Patibolo
Poesia di Morte
L'incappucciato grida: "la
corda è pronta!"
mentre la vittima rannicchiata in un angolo,
gli ultimi suoi istanti alla rovescia conta.
La morte intanto,
con gelido fiato sul collo,
cancella le speranze,
raggela le ossa, fino al midollo.
Dovrà la sua falce mietere anime stasera,
triste il fato, triste
come una nuda e morta primavera.
Ma che importanza ha?
Soltanto fragile materia è la vita
Balla come una marionetta
finché gli dei muovon le dita.
La gente acclama il macabro supplizio,
lo spettacolo per il protagonista
sta per avere inizio.
La Morte però,
a volte imprecisa,
colpisce alla gola,
senza lasciarla incisa.
"Oltre a morte certa,
anche l'agonia,
te ne prego Signore dei Venti,
prendi la mia mente e portala via."
Com'è possibile,
da dove scaturisce tanta ironia?
Prima brami la vita,
or speri che ti venga portata via.
Stai calmo,
non ti agitare,
sappi che la Morte sta per tornare.
E inappellabili arrivan pace,
liberazione e sollevamento,
"eppur non doveva esser questa
La Valle del Lamento?"
Malekit
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