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Colazione a letto

NURAH

Alle prime luci dell'alba Nurah scivolò silenziosamente fuori dal letto, si mise addosso la camicia di Gual che giaceva a terra e andò al focolare.
Come un'entità di un altro mondo si muoveva senza fare il minimo rumore per non svegliare il suo uomo che, stanco, riposava il sonno del giusto.

L'acqua era sul fuoco, le ciambelline dolci nel forno.
Uscì furtivamente di casa, scalza, e nel giardino colse un fiore profumato che avrebbe messo nel vassoio insieme alla tazza con il caffé fumante accanto al piatto dove avrebbero trovato posto i dolcetti appena sfornati.
Facendo attenzione a non inciampare, tornò in camera e svegliò con un bacio l'esploratore (mamma quanto russava!!!).
Gual sorrise stiracchiandosi e annusò l'aroma del caffé che saliva su dalla tazza.
"Mia dolce Nurah, tu mi vizi..." con la voce ancora assonnata di chi è in vena di coccole prese il viso della strega fra le sue mani e la baciò dolcemente.
Nurah rispose al bacio e carezzò i capelli di Gual: "Si amore mio... per te questo ed altro..." e si accoccolò vicino al suo uomo mentre gustava la colazione.
Finito di mangiare Gual sorrise di nuovo a Nurah: "Ahhh, ci voleva proprio!"
Nurah si alzò, adesso con un sorrisetto, fece cenno a Gual di guardare fuori dalla finestra e l'uomo commentò: "Hai ragione amore, è una splendida giornata..." e Nurah completò il discorso: "....si amore, splendida per strappare le erbacce in giardino!!!"


GUALTIEROW

Le sopracciglia di Gual si inarcarono facendo assumere al suo volto una espressione incredula.
"Sii ragionevole, dolcezza… non hai sentito proprio ieri Kristal declamare a gran voce l’avvento di Gelerule…. il periodo più freddo di tutto l’anno arcanese? Seppure la giornata si preannuncia splendida, essa segue ad una nottata dal cielo talmente terso che il firmamento si rivelava in tutta la sua magnificenza. Sappiamo che una notte del genere può essere stata solo freddissima, e le prime ore del mattino non saranno da meno…"
Gual tornò a sdraiarsi e stiracchiandosi continuò dicendo: "Lasciamo fare alla natura… un paio di notti fredde come l’ultima, e le tue erbacce saranno belle e stecchite dal gelo impietoso…"
Ma Nurah non volle sentire ragioni: quando la strega si caccia in testa qualcosa, sa essere irremovibile.
"Mi arrendo davanti alla tua prepotenza, mia signora" disse infine Gual simulando una espressione funerea. "Naturalmente con queste temperature, non se ne parla nemmeno che io esca di casa senza la mia camicia di flanella" aggiunse poi strizzando un occhio.
"Non ti disturbare cara, vengo a prendermela io stesso", fece poi, scivolando con un guizzo fuori dalle lenzuola e rivelando un corpo ben fatto, ancora abbronzato dal sole della stagione calda.
Nurah, che non si aspettava una evoluzione del genere, tentò di correre via, ma si trovò già chiusa in un angolo della cucina.
"Fermo Gual… non oserai…" cominciò Nurah, puntando un dito contro il suo uomo e cercando di dissimulare come poteva una risatina che si faceva beffe del suo tentativo di restar seria.
"Osare cosa ?" ribatté Gual, "io voglio solo tornare in possesso della mia camicia, per poter fare il lavoro che tu mi hai appena chiesto di fare" concluse Gual, col sorriso di chi sa bene che in questi casi… da cosa nasce cosa…!
Ormai aveva già quasi raggiunto la sua preda quando dall’esterno risuonò un richiamo:
"NURAHHHH GUALLLLL BUONGIORNOOOOOOOO sveglia pelandroni non indugiate nelle tanto decantate effusioni…"
"Mandala via, mandala via!" sussurrò Gual all’orecchio della sua amata.
"Dolceluna, simpatica, carina, gentile streghetta quanto vuoi, ma a volte decisamente inopportuna".
"Gual… hai dimenticato che c’è del lavoro da fare?" rispose Nurah con atteggiamento materno (di quelle madri che rompono, però).
"Il fatto che Luna sia misteriosamente comparsa proprio quando tu eri intrappolata nell’angolo del cucinino, letteralmente tra due fuochi (quello che arde nel focolare, e quello che arde nel cuore del tuo uomo)… il fatto che ella sia arrivata proprio ora… mi sa di stregoneria, sai?" bofonchiò Gual con muso lungo. "Non è che l’hai evocata semplicemente per tirarti fuori dai guai?" aggiunse poi socchiudendo gli occhi e facendo ampi movimenti di braccia nell’aria, come quelli che aveva visto fare a Nurah quando faceva i suoi incantesimi.
"Gual, sei impossibile!!" replicò la strega, scuotendo il capo, con una punta di divertimento nella voce, "sei rimasto un ragazzaccio… riesci a scherzare anche sulle cose più serie! Ma scherzi col fuoco, sai!". Nurah tentò di fare una espressione seria per liberarsi da quella situazione di impasse: "Una strega suprema e molto… molto potente… ti potrebbe far passare la voglia di burlarsi di lei…"
"Adoro l’espressione intensa che assumi quando tenti di indurmi alla ragione" le mani dell’esploratore avevano delicatamente preso il viso di Nurah, e lo attraevano verso il proprio viso, finché le sue labbra sigillarono quelle di lei con un bacio delicato ma ricco di sentimento.
"Nuraaah, Guaaaal… ma siete diventati entrambi duri d’orecchio????" La voce di Dolceluna, adesso vicinissima, li fece saltare entrambi.
Temendo che entrasse senza bussare e lo vedesse privo di abiti, Gual si affrettò a scomparire dietro la porta della camera da letto, imprecando a denti stretti…


DOLCELUNA

Arcano si stava lentamente ridestando dal sonno della notte: I rumori erano attutiti dalla nebbiolina del mattino, ma le amazzoni erano già in movimento per gli allenamenti della giornata.
Mi avvicinai all'alloggio di Nurah e con un sorrisetto subdolo mi apprestai a rompere le ****** (scatole) alla Suprema (Mortazza come dice sorellina)!
Si sentiva un invitante odorino di caffè e dolcetti caldi ....
"NURAHHHH GUALLLLL BUONGIORNOOOOOOOO sveglia pelandroni non indugiate nelle tanto decantate effusioni ci sono le erbette da togliere ....."
ghghhghggg ^__^


NURAH

"Acc!" Nurah si era bruciata col bricco dell'acqua calda.
Cacciò la testa fuori dalla porta e vide Dolceluna: "Mannaggia a te! Ma che ti strilli stamani? Già passiamo le notti in bianco per colpa dei pargoli della Madras!" spalancò la porta e fece cenno alla consorella di entrare.
Si strinse nella camicia sgualcita di Gual e richiuse la porta alle spalle.
"Vuoi un caffè? l'ho appena fatto" disse mettendosi in bocca il dito bruciato e dolorante.
Dolceluna sorrise accennando di sì col capo e si accomodò su una sedia.
Non staccava gli occhi dal vassoio di ciambelle appena sfornate e Nurah rise: "Prendine, hai bisogno di chiedere? Sai che qua sei come a casa tua"
Dolceluna bofonchiò "grazie" mentre addentava la prima ciambellina.


DOLCELUNA

Mentre addentava con gusto e voracità le ciambelle, queste da una montagna che erano si riducevano a vista d'occhio... quando Luna si rese conto del "danno" fatto ce ne erano una ridimensionata quantità sul vassoio.
Lanciò un'occhiata a Nurah intenta a versarle, di spalle, il caffè e buttò in bocca l'ultimo pezzettino di ciambella.
Quando la strega Suprema si girò e notò il vuoto del vassoio, inarcò un sopracciglio ma non sembrò scomporsi benché la tazzina oscillasse leggermente verso di me.
"Bene" le disse la suprema e qui la sua allieva era già pronta alla fuga per evitare padellate... ops scopettate in testa (le padelle sono specialità di Madras Kassandra e prole) "...credo che ti darai parecchio da fare avendo visto il tuo appetito..... sono il rinforzino per la produzione giornaliera?".
Dolceluna si era rovinata con le proprie mani.. la voracità e la gola l’avevano messa all'angolo.
Avrebbe dovuto strappare le erbette in cambio della lauta colazione... sbirciò nel buio che si intravedeva della camera da letto e le sembrò di notare una figura sghignazzare della cosa.
Ecco era fatta... le erbette sarebbero toccate all’ospite e sicuramente Gual si sarebbe goduto la compagnia di Nurah per tutta la mattinata.... uff, ma non potevo restarmene a letto due ore di più quella mattina????


NURAH

A braccia conserte Nurah guardò sorridendo la vorace amica che mangiava a quattro palmenti.
Si versò una tazza di caffé: "Dimmi Dolceluna... che progetti hai per oggi?"
"Chomp! chomp! oggi?... chomp! niente, perché?" mentre parlava si toccava lo stomaco che iniziava ad essere pieno, ma la gola aveva la meglio sulla sazietà.
Nurah versò un altro po' di caffé nella tazza dell'amica: "Bene... allora potrai smaltire la colazione facendo un lavoretto per me!"
Si voltò verso la camera da letto e continuò a parlare: "Alle erbacce del giardino ci pensa Gual... tu potrai aiutarmi a sistemare la soffitta!"
Guardò l'amica e aggiunse: "Sai mica se Ariel passa da queste parti????"


DOLCELUNA

Si, più tardi doveva sbrigare delle commissioni.... perchè?
*era in trappola e lo sapeva*


NURAH

Nurah, con aria furbescamente indifferente: "Mah, così, per curiosità.... magari gli offrivo un caffeino"


GUALTIEROW

Il largo sorriso comparso sul viso di Gualtierow scomparve lentamente, lasciando il posto ad una espressione di mesta rassegnazione, udendo le ultime battute del dialogo.
Rinunciando all’idea di mettersi la camicia monopolizzata da Nurah, per svolgere il compito assegnatogli indossò un paio di pantaloni lunghi, con dei rinforzi all’altezza delle ginocchia, e quell’orrida giacchetta color seppia che Nurah gli aveva regalato due anni prima, e che lui riesumava solo in occasione dei "lavori forzati" ai quali Nurah di tanto in tanto lo sottoponeva.
Un ultimo sospiro di autocommiserazione e poi assunse l’espressione gioviale di circostanza.
"Buon mattino, Dolceluna… quale incubo ti ha tirato giù dal letto così di buonora stamani?" disse rivolto all’ospite.
"Buongiorno a te Gual" rispose la streghetta, sgranocchiandosi l’ennesima ciambella "nessun incubo, carino. La mattinata è splendida… mi sembrava un delitto trascorrerla a letto!"
"Io non avrei avuto alcuna difficoltà a farlo" replicò Gual strizzando l’occhio, e continuò "nessun incubo vero?… ragazza fortunata, sei… Al contrario, io sono ancora in subbuglio ripensando all’incubo che mi ha strappato ad un sogno bellissimo…"
"Davvero?" trillò Luna interessata… "Racconta!…"
"Hem… scusate l’interruzione… Gual, amore… non credi che se vuoi terminare in giornata, sia il caso di rimboccarsi le maniche?" Nurah intervenne già sapendo dove il suo uomo sarebbe andato a parare.
"D’accordo tesoro… ich bin schon Unterwegs... Ah Nurah, ho sentito che avevi in progetto di reclutare anche Ariel... Ottima idea: in due saremo più veloci. Ti adoro!"
Gual concluse la frase colpendo l’amata con un leggero buffetto sulla guancia.
"Spiacente di deluderti caro, ma per Ariel ho già in mente qualcosa di particolare…"
"Ho capito… porterà con se la cetra e ci intratterrà mentre saremo impegnati, per fornirci la motivazione giusta… Grandioso… a patto che non intoni motivetti dal ritmo troppo incalzante!" Rispose Gual, immaginando se stesso alle prese con le erbacce strappate a ritmo di fanfara.
"Non ci siamo ancora, bello… si tratta di qualcosa per la quale occorre un senso estetico di cui la Natura fornisce ogni artista degno di tale appellativo…"
Dolceluna, che nel frattempo aveva messo da parte ogni senso di colpa, e di conseguenza aveva ridotto ulteriormente la quantità di ciambelle disponibile, intervenne per dire la sua: "Ho capito, dipingerà un quadro per sostituire quell’orrenda immagine che inspiegabilmente avete appeso alla parete opposta a quella del camino…"
"Oh oh… adesso l’ha fatta grossa" pensò Nurah, temendo la reazione di Gual.
"Non credo alle mie orecchie… orrenda immagine, hai osato chiamarla orrenda" Gual sembrava piuttosto contrariato "ma hai idea di quante scaglie ho dovuto sborsare per potermelo aggiudicare in concorrenza con decine di altri pretendenti, tutti agguerritissimi. Un dipinto rinvenuto da Bers nei sotterranei di Nistra dal quale traspare evidentemente l’immane tragedia consumatasi tra le sue mura… un soggetto adattissimo ad ornare le pareti della dimora della strega suprema…"
"Perdona la mia incompetenza in materia di arte pre-nimirana, ma a me sembrava di riconoscerci vagamente una colonia di bagherozzi che fanno festa ai bordi di un mare di melassa fumante…" replicò Dolceluna esitante.
"Melassa fumante… Oddea… ma non ti rendi conto della drammaticità espressa dai tratti decisi dell’artista che si è voluto ispirare a… un momento… acc… Di un po’ Nuh, ma sei stata tu a capovolgere il quadro????" fece Gual, aggrottando la fronte.
"Mah, non so Gual…" rispose Nurah imbarazzata "adesso che ci penso… si…. mi pare di ricordare che tirai giù il quadro per togliere alcune ragnatele, e quando lo volli riappendere… beh, non sapevo più qual era il verso giusto" concluse candidamente.
"Ma questa è una congiura" commentò Gual allargando le braccia, impotente.
"Ariel… quando arriverai ad illuminarle con il tuo competente sostegno?" dicendo ciò Gual guadagnò l’uscita accompagnando la sua invocazione da un gesto sconsolato.
Uscito Gual, le due streghe si guardarono serie l’un l’altra per un lungo attimo, poi scoppiarono entrambe a ridere trattenendosi a fatica per evitare di farsi udire da Gual che già armeggiava nel capanno degli attrezzi.
"Povero amore" confidò Nurah all’amica "era così fiero del fatto di essersi aggiudicato quell’obbrobrio, che non ho avuto cuore di mostragli il mio dissenso… speriamo che Ariel non gli dia il colpo di grazia, etichettando il dipinto come opera di dubbio gusto ghghghgh"
"A proposito di Ariel… ma cosa avevi in mente di fargli fare, fidando sul suo innato senso estetico?" chiese infine Luna quando riuscì finalmente a contenersi un po’.
"Ah già, Ariel… Sai il pentolone che uso per le pozioni di intensità maggiore? E’ incrostatissimo, sia internamente che esternamente… Una volta ogni dieci anni bisognerebbe liberarlo da tali incrostazioni, e restituirgli il colore originario…"


ARIEL

E' una bella giornata, chissà se Gual è sveglio o se (sorrisino malizioso) si sta ancora crogiolando nella bianche braccia della Suprema, cosa ci vuole per saperlo?
Niente, basta andare fin lì...
E così via... verso la casa di Nurah, dove il nostro bravo esploratore passa i suoi giorni (veramente, sarebbe più esatto dire le sue notti), ma guarda se uno deve avere tutte le fortune... non solo Nurah è una straf..... ma è anche la strega suprema... ora basta con le considerazioni un pochino invidiose.
Ed ecco la casetta, in fondo al giardino...
Però Nurah dovrebbe anche fare lavorare un po' il nostro amico, quel giardino avrebbe un urgente
bisogno di potatura e pulizia, invece no, credo che non lo voglia fare affaticare durante il giorno, rischierebbe di cadere addormentato appena a letto ahahahaha.
Ma che sento? risatine varie... ma non sono soli... allora non sono l'unico impiccione di Arcano, chissà chi sarà?
Presto l'orecchio, ma sento solo un rumore di mascella, però c'è anche un profumo di caffè e di dolciume.
Mi viene una fame, e sì che ho fatto colazione, ma cosa si vuole, uno scapolo come fa colazione?... caffè riscaldato (cattivo per definizione) pane raffermo e se va bene, ma solo se va molto bene, marmellata o burro, nei giorni di festa, pane fresco con burro e marmellata.... e così si spiega perché, inesorabilmente, i miei passi mi portano davanti all'uscio di casa Nurah.
Busso, non troppo forte.. non si sa mai, ed ecco che Gual, con la barba lunga, i capelli arruffati, vestito piuttosto sommariamente, viene ad aprire, mi fa un largo sorriso e m'invita ad entrare.
E chi ti vedo, seduta a tavola, che mangia a quattro palmenti, nientepopodimeno che la gentile Dolceluna, chissà dove mette tutta quella roba, con un fisico esile come il suo, non dovrebbe essere in grado di mangiare tanto.....
Il guaio è che per forza dovrò rimanere a bocca asciutta... la mia amica streghetta si è mangiato quasi tutto e non posso lasciare i padroni di casa senza sostentamento.... dopo una notte che, a giudicare dalle occhiaie agli occhi di Nurah, deve essere stata rovente....
"Ti saluto Suprema, scusa l'intrusione a quest'ora della mattina, volevo salutare Gual..."
Nurah sorride ironica: "E vedere se c'era per caso qualcosa di buono da mangiare eh! Poche storie, so come sei fatto, vieni qui che ti servo il caffè e ti darò anche una ciambellina, tanto per rifarti la bocca... mi spiace non ne ho più, quell'ingorda di Dolceluna si è lanciata in un assalto al vassoio che niente o quasi si è salvato."
Non fiato.. è sempre pericoloso discutere con le streghe, anche se ti sono amiche, come nel mio caso, è meglio essere cauto, accetto in silenzio quanto mi viene offerto e mi preparo a fare un bel sermone a
Dolceluna, sulle buone maniere, appena saremo fuori......


GUALTIEROW

Tornato in casa un attimo per prendere un paio di calzini che non avessero buchi, Gualtierow sentì le due strege parlarsi sottovoce...: "Sicuramente si tratta di qualche nuova pozione, della quale non vogliono che si sappia la formula… non penso proprio che parlino d’arte, visto che non hanno la più pallida idea di cosa significhi!" si disse l’esploratore, riguadagnando l’uscita.
Nell’aprire la porta di ingresso quasi si scontrò con Ariel, intento a bussare discretamente.
"Buondì menestrello" disse sorpreso, e lo invitò ad entrare, già pregustando la rivincita che si sarebbe preso sulle due dame.
Lasciò che Ariel gustasse l’ultima ciambella rimasta e partì all’attacco:
"Sai che stavo pensando proprio a te uscendo di casa… come si dice… lupus in fabula…" fece Gual, per introdurre il discorso.
"Mi piace l’accostamento!" esclamò prontamente Ariel "anche se una lupa vorace mi ha appena preceduto, divorando tutti i capretti disponibili all’infuori dell’ultimo, quello piccolino…" continuò l’artista, indicando impietosamente una Dolceluna profondamente avvilita.
"In realtà non era di capre che volevo parlarti…" replicò Gual asciutto "ma di un capolavoro artistico di alto significato simbolico…" gli occhi di Gual cominciarono a scintillare.
"Dimmi Ariel, cosa c’è in questa stanza che vale davvero la pena di guardare?" concluse Gual ammiccando e sorridendo vistosamente.
Ariel, che non si aspettava una domanda del genere, essendo un ospite sensibile all’etichetta, si guardò intorno cercando nel frattempo di indovinare cosa Gual volesse sentirsi dire.
Vedendolo gongolare a quel modo, il menestrello si disse: "Evidentemente vuole che mi complimenti con lui per aver scelto una compagna talmente avvenente… lo terrò contento".
Dopo essersi preparato un bel discorsetto, Ariel attaccò dicendo:
"Non deve essere stato facile aggiudicartela tra mille pretendenti…"
"Eh si, devo ammettere che è stata dura" rispose Gual pensando che l’artista si riferisse a tutti gli hammers che volevano acquistare la tela che le due streghe avevano così denigrato.
Ariel era così contento di aver bene interpretato le aspettative di Gual, che rincarò dicendo:
"Eppure non ti sei mai perso d’animo… hai combattuto senza risparmiarti, per poterla alfin fare tua…"
"Nemmeno immagini quanto tu sia nel giusto, amico mio!" esclamò Gual, pensando a tutte le scaglie che aveva mollato a quell’esoso d’un Bers, per quel dipinto.
"Ma ne è valsa la pena: guarda che eleganza, che nobiltà nei tratti del volto, e che fierezza nel portamento…" continuò Ariel.
"Musica per le mie orecchie" disse Gual, e socchiudendo gli occhi pensava: "Incredibile quanto l’occhio allenato dell’artista possa notare particolari che sfuggono al principiante… le persone raffigurate nel quadro erano state raffigurate in scala piuttosto ridotta… eppure Ariel riusciva a vedere tutto ciò… Fantastico!"
"E poi la morbidezza di certe forme… sorge impellente il desiderio di toccare…" continuò Ariel trasognato.
"Toccare?" questa Gual non se l’aspettava proprio. Poi pensò: "Evidentemente l’artista vuole sfiorare con i polpastrelli la superficie del quadro per esaminare meglio le caratteristiche della pennellata dell’autore…" così disse: "Ariel, se proprio ci tieni a toccare, te lo posso concedere… ma usa molta cautela e delicatezza… non ti serve che te ne spieghi il motivo, vero?"
"Me lo concedi?" esclamò Ariel meravigliato… aveva sempre pensato che Gual fosse gelosissimo. Evidentemente si sbagliava.
"Grazie Gual… non mi sarei mai aspettato un privilegio del genere" e dicendo ciò si voltò verso Nurah, che stava amabilmente chiacchierando con Dolceluna, ignara di quanto i due uomini s’erano detti.
Le sue gambe slanciate e tornite erano coperte a malapena dalla camicia che Nurah aveva sottratto a Gual, quando Ariel cominciò a sfiorarle il polpaccio, con l’intenzione di andare sempre più su.
Dopo un attimo di comprensibile sorpresa, la reazione di Nurah arrivò prontamente e dolorosamente. "Ariel... che fai… sei impazzito???" gridò Nurah dopo aver colpito il menestrello con uno schiaffo sonoro.
Anche Gual era imbestialito: "Ma come ti viene, di molestare la mia amata… specie dopo aver decantato le peculiarità di quell’opera…" disse l’esploratore, indicando il quadro vendutogli da Bers.
"Qq… quale opera?" replicò Ariel, ancora rintronato dal sonoro ceffone ricevuto da Nurah "Ah, quella crosta appesa alla parete… si, l’avevo notata entrando, ma ne ho subito distolto lo sguardo… ma cosa c’entra con la tua manesca compagna???" concluse Ariel massaggiandosi la guancia sulla quale l’impronta delle cinque dita di Nurah spiccavano evidenti.
"Crosta… hai osato definire crosta il capolavoro che ho comprato… ed in più hai messo le mani sulla mia amata…" lo interruppe Gual irritatissimo.
"Manesca a me???? Te lo faccio vedere io cosa significa manesca!!" gridò la Suprema inviperita in direzione del menestrello.
Vista la malaparata, allo sfortunato artista non restò che tentare la fuga… ma uscito di casa, dovette fermarsi alla porta del giardino, che non voleva aprirsi perché bloccata da un difetto nella serratura.
Nel frattempo la Suprema munita di un rastrello, e l’esploratore di una zappa, si avvicinavano minacciosi.
Ariel cominciò a correre lungo il perimetro interno del giardino, e gli altri due dietro, che tentavano di colpirlo con gli attrezzi che roteavano nelle loro mani.
Per fortuna Ariel era abbastanza scaltro da evitare tutti i loro colpi, che colpivano il terreno sollevando una enorme quantità di zolle.
Dopo mezz’ora di furibondo inseguimento, tutti e tre sedevano ansanti, a distanza di sicurezza, in mezzo a un giardino ormai devastato.
Dolceluna sull’uscio di casa sgranocchiava l’ultimo dei dolcetti che Nurah aveva messo in dispensa con l’idea di destinarli alla colazione del giorno successivo.
"Chomp chomp… avete fatto un ottimo lavoro… chomp… Gual da solo ci avrebbe messo tutta la giornata ad estirpare le erbacce… chomp."
I tre erano talmente esausti che nemmeno se la sentirono di bersagliarla con la prima cosa che venisse loro a tiro.
"Chomp… propongo una tregua, per analizzare un attimo la situazione, e cosa ha scatenato tutto questo malumore… chomp" continuò placidamente Dolceluna.
Dopo aver discusso per alcuni minuti la streghetta, armata delle migliori intenzioni concluse:
"Come vedete, si è trattato di un grossolano malinteso… e poichè sia Nurah che Gual hanno risolto il problema "erbacce in giardino", non hanno che da sentirsi gratificati da ciò, mentre Ariel verrà ora gratificato, insieme ai padroni di casa s’intende, da una montagna di ciambelle che ho provveduto a preparare e a mettere in forno, mentre voialtri "lavoravate" in giardino con tanto impegno... hahaha"
La risata argentina di Dolceluna era contagiosa… tutti si ritrovarono a ridere con altrettanto gusto, ripensando a tutta la situazione assurda venutasi a creare e rivedendola in chiave umoristica.
"Le ciambelle sono pronte per essere sfornate…" informò infine Luna "sbrigatevi a rientrare, prima che io faccia piazza pulita!!!"
Inspiegabilmente le energie ritornarono a tutti, e così si precipitarono in casa festanti.



 

 

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