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Nel vento e nel mare

 

"Ma tu guarda fino a dove mi mandano..." stava pensando Dolceluna.
Il vento le passava tra i lunghi capelli biondi e il sole splendeva sulla sua pelle abbronzata mentre ripensava all'incarico che le era stato affidato, era partita la mattina all'alba, doveva raggiungere il mare al più presto, entro la luna piena e li avrebbe trovato quello che cercava....

Così le aveva detto Nurah, lei aveva chiesto il perchè ma la strega suprema non aveva saputo dirle il motivo, solo che doveva esser li entro la prossima luna piena.
Il rumore della finestra che sbatteva svegliò Steve, come ogni notte era andato a dormire lasciando le finestre aperte per far entrare quella frizzante arietta che veniva da nord-est e che gli ricordava qualcosa... non sapeva cosa di preciso ma lo faceva sentire bene.
Si alzò, il vento era diverso quel giorno, non era la solita Borea che per quanto forte soffiasse non aveva mai sbattuto le finestre, era sempre entrata con dolcezza; aveva un odore strano, riportava alla mente sconfinati paesaggi sempre uguali, di cieli aperti e di sole che muore all'orizzonte... l'aria quel giorno sapeva di sale.
Subito sentì dentro di lui qualcosa svegliarsi, un bisogno incontrollabile lo spinse ad uscire; si vestì in tutta fretta e uscì correndo come un pazzo.
Gli hammers lo guardavano senza capire cosa potesse spingere una persona a correre a quella maniera a quell'ora del mattino.
Arrivò alle mura, dovette arrampicarsi sul bordo per capire.
Ricordi di posti lontani lo pervasero mentre il vento entrava in lui, sentiva un richiamo ma non riusciva a focalizzare bene da dove provenisse; fece un paio di rapidi calcoli e intuì che il vento arrivava da su-ovest circa... si mise a correre lungo le mura fino ad avere tutta la forza del vento contro.
E allora capì.
Ricordò che cosa gli mancava nella sua stupenda kioskas... gli mancava lo spazio infinito dell'orizzonte, gli mancava il vento tra i capelli, gli mancava il sale sulla pelle, gli mancavano i colori unici del sole mentre muore annegando, gli mancava il mare.
Nelle mappe che aveva non era mai segnato il mare...
"Ma se c'è il fiume Kruill da qualche parte dovrà pur sfociare!" si disse mentre correva a casa.
Riempì lo zaino con tutto quello di cui aveva bisogno, non molto per dire il vero, e mentre se ne andava di corsa scarabocchiò su un pezzo di carta una missiva per Petros, il portavoce degli artisti:
"Aikydo Petros, vado a vedere dov'è il mare!!! STEVE"
"Leggi Kass, quel pazzo di Steve vuole cercare il mare!" disse Petros leggendo la missiva.
"Ha ha ha, è tipico suo prendere e partire... almeno ha avvisato!!!" rise Kass.
"Speriamo che non si metta nei guai, ma chissà come gli è venuto in mente" disse preoccupato Petros...
Arrivato al fiume Kruill decise di seguirne il corso, fino alla fine attraverso tutte le foreste, senza sapere quanto lontano potesse essere la sua meta...
"Sarà pericoloso? naaaaaaaaaaaa..."
Il viaggio continuava e passati tre giorni si ritrovò nel punto in cui il fiume raggiunge il tempio dei sogni, decise che quello era un buon posto per dormire, accese il fuoco e cominciò a cucinare...
Ad un tratto delle forti mani gli serrarono la gola, stringendo la carotide in una morsa di acciaio...
Cercò di divincolarsi ma c'era una forza animalesca in quelle mani pelose che gli serravano la gola... più combatteva più sentiva le energie abbandonare il suo corpo, il respiro gli venne meno, tutto divenne buio e lì cominciò il sogno...

Una donna vestita di nero e con il volto coperto da un velo color della notte gli parlava:
"Aikydo Steve, benvenuto al tempio dei sogni. I tempi sono maturi ormai, dobbiamo riportare agli hammers un potere ormai da tempo perduto; continua per la strada che hai preso e raggiungerai il mare, lì saprai cosa fare."
"Chi sei? Perchè sono qui?"
"Non è tempo per le domande ne è il tempo per le risposte, io sono Aria la gran sacerdotessa. Ora vai, devi far presto... Il plenilunio è tra tre giorni e tu a quel punto devi essere sulla scogliera"
"Ma..." cercò di controbattere Steve ma subito venne interrotto:
"Vai ora e che gli dei conservino il tuo cammino."

Steve tossì, l'aria rifluì nei suoi polmoni, era vivo.
Accanto a lui il corpo inerte della bestia che voleva strangolarlo: era una specie di scimmione con il pelo grigio e i denti lunghi; dal suo petto spuntava una spada.
Seguì la mano mentre estraeva la spada grondante sangue scuro e vide che era una donna, un'amazzone per la precisione.
I capelli biondi le ricadevano sulle spalle in maniera disordinata.
"Devo sempre tirarti fuori dai guai eh?" disse l'amazzone.
"A-Anuk?!?"
"In carne ed ossa! Vedo che ti ricordi di me"
"Come potrei dimenticarti?" rispose lui mentre cercava di alzarsi.
"Come stai Anuk? E' da tanto tempo che non ci si vede"
"Steve mi sei mancato." disse lei buttandogli le braccia al collo.
"Anche tu mi sei mancata stellina" rispose lui ricambiando l'abbraccio.
Si incamminarono verso sud per raggiungere Nakir, lì Anuk si sarebbe incontrata con la sua comandante per degli allenamenti speciali.
Steve le raccontò l'impulso che l'aveva spinto a fare questo viaggio, le spiegò che doveva assolutamente andare, che aveva il bisogno di farlo, e di farlo adesso.
Arrivarono a Nakir che era oramai notte inoltrata, nulla era più bello di lei in quel momento per Steve, tenendole la mano la fermò appena fuori dalle porte della Kioskas.
"Anuk, la luna è nei tuoi occhi, voglio lasciarti con questa immagine nel cuore" disse lui in un sussurro mettendole le mani sulla vita.
La mente di lei entrò in un tunnel fatto di tristezza, solitudine e disperazione: "Quindi te ne vai? Non puoi restare ancora un po'?" rispose lei guardandolo negli occhi.
"La risposta la sai già, devi tornare dalla tua comandante e io ho un appuntamento col destino"
"Ti prego, non lasciarmi... non riesco a stare senza di te. Quei luoghi sono pericolosi." gli occhi di Anuk si riempirono di lacrime.
"Non preoccuparti, gli dei sono con me"
"Allora vai, però devi tornare da me... promettilo" disse lei mentre capiva che poteva essere l'ultima volta che vedeva la persona per lei più importante.
In tutta risposta lui la strinse e baciandola sussurrò: "Non potrei mai lasciarti"
Le loro labbra si unirono in un ultimo bacio mentre la luna cantava la sua canzone d'amore, i loro corpi si toccavano e le loro anime si fondevano.
Tutto finì in un attimo, e la vide sparire dentro alla Kioskas.
"Tornerò stellina, te lo giuro".

Il viaggio continuò senza problemi per Dolceluna.
Era partita da Launam tre giorni prima con una mappa datagli da Nurah.
"Tieni Dolce, è stata fatta dall'unico esploratore che sia mai arrivato al mare, spero che ti possa aiutare... fai attenzione figlia mia" così le aveva detto Nurah e lei era partita.
Il sole baciava il suo viso sulla collina mentre ripensava alle parole della Strega Suprema, il vento le portò via le preoccupazioni e subito il sorriso si riaffacciò sulle sue labbra ormai da troppo tempo chiuse dalla perplessità verso il compito assegnatole.
I pericoli le stavano alla larga percependo il potere che era in lei, e il viaggio che si era preannunciato irto di pericoli si rivelò essere più agevole del previsto.

Steve sparì nella notte con il cuore in lacrime per esser stato di nuovo obbligato a lasciare Anuk, si inoltrò nella foresta affidando alla luna il compito di vegliare su di lei.
Nei due giorni successivi viaggiò fermandosi solo il tempo per dormire poche ore, non voleva ripensare alla sua dolce amazzone e tantomeno sognarla.
Doveva tenersi impegnato per non piangere, doveva guardare avanti, l'avrebbe ritrovata al suo ritorno.
Era ormai fuori dalle terre sicure sotto il controllo dell'Imperatrice quando la boscaglia si aprì in una larga radura coperta di fiori, gli occhi si colmarono di lacrime per quella meraviglia e di colpo i fiori sembrarono tutti bagnati; pianse dalla gioia annegando in quel mare dai mille colori.
Sembrava infinita quella radura, c'erano mille e mille fiori tutti diversi: bianchi che sembravano neve e rossi come se in loro scorresse il sangue, azzurri come il cielo e neri come la notte, avevano il colore del sole e della luna, del tramonto e dell'alba; avevano ogni odore, il suo naso non ne conosceva così tanti e subito li annusò uno per uno ritrovando memorie perdute di giorni passati... la sua anima voleva prenderli tutti e correre indietro per portarli ad Anuk, ma subito cadde sulle ginocchia rivedendo i suoi occhi e i suoi capelli in quelle sfumature.
"Devo essere forte e un giorno porterò Anuk qui a vedere questa meraviglia." si disse Steve alzandosi in piedi e asciugandosi le lacrime.
A quel punto sentì ciò che prima aveva perso, nel silenzio della radura arrivava il rumore delle onde che si infrangevano sulle pietra.
Si mise a correre verso il punto che mandava quel rumore e trovò la fine della radura in un tratto coperto dagli alberi, corse subito attraverso gli alberi e i suoi occhi si illuminarono al pari del suo animo; il cielo infinito che dopo ogni sfumatura possibile di azzurro si fondeva nel mare.
Era su una scogliera battuta dallo stesso vento che l'aveva chiamato, sentiva finalmente l'odore di mare e tutti i suoi sforzi erano premiati dalla vista dell'orizzonte sul mare.
Il sole stava morendo nel mare tingendo tutto di arancione, non c'era nemmeno una nuvola in cielo, Steve rimase fermo sul bordo della scogliera a guardare quello spettacolo... era a circa dieci metri dal
livello del mare che sotto di lui ruggiva mentre le sue onde spargevano la loro voce contro la dura pietra della scogliera.
Vide che le onde crescevano d'intensità e chiuse gli occhi, si tolse vestiti e scarpe rimanendo solo con i pantaloni per lasciare che l'acqua salata salisse fino a lui bagnandogli finalmente il corpo.
Una sensazione unica, rimase così fino a notte.

Dolceluna arrivò sulla scogliera in un altro punto e un po' più tardi rispetto all'artista, il sole aveva lasciato il posto alla luna... quella vista la lasciò senza fiato, mai avrebbe pensato che potesse esistere una cosa del genere, andava al di là della sua immaginazione.
Camminò lungo la scogliera a cercare un posto più riparato dal vento, senza mai togliere gli occhi da quella vista mozzafiato, mentre guardava sentiva un brivido percorrerle il corpo e qualcosa svegliarsi dentro di lei, sentì una forza mai sentita prima.
Era sempre stata tra le streghe più potenti, in poche riuscivano a tenerle testa... ma con questa nuova forza nessuno avrebbe potuto fermarla.
Le parve di sentire una risata in lontananza.
Mentre questi oscuri pensieri si affacciavano alla sua mente vide una figura muoversi alla luce della luna piena.
Si muoveva con una grazia innaturale, danzava al rumore delle onde e del vento, proprio sul bordo della scogliera, con l'acqua che copriva il suo corpo.
Il mare mandava i riflessi argentei della luna sui capelli di Steve, le gocce d'acqua si appoggiavano dolcemente sul suo corpo; mentre lui danzava il vento accompagnava i suoi movimenti e le onde scandivano la melodia nelle sue orecchie.
La strega si avvicinò per vedere meglio e vide un ragazzo dai capelli neri e lunghi, con due tatuaggi che splendevano sulle braccia, un dragone e una fenice che brillavano e parevano vivi in quella danza.
"Lo vedi? Vedi il colore del vento?" disse Steve all'improvviso fermando la sua solitaria danza.
Dolceluna non seppe cosa rispondere a quella domanda improvvisa, allora Steve con un balzo si avvicinò a lei e immerse il suo sguardo negli occhi di lei, la quale si perse in quegli occhi neri come la notte.
"Chiudi gli occhi e guarda" le sussurrò coprendole gli occhi con una mano.
"Ma! Cosa..." disse lei cercando di scostarsi.
"Non parlare e guarda il vento" la sua presa era forte e non la lasciò andare.
"Ma.." stava per dire Dolceluna quando ad un tratto comprese.
Vide il vento entrare in lei e portare via tutti i pensieri oscuri che le avevano affollato la mente alla scoperta di quel nuovo potere, i suoi muscoli cominciarono a muoversi.
Steve la lasciò andare quando vide che aveva capito, Dolceluna cominciò la sua danza ad occhi chiusi..
Ballavano al silenzio di quella natura incontaminata sfiorandosi ad occhi chiusi, mai si toccarono in quella danza che proseguì per tutta la notte... chiunque avesse visto quella le due figure sarebbe rimasto allibito da quei movimenti.
Ad un tratto tutto si fece buio nella mente di Dolceluna, non sapeva cosa fare, non riusciva più ad aprire gli occhi e più ci provava più gli occhi si serravano; in un momento il paesaggio nella sua mente cambiò diventando un mare di fiamme... una figura si levò dalle fiamme, era una donna coperta da un mantello dalla testa ai piedi.
"Vieni da me, quel potere che senti dentro di te è mio. In te vedo la futura imperatrice. Hai un potere inespresso enorme, giurami fedeltà e quel potere crescerà ancora. Nulla potrà fermarti!"disse la figura con voce che sembrava venire da un luogo e un tempo lontano.
"Chi sei? Cosa vuoi da me?" Dolceluna era spaventata.
"Lo sai chi sono, il momento della mia venuta è ormai giunto. E tu sarai la mia mano sul mondo di Arcano"
"Imperatrice Dolceluna.. suona bene."
"Si, suona molto bene... io sarò la mente e tu il braccio. Lascia che io entri in te, lascia che fonda il mio spirito col tuo corpo" disse l'entità compiaciuta.
A Dolceluna parve di vederla sorridere ma sentì qualcosa pesarle sul cuore... vide dei flash della sua vita. Le sue compagne, il suo amore, la sua esistenza.
Vide un volto di donna, era una splendida amazzone dai lunghi capelli biondi e dallo sguardo fiero come non se n'era mai visto di simile.
Il suo sguardo era al tempo stesso pieno d'amore mentre guardava le persone felici vivere nel suo impero... si girò verso di lei e quello sguardo mutò riempiendosi di amarezza e tristezza.
"Lasciami entrare in te..." sussurrava impaziente la voce.
"No! Lasciami stare! Non voglio tradire la mia Imperatrice." si ribellò Dolceluna.
"Ormai è troppo tardi!" rise la voce.
"NO! NON VOGLIO!" gridò Dolceluna con tutto il fiato che aveva in corpo.
L'entità si ritrasse di scatto da quell'inaspettata reazione.
"STOLTA! CREDI DI POTER CONTROLLARE IL TUO NUOVO POTERE SENZA DI ME? CREDI CHE IO TI LASCERO' ANDARE COSI'?" la voce si fece minacciosa e le fiamme cominciarono a cedere il passo a un'oscurità sempre più opprimente.
Dolceluna cercava in se il coraggio per sfidare la voce cercando un appiglio... cosa aveva ripulito il suo cuore dai pensieri oscuri che aveva prima? Non riusciva a ricordare.
L'oscurità si fece sempre più minacciosa e Dolceluna sentì le sue difese cedere alla voce suadente che parlava alla sua mente... imperatrice Dolceluna... potere sconfinato... dominio assoluto... questo le sussurrava la voce.
Ad un tratto un vento impetuoso portò i colori di mille fiori e gli odori del mare, quel vento spazzò via la voce che ebbe il tempo di dire un'ultima cosa: "IL MOMENTO E' ORMAI GIUNTO. TROVERO' UN'ALTRA STREGA.."
Un'altra voce rispose da lontano: "TORNERAI E IO SARO' QUI CON TUTTI GLI HAMMERS DAL CUORE PURO A COMBATTERTI!"
Dolceluna ebbe soltanto il tempo di vedere un fiore color del tramonto che le cadeva sugli occhi mentre sveniva.

Steve era davanti alle porte di Nakir, guardò dentro alla tasca e prese fuori un fiore del colore del mare.
"Ti ho portato il mare" disse porgendo il fiore a colei che l'aspettava.

Dolceluna si svegliò, Nurah era china su di lei.
"Cos'è successo? Cosa ci faccio qui?"
"Sei stata male, durante un rito sei svenuta"
"Ma..." e cercò di alzarsi.
"No, stai giù, devi ancora riposarti... hai parlato molto durante il sonno"
"Ma, il viaggio? Il mare? La danza?"
"Hai ancora la febbre, stai calma... devi aver sognato tutto"
"No, non è possibile, sento il potere dentro di me!"
"Stai calma, vado a prenderti qualcosa da mangiare.." e dicendo questo uscì dalla stanza.
"Non posso aver sognato tutto" pensò Dolceluna guardandosi intorno; ad un tratto i suoi occhi si posarono su un fiore appoggiato sul mobiletto vicino la suo giaciglio, era stupendo, non ne aveva mai visto di più bello... aveva lo stesso colore del sole mentre muore nel mare.

 


Steve

 

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