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Fascinatio e streghe

 

Entrò nello studio con il solito misto di sensazioni; timore, curiosità, deferenza .. era ancora una novizia come strega e non si era ancora abituata a quell’ambiente.
La stanza circolare era accogliente tempestata da scaffali contenenti svariati volumi di diverse forme e dimensioni, tanto che sulla nuda roccia sembravano formare un mosaico.

Quanto sapere era racchiuso in quei pochi passi.
Si fece avanti e si sedette su di uno scanno vicino al caminetto ormai spento.
C’era ancora della brace consumata.
La padrona di casa era solita restare sveglia fino a tardi nello studio.
Non dovette aspettare tanto, la strega entrò accompagnata da una figura ammantata: "Benvenuta, sono felice di vederti …" la salutò dolcemente sedendosi di fronte a lei "..di che volevi parlarmi..".
La Suprema aveva un tono così dolce che metteva sempre a proprio agio ognuno che le parlava.
Molte consorelle pensavano che il tono fosse il frutto di un qualche sortilegio atto a tranquillizzare l’interlocutore.
Ma erano solo pettegolezzi e la Suprema ne sorrideva.
La giovane apprendista si sistemò meglio: "Volevo avere il tuo permesso per consultare il Fascinatio..!" mormorò tutto d’un fiato.
La strega la fissò incuriosita ed attenta, spostando poi lo sguardo sulla figura che le era a fianco sempre immobile.
"E perché vorresti il Fascinatio?" non smettendo di guardarla.
La giovane si sistemò meglio sulla sedia: "Perché ne abbiamo sempre sentito parlare ed io personalmente non l’ho mai visto e vorrei leggerlo …" la voce sembrava incrinarsi.
Era consapevole di aver fatto una richiesta inconsueta.
La Suprema lanciò un’occhiata alla figura alle sue spalle: "Molto bene .." mormorò.
"Conosci la leggenda e le storie del libro delle ombre?" esordì la figura.
La giovane la guardò disorientata: "Si.. almeno credo..".
"….Ebbene ora ti illustrerò quello che accadde cosicché tu possa pienamente comprendere la risposta che ti verrà data!" la voce era sempre dolce.

"... e l'oscurità fu squarciata e la luce raggiunse anche i più bui angoli... il regno delle ombre era destinato a finire.. la sua supremazia sulle cose create doveva essere ridimensionata e l'equilibrio ristabilito.
Fu così che anche il male si ritirò nei dominii avvolti dall'oscurità, perché solo li potevano sopravvivere i figli che erano stati generati e la luce equilibrò l'assetto del mondo risplendendo grazie ai portatori di luce.
Ogni cosa fu ridisegnata e riproporzionata affinché non sopravvalesse ne l'una ne l'altra parte, e che il libero arbitrio dei mortali restasse tale.
Tra la stirpe degli uomini iniziarono a nascere entità che più delle altre possedevano il dono di assorbire il bene ed il male.
Tali creature portavano un fardello di enorme responsabilità, perché possedevano il potere del verbo e della materia non avendo altri freni che quelli della coscienza e del libero arbitrio.
Tale potere era attinto dal bene e dal male in egual misura, tanto che alcune di queste creature non distinguevano più dove iniziava l'uno e finiva l'altro.

"Rammenti questi passi.. ebbene tutto nacque così e quelle creature dovettero fare i conti con l’incomprensione e l’ignoranza che all’epoca esistevano.
Furono trucidate ed impalate, messe al rogo in piazze o nelle loro abitazioni, tanti che il fumo di quei fuochi sembrava voler arrivare fino a soffocare il cielo.
Ora accadde che queste creature iniziarono a riunirsi in posti isolati e sicuri che consentivano loro di comprendere e capire meglio le energie che così naturalmente condividevano la loro vita.
Ci fu una strega, la prima Suprema dell’ordine, di cui si è perso il nome nel tempo, che iniziò ad annotare ogni singolo potere o energia su di un libro.
Ben presto il libro conteneva quello che al tempo poteva essere definito il sapere.
Ogni erba ogni infuso ogni pozione era annotata scrupolosamente nel libro che divenne ben presto una leggenda."

"Ora accadde che tale potere riuscì a soggiogare un gruppo di queste creature, tanto da spingerle ad uccidere le altre.
Non ci fu tempo per le lacrime poiché lasciarle libere avrebbe significato lasciare il mondo in loro balia.
Furono accerchiate e massacrate e con il loro sangue fu scritto il primo monito sul libro degli Incanti.
Dies Irae (giorno dell'ira) a ricordo del fatale errore.
E da quel giorno il libro cominciò a vivere di vita propria, crescendo con l'ausilio delle creature che avevano assunto il nome di streghe.

"Alcune delle streghe curate e istruite dalla Veneranda Suprema decisero di vendicarsi degli hammers responsabili delle morti delle loro sorelle o familiari e rubarono il libro delle ombre.
Con il potere che scorreva nelle loro vene ed il libro divennero una seria minaccia per tutti, compreso l’equilibrio del creato.
Fu deciso di catturarle ed all’occorrenza se non vi era no vie d’uscita di ucciderle affinché nulla venisse distrutto dalla loro ira.
E come descritto nelle citazioni le streghe rinnegate furono massacrate, perché decisero di non dimenticare i loro propositi.
La Veneranda Suprema comprese troppo tardi e con troppo sangue versato che quel libro doveva essere custodito e nascosto affinché aiutasse le streghe nel loro cammino senza permettere però che cambiassero il percorso.
Ma poiché l'errore risiede nel cuore dell'uomo venne eletto un guardiano affinché vegliasse sull'uso del libro e della magia che conteneva.
Il Guardiano avrebbe garantito con la sua vita il rispetto delle rigide regole che le streghe si erano imposte ed affinché non vi fosse troppa magia raccolta intorno ad una sola persona non sarebbe stata la Strega Suprema o il suo vice a custodire il Fascinatio, ma una terza persona del tutto neutrale.
Ogni cosa doveva essere fatta e disfatta ... ed il Fascinatio aveva questo potere ... e l'uomo era una creatura dai mille volti, chi avrebbe potuto garantire che non ne nascondesse uno oscuro? .. le streghe avevano avuto un monito che non avrebbero mai scordato ......

"Sei ancora sicura di volerlo consultare?" mormorò la figura incappucciata.
"Ma il libro degli inizi non era scritto col sangue il Fascinatio si che fine ha fatto .." domandò.
"Nel momento in cui le streghe furono uccise il vecchio libro delle ombre si rigenerò nel sangue delle sventurate rinascendo a nuova vita come Fascinatio e con il loro sangue furono tracciate le parole che hai sentito nelle leggende …".
La novizia annuì: "Vorrei vederlo almeno, se possibile ….".
La Suprema annuì guardando la figura ammantata, che si scoprì il volto mostrando i lineamenti minuti e la folta chioma bionda.
Si mise di fronte la giovane lasciando cadere in terra il mantello.
Il lungo abito chiaro era sormontato da un ciondolo molto antico.
Ad una muta richiesta della giovane il ciondolo si rischiarò sprigionando una luce nella quale si intravedeva la sagoma di un drago.
Sembrava che stesse controllando chi lo evocava ed una volta appurato chi fosse lasciò che il Fascinatio prendesse forma davanti a loro.
La giovane novizia rimase immobile non osando parlare mentre il libro a mezz’aria si dischiudeva dinnanzi a lei.
"Eccolo, ti senti pronta a guardarlo …" domandò la Suprema ancora comodamente seduta.
"No, credo di no.. mi basta averlo visto!" i suoi occhi erano lucidi e felici.
"Allora ritirati pure.." la congedò.
La strega in erba uscì dopo aver fatto un breve cenno del capo ad entrambe le streghe.

"Anche stavolta la curiosità ha spinto una di loro a fare la domanda!" mormorò sospirando la Suprema.
"Nurah, è naturale che succeda … ma non preoccuparti, noi non permetteremo che accada quello che ci ha segnate nel passato!" la guardiana le sorrise mentre iniziò ad annotare quell’episodio sul libro.
La Suprema le sorrise: "E’ vero, le nostre streghe sono intelligenti e questi non sono i tempi di una volta.. siamo integrate con i maghi e l’imperatrice Nimira non permetterebbe mai che gli orrori del passato si ripetessero!".
"E’ vero.. ma il futuro è incerto per questo segniamo tutto sul libro… per chi verrà dopo di noi!" Dolceluna richiuse il grosso libro e lo rispedì tra le mura magiche del ciondolo.
"E’ stato saggio nasconderlo nel ciondolo con un drago come primo custode… hai visto che faccia ha fatto?!" rise Nurah.
Dolceluna sorrise a sua volta: "Si ma è stato solo per praticità.. non puoi capire quanto pesa!".
Le due iniziarono a ridere, tanto che Garwen entrò nello studio di corsa.
Alla sua vista incerta il riso si fece più intenso e la ramanzina di Garwen iniziò come un sottofondo musicale percorrendo le vie della torre della magia.


Dolceluna

 

 

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