bordo_op.gif (351 byte)

Addestramento

BERSERK

E così ero stato incaricato di allenare la marmocchia di Nimira.. e così stavo facendo.
Eravamo nel bosco da almeno 4 ore, avevo dato alla marmocchia una spada forse troppo grossa e pesante per lei, ma non avevo armi piccole... e doveva abituarsi a usare di tutto, era ormai sfinita.

"Allora?? Chi ti ha detto di riposare?? Sai qual è la regola.. finchè la tua spada non riuscirà a colpirmi almeno una volta..."
"Ma sono stanca"
"Non stiamo facendo una passeggiata... in guerra non aspettano che tu sia riposata per attaccarti"
E così riprendemmo .
"Non ci siamo così... devi odiarmi.. devi odiare il tuo nemico, non puoi far del male o uccidere qualcuno che non odi... devi odiare chi stai combattendo"
"Ma non sono capace"
"Oohh lo sarai ghghgh... attacca"
Attaccò di nuovo, ma stavolta non mi limitai a parare, scansai di fianco e con uno spintone la feci ruzzolare.
"Rialzati... non stiamo cercando funghi"
Attaccò di nuovo, scansai di nuovo e la feci ricadere bruscamente.
"Alzati... femmine... volete combattere ma siete solo buone a curare la casa e a divertirci la notte"
A quanto pare le mie parole ebbero l'effetto che volevo.. quando si rialzò mi fissò con rabbia.. ed odio... mi attaccò di nuovo.. e stavolta c'era molta più determinazione... naturalmente paravo tutti i colpi.. non aveva esperienza ed era prevedibile, ma almeno ora ci metteva un po' di forza... l'ultima parata che feci spezzò la spada ormai indebolita dai numerosi impatti con la mia ascia.
Hirih venne spinta a terra, e il pezzo di lama rotta mi tagliò sul braccio.
"Bene.. la tua lama mi ha colpito.. per oggi abbiamo finito.. puoi tornartene a casa"...
Mi voltai e andai al fiume a darmi una rinfrescata, controllando che nella ferita non ci fossero rimaste schegge di metallo della lama.


ACER

Cavalcavo tranquilla, osservando avanti a me nella sera che avanzava...
Riconobbi già da lontano l'inconfondibile sagoma, nera e grossa si stagliava contro il sole morente.
Era chino accanto alle rive, ma non so per quale ragione preferii non farmi vedere e deviai, entrando nella boscaglia alta, ascoltai il fruscio e sentii qualcun altro muoversi tra le foglie...
Passi decisi ma piccoli...
La giovane principessa, o almeno quel che parve il suo capo spuntò tra i rami bassi degli alberi.
Anche lì rimasi immobile, un po' per non spaventarla... dopotutto lei non mi aveva mai neppure veduto e avvolta nel mio mantello, in groppa all'andaluso nero Tergeste non ero proprio una visione celestiale...
La guardai scomparire sempre rimanendo in un muto attenti... infine mi voltai e con un leggero sorriso divertito sospirai: "Giovane Principessa... speriamo che l'arma che il tuo maestro non potrà mai usare ti rimanga in eterno...."
Spronai la cavalcatura.
"...La grazia e la placida astuzia delle donne"



 

 

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)