Visita ad Ylea
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Gual aveva finalmente
deciso.
Dopo aver vagato per giorni nella foresta senza mèta, dopo aver
percorso per miglia e miglia la riva del Kruill alla ricerca di
quella pace interiore che quelle sortite riuscivano sempre a fargli
ritrovare si era reso conto che lasciarsi andare così non aveva
senso. |
Era giunto il momento di risolvere il problema in un modo o nell’altro.
Era arrivato il momento di tenere nella più grande considerazione
l’insegnamento primo che viene impartito ad un esploratore: stabilisci
una mèta e cerca di raggiungerla, senza sprecare energie con giri a
vuoto, tentando e ritentando per vie diverse fino al raggiungimento di
quanto prefissatoti.
Ma era proprio questo il punto : cosa voleva davvero Gualtierow? E ciò a
cui aspirava era qualcosa di realistico?
Probabilmente no.
Gual si sedette su un grosso masso osservando il placido scorrere del
fiume.
Su quella spiaggetta c’era stato altre volte… E non era solo.
Sorrise a quel ricordo.
Era evidente! L’unica cosa che l’esploratore desiderava con tutta la sua
anima era che tutto tornasse come allora: l'umile dimora di Launam, la
piccola cucina e il minestrone che bolliva sul fuoco, l’arredamento
semplice ma personalizzato ove ogni elemento richiamava alla memoria un
episodio di vita vissuta, le battaglie con i cuscini dal finale tanto
scontato quanto ricco di tenera passione…
Come era dolce lasciarsi andare ai ricordi… Era la sola cosa che davvero
lo aiutasse in quel periodo.
Così prese la sua decisione: si sarebbe recato a Ylea, alla nuova dimora
di Nurah!
La Kioskas di Ylea sembrava tutta un unico cantiere: c’era ancora molto
da fare, ma già si riusciva a indovinare dove sarebbe sorto il campo per
gli allenamenti, e dove il teatro.
Alcune costruzioni minori venivano ristrutturate con grande impegno, ma
ciò che colpiva maggiormente erano le radicali modifiche previste per la
dimora della Madras, e già in parte realizzate.
Nurah non si smentiva mai… anche in questo caso stava facendo le cose in
grande!
Era incredibile la sua capacità di infervorare le masse, di riuscire a
guadagnarsi la stima generale e indurre la gente ad impegnarsi in vista
di un fine comune che avvantaggiasse tutti…
Arrivato alla residenza della Madras, Gual entrò nel cantiere facendo
attenzione a dove metteva i piedi.
Il viale d’accesso stava per essere lastricato con nuove pietre, ed il
paziente lavoro non poteva essere intralciato da passanti incauti.
Giunto finalmente nella costruzione notò che la struttura grezza era già
stata eretta su due piani.
Sembrava evidente che il progetto prevedesse spazi molto ampi ed aperti,
in antitesi con le caratteristiche della vecchia struttura nella quale
solide mura e piccoli pertugi verso l’esterno avevano la funzione di
difendere la madras dagli attacchi di eventuali nemici riusciti a
penetrare all’interno delle mura di cinta della Kioskas.
Progetto temerario che si adattava perfettamente alla tempra della nuova
Madras.
Gual era intento ad ammirare la maestosità delle colonne che erano già
state erette, quando uno dei progettisti lo notò scendendo dallo scalone
che univa il piano terra al primo piano.
Si trattava di un giovane uomo che poteva avere un paio d’anni meno di
Gual, dallo sguardo aperto e dai modi cordiali: portava un rotolo di
pergamena sulla quale compariva la pianta di un settore della
costruzione.
Notando la prestanza fisica dell’esploratore egli pensò subito che un
paio di braccia muscolose in più sarebbero sempre state le benvenute,
considerando la mole di lavoro che ancora andava svolta.
“Aikydo a te Hammer" esordì, e continuò dicendo "vedo che stai ammirando
ciò che farà parte della costruzione destinata a diventare il fiore
all’occhiello di tutta Arcano, e da come lo guardi intuisco che ne sei
ben impressionato”
Gual replicò: “In effetti non mi aspettavo tanta innovativa creatività…”
“Hai colto nel segno amico mio” aggiunse l’intellettuale prontamente
“innovazione… è questa la chiave interpretativa della nuova gestione che
la nostra adorata Madras si accinge a introdurre ad Ylea, per cancellare
il ricordo nefasto dell’ultima Madras che vi operò…
Siamo tutti entusiasti di poter partecipare alla realizzazione di tutto
ciò, ognuno secondo le proprie capacità, e di poter in futuro vantarci
di averlo fatto, quando la nostra Kioskas diventerà punto di ritrovo
prediletto di tutti gli Hammers… Sono convinto che sei venuto qui con
l’intenzione di essere dei nostri, vero?”
“Mah…” replicò Gual, che ancora stava cercando di riprendersi da quella
valanga di parole proferite a gran velocità “in realtà ero venuto qui
per parlare con Nurah…”
“Con la Madras di Ylea?” rettificò l’altro, contrariato del fatto che un
umile villico osasse chiamarla per nome.
“Uh… Madras… già, è vero” biascicò Gual notando la lieve nota di
rimprovero che traspariva dal tono del suo interlocutore.
“Amico mio” continuò l’altro con enfasi “la nostra Madras è naturalmente
occupatissima in questi giorni… Non è comunque necessario che lei ti
conceda udienza perché tu possa prendere parte ai lavori… Sarò io stesso
ad assegnarti a un settore dove attualmente abbiamo carenza di mano
d’opera… vedi qui…” e dicendo ciò stava già cominciando a srotolare la
sua pergamena.
“Chi non muore si rivede!” La voce cristallina di Dolceluna suonò
celestiale alle orecchie di Gual.
Ella stava rientrando da uno dei porticati che conducevano alla sala
principale con dei campioni di stoffa in mano. Corse incontro a Gual e
lo abbracciò con affetto.
“Dolceluna, è la Dea che ti manda.. C’è modo di poter vedere Nu?”
Il viso della strega si fece di colpo serio: “Sai Gual, Nurah ce l’ha un
po’ con te da quando sei scomparso senza dire niente” poi il suo bel
sorriso tornò a illuminarle il viso “Ma sono certa che non ti terrà il
broncio a lungo! Andiamo, ti conduco da lei!” concluse Luna
strizzandogli l’occhio ed esortandolo a prendere lo scalone che portava
al piano superiore.
Prima che potesse seguirlo, la strega fu trattenuta un attimo dal
progettista che allibito le chiese sottovoce: “Lo hai chiamato Gual… non
sarà mica quel tale Gualtierow che…”
“Si caro” lo interruppe lei con un sorrisetto malizioso “si tratta
proprio di quel Gualtierow" e corse via per raggiungere l'esploratore
che a grandi passi già percorreva i primi gradini della scalinata.
Arrivati al piano superiore, la strega gli disse di attendere lì, che si
sarebbe informata sulla disponibilità di Nurah.
Bussò a una delle porte che davano sull'androne ed entrò.
Nurah era a colloquio con colei che si sarebbe occupata del giardino.
"Scusami Nu... c'é una visita inattesa..." esordì Luna.
Con un sospiro la strega suprema rispose: "Non ho proprio tempo al
momento, cara... non può venire in un altro momento?"
Dolceluna le si avvicinò e disse in un soffio: "Si tratta di Gual..."
"Gual..." ripetè la Madras con un filo di voce.
"Che aspetti!" esclamò infine, stizzita.
Dolceluna corse fuori tirando fuori il suo miglior sorriso mentre diceva
all'esploratore: "E' indaffaratissima, sai... ti prega di attendere un
attimo."
"Immagino..." si limitò a rispondere Gual.
"Considerando le caratteristiche del terreno, io proporrei delle piante
ornamentali che crescono bene in terreni ricchi di... Nurah...ma stai
ascoltando quello che dico?"
L'esperta in materia botanica si era interrotta notando lo sguardo
assente della Madras.
"Oh, scusami cara... hai ragione, non riesco più a seguirti" disse
subito Nurah scuotendo il capo.
"Si capisce! Sono ore ed ore che stai seduta a questo tavolo... sembra
che hai l'intenzione di sbrigare tutto in giornata! Prenditi un paio
d'ore di riposo, potrai ripartire con maggior grinta! Tanto io ho
comunque una montagna di lavoro da fare!"
La donna dal pollice verde stava già guadagnando l'uscita per dirigersi
verso quello che sarebbe diventato, a suo dire, un giardino degno di una
imperatrice.
Dolceluna prontamente scivolò nella stanza prima che la porta fosse
richiusa.
"Allora?... lo faccio passare?" chiese poi con gran vitalità.
"Ah... già... d'accordo, togliamoci 'sto pensiero!".
La streghetta schizzò fuori gaia per annunciare all'esploratore la lieta
novella.
Dopo aver ringraziato Luna per la grande disponibilità dimostrata, Gual
entrò nella stanza carico di sentimenti contrastanti tra loro.
L’esploratore si era immaginato quel momento una infinità di volte, ma
ora che lo stava vivendo si rendeva conto che non era come se l’era
aspettato...
Pensava che lei gli sarebbe apparsa in abito lungo, ornata di gioielli
costosi che sottolineassero lo status raggiunto.
Invece indossava un paio di pratici pantaloni ed un maglioncino le cui
maniche erano arrotolate fino al gomito.
Cionondimeno non gli era mai sembrata tanto bella come in quel momento.
"Ciao Dolcezza..." disse cercando le parole.
"Ciao" rispose neutra la Madras.
"Spero di non essere giunto in un momento inopportuno..."
Gual tentava di introdurre l'argomento che gli premeva, ma, notando la
freddezza di lei, gli sembrava terribilmente difficile.
"In effetti, mi aspettavo che ti facessi vivo prima!"
Le parole di Nurah potevano essere interpretate in modi diversi... ma il
tono con il quale le espresse non lasciava dubbi sul significato che lei
voleva dar loro.
"Non c'ero!" si limitò a dire Gual, e poi, rompendo il silenzio
innaturale che si era venuto a creare aggiunse con amarezza: "Non c'ero,
e tu puoi bene immaginarne il motivo..."
"Non tenterò nemmeno di sforzarmi ad immaginare, visto che sarai
certamente venuto qui per informarmene tu" La voce di Nurah si era fatta
tagliente.
Gual non riusciva a crederci: ai suoi occhi quella donna aveva torto
marcio, eppure si atteggiava come se fosse lui a doversi vergognare.
"Si capisce che te ne informo, bellezza... non hai la minima idea di ciò
che ho passato..." disse Gual profondamente indignato "non solo hai
tradito la mia fiducia venendo meno all'unica regola a cui dovrebbero
attenersi due persone che dichiarano di amarsi sinceramente, ma ti sei
anche pubblicamente vantata dell'azione spregevole a cui ti sei
abbandonata con pieno consenso..."
"Dubito che tu sia disinformato a tal proposito.... presumo piuttosto
che tu sia in malafede quando fai queste affermazioni!" Lo interruppe
Nurah veemente.
"Malafede? Non vedo malafede nelle mie parole... la vedo solo nei tuoi
atti!" replicò l'esploratore facendo un gesto di stizza.
"La malafede c'é quando affermi che io fossi consenziente quando é
avvenuto il fatto, mentre sai bene che tutto si svolse come in un sogno,
e che io ero incapace di agire in maniera diversa... Incapace,
capisci?!"
I grandi occhi di Nurah adesso fissavano quelli di Gual con convinzione.
Gual deglutì a vuoto.
Quegli occhi avevano il potere di turbarlo intimamente, ma non poteva
lasciarsi andare al desiderio di afferrare quel viso per baciarlo
appassionatamente... non ora!
C'era troppo da chiarire, ancora.
Gual inspirò profondamente e socchiuse gli occhi espirando.
"D'accordo! Voglio ammettere che tu non fossi responsabile delle tue
azioni, in quel momento..." disse dopo essersi ripreso dall'ira e dalla
passione appena provate "Ma ciò non spiega perchè tu abbia informato
tutti dell'accaduto con tanta estatica enfasi, invece di indignarti per
l'affronto subito."
Adesso era Gual a scrutare l'espressione di Nurah, nel tentativo di
capire il comportamento della sua amata, dopo aver trascorso giorni a
fare congetture, poi scartate una per una perchè prive di senso.
"Quel che é successo non può essere paragonato a una semplice esperienza
carnale" disse allora Nurah con voce distante, guardando nel vuoto "é
una esperienza al di fuori del tempo, al di fuori dello spazio... che é
data da vivere a pochissimi fortunati... Chi é stato designato dalla
sorte a godere di un tale privilegio... non può fare a meno di rivelarlo
a tutti, con fervore e gratitudine..."
"Oddea... sembra totalmente convinta di quanto sta dicendo" pensò
allibito Gual, osservando l'espressione di Nurah che gradatamente si
illuminava al ricordo di quella notte.
"Una esperienza che non può essere paragonata a nulla che esista sul
nostro pianeta" disse la strega scuotendosi dallo stato quasi ipnotico
nel quale stava scivolando.
"E tu?..." La Nurah battagliera che Gual ben conosceva era riaffiorata
nuovamente "tu, prode esploratore, hai reagito come l'ultimo dei
maschilisti che abitano gli stati dell'unione… Hai cominciato a smaniare
inalberando il tuo orgoglio ferito, ipotizzando irrealizzabili progetti
per la sua cattura, infangando il suo nome e quello di tutte coloro che
lui ha ritenuto degne di un tale privilegio quando ti sei divertito a
sbandierare oscenità frutto della mente malata di un autore ignoto…”
“Un momento! Ora chi è che agisce in malafede? Sai benissimo che si
tratta della deposizione rilasciata presso un organo giuridico di
insospettabile rettitudine, archiviato scrupolosamente e rinvenuto
grazie a minuziose ricerche. Se chi ha rilasciato la deposizione fosse
stato un mitomane, avrebbe piuttosto raccontato tutta la storia in
taverna, invece che tenerla in segreto, conscio della portata di tali
rivelazioni…” rettificò Gual.
“Ma resta un anonimo, e quindi immeritevole di fiducia” aggiunse Nurah
per concludere.
“Devo forse ricordarti che anche il tuo eroe agisce nell’anonimato?”
domandò Gual stringendo i pugni.
Un lungo silenzio seguì alle parole dell’esploratore.
“Non ti rendi conto che portare avanti questa discussione non ha alcun
senso? Ognuno di noi resta sulle proprie posizioni, e questo gioco non
mi diverte più… Senza considerare che sono occupatissima con cose più
importanti…”
La voce di Nurah era divenuta pacata.
“Più importanti della tua felicità?” chiese di rimando Gual con lo
stesso tono.
La strega guardò Gual con espressione interrogativa e disse: “Cosa ne
sai tu del significato che per me riveste la parola felicità? Io sono
felice quando mi sento apprezzata, benvoluta, quando posso operare per
il bene della comunità, quando posso spronare altri Hammers come me e
costruire qualcosa che serva alla nostra evoluzione, qualcosa che aiuti
a sviluppare il pensiero positivo, qualcosa che resti anche per i
posteri, i quali potranno ispirarsi alla nostra era come a un periodo di
grande apertura mentale, meritevole di essere ricordata e tramandata di
generazione in generazione…
Dov’eri tu quando ho cominciato con la ricostruzione di Ylea, quando ero
alla ricerca di nuovi spunti, nuove idee che aiutassero i membri della
nostra comunità a dialogare, a confrontarsi, ad apprezzarsi sempre di
più?… Dove era il mio Gual quando io avevo più bisogno di lui, quando la
mole degli impegni mi sembrava talmente grande che temevo mi
seppellisse? Certo, lui era totalmente preso dal suo bisogno di
autocommiserarsi, accecato dal risentimento e dalla gelosia, incapace di
guardare al di là del suo incommensurabile ego…”
Dopo questo sfogo accorato, le parole di Nurah uscivano a fatica, mentre
lei tratteneva le lacrime che volevano sgorgare copiose ed
inarrestabili.
Quando Nurah si fu un po’ ripresa, dopo una breve pausa, concluse
dicendo: “Per la mia felicità Gual non sarà più un elemento
indispensabile… non lo sarà mai piu’”
E dicendo questo si voltò verso la grande finestra simbolo dell’apertura
sul mondo alla quale lei aspirava con tutte le sue forze.
Gual sollevò inconsciamente le braccia per abbracciare l’unica donna che
avesse mai amato in vita sua, ma poi rinunciò compiendo il più grande
atto di amore ipotizzabile: il sacrificio personale per la felicità
della donna amata.
Nurah meritava di più: qualcuno che la sostenesse nella missione che lei
si era prefissa, che la sostenesse quanto lui non sarebbe mai stato in
grado di fare.
Gual era perfetto nel ruolo di amante di una maga… completamente
inadatto come partner di una Suprema Madras.
“Comincio a comprendere ciò che intendi, Nurah…” il tono della voce di
lui era ora rassegnato “in realtà non ero nemmeno venuto per litigare,
sai?”
“E perché allora sei venuto a turbare un equilibrio che stavo
faticosamente raggiungendo dopo aver deciso di rinunciare a te?” chiese
la strega sorpresa dalla dichiarazione di Gual.
“Sono venuto a chiederti un favore, un regalo di addio da parte tua, in
nome dei bei tempi passati…”
“Di cosa si tratta ?”
Ormai Nurah non sapeva più a cosa pensare… chissà cosa stava escogitando
l’esploratore, nel tentativo di riconquistarla.
“Vedi…” cominciò a dire lui “il luogo dove ho trascorso i momenti più
belli della mia esistenza è la tua vecchia dimora di Launam… Ebbene… non
c’è davvero nulla che mi leghi a Nistra, dove ho conservato la mia
residenza fino ad oggi… Sai… l’umore di Bers non è sempre dei migliori
e… ma questa è un’altra storia. Ebbene, se solo potessi stabilirmi nella
tua abitazione di Launam io… ecco… sono convinto che riuscirei più
facilmente a superare questo momento.”
“Ma Gual” rispose Nurah con tono materno “la dimora di Launam non mi
appartiene… mi è stata semplicemente concessa quando ne ho fatto
richiesta. Non è a me che devi chiedere se puoi abitarvi…”
“Si si, lo so, ma … ecco… volevo che tu ne fossi al corrente e che mi
dicessi che non hai nulla in contrario… tutto qui!”
“Oh Gual, come potrei impedirtelo… anzi, sono quasi contenta che tu me
l’abbia chiesto… tra quelle mura c’è una fetta della mia esistenza
trascorsa, un periodo terribilmente felice… sarebbe stato peccato che
tutto ciò finisse in mani estranee che non potessero comprendere il
valore affettivo che quelle stanze, mobili e suppellettili possono
avere…”
“Grazie Nurah, sapevo di poterci contare… Beh… si è fatto tardino… è il
caso che vada… ciao am… scusa… ciao Nurah”
“Ciao Gual… vieni a trovarmi qualche volta?”
“Io… si… cioè forse, non so. Sarò impegnatissimo nei prossimi tempi” lo
sguardo di lui cercava di evitare quello di lei.
“Fa il possibile, qui sarai sempre il benvenuto… Ciao”
Il saluto di Nurah gli arrivò quando lui stava già chiudendo l’uscio
dietro di se.
“Ciao Gual” continuò Nurah in un filo di voce “Ciao stupido ragazzone
sentimentale, pronto a rincorrere un fantasma del passato piuttosto che
guardare avanti, a un avvenire diverso… stupido irrazionale, vittima
predestinata di un mondo in continua evoluzione, stupido… generoso,
appassionato, meraviglioso amore…”
Le lacrime ora le scendevano copiose, non più frenate dall’orgoglio e
dalla fermezza che deve caratterizzare chi detiene il bastone del
comando.
Gualtierow
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