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Il bastone dello Sciamano

 

Kassandra era nel retro della sua bottega e stava scuotendo appassionatamente la cornucopia con l'intento di cavarne qualche scaglia di miara quando fu bruscamente interrotta da qualcuno che bussava alla porta, ripose l'oggetto e si accinse ad aprire.

Lo scocciatore si rivelo come previsto essere Tabaras, stringeva in mano un bastone di legno tinto di blu lungo circa un metro e mezzo con delle piume attaccate e la sommità scolpita in un simbolo antico, dopo aver salutando la Madras con rispetto entrò e poggiò l'oggetto sul bancone si accomodò e cominciò a raccontare come ne era venuto in possesso.

" Mi stavo arrampicando su per una parete particolarmente ripida cercando di raggiungere un altopiano che la sovrastava sperando così di portarmi al di fuori dei territori controllati dai ribelli quando mi sono imbattuto in un nido di aquila, era ancora caldo quindi il rapace che l'aveva costruito non doveva essere distante, ma ciò che mi parve strano era che non ci fossero pulcini al suo interno.
Mi resi conto di quanto era accaduto pochi istanti dopo quando udii un forte pigolio provenire da una sporgenza rocciosa poco più in alto, un puma teneva tra le fauci un aquilotto; senza pensarci due volte gli ho tirato una sassata, senza ragionare sul fatto che avrebbe potuto risentirsi e venire a farmi a fettine con i suoi artigli.
Infatti il micione non l'ha presa bene e mollato il pulcino ha fatto per balzare su di me ma la benevolenza delle dee ha fatto sì che la madre del pulcino gli piombasse addosso proprio in quel momento.
Mentre l'aquila cacciava via il felino io riportavo il suo piccolo nel nido e appena ebbi compiuto il salvataggio sentii delle voci provenire dalla cima del costone roccioso e vidi che mi veniva calata una corda, l'afferrai e mi arrampicai fino all'altopiano.
Lì mi attendevano tre uomini vestiti di pelli di bassa statura ma di corporatura robusta, la loro pelle era inscurita dal sole di montagna e il loro atteggiamento sembrava amichevole.
Fu il più anziano a parlare per primo, quello con un copricapo fatto a forma di testa d'aquila: <Tu uomo buono> disse <Tu salvato erede di nostro spirito protettore, noi aspettava te. Viene, altro cucciolo ha bisogno di tuo aiuto>
Venni scortato in un villaggio fatto interamente di tende coniche in cuoio di stambecco dipinte con disegni di aquile in volo dai colori sgargianti, mi portarono verso la tenda al centro dell'accampamento e mi fecero entrare.
Sul terreno giaceva sotto diverse coperte di lana un bambino che avrà avuto sì e no cinque anni con un colorito violaceo e la fronte imperlata di sudore, mi fu subito chiaro che doveva aver subito un avvelenamento di qualche tipo"

Kass cominciava a chiedersi quando il prolisso mago sarebbe giunto al punto, ma Tab proseguì come se non avesse notato l'impazienza della Madras:

"Così mi feci raccontare dal vecchio con l'aquila in testa cosa fosse successo cercando di capire cosa il bambino potesse aver ingerito ma egli non mi fu molto d'aiuto, riuscì solo a farfugliare qualcosa relativo ad un'escursione nel bosco ma null'altro... così mi misi a frugare nella sacca e ne estrassi una pozione nauseabonda, con l'intenzione di far vomitare il piccolo e analizzare i resti dell'ultimo pasto.
Non fare quella faccia Kass, che ti credi... ha fatto schifo anche a me, ma era l'unica cosa che potessi fare per capirci qualcosa.
Ok, tornando alla storia del bastone...
Controllai l'ultimo pasto del bimbo e riscontrai alcuni pezzi di un fungo molto simile ad un porcino ma che non ingannò il mio occhio esperto, si trattava di un Boletus Burnus, un fungo velenoso che agisce sui polmoni diminuendo l'assorbimento dell'ossigeno, ecco perché il piccolo appariva cianotico!
Mi rimisi a frugare nella mia sacca e stavolta ne estrassi una polvere ed un unguento, sciolsi la prima in acqua e la feci bere al bambino, mentre gli spalmai l'unguento sul torace e sulla schiena.
Il mattino dopo sarebbe stato di nuovo sano come un pesce ma con un briciolo di saggezza in più portata dalla brutta esperienza.
Non sto a raccontarti i festeggiamenti che fecero in mio onore quella notte, il capo (quello con l'aquila sulla testa) mi chiese addirittura di rimanere come sciamano del villaggio, ma quando capì che mi ero recato sui monti in cerca di solitudine insistette per farmi dono del bastone magico del loro vecchio sciamano.
Mi spiegò che se mai mi fossi trovato ad aver bisogno di aiuto avrei dovuto piantarlo nel terreno e staccare una delle piume che vi erano attaccate lasciandola poi tra le braccia del vento, le aquile della cordigliera avrebbero di certo risposto al mio richiamo.
Non ho mai avuto l'occasione di provarlo, ma sono abbastanza sicuro che il vecchio dicesse la verità"

Dopo aver scrollato Kass per riscuoterla dal torpore Tabaras sorrise e si allontanò dicendo: "Grazie della chiacchierata, ci vediamo domani", cosa che alla madras parve una minaccia.

 

Tabaras
 

 

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