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Le sfide della notte

 

Arrivai a Kanveska nel mio nuovo alloggio che era tarda notte dopo esser finalmente stato accettato tra i guerrieri Betris; dopo molto tempo passato in accademia ero entrato nella storia dei valorosi guerrieri.
Ero contento ma non ero molto tranquillo.
 

Fuori era buio e l'unica luce era fornita da uno splendido cielo stellato, rimasi per ore a guardare quelle stelle che sembrava volessero dirmi tante cose.
Quella notte la passai a riflettere sulla mia esistenza, su come l'unica certezza che avevo fosse il mio nome, quel nome che descrive tutta la mia vita e che tanto mi fa star male perchè è il segno di come io sia solo e scartato da un mondo che non mi vuole e da una storia nella quale non riesco a prender posto... quel nome, il mio nome: "Scarter"!
Tutto il mio passato pesava sulle mie spalle, quel passato che con gli allenamenti e con l'impegno in accademia avevo cercato di reprimere, ma non era così facile perchè la mia storia è così complicata che anch'io a volte credo sia tutta una bugia.
Tutto iniziò quando ancora ero un ragazzino che credeva di vivere in una famiglia di mercanti e di avere una vita come tutte le altre, ma non era così!
Infatti scoprii ben presto che non ero stato allevato dai miei veri genitori.
Avevo chiamato Padre e Madre per tutto quel tempo due persone che mi avevano trovato sulle rive del Kruill mentre facevano una passeggiata e avendo avuto in futuro bisogno di due braccia in più per lavorare mi avevano allevato.
Il tempo passò tranquillamente e io crebbi in fretta, ero un normale ragazzino che viveva con la sua famiglia; a un certo punto tutto cambiò.
Le vendite in quel periodo non erano state buone e tenermi con loro avrebbe voluto dire vivere per un bel po' di tempo soffrendo la fame.
Mio padre (o almeno così l'avevo chiamato fino a quel momento) una sera a cena si alzò da tavola e disse: "Ragazzo, è arrivato il momento che tu sappia la tua storia ed è il momento di diventare uomo, devi fare una scelta".
Dopo avermi spiegato cosa era successo mi disse: "Tu sai quale crisi stiamo vivendo... quindi o vai via o per mangiare dovrai lavorare e guadagnarti da solo le scaglie di Miara necessarie!!!!!"
Quelli che io credevo i miei fratelli e con i quali avevo sempre vissuto, saputa la verità sul mio conto diventarono perfetti estranei che non mi sopportavano e a stento mi tolleravano in casa.
Furono momenti brutti, forse i più brutti della mia vita, e non potrò mai cancellare dalla mia mente tutte quelle frasi e tutti quegli insulti come: "Figlio d'un cane, non ti vogliamo tra di noi" o "i bastardi come te andrebbero esiliati e dovrebbero essere considerati al pari dei ribelli."
Poche lune dopo andai via perchè mi resi conto che non era quello il mio posto e che forse dovevo cercare qualcos'altro; dovevo voler di più di una vita da mercante.
Ricordo il giorno della mia partenza, la felicità sul volto di quella famiglia che sin dal primo momento che mi avevano visto aveva fatto di me un ANIMALE da lavoro.
Quando andai via, mi furono date due cose che erano accanto a me quando mi trovarono: un anello a forma di grifone con due zaffiri incastonati negli occhi e una scritta incisa all'interno con strani simboli che non sono mai riuscito a decifrare: "Il grifone" simbolo di forza ma da solo non può far nulla... (anello che porto sempre nell'anulare della mano destra), e un biglietto che diceva:

"Non possiamo tenere questo bambino perchè non riusciremmo a dargli una vita felice vista la nostra situazione attuale. Preghiamo chiunque lo trovi di accudirlo e farlo crescere in salute educandolo nell'arte delle armi. Quando sarà in un'età abbastanza adulta ditegli la verità e ditegli che ha un fratello che vive nel regno di Arcano, ma neanche egli sa della sua esistenza. Lo troverà sicuramente in qualche legione di guerrieri al servizio dell'imperatrice... il suo nome è......"

Il biglietto si era col tempo rovinato e non si poteva più leggere il resto del testo, al termine di quel foglio però vi erano due righe dove il colore era stato marcato con forza e si distinguevano queste parole:

"...dovrà sempre portare l'anello con se perchè........ e per questo motivo non deve mai essere perso.... è di vitale importanza!"

(A questo proposito è giusto dire che quelle avide persone avevano tenuto l'anello e non l'avevano venduto a qualche mercante per paura di dover rispondere di una mia eventuale sciagura)!
Dopo aver letto questo biglietto presi la mia decisione senza esitazione e partii, un po' spinto da curiosità e un po' per spirito d'avventura.
Sapevo che partendo da solo, senza nessuna esperienza, avrei iniziato le mie ricerche in salita ma non mi importava, volevo scoprire il mio passato, volevo andare alla ricerca di spiegazioni e soprattutto di mio fratello; ero molto, ma molto giovane e non mi rendevo conto dei pericoli che questa Sacra Terra nascondeva.
All'inizio fu molto difficile vivere da solo perchè il cibo scarseggiava e non potevo difendermi dato che non avevo mai avuto un maestro d'armi e non sapevo usarle, anzi non ne possedevo nemmeno una; decisi allora di osservare i vari combattimenti delle amazzoni e dei guerrieri da sopra gli alberi o dietro qualche cespuglio per imparare le loro tecniche; così facendo apprendevo tecniche basilari del corpo a corpo o degli scontri armati ma soprattutto imparavo sempre più a essere invisibile.
Ben presto comprai una spada con i guadagni di qualche lavoretto fatto qua e là e mi esercitai dapprima con oggetti inanimati come tronchi rinsecchiti o grandi massi; passai poi alle creature del Boschi di Matek o i ragni che ogni tanto infestano il Kruill, che mi consentivano di migliorare la velocità.
Trascorse del tempo prima che io imparassi ad usare una spada ma arrivai a un ottimo livello e vi arrivai da solo!
Sapevo di non essere un vero guerriero perchè non comprendevo la forza dello spirito e spesso perdevo la concentrazione. Diventai comunque un buon mercenario, unico mestiere che mi era possibile fare.
Con questo lavoro potevo addestrarmi e guadagnare scaglie di Miara per continuare i miei viaggi. Svolgevo commissioni per alcuni mercanti, recuperando merce difficile da reperire.
Nei miei viaggi ho visitato i monti oltre il Kruill passando per Nosambra, e spesso ho dovuto attraversare parte della foresta inesplorata.
Alcune delle creature incontrate nei miei viaggi erano piuttosto ostili, così era necessario combattere.
In queste occasioni imparai nuove tecniche di combattimento, ma soprattutto per necessità imparai a tirar di balestra e a costruire armi con ciò che la natura mi offriva (rami, sassi, ossa ecc); in tutto questo però c'era un problema: vivevo e combattevo da solo e solo per me.
Decisi di dare una svolta alla mia vita e capii che dovevo rendermi utile e mettere le mie abilità al servizio dell'imperatrice come gli altri, così diventai un guerriero Betris per diventare un Hammer forte e valoroso!
Non so bene perchè mi colpì quella legione, ma vi entrai comunque e decisi di diventare parte attiva nelle azioni di guerra.
Entrai quindi in accademia e cominciai a mettere tutto il mio impegno nel lavoro svolto.
I primi tempi furono un po' desolanti anche perchè continuavo a rimanere solo e tutti mi chiamavano "quello nuovo" e non c'era molto dialogo, e poi facevo solo ronde di guardia nelle zone a noi assegnate insieme a guerrieri giovani e inesperti quanto me.
Ma ben presto fui ripagato dei miei sforzi e fui chiamato per essere di supporto ad una missione Betris dall'ex comandante Licht che al nostro primo incontro disse: "Ragazzo, fai del tuo coraggio la tua miglior risorsa e mettila al servizio degli altri! E' questo il primo ordine che ti dò come tuo comandante Betris".
In quella missione trovai il mio unico amico su Arcano, il valoroso e attuale comandante Betris Spidersax che mi portò in missione con lui.
Quella fu una missione impegnativa e Spidersax rischiò la sua vita in un assalto dei ribelli.
E per riportare tutto alla normalità c'è voluto un bel po' di tempo.
Anche se fu una missione ardua mi aiutò a capire come si organizza una battaglia e come la mia paura possa diventare la mia migliore arma.
Passarono i giorni e io mettevo tutto me stesso al servizio dei Betris, ma non riuscivo a fare miglioramenti nel rapporto con gli altri hammers.
Si può dire che io sia un vecchio lupo solitario malgrado la mia giovane età, dato che non amo molto andare in taverna o in altri luoghi comuni e affollati per scambiare quattro chiacchiere di fronte a un boccale di birra.
Preferisco starmene nel mio alloggio studiando i rapporti delle missioni più importanti o esplorando con cartine e disegni d'ogni tipo i luoghi più oscuri di Arcano.
La missione al picco degli angeli mi avvicinò al mio compagno Spidersax, pian piano gli parlai di me e gli raccontai la mia storia.
Egli mi diede e mi dà tuttora molta istruzioni ed è per me una sorta di maestro; grazie alle sue istruzioni migliorai anche nel combattimento, acquistavo anche capacità organizzative di una missione e stavo imparando a gestire gli altri guerrieri e a dare la carica ai loro animi (onestamente imito spesso nelle parole e nei modi di agire i grandi eroi e le grandi eroine di Arcano).
Ero sempre più soddisfatto di essermi arruolato ma continuavo a pensare alla mia storia a mio fratello e portavo nel cuore la speranza di trovarlo; non avevo molto tempo per continuare le mie ricerche, ma speravo, ora che ero un guerriero, di incontrarlo e conoscerlo, comunque sapere che anche lui combatteva e viveva con ideali simili ai miei mi avvicinava a lui.
Le lune si susseguirono velocemente ma non fu sempre tutto bello, perdemmo infatti il nostro comandante Licht e io stesso diedi l'annuncio in tutte le Kioskas affliggendo le pergamene della notizia su ogni portone per ordine del nuovo comandante.
Poco prima della sua scomparsa, infatti, Spidersax fu nominato al posto di Licht e anche se ero molto addolorato per la perdita di un superiore saggio, quanto valoroso, ero felice che un Hammer di cui avevo fiducia e che stimavo molto, aveva preso il suo posto.
La mia fiducia in lui fu presto ripagata!
Una mattina, svegliatomi presto, ricevetti una missiva del comandante in cui c'era scritto: "Vieni al comando, devo parlarti"
Io ero molto felice, perchè pensai: "Forse c'è una missione per me..." e così era.
Arrivai al comando il più velocemente possibile e Spidersax con un grande sorriso mi guardò e disse: "Scarter, mi fido di te malgrado la tua poca esperienza e ho bisogno del tuo coraggio, devo affidarti un compito molto importante"
Io risposi prontamente: "Sono pronto a eseguire i suoi ordini, mi dica Comandante..."
"Per iniziare, smettila con tutte queste buone maniere, è vero che ora sono un tuo superiore ma è anche vero che io e tu siamo buoni amici, quindi chiamami comandante solo quando siamo in pubblico, io per te sono Spider!"
"...Lo facevo solo per farti sentire importante, comunque visto ciò che mi stai dicendo... sbrigati Spider e sputa il rospo!!!!"
"Allora, le mie fonti mi hanno informato di una possibile combutta dei ribelli contro l'imperatrice nei monti oltre il Kruill, e il tutto sta avvenendo per il ritrovamento di due Spow evidentemente sfuggiti alla distruzione nel Tempio dei Sogni; non so proprio quanto ci sia di vero in questa storia, quindi la tua missione sarà questa: dovrai vedere se queste notizie sono vere e in tal caso dovrai prendere questi spow e distruggerli!"
"Avrei due domande" gli dissi io con la mia solita tranquillità per niente intimorito di questa missione:
"1) come possono essere usati questi spow dai ribelli? 2) in quali monti si trovano i ribelli di preciso?"
Spidersax mi rispose con un sorriso stampato in faccia con un misto di soddisfazione e di compiacimento: "Non perdi tempo, vai subito al sodo come sempre"
Io sapendo perfettamente quello che si voleva sentir dire esclamai: "Sono quasi come te, diciamo che hai fatto un buon lavoro"
Tornati entrambi molto seri continuammo la discussione e Spidersax mi disse: "In teoria dovremmo essere fortunati, perchè nessuno sa come usare questi maledetti aggeggi, ma comunque abbiamo l'elemento sorpresa e ciò è un grande vantaggio come sempre. L'accampamento ribelle si trova nei monti oltre il Kruill, dovrai prendere l'antico guado di Persek poi da lì salire evitando Nosambra e arrivare sulla Cordigliera, è quello il luogo dove i ribelli trovano riparo"
Un po' stupito dissi: "Quindi devo combattere contro centinaia di ribelli a casa loro?"
"No" mi rispose il comandante e continuò "dovrai intrufolarti nella notte ed eventualmente rubare quegli spow; dovrai fare il tutto nel buio così l'oscurità sarà tua amica."
Sembrava avesse finito ma poi aggiunse: "Naturalmente partirai da solo!!!"

Preparato tutto, decisi di dormire almeno fino al tramonto del giorno dopo per non sentire il sonno nelle prossime notti.
Mi svegliai che il sole era già scomparso dal cielo. Presi le mie cose e andai al comando.
Spidersax, quando mi vide, rise un po', ma sapeva che se avevo scelto di portare quelle cose con me c'era un motivo e si fidò delle mie scelte.
"Ho per te due regali: il primo è Imperius" e indicò uno splendido esemplare di falco che volava sopra la sua testa.
"E il secondo?" chiesi un po' stupito.
"Il secondo è un pezzo di carne di serpente, uno tra i più velenosi" rispose lui.
"Che cosa ci faccio con questa carne?" domandai con molta curiosità.
"Tienila sul palmo della mano e chiama il falco" disse Spidersax.
Presi la carne e urlai: "Imperius!!!!".
Il volatile scese dall'alto e si posò sul mio braccio mangiando di gusto quella strana carne.
Spider riprese a parlare: "Questo volatile sarà il nostro messaggero, ubbidirà solo a chi riesce ad accarezzargli il petto e tu che gli hai dato quella carne puoi farlo"
Con un po' di timore avvicinai la mano al petto del rapace anche se avevo paura di una dolorosa beccata ma Spider aveva ragione; il falco riconoscente per il prelibato pasto non fece movimenti bruschi, anzi accettò tutte le carezze di buon grado.
"Ora puoi comandare lui quello che vuoi, se hai bisogno di aiuto mandalo ad avvertirmi" disse il comandante.
Io risposi: "Grazie,ma non contarci!!!"
"Sta attento giovane Betris, ora per te inizieranno le SFIDE DELLA NOTTE!"
Così dicendo Spidersax si allontanò ed io iniziai la mia missione.
Era buio pesto, ma Imperius era sempre sopra la mia testa in alto nel cielo e guidava ogni mio spostamento.

Arrivai rapidamente sulle rive del Kruill e qui ci fu il prima sfida: dovevo attraversare il fiume, ma non a nuoto perché avrei rovinato parte della mia attrezzatura.
L'antico guado di Persek era controllato dai ribelli, e anche se sconfiggerli non sarebbe stato difficile, decisi di non rischiare l'elemento sorpresa e quindi pensai a qualcos'altro.
Presi una delle mie corde e, salito su un albero, cercai con dei lanci di attaccarla ad un ramo di un albero dall'altra parte del Kruill; non fu un'impresa facile ma dopo qualche tentativo assicurai la corda a un grosso ramo di una quercia.
Passai oltre il Kruill e cercai di risalire il più velocemente possibile verso Nosambra.
Arrivatovi molto vicino la aggirai perché non volevo finire nelle mani delle Hibryan che non sono molto socievoli con i forestieri; oltrepassai poi un ponte di legno un po' pericolante e giunsi vicino la Cordigliera; alla vista di tutta quella roccia ebbi un attimo di smarrimento, non ricordavo più l'imponenza di quei luoghi, e proprio li in mezzo c'erano decine e decine di ribelli, uomini putridi che puzzano di lerciume e di rozzo.
Stava per albeggiare, così decisi di accamparmi sopra un albero posizionato di fronte la Cordigliera, era un ottimo posto perché riuscivo a vedere l'accampamento ribelle; accanto a me si posò Imperius, era proprio vero, mi era fedele e seguiva ogni mio passo.
Avevo ancora della carne di serpente con me e la diedi al falco, io invece mi cibai di ghiande e bacche degli alberi, in passato quelli erano i cibi che mi potevo permettere.
Il giorno passò lentamente e io riuscii ad individuare una tenda nell'accampamento diversa dalle altre, era una tenda sulla destra, e due guardie che ogni tanto si davano il cambio, la sorvegliavano.
Il tramonto portò via con sé il sole e la calura, la notte arrivò con tutto il suo freddo e con tutte le sue ombre; i ribelli si erano addormentati; solo sei guardie erano in piedi: due all'entrata dell'accampamento, due sorvegliavano l'intero perimetro, camminando avanti e indietro, e infine due alla tenda sulla destra.
Era il momento di agire; scesi con cautela dall'albero e Imperius volò proprio sopra la tenda sospetta, io mi arrampicai fino a dove potevo, su per le rocce della Cordigliera e arrivai a metà tra l'entrata e la tenda sorvegliata.
Presi dal mio bagaglio la fionda la caricai con le cinque pietre e le scagliai fuori dall'accampamento; così le guardie all'entrata uscirono per vedere cosa era successo, quelle che ispezionavano l'intero accampamento si posizionarono all'entrata ed erano rimaste solo le due guardie della tenda...
Scesi dalla mia postazione e con rapidità aggirai la tenda con le guardie, sguainai l'Apocalypse e colpii prima l'una e poi l'altra guardia tappando loro la bocca per non far uscire loro nemmeno un gemito.
Entrai nella tenda ed ebbi una spiacevole sorpresa: vi era un solo spow... questo voleva dire che uno era ancora in giro!
Presi quell'aggeggio e con un colpo di spada lo frantumai in mille pezzi poi lo misi nella bisaccia e uscii fuori!
Avevo fatto male i conti: non avevo visto una guardia quasi addormentata di fronte la tenda da dove io ero uscito; appena feci un minimo movimento la guardia si svegliò e si mise il corno alla bocca.
Era il segnale e ben presto tutto l'accampamento fu sveglio; tentai una fuga arrampicandomi il più velocemente possibile sulle rocce, ma di fronte a me trovai lo spow mancante: era al braccio di uno dei capi dei ribelli ed era puntato su di me.
Cosa ancora peggiore, lo spow era in mano ad un ribelle che conoscevo bene: il suo nome era Krig, l'ultima volta che l'avevo visto gli avevo fatto perdere un occhio e lui aveva colpito, danneggiandolo parzialmente, il mio.
Con aria sprezzante gli dissi: "Ciao Krig, io ti vedo bene e tu?"
Quello sporco di un brigante mi rispose: "Io ti vedo morto e sepolto, lurido figlio di un cane"
Così dicendo fece partire un colpo e io prontamente mi spostai lasciandomi cadere in una sporgenza di sotto.
Ero stato colpito di striscio alla spalla destra, ma sembrava che il fuoco mi avesse trapassato da parte a parte... sentivo Krig che urlava: "Esci fuori bastardo, o sei ancora un lurido vigliacco che scappa di fronte al pericolo?"
Decisi di uscire per farmi vedere e Krig fece partire un altro colpo, ma stavolta lo evitai totalmente e mi rifugiai in un cunicolo po' distante..
Mi misi a correre più che potevo e sentivo quello sporco bandito inseguirmi, per fortuna quel cunicolo aveva un'uscita direttamente su un ruscello gelido abbastanza profondo che porta al Kruill.
Mi tuffai ed il gelo mi penetrò fin dentro le ossa, ma stetti là sotto ad aspettare che Krig uscisse dal cunicolo.
Appena vidi il suo lurido volto impugnai la Serpent Halberd e con un immenso sforzo la scagliai dal fondo del fiumiciattolo e lo colpii in pieno petto.
Finii in acqua e il suo sangue macchiò l'intera superficie, io riemersi fuori con fatica e ripresi fiato.
Constatai che Krig era morto e poi gli sfilai lo Spow e lo frantumai con una pietra; ripresi la mia lancia e mi rituffai nella speranza di arrivare al più presto nel sacro fiume.
La notte stava per finire ed io uscii dall'acqua quasi totalmente congelato; trovai le forze per nascondermi in dei cespugli sotto un grande salice, sapevo di esser riuscito a portare a termine la mia missione, ma non era facile ritornare a casa.
Il mio braccio destro non aveva più forze e le gambe erano troppo infreddolite, tornarono i miei incubi e le mie paure: ero nato solo, avevo vissuto solo e sarei morto da solo!!!!!!
La mia mano sinistra era in preda ad un dolore lancinante ed era una sofferenza provocata da una ferita interiore... tutte le volte che mi sentivo inutile e terribilmente solo una fitta incomprensibile mi bloccava la mano buona e non potevo fare più nulla..!
Avevo quasi perso tutte le speranze, erano forse state inutili tutte le sfide di quelle notti, era forse poca la mia sofferenza?
Vidi nel chiarore dell'alba un puntino scuro: era lui, il mio salvatore, con tutto il mio fiato gridai: "Impeeeeerrrrrriiiiiiiuuusssssssss" e lui planò dolcemente e si mise sulla mia spalla sinistra.
"Vai al comando e avvisa Spider, indicagli il cammino e portalo qui"
Il falco partì subito ed io ero comunque felice perché sarei stato ritrovato vivo o morto, questo fu il mio ultimo pensiero... poi caddi, stremato, in un sonno profondo.
Mi svegliai il giorno seguente, ero nel mio alloggio, sembrava impossibile ma era cosi; la mia spalla medicata, le mie gambe erano ritornate normali e anche la mano sinistra era ok; accanto al mio letto sul davanzale della finestra c'era Imperius che vegliava su di me.
Io gli dissi: "Grazie amico, mi hai salvato la vita" e gli accarezzai la testa, lui mi dimostro la sua felicità dandomi una beccata affettuosa sulla mano, poi volò via come per sgranchirsi un po' le ali.
Decisi che anch'io dovevo sgranchirmi un po', quindi mi vestii e andai al comando.
Lì, trovai Spidersax che parlava con i comandanti e i vice comandanti dei Dragoni e delle amazzoni Froll.
Bussai e dissi con un po' di timidezza: "Aikydo Comandante, sono tornato"
un sorriso dal volto di Spidersax mi fece capire quanto fosse felice in quel momento e, congedati gli altri comandanti, mi fece sedere su di una sedia dicendomi: "Dovresti essere a letto dopo tutto quello che ti è successo, hai rischiato anche di essere ucciso dai Drakor"
Io risposi con un sorriso: "Meno male che c'era Imperius"
"Già, meno male" disse Spider ridendo, poi continuò con tono serio: "Hai portato a termine la tua missione e hai ucciso anche uno dei capi ribelli, puoi essere soddisfatto del tuo operato! Ti sei comportato egregiamente, sono fiero di te"
Io risposi: "Grazie, ma non ce l'avrei mai fatta senza i tuoi consigli..."
In quel momento entrò Imperius e si posò sulla mia spalla con un'aria di rimprovero ed io continuai: "E naturalmente grazie all'aiuto di Imperius!"
Spider mi guardò ed io ricambiai lo sguardo: eravamo entrambi soddisfatti.
Da quel momento mi sentivo partecipe di qualcosa in comune con gli altri.
Ero un vero guerriero Betris perché avevo portato a termine una missione affidata totalmente a me, ma nonostante ciò l'avevo portata a termine solo fidandomi dell'aiuto degli altri!

 

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