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La svolta

 

Capita che in un momento della tua vita il presentarsi di un evento, o un loro susseguirsi, cambi radicalmente la tua anima ed anche il tuo pensiero…

Quella mattina il rumore della strada mi destò dal sonno, se tale si poteva chiamare il continuo dormiveglia agitato da mille pensieri… o meglio da uno solo, mi sentivo stanco e indolenzito.
Mi affacciai dalla finestra socchiusa e vidi Ylea che pian piano, come me, si svegliava dal suo torpore. Cercai di mettermi in sesto, ma guardandomi allo specchio mi resi conto che sarebbe stata un’impresa più ardua della battaglia di Nistra.
“Che strano!!”, pensai, “sono arrivato in questa Terra da pochi giorni, e sono già rapito da essa. Come se non fossi stato da nessun’altra parte. Come se la mia vita fosse cominciata qui!!”.
Mentre ero assorto da questo e altri pensieri, senza nemmeno rendermene conto, uscii per le strade della kioskas, vagabondando senza meta, cercando nei volti qualcosa o qualcuno di familiare…
Non so per quanto tempo ho girovagato per strada, poi all’improvviso, forse guidato dal fato, imboccai un piccolo vicolo dove il sole non penso abbia mai fatto apparizione.
Fu lì che la incontrai, era bella, molto bella.
Fiera nel suo portamento, affascinante ed inquietante allo stesso tempo.
Non avevo mai visto una donna così…
Mi resi conto, in quell’istante eterno, che i miei sensi ritornavano a me dopo essere stati chissà dove mentre giravo per le strade.
La vista per guardare la sua figura, slanciata e sinuosa, l’olfatto per sentire la fragranza della sua pelle che odorava di orchidee e rose bagnate dalla rugiada ed infine il mio udito quando con la sua morbida voce mi salutò: - Buongiorno Prometeus!-.
– Buongiorno a lei! Come mai la trovo qui in questo angolo della kioskas?- riuscii a balbettare anche se avevo il cuore che sembrava volesse uscire dal mio petto.
Sorrise e con fare gentile mi rispose: - Sono venuta a fare una passeggiata mattutina per schiarirmi le idee…-
Il suo sguardo mi scaldava il sangue e il solo fatto che lei fosse davanti a me mi faceva andare in estasi.
La guardavo affascinato mentre con un gesto sensuale mise la mano fra i suoi capelli per accarezzarli.
I suoi occhi erano fissi su di me, non riuscivo a comprendere, nonostante fossero molto espressivi, cosa volessero dire.
Poi, come la nebbia si dirada e lascia passare i raggi del sole, mi fu chiaro il senso di quello sguardo.
Non poteva essere!! Il mio cuore di sicuro mi ingannava!! Eppure non poteva essere che così!!
Anche lei, bella ed eterea, provava nei miei confronti l’attrazione che io provavo nei suoi.
Ebbi la conferma dei miei pensieri quando, nel salutarci per riprendere le nostre strade, con la sua mano mi accarezzò il viso e mi disse: – Aikydo Prometeus, spero che le nostre strade tornino presto a incrociarsi!-.
Io risposi con un inchino profondo non potendo proferire parola tanto era la mia gioia e la mia emozione.
Rimasi ad ammirarla mentre lasciava il vicolo e si incamminava verso la sua dimora, ancora frastornato per quell’incontro, che sapevo avrebbe per sempre cambiato la mia vita!!
Oh gioia, oh meravigliosa creatura, gli dei di Arcano non avrebbero potuto concedermi cosa più bella e gradita!!!
Corsi per molto tempo, cercando di uscire dalla kioskas, cercando al tempo stesso di controllare la mia gioia che mi imponeva di gridare all’universo intero quanto fossi felice.
Fu così che mi ritrovai solo, vicino alla riva del fiume e finalmente libero di gridare il mio amore…
Mi tuffai con ancora indosso i vestiti, placidamente mi feci accarezzare dalle calme acque, immaginando che le carezze della mia amata fossero ancora più dolci ed estasianti.
“O Dei di Arcano, grazie per avermi concesso di sentirmi finalmente vivo. Grazie per aver consentito al mio duro cuore di guerriero di provare calore. Grazie infine di avermi consentito di AMARE!!! “
 


Prometeus



 

 

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