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Quando c'è la classe...

 

HAARTHAC

..affè mia..
la pelle lustra di moccio
è niente se messa a confronto
delle croste di fango
che escon da sopra la testa;

e che dire di quella bavina
che cola da un angol di bocca
quando malato sorseggio pastina
per poi vomitare nella latrina?

Eh.. mia cara Strega di Ylea
mi vien da far la rimea
ma rispetto il tuo stato di Dea
e torno a dormire nella trincea.



NURAH

Antipatico di uno imbrattapergamene, brutto smargiasso!
ritiri la mano dopo aver lanciato il sasso
Non pensar che il tuo moccio colante
Imprigioni il mio cuor sofferente
Tientelo, appiccicati ad esso
M'importa un fico lesso!


HAARTHAC

Non capisco strega cara
che ti dice la capoccia,
non mi sembra di tirare
una mano dietro al braccio
né di metterti una pulce
nell'orecchio cosi bello.

Sempre tu sei quella che
dello zozzo dà a me
Io mi lavo giorno e notte
e mi sgrumo ogni momento
Posso avere un po' di moccio
che mi cala dal nasino
ma non faccio certo il fino
per corrompere il tuo cuore.

Mi ricordo che ti ho detto
se mi davi un grande bacio.
Hai schifato tutto questo
pel colore del mio corpo..
Ho capito.. forse il giallo
non si addice al nero dei capelli
Ma non posso farci niente
Se non so' bianco splendente.

 

NURAH

Rigiri le parole come il cuoco le frittate
Quelle parole mai dalla mia bocca furon uscite
Il bacio te l'avrei dato, con estrema gaiezza
Ma sulle labbra pulite da ogni schifezza
Ma io t'ho capito, mica son ritardata
Te parli parli senza mantener la parola data
Fai il dolcino, ogn'arma usi per farmi capitolare
e come m'avvicino ti metti il mio cuor a burlare

 

HAARTHAC

Quale sarebbe la parola data?
Che or ora non sovviene alla mia mente bacata?

 

NURAH

Quando una cosa è bacata c'ha un buco profondo
Le cose che escon vanno a spasso pel mondo
Che ne so io che ti passa per il cervello
Orsù non confondermi le idee, fratello

 

HAARTHAC

Non son tuo fratello ma tengo cervello
Non sono un buffone e neanche un cialtrone
Ma sto sempre attento a ciò che poi dico
Perché non mi si dica alfin che ho tradito.

Parole e promesse non ne ho certo date
E non so' da che cosa tu l'abbia capite,
ti voglio strabene e ti vengo a cercare
ma non dirmi davvero che ti voglio fregare.

Il tuo cuore mi è caro si come il mio
E proprio per questo non posso aver detto
Ciò che racconti con tanto diletto.

Cara mia strega ogni giorno più bella
Ti abbraccio e ti bacio con fare brighella
Ma il nostro rapporto ormai è solo questo:
giocare a giocare ad esser noi stessi.

Tu sempre più strega
Io sempre più lesto
Senza per questo cercare un pretesto.

 

NURAH

Ma che cosa ti farei, mi hai frantumato gli zebedei!
Ogni parola devo pesare,
Il tuo umor non voglio urtare
Ora basta, la smetto
Non ho voglia di discuter con te, mio diletto
Sola men vo, trista e pensosa
Verso la mia dimora ampia e spaziosa
Mai più con te parole avrò da scambiar
Chè ogn'ora hai da contestar

 

HAARTHAC

Ma che zebedei o figli di dei!
Non andar in quella dimora
Che pur se ampia e spaziosa
non porta con se questa baldoria.
Vien qua sul mio petto
e lasciati andare
che in punta di piedi
mi tocca restare
per non dire cose
che ti faccian pensare
che faccio lo scemo
o che ti voglia burlare.
Paga una birra
di quella assai buona,
piena di schiuma
e con un poco di aroma.
Fammi un sorriso
dammi un bacetto
e questo bel giorno
diventa perfetto.


 


 

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