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Armor

 

Armor, si chiama Armor.
Così l'ho chiamato.
Madras Kristal mi disse che dovevo trovarmi un cavallo.
Perchè il cavallo ti sceglie, Lei mi disse..
Ti sceglie lui.

Sono seduta sul muretto fuori casa, sto prendendo coscienza di dove sono.
La Kioskas è colorata, anche se la gente non è molta.
Passo le giornate qui ultimamente, su questo muretto.. c'è sole, sole caldino, quello che ti fa stare seduta una giornata con le gambe a penzoloni a guardare le bellissime amazzoni che passano, a sentire scalpiccii di cavalli, a vedere lucenti cavalieri che si scambiano saluti, e le incredibili oscure streghe che mi guardano come fossi una bestiolina da buttare nel pentolone...
Aspetto che mi chiamino, aspetto Hat, forse la Madras, forse qualcuno che cominci il mio addestramento.
Non sta bene per una giovane guerriera in erba passare le giornate qui a poltrire! ..ma non ho fretta, so che quello che mi aspetta potrebbe essere molto impegnativo e sto qui a riprendermi le forze... in fondo non è così male...
Intanto penso. Penso a come sarà vivere qui, penso a quello che mi è successo prima di ora, ma non ricordo nulla.
Le giornate passano e io voglio un cavallo.
Voglio girare queste piane sul mio destriero, voglio galoppare forte, correre all'impazzata giù per il declivio, voglio sentire il vento forte sul viso e sudare su quella bestia, sentire quell'odore forte sulla mia pelle che mi manca da troppo tempo, da quando è successo qualcosa di talmente grande da non ricordarlo neppure.
Cavalcare è l'unica cosa che so fare, oltre naturalmente domare cavalli.
Ricordo che dove stavo prima domavo cavalli, e forse ho domato cavalli anche nella vita precedente. E' il mio lavoro, e come disse mia madre, un bel talento.
Ringrazio gli dei per questo, so che è un dono grande.
Vorrei cercare un lavoro qui, nel mio gruppo delle amazzoni, come domatrice di cavalli.. forse potrei chiederlo a Hat..
I cavalli con me parlano, non nel senso che immaginate, ma nel senso che io li capisco.
Capisco cosa pensano, perchè si muovono in un determinato modo, e capisco l'esatto attimo in cui vogliono fare qualcosa che non va.. scappare, ad esempio.
Li prevedo, vedo i loro occhi muoversi, le orecchie. (Mi succede lo stesso con i cani, ma qui nella kioskas non ne vedo molti in giro, anzi..).
Mi avvicino alle mura della kioskas, e guardo le vallate e i boschi.. il sole sta scendendo ormai, e comincio ad avere fame..
Non so se mi è concesso farlo, ma sgattaiolo fuori e mi ritrovo in poco tempo nei pressi del fiume.
Lo vedo.
E' una grossa bestia nera, possente, con il pelo sugli zoccoli enormi che paiono ancora più grandi, più da vicino.
Sta bevendo al fiume, è senza finimenti, si guarda in giro, parrebbe sereno.
Ancora non sa che l'ho scelto come compagno, e beve felice, muovendosi intorno al fiume molto lentamente.. in altre terre potrebbe essere un mearas!
Mi avvicino, il sole è quasi del tutto sceso dietro l'orizzonte, la luce brilla sui miei capelli, la brezza muove la sua criniera nera come la pece, lucida.
Zoppica! Probabilmente un piccolo incidente, non pare che zoppichi per una rottura delle ossa, pare una storta o qualcosa del genere.
Dovrò chiedere un medicamento alle streghe, forse con questa scusa potrei cominciare a chiacchierare con loro e scoprire qualcosa di più sul mio destino...
Cerco di avvicinarmi piano, pare che mi abbia visto, ma non molla la posizione, forse gli piaccio già... con passi leggeri mi avvicino davanti a lui, lo sguardo nel suo... lo so ora si impennerà, nitrirà forte e scapperà, devo riuscire a condizionarlo con lo sguardo, è l'unica arma che ho.
Lo guardo fisso, mi impongo.
Lui si impenna, poi come un grosso bufalo ricade sulle zampe anteriori e scrolla il muso enorme. Abbassa gli occhi.
E' mio.
Lo chiamerò Armor.
Mi avvicino piano, mi annusa la veste leggera che porto, che qualche buon anima mi ha dato qui alla kioskas, vedendomi sopraggiungere nuda qualche giorno fa.
L'ho trovata sulla porta di casa.
Gli dico piano di seguirmi, e lui non oppone resistenza.
L'ho conquistato.
Gli curerò il piede, non sarà difficile, conosco bene i segreti dei maniscalchi.
Ci incamminiamo piano verso la Kioskas, la mia figura esile e bionda, la sua massa possente nera, fianco a fianco.
Così, finchè gli dei lo vorranno.


Elenie

 

 

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