Una sera intorno al fuoco
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Erano arrivate al
campo base, verso sera, quando ormai la luce ambrata del pomeriggio
avanzato aveva lasciato posto al crepuscolo ombroso.
Nusuth guidava il gruppo, mentre una giovane di circa 13 anni
chiudeva la fila ordinata di ragazzine, ognuna armata con la sua
lancia di legno, la punta resa tagliente dal fuoco di molti campi. |
Le bambine mostravano chiari segni di stanchezza, il passo pesante e
sconnesso, il respiro affannoso.. gli occhi arrossati, enormi, nel volto
stranamente dipinto per metà di nero e per metà di bianco.
Nusuth, dopo aver controllato che il campo fosse come l'avevano lasciato
al mattino, indicò con un cenno della lancia di mettersi comode e di
iniziare a preparare la cena.. le più piccole, bambine di cinque o sei
anni, furono mandate a raccogliere un po' di legna sotto la supervisione
circospetta di una ragazzina esile, dai lunghi capelli neri; quelle con
più esperienza presero i piccoli kriri, li spellarono e poi infilzarono
su lunghi stecchi per poi metterli a cuocere sul fuoco del falò che ne
frattempo era stato acceso.
Nusuth nel frattempo pulì la sua lancia, seduta su un masso che dominava
la radura, gettando di tanto in tanto occhiate alle giovani oppure alla
foresta lì intorno.
Quando tutte le bambine ebbero mangiato e si furono riposate, Nusuth si
alzò e si diresse verso il falò facendo cenno alle ragazze di sedersi
intorno a lei... in pochi attimi il gruppetto fu ordinatamente seduto a
gambe incrociate intorno alla Comandante delle Gana, il viso pitturato
rivolto all'Amazzone come piccoli petali di fiore.
Nusuth osservò quelle giovani, una per una, un cenno di assenso per
dimostrare che aveva apprezzato il silenzio con cui si erano mosse e
avevano mangiato.
<Ricordate... ricordate oggi, nella foresta, a circa tre chilometri dal
campo base... il kriri che abbiamo incrociato. Ricordate>
L'ordine giunse tranquillo al gruppo, ogni fanciulla a suo modo cercò di
dimenticare la stanchezza, il dolore per le piccole ferite, il sonno...
<Cosa vedete?> chiese l'amazzone.
<Un kriri.. cammina piano sulle foglie secche sotto una vecchia
quercia.. il naso fremente.> La Risposta venne da una bambina di circa
dieci anni, la voce esitante.
<Cosa vedete?> Ripetè l'amazzone con tono monotono.
<Si guarda attorno, sospettoso..> Parlò una ragazzina più grande, le
sottili sopracciglia aggrottate nello sforzo di visualizzare il ricordo
del pomeriggio <sembra cauto, come se dovesse proteggere qualcosa>
<Perchè?> Ora la domanda posta dal Comandante cambia... anche il tono
usato è diverso, più pressante.
<Perchè.. ha dei piccoli, certo!! Non li abbiamo visti ma è una femmina
e sta controllando che la strada sia sicura per i suoi piccoli> La
fanciulla più grande erompe, entusiasta, aprendo gli occhi di scatto, le
agili membra frementi.
Nusuth annuì e disse: <Ricordate.. quello che vedete ha sempre un
significato, e ad ogni significato ne è legato un altro e poi un altro
ancora.. ciò che sembra semplice in realtà ha molte spiegazioni dietro,
e ogni domanda a cui non riuscite a dare la risposta può portarvi alla
morte.>
Il comandante socchiuse gli occhi al riverbero delle fiamme, quindi con
la mano sinistra fece cenno alle fanciulle di andare a riposare.
Tutte si alzarono e con piccole e basse risate si precipitarono nei loro
giacigli, tutte tranne due, le più grandi che invece si avvicinarono al
comandante.
Nusuth osservò quelle due giovani, Lyra e Nambrina, rispettivamente di
tredici e dodici anni, facendo scivolare lo sguardo dai grandi occhi
seri alle mani, screpolate e tagliate; con un cenno del capo le invitò a
parlare.
Lyra si mordicchiò le labbra un attimo, quindi chiese: <Nusuth, perchè
ci hai fatto dipingere la faccia?>
L'Amazzone osservò prima l'una poi l'altra, poi rispose con una domanda:
<Cosa vedete quando vi osservate nell'acqua?>
Le due bambine abbassarono il capo, emettendo un sospiro di infelicità
per la nuova domanda, quindi Nambrina rispose: <Vedo qualcuno che non
conosco.. quando mi dimentico di avere il volto dipinto e mi guardo nel
fiume, il cuore mi sobbalza nello stomaco dallo spavento>
Nusuth rimase in silenzio un attimo e poi disse: <Vedete qualcuno che
non conoscete, qualcuno di diverso. Se ora comparisse un ribelle cosa
vedreste?>
<Una persona cattiva, da uccidere!> Sbottò Lyra, facendo un passo
avanti.. poi si bloccò ripensando alle parole appena dette, gli occhi
negli occhi del Comandante.
<Qualcosa di diverso.. spiegazioni diverse.. Ci fai dipingere il volto
per farci capire che un nemico non è solo un nemico, ma qualcuno di
diverso da noi, con motivazioni diverse> finì Lyra, con tono febbrile.
A quelle parole, Nusuth rispose con un cenno e un mezzo sorriso che però
non raggiunse gli occhi: <Se conoscete i motivi per cui un nemico si
muove siete già sulla buona strada per fermarlo.. ogni cosa che sapete
vi tiene in vita un po' più a lungo. La conoscenza forgia una Amazzone.>
Ogni parola rotolò fuori dalle labbra rosee di Nusuth come piccole
pietre appuntite: <Ora andate a letto, domani si torna a Kolise.. le
Vostre madri ci attendono impazienti>
Le due bambine annuirono e si precipitarono accanto al fuoco,
ciangottando tra loro, attente però a non svegliare le più piccole.
<Nambrina...> Disse Lyra alla sua fedele amica.
<Mmm che c'è?> Rispose Nambrina già assonnata.
<Nambrina, tu dormi bene la notte?>
La domanda passa alla fanciulla più piccola, emessa con tono pensoso
come se Lyra sapesse già la risposta.
<Certo che sì.. sono sempre a pezzi e mi fa male ovunque> Rispose
Nambrina, con tono lamentoso, seppur basso.
<E non hai paura? Siamo nella foresta lontane da casa, lontane dalla
kioskas.. eppure dormiamo tutte come sassi..>
Nambrina attese un attimo per rispondere quindi disse: <Ma.. c'è Nusuth!
Nusuth che fa la guardia!> Il tono decisamente soddisfatto.
Lyra si voltò ad osservare la Comandante delle Gana, seduta sull'alto
masso, con la lancia di traverso sulle ginocchia, il volto teso ad
osservare le tenebre che assediavano il piccolo cerchio di luce.
<E' vero.. c'è lei che fa la Guardia.. da sola> La voce della fanciulla
uscì tremolante, quindi Lyra si alzò raccogliendo la sua piccola lancia
di legno e dirigendosi verso Nusuth... dopo un attimo fu seguita da
Nambrina, il passo esitante e poi più sicuro.
Nusuth si voltò di scatto, la mano stretta sulla lancia, per poi
rilassarla dopo poco, nel vedere le due bambine, che con le spalle
erette e lo sguardo fiero la osservavano dal basso.
Un solo lungo cenno di assenso, quindi un bisbiglio: <Due amazzoni non
usano lance di legno, andate al mio cavallo e tirate giù il fagotto..
prendete due delle lance li dentro. Poi mettevi, Lyra vicina al tronco
cavo laggiù, Nambrina sull'albero di apiri.>
Un altro cenno, una occhiata d'intesa. Le due fanciulle scattarono verso
il cavallo di Nusuth, il cuore in gola, le mani sudate.. dopo poco con
mani tremolanti che tenevano la lunga lancia delle Gana, erano al loro
posto pronte per la lunga veglia.
Nusuth girò il volto verso la prima luna: <Due sono pronte Mia
Imperatrice, due nuove amazzoni>
Solo il frusciare del vento rispose alle parole, quasi emozionate, della
Comandante delle Gana.
Nusuth
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