bordo_op.gif (351 byte)

Aikydo

 

HAARTHAC

Bentrovati amici miei
son felice di vedervi!
Quanto tempo è già passato,
quante notti e quant'inverni
ma l'istinto mi ridice
che siam sempre noi i signori
di 'sto mondo solo nostro
che non ha stanchezze e noie.
Siamo tutti un po' impegnati
nelle beghe della vita
a rincorrer e a pasticciare
per un giorno d'annotare.
Voglio solo che vi giunga
'sto saluto un po' bislacco,
che vi avvolga in un abbraccio
e trasmetta un po' di caldo.
Il sorriso è un dono raro
e non so se so donarlo
ma ci provo con affetto
e vi tengo stretto stretto.



ASIRAM

Un sorriso m'hai donato
un sorriso dono a te
che sia lieta la giornata
e felice la serata.

 

DRIZ_DO_URDEN

Bentrovato amico mio...
che ti giunga il mio saluto
sempre scuro ed un po' più cupo..
Un saluto da lontano
di chi vaga per Arcano
tra le terre buio e folte
nella coltre della notte

E nel buio del silenzio
di quest'animo irreale..
è pur sempre lieto e gaio
ritornar ad ascoltare
il richiamo dell'Aykido
che il cuor sa riscaldare

E nel freddo della vita
quand'ognuno si ridesta
dall'insieme dei pensieri
dal bagaglio dei suoi sogni
giunge lieta certamente
la tua voce mai funesta.

E nel buio del vagare
tra li boschi e le campagne
il mio passo mai s'arresta
nella speme del domare
questa vita nuda e cruda..
tra sospiri e tremorii
di quel cuore mai indomo
che la strada mai perduta
possa il tempo cancellare.

Bentrovato amico mio..
nei tramonti e negli albori..
che ogni giorno luce nuova
sia capace di donare,
ai tuoi sogni e le speranze
del tuo animo vagare
per le terre dell'Arcano
a percorrer nuove strade
che ti porti a ricercare
quel saluto vero e schietto
di ogni Hammer.. ad incontrare.

 

HAARTHAC

Sotto un mare di pioggia battente
io mi sveglio con pensiero latente:
i miei hammers, amici sinceri,
han bisogno di sogni e di desideri;
di sorrisi, di baci e di sane risate
che gli faccian passare le ore più liete.

E allora mi vesto da grande giullare;
un vestito imbastito con mille colori,
con i fiori, le toppe e qua e là mille soli.
Sulla faccia increspata come carta vetrata,
mi spalmo il cerone e una bocca stampata,
il naso diventa un batuffolo rosso
e una pancia posticcia per esser più grosso.

Poi mi metto a danzare per tutte le vie
cantando canzoni che non son certo mie
vi sorrido, vi abbraccio e mi burlo di voi
rimandando il pensiero ai giorni di poi;
Poi vi guardo, vi scruto e sono contento
se per sbaglio ho strappato un vostro commento.

I sorrisi rimangon dentro dentro di noi
quando escon spontanei senza il senno di poi.
Mi piace sedermi su quella panca
in mezzo alle Amazzoni e ai tanti Dragoni
a parlare e a cantare per ore... a milioni.
Ma il giullare alla fine non è sempre quello
un pagliaccio, un cantore oppur menestrello
ma comunque e chiunque alla fine io sia
vi stringo e sorrido con l'anima mia.

 


 


 

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)