Lettera all'Imperatrice
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Trovavo il bisogno di
scrivere, me ne resi conto al morir del sole.
Tenevo le mani sulla criniera del giovane Tergeste sbuffante, che
galoppava contro il vento, tra odori lievi dell'imbrunire maturo. |
Ma non
potevo scrivere io una lettera... la mia calligrafia era troppo piccola
ed ero maldestra con la penna... da guerriera mi vergognavo di ciò...
scrivevo le poesie o i miei pensieri di nascosto, rintanata, lontano dal
mondo e su pezzi di carta o su pelli che poi nascondevo come una bambina
sotto il cuscino o nella sacca...
No... non potevo scrivere io! Dovevo trovare qualcuno che potesse
segnare su carta i pensieri che io avrei dettato...
Non sapevo più a chi rivolgermi... dopo il mio viaggio non conoscevo gli
scribi a parte Kristal, che non volevo affatto disturbare dalle sue
commissioni di Madras.
Alla fine, quasi disperata, giunsi senza accorgermi alle porte di Kolise.
Mi fermai davanti ad un'amazzone di Guardia al Cancello, la chiamai
accanto a me un attimo e lei, tremante quasi si avvicinò.
Era giovane evidentemente poco esperta, le sorrisi appena notando con
quale ardore e passione stringeva l'elsa della bella spada lucente, poi
tornai seria a guardarla e parlando veloce le diedi istruzioni: "Mi
faresti un favore? Tu che frequenti queste case e questi hammers....
portami qua il miglior scriba che c'è!"
scesi da Tergeste veloce ma lei non si mosse e anzi, mi rispose a tono
alto: "Viandante, non so se conosci le nostre leggi ma le amazzoni di
guardia non si possono muovere dal cancello, e soprattutto per missioni
non richieste dall'imperatrice Nimira o dagli ufficiali! Quindi
viandante vai pure alla taverna e chiedi là consiglio, qui le amazzoni,
gloria d'Arcano, stanno di guardia!"
Rimasi senza parole. Evidentemente non aveva visto i miei fregi di vice
e sul primo momento fui decisa a mostrargliele e a ribeccarla... ma poi
qualcosa mi bloccò.... il suo amore per il dovere ed i suoi occhi fieri.
L'altra amazzone divenne rossa e tentò di intromettersi nel discorso per
avvertire la compagna di quanto stava succedendo ma la gelai con uno
sguardo giusto.
"Bene... nobile guerriera... non ti spiacerà certo allora che io rimanga
ad osservarti per imparare... così magari mi racconti un po' d'Arcano e
dei suoi usi!"
Lei accettò di buon grado ed io rimasi lì, in piedi vicino a lei ad
ascoltare affascinata...
Il mondo d'Arcano visto dagli occhi di quella ragazza che forse avrà
avuto la mia età ma che aveva quella gioia nello sguardo che mi turbava,
rimandando la mia mente indietro, al tempo che fu delle rose rosse.
Mi raccontò degli uomini affascinanti di questo mondo ed io sorridevo, a
sentire nomi conosciuti, di amici e compagni.
L'altra amazzone ci fissava incredula... Finchè non fu ora per me di
andare, salutai in fretta le due amazzoni, ma la giovane mi fermò:
"Ho studiato la buona scrittura, posso scrivere io quello che desideri
viandante, e poi attaccarlo al Pulp... ne ho la facoltà!" disse con
orgoglio e un pizzico di vanità che le concessi divertita nell'intimo.
"va bene... allora scrivi queste parole, nobile amazzone...
Nimira, mia Imperatrice...
sii fiera di coloro che ti difendono con cuore e spada, delle giovani
dagli occhi vivi che vegliano notte e giorno ed attendono solo un tuo
cenno per essere felici e che a te danno la vita se solo lo chiedi!
"Ecco.... ho finito!" dissi e montai sul destriero.
"Aspetta... come ti firmo?" chiese lei, ansiosa di conoscere il mio
nome...
E senza pensare risposi:
"L'ultima tra le amazzoni"
Acer
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