L'alba di un nuovo giorno
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"Questo racconto è
dedicato a tutti coloro che mi hanno fatto provare queste emozioni..
Anche se molti non sono citati, ognuno di Voi, Hammers, ha scritto
un pezzetto di questa storia..." |
Il sole sorgeva e donava alle cime dei monti un colore quasi
fosforescente...
Garwen, in groppa al suo Feliadel, guardava quei picchi e sorrideva.
Era giunta l'ora di tornare ad Arcano, il paese che le aveva rubato
l'anima, e lasciarsi alle spalle le sofferenze e la solitudine che Gli
Stati dell'Unione le arrecavano ad ogni sua visita...
Spronò il suo stallone e cominciò una corsa folle verso le Kioskas,
respirando a pieni polmoni l'aria mattutina e osservando gli alberi
scorrere accanto a lei, indicandole la strada.
Si fermò ad osservare il Kruill, il suo corso a volte lento e a volte
tempestoso e, involontariamente, lo paragonava a quelli che aveva visto
negli Stati dell'Unione...
Come sembravano insignificanti al confronto di questo fiume tenero e
maestoso...
Fece abbeverare Feliadel e, stavolta lentamente, riprese a percorrere
Arcano, addentrandosi nelle vie che collegavano le varie Kioskas...
Tra sè e sè, si divertiva a riconoscere le dimore dei suoi vecchi
amici...
Un velo di tristezza le oscurò lo sguardo quando riconobbe le case di
coloro che, per motivi a lei oscuri, più non abitavano lì...
E con questa fievole malinconia si diresse verso la Taverna del Drago
Verde...
La Taverna.... Non l'aveva dimenticata...
Quante volte, negli Stati dell'Unione, aveva sentito la mancanza di
quelle mura familiari, delle facce sperdute dei nuovi arrivati, delle
risate e dei commenti nelle serate affollate...
Legò Feliadel nel cortile e, correndo, entrò.
Si fermò sulla soglia, ad osservare i presenti...
Fu accolta entusiasticamente da quei pochi che la conoscevano...
Furono baci e abbracci, e la malinconia si estinse rapidamente...
Si presentò a coloro che non conosceva o che erano appena giunti in
questa terra...
Due in particolare attirarono la sua attenzione... Una strega
chiacchierona che diceva di chiamarsi Dolceluna e un'artista, impegnata
a tessere le lodi di se stessa, di nome Madhatter...
Come al solito, quando gente nuova si presentava alla Taverna, Garwen si
divertì a punzecchiare le due fanciulle con battute sarcastiche... Era
il suo modo (discutibilissimo, in verità) per testare la simpatia e il
valore di una persona...
Pochi,fra coloro che avevano subìto questo sadico gioco, erano riusciti
a tenerle testa senza alterarsi o offendersi...
Ma Dolceluna e Madhatter non erano come le altre... Se ne accorse
immediatamente..
La prontezza delle loro risposte e la disponibilità con cui si
prestavano al "gioco" la colpirono positivamente e ben presto, senza
rendersene conto, provò una sorta di "Stima" per le due giovani...
La sera, nel buio della sua biblioteca, tra antiche pergamene di
incantesimi, si ritrovò a sorridere fra sè e sè per la giornata
passata...
Il confronto diretto era ciò che a Garwen piaceva... In amicizia e in
amore... Non i sorrisi falsi e di dovere, non le finta comprensione, ma
il sorriso caldo di un amico, e l'abbraccio di qualcuno capace di
saperla prendere, con la dolcezza e la simpatia...
Si addormentò sorridendo...
Il giorno dopo, avvenimenti spiacevoli e piacevoli si susseguirono
all'interno delle Kioskas, e la sera si trovò sola in Taverna...
Si sedette sul divano, bevendo birra, una dopo l'altra...
Era ciò che Garwen odiava di più... Non desiderava mai parlare di sè, ma
quella sera ne aveva proprio bisogno.. Aveva bisogno di liberare la sua
anima da grandi pesi...
Quasi magicamente Dolceluna comparve in Taverna e si sedette accanto a
Lei...
Parlarono fino a notte fonda di loro stesse, dei loro sogni... E Garwen
era felice...
La sua anima ora, volava... Si rese conto che molte cose stavano
cambiando in lei...
La strega scontrosa e solitaria che molti conoscevano, simpatica per
dovere, ma profondamente vuota dentro, pian piano svaniva, volava via..
E con essa la solitudine, mostro terribile che azzannava il suo Spirito
e le toglieva, lentamente, in un triste stillicidio, la voglia di
vivere...
Ma ora era diverso... Aveva trovato un'Amica...
Capì allora quale era il senso del suo arrivo ad Arcano, il perchè delle
sofferenze che l'avevano condotta lì, il motivo per cui aveva dovuto
attendere pazientemente..
Ora gustava in piano la gioia della Vita...
Quella notte non dormì... Era troppo felice per dormire anche solo un
minuto...
Si sedette accanto alla finestra della sua camera, ad osservare le
stelle e la Luna, che mai come quella notte le erano sembrate più
belle... E attese che l'Astro del Mattino le illuminasse il volto con i
suoi primi raggi...
Attese con gioia l'Alba di un nuovo giorno
Garwen
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