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I cespugli raccontano

ASIRAM

Sono un cespuglio di ortensie... anzi lo ero, poi una tormenta o meglio un tifone mi ha investito.
Era una calda sera d'estate, i miei fiori azzurrini si godevano la rugiada serale quando... passi furtivi si avvicinarono.

Un frusciare di vesti, un tintinnare di braccialetti ed ecco qualcuno si accosta, anzi entra tra i miei rami.... piano per favore, sussurro, i miei rami sono giovani e fragili.. ma le mie parole non sono udite dalla giovane donna che noncurante si siede sulle mie radici, sembra in attesa, è nervosa e con le mani tormenta le mie povere foglie, ed ecco ad un tratto un passo deciso e maschio s'avvicina e un giovane s'accosta alla dama.
Dolci parole, baci mi fanno arrossire e i miei fiori da azzurrini diventano di porpora.
Oddea cosa sta succedendo?
Nel mondo vegetale certe cose accadono con più discrezione, i miei fiori non sanno più dove girarsi ed ecco un tac! un ramo si spezza, poi un altro ed un altro ancora e la bufera sembra non aver mai fine.
Ma per fortuna una vespa che dormiva tra i miei fiori corre in mio aiuto e zac! infila il suo pungiglione nella parte più morbida del cavaliere..
"Ahiiiiiiiiii cos'è stato" e con un balzo lui esce fuori dal cespuglio seguito dalla dama rossa e confusa.
I due s'allontanano furtivi, l'uomo massaggia energicamente la parte lesa ma un gonfiore comincia ad arrossare le sue carni.
"Vado da Asiram, forse avrà un unguento per alleviare il mio male"
"Nooooooo" risponde la dama "ti farebbe troppe domande e tutto Arcano saprebbe di noi"
"Allora nella bottega di Kassandra"
"Peggio ancora" soggiunse la dama "quella non me lo perdonerebbe maiiii"
Ora i miei rami stanno ricrescendo, ma fino a quando?
So che anche altri cespugli hanno subito la mia sorte e sono ansiosi di raccontare... coraggio... dite.


PIOGGIA

ANIME IN PENA
C’èra una volta……. una foresta, una florida terra ove piante ed animali si rincorrevano nella quotidiana lotta alla sopravvivenza, in un magico equilibrio dettato da montagne di primavere, di inverni.
Tutto ruotava nella stessa direzione; il vento portava pollini di fiori a fecondare altri fiori e canti di bestie in amore che richiamavano altre bestie.
Ma il tempo miete vittime e col passare dei lustri, la foresta divenne savana poi steppa poi…. deserto.
….ormai non si odono più da tempo i chiassosi cinguettii di pennuti in amore o ruggiti di belve, ne si vedono più fluttuanti nell’aria sciami di insetti e di polline, solo…. sabbia.
Arroventata sabbia che scivola e stride, che s’innalza con un soffio di vento e poi si posa su se stessa, movendo montagne.
In questo mare giallo di granelli erosi e arrotondati, non v’è altro… ma qualche cosa laggiù si muove, corre, incurante del sole, della sabbia che acceca, segue le dune, le supera con leggerezza, non si sa da dove viene… non si sa dove vada; ramingo come in cerca di un compagno vaga, ma non lo incontrerà mai perché i suoi simili vagano anch’essi nella stessa direzione, ora verso nord, ora a sud, ora a destra poi…….. in un eterno susseguirsi di piroette, sono loro… i cespugli, i secchi cespugli dei deserti.
Essi hanno la possibilità di spostarsi, di correre, ma è una corsa nel vuoto, senza mai schivare qualcuno o qualche cosa e non avranno mai amanti che raccolgono i loro fiori, perché fiori non hanno, perché gli amanti non vivono nei deserti.
Essi non avranno mai l’attenzione del contadino, della capra… del cane….. corrono.
Solo questo sanno fare, rotolare sospinti dal vento di scirocco che li spinge senza una meta e se qualcuno gli domanda qualche cosa, essi riprendono a rotolare su e giù per le sabbie….. anime in pena di una antica foresta.
 


KRISTAL

Sono un cespuglio di rose rosse.
Un tempo vivevo nel bosco di Matek, in una radura riparata dal vento dai muri della Kioskas retrostante.
Vicino a me c'erano cespugli di varie piante, alcuni con foglie larghe e liscie, altri con foglioline fitte fitte che nascondevano alla vista ogni cosa.
Le coppiette passavano accanto a me, raccoglievano una rosa, ne aspiravano il profumo.... e poi andavano dai miei vicini, io ero troppo pieno di spine per abbracciarli durante le loro effusioni...
E così mi limitavo ad ascoltare le loro parole d'amore ed i loro sospiri appassionati, senza mai ben comprendere cosa in effetti succedeva...
Un giorno una signora passò accanto a me, al braccio del suo uomo.
Mi vide, e fu subito amore.
"Beriok, caro..." la sentii mormorare "credi che s'accorgeranno se prendiamo questo cespuglio e lo portiamo nel nostro giardino?"
Lui si guardò attorno con aria smarrita.
Non voleva recar danno alle piante del bosco, ma capii che alla sua adorata non poteva negare nulla...
Così tornò il giorno successivo con degli attrezzi sospetti, ed iniziò a scalzare la terra intorno a me.
Un brivido mi attraversò, misto ad angoscia: cosa voleva farmi???
Lavorava con lena ma dolcemente, senza farmi del male e senza strapparmi un solo rametto.
Ad un certo punto staccò la zolla con tutte le mie radici, mi sollevò da terra e mi depose in un vaso che aveva preparato in precedenza, riempiendolo di terriccio morbido e nutriente.
Fu così che giunsi nel giardino di Beriok, e la mia vita cambiò: non più coppiette, ma un allegro vociare di bambini che giocavano accanto a me, mentre la mamma urlava "attenti ai fioriiii".
Passarono alcuni anni lieti, la signora mi curava con amore, mi dissetava ogni giorno, potava i rami secchi e ribelli e le mie rose profumavano tutta l'aria attorno alla casetta.
E poi... l'imprevisto.
Un artista m'ha veduto, e la sua mente è corsa alla sua amata.
"Devo donarlo a Kass, è troppo bello..." mormorava guardandomi ammirato, e intanto cercava Beriok con gli occhi.
Ed ora sono qui...
Un palazzo bellissimo ha preso il posto della casetta del muratore, ed io mi arrampico attorno alle pareti di un gazebo in mezzo al giardino di ciò che chiamano "Pulp" (che strano nome....)
Le mie rose spandono ancora profumo, ed io attendo qualcosa.... qualcosa di cui ho nostalgia, le voci dei bambini.
Ma credo che non dovrò aspettare a lungo, dal palazzo sento giungere strani vagiti.... e sorrido....


 

 

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