Addestramento
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BERSERK
E così ero stato incaricato di allenare la marmocchia di Nimira.. e
così stavo facendo.
Eravamo nel bosco da almeno 4 ore, avevo dato alla marmocchia una
spada forse troppo grossa e pesante per lei, ma non avevo armi
piccole... e doveva abituarsi a usare di tutto, era ormai sfinita. |
"Allora??
Chi ti ha detto di riposare?? Sai qual è la regola.. finchè la tua spada
non riuscirà a colpirmi almeno una volta..."
"Ma sono stanca"
"Non stiamo facendo una passeggiata... in guerra non aspettano che tu
sia riposata per attaccarti"
E così riprendemmo .
"Non ci siamo così... devi odiarmi.. devi odiare il tuo nemico, non puoi
far del male o uccidere qualcuno che non odi... devi odiare chi stai
combattendo"
"Ma non sono capace"
"Oohh lo sarai ghghgh... attacca"
Attaccò di nuovo, ma stavolta non mi limitai a parare, scansai di fianco
e con uno spintone la feci ruzzolare.
"Rialzati... non stiamo cercando funghi"
Attaccò di nuovo, scansai di nuovo e la feci ricadere bruscamente.
"Alzati... femmine... volete combattere ma siete solo buone a curare la
casa e a divertirci la notte"
A quanto pare le mie parole ebbero l'effetto che volevo.. quando si
rialzò mi fissò con rabbia.. ed odio... mi attaccò di nuovo.. e stavolta
c'era molta più determinazione... naturalmente paravo tutti i colpi..
non aveva esperienza ed era prevedibile, ma almeno ora ci metteva un po'
di forza... l'ultima parata che feci spezzò la spada ormai indebolita
dai numerosi impatti con la mia ascia.
Hirih venne spinta a terra, e il pezzo di lama rotta mi tagliò sul
braccio.
"Bene.. la tua lama mi ha colpito.. per oggi abbiamo finito.. puoi
tornartene a casa"...
Mi voltai e andai al fiume a darmi una rinfrescata, controllando che
nella ferita non ci fossero rimaste schegge di metallo della lama.
ACER
Cavalcavo tranquilla, osservando avanti a me nella sera che avanzava...
Riconobbi già da lontano l'inconfondibile sagoma, nera e grossa si
stagliava contro il sole morente.
Era chino accanto alle rive, ma non so per quale ragione preferii non
farmi vedere e deviai, entrando nella boscaglia alta, ascoltai il
fruscio e sentii qualcun altro muoversi tra le foglie...
Passi decisi ma piccoli...
La giovane principessa, o almeno quel che parve il suo capo spuntò tra i
rami bassi degli alberi.
Anche lì rimasi immobile, un po' per non spaventarla... dopotutto lei
non mi aveva mai neppure veduto e avvolta nel mio mantello, in groppa
all'andaluso nero Tergeste non ero proprio una visione celestiale...
La guardai scomparire sempre rimanendo in un muto attenti... infine mi
voltai e con un leggero sorriso divertito sospirai: "Giovane
Principessa... speriamo che l'arma che il tuo maestro non potrà mai
usare ti rimanga in eterno...."
Spronai la cavalcatura.
"...La grazia e la placida astuzia delle donne"
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