bordo_op.gif (351 byte)

Lettera all'Imperatrice

 

Trovavo il bisogno di scrivere, me ne resi conto al morir del sole.
Tenevo le mani sulla criniera del giovane Tergeste sbuffante, che galoppava contro il vento, tra odori lievi dell'imbrunire maturo.

Ma non potevo scrivere io una lettera... la mia calligrafia era troppo piccola ed ero maldestra con la penna... da guerriera mi vergognavo di ciò... scrivevo le poesie o i miei pensieri di nascosto, rintanata, lontano dal mondo e su pezzi di carta o su pelli che poi nascondevo come una bambina sotto il cuscino o nella sacca...
No... non potevo scrivere io! Dovevo trovare qualcuno che potesse segnare su carta i pensieri che io avrei dettato...
Non sapevo più a chi rivolgermi... dopo il mio viaggio non conoscevo gli scribi a parte Kristal, che non volevo affatto disturbare dalle sue commissioni di Madras.
Alla fine, quasi disperata, giunsi senza accorgermi alle porte di Kolise.
Mi fermai davanti ad un'amazzone di Guardia al Cancello, la chiamai accanto a me un attimo e lei, tremante quasi si avvicinò.
Era giovane evidentemente poco esperta, le sorrisi appena notando con quale ardore e passione stringeva l'elsa della bella spada lucente, poi tornai seria a guardarla e parlando veloce le diedi istruzioni: "Mi faresti un favore? Tu che frequenti queste case e questi hammers.... portami qua il miglior scriba che c'è!"
scesi da Tergeste veloce ma lei non si mosse e anzi, mi rispose a tono alto: "Viandante, non so se conosci le nostre leggi ma le amazzoni di guardia non si possono muovere dal cancello, e soprattutto per missioni non richieste dall'imperatrice Nimira o dagli ufficiali! Quindi viandante vai pure alla taverna e chiedi là consiglio, qui le amazzoni, gloria d'Arcano, stanno di guardia!"
Rimasi senza parole. Evidentemente non aveva visto i miei fregi di vice e sul primo momento fui decisa a mostrargliele e a ribeccarla... ma poi qualcosa mi bloccò.... il suo amore per il dovere ed i suoi occhi fieri.
L'altra amazzone divenne rossa e tentò di intromettersi nel discorso per avvertire la compagna di quanto stava succedendo ma la gelai con uno sguardo giusto.
"Bene... nobile guerriera... non ti spiacerà certo allora che io rimanga ad osservarti per imparare... così magari mi racconti un po' d'Arcano e dei suoi usi!"
Lei accettò di buon grado ed io rimasi lì, in piedi vicino a lei ad ascoltare affascinata...
Il mondo d'Arcano visto dagli occhi di quella ragazza che forse avrà avuto la mia età ma che aveva quella gioia nello sguardo che mi turbava, rimandando la mia mente indietro, al tempo che fu delle rose rosse.
Mi raccontò degli uomini affascinanti di questo mondo ed io sorridevo, a sentire nomi conosciuti, di amici e compagni.
L'altra amazzone ci fissava incredula... Finchè non fu ora per me di andare, salutai in fretta le due amazzoni, ma la giovane mi fermò:
"Ho studiato la buona scrittura, posso scrivere io quello che desideri viandante, e poi attaccarlo al Pulp... ne ho la facoltà!" disse con orgoglio e un pizzico di vanità che le concessi divertita nell'intimo.
"va bene... allora scrivi queste parole, nobile amazzone...

Nimira, mia Imperatrice...
sii fiera di coloro che ti difendono con cuore e spada, delle giovani dagli occhi vivi che vegliano notte e giorno ed attendono solo un tuo cenno per essere felici e che a te danno la vita se solo lo chiedi!

"Ecco.... ho finito!" dissi e montai sul destriero.
"Aspetta... come ti firmo?" chiese lei, ansiosa di conoscere il mio nome...
E senza pensare risposi:
"L'ultima tra le amazzoni"


Acer

 

 

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)