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Affronto alla Kioskas

 

"PIOGGIA

La giovine andava in giro per le vie rischiarate appena da fioche e tremolanti lanterne, il buio della notte fonda impregnava già da tempo l’aria ed il silenzio, interrotto solamente dai passi dell’amazzone, ad ogni passo si rimpossessava violentemente di quell’aria umida.

La serata trascorsa in taverna a raccontare dell’ultima vittoria contro i ribelli, era finita ed ognuno andava a gustare il meritato riposo.
Il vicolo, stretto e buio, in fondo era illuminato dalla luce della luna piena che sovrastava la piazzetta della kioskas.
L’abitudine ai pericoli della foresta, la tensione sempre all’erta di ogni brava amazzone, faceva si che ella camminasse spedita e sicura, ma qualcosa di strano lei percepiva e la mano impugnava la sciabola nella fondina.
Accade tutto così in fretta, un lampo di luce, il riflesso di una lama fende l’aria, il colpo penetra quella carne, soda e muscolosa.
Si accascia in ginocchio l’amazzone, il suo sguardo ora alla ferita, si alza e scorge l’ombra del vile assalitore; il dolore atroce le strige i denti ed un rigolo di rosso sangue fuoriesce dalle labbra.
In un attimo tutti gli amici e i ricordi le scorrono nella mente mentre la nebbia prende il posto di quella serata allegra.
Si accascia definitivamente al suolo; ne un grido, ne un lamento, solo…. il freddo che sale dentro al suo corpo squarciato.
Il sole non è ancora sorto quando la rinvengono, denudata degli ornamenti, con il ventre aperto da una profonda ferita.
La notizia del vile attentato corre per le vie della città. Non era mai accaduta una cosa del genere, mai un delitto nelle mura amiche della kioskas.
Il fatto suscitava profonda paura, qualcosa sarebbe per sempre cambiata da quella notte nelle menti degli hammers.
Urgeva trovare il colpevole, il movente… per far si che giustizia avvenisse, che la paura svanisse.
Altre notti drammatiche, insanguinate, seguirono quella notte, sempre senza un movente, senza una spiegazione, ne una traccia.
Nimira in persona scese in piazza a rincuorare sentimenti piegati, ma nessuno più passeggiava tranquillo, vennero messe amazzoni di ronda per le vie. Nulla.
Una sera, alla porta della taverna, un pugnale sorreggeva un biglietto, a parte il contenuto, che invocava: “L’ora della resa dei conti”
Ciò che colpiva di più era proprio la pergamena; un delicato foglio di papiro sapientemente lavorato, sottile, e con un simbolo inconfondibile: il marchio che appariva in tutti i fogli ufficiali, il marchio che rendeva credibili tutti gli editti emessi dalle scribane dell’imperatrice.
Come poteva accadere questo, nessuno poteva appropriarsi di tali fogli e solo pochissime persone avevano accesso alle stanze ove venivano marchiate e custodite tali pergamene…



KRISTAL

La notizia mi giunse veloce come un dardo assassino...
Una delle mie pergamene era in taverna, con un funesto messaggio indirizzato agli Hammers!
Gli ultimi avvenimenti mi avevano scossa, ma questo era più di quanto potessi sopportare.
Era ora di finirla!
Galoppavo verso Kolise con le lacrime agli occhi... quasi non vedevo la strada, ma fortunatamente Barbaro sapeva dove andare.
Rabbia, dolore per il sangue versato, senso di impotenza... tutto questo stava affiorando di colpo, quella pergamena mi aveva fatta definitivamente crollare.
Prima di entrare in taverna volevo visitare Asiram, avevo bisogno di sfogarmi un po'... lei sapeva sempre come confortarmi.
Sul vialetto antistante al palazzo della Madras incontrai Dardel, pallido in volto ed affannato.
"Dove corri, Prima Guida? Vuoi un passaggio?" gli chiesi salutandolo.
"Ciao Kri" rispose lui affranto ".... stavo andando in Taverna a vedere quella pergamena, se ancora è là... e poi dal Custode.
Un mio esploratore è stato trovato morto stamane all'alba... era ancora un ragazzo, stavo insegnandogli i primi rudimenti..."
La voce gli si spezzò, nemmeno lui capiva cosa stava succedendo.
Aveva lo stesso mio sguardo smarrito e impotente...
Scesi da cavallo e mi incamminai con lui.
"Quanti Hammers sono già stati uccisi in questo modo assurdo?" gli chiesi.
"Una dozzina, più o meno.... ma mancano ancora le ultime notizie di stamane dalle altre kioskas, speriamo bene..."
Entrammo in Taverna, c'erano molti Hammers ma nessuno rideva e beveva come al solito.
I visi erano pallidi e tirati, e c'era qualcosa di peggio.... qualcuno cominciava a guardare il proprio vicino con un'ombra di sospetto...


MYRT

Entrai nel palazzo bagnata come pulcino: la notizia mi era arrivata mentre ancora stavo scendendo dalla navetta che portava agli Stati dell'Unione e quando avevo trovato un cavallo aveva già cominciato a piovere, ma non avevo potuto aspettare.
Appena entrata nel mio studio trovai quattro amazzoni in attesa di fare rapporto sull'accaduto e mentre staccavo la spada dal muro (dove era rimasta perchè non affrontavo mai un viaggio lontano da Arcano armata) fui velocemente informata dei particolari.
Scesi di nuovo le scale, afferrai un mantello e, mentre il temporale stava diventando un vero uragano, montai su Apache, diretta alla taverna.
Quando vi arrivai non fui sorpresa di vedere Barbaro legato sotto la tettoia: quando avevo sentito di che tipo di carta si fosse servito il misterioso assassino il nome di Kristal era il primo che mi era venuto in mente: Dove si ha una maggior quantità di carta simile se non nel palazzo di una Madras Scribana? Aprendo la porta fui sorpresa dal silenzio che mi accolse; mi sarei aspettata di vedere una conversazione concitata, non certo quel gelo, ma feci finta di niente e raggiunsi Kristal al bancone.
"Ho sentito" esortai. Lei si voltò verso di me: "Come mai sei qui?!"
"Sorvoliamo. Mi dicono che l'ultima vittima è uno degli esploratori di Dardel, altri particolari?"
"Non molto, l'hanno ucciso nella boscaglia."
"Un esploratore ucciso nel bosco? Ma per la Dea, non dovrebbero essere i migliori su quel tipo di territorio?"
"Era un novellino."
"E l'amazzone?"
"Una Zaira. Ed era abbastanza esperta."
"Mh. Un ladro?"
"Forse... l'amazzone non aveva più nessun ornamento addosso"
"E questa cosa......- afferrai il pezzo di carta che kristal si stava rigirando tra le mani nervosamente - la resa dei conti... a me pare solo un banale assassino, niente di più. Forse si diverte a metterci in allarme
con messaggi come questi."
"Ma da te non è successo nulla?" Chiese Kristal.
"No. Non ancora almeno. Ho lasciato Galahad a palazzo, nel caso mi faranno sapere."
In quel mente si avvicinò Dardel: "Ciao Myrt"
"Ehi. Allora, questo fantomatico mostro non ha lasciato nulla? Nemmeno il più piccolo indizio?"
"No. Beh, quasi."
"Quasi?" chiesi.
"Vedi, l'ultima vittima.... si insomma, il mio esploratore, è stato rinvenuto tra i rovi. Abbiamo trovato, che non appartenesse alla vittima, solo qualche fibra di un tessuto grezzo, sembra canapa."
Rimasi in silenzio, poi mi rivolsi verso Kris:
"Se davvero è così bravo questa non sarà una guerra. Sarà una battaglia di ingegno. Ci servono i migliori e ci servono subito, fossero anche guerrieri ed amazzoni mediocri, ci servono cervelli lucidi."
Poi mi voltai e afferrai un hammer che mi stava passando davanti:
"Tu. Prendi un cavallo e vai con lui, lui e lui - dissi, indicando altri sconosciuti - a chiamare Madras Kassandra, e portala qui. Muoviti."
Quello rimase fermo a guardarmi, io mi alzai in piedi e gli ringhiai sul naso: "Se non esci da solo ti butto fuori io. Pezzo dopo pezzo."
Feci il gesto di sguainare la spada e quello uscì sotto la pioggia velocemente, seguito dagli altri tre che avevo indicato.
Mi risedetti e risposi allo sguardo disapprovante di Kris e Dardel con una scrollata di spalle.
Quando vidi entrare in taverna Bers esclamai un: "Avevo detto cervelli lucidi!", ma vederlo mi fece piacere, Bers riusciva a far sentire al sicuro buona parte degli hammers e quelli in taverna non fecero eccezione: non appena il gigantesco guerriero entrò ci fu un bisbiglìo ammirato e, seppur debolmente, vidi qualche faccia distendersi.
Berserk si sedette accanto a noi, diede una pacca sulla schiena di Dardel tale da farlo piegare senza respiro e salutò me e Kris.
Poi mormorò: "Quando bekko questo pazzo gli faccio saltare la testa."
"Mettiti in fila." commentai, stringendo la tazza di thè fra le mani.


HERKAN

Al temporale si era sostituita una leggera pioggia che mi bagnava il volto, mentre con Isenar, il mio cavallo, mi dirigevo lentamente verso la taverna rapito dai pensieri.
Riflettevo sulle ultime notizie che un Gams mi aveva riferito sull'assassino nelle Kioskas.
Pensai a quel biglietto, l'ora della resa dei conti..... A chi poteva essere riferito?
Pensai agli Hammers, ma non riuscivo a trovare un senso, guerrieri e amazzoni, combattenti esperti o alle prime armi, sembrava che chiunque potesse essere la vittima... l'ora della resa dei conti.... se l'assassino voleva vendicarsi di qualcuno, perchè tutte quelle vittime?
Più ci pensavo più mi sembrava impossibile, come poteva un Hammer, anche molto forte, uccidere una dozzina di combattenti in poco tempo e in luoghi controllati come le Kioskas?
Voleva forse vendicarsi di tutti gli abitanti delle kioskas? Neanche un pazzo sfiderebbe tutti gli Hammers da solo.... da solo..
Sentii in quel momento una porta che si apriva, una donna uscì dalla sua casa e si diresse verso la figlia, che si stava avvicinando al mio cavallo.
La raggiunse, la prese velocemente in braccio, come per proteggerla, mi guardò per un istante.
Aveva lo sguardo pieno di terrore, prese la figlia e scappò in casa.
La mia mente si illuminò.
Sussurrai: <L'assassino non è un pazzo, e probabilmente non è nemmeno uno>
Pensai ad un'organizzazione clandestina, nata fra le mura amiche, che uccideva chiunque proprio per seminare il terrore, ma soprattutto per far si che gli Hammers non si fidassero più l'uno dell'altro.
E il biglietto?
Poteva essere una "chiamata alle armi" per i membri dell'organizzazione!
Nel frattempo ero giunto alla taverna, scesi da Isenar.
Forse le mie erano solo fantasie.
Entrai nella taverna, notai le 2 Madras, Bers e Dardel al bancone, li salutai; i loro volti erano tesi, capii subito la natura della discussione, mi avvicinai, ascoltai le loro idee e le notizie e spiegai la mia ipotesi.


DARDEL

Per una volta, nemmeno la pacca di Bers servì a distrarmi.
Maledizione. Non era giusto, non era maledettamente giusto.
Prima la Global Detector, poi i ribelli e ora questo...
Già, ma cos'era "questo"?
Deirakin era stato sgozzato in un cespuglio, quasi fosse un animale a cui fare la posta... e tutto quello che avevo trovato perlustrando la zona erano quelle maledette fibre grossolane... nemmeno venissero dal saio del Custode!
Cosa si poteva fare? Più che aspettare Kassandra, in quel momento, non riuscivo a farmi venire in mente altro...
Me ne restai lì a rimuginare per un bel po' di tempo, tra Myrt e Kristal che facevano congetture su congetture su chi poteva essere l'assassino e Berserk che sfidava tutti gli Hammers presenti a birra e salsicce.
"Ricapitoliamo, cosa abbiamo in mano, al momento attuale?" Chiese ad un certo punto Kristal.
"Una dozzina di morti, il pugnale, per altro perfettamente anonimo, la pergamena, e quelle fibre di canapa... o qualsiasi altra cosa sia" rispose Myrt "Non so chi potrebbe avere quelle benedette fibre nei suoi vestiti... magari sono state messe lì apposta per depistarci, o forse appartengono davvero all'abito dell'assassino" scosse il capo, facendo schizzare acqua tutt'intorno a sè.
"Non mi interessa perchè o percome quelle fibre sono finite lì. Non voglio che altri ragazzi facciano la stessa fine di Deirakin. Maledizione, sembra che qui ce la caviamo sempre noi e siano i giovani rimpiazzi a restarci..." sbattei un pugno sul tavolo, frustrato dall'impotenza e dal vuoto assoluto che in quel momento riempiva la mia mente.
"Dobbiamo fare qualche cosa, questo si, è vero... ma cosa?" Anche Kristal non sapeva che pesci pigliare...
Berserk ci raggiunse allora, con l'ennesima salsiccia in una mano e l'ultimo boccale di birra nell'altra.
"Diamogli un'esca" Disse tra un morso e un sorso "Si fa così, se vuoi che il nemico salti fuori. Gli piazzi qualche cosa di appetitoso sotto il naso e tu stai pronto a tagliarglielo appena lo tira fuori... il naso"
Lo guardammo tutti annuendo... l'unico problema era che la notte seguente l'assassino avrebbe potuto essere in qualsiasi kioskas.
Stavamo cercando un modo per mettere in atto quello straccio di piano, l'unico che avevamo, quando entrò Herkan, stillando acqua da ogni parte del suo essere.
Si guardò un attimo attorno e poi venne verso di noi.
Ci parlò di quello che aveva pensato, di come, secondo lui, il "mostro" non era uno, ma erano tanti e di come il messaggio sulla pergamena poteva essere una sorta di chiamata alle armi.
Più lo ascoltavamo e più ci convincevamo che poteva avere ragione, che le sue idee sembravano plausibili...
"Per una volta sono stata ascoltata. Ho chiesto dei cervelli lucidi ed ecco che uno viene subito da me... bravo Herkan" Myrt gli battè una pacca sulla schiena che lo prese evidentemente di sorpresa, mozzandogli per un istante il respiro.
Quando il Comandante dei Gams ebbe finito di parlare, restammo tutti in silenzio per un po'... ed eravamo ancora in silenzio quando cominciammo a scambiarci sguardi un po' preoccupati e un po' complici... alla fine Kristal annuì lievemente e io mi voltai verso il Guerriero.
"Herkan, tutto ciò che hai detto mi è sembrato non solo plausibile, ma anche probabile... ora, per appurarlo, dobbiamo cercare di prendere uno di questi schifosi assassini... non trovi?"
Herkan annuì.
"Bene, ci serve una persona svelta e sveglia, dal cervello lucido, come dice la Madras qua" indicai Myrt con il pollice "Ci darai una mano, vero?"
Herkan annuì nuovamente.
"Benissimo, ora ti spieghiamo"
Ci sedemmo tutti assieme ad un tavolo.
Avevamo la nostra esca.


BERSERK

Herkan non sembrava molto convinto del piano... in effetti fare da esca non è il massimo.."hey tranquillo quello lo tronko in 2 prima ankora ke riesca a respirare ghghghgh"
Kosi iniziammo a definire i dettagli.. bisognava solo sperare di bekkare la kioskas giusta..
"Come faremo a sapere in quale kioskas colpirà??" kiese Myrt... bella domanda.
"Bhe basterà girare tutta notte per le varie kioskas.. kosì bekkiamo quella giusta" risposi poi tracannai giù birra "bah, annacquata kome ..sempre" Kristal mi mandò a quel paese..
Mentre elaboravamo il piano mi venne un dubbio: "Spero solo ke non siano..."
"Cosa?? "kiese Dardel..
"Mercenari... il modo di fare è simile.. e se sono loro.. sarà un po' più difficile... non è facile prenderli di sorpresa.. Io ne so qualcosa"
Risi.. riferendomi al mio passato, e tracannai altra birra.



PAIDO

Non appena la notizia mi venne all'orecchio, sbiancai subito.
Un assassino che si aggirava nelle Kioskas? Impossibile....... non volevo crederci.
Uscii di casa e mi diressi verso la taverna per andare a sincerarmi che le notizie a me comunicate fossero giuste.
Per la prima volta vidi le strade vuote, la gente nascosta dietro alle finestre a puntarmi gli occhi addosso ad ogni mio passo.
A dire la verità, non mi senti tranquillo nemmeno io.
Le luci in taverna erano accese e sentivo un brusio arrivare dall'interno. Ero nervoso.
Aprii lentamente la porta della taverna ed entrai, togliendomi il mantello.
Al mio ingresso, quasi tutti si girarono verso di me a guardarmi come se fosse la prima volta che vedessero entrare qualcuno.
Mi sentii a disagio vedere tutti quegli sguardi su di me.
Notai che ad un tavolo c'erano Myrt, Kristal, Dardel, Berserk e Herkan che stavano discutendo scambiandosi sguardi perplessi.
Molto timidamente mi avvicinai al loro tavolo e quando mi videro rimasero un attimo in silenzio, non aspettandosi di vedermi lì.
"Salute a tutti", esordii quasi con la voce strozzata in gola. Dalla mia espressione trapelava il mio nervosismo.
"Dalla tua espressione mi sembra di capire che tu sia al corrente di tutto, vero?", mi chese Myrt guardandomi in volto.
Feci un piccolo cenno di assenso con il capo.
Dardel si spostò leggermente di lato e prese una sedia dal tavolo vicino: "Siediti Paido, un cervello in più non guasterà di certo".
"Grazie Dardel", dissi sedendomi tra lui e Berserk. "Ehm.... a che punto eravate della discussione, prima del mio arrivo?".
"Stavamo discutendo sull'ipotesi espostaci da Herkan", mi rispose Kristal.
"Sì, secondo me sono più di uno e potrebbe esserci dietro un'organizzazione clandestina", intervenne Herkan.
"Bene, adesso che sai tutto anche tu, continuiamo", chiuse Myrt. "Allora Herkan, tu farai da esca......".
"No!", intervenni.
In quel momento tutti i componenti della tavolata si girarono a guardarmi con aria interrogativa.
"Farò io da esca", aggiunsi.
"Non dire assurdità, ci serve una persona di una certa esperienza, non un ragazzino che crede di essere chissà chi per una nomina", mi ammonì Myrt.
"Non trattarmi come se fossi un bambino" risposi trascinato dal nervosismo che gli eventi mi avevano fatto venire "Voglio fare la mia parte, e preferirei essere io l'esca. Herkan è più esperto di me e per questo sarebbe sprecato in tale ruolo. Tanto non avete niente da perdere, di "ragazzini esaltati" come me ne trovate quanti ne volete" dissi guardando seriamente tutti gli altri.
Kristal, Dardel e Herkan rimasero un attimo in silenzio sorpresi dalla mia risposta, Myrt mi guardava con aria severa non avendo gradito la mia reazione e Berserk mi guardava trattenendo un sorriso nel vedere tanta determinazione.
Con lo sguardo feci di nuovo il giro del tavolo: "Allora?"


HATSHEPSUT

La pioggia cadeva insistente, le gocce che ticchettavano sui vetri pareva cantassero una nenia che mi cullava portandomi verso il meritato riposo.
Avevo fatto il turno di guardia quella notte, ero distrutta, infatti qualcuno si era divertito a prenderci in giro.
Proprio quando tutti gli hammers dovevano esser a letto, quello che sembrava un principio di incendio aveva attirato la nostra attenzione.
Arrivate sul posto dopo una folle cavalcata, con Maxim non trovammo neppure la più piccola traccia di fuoco, non c'era neppure un granello di cenere.
Lo stupore si dipinse sui nostri volti.. in fondo eravamo sicure del luogo dell'avvistamento.
"Maxim non ti sembra strano tutto questo?" chiesi cercando di celare la paura che in quel momento mi aveva fatto vedere un'immagine di sangue.
"Hat... magari era qualcuno che aveva una torcia e a noi è sembrato un fuoco..." il suo tono lasciava pensare che neppure lei fosse convinta di quel che diceva.
"Vieni, torniamo alla torre" le dissi spronando il mio Shirak in direzione del posto di guardia.
Mille pensieri si affollavano nella mia mente, non riuscivo a spiegarmi quello strano avvenimento.
Durante la notte la nostra attenzione venne richiamata ben 12 volte... ma ogni volta che arrivavamo sul posto, nessun fuoco sembrava esserci mai stato.
Quel giochetto ci sfiancò, ma soprattutto, ci mise di malumore.
Nessuna di noi capiva cosa significasse tutto quello, ma tutte immaginavamo che non fosse niente di buono!
Dopo il 12 avvistamento aveva iniziato a piovere e, forse, fu proprio questo fatto che impedì il proseguo di quel macabro gioco.
Alla fine del turno ogni Zaira prese la strada di casa, una strana sensazione mi avvolse, ma la attribuii alla stanchezza e al sonno.
Dopo un bagno tonificante mi sdraiai, ma non mi ero addormentata del tutto quando un bussare insistente alla porta mi fece balzare in piedi.
Buttandomi qualcosa sulle spalle, aprii la porta.
"Pallina è morta!!!" mi disse una Kyra in lacrime "e a quanto pare ci sono stati anche altri 11 morti!"
"Fammi vestire... andiamo subito da Nimira!" risposi.
"La troverai a Kolise... si stanno riunendo tutti alla taverna...." aggiunse Kyra.
"Allora andremo subito là, forse i fuochi con cui abbiamo dovuto combattere stanotte non erano solo frutto della nostra immaginazione" le dissi cercando di rassicurarla.
Spronammo le nostre cavalcature fin quasi allo sfinimento, quando varcai la porta della taverna sentii Paido che diceva "Allora?".
Mentre ancora gocciolavo per l'acqua che aveva inzuppato i miei abiti, mi avvicinai al tavolo dove si erano riuniti quasi tutti e dissi che avevo appena saputo che una delle amazzoni di Zaira più valorose era stata uccisa quella notte.
I volti per niente stupiti, mi diedero la conferma che erano al corrente della notizia, ciò che non sapevano erano gli strani avvenimenti cui avevo assistito quella notte.
Che ci fosse un nesso tra le pergamene usate, i fuochi e i morti?
Fu quella la domanda che posi... cadendo seduta su una sedia.... e cercando di cacciare lontano il dolore per la perdita di una compagna e di tanti altri hammer.



PIOGGIA

…..Mentre i prodi personaggi dibattevano il problema, alla luce del sole, dietro una finestra, due mani scrivevano un messaggio:
“Conoscerete la vendetta e la sofferenza, il prezzo ch’è da pagare è alto. Anni di attesa; ma è arrivato il momento di rispolverare antichi rancori verso chi ha negato la libertà di questo popolo. Presto annuserete di nuovo odori acri…….”
Incurante della tensione che si aggira per le vie, il misterioso autore di quei funerei versi, cammina spedito verso la taverna.
Vede dalla finestra Kristal e gli altri, non entra ma con un lesto e deciso movimento conficca un altro messaggio nel vecchio legno della porta.
Il tonfo sordo causato dal pugnale richiama l’attenzione degli astanti e Dardel si appresta a controllare. Fuori solo il tepore del sole che riscalda ancora l’aria e mentre il guerriero si appresta a rientrare, vede il messaggio appeso alla porta.
Uno sguardo inquieto accompagna il suo rientro, in mano una nuova pergamena, anch’essa con il marchio ufficiale e quell’angosciante nuovo messaggio.
“…Odore acre…?......... che significa….. agrumi…… LIMONI?”.. esclama Dardel.
Gli sguardi si intrecciano freneticamente, il messaggio ora è più chiaro, ma ancor più angosciante.



DOLCELUNA

Avevo lasciato il mio alloggio dopo aver sentito delle ultime aggressioni. Ma non ero diretta alla taverna, dove immaginavo si fosse riunito il cuore pulsante di Arcano.
Mi aveva incuriosito il racconto di un'amazzone su strani e misteriosi fuochi, apparsi nella foresta, che non avevano lasciato tracce del loro passaggio. Evento particolarmente strano e soprattutto magico.
Volevo controllare di persona il posto.
Le amazzoni non erano in grado di scorgere le tracce lasciate da un incantesimo ed io volevo escludere che vi fossero forze magiche in azione contro gli hammers.
Pioveva a dirotto come da un po' di giorni. Forse anche il tempo era toccato dai tragici avvenimenti che avevano turbato la quiete delle kioskas e di tutti noi.
Mi addentrai con passo svelto, mescolandomi come un'ombra tra la vegetazione, attenta a non fare rumore per quanto potevo.
Il buio non mi spaventava anche se forse avrei dovuto coinvolgere qualcun altro in questa mia pazza idea.
Ero fradicia fino al midollo, quando raggiunsi il luogo descrittomi dall'amazzone di Zaira. Una piccolissima radura contornata dagli alberi secolari.
Controllai con attenzione, cercando di percepire i residui di una qualche magia utilizzata.
Non trovai che uno starnuto, segno che presto avrei avuto un'influenza con i fiocchi.
Finchè non fui attratta vicino ad un albero. Vi era un residuo molto debole di magia... qualcosa di molto antico che persisteva ancora nonostante l'incantesimo si fosse esaurito.
Era una traccia che poteva essere difficilmente trovata se non da maghi e streghe esperti.
Annusai l'aria, l'odore che sentivo era vagamente familiare.
Non mi accorsi subito della sua presenza, ma tutto accadde in un attimo.
Sentii la lama entrarmi nel fianco, come se fosse stato burro.
La presenza che avvertivo alle mie spalle respirava lentamente. Sembrava non provare la minima emozione.
"Perirete nel sangue ....".
Il sangue mi usciva caldo, colandomi sul fianco e sentivo il fiato farsi breve.
Avevo pochissimo per allontanarmi. Estrassi il pugnale a mezzaluna che mi portavo dietro per raccogliere le erbe e mi girai fendendo l'aria davanti a me.
Con stupore e sollievo notai che ero sola con la pioggia che continuava a scendere, mischiandosi con il mio sangue, ma a terra aveva lasciato qualcosa.
Non ricordo quanto tempo mi ci volle per raggiungere la Kioskas.
Mi tamponavo il fianco, ma sentivo le energia fluire via.
Entrai in taverna fradicia e gocciolante trovando chi cercavo al bancone.
Le voci degli hammers mi sembravano senza senso, mentre fissavo il viso familiare di Paido.
"Devo dirvi una cosa ..." mormorai con le labbra contratte "... una cosa sull'aggressore ..".
Il dolore lo percepivo ormai come una presenza costante in ogni mio respiro, ma mi ero accertata dell'entità del danno prima di arrivare alla taverna.
Sentivo che mi dovevo sbrigare, mi guardavano con insistenza: "... Usa la magia.. ce ne sono tracce nella radura e sa.... di limone.. strano ma l'ho sentito nitidamente... e poi ho questo.. se vi è utile .." estrassi il brandello di tessuto bagnato.
Myrt lo prese fra le mani rigirandolo e lo passò a Kristal: "...Sembra un fregio.. una specie di blasone...".
Li guardavo mentre si passavano il pezzo di stoffa e solo allora notai la pergamena che era fra le mani di Asiram.
"E quella ..???" chiesi.
"L'ultimo messaggio che ci ha lasciato sulla porta ..." disse la Madras porgendomelo.
Lo presi con attenzione e sentii lo stesso odore: "... è lo stesso odore.." mormorai ".. avete idee.."
Si guardavano reciprocamente.
"Posso farvi una domanda... vi sembrerà stupido, ma non ero qui quando accaddero certi eventi e per questo vi chiedo se l'usurpatore Konuk ha avuto eredi... questo potrebbe essere importante, non credete anche voi?".



KRISTAL

Mentre Dardel leggeva quella nuova pergamena, proveniente sempre dalle stanze della biblioteca, mi ricordai all'improvviso di una cosa che avevo letto non molto tempo prima...
L'avevo trovata fra le pergamene vergate dal Custode in persona, ma non m'era parsa la sua scrittura.
Lì per lì non vi avevo dato alcuna importanza, credendo che fosse opera di un antico scriba che s'era divertito a fantasticare, ma ora stava assumendo un'importanza vitale!
Corsi fuori dalla taverna (probabilmente nessuno notò la mia fuga, intenti com'erano a leggere il messaggio infisso nel pugnale), e galoppai veloce verso Kanveska alla ricerca di quel foglio.
Un'affannosa ricerca... e poi... eccolo!!!!!
Mi fermai a leggerlo di nuovo, perplessa... dovevo portarlo subito a Nimira, o a chi avesse partecipato alla caccia all'assassino...

"..un passo indietro; Konuk, venne sconfitto seppur a costo di gravissime perdite, ma come ovvio aveva parecchi proseliti che osannavano la sua politica fatta di poteri ed abusi. Uno di questi, sopravvissuto alle vendette, entrò a far parte dei Dragoni di Dulkar e, all'insaputa di tutti medita una sua vendetta personale mirata a far uscire allo scoperto Nimira per poterla uccidere. Abile nel maneggiar le armi, forte e grande conoscitore dell'ambiente militare di Arcano, sa come muoversi e colpire senza destare sospetti. Non ha complici in questa sua pazzia, ma un vecchio, forse suo padre stesso, ha capito qualche cosa. Purtroppo egli è infermo e dipende totalmente da una serva sordo-muta che gli fa visita ogni giorno ed in fondo, quel giovane, se fosse suo figlio.. sarebbe molto dura denunziarlo per un padre. "


MYRT

"Limoni? Andiamo, non diciamo scemenze, quella è storia vecchia e se anche fosse in teoria nessuna delle vittime era direttamente collegata con i fatti passati...... insomma, amazzoni ed esploratori invece che sacerdotesse?"
Suonava strano, certo, ma mentre lo dicevo mi sembrava quasi che avesse senso.
E comunque ormai la taverna stava diventando troppo fumosa per i miei gusti, quindi mi alzai ed uscii, per permettere ai miei capelli di asciugarsi ed al mio sguardo di vederci chiaro.
Montai su Apache e tornai a Klivia: entrando nella kioskas, seguita da centinaia di occhi spaventati, gettai uno sguardo alla torre dei dragoni. Nemmeno mi accorsi di star pensando a voce alta: "Perchè non ci sei mai quando davvero ho bisogno del tuo aiuto?"


ASTOR

Ero nel mio alloggio quando sentii bussare alla porta con veemenza: "Per diamine, ma chi può essere?", pensai scocciato dall'essere interrotto.
All'entrata un Dragone da poco reclutato: "Vi porto questa missiva da parte del Comandante..... dice che è urgente".
Gli abiti del giovane erano zuppi, una fitta pioggia stava cadendo da più di tre ore incessantemente.
Feci accomodare Naliut e lessi velocemente la pergamena: "Presto andiamo! Copriti con questo...", porgendo al giovane Dragone un mantello che avevo trovato nel ripostiglio.
In pochi minuti mi trovai davanti alla porta dell'ufficio del Comandante.
La Torre dei Dragoni era in fermento, i brusii degli esploratori si propagavano per la tromba delle scale come a formare il ronzio di uno stormo d'api.
Bussai ed entrai nella stanza, avvicinandomi alla scrivania.
Draven era seduto a braccia conserte e mi guardava preoccupato.
"Mi hai fatto chiamare Draven?"
"Siediti pure Astor..... siediti"
Mi accomodai di fronte a lui, notando subito il suo sguardo pensieroso.
"La situazione è grave.... molto grave. Ti saranno giunte notizie di quello che sta accadendo in questi giorni ad Arcano...... guarda questa pergamena!".
Il foglio era rovinato dalla pioggia e non tutte le parole si leggevano:
"...sopravvissuto alle vendette, entrò a far parte dei Dragoni di Dulkar e, all'insaputa di tutti medita una sua vendetta personale mirata a far uscire allo scoperto Nimira per poterla uccidere..."
"Sembra che qualcuno si stia divertendo alle nostre spalle e questo non lo tollero! So che alcuni Comandanti si sono riuniti da non molto a Kolise. Vai subito da Myrt e parla con lei di questa faccenda...... un Dragone.... che sciocchezze!".
Mi congedai subito dal Comandante e mi diressi velocemente verso l'abitazione della Madras.
La pioggia aveva finalmente smesso di cadere, per le strade uno strano silenzio permeava l'aria.
Non avevo mai visto la piazza di Klivia così vuota, solo qualche cane randagio sembrava restare indifferente a quello che era successo.
Giunto al grande portone del palazzo bussai e mi feci annunciare dall'amazzone di guardia alla madras. "Sono Astor di Dulkar, chiedo proferire con la nostra Madras, porto un messaggio da parte di Draven, Comandante dei Dragoni di Dulkar".
L'amazzone si inoltrò nel palazzo, nell'attesa la mie mente vagava alla ricerca di una risposta......



PIOGGIA

L’attentato

…Il tempo stringe, ed il losco individuo, venuto a conoscenza del ritrovamento di informazioni a lui riguardanti, seppur senza che vi siano tracce precise, cerca di trovare il sistema di far uscire dalle mura della Kioskas Imperiale l’imperatrice Nimira.
Così, usando alcuni sortilegi che aveva imparati dal vecchio padre mago, tenta di incendiarne la città.
Il fuoco inizia ad ardere dai sotterranei vicini al pulp, ove pergamene ed editti accantonati attendevano l’archiviazione.
Le fiamme alimentate dall’aria proveniente dai sotterranei, ben presto si estendono agli scaffali di legno poi le porte, ed il fumo invade i corridoi sino ai piani superiori.
Immediatamente l’allarme viene dato ma il fuoco divampa velocemente.
Vengono fatte uscire tutte le persone che abitano all’interno del Palazzo Imperiale e portate per sicurezza nella vicina piazza.
Nimira scende con in braccio la piccola principessa mentre amazzoni e guerrieri danno man forte per domare l’incendio.
Da una finestra una balestra punta un dardo in direzione dell’imperatrice, il fumo rende scarsa la visibilità e il colpo tarda a partire.
Improvvisamente la preda è nel mirino del carnefice, la freccia sibila nell’aria…. malgrado la distanza sia elevata, il dragone già sente il profumo della vendetta.
Un attimo prima, un cornicione del palazzo in fiamme cade sulla piazza e la folla ha uno scarto indietro…. la giovane amica di giochi di Hirih si accosta fulmineamente per la paura al corpo di Nimira, il dardo la colpisce alla gola e rimane aggrappata alla gamba dell’Imperatrice.
Passano alcuni secondi prima che il sangue della fanciulla macchi il selciato e lei stessa si accasci al suolo quasi inosservata.
La Kopler delle guardie imperiali lancia subito l’allarme e porta al riparo la regnante.
Lo sgomento si mescola al caos dell’incendio, ormai quasi domato… la caccia inizia ma vengono ritrovate solo la balestra e le frecce lasciate incustodite in tutta fretta….. dell’attentatore ancora nessuna traccia.
Ma qualcuno ha visto qualche cosa, un uomo… un dragone, correre verso la folla e mescolarsi ad essa.
Ora l’assassino ha una fisionomia, quella inconfondibile di un Dragone di Dulkar.
Inizia la caccia, è stato visto un dragone scomparire in un ingresso secondario ed intatto del Palazzo……….


BERSERK

Dopo la discussione in taverna ero uscito nella foresta, per vedere se ci fosse qualke traccia, di sto presunto assassino..... o magari sperando ke gli venisse lo skizzo di ammazzare me... kosì la facevamo finita subito e potevo tornarmene a bere tranquillo.
Avanzavo a piedi mentre Morte mi seguiva, quando iniziò ad agitarsi e nitrire.
"ke succede??".. mi guardai attorno, quando vidi una kolonna di fumo provenire dalla Kioskas imperiale.
"Ekko lo sapevo.... giusto un incendio ci mankava.. ma Pork"
Saltai in groppa a Morte (nome molto allegro per un kavallo eh?? a proposito vi kiederete.. ma kome fa reggere sto bestio sto povero kavallo?? Beh, è quella razza nordika di kavalli mastodontici kome azzo si kiama?? Bho komunque quella.. quindi mi regge ghgh) e partii verso l'incendio, quando arrivai erano già in molti a spegnere le fiamme..
"Eh.. se sapevo ke c'era tutta sta gente me la pigliavo più kalma bah"..
Mi guardai attorno.. cerkando... boh non lo so.. mi guardai attorno e basta.... c'erano amazzoni guerrieri streghe, tutti intenti a spegnere le fiamme, c'era L'imperatrice, la marmokkia, e pure naltra mocciosetta morta kon una freccia in gola.
"Ghgh sembra una riunione di famiglia, stanno tutti quà ghghgh"..
Poi addokkiai una specie di acquedotto.. era stato tirato in piedi da poko.
"Trovato"...
Scesi da kavallo e mi avvicinai ai sostegni..... un paio di kolpi d'ascia... e si rovesciò spegnendo quasi del tutto l'incendio.....e quasi annegando i presenti.... ke dopo un attimo di euforia mi guardarono kon moolto odio ghghghghhgh


KRISTAL

No no no, questo era troppo!!!
Incendi, omicidi.... ed ora persino una bambina era morta!
Ed era morta al posto dell'Imperatrice...
Ognuno aveva una sua traccia da seguire, ognuno i propri sospetti.... ma qual era la verità, quale il vero nemico da combattere?
L'assassino era un Dragone come sembrava indicare il manoscritto?
Oppure un mercenario della stirpe di Berserk?
O chi altri, forse semplicemente un hammer dall'apparenza tranquilla che di colpo si trasformava in un mostro?
Un po' farneticando camminavo... e m'imbattei in Myrt, era insieme con qualcuno che non avevo mai visto prima.
Mi avvicinai per sapere chi fosse e dove stessero andando così in sordina.... e li sentii parlare di Ylea.
"Myrt..." la chiamai, e mi parve di notare un'aria di disappunto sul suo viso, quando mi riconobbe.



MYRT

"Ciao Kris. Vuoi ridere? Mi sono dovuta arrampicare su una collina, mi è stato dato un consiglio su chi potrebbe essere l'assassino e adesso me ne vado ad Ylea con non so chi."
"Non credo sia una buona idea" mi disse lei.
"Ma non dirmi!" Sbottai, poi la guardai meglio e le vidi in faccia un'espressione.... che cavolo di espressione era?
"Che ti prende?" le chiesi.
Mi raccontò sconnessamente quello che era successo alla Kioskas Imperiale, dell'amichetta della principessina, i fuochi, e quant'altro.
Mentre cercavo di mettere in ordine le informazioni che la scribana mi sputava fuori senza nessun'organizzazione logica vidi arrivare Astor.
"Ehi, Dragone! - lo apostrofai - sei tu l'assassino che stiamo cercando?"
Quello sorrise e si avvicinò: "Naturalmente si, sono venuto a consegnarmi."
Sorrisi anch'io e gli comunicai che volevo fare una gitarella ad Ylea...
"...Dove credo sia nascosto il sicario... si, perchè secondo me non si tratterebbe di un solo rompiscatole, ma di più rompiscatole al soldo di un unico grande rompico... beh, ci siamo capiti"- dissi precipitosamente, vedendo l'espressione scandalizzata che già andava disegnandosi sul viso della Madras Scribana, all'idea di udire qualche brutta parola.
Il Dragone mi guardò un attimo in attesa e poi piegò la testa da un lato: "E vi darei molto fastidio unendomi a questa piacevole scampagnata?"
"Assolutamente no. Così mi spiegherai anche come mai il tuo comandante russa da qualche parte e non si è accorto di tutto questo casino. Fosse mai lui il misterioso Dragone assassino?"
Lo vidi inorridire di fronte ad una simile ipotesi e gli poggiai una mano sul braccio: "Tranquillo cocco, stavo solo scherzando. Mai sentito parlare di sarcasmo?"
Kristal era ancora lì, ferma ad attendere chissà cosa, la fissai un attimo e le dissi: "Beh, vuoi venire anche tu? Tanto con la facilità che hai nel cacciarti nei guai mi conviene averti sotto controllo."



PIOGGIA

…La caccia è frenetica, ma quando non si conosce la preda, i cacciatori si perdono nei boschi.
Così, nei meandri della kioskas imperiale, facce che osservano altre facce, occhi che si incrociano con sospetto…. l’aria ancora appannata dal fumo ostacola la ricerca.
Del vile ancora nulla.
Un carro entra lentamente nel grande portone della cinta muraria, una giovane cieca lo guida guardando con gli occhi di un vecchio seduto al suo fianco. Chiedono dell’imperatrice.
Nimira, ancora sconvolta ma ansiosa di sapere, li accoglie in un vicino palazzo.
L’assenza assoluta di paura, lo sguardo fiero, incastonato nella veste da guerriera, le donano un fascino proverbiale.
Le amazzoni presenti, seppur pronte a ogni evenienza, sono un gradino più in basso della loro imperatrice.
Con voce calma ma decisa, Nimira chiede al vecchio di parlare.
“Io so!” Disse il vecchio mago, tenendo saldamente il braccio della giovane cieca ““Mi resta poco da vivere, ma la mia mente è lucida; mio figlio….. è lui che stai cercando. Ma conosce segreti che gli permetteranno di sfuggire alla tua caccia. Solo un uomo…. solo lui ti può aiutare. Agisci in fretta altrimenti arriverà prima lui, Radamesch, mio figlio. Egli vuole vendicare Konuk….. ricordi?”
Si voltò e risali lentamente sul carro…. il rumore degli zoccoli della bestia e delle ruote che si allontanavano echeggiava sinistro e tutti rimasero a guardare quel vecchio che aveva deciso di denunziare suo figlio.
Nessuno più lo rivedrà.



ASTOR

Il portone si aprì pochi minuti dopo il mio arrivo.
L'amazzone che mi aveva accolto era tornata, con la stessa aria seriosa di prima: "Mi spiace, ma la nostra comandante non è qui al palazzo. Ha lasciato detto che sarebbe andata ad arrampicare una collina......" disse la donna con un po' di imbarazzo.
"Capisco, ti ringrazio", detto questo mi congedai dalla guardia, avviandomi alle porte della kioskas.
Mi diressi verso le colline più basse della Cordigliera senza perdere tempo, mi sarebbe scocciato tornare alla Torre senza niente in mano.....
Ad un tratto vidi in lontananza tre figure che discutevano fra loro.
Una voce fra le tante attirò la mia attenzione: "Ehi, Dragone! Sei tu l'assassino che stiamo cercando?".
Sorrisi, riconoscendo la persona che stavo cercando da ore, quindi mi avvicinai ai tre: "Naturalmente si, sono venuto a consegnarmi."
Myrt mi disse che voleva fare una gitarella a Ylea, perchè da informazioni ricevute (non avevo ben capito da chi) là era nascosto il sicario.
"E vi darei molto fastidio unendomi a questa piacevole scampagnata?" domandai interessato alla cosa. "Assolutamente no. Così mi spiegherai anche come mai il tuo comandante russa da qualche parte e non si è accorto di tutto questo casino. Fosse mai lui il misterioso Dragone assassino?"
"Che sciocchezze..... sono qui a nome suo, mi ha mandato a cercarti" inorridii al solo pensiero di una simile assurdità.
"Tranquillo cocco, stavo solo scherzando. Mai sentito parlare di sarcasmo?"
"Queste amazzoni......" pensai fra me e me, notando nel frattempo la figura di Kristal e rendendomi conto della gaffe.
"Madras Kristal... nella foga non ti avevo visto, perdonami. Verrai anche tu ad Ylea con noi?"


KRISTAL

Restai un attimo a pensare... Ylea?
"Myrt, ma da chi hai avuto queste informazioni? E chi è costui?"
Non ebbi tempo per dire altro, un'amazzone arrivava trafelata urlando a me e a Myrt che l'assassino era un certo Radamesch, suo padre stesso l'aveva denunciato a Nimira.
L'amazzone raccontò convulsamente il dialogo fra l'imperatrice e il vecchio cieco, e di come un uomo... un uomo soltanto, avrebbe potuto aiutare gli hammers.
I miei occhi, come quelli di Astor e Myrt, si posarono quindi sullo sconosciuto accanto a noi, con ancor più curiosità..... che fosse....



DOLCELUNA

Ero ancora a letto nel mio alloggio, quando Garwen mi raggiunse per la medicazione e per cambiarmi le fasciature. Mi sentivo una sciocca ragazzina che si fa male per la sua sbadataggine.
Come era suo solito Garwen mi teneva aggiornata su tutto quello che accadeva nelle kioskas.
Era solita incontrarsi alla taverna anche con Paido e questo le procurava notizie sempre fresche da raccontarmi. Era un suo modo per non farmi pesare l’immobilità… cercava di non farmi sentire la noia del tempo che non scorreva.
Così quella mattina arrivò con il suo carico di unguenti e bende, pronta ad aggiornarmi su tutto; compreso l’incendio alla Kioskas Imperiale, la morte della piccolina e l’inattesa denuncia di un padre nei confronti del proprio figlio.
"Allora sembra che ci siamo?" mormorai stringendo i denti mentre mi disinfettava.
"Il cerchio si stringe… ma non così velocemente come vorremmo…" fu interrotta da un pesante bussare.
Garwen mi guardò con aria interrogativa: "Aspettavi qualcuno?".
"No.. apri per favore…" sulla soglia fece capolino il volto di Aldebaran_lunanera decisamente in imbarazzo.
"Hemm scusatemi se vi disturbo… non avrei osato venire fin qui se non fosse urgente e non sapessi a chi rivolgermi!" la sua voce tradiva una certa urgenza.
"Entra pure…" lo invitai sistemando le pieghe del letto.
Il dragone sempre rosso in viso entrò timidamente. Era strano vedere un guerriero che si imbarazzava, mi venne da sorridere istintivamente.
"Signore scusate ancora il disturbo, ma ho bisogno di un consiglio.." esordì subito, forse anche per spezzare la tensione che aveva "….ho un problema e devo confidarmi con qualcuno…".
"Aldebaran ma che ti succede?" Garwen gli diede una sedia, ma lui rifiutò preferendo passeggiare per la stanza mentre ci parlava.
"E’ qualche giorno che ho notato una cosa strana nella torre dei dragoni… volevo parlarne con Astor o Draven, ma credevo di essere paranoico visto quello che sta succedendo in giro ultimamente e così sono venuto da voi.." parlava senza guardarci.
"Al.. per piacere vai al sodo senza tanti fronzoli.." lo interruppi seccata, mi stava agitando con il suo modo di fare.
"Si scusami… allora, sapete che sono uno degli ultimi ad essere arrivato alla torre e che per questo conservo ancora un alloggio lì, pur avendone ricevuto uno ad Ylea…" chiuse gli occhi per ricordare ".. ho fatto qualche amicizia tra i dragoni, ma ancora superficiale diciamo così… e preferisco stare alla torre che ad Ylea.. perché lì è ancora peggio, non conosco proprio nessuno…" ci guardò e sbuffò ".. va bene, sto andando sul patetico… insomma una mattina un certo Adam mi si avvicina e inizia a chiacchierare con me… dopo qualche tempo mi chiede se posso prestargli l’alloggio che ho ad Ylea.. per degli incontri diciamo galanti con una dama.. io gli dico perché no, tanto non lo uso e da qualche settimana ha le chiavi ed io non ci ho messo piede.. finché …" lo sguardo si fece pensieroso "… finché non mi servivano delle cose che avevo trasportato lì e decisi di fare un salto a vedere se c’era e ovviamente se era solo.. per recuperarle.. ma quando arrivai non trovai nessuno.. così decisi di scassinare la serratura e mi ritrovai nel mio alloggio… ma qualche cosa non andava….".
"Di che parli?" mi feci attenta "…che cosa non andava?".
"Nella stanza ho trovato alcune mappe dettagliate delle kioskas.. compresa quella imperiale.. ma quella era vecchia e logora, mentre le altre erano più recenti… ci sono scartoffie e varie ampolline con del liquido colorato… io ne ho presa una sola.. guardate!".
L’ampollina conteneva un liquido di color rubino non particolarmente denso.
"Potrebbe essere un veleno… dovresti analizzarlo Garwen… portalo a Nurah, presto, e poi facci sapere..".
"Sorellina ti avviso.. non ti devi muovere finché le ferite non ti si sono rimarginate per benino…" mi fissò negli occhi, ma io avevo già deciso di non starla a sentire.
"Non ci provare… noi andiamo ad avvisare tutti.. se questo ‘Adam’ è colui che cerchiamo poveretto lui…. andiamo Aldebaran!" mi alzai con sforzo e trangugiai una fiala contenente un balsamo fatto dalla Suprema in persona. Mi avrebbe permesso di muovermi senza sentire dolore.
"Scusami Garwen.. mi hai detto prima che un vecchio è giunto dall’imperatrice dicendo di essere il padre del nostro uomo.. giusto?" la mia testa rifletteva frenetica "…forse mi sbaglio ma qualcuno ha controllato chi sia quest’uomo?".
Garwen mi guardava senza afferrare il mio contorto ragionamento "…ma che stai…" bisbigliò.
"Niente, lascia stare… va da Nurah, noi cerchiamo gli altri…" ero in piedi e pronta.
"Astor si è diretto qui a Klivia … e le amazzoni alla porta mi hanno detto che ha raggiunto Myrt alle pendici di una collina se facciamo in fretta li raggiungiamo …" Aldebaran era già fuori dal mio alloggio.
Era incredibile come la situazione si stesse evolvendo…. l’assassino era stato per tutto questo tempo a portata di mano nascosto ad Ylea sotto il naso di tutti ed altrettanto al sicuro da qualsiasi sguardo nell’alloggio di un confratello.
Volevo raggiungere Myrt al più presto.. forse era una falsa pista, ma volevo fugare ogni dubbio.
Se quel vecchio mago cieco che si era presentato a denunciare il figlio aveva anni addietro partecipato alla rivolta di Konuk forse si spiegavano tante cose. Ad esempio come avesse le pergamene degli scribi.. poteva averle conservate il padre anni prima.. così come la stoffa, ma questo voleva dire che quel giovane covava un rancore ed un odio che rasentavano la follia.
La trama del suo piano era così intricata e collegata al passato fin nei minimi dettagli, che le ramificazioni potevano arrivare a coprire tutta Arcano.
La scelta della kioskas di Ylea era stata una buona copertura… senza una Madras a sorvegliarla era terreno fertile per un uomo che tramava nell’ombra.
E poi… come non ci avevo pensato prima… il Pulp della traditrice Madras Ylea era ancora al suo posto, anche se molto tempo era passato poteva avere a che fare con la scelta di quell’uomo.
Magari conteneva qualche cosa che cercava.. oppure era solo una agghiacciante casualità.
Oh dee la testa mi scoppiava, mentre seguivo Aldebaran alla ricerca di Myrt ed Astor. Non potevo sapere che non li avrei trovati soli.
Fu così che alquanto stupiti ci videro arrivare "Aspettate!" gridai "….abbiamo delle informazioni per voi…..".



DIAMANTE

Ero stata negli stati dell'unione per una settimana e ora tornavo finalmente ad Arcano.
Bucefalo camminava lentamente ed io stanchissima non avevo alcuna intenzione di spronarlo e le due amazzoni che erano con me e mi seguivano coi loro destrieri si trovavano nelle stesse condizioni.
Provenivo da Nord seguendo il corso del Kruill ed ero ormai in vista di Nistra dove avevo intenzione di fermarmi per la notte. Sarei arrivata a Kolise fresca e riposata l'indomani mattina.
Ero anche ormai fradicia per quella pioggia che andava e veniva continuamente. L'unica cosa che riuscivo a pensare era una minestra e un letto caldi alla taverna di Nistra.
Cominciai a sospettare che la mia OTTIMA idea sarebbe andata a catafascio quando ormai, percorrendo le strade di Nistra, vidi gli hammers che correvano qua e là parlottando tra loro con enfasi. I volti erano preoccupati. Feci un cenno a Oro la quale mi capiva al volo (del resto come tutte le Roka) e sapeva bene che volessi anche senza parlare.
Oro smontò dal suo cavallo ed acciuffò per la collottola un ragazzetto che stava correndo li vicino.
- Che succede ragazzo??-
Il giovane sgranando gli occhi guardando Oro che lo afferrava e me e Joy a cavallo li vicino che aspettavamo una sua risposta iniziò a strillare con quanto fiato aveva in gola.
Oro, presa di sorpresa mollò la presa ed il ragazzino fuggì.
Oro mi guardò come rimbambolita mentre il mio sguardo di dissenso la fece infuriare e bloccò con la spada un uomo che era accorso alle urla del ragazzo.
- EBBENE CHE ACCADE UOMO?? - dissi a denti stretti duramente.
- Ti riconosco Comandante Roka. Possibile che proprio tu non sappia che cosa sta succedendo ad Arcano?-
La sua voce era lievemente, ma già fin troppo per i miei gusti, ironica.
Lo guardai fulminandolo e lui, dopo aver deglutito, disse..
- Bene scusami.. ecco le notizie che ci sono arrivate dalla kioskas imperiale... assassino... incendio.. Nimira.... dragone....-
Mentre mi raccontava tutti i fatti accaduti il mio volto non si scompose ma il mio cuore urlava già giustizia.
-Oro! Sbrigati andiamo!!!! -
Ci lanciammo al galoppo tutte e tre verso Ylea.. là forse avremmo scoperto qualcosa di più....



ALDEBARAN_LUNANERA

Guardavo la strega raccontare quello che avevamo scoperto poco prima.
Lo sguardo del Comandante Myrt era impenetrabile, mentre seguiva attentamente le parole di Dolceluna.
Una sorta di collera, a stento repressa, sembrava affacciarsi sul suo volto a mano a mano che la storia si delineava.
Anche il mio vice comandante Astor era attento e così l'eccelsa scribana, ma io non riuscivo a staccare gli occhi dall'amazzone. Il suo volto fiero e risoluto, imponente nell'atteggiamento mi affascinava. Avevo sentito parlare di lei molte volte alla torre, chiunque l'avesse conosciuta a modo suo ne era affascinato, ma prima d'ora non l'avevo mai incontrata... e dovevo ammettere che tutto quello che si raccontava su di lei trapelava da ogni suo, anche impercettibile, movimento.
"Allora dragone..." mi apostrofò bruscamente, ma c'era anche uno sguardo ironico "..sembra che tu sia il solo ad aver visto quel verme in faccia...".
La guardai annuendo, ma compresi che si aspettava qualche cosa di più di un cenno d'assenso: "Si comandante... posso condurvi da lui.. e.... se mi è concesso, credo che se siamo fortunati potremmo tendergli un agguato al mio alloggio... " Astor sorrise impercettibilmente "...se non si è accorto del mio passaggio... ho fatto attenzione a non toccare nulla.... potremmo attenderlo proprio mentre non si aspetta un attacco....".
Myrt annuì: "Credo sia una possibilità unica per acciuffarlo.... ora prima che mieta altre vittime... altrimenti dovremmo ricominciare a seguire le sue tracce.. e le tracce che lascia sono di sangue!".
Senza perdere altro tempo ci avviammo verso Ylea, non potevamo ancora immaginare che si stava unendo al gruppo una lama altrettanto valida come quella di Diamante di ritorno dagli Stati dell'Unione.
Guardando Ylea sorgere davanti ai miei occhi speravo che la conclusione di questa storia fosse finalmente a portata di mano e che la scia di sangue, che aveva avvolto le terre dell'imperatrice, fosse destinata a finire.... seppur in modo cruento!



DIAMANTE

Io, Oro e Joy arrivammo infine a Ylea sfinite, noi ed i nostri cavalli, ma senza alcuna esitazione appena giungemmo alla piazza centrale balzammo giù da cavallo e li assicurammo a dei pali accanto a degli abbeveratoi.
Anche ad Ylea, come avevamo visto prima a Nistra, la popolazione era in fermento; nonostante la tarda ora le vie erano piene di hammers che parlavano preoccupati di quanto ormai sapevamo fosse accaduto nella kioskas imperiale.
Cercammo la taverna e vi entrammo, dovevamo per forza nutrirci e dissetarci.
L'oste, che non vedeva l'ora di dirlo a qualcuno, ci comunicò che aveva saputo che un certo gruppo di persone importanti si stava dirigendo proprio qui a Ylea dove si sospettava (almeno così dicevano le voci) che l'assassino si fosse rifugiato.
Mangiammo qualcosa per rimetterci in forze poi tornammo per le strade; prendemmo i nostri cavalli e ci dirigemmo sulla via che proveniva dalla kioskas imperiale; anche se non era una vera e propria strada immaginavo che il gruppo di persone importanti (come lo aveva definito l'oste) non avesse voluto perder tempo a seguire la via più comoda ma più lunga.
A confermar la mia teoria dopo neppure mezz'ora vidi una coltre di polvere all'orizzonte; inutile dire che riconobbi al volo le falcate di Apache, unico esemplare nella zona a riuscire (in un certo qual modo) a star dietro al mio Bucefalo.
Myrt si avvicinava quindi velocemente con al seguito coloro che poi riconobbi essere Kristal, Astor, Dolceluna e un dragone a me sconosciuto.
Sapevo ormai che era un dragone l'assassino da ricercare.
Aggrottai la fronte... che insulto al glorioso corpo dei Dragoni; mi dispiaceva per ciò che sicuramente provava il loro comandante.... se fosse stata una Roka avrei voluto ucciderla io con le mie mani!!
Myrt che, potete anche dirle di tutto ma aveva un'ottima vista, puntò decisamente verso di me. Impescrutabilmente li guardai uno ad uno una volta fermatisi di fronte a noi; non parlai; Myrt mi conosceva e sapeva che non ero certo li per caso...
Kristal sembrava invece stupita cosi come tutti gli altri di vederci li ad aspettarli.
Dissi solo una cosa: DOVE?
Con un soriso che confermava i suoi pensieri Myrt mi spiegò del dragone, della casa di Astor e del compagno che lo aveva riconosciuto.
-Quindi direi che possiamo agire ora!-
Voltai Bucefalo e a denti stretti risposi: -Siamo ancora qui??-
E lanciai Bucefalo al galoppo leggero..................



ASTOR

Durante il tragitto che portava alla Kioskas di Ylea ebbi modo di parlare con Aldebaran...... un Dragone... non potevo ancora crederci.
La mia mente vagava fra un pensiero e l'altro, cercando un ricordo, un benchè minimo indizio che sostenesse quelle accuse.
Com'è possibile che nessuno se ne fosse mai accorto prima? Nonostante gli sforzi, nessun particolare affioriva dai meandri della mia memoria.....
Quando tornai lucido la Kioskas era ormai ben visibile ai miei occhi.
Al nostro arrivo un'amazzone che ben conoscevo con il suo seguito ci stava aspettando: Diamante, comandante delle Roka.
Poche parole di intesa con Myrt furono sufficienti a farci decidere di agire senza indugio alcuno.
Ci avviammo quindi verso la casa del presunto assassino....
D'accordo con Aldebaran, per non attirare troppa attenzione e destar sospetto, consigliammo alle amazzoni di proseguire a piedi.
Se veramente si fosse trattato di un Dragone non sarebbe stato così facile scovarlo, d'altronde agilità, destrezza e ingegno sono doti fondamentali per un esploratore.
Per batterlo avremo dovuto ragionare come lui...... come un Dragone.
Così, a qualche isolato dall'abitazione designata, ci separammo in piccoli gruppi, appostandoci attorno all'area per tenere sott'occhio i movimenti dell'uomo.
I minuti passavano, mentre ognuno di noi aspettava un segnale, un movimento, una mossa falsa da parte dell'assassino.... ma niente.
Dopo qualche ora di postamento fu chiaro a tutti che l'abitazione fosse incustodita.
Fu quasi istintivo avvicinarsi e cercare di entrare. D'altronde il padrone di casa era al nostro fianco e non sarebbe stato difficile farlo.
Quasi all'unisono ci portammo innanzi all'uscio, curiosi di scoprire cosa avremmo trovato all'interno della casa.
Mentre Aldebaran inseriva le chiavi nella serratura, con nostro grande stupore la porta si spostò di qualche centimetro verso l'interno.........



MYRT

Mi feci largo per essere la prima ad entrare, spinsi la porta con la punta delle dita rimanendo al riparo dello stipite, poi diedi un'occhiata all'interno e con la mano spalancai lentamente la porta: estrassi la spada e feci un passo avanti, controllai dietro l'uscio e feci segno ad Astor di seguirmi.
La prima sala era una cucina spoglia; senza dirci nemmeno una parola io ed Astor guardammo negli armadi poi ci avvicinammo alla scala a chiocciola che andava al piano di sopra: sguainai i pugnali e feci segno con la testa al Dragone di precedermi lungo la scala, mentre mi spostavo in modo da avere sotto controllo la piccola finestrella del piano di sopra che si intravedeva dalla rampa.
Una volta che il Dragone fu giunto in cima lo raggiunsi e provai a spingere la porta davanti a noi, che però risultò fermamente chiusa.
Mi voltai verso Astor e sussurrai: "Me la apri?"
"Mi stai chiedendo di sfondarla?"
"Sfondarla, scassinarla....... fai come ti pare, basta che la apri."
Mi feci da parte e il dragone infilò la punta della spada tra lo stipite e la porta: poi, con un colpetto ben assestato verso l'alto la porta fu aperta.
"Ben fatto."
E dicendo questo mollai un calcio alla porta che si spalancò andando a sbattere contro il muro dove si fermò, bloccata dalla mia schiena.
Astor fece un passo avanti, verso il letto disfatto che avevamo di fronte, poi vide quello che anch'io avevo visto.
"Ma che..."
Mi avvicinai al letto e con la punta della spada sollevai la coperta: sotto di essa giaceva, bocconi sul letto, un ragazzo: intorno alle sue spalle si andava allargando una macchia di sangue.
"Ma bene." commentai, rigirando il cadavere e scoprendo una ferita slabbrata alla base del collo: "Bisognerà dire al vecchietto che si è perso un figlio. Ci pensi tu, no? Tienilo fuori di qui."
Astor mi guardò interrogativamente, poi scese.
Presto sarebbero arrivati gli altri, ma prima volevo dare un'occhiatina alla stanza: dopo aver frugato per un po', impedendo a chiunque di entrare (ormai vicino alla porta c'era una vera e propria folla) alzai il materasso, facendo attenzione a non far rotolare il cadavere sul pavimento.
Infilai la mano alla cieca e la ritirai piena di un sacchetto che una volta aperto rivelò essere riempito di scaglie di Miara.
Mi rialzai, lanciando un'occhiata al cadavere: "Che razza di imbecille."
Astor guardò il sacchetto e ipotizzò: "Forse ha cercato di ricattare il colpevole?"
"Forse. O forse questo è il pagamento per qualcosa, magari per le pergamene e poi il nostro colpevole ha eliminato questo bamboccio."
Diamante mi prese il sacchetto dalle mani: "Beh, e adesso?"
"Non lo so, proviamo a vedere se questo ragazzo aveva qualche amicizia interessante."
Poi uscii dalla stanza.



BERSERK

Dopo l'incendio avevo ripreso a indagare... purtroppo questo non era esattamente il mio forte.. così ci misi un pò di tempo a sapere quello che altri già sapevano.. così quando arrivai alla casa di chi sembrava essere coinvolto in sto casino.... trovai già Diamante, Myrt ed Astor là.... così mi avvicinai a loro.
"Hum, dalle vostre facce mi sa che avete trovato solo un mucchietto di carne inutile eh??"


KLODA

Ero ad Ylea, in visita di Ipse.
Dopo saluti e abbracci, uscii dal suo alloggio percorrendo il vialetto di fronte alla casa.
Mi stavo diregendo alla taverna della kioskas per recuperare Darkrjo, quando mi sfrecciò davanti un cavaliere dal volto nascosto e vestito di un lungo e nero mantello.
Sembrava fuggire da qualcosa o qualcuno e tanta era la sua fretta, che nella sua fuga investì un tenero bimbo.
Uscii correndo dal vialetto raggiungendo il piccino e sgolandomi in direzione del cavaliere cercai di richiamarlo: <<Fermati, cavolo!!>>.
Ormai troppo distante non potevo rincorrere il fuggitivo; corsi verso la taverna per raggiungere il mio destriero.
Mentre montavo in sella a Darkrjo, chiamai l'oste per pagarlo per essersi preso cura del cavallo. Pettegolo com'era, mi raccontò dell'arrivo di Diamante dagli Sdu e della visitina da parte di Myrt e degli altri alla kioskas.
Collegai il nero cavaliere con l'assassino di cui tanto si parlava ultimamente.
Lo ringraziai e senza perder tempo mi recai all'alloggio del dragone.
Vidi i cavalli di tutti fuori dall'abitazione e notando che la finestra era aperta, urlai senza scendere da cavallo: <<Myrt, il dragone, forse è lui....! Sta scappando!! Ha appena abbandonato Ylea!>>.
Myrt si affacciò alla finestra e mi riconobbe...



DIAMANTE

Non mi affacciai ma sentendo la voce e le parole di Kloda neppure guardai gli altri e mi fiondai fuori dall'edificio balzando su Bucefalo..
Sulla schiena l'arco e le frecce che distinguevano la prima abilità delle Roka, ma al mio fianco il mio ormai noto a tutti pugnale col manico in avorio intarsiato e talmente affilato da sfiorare una cute che prima di aprirsi aveva già ucciso....
Lanciai Bucefalo verso la periferia di Ylea nella direzione indicata da kloda; Oro e Joy che erano con me conoscendomi neppure si stupirono di vedermi sfrecciare via e mi seguirono repentinamente.
Nella foga persi la visione di cosa fecero gli altri, ma presumevo mi fossero dietro.
Pensavo freneticamente a dove potesse dirigersi il dragone per nascondersi.. le ipotesi erano svariate... Non sarebbe tornato al campo dei dragoni.. era un disonore, ormai lo avrebbero giustiziato..
Le possibilità erano solo due.. O tornava a casa del padre o si allontanava negli stati dell'unione ma sarebbe stato solo.. quindi decisi di recarmi verso l'abitazione del padre...
Dopo diverso tempo arrivai e chiedendo a qualche hammers nottambulo che ancora si trovava per strada giunsi infine all'abitazione del povero vecchio che aveva denunciato il figlio...
Irruppi senza molti complimenti nella casa e vidi... vidi ciò che mai mi sarei aspettata!
Joy e Oro dietro di me guardavano disgustate la scena che ci trovavamo davanti.
Un vecchio ed una donna non più giovane giacevano in un lago di sangue sul pavimento della povera abitazione... le gole squarciate.
Impugnai il mio pugnale e toccai i corpi.. erano appena morti.. il dragone patricida doveva trovarsi ancora li...



BERSERK

Appena sentii le parole di Kloda vidi Diamante partire come un fulmine, e come fecero altri, saltai in sella a Morte, seguendola fino a giungere alla casa dell'assassino, dentro trovammo i cadaveri di quelli che dovevano esserne i genitori, e iniziammo a esplorare la casa.... vidi Diamante salire sui piani alti... io controllai il pian terreno, dalla finestra.. vidi arrivare gli altri, meglio così... l'assassino non avrebbe avuto via di fuga.
Diamante ridiscese.
"Trovato qualcosa??" chiesi.
"Niente, a quanto pare di sopra non c'è... tu??"
Feci di no con la testa... poi notai qualcosa..... una botola, nell'angolo della cucina.....
"La cantina!"esclamai.
Controllai meglio, era chiusa dall'interno.
"Riesci ad aprirla??" mi chiese Diamante.
Accennai un sorriso afferrando la maniglia della botola... e diedi uno strattone... scardinandola.
"Ogni suo desiderio è un ordine Madras ghghgh" dissi in tono scherzoso....



PIOGGIA

Berserk e Diamante entrarono per primi in quella che doveva essere una umile cantina.
Ma presto, quella, si rivelò un laboratorio di artifici e travestimenti, del dragone la benché minima traccia.
Alcuni cunicoli si diramavano in diverse direzioni e alcuni scendevano come profondi pozzi. Il gruppo degli impavidi cacciatori, sentendosi beffati, decisero all’unisono di dividersi e scenderli… questa storia doveva terminare, i misteri anziché diminuire, aumentavano.
Cosi Diamante con Oro e Joy scesero in un cunicolo con le torce appena accese e gli altri la imitarono prendendo strade diverse.
Intanto Nimira raggiunse Ylea e assieme a Kristal e all’uomo sconosciuto portato da Myrt, parlavano in un sotterraneo dell’antico Pulp.
Il vecchio raccontò delle origini di quell’odio che freme nella mente di Radamesch, stavano assorti nei discorsi non immaginando il fermento che avveniva poco lontano.
Due occhi intanto, dall’oscurità del tunnel del vecchio Pulp, guardavano e avanzavano verso l’imperatrice e i suoi interlocutori; sempre più vicini.
Il vecchio si alzò in piedi e si apprestava ad enunciare la formula che avrebbe reso possibile la cattura di quello che era la reincarnazione di un odio antico come la storia dell’impero… ma prima che riuscisse a farlo, una nube di fumo alle sue spalle lo inglobò e dopo pochi minuti, sotto lo sguardo di Nimira e Kristal, riapparve con la lama di una spada conficcata nel corpo e il grido di dolore troncato sulla bocca, alle sue spalle la figura del dragone omicida.
Il possente guerriero, urlò la sua ira e si apprestò a lanciare verso la sovrana l’ultimo sortilegio per appagare la sua vendetta.
Le urla di Berserk, improvvise, e un colpo inferto alle spalle del dragone con il piatto della spada, fecero si che l’incantesimo si interruppe e Radamesch stramazzò al suolo privo di sensi.

……Cosi, il pericoloso attentatore ed omicida, preso e assicurato in attesa di sapere ciò che lo aspetta, entra suo malgrado in una cella della kioskas imperiale.
I vincitori del macabro “torneo” godono per aver salvato Nimira e vendicato le amazzoni e gli altri hammers uccisi dal folle.
Ora gli abitanti di Arcano possono tornare a guardarsi come hanno sempre fatto, con rispetto e simpatia, senza avere più il sospetto di non sapere chi è amico o nemico.
Ora gli hammers si aspettano una pena esemplare per chi ha ucciso vigliaccamente, ha minato l’amicizia e ha anche attentato alla vita della imperatrice.
……La notte successiva, nei sotterranei del carcere ove è chiuso il pericoloso prigioniero, le guardie si apprestano a darsi il cambio.
Le due amazzoni imperiali scendono verso le celle, con un fischio concordato, avvertono le altre del loro arrivo.
Non ricevono risposta pur riuscendo a vederle poiché la distanza è esigua, ciò che le separa tra di loro è solo un grande cancello che devono aprire le nuove arrivate.
Le sentinelle stanno sedute dinnanzi la cella del prigioniero….. immobili, le due nuove arrivate, si guardano, non aprono l’inferriata ed una di esse chiama ripetutamente le compagne.
Nessun segno di vita.
L’altra si gira e si avvia per avvisare la kopler di questo fatto ma non appena si muove…. un secco scatto della serratura del grande cancello la blocca e tutte due si tirano indietro di un passo, guardando quella pesante struttura ruotare ed aprirsi da sola senza notare nessuno li vicino.
Qualche strana magia stava agendo e le due amazzoni non sapevano cosa fare.
Dal buio della cella in cui era il prigioniero, un lampo di luce… un dardo veloce colpisce al petto una delle due guerriere, l’altra gridando invita al nemico a farsi vedere e combattere lealmente.
A quella richiesta, un denso fumo esce dalla cella e si ferma sopra l’amazzone colpita….. pian piano si materializza e un drago alto sino alla volta del sotterraneo prende forma, la guerriera capisce di trovarsi di fronte ad un incantesimo, ma il mostro è talmente reale che non può fare a meno di indietreggiare…… il drago avanza…. la ragazza inciampa e cade mentre il drago le è sopra.
Fendendo l’aria con la sua spada, la guerriera tenta di tenere a bada quel mostro che alza la sua coda come per sferrare il colpo decisivo.
Nella mente della guardia imperiale un pensiero corre all’imperatrice e al fatto che non sarebbe stata in grado di avvertirla, ormai il prigioniero è uscito e ha la strada libera sino al suo obiettivo….. il drago sferra il colpo ma si ferma come immobilizzato, ancora una volta, agghiacciato…. la forma cambia…. l’immagine del drago rimpicciolisce e lascia il posto alla figura più familiare di un “dragone di Dulkar” con la spada ferma a mezz’aria e la testa mozzata che cade a terra pesantemente……. il dragone si inginocchia, poi stramazza definitivamente a terra; dietro di lui una figura scura, una persona incappucciata con in mano una spada intrisa di sangue.
Il buio nasconde il viso ma l’amazzone ha riconosciuto la spada…. unica.

Nimira, l’imperatrice, solleva il cappuccio che la copriva, e allunga la mano verso la sua servitrice rassicurandola…..: ”Adesso è tutto finito, Radamesch, non potrà più far del male a nessuno!!”

 

 

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