio nome è Difer - esordì - non concordo con quanto è stato detto. Ho deciso di collaborare quando ho capito che abbiamo un nemico comune: la Global Detector. Questi affaristi senza scrupoli sono riusciti a pervertire la mente di mia sorella Cleos. L'hanno convinta a diventare la loro testa di ponte all'interno del Gineceo delle Custodi, l'oligarchia che governa il Villaggio Bianco. Ovviamente abbiamo reagito: siamo stati costretti ad uccidere lei e il nostro oracolo perché erano diventati entrambi ricattabili ed inaffidabili. Quest'atto è stato un'aperta sfida alla Global Detector che ha tentato di attirare le ire dell'imperatrice sul mio indifeso villaggio. Non è un caso che un sedicente druido di nome Vir abbia curato il vostro compagno Taal. Durante la convalescenza, l'esploratore Taal è stato sottoposto ad un'abile opera di convincimento. Non escluderei che Vir abbia usato tecniche d'ipnosi per infondere in lui odio nei confronti miei e del Villaggio Bianco. Fortunatamente la saggezza di Nimira ha avuto la meglio sulle loro oscure trame, ed ora ho l'opportunità di denunciarlo apertamente di fronte a voi, valorosi esploratori. Vir è un agente della Global Detector, si è servito di noi per diffondere il falso credo di Agevir. Sarebbe troppo complesso spiegare le motivazioni che ci hanno indotto, inizialmente, a collaborare con loro. Sappiate solo che la Global Detector intende usare questa nuova religione per scatenare una guerra santa contro l'imperatrice. Dovete fermarlo prima che le sue menzogne si radichino tra il popolo -
Dardel osservava con occhi sbarrati l'oratore.
"Difer sta tentando di imbrogliare le carte. Vir ha salvato Taal... e questo è un fatto. L'idea che esistano secondi fini è sicuramente opinabile!" pensò.
Dominando il disappunto, prese quindi la parola.


Capitolo 2 - AVALOR E TAAL

- Fedeli esploratori. L'individuo che avete di fronte è un abile mistificatore, per questo vi consiglio di assumere queste informazioni col beneficio del dubbio. In realtà la sua collaborazione non è stata spontanea, abbiamo dovuto ammorbidirlo nelle nostre prigioni.-
Un mormorio si diffuse tra i presenti, finché uno di questi non si alzò in piedi.
Era Avalor, uno degli ultimi arrivati nel gruppo, ma che era riuscito in breve tempo ad accattivarsi la stima di molti esploratori, grazie alla sua natura sincera e ai suoi saldi principi morali.
Nonostante la sua giovane età e sebbene fosse la prima volta che prendeva la parola in un'assemblea dei Vulcar, il suo viso non tradiva insicurezza.
Per un lungo attimo fissò la sua prima guida e poi finalmente parlò, dando voce ai pensieri di molti tra i presenti nella sala.
- Non mi dirai che quest'uomo è stato torturato!- esclamò con un tono sinceramente addolorato.
Dardel si affrettò a precisare:
- È stato tenuto forzatamente sveglio... per un po'. Non è stato torturato! -
Seguì un vociare crescente, Avalor in piedi, puntando un dito accusatore, urlò: - La violenza sui prigionieri, sia essa fisica o psicologica, è un sistema non gradito all'etica degli esploratori! -
Avrebbe continuato il discorso a difesa dei diritti inviolabili dell'individuo ma lo sguardo di Giada lo convinse a riprendere posto sulla sedia, evitando ulteriori polemiche.
La discussione aveva però ormai preso una piega inaspettata.
Difer, presente in veste di complice pentito, appariva ad alcuni oratori come vittima di un sistema repressivo.
L'attenzione dei presenti si stava spostando sui diritti civili dei prigionieri tralasciando la questione della difesa dei confini...
Taal si avvicinò a Difer infuriato:
- Che cosa stai tentando di fare? Ti conosco abbastanza, il tuo fare dimesso è solo una maschera. Di cosa vuoi convincerci? Hai intenzione di creare disordini? Sappi che il mio pugnale ha ancora sete del tuo sangue. - ringhiò senza farsi sentire dai compagni.
L'assemblea rumoreggiava.
Difer sorrise mestamente e rispose sottovoce a Taal:
- Fai troppa dietrologia, caro amico. Ho voluto scaldare un po' la platea. Guarda come si sono accesi. Ora sono pronti ad impegnarsi nell'analisi dei fatti e nell'azione conseguente. -
Con fatica Dardel era riuscito a riportare ordine. Mentre gli ultimi borbottii andavano affievolendosi Difer s'intromise approfittando di quel silenzio fragile.
- Mi avete frainteso. Chiedo scusa per la sfiducia dimostratavi. Dardel ha fatto ciò che qualunque capo saggio avrebbe dovuto fare. Ora che vi conosco meglio sono pronto a giurare fedeltà a voi e all'imperatrice. Che la Dea mi sia testimone.-
- Dardel, Difer ti ha rubato nuovamente la scena!- sussurrò Gual con tono tra lo scherzoso e l'indispettito.

Vaughan provava un'epidermica repulsione per Difer.
In cuor suo lo aveva già giudicato e condannato.
Deliberatamente soverchiò il brusio per lanciare le sue accuse:
- Secondo me, Difer ha voluto evitare un'ispezione al Villaggio Bianco. Dovremmo verificare chi o cosa si nasconde tra le custodi del tempio.-
- Secondo me è una trappola! - esclamò un terzo esploratore - Troppi particolari non concordano!
Perché Vir avrebbe dovuto impersonare un druido? Sarebbe stato più semplice imitare un qualunque iniziato all'arte della medicina. Inoltre Difer non ci ha detto dove stava andando quando è stato arrestato dalle amazzoni. Che cosa nasconde ancora?-


Capitolo 3 - AVALOR E TAAL

- Non posso biasimarti se dubiti di me, - gli rispose Difer - ma ti chiedo di poter avere un contraddittorio col sedicente druido. Se non sarai soddisfatto rimetterò la mia vita nelle mani di Taal. – e volgendo platealmente lo sguardo verso l’iroso pastore aggiunse – Ovvero, sarò giustiziato all’istante. -
Sguardi attoniti percorsero la sala.
Alcuni avevano visto Taal fare scempio dei nemici caduti in battaglia. Ulteriori chiacchiere sui fatti del Villaggio Bianco circolavano da giorni tra gli Esploratori di Vulcar.
- Un processo sommario a Difer - Ringhiò Taal, confermando tutti i pregiudizi - Non chiedo di meglio.-
Molti esploratori si dichiararono scandalizzati da una proposta così radicale.
Avalor si alzò di nuovo in piedi urlando:
- Voglio essere presente per verificare che non sia versato sangue innocente -.
- Bene - disse Dardel - Farai parte della spedizione - Quindi, rivolto a Difer – Completa l’esposizione della tua tesi. -
- Prima di essere arrestato - continuò Difer impassibile - mi stavo recando presso i territori del nord-ovest dove la Global Detector sta diffondendo un nuovo credo. Vir si presenta come druido per avere maggiore attendibilità. In realtà nessuno dei non iniziati conosce la misteriosa religione Naturalistica dei druidi, non è difficile spacciarsi per uno di loro. Vir ha creato un esercito d’invasati che vogliono punire l’imperatrice rea, a detta loro, di essersi accoppiata con un mostro primordiale. Sono stati i seguaci di Vir ad attentare all’imperatrice ed io posso dimostrarlo. Seguitemi nei territori del Nord-Ovest ed aiutatemi a catturare Vir.-
- È come dicevo - sbottò Vaughan - vuole tenerci lontani dal Villaggio Bianco.
- Calma - intervenne Dardel - Per prima cosa Taal guiderà il gruppo alla grotta di Vir nei dintorni del Villaggio Bianco. Difer dovrà ripetere le sue accuse di fronte al druido che avrà modo di replicare. Il resto si vedrà in seguito.-
- Ubi major minor cessat - mormorò Difer reclinando il capo.

Il mattino dopo Dardel convocò Avalor, Giada, Gualtierow, Vaughan e Taal.
- Oggi stesso partirete per la grotta di Vir; Taal conosce la zona e sarà il vostro scout, capitanerà la spedizione la seconda guida Gualtierow. Porterete con voi Difer per il contraddittorio di cui abbiamo parlato ieri. Prima di prendere qualunque decisione dovrete inviarmi un rapporto e - fissando severamente Taal negli occhi - NESSUNO subirà un processo sommario. Due streghe d’alto rango vi accompagneranno fino al bivio per il Villaggio Bianco. Non è necessario che voi conosciate i particolari della loro missione. Per Giada si tratta della prima missione come esploratore.- disse fissando teneramente la donna- E’ passato poco tempo da quando lavoravi come tecnico della Global Detector ma il tuo modo di pensare è cambiato radicalmente. Porta a termine questa missione con onore e disciplina e diventerai un esploratore a pieno titolo. Questo è tutto, avete domande?-



Capitolo 4 - AVALOR, DOLCELUNA E TAAL

All'interno dei sicuri confini di Krymenia, a Mysticdoom, la strega Dolceluna percorreva lesta i misteriosi sentieri che l'avrebbero condotta al cospetto della Strega Suprema.
Una strana inquietudine le attanagliava lo stomaco. Era rientrata da pochi giorni dopo un'assenza prolungata oltre i confini d'Arcano e sperava proprio di riuscire a riposarsi un pochino prima di essere riassorbita da lavoro.
Raggiunse Nurah sotto il Grande Albero, il fulcro del "regno delle streghe": uno dei punti cardinali magici su cui si reggeva tutto Mysticdoom.
Il pentacolo di protezione delle streghe era delimitato da sei punti focali, catalizzatori di magia.
L'albero ne era il cuore. La strega fece un lieve inchino col capo prima di sedersi al fianco della grande strega.
"Ti sei rimessa in forze?" le chiese pacatamente lisciando le pieghe del lungo abito.
"Diciamo di si... sinceramente non avrei pensato di rischiare tanto... ho sottovalutato i tuoi consigli!" un lieve rossore le invase il volto pallido.
Non era per la rabbia già dimenticata, ma per l'avventatezza con la quale aveva affrontato quella missione.
Nurah sorrise stringendola in un abbraccio: "Non si impara che dagli errori Lune... la prossima volta presterai la necessaria attenzione" il volto divenne di nuovo serio "... e credo si presenti prima di quanto immagini l'occasione di mettere a frutto questa lezione di vita!".
"Che intendi ...".
"Dobbiamo aggregarci ad una missione degli esploratori Vulcar ... "
Luna la interruppe corrucciata.
"... ma credi che ne sia all'altezza non vorrei metterti in difficoltà..." iniziò a protestare.
".... Meno paranoie piccola mia ..." lo sguardo fermo e sereno della Suprema rilassò la strega "sai perfettamente chi sei senza che te lo dica io... ascolta quello che ci attende ....".
Fu dopo parecchio tempo che Dolceluna ritornò sui suoi passi con uno strano sorriso sul volto.

L'amazzone di guardia ai cancelli di Krymenia intravide una nuvola di polvere che avanzava verso il posto di guardia.
Portando agli occhi un rudimentale cannocchiale riconobbe Gualtierow seguito da quattro sconosciuti. Ripassò mentalmente i loro nomi, Dardel aveva fatto precedere la sua pattuglia da un piccione viaggiatore.
Il messaggio chiedeva un generico supporto logistico per un contingente di cinque persone dirette oltre il Kruill. Il dispaccio non specificava la natura della missione.
Arrivato al posto di guardia, il gruppo smontò da cavallo e salutò la vigorosa amazzone.
- Aykido, sono la comandante del corpo di guardia. Per attraversare il Kruill dovrete continuare a piedi. Noi ci prenderemo cura dei vostri destrieri. Vi propongo di fermarvi a fare colazione, sarete miei ospiti.-
Consegnati i cavalli alle guardie, il gruppo si accomodò sulle panche di una mensa spartana.
Avalor prese posto distante dal gruppo, quasi isolato, per restare solo con i suoi pensieri.
Da quando erano partiti lui e Taal non si erano rivolti la parola. Probabilmente era stata la cosa più saggia da fare.
Con ogni probabilità un qualsiasi dialogo tra i due sarebbe sfociato in un diverbio o qualcosa di peggio e il gruppo ne avrebbe potuto risentire.
Avalor aveva l'impressione di essere l'unico a credere in una possibile innocenza di Difer. Anche Giada, per la quale sentiva una certa affinità, si rifiutava di esprimere un'opinione a riguardo.


Capitolo 5 - TAAL

Patate bollite e spezie troneggiavano al centro della tavolata.
Una mezzaluna di formaggio fondeva lentamente vicino al caminetto. Il vino rosso, giovane e fruttato, "lubrificava" la conversazione.
Giada, filosoficamente alticcia, si rivolse verso Difer e Taal.
- Non capisco la questione dell'oracolo... so che siete entrambi devoti alla dea oscura, non intendo denigrare il vostro credo ma... come si può pensare che sia possibile conoscere il futuro se esso è frutto del libero arbitrio?-
Difer inghiottì il boccone che stava masticando, si schiarì la voce e spiegò:
- Solo gli dei possono conoscere il futuro. La mente umana non può comprendere la complessità del non essere, l'infinitamente mutevole futuro. L'oracolo è solo un uomo, anzi è solo un capro espiatorio delle tensioni sociali. Su di lui gravano le aspettative dell'intero villaggio. Per questo non è un uomo libero bensì uno schiavo. Egli rischia costantemente di essere giustiziato, ucciso mediante tortura, se non dimostra di possedere qualità soprannaturali. Per "vaticinare" spesso utilizza trucchi da baraccone. Per esempio gli adolescenti desiderano sempre le solite informazioni, sono sempre segretamente innamorati di qualche irraggiungibile eroe e intrattengono relazioni affettive con qualcun altro. Non è necessario essere dei maghi per predire loro inevitabili ed effimere pene d'amore. Alcuni oracoli amano prevedere sciagure che quando si avverano suscitano grande scalpore. Quando la vita scorre tranquilla, invece, nessuno ricorda le profezie passate. A volte le profezie si "auto-avverano". Immaginate che l'oracolo, durante la stagione secca, preveda che un demone incendierà i campi di X. Un nemico di X potrebbe appiccare il fuoco sicuro che la colpa ricada sul demone. Purtroppo, la Global Detector ha capito che l'oracolo è l'elemento debole della nostra società. È ricattabile e ha estremo bisogno di suggerimenti qualificati. La tecnologia della ditta multiplanetaria permette loro di prevedere eventi climatici e osservare gli spostamenti di truppe tramite satelliti spia ad alta definizione. Queste preziose informazioni erano trasmesse e comunicate ad agenti operanti sul pianeta, con la complicità del nostro vecchio oracolo. Il potere esecutivo del Villaggio Bianco era a conoscenza di tutto questo ma, contemporaneamente, non riusciva a decidere il da farsi per via. Veti incrociati, all'interno del Consiglio delle Custodi, bloccavano qualunque risoluzione mentre la situazione diventava sempre più pericolosa. Quando Taal è venuto ad ispezionare il villaggio ho capito che la nostra sopravvivenza era in pericolo. È per questo motivo che ho provocato la morte degli oracoli e di sorella... -
Difer sembrò perdere il filo del discorso ma prontamente si riebbe - mia sorella Cleos, loro complice. Subito dopo abbiamo distrutto la radio ricetrasmittente con la quale questi rinnegati comunicavano con la Global Detector-.
La lezione di realpolitik stroncò l'appetito ai commensali che imbarazzati e disgustati stavano per abbandonare il desco.


Capitolo 6 - GUALTIEROW

- Non così presto, amici miei! -
La voce chiara e volitiva proveniva dall'entrata della mensa. Era una voce che Gualtierow conosceva bene.
- Mi stavo già chiedendo se saresti apparsa come per incanto, o se avrei dovuto venirti a cercare nell'antro, Strega Suprema - disse la seconda guida rivolgendosi a Nurah, mentre un gran sorriso gli illuminava il volto.
- Davvero pensi di poterti addentrare liberamente nel cuore di Krymenia senza correre i rischi mortali ai quali va incontro un non iniziato? - replicò Nurah socchiudendo gli occhi indagatori.
- Viverti accanto per tanto tempo mi ha reso attento e scaltro, bella Madras, e mi ha reso immune agli incantesimi più comuni - replicò Gual abbracciando amichevolmente la strega.
- Le cose cambiano, caro Gual... Ora c'è ben altro che bolle in pentola. Altro che incantesimi comuni! -
rispose la strega ricambiando l'abbraccio.
- Già, le cose cambiano...- mormorò la seconda guida, più a se stesso che all'uditorio, e dopo aver aspirato ad occhi socchiusi il tenue profumo emanato dai capelli della donna, ed essersi abbandonato per un attimo a ricordi ormai lontani, si scosse ed esclamò:
- Lascia che ti presenti a quanti di noi non hanno ancora avuto il piacere di fare la tua conoscenza. Amici, costei è Nurah, la Strega Suprema che ha generosamente acconsentito ad unirsi a noi in questa missione, e che ci sosterrà con il ricorso agli incantesimi più idonei alle circostanze -.
Nurah salutò tutti i presenti con calore, e si sedette dopo aver offerto un particolare infuso per festeggiare l'incontro.
Mentre bevevano, Gual chiese notizie di Dolceluna.
- Avrebbe dovuto essere già qui. Si sarà persa nei locali adibiti a dispensa, alla ricerca di qualche dolciume.- ridacchiò Nurah.
- Vado a cercarla -, disse Gual, sorridendo al ricordo della Guardiana del Libro degli Incanti.
La giovane strega era nota per la sua golosità, debolezza che destava più ilarità che disappunto tra i suoi conoscenti.
In lei confliggevano paura del giudizio altrui e desiderio di esprimere il proprio entusiasmo per la vita, ma quando un amico riusciva a metterla a suo agio diventava un vulcano di allegria.
Gual non dovette cercare a lungo. Dolceluna era lì, in punta di piedi davanti ad una credenza, concentrata e protesa nel tentativo di raggiungere un vassoio di biscotti posto su uno dei ripiani alti.
- Aspetta! Ti aiuto io.- esclamò Gual.
La strega trasalì, come una fanciulla che viene sorpresa a rubare la marmellata.
Poi, riconosciuto l'esploratore, corse a buttargli affettuosamente le braccia al collo.
- Oh Gualtierow, è da un'eternità che non ti fai vivo... mi sei mancato tantissimo, sai? -.
- Mai quanto tu sei mancata a me, piccola peste! - rispose l'esploratore stringendo la strega tra le sue braccia con lo stesso slancio d'affetto che lei mostrava nei suoi confronti.
Entrambe streghe eppure fondamentalmente diverse nel carattere... Razionale, quasi altéra la suprema, elegante e sicura di se, dalla voce profonda e sensuale, generosa nel porsi al servizio della comunità e dal cipiglio fiero di chi è abituato al comando.
Per contro vivace ed entusiasta la guardiana, dal sorriso contagioso, spontanea, quasi avventata, dalla voce cristallina, generosa nella sua disponibilità per il singolo, sensibile e fidata...
Ma c'era qualcosa che le due streghe avevano in comune: un corpo perfetto e una bellezza
straordinaria.
A causa delle riflessioni che turbinavano nella mente di Gual l'abbraccio con Dolceluna durò più a lungo del previsto. Quando si sciolsero all'esploratore non sfuggì l'attimo di turbamento che Dolceluna nella sua inguaribile spontaneità non riuscì a nascondere.
Ma non durò a lungo: con la vitalità che da sempre la contraddistingueva prese la mano dell'esploratore e lo tirò con forza verso l'uscita del locale esclamando: - Dai, presentami agli altri, prima che si preoccupino non vedendoti tornare! -.


Capitolo 7 - TAAL

Dopo pochi giorni di marcia nella foresta ritrovarono il tracciato noto a Taal.
Il sentiero si snodava aggirando una bassa collina coperta da un fitto bosco ceduo.
Arrivati ad un bivio Taal fermò la compagnia.
- Da questa parte, proseguendo in piano, si arriva al Villaggio Bianco - disse rivolto a Nurah e Dolceluna - Non mi è permesso chiedervi i particolari della vostra missione ma desidero darvi un avvertimento: le custodi del Villaggio Bianco, quando sono nella boscaglia, sono invisibili. Sarà impossibile che riusciate ad avvicinarvi senza essere viste.-
- Non preoccuparti pastorello, - rispose Dolceluna con voce chioccia - non cercheremo di nasconderci anzi, faremo in modo di essere convenientemente annunciate - e rivolta al resto della compagnia - Così le nostre strade si dividono... come dite voi esploratori: "Buona strada". Ci rivedremo al posto di guardia di Krymenia.-
Le due streghe abbracciarono i compagni di viaggio e si avviarono verso il Villaggio Bianco, un attimo prima di scomparire dietro la collina si voltarono, e sventolarono le mani ridacchiando misteriosamente.
- La grotta di Vir invece è su questa collina situata circa a mezza costa in corrispondenza di quelle rocce a strapiombo - disse Taal indicando una muraglia naturale in mezzo al bosco.
- Ci distribuiremo su un fronte più largo possibile e rastrelleremo la boscaglia in cerca di chiunque vi si nasconda. È inutile ricordarvi che dovremo essere silenziosi come fantasmi - continuò Gualtierow - Tu, Difer, camminerai al fianco di Taal. Se tenterai di fuggire non arriverai vivo all'agognato confronto con Vir.-
- Il confronto con Vir non sarà né qui né ora, fedeli amici - disse Difer con sguardo di sfida - Come ho tentato di dirvi giorni addietro, Vir è andato nei territori del Nord-Ovest, sulle alture di Sahran, ad organizzare la guerriglia.-
La pattuglia individuò subito la grotta dove Taal agonizzante aveva trovato asilo.
L'interno appariva disabitato da parecchio tempo. Nulla rimaneva dell'arredo di pelli di lupo.
I resti di un falò vicino all'imboccatura erano l'unico indizio che quella grotta fosse stata abitata. Rovistando tra la cenere Gualtierow estrasse una mappa semi-carbonizzata.
- Appartiene alle zone del nord-ovest - esclamò il Difer.
Taal la esaminò per alcuni secondi - Confermo - disse con voce priva d'emozione.
- Spero che siate disposti ad ammettere che abbiamo perso troppo tempo per colpa dei nostri reciproci sospetti - mormorò Difer implorante - Dobbiamo andare nel Sahran.-
Non fu necessaria nessuna parola, gli esploratori si scambiarono uno sguardo di consenso e, dopo pochi minuti, il gruppo marciava verso il Kruill.
Gli esploratori viaggiarono giorno e notte ed arrivarono esausti al posto di guardia dove avevano lasciato i cavalli.
Gualtierow partì la notte stessa per fare rapporto a Dardel mentre i compagni rimasero a Krymenia per riposare, in attesa di nuovi ordini.


Capitolo 8 - AVALOR, DOLCELUNA, TAAL

Le due streghe erano ferme in una radura nei pressi del Villaggio Bianco.
Dalle sacche estrassero due boccette nere e una cassetta di legno di balsa dall'aspetto innocuo.
"Sei sicura che funzioni?" disse Dolceluna storcendo il naso "La pozione ha un odore nauseante... ricordami, quando saremo ritornate a Krymenia, di procurarti del dolcificante e qualche bacca aromatizzante per i prossimi intrugli ...".
Nurah la fulminò con lo sguardo e tornò a fissare la sua ampollina: "...non hai tutti i torti...".
Intonando una litania ingoiarono il filtro magico e, dopo pochi attimi, scomparvero.
Dalle loro vesti afflosciate al suolo emersero due corvi dal becco giallo che si librarono rapidi in aria.
Gli uccelli si erano appena alzati in volo quando la cassetta emise un rumore simile all'urlo di un grifone.
Al verso del grifone si aggiunsero altri richiami di animali terrificanti.
Il suono si fece gradualmente più forte finché la piccola cassa, vibrando come se un demone fosse nascosto al suo interno, esplose.
Il suono rimbalzava magicamente tra gli alberi spaventando gli animali della foresta che si riversarono in branco verso il villaggio.
I primi ad arrivare furono gli uccelli seguiti da agili cervi e robusti cinghiali.
La carica puntava decisa verso il Villaggio Bianco quando dal sottobosco emersero guerriere urlanti armate di arco.
Con dardi fulminei tentarono di contrastare l'esercito di animali che stava per travolgerle. Cervi e cinghiali stramazzavano al suolo trafitti da tiri di precisione.
In tutto il trambusto nessuno notò due corvi dal becco giallo planare sulla balconata del tempio ed infilarsi tra le sbarre di un lucernaio.
Era da poco spuntata l'alba su Krymenia quando un piccione viaggiatore recapitò un messaggio per Taal:
"Da comando Vulcar a Taal.
Assumere comando della pattuglia.
Continuare ricerca Vir in direzione Nord-Ovest.
Eseguire rifornimento presso Corpo di Guardia per vettovagliamento viaggio".

Taal si attivò immediatamente.
Dopo aver svegliato tutta la sua squadra, si avviò verso le dispense. Mostrando il messaggio al sottufficiale addetto si fece consegnare carne secca e biscotti salati più alcune razioni di concentrato di latte e miele.
Nel frattempo la pattuglia aveva sellato i cavalli. Avalor era più inquieto del solito.
Finché Gualtierow aveva avuto il comando non aveva temuto per l'esito della missione, certo che gli ordini di Dardel sarebbero stati rispettati. Ora, però, aveva il timore che l'odio di Taal verso Difer potesse accecare la ragione dell'esploratore, portandolo ad agire sconsideratamente, perdendo di vista l'obiettivo della missione, che come aveva detto a Giada non erano l'uccisione di Difer.
I quattro compagni si concessero un'ora per consumare l'ultimo pasto caldo prima di partire; dopodiché si avviarono in direzione Nord-Ovest.
Dovettero percorrere i primi chilometri a piedi finché incrociarono la pista che Difer conosceva bene.
- Entro domani saremo a Sahran; forzando la marcia raggiungeremo i territori del nord-ovest prima di domani notte- disse Difer eccitato - se riusciremo a prendere contatto con Savion potremo avere un luogo sicuro dove passare la notte. Savion è il mio contatto nel nord-ovest. È il tenutario della "Locanda della Mandragola" nei pressi del paese Piedimonte.-
Taal non commentò le parole di Difer, salì a cavallo e si avviò al trotto lungo la pista.
Al tramonto erano giunti al limitare della foresta. Si accamparono vicino alla pista in un avvallamento dal quale potevano vedere le colline coperte di pascoli tipiche del nord-ovest.
Consumato un pasto frugale, gli esploratori si disposero a semicerchio avvolti nelle loro coperte. I cavalli erano legati nelle immediate vicinanze.
Taal, senza proferire parola, si avvicinò a Difer e lo legò ad un albero.
- Ancora non ti fidi di me amico?- disse Difer con tono neutro.
- Nessuna persona saggia si fiderebbe di un serpente - rispose Taal - bada a come ti comporterai domani alla Locanda della Mandragola. Ho sentito parlare del tuo amico Savion e non mi dispiacerebbe appendervi per il collo con la stessa corda.-
Gli occhi di Avalor incontrarono quelli di Taal. A lungo i due si fissarono senza proferire parola.
Vaughan si frappose tra i due, invitando Avalor a dirigersi verso il suo giaciglio.
Fortunatamente l'esploratore seguì il consiglio del compagno più anziano e s'incamminò in direzione opposta a Taal scuotendo la testa e sentendo gli occhi di questo ancora puntati su di lui.


Capitolo 9 - AVALOR, DOLCELUNA, TAAL

Due corvi dal becco giallo, appollaiati sul cornicione, osservavano l'interno della stanza.
Una vecchia inginocchiata e seduta sui talloni sussurrava parole appena percettibile. Sopra di lei una struttura piramidale di cristallo rifletteva bagliori iridescenti, un esagramma di candele occupava tutto il pavimento attorno.
Tre ragazze si erano occupate di lavare e imboccare la donna immobile e si accingevano a lasciare la stanza. Una quarta posò la propria fronte su quella della vecchia rimanendo in quella posizione per alcuni secondi, quindi uscì anche lei senza produrre il minimo rumore.
I due corvi planarono sul pavimento della Sancta Sanctorum del tempio.
Appena ebbero toccato terra riacquisirono sembianze umane.
- Siamo state fortunate - sussurrò Dolceluna sputacchiando le piume nere.
- La fortuna sorride agli audaci - disse Nurah di rimando.
Tenendosi per mano, completamente nude, entrarono all'interno del cerchio magico, inginocchiandosi di fronte alla sconosciuta in trance posarono i palmi delle loro mani sui suoi.
Appena entrarono in contatto trasalirono, ondate di energia si dipanavano dalla donna che avevano di fronte. La sua percezione del mondo era sdoppiata.
Lentamente le tre menti entrarono in contatto telepatico e fu come lo schiantarsi di un fulmine a terra. Tramite la vecchia fluirono in loro le immagini di un tempio capovolto che lentamente ruotava su se stesso. Il salmodiare dei fedeli proveniva da sopra la testa o... dal basso?

Nonostante la palpabile tensione che si era respirata durante tutta la mattinata, la pattuglia degli esploratori arrivò alla taverna, Taal lasciò Avalor e Giada di guardia ai cavalli ed entrò con Difer e Vaughan.
La sala era completamente vuota, l'odore di vino e cibo saturava l'aria dell'angusto locale.
Vaughan rimase vicino all'ingresso mimetizzato dietro una colonna, Difer si avviò deciso al bancone e bussò con forza sul tavolaccio.
Dalla cucina si sporse un ragazzino cencioso.
- Arrivo, messeri, solo un attimo di pazienza.-
Difer e Taal si sedettero, il ragazzino arrivò subito con due bicchieri.
- Cosa gradite, messeri? La cena non è ancora pronta ma posso portarvi vino formaggi e salumi.-
- Voglio parlare con Savion - disse Taal seccamente.
- ...e gradiremmo vino e formaggio - aggiunse Difer con un sorriso.
- Come desidera, signore - rispose il ragazzino guardando Difer, e scomparve in cucina.
Poco dopo fece il suo ingresso un uomo corpulento che reggeva un fiasco, un cesto con due pagnotte e un pezzo di formaggio.
- Salute a te Savion - esclamò Difer.
- Salute a te e ai tuoi compagni, maestro Difer - rispose l'oste.
Savion era un uomo di circa trent'anni, una barba scura e riccioluta gli incorniciava il viso.
Era vestito con una casacca verde e larghi pantaloni della stessa stoffa, ai piedi portava sandali di cuoio finemente intarsiati. La casacca impeccabile portava fregi dorati identici a quelli dei sandali.
- Mi sembri in ottima forma Savion, gli affari vanno bene?-
- Vanno benissimo, anche per merito del tuo confratello Vir, maestro. Molti uomini vengono alla montagna sacra per incontrarlo.-
- Domattina voglio presentargli questi miei amici ma desidero che sia una sorpresa. Puoi ospitarci per la notte? Siamo in cinque ma ci sarà sufficiente una sola camera.-
- Posso darvi una stanza ciascuno - disse l'oste - per il maestro e i suoi compagni...-
- Basterà una sola stanza, oste - interruppe Taal con voce autoritaria.
- Una stanza ciascuno è più confacente allo status di... - disse Savion rivolto a Difer.
- Fa come dice il mio amico, fratello. Una stanza per cinque è tutto ciò che ci serve - lo interruppe Difer - ma se vuoi essere utile manda a chiamare i fratelli della vecchia loggia, ho bisogno di conferire con loro.-
- Ogni tuo desiderio è un ordine maestro - rispose Savion ritornando in cucina.


Capitolo 10 - TAAL

In tarda serata si presentarono alla locanda due individui.
Entrando nella sala si guardarono attorno e si diressero decisi verso Difer.
Dopo essersi inchinati salutarono con deferenza la compagnia.
- Ave, Onorabili e salute a te maestro Difer.-
- Ave a voi fratelli - rispose - sedetevi al nostro tavolo e dividete con noi la cena.-
- Ne saremmo ben lieti ma i nostri impegni ci chiamano altrove, Savion ci ha detto che hai urgenza di conferire con la loggia ma al momento sono tutti al tempio della montagna sacra, dove anche noi siamo attesi. Se possiamo esserti utili saremmo ben lieti di offrirti i nostri servigi.-
- Desidero conoscere gli ultimi avvenimenti - disse Difer con voce ferma - sono qui per osservare l'opera vostra e del maestro Vir.-
I due si guardarono confusi dopodiché il più anziano rispose: - Tutto è stato approntato secondo la volontà di Agevir, stiamo raccogliendo gli uomini per sferrare il primo attacco contro le immonde amazzoni di Nimira. Domani sera, durante il rito della luna nuova, riceveremo le ultime istruzioni per iniziare la guerra santa. L'ordine naturale delle cose sarà ristabilito.-
- Molto bene - disse Difer freddamente - io e questo mio compagno saremo presenti ma, badate bene, in incognito. Siamo stati investiti della responsabilità di verificare l'ortodossia del rito. Dovrete scortarci fino al tempio mantenendo il più assoluto riserbo.-
- Come il maestro ordina - risposero all'unisono - domattina all'alba c'incontreremo in taverna e vi accompagneremo al tempio - quindi, con un inchino appena accennato, si congedarono.
Quando Taal diede l'ordine di ritirarsi in camera Giada si avvicinò al pastore.
- Non mi piace come si mettono le cose, abbiamo sentito abbastanza, non è necessario gettarci nella tana del lupo. Torniamo alle Kioskas e riferiamo all'imperatrice. Come possiamo essere sicuri che Difer, appena arrivato nel covo di Vir non ci denunci? Siamo solo quattro e non potremo tener testa ad un esercito di ribelli. Senza contare che questi non sono ribelli normali, sono una setta ben organizzata... a quanto pare.-
- Anch'io sono preoccupato, - rispose Taal - infatti domattina tu e Avalor non verrete alla montagna sacra. Avalor tornerà nottetempo alle Kioskas per riferire quello che abbiamo scoperto, tu fingerai di venire con noi ma tornerai alla taverna e spierai i movimenti di Savion, appena ne avrai l'occasione lo giustizierai e nasconderai il cadavere. Preoccupati di riferire ad Avalor i miei ordini, non intendo discutere con quello sciocco idealista.-
- Perché dovrei uccidere a sangue freddo Savion? Non ti capisco...-
- Lo ucciderai perché non c'è motivo che quel ribelle rimanga in vita. Sei libera di dissentire ma non di disobbedire, al nostro rientro potrai denunciare il mio comportamento, per ora dovrai obbedirmi. Non posso essere certo che Difer non gli abbia trasmesso, con qualche sistema in codice, informazioni importanti.-
- Tu sei pazzo! - sbottò Giada - vuoi che uccida un uomo la cui unica colpa è conoscere Difer ma ti lasci guidare da lui nel covo di nemici dichiarati dell'imperatrice...-
- Difer e Vir non possono essere in combutta, dimentichi che il druido ha smascherato il predicatore, appartengono a schieramenti diversi in questa partita a scacchi.-
- Se Vir è il re nero e Difer il bianco, tu che "pezzo" saresti? - chiese Giada con tono acido.
- Io non amo il gioco degli scacchi, preferisco il tiro a segno!-


Capitolo 11 - AVALOR, TAAL

La mattina seguente gli esploratori si misero in viaggio senza aver consumato la colazione.
I ribelli "della loggia" si presentarono con notevole anticipo e imposero che si partisse immediatamente. Avalor, al quale gli ordini furono riferiti da Giada, sebbene evidentemente contrariato, era partito nottetempo e nessuno ne notò l'assenza.
Arrivati in vetta al colle, che con eccessiva enfasi i ribelli chiamavano "montagna sacra", si addentrarono in un bosco di querce da sughero, dopo meno di mezz'ora arrivarono ad una costruzione squadrata circondata da un colonnato coperto d'edera.
Il possente portone di ferro sull'entrata principale era socchiuso.
Entrando nell'androne, Taal e Vaughan stringevano nervosamente il pugnale sotto la tunica, Difer invece sembrava oltremodo interessato. Manteneva gli occhi sbarrati osservando ogni minimo particolare.
Giada approfittò del momento per defilarsi e tornare alla locanda.
Appena gli occhi degli esploratori si abituarono alla semioscurità videro che i ribelli indicavano loro una porta laterale.
- Da qui potrete vedere la sala senza essere visti, noi andiamo ad unirci agli altri fedeli per il rito della luna nuova - e senza attendere risposta, scesero per uno scalone adiacente.
Taal fece un cenno a Vaughan e a Difer.

- Vediamo cosa c'è oltre quella porta -
Taal entrò con circospezione e osservò la stanza illuminata da fiaccole appese alle pareti.
- Questo locale è privo di finestre, da qui non si vede nessuna sala - sussurrò ai compagni ma non ebbe il tempo di sentire la risposta.
Un colpo alla nuca lo fece stramazzare al suolo.

Vaughan si risvegliò legato, la corda che gli immobilizzava i piedi continuava fino ad una carrucola fissata al soffitto.
Non ricordava cosa fosse successo, erano appena entrati nel tempio, stava sorvegliando Difer mentre Taal era scomparso in una stanza adiacente.
Aveva avvertito una puntura alla base del collo... poi il buio.
Si guardò attorno, Taal era legato accanto ancora svenuto, aveva una brutta ferita alla testa ma il movimento ritmico del suo torace indicava che era ancora vivo.
- Maledetto Difer - pensò tra sé - ci ha ingannati. È riuscito ad intrappolarci -

Aveva appena finito di formulare le sue ipotesi quando la sua attenzione fu attratta da un pulpito sospeso su un'esile colonna al centro dell'enorme sala.
Un vecchio con la barba bianca e occhi azzurri arringava i presenti.
Dalla cupola sovrastante stava calando un uomo appeso per i piedi.
Vaughan lo riconobbe subito, era Difer.

- Il sangue di questi infedeli, servi dell'immonda Imperatrice Nimira, bagnerà i vostri corpi e vi rigenererà donandovi forza e coraggio. I vostri nemici non potranno resistervi perché Agevir sarà con voi, se avrete fede in lui. Domani penetrerete nel Pulp di Kanveska e ucciderete la Madras suprema. Questa sarà la prima tra le gesta eroiche che vi attendono. Mai più sarete schiavi di questi mostri lussuriosi -.
Finita la predica due chierici afferrarono il corpo di Difer e con un gesto fulmineo Vir gli squartò la gola. Un urlo bestiale si alzò dalla platea ma affievolì subito in un vociare confuso quando ognuno vide che il sangue di Difer sgorgava a fiotti ma rimaneva sospeso in aria.
Dalla rossa macchia fluttuante emersero tre figure femminili armate d'arco.
Una prima freccia si materializzò trafiggendo Vir seguita da altre due che colpirono i chierici.
Lentamente le tre furie vendicatrici si posarono di fronte alla folla con le frecce incoccate negli archi tesi.

Capitolo 12 - TAAL

La folla fu percorsa da un fremito e stava per fuggire ma una voce tonante li pietrificò.
- Fermi empi omuncoli - era la voce di Nurah, la strega suprema, che proveniva dalla cupola del tempio - se non volete che le custodi del tempio trafiggano pure voi. Sappiamo tutto di voi e delle vostre trame, gli occhi e le orecchie di Difer ci hanno avvertito. Voi siete complici della distruzione del Gòlem del Villaggio Bianco. Chiunque si macchi di questo delitto attira su sé la maledizione delle Custodi Immortali. -
I ribelli vociavano chiedendo perdono, chi rannicchiato e tremante, chi inginocchiato.
- Silenzio serpi infide! Per ottenere il perdono dovrete dimostrare di meritarlo. Distruggerete questo tempio e brucerete le pergamene di Vir colme d'immonde nefandezze. Mai più pronuncerete il nome dell'idolo Agevir. Ricordate che in qualunque momento le Custodi potrebbero tornare per eseguire la sentenza che oggi è stata sospesa per volere della magnanima imperatrice Nimira. Adesso libererete gli stranieri e tributerete loro i massimi onori.-
Prontamente due uomini liberarono Vaughan che si fece portare acqua fresca e bende per soccorrere Taal.
Appena il pastore rinvenne il compagno gli raccontò l'accaduto.
- Finalmente si spiega lo strano comportamento di Difer, si tratta di un Gòlem, un essere magico senz'anima prodotto per spiare e uccidere a comando. Nessuna strega avrebbe potuto sondare la sua mente ma colei che lo ha costruito ha la possibilità di vedere attraverso i suoi occhi. Siamo stati spiati durante tutta la permanenza di Difer presso le Kioskas e non lo sapevamo - mormorò Taal.
- Quando è stato ucciso l'energia magica racchiusa nel suo sangue si è liberata: ha attivato il Sortilegio che ci ha permesso di materializzarci - sussurrò loro una delle custodi - Abbiamo avuto modo di conoscere le vostre consorelle streghe che hanno garantito anche per voi Hammers maschi. Da questo momento in poi i nostri popoli potranno essere amici. Non dovete temere per quanto abbiamo appreso sul vostro conto, apprezziamo e condividiamo la vostra organizzazione matriarcale.-
- Perché non avete offerto prima la vostra collaborazione? Abbiamo rischiato per nulla! - chiese Taal confuso e risentito.
- Si stava preparando una guerra tra i territori del nord-ovest e l'impero, non potevamo permetterci di essere avventate. Il rito catartico del quale avete rischiato di essere il "piatto forte" ci ha permesso di bloccare sul nascere i tumulti. Il Gineceo del Villaggio Bianco è pienamente soddisfatto dei risultati e lo stesso immagino si possa dire per le Madras. Tornate a casa e siate felici di aver avuto salva la vita.-
Mentre la custode pronunciava le ultime frasi il suo corpo si dissolse in una pozza di sangue rapidamente assorbito dal lastricato sul pavimento.

Taal e Vaughan rimasero a Piedimonte altri due giorni.
A chi si mostrava troppo curioso davano ad intendere di voler sorvegliare i lavori di smantellamento del tempio; in realtà cercavano di reperire informazioni su Giada e Savion.
Entrambi sembravano spariti nel nulla.
All'alba del quarto giorno due esploratori in incognito comunicarono a Taal l'ordine di ritornare alle Kioskas.
Durante il rientro Vaughan non gli rivolse mai la parola, tentava di dissimulare il suo rancore ma era evidente che ritenesse Taal responsabile della scomparsa di Giada.
Il pastore, dal canto suo, non desiderava discutere degli esiti dell'avventura. Riteneva di aver pareggiato i conti con gli amici ed i nemici ed ora altre urgenze avevano la priorità.
Un'inquietudine esistenziale tormentava la sua mente.
"Chi sono io? Chi erano realmente i miei genitori? Perché vent'anni fa sono fuggiti dalla Kioskas di Ylea? Perché ho dato l'ordine di uccidere Savion?"


Taal, Dolceluna, Gualtierow, Avalor


 

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