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Avelignesi

 

La sera su Nakir gelava i pensieri, non appena il sole scese dietro le mura.
Ele ed Anuk erano nella scuderia già dal pomeriggio, cercavano finimenti nuovi e resistenti, che fossero adatti a reggere sforzi maggiori per Aky, la bella cavallina araba di Anuk.

Il loro chiacchierare fu interrotto dall'arrivo della splendida Megane, che entrava fiera dal portone della scuderia in groppa a Shar, salutando con la mano... proprio dietro di lei il guerriero Betris Driz_do_Urden e la vicecomandante Acer stavano arrivando trottando piano sui loro destrieri...
Tergeste era già scalpitante.. eheh come sentiva l'avventura quell'animale..
Argoth, il cavallo di Driz, sentì subito l'odore familiare di casa e subito cominciò a diventare inquieto, da lontano aveva fiutato l'odore della sua padrona Elenie, ed anche Driz, nel rivedere la familiare sagoma della scuderia non stava più nella pelle di poter rivedere e riabbracciare la sua amata.
Il Betris disse qualcosa al nero frisone, che scosse la testa in avanti e si fermò.
Acer rimase indietro, imbonendo l'irruente Tergeste con colpettini leggeri sul dorso.
Driz scese e venne verso le amazzoni sorridente: *Ci siamo tutti?*
Ele sorrise, abbracciandolo.. *Non ancora tesoro, mancano Re Nero e il suo padrone...*
Si sedettero per terra, con la schiena appoggiata al muro della scuderia, guardando i cavalli che passeggiavano nel cortile.
Acer stava perdendo la pazienza, e girava, come sempre ammantata, nel cortile scalciando piccoli sassi con violenza..
*Non si arriva tardi ad una spedizione... se giunge prima il freddo di lui credo che non avrá vita facile con me!*
Poi arrivò.. si sentiva il rumore degli zoccoli enormi di Re Nero dal fondo della Kioskas, poi in pochi secondi Elessarix e Re Nero fecero ingresso alla Scuderia: in un lampo tutti furono sopra le cavalcature e Megane gridò, con piglio di vicecomandante: *Andiamo!*, rivolgendosi verso Driz ed Elessarix che si stavano scambiando una stretta di mano..... i due guerrieri si guardarono in viso e, con un cenno di assenso, partirono al trotto per seguire il gruppo.
Uscirono dalla via senza fare rumore, in direzione nord.
Anuk, Meg ed Ele chiacchieravano, prima di cominciare il galoppo che avrebbe strappato loro il fiato per parlare.. la vice delle Gana invece chiudeva la fila procedendo a capo celato, cavalcando senza sella il nero andaluso che manteneva il silenzio dell'amazzone.
Ele guardò quella coppia, lo stallone andaluso pareva conoscere perfettamente il silenzio di Acer, e capire le sue intenzioni al minimo spostamento delle staffe.
Le Guardie di Nakir diedero l'ordine di aprire le pesanti porte della kioskas, permettendo al gruppo di uscire; salutarono i cavalieri e le amazzoni, poi Elenie, fuori le mura, alzò il braccio e gridò guardando verso nord: *Al galoppo!*
Armor sollevò il testone, accennò di alzarsi sulle zampe anteriori, e fece strada: fu l'inizio della lunga galoppata, che mosse la foresta per ore...

Il paesaggio cambiava mentre gli hammers galoppavano con i loro amati destrieri, le pianure cedevano il passo alle colline verdi e ricche di vegetazione, il Kruill scorreva ad intervalli regolari ora alla loro destra, ora alla loro sinistra.
Tutto il gruppo si godeva lo splendido e freddo paesaggio serale, che cominciava già a cedere il posto all'oscurità della notte, illuminata dalla luce delle stelle e dalla luna piena che stava sorgendo proprio davanti alle teste dei cavalli.
Driz ed Elenie procedevano attaccati, alla luce della luna i due cavalli molto simili affiancati parevano un sogno nero in movimento..
Elessarix all'improvviso fermò il gruppo: aveva trovato le tracce dei cavalli.
Si fermarono in una piccola radura fino all'alba, non dovevano essere lontani e se erano fortunati forse si sarebbero addirittura presentati loro.. e la mattina venne subito..
Quando vide la cavalla, Anuk era ancora un po’ intorpidita dal sonno e dal gelo della notte, il cuore cominciò a battere forte per l’emozione: tanta grazia e tanta purezza, immobili, a fiutare l’aria di fronte ai suoi occhi…..
Scostò lentamente la coperta, scivolò di lato e con una mano toccò Elenie, mettendole una mano sulla bocca: ”Guarda un po’ chi è venuto a trovarci?” le sussurrai ad un orecchio….
Il viso di Elenie si accese e, silenziosa e rapida, svegliò i suoi compagni e organizzò il nostro piccolo campo di fortuna….
Anuk raccolse le sue poche cose, pronta a batter dietro alla puledrina se fosse fuggita, per non rischiare di perdere l’unico legame con il branco di Avelignesi….
*Ci siamo signori, prendete i vostri cavalli e lanciamoci all'inseguimento.. ma fate piano per adesso, non ci deve scappare prima che siamo pronti e in sella, se abbiamo fortuna ci condurrà dal gruppo* disse Ele sottovoce.

Ma, prima ancora che potessero ripartire, un rumore scalpitante, un rumore di una galoppata furiosa raggiunse il gruppo di amici.
In pochi secondi, un cavallo pezzato nero, dall'aspetto e dall'andamento maestoso, comparve alla vista di Elessarix; subito dopo, anche gli altri componenti videro la regale figura che si avvicinava a loro.
Furono pochi secondi, e tutti misero mano alla propria arma.
La più repentina fu Acer, che anche in quella occasione mostrò di essere degna del suo grado.
Driz aveva già estratto le spade, Megane cercò di raggiungere la sua fida Atlantis, ma si rese poi conto di riconoscere il cavaliere che montava il cavallo, anche se avvolto dal cappuccio e dal suo mantello, entrambi di caldo rosso porpora.
*Fermi amici !* esortò Megane, guardando in direzione di Acer perchè non fosse troppo tardi.
Ed anche Elenie rassicurò Driz e Acer.
La signora dei cavalli aveva riconosciuto nel magnifico esemplare di paint bianco e nero che si stava avvicinando Orleans, suo regalo al Dragone di Aktual, Ryo Gaen.
Il cavaliere fermò di fronte ad Elessarix, ancora timoroso e in guardia; ma quando quest'ultimo riconobbe sul mantello lo stemma dei Dragoni di Aktual, tese la mano verso il guerriero per aiutarlo a scendere da cavallo.
Il guerriero accettò di buon grado l'aiuto dell'esploratore, e una volta a terra si tolse il cappuccio e, con mano sul petto, disse con tono fermo: *Sono Ryo, amici. Vengo con voi*.
Rivolse poi un abbraccio ad Elessarix, suo grande compagno.
Andò da Elenie, estraendo la spada ed inginocchiandosi di fronte a lei, le disse: *Accetta il mio aiuto, o Elenie, signora dei cavalli*.

Elenie lo guardò sopresa: *Sei il benvenuto Dragone, stiamo partendo ora. La signorina bionda là nel cespuglio ci porterà dritti dritti dalla sue compagne, se agiamo in fretta*
Salì sopra Armor con velocità, spostando il matello scuro.. *Andiamo*

Infine, dopo aver salutato Anuk, Driz ed Acer, si rivolse a Megane: *Aykido, Comandante Megane*.
Le sorrise e le donò un fiore, che l'amazzone accettò di buon grado. Lui le baciò la mano.
*Bene* disse Elenie sorridendo *ora che siamo tutti, possiamo ripartire. Abbiamo fretta, ora!*

Senza preavviso alcuno, la giovane cavalla selvatica guardò nella nostra direzione, allargò le narici, emise un lieve sbuffo e partì al galoppo verso il fitto della foresta, oltre la radura.
“No, accidenti!” urlò Anuk, serrando le gambe attorno al muscoloso corpo di Aky, che rispose agilmente partendo in corsa.
Elenie le fu subito a fianco: l’effetto sorpresa era sfumato e tutto il gruppo, senza più ormai la preoccupazione di non fare rumore, in un lampo si gettò all’inseguimento.
Seppur giovane, pensarono, quella avelignese aveva l’argento vivo addosso: scartava i tronchi e saltava gli arbusti con una tal movenza che pareva parte della natura stessa.. inarcava il collo per evitare i rami, abbassava la testa con una velocità ed un'esperienza davvero entusiasmanti..
Elenie sorrise a Ryo: *Quella la prendiamo di sicuro!*
Arrivarono fino a scorgere in lontananza il luccichio delle lame del Kruill, quando, veloce come un lampo, la cavallina svoltò bruscamente a sinistra, in direzione della valle, ed accelerò ulteriormente la sua andatura…..
Ele, Driz a Acer si lanciarono in un inseguimento velocissimo, senza quasi nemmeno vedere dove andavano, seguendo soltanto la cavallina, come fosse l'ultima cosa al mondo..
Ad un certo punto il gruppo li vide rallentare, in prossimità di una zona in cui lentamente la vegetazione si riduceva, per lasciar spazio ad una larga radura rigogliosa….
“Lì avanti deve esserci il loro pascolo” Driz sussurrò ad Ele ansimando….
Lei annuì semplicemente con la testa, perché non le rimaneva abbastanza fiato anche per rispondere.
In un attimo furono di nuovo tutti in gruppo, con gli occhi dilatati e lucidi per la corsa mattutina contro il vento gelido che spirava dal nord….
“Come ci disponiamo?” chiese Acer sottovoce.
“Dobbiamo distribuirci nel cerchio della radura, ben distanziati, in modo da confondere il branco quel tanto che basta per stringerlo nella nostra morsa.. lasciate solo pochi metri fra voi e loro, e non lasciateli scappare, stringete il cerchio quando ne avete bisogno.. poi, corde alla mano, cercheremo di prenderli” Spiegò Elenie con molta calma….
Driz la guardava fiero, ci era veramente nata sui cavalli, e loro parevano non avere segreti per lei, sembrava che li capisse completamente……
"Nel frattempo Elessar, accerchiale con un largo raggio verso destra" gli disse Elenie.
Aveva chiesto la massima cautela onde evitare di far innervosire il branco ne tantomeno i destrieri degli Hammers.
Elessar rivolse allora uno sguardo a RE NERO e questo bastò per farsi capire, l'aveva addestrato proprio bene Ele, pensò.. e nonostante la mole imponente lo stallone riusciva ad essere silenzioso.. pronto però all'assalto per spingere il branco verso gli altri del gruppo che ci aspettavano dall'altra parte della radura.
Erano splendidi esemplari ed Ele doveva veramente andarne fiera e con lei chiunque diventasse proprietario, pensò Elessar!

Poi ebbe inizio.
Driz, Anuk e Ryo accerchiavano la mandria a sinistra, Acer e Megane sulla destra..
Elessar prese a girare intorno piano sulla destra, aspettando il segnale.
Ele era intesita, guardava il movimento delle cavalle, cominciavano ad agitarsi troppo, era ora di entrare nel cerchio.
Alzò il braccio e girò il viso verso Elessar: si capirono, girarono i cavalli ed entrarono nel cerchio al trotto..
Ele arrivò vicina alla cavalla che li aveva portati li, ed Elessar raggiunse un'altra cavalla, più adulta, bellissima.
Estrassero le corde e cominciarono a tirare: Elessar prese la cavalla subito, seguendo i suoi movimenti al galoppo.. lei cercò di uscire dal cerchio, forzando Driz e Anuk, che prontamente strinsero il cerchio.
Il laccio era intorno al collo che si dimenava, Elessar tese il braccio verso il basso, cercando di fermarla..
Anuk lo aiutò a tenerla e Driz scese da Argoth per fermarla del tutto.
Poi Elessar e Driz uscirono dal cerchio e andarono nella macchia di bosco vicina per calmarla.
Intanto Acer lasciò il cerchio per affiancare la cavallina di Ele, che correva come se fosse fuoco che divampava con vento..
Ele con Armor sulla destra, Acer con Targeste sulla sinistra..
Fu un rapido scambio di occhiate, poi l'amazzone lanciò una corda grossa alla vicecomandante, visto che dalla sua posizione era migliore..
Acer come se non avesse fatto altro in vita sua, prese la cavalla al laccio con un lancio solo. Si guardarono sorridendo.
Meg e Ryo chiusero il cerchio intorno a loro e Ryo scese dal paint per aiutarle.
Nel frattempo il cerchio si era disperso.. ma mancava ancora una bestia per Ele..
*Grazie Ryo, ottimo! portala fuori di qui, e tranquillizzala nella macchia insieme agli altri.. ne manca ancora una all'appello, ma vorrei che fosse presa dalle amazzoni, avete già fatto molto voi guerrieri.. fate divertire anche noi!!!* disse sorridendo..
Ele, Anuk, Acer e Meg erano pronte.
Ormai il cerchio era una massa di cavalle vicine e agitate, e non sarebbe stato semplice.
Ele disse alle compagna: *Non importa se non la prendiamo, ma possiamo sfruttare l'occasione per allenarci!*
Meg indicò una puledrina piccola e vivace vicino alla madre, nell'angolo: *Lei va bene?*
Ele sorrise e cominciò a galoppare verso la piccola. Nessuna tattica, solo correre, e prenderla.
Dietro di lei Anuk e le altre fremevano.. *Andiamo!*
Inseguirono la piccola al galoppo, poi Meg le chiuse la via mettendosi coraggiosamente davanti al suo cammino, e Anuk la prese al volo: *Ce l'ho fatta!!!!*
Ele scoppiò a ridere forte! *Non basta! devi tenerla.. stai attenta che adesso scappa!*
Meg la aiutò, tenendo con forza la grossa corda, con una mano sulla sella di Anuk.
Acer e Ele si guardarono: *Ce l'ha fatta si!*
La aiutarono e si abbracciarono forte mentre si complimentavano con lei.
*Siete state ottime compagne, spero ci sarà una prossima volta con voi* disse Ele con un sorriso.
Driz, Ryo e Elessar guardavano divertiti la scena, pieni di orgoglio per quelle donne straordinarie, con le quali avevano la fortuna di accompagnarsi.
Poi le ragazze li raggiunsero.
Si sedettero sotto un grosso albero, guardando il loro bottino pascolare l'erbetta per terra, legate all'albero, mentre i loro cavalli stavano di guardia li intorno.
Si sfamarono con un pranzo di fortuna e bevvero il vinello che aveva portato Anuk.
Ryo aveva il viso rilassato, guardava felice Meg, e Driz si avvicinò ad Ele, le passò il vino e la abbracciò forte.

Gli hammers decisero di rimanere li, di accamparsi in quel luogo per la nuova notte che stava arrivando.
Molte ore infatti li dividevano dalla più vicina delle Kioskas, ed il sole del mattino aveva lasciato posto a quello del pomeriggio.
Non ce l'avrebbero fatta a tornare dalle loro amate Madras prima del buio.
*Bene* disse Elenie ampiamente soddisfatta del lavoro svolto dai suoi amici Hammers *questi esemplari sembrano in ottima forma. Abbiamo fatto tutti un lavoro degno di questo nome*.

Fra una canzone, una danza, una passeggiata e la rapida cena, la notte arrivò silenziosa e fredda come lama.
Gli Hammers erano seduti intorno al fuoco acceso da Elessarix ed Acer.
Elenie non riusciva a smettere di guardare i fantastici esemplari catturati.
Già se li immaginava nella sua scuderia.. provava a pensare al loro addestramento, ai loro nomi, e anche a chi erano i fortunati ai quali li avrebbero donati.

Ryo, felice e stanco per l'impresa svolta, prese il suo strumento a corde e cominciò a suonare una musica dolce e vellutata. Una musica piena di armonie particolari, con piacevoli dissonanze.
Adorava il suono della nona aggiunta, della settima aumentata... così disse mentre osservava concentrato i suoi compagni.. gli accordi si susseguivano, fra maggiori e minori, i suoi arpeggi delineavano pian piano una melodia stordente e affascinante.
Mentre suonava, la sua gente intorno capì che quella musica era lo specchio di ciò che stava nel suo cuore.

Meg pianse in gran segreto, perchè aveva intuito ciò che sarebbe accaduto il mattino seguente.
Ma non disse nulla.
Quella notte, Ryo e Meg si allontanarono dal gruppo. Fu così che il Dragone, dopo tanta attesa, confessò il suo amore all'Amazzone.
*Ti amo, Meg*. Queste furono le sue parole.. poche parole, ma anche un Dragone dal sangue bollente come lui non sapeva trovare parole più adatte e più belle di quelle. Poche, ma preziose.
Meg tentennò. Era pur sempre un'amazzone.

Megane aveva un carattere particolare, difficilmente esprimeva i suoi sentimenti, e la sua posizione di Vicecomandante, complicava ulteriormente la situazione.
Continuava a ripetersi che le Amazzoni, soprattutto quelle con le più alte cariche, non si lasciavano trasportare dalle emozioni… non lo considerava un comportamento dignitoso.
Tuttavia, non rimase indifferente alle parole del Dragone e l’azzurro dei suoi occhi iniziò a brillare sotto la luce della luna.
Fissò Ryo per qualche attimo, combattendo una lotta interiore contro il proprio orgoglio e dopo qualche interminabile istante di silenzio rispose con un filo di voce “Anche io”.
I due si abbracciarono e passarono la notte l’uno accanto all’altra.

Il mattino arrivò, e dopo la colazione il gruppo si organizzò per partire.
Ele e Driz legarono i cavalli selvaggi che aveva catturato ai propri.
Ma quando Ryo legò la sua preda al cavallo di Elessarix, Elenie capì.
Anche Driz ed Anuk capirono. E Ryo, dopo averli salutati uno ad uno,li esortò a partire, chiedendo loro di rimanere per un attimo in solitudine con Meg.

*Meg, io non posso tornare con voi*.. disse Ryo.
Meg non ce la fece e si lasciò andare in un pianto liberatorio fra le braccia del Dragone.
Nessuno, a parte Ryo, ha mai saputo che Meg ha pianto quella volta.
Ryo, abbracciando forte la sua amata, continuò a dire:
*Per un po' di tempo sarò lontano. Sia per mia volontà che per quella di altri. Forse un giorno tornerò, Meg. Ma fino ad allora, ricorda che tu sarai sempre nel mio cuore. E non solo tu. Lo sarai insieme a tutti quelli a cui mi sono affezionato. E non sono pochi, fra Madras, maghi, streghe, amazzoni, artisti, guerrieri... Sarete tutti nel mio cuore, fino a quando tornerò. E se gli Dei vorranno la mia morte prima che possa tornare, ti custodirò dal cielo*.

Meg guardò Ryo e disse: *Che gli Dei ti assistano, Dragone*.

Meg tornò dagli altri Hammers, che la avevano aspettata a circa un chilometro ad ovest.
Ryo cavalcò nella direzione opposta.
Nessuno dei due si voltò indietro.
 

Elenie, Acer, Anuk, Megane, Driz_do_Urden, Ryo, Elessarix

 

 

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