bordo_op.gif (351 byte)

I due amanti

 

Li vidi la prima sera di luna piena.
Ero affacciata alla finestra e scrutavo le strade di Kolise, così grande e dilatata dalla forte luce lunare che bagnava case e strade e persino gli alberi laggiù oltre le mura settentrionali.

Facevo scorrere gli occhi fin dove il guardo permetteva e sorrisi, appoggiandomi sui gomiti quando sorsi due figure scure scivolare sulla strada che era più buia, sotto l'alto palazzo di Madras Asiram.
Lui procedeva davanti, passi misurati, da uomo forte e sicuro eppure muoveva il capo.. forse sentendosi osservato, spiato, capii che persino delle stelle aveva timore; più indietro di qualche passo lei, ammantata ma graziosa nella sua figurina dai passi veloci e diritti, esili... guardava avanti, forse le spalle dell'altro era lei decisa, la più forte tra i due... si sentiva persino lassù che non aveva timore.
Mi chiesi se ancora qualcuno a Kolise non l'aveva capito e mi risposi di no... credo tutto Arcano sapesse che i due erano amanti, la luna beffarda li illuminava impudente.
Quando giunsero all'angolo si fermarono entrambi, lui si voltò e l'afferrò per la vita, attirando l'esile corpo a se, quasi avesse paura di poter aver terrore lontano da quel corpo caldo.
Sentii appena le parole di una vocina dolce:
"Ho freddo amore... Ho tanto freddo"
L'uomo passò le mani sulle sue spalle e le sussurrò all'orecchio:
"Sto ordinando al freddo di lasciarci in pace, mia Signora... solo per ora... solo per questo nostro tempo... ora baciami, che le mie labbra non vogliono più resistere!"
Ed i due si unirono in un bacio lungo un sogno...
Si muovevano appena, tentennando la testa in quel gesto così tipico dell'amore e le dita si intrecciavano, poi si lasciavano per andar a cullare i capelli dell'altro.
Lui l'avvolgeva tutta tra le sue braccia e lei pareva cullarlo con calore.
I loro sospiri e mormorii sembrarono riecheggiare tra le strade, come una sveglia del demonio per poter far puntare il dito a tutti su quei due che consumavano un amore nascosto... arrossii in segreto, un poco, per loro.
Lui poi staccò le labbra da quelle della donna e solleticò con la lingua la spalla di lei, che prontamente scostò i lunghi capelli per permettergli di posare la sua dolce e forte bocca sul collo profumato e vellutato e lui accettò il dono, affondando il volto come un assetato alla fonte.
Lei chiuse gli occhi e si lasciò trasportare da quel fiume in piena, da quel branco di cavalli imbizzarriti che galoppavano al battito del suo cuore innamorato ed impazzito.
Immaginai il suo dolore ed ammirai la sua forza d'animo quando gli sollevò la testa e gli sussurrò soffiandogli un bacio: "Ritorna nel suo letto... si starà quasi svegliando... Ritorna alla tua casa!"
Ma egli protestò: "Ma non ancora, non è ancora tempo!"
Lei però fece un passo indietro, risoluta: "Vai, torna da lei e non voltarti indietro!"
E lui obbedì al suo dolce tesoro, tornando da un'altra donna che, ignara, dormiva in un letto vuoto.
Non provai affatto pietà per quella donna sola in una casa buia, dopo aver visto gli occhi luminosi di lui specchiati in quelli della ragazza, capivo che quella donna non l'aveva mai saputo rendere altrettanto felice.
Ma qualcosa mi turbò profondamente: la giovane, rimasta sola e ferma alla luce che penetrava nella via, piangeva... Lacrime d'amore, tra le più terribili del mondo.
Provai l'impulso di correre giù a confortarla ma non potevo per ovvi motivi... allora ebbi un'altra idea. Corsi in casa ed aprii il libro riposto sulla credenza, proprio in mezzo vi era, essiccata, una rosa rossa.... un antico regalo di un hammers, che avevo conservato neppure io sapevo perchè... ma i piani delle Dee sono davvero meravigliosi ed insoliti...
Ritornai alla finestra e lasciai scivolare non vista la rosa rossa, quasi fosse il regalo d'amore del cielo, un dono, un segno per farle tornare la speranza ed i sogni... lei meravigliata strinse la rosa essiccata ma ancora bella al seno e alzò il capo, ringraziando la Luna... anche io guardai mia Madre, quell'astro che ancora una volta, con la sua corte di figliole stelle, mi sorrideva complice.

 

Acer


 

 

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)